La nazionale agli Europei femminili
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Manuela Tesse |
Lascia e raddoppia
Fabiana Comin ormai era abituata: la borsa da preparare alle sette del mattino, la corsa in segheria e alle cinque direttamente al campo. Si allenava anche quando le sue compagne riposavano, perché allappuntamento con la Nazionale bisognava arrivare tirate a lucido. Unagenda massacrante che si è improvvisamente svuotata il primo giugno: niente ferie, niente permessi, prosciugati durante la stagione. Come si fa? «Ci si licenzia. Lavevo già fatto per i Mondiali del 99 in America. Poi, è vero, la festa finisce e bisogna ricominciare daccapo. Ma, insomma, ne vale la pena: io gioco a pallone da quando avevo 12 anni e i bambini, si sa, sognano di arrivare, un giorno, in Nazionale». |