|


Mia Hamm, fuoriclasse Usa |

Tacchetti a spillo
In Italia
il calcio è lo sport più praticato in assoluto e il suo
campionato tra i più avvincenti al mondo. Eppure le gesta sportive
di tanti campioni non diventano carro trainante del calcio al femminile,
disciplina che raccoglie soltanto le briciole, sia dal punto di vista
della visibilità sia per linteresse dei tifosi. Attraversando
loceano, negli Stati Uniti la situazione è praticamente capovolta.
Sono i maschi a essere stati relegati in un angolo dalle gesta sportive
di atlete che raccolgono sempre più consensi. Un americano appassionato
di sport conosce a malapena i nomi di Eric Wynalda e Marcelo Balboa, due
tra i giocatori più rappresentativi del calcio maschile a stelle
e strisce, ma al tempo stesso è pronto a snocciolare anche il più
piccolo aneddoto su Julie Foudy, Mia Hamm o Brandi Chastain, ragazze terribili
del soccer in gonnella.
Nella finale mondiale disputata nellestate del 1999 al Rose Bowl
di Pasadena dalle americane contro la Cina cerano 90mila spettatori,
per non dire del miliardo di persone incollate davanti ai teleschermi
di tutto il mondo. Persino lex presidente Bill Clinton non volle
far mancare il proprio sostegno alla Nazionale femminile che riuscì
a conquistare il titolo iridato contro una formazione che sulla carta
era più accreditata. Un risultato che per la Casa Bianca assunse
anche un significato diplomatico: la Nazionale femminile aveva infatti
vinto contro la formazione di un Paese comunista, esattamente un anno
dopo la sconfitta della selezione maschile ai Mondiali francesi contro
lIran, altro Paese tradizionalmente ostile agli Usa.
Dal crescente entusiasmo per il successo ottenuto in campo internazionale,
lo scorso marzo è partito il primo campionato professionistico
femminile. Un torneo con in lizza otto squadre che si daranno battaglia
per aggiudicarsi il titolo nel Superbowl in programma il prossimo
25 agosto. «La nostra Lega è composta dalle migliori interpreti
di questo sport» spiega con orgoglio Julie Foudy, capitano della
squadra Campione del Mondo. «Ci siamo lanciate in questa impresa
da sole, armate di quellentusiasmo che ci ha permesso di convincere
gli sponsor a tuffarsi in questa avventura. Sono convinta che il pubblico,
così come nella finale a Pasadena, ci riconoscerà il successo
che meritiamo».
A differenza di quanto è accaduto per la Lega femminile di basket,
quella di calcio è partita senza avere alle sue spalle una fortissima
lega professionistica maschile. La Major League Soccer, giunta al suo
sesto anno di vita, è ancora troppo legata alle varie etnie italo-ispaniche
per avere riscontri importanti dal punto di vista economico e commerciale.
Le donne, invece, non sembrano conoscere battute darresto e, approfittando
dellentusiasmo crescente, sono riuscite anche a strappare un contratto
miliardario con due colossi della comunicazione made in Usa, la Discovery
Communications e la Time Warner Cable.
Le
magnifiche otto
Al campionato,
come detto, prendono parte squadre di otto città (Washington, San
Diego, New York, Atlanta, Boston, Philadelphia, Raleigh-Durham e San Francisco)
e le più forti atlete in circolazione. Approfittando dello status
professionistico, la Women United Soccer Association (Wusa) è riuscita
infatti a convincere a suon di dollari le stelle del calcio mondiale a
giocare negli Stati Uniti. Julie Foudy non nasconde il proprio entusiasmo:
«Stiamo poco alla volta riempiendo tutti e otto gli stadi in cui
si gioca il campionato. Per noi è una sorta di anno zero, ma la
speranza è che a partire dalla prossima stagione
altri imprenditori decidano di investire il loro denaro nel soccer, per
rendere questa disciplina sportiva sempre più interessante e competitiva».
Barbie-gol
La Foudy è
un po la mamma della Wusa, ma ci sono altre atlete negli Stati Uniti
che con la loro immagine hanno contribuito a far decollare il soccer.
Parlare di calcio al femminile negli Usa vuol dire ricordare Mia Hamm
(la figlia di un colonnello dellAir Force che si innamorò
del calcio durante gli anni vissuti in una base Nato in Italia), diventata
la fidanzata dAmerica ai tempi dei Mondiali. Al suo viso grazioso,
riprodotto tra laltro per lultima versione della Barbie, sono
legate le pagine più belle del calcio femminile. Persino il Financial
Times si è scomodato per dedicarle un lungo servizio in prima pagina.
Negli Usa, si può leggere sulle colonne del prestigioso quotidiano,
i suoi successi sportivi vengono paragonati a quelli di Tiger Woods, il
re mondiale del golf. Del resto le cifre parlano a favore di Mia, che
in unintervista dichiarò qualche tempo fa di essere una grandissima
tifosa della Fiorentina e di Giancarlo Antognoni. Con la maglia della
Nazionale ha disputato oltre 200 partite, realizzando quasi 150 gol. Gli
americani la considerano un modello per migliaia di teen-agers. Mia è
una macchina da soldi, lo strepitoso testimonial della Nike che ha deciso
ben presto di puntare sul cavallo giusto. A lei, il colosso dellabbigliamento
sportivo statunitense ha addirittura dedicato un edificio nei quartieri
generali in Oregon. Privilegio che condivide con unaltra stella
del calcio mondiale, linterista Ronaldo. Scusate se è poco...
Luigi Guelpa |
|