Spagna

 

Van Gaal “Re” della Catalogna


Senza Ronaldo il Barcellona vince la Liga
davanti al sorprendente Athletic Bilbao

 

Il Barcellona ritorna sul trono di Spagna, scalzando i rivali di sempre del Real Madrid e chiudendo la stagione in modo trionfale con la vittoria, anche se dopo i calci di rigore, della Coppa del Re contro la rivelazione Maiorca, neo promossa. Una stagione contraddittoria, che lo scorso inverno sembrava addirittura fallimentare e invece il tecnico olandese Louis Van Gaal, al suo primo anno sulla panchina blaugrana, ha trasformato in un autentico successo personale. Ha cambiato mille volte formazione, è uscito con le ossa rotte dalla Champions League, ripudiando i portoghesi Vitor Baia e Fernando Couto e pretendendo l’ingaggio di due ex allievi ai tempi dell’Ajax Michael Reiziger e Winston Bogarde, reduci da un’esperienza disastrosa con la maglia del Milan. Un anno fa Van Gaal si era accordato con il presidente catalano Nuñez per organizzare il settore giovanile, e invece è stato chiamato direttamente al posto dell’inglese Bobby Robson che, dopo avere vinto la Coppa delle Coppe non ha fiatato e si è messo da parte accettando un curioso incarico di “Responsabile della campagna acquisti”. Robson è rimasto dietro le quinte per l’intera stagione e non ha mai approfittato delle difficoltà del collega olandese... davvero tante! Quando il Barcellona ha ottenuto la matematica certezza di essere campione, l’inglese si è sentito libero di annunciare che dalla prossima stagione siederà sulla panchina del PSV Eindhoven. Van Gaal è stato pesantemente e sonoramente contestato, l’eliminazione in Champions League non se l’aspettava nessuno, al contrario, non sembrava così facile spodestare il Real Madrid, anche senza Capello al timone, nella Liga. E poi c’era pur sempre un certo Ronaldo da fare dimenticare. In realtà non c’è riuscito nessuno, tantomeno il suo erede designato Anderson che per alcuni mesi ha avuto qualche disaccordo, diciamo così, con il suo allenatore.
Per lo stesso motivo ha fatto le valigie l’ex milanista Dugarry, ceduto all’Olimpique Marsiglia durante il campionato. I gol sono arrivati per vie esterne, ha sorpreso ancora il jolly Luis Enrique, ritornato alle origini quando con la maglia dello Sporting Gijon si era meritato l’attenzione del calcio nazionale proprio grazie ai suoi gol, ha confermato le attese l’ultimo “crack” del mercato dopo Ronaldo che a poche ore dal via della Liga aveva portato da La Coruña a Barcellona il mancino Rivaldo, l’erede di Bebeto nelle file galiziane. Investimenti a macchia d’olio per fare scivolare via l’ingombrante ombra del Fenomeno.
Il risultato ha superato quello previsto al “Camp Nou” e dintorni, ma i problemi sono stati tanti. E’ vero che Van Gaal ha avuto l’abilità e il carattere di aspettare, continuando imperterrito con i suoi schemi, facendo fuori giocatori simbolo come Ferrer per fare giocare il suo pupillo Reiziger, che anche in Spagna non ha certamente brillato, ma che per Van Gaal è diventato una sorta di giocatore tabù, l’unico capace di risolvere tutti i problemi della difesa e per fargli posto il nazionale Abelardo è rimasto in panchina e l’ex parmigiano Fernando Couto è finito in tribuna. L’allenatore olandese ha spostato Sergi a fare il laterale sinistro sulla mediana perché al centro della difesa ha piazzato il connazionale Bogarde. Senza Guardiola infortunato per tutta la stagione, con De la Peña a mezzo servizio, anche lui per guai fisici, Van Gaal ha rischiato molto e si è inventato il modesto cursore Celades regista, un’idea non tanto malvagia visto che è stata “mutuata” anche dal Ct iberico Clemente che ha portato il blaugrana in Francia.
Chi non ha perso un colpo, e non a caso è stato insignito della fascia di capitano, è il tornante lusitano Figo, il sogno proibito di Capello al Milan, determinante con il suo cambio di passo, la sua personalità e la sua tecnica. Si è arreso all’evidenza, anche perché c’era un Mondiale alle porte e le partite giocate non arrivavano a coprire le dita di una mano, l’ex parmigiano Stoichkov, che è arrivato a rimpiangere i tempi di quando Cruijff allenava il Barça prima di stracciare il contratto con i catalani e tornare in Bulgaria. Ma la delusione più grande è arrivata dalle, presunte, avversarie. Il Real Madrid, campione in carica, affidato al tedesco Jupp Heynckes ha perso i confronti diretti con i blaugrana e ha deluso senza appelli in campionato. Inutile il cambio di portieri, Illgner per Canizares, come l’inserimento in corsa dell’ex doriano Karembeu, il reparto che è mancato all’appello è stato l’attacco: Suker e Raul caduti in crisi esistenziale, Mijatovic, distratto dai gol mondiali con la Jugoslavia, si è infortunato sul più bello, mentre non poteva fare di più il giovane ariete Morientes che ha scalzato Suker dall’undici titolare. Tutto da rifare all’Atlético Madrid (arriva Sacchi), al Valencia (resta Ranieri) e al Deportivo La Coruña, le grandi sconfitte stagionali. Ha deluso molto anche il Betis Siviglia e Denìlson, la prossima stagione, potrebbe non bastare. Al contrario, applausi per la “provincia”, forte del Maiorca, del Celta, della Real Sociedad e soprattutto dell’Athletic Bilbao, che giocherà la prossima Champions League.

 

La Top 11 del Barcellona campione

 

Giocatore ruolo nazionalità

data
di nascita

Ruud Hesp portiere olandese 31-10
1965
Albert Ferrer difensore spagnolo 6-6-1970
Michael Reiziger difensore olandese 3-5-1973
Miguel A. Nadal difensore spagnolo 28-7
1966
Winston Bogarde difensore olandese 22-10
1970
Figo Luis F. centrocampista portoghese 4-11
1972
Albert Celades centrocampista spagnolo 29-9
1975
Sergi Barjuan centrocampista spangolo 28-12
1971
Sonny Anderson attaccante brasiliano 19-9
1970
Rivaldo Vitor B. attaccante brasiliano 19-4
1972
Luis Enrique Martinez attaccante spagnolo 8-5-1970
Louis Van Gaal allenatore olandese 8-8-1951
 

La Top 11 della stagione 1997-98

 

Giocatore ruolo nazionalità data
di nascita
squadra
Cesar Sanchez portiere spagnolo 2-9
1971
Real Valladolid
Michel Salgado difensore spagnolo 22-10
1975
Celta
Mauricio Pochettino difensore argentino 2-3
1972
Espanyol
Hristo Vidakovic difensore jugoslavo 5-1
1969
Betis Siviglia
Nacho difensore spagnolo 3-2
1967
Compostela
Figo
Luis F.
centrocampista portoghese 4-11
1972
Barcellona
Mazinho centrocampista brasiliano 8-4
1966
Celta
Paulo Bento centrocampista portoghese 20-6
1969
Oviedo
Roberto Pompei centrocampista argentino 14-3
1970
Oviedo
Christian Vieri attaccante italiano 12-7
1973
Atlético Madrid
Luis Enrique attaccante spagnolo 8-5
1970
Barcellona
Claudio Ranieri allenatore italiano 20-10
1951
Valencia
 

La classifica finale della Liga

 

Classifica Punti g v n p gf gs
BARCELLONA (campione) 74 38 23 5 10 78 56
Athletic Bilbao 65 38 17 14 7 52 42
Real Sociedad 63 38 16 15 7 60 37
Real Madrid 63 38 17 12 9 63 45
Atlético Madrid 60 38 16 12 10 79 56
Maiorca 60 38 16 12 10 55 39
Celta 60 38 17 9 12 54 47
Betis Siviglia 59 38 17 8 13 49 50
Valencia 55 38 16 7 15 58 42
Espanyol 53 38 12 17 9 44 31
Real Valladolid 50 38 13 11 14 36 47
Deportivo La Coruña 49 38 12 13 13 44 46
Saragozza 48 38 12 12 14 45 53
Salamanca 45 38 12 9 17 46 46
Santander 45 38 12 9 17 46 55
Tenerife 45 38 11 12 15 44 57
Compostela 44 38 11 11 16 56 66
Oviedo 40 38 9 13 16 36 51
Mérida 39 38 9 12 17 33 53
Sporting Gijon 13 38 2 7 29 31 80


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