Archivio per la categoria 'Udinese Calcio'

Lazio, Reggina, Sampdoria, Serie A, Udinese Calcio

La Reggina sprofonda a Marassi, l’Udinese sogna la zona Uefa

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Floro Flores trascina l’Udinese
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GENOVA- Gara senza storia quella andata in scena nell’anticipo tra Sampdoria e Reggina. La prima con la testa all’imminente finale di Coppa Italia, i calabresi invece in cerca di punti per una salvezza che ora, dopo questo tonfo, è sempre più lontana.

BIS DI DESSENA — Passano solo 50 secondi e i blucerchiati vanno a segno: Dessena scarica un destro da fuori area, imprendibile per Puggioni. La Samp prende in mano le redini del gioco sin da subito quindi, facendo a meno del suo uomo più importante: Cassano rimane in panchina, “risparmiato” per la sfida con la Lazio nella coppa nazionale. Spazio dunque all’inedita coppia Marilungo-Pazzini. Al 15′ Valdez stende Pazzini e lascia i calabresi in 10. La Reggina va in tilt e al 31′ è ancora Dessena a sorprendere l’estremo difensore reggino.  Dopo appena 5′ è Delvecchio a stendere definitivamente gli ospiti: punizione di Ziegler e con la fortuita deviazione di Barreto l’attaccante blucerchiato non sbaglia.

RIPRESA: STESSA MUSICA- Orlandi inserisce un’altra punta, Corradi al posto di Barillà. Ma la Samp è senza pietà, infierisce al 1′ e al 5′: Marilungo insacca di testa, Pazzini ruba palla ad Adejo e chiude i conti. Finisce così, con la Reggina impotente e sempre più giù in classifica.

Una grande Udinese espugna l’Olimpico di Roma con un secco 3-1, contro una Lazio disattenta e con la mente alla finale di Coppa Italia.  Succede tutto nel secondo tempo, dopo i primi 45′ all’insegna della noia. Passa in vantaggio la squadra di casa con Rocchi, ma dopo appena 4′ Floro Flores riporta il risultato in pareggio. Al 69′ Matuzalem atterra Asamoah: sulla palla va D’Aagostino che batte Muslera. La Lazio cerca di reagire con Zarate, ma i friulani sono palesemente più in partita, e chiudono i conti con Quagliarella su rigore per un fallo di Siviglia su Floro Flores. L’Udinese si porta dunque a soli 2 punti dalla zona Uefa collezionando la 5 vittoria consecutiva. La Lazio pensa alla Sampdoria.


Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese grande cuore. Ma Diego la trafigge

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Diego spezza il sogno dell’Udinese
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UDINE - Allo stadio Friuli va in scena il ritorno dei quarti di Coppa Uefa tra Udinese e Werder Brema e purtroppo la trama di questa partita è simile a quella dell’andata. Udinese tanto gioco, tanto impegno, tanto cuore ma non la sufficiente attenzione nei momenti topici del match. La partita termina sul 3-3 quando i friulani, grazie ad un concreto Quagliarella autore di una doppietta, a fine primo tempo si erano portati sul 3-1. Ma, come si è detto, pesano sulla squadra di Marino gli errori difensivi di cui Diego e Pizarro, con il brasiliano autore di una doppietta, aprofittano per portare a casa la qualificazione. La cronaca della partita porta in conto anche un penalty fallito dall’onnipresente trequartista brasiliano ma, come si dice, se non è stata una prestazione da dieci e lode merita comunque un dieci pieno e gli osservatori juventini avranno avuto modo di stropicciarsi gli occhi.

Equilibrio- Il primo tempo è all’ insegna dell’equilibrio. Tutte e due le squadre provano a segnare per mettere fin da  subito pressione all’avversario. LUdinese macina più gioco con le sovrapposizioni di Pasquale attivissimo e di un Asamoah in formato mediano di spinta rugbistico. Il Werder adotta una tattica maggiormente accorta puntando a ripartire velocemente grazie alle rapide verticalizzazioni di Diego a favore degli avanti tedeschi o alle giocate personali dello stesso brasiliano in prossimità della porta difesa da Handanovic. E’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo che si origina la prima occasione per i friulani: all’8′ da un azione personale di Quagliarella nasce un corner in cui Inler ha una buona opportunità ma pasticcia maldestramente. Il Werder risponde sempre su azioni da calcio d’angolo con Diego il cui primo tentativo è diretto verso la porta di Handanovic e il secondo è un servizio al bacio per Mertesacker il cui colpo di testa si spegna a lato di un niente. Queste due occasioni svegliano un pò la squadra di Marino che prova a non farsi schiacciare dai tedeschi e infatti, grazie ad una prodezza balistica di Inler, va in vantaggio al 15′ del primo tempo. Il Werder reagisce sfruttando anche l’assetto sbilanciato della squadra friulana che a volte sembra un pò troppo lunga facendo fatica a ripiegare nelle ripartenze. In una di queste azioni, infatti, Diego sfrutta molto bene lo spazio concessogli da Zapata, improvvisato difensore esterno destro anche stasera, e va a segno con un piccolo capolavoro di tecnica e precisione al 27′ del primo tempo.

Discontinuità- Sembra una replica della partita di Brema: Udinese generosa ma poco incisiva, il Werder, illuminato dal suo campione,  cinico e spietato. Ma questa sera il segno di discontinuità rispetto all’andata  è rappresentato da Fabio Quagliarella. Da una delle tante sovrapposizioni di Pasquale dalla sinistra viene fuori una bella verticalizzazione per l’attaccante campano che, stavolta, infila Wiese con un abile pallonetto preciso ed efficace: 2-1 al 29′ del primo tempo. Il goal carica gli uomini di Marino ed è sempre Quagliarella, servito da Inler, grazie ad una prodezza eccezionale,  a battere nuovamente Wiese e portare il risultato sul 3-1 al 38′ del primo tempo. I friulani sul chiudere del primo tempo rischiano di capitolare ma, grazie ad un’uscita di Handanovic, rimangono in corsa per la qualificazione che adesso è in situazione di perfetta parità.

Fine del sogno- La ripresa vede un’Udinese vogliosa di voler mettere dalla sua la qualificazione: Quagliarella al 9′ prova a colpire da venti metri ma il suo shoot va fuori davvero di pochissimo. La squadra di Marino appare ben messa soprattutto in possesso di palla con Asamoah, moto perpetuto, e Pasquale instancabile ed estremamente preciso nei servizi per gli attaccanti. Udinese che in questa seconda parte di partita fa a meno di Sanchez per un infortunio accorsogli nella prima frazione (al suo posto Floro Flores). Purtroppo per gli uomini di Marino con il passare dei minuti aumentano le disattenzioni difensive, e in una di queste si origina il 3-2: un tiro di Pizarro  a cui viene lasciato troppo spazio, incoccia la traversa della porta di Handanovic, sulla respinta il più rapido è manco a dirlo Diego che porta la qualificazione più vicina a Brema al 15′ della ripresa. Il colpo è durissimo, ora l’Udinese ha bisogno di 2 goal per qualificarsi e non sembra che la fortuna sia della sua. Infatti prima Pepe e poi Asamoah , con un palo clamoroso,  non riescono a rimettere in piedi questa partita; sembra quasi che la porta di Wiese sia stregata in questa ripresa. La truppa di Schaaf, invece, è straordinariamente cinica e da un maldestro intervento di Domizzi ha l’opportunità di andare sul 3-3 su rigore. Penalty che viene fallito clamorosamente da Diego con Handanovic che respinge in calcio d’angolo. Sullo stesso, però, Pizarro è liberissimo nell’area piccola e pareggia al 28′ mettendo in ghiaccio la partita. La squadra di Marino prova ad onorare, quantomeno, l’impegno ma colleziona un altro palo su azione di Domizzi da calcio d’angolo. Purtroppo non è serata…E la partita finisce così. Il sogno termina per la squadra friulana autrice di una partita vogliosa ma non sufficientemente attenta in fase difensiva. Dall’altra parte si è messo un grande calciatore che, per i colpi esibiti, ci si augura di vederlo presto in Italia.

Reggina, Serie A, Udinese Calcio

Floro Flores inguaia la Reggina

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Doppietta per Floro Flores
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REGGIO CALABRIA- Nella domenica di Pasqua, il match del Granillo tra Reggina e Udinese termina 2-0 a favore dei friulani di Marino grazie alla doppietta di Floro Flores, nel finale di partita, al 40′ e 46′ della ripresa. C’è da dire che anche nella partita di Reggio Calabria, come nelle partite del sabato santo, il clima è stato arroventato da alcune decisioni arbitrali piuttosto discutibili che hanno eccitato gli animi in maniera piuttosto evidente. La Reggina , infatti, finisce la partita in 9 e l’Udinese riceve un penalty piuttosto generoso su fallo di Lanzaro su Floro Flores. Oltre al danno anche la beffa vista l’espulsione del difensore…Dal dischetto però Domizzi non va a segno così come Brienza per la Reggina.

Turnover europeo- L’Udinese si presenta al match contro gli amaranto di Orlandi in versione rimaneggiata, da turnover, con D’Agostino, Inler e Quagliarella a riposo o in panchina,  in vista dell’impegno di Uefa contro il Werder. Il primo tempo è dominato dalla squadra di casa per via delle maggiori motivazioni che i reggini hanno. La colpa degli uomini di Orlandi è, però, quella di non capitalizzare questo dominio sotto il profilo del gioco. Dai calabresi, infatti, vengono sciupate numerose occasioni: Ceravolo , Halfredsson, Brienza e Barreto hanno delle opportunità assai favorevoli ma la palla non vuole saperne di andare in rete. Gli uomini di Marino non pongono grande resistenza alla pressione amaranto per via delle numerose assenze ma anche per un livello di attenzione che, inevitabilmente, è diretto all’impegno europeo. La prima frazione si conclude sullo 0-0.

Fattore Arbitro- La ripresa è all’insegna degli episodi arbitrali già accennati in precedenza. L’Udinese ,infatti, riceve un penalty assai benevolo e generoso e nello svilupparsi dell’azione Lanzaro viene anche espulso costringendo gli amaranto in dieci. Domizzi fallisce, però, l’opportunità dagli undici metri calciando alto il pallone. La decisione arbitrale esaspera oltre modo gli animi e un altro giocatore della Reggina, cioe Barillà, viene espulso per somma di ammonizioni dopo un intervento assai brutto su Isla.

Floro Flores decisivo- La Reggina, però, nonostante una situazione di inferiorità numerica , ha l’opportunità di poter sbloccare il risultato ma Brienza fallisce clamorosamente anche per il disperato intervento di Domizzi. L’ex palermitano ha anche l’opportunità del calcio di rigore ma anche questa viene fallita . E’ una partita stregata per lui. Nei minuti finali Floro Flores è decisivo con una doppietta che chiude il conto di questa gara così nervosa e concitata. A partita finita, contestazione da parte dei tifosi che causano disordini e scontri con le forze dell’ordine. Che dire questa Santa Pasqua del fair play e della riflessione non ha minimamente toccato il nostro calcio. Che delusione!!

Calcio, Coppa Uefa, Udinese Calcio

Doppio Diego lancia il Werder, Quagliarella per sperare

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Diego lancia il Werder
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BREMA - L’ultima superstite del calcio Italiano, in Europa, rimedia una pesante sconfitta in terra tedesca ad opera del Werder . Lo score recita 3-1 con Diego , stella della partita, autore di una doppietta (34′ primo tempo,22′ secondo tempo) e Hugo Almeida al 24′ della ripresa a chiudere per i tedeschi. Quagliarella tiene a galla la speranza qualificazione con un goal nel finale a due minuti dallo scadere. Sconfitta pesante per gli uomini di Marino che , soprattutto nel secondo tempo, costruiscono delle ottime azioni che meriterebbero, quantomeno, il pareggio con Quagliarella protagonista ma poco incisivo. Il Werder, però , è maggiormente concreto e grazie al suo uomo di maggior classe fa la differenza e sfrutta le occasioni con estremo pragmatismo.

Equilibrio- Il primo tempo è all’insegna dell’equilibrio con un Werder assai attendista pronto a ripartire con rapidi contropiedi orchestrati da Diego mentre l’Udinese prova a far valere la maggiore velocità del trio d’attacco Quagliarella-Pepe-Sanchez per mettere in difficoltà la macchinosa difesa tedesca. La prima mezz’ora vede ,quindi, uno sterile possesso di palla bianconero che però non riesce a concretizzarsi in termini di occasioni e di pericolosità. Il Werder, dal canto suo, ogni volta che mette il becco fuori si rendere pericoloso. Prima con una traversa di Nando , con un tiro dalla distanza, al 30esimo minuto che fa tremare i tifosi friulani accorsi a Brema. Questo episodio è il preludio al goal del Werder, che da una palla persa da Inler a centrocampo , si origina un contropiede in cui Diego è abile a ritagliarsi lo spazio per calciare in porta un letale diagonale in cui ,però, Handanovic non è irreprensibile da responsabilità. Werder sull’1-0 e così si chiude la prima frazione.

Quagliarella sprecone- La ripresa vede una Udinese partire ben più conscia dei propri mezzi e motivata a riequilibrare la partita. Dopo 2 minuti ,infatti, arriva una clamorosa occasione per Quagliarella che però, l’attaccante della nazionale, non sfrutta con la dovuta freddezza . Gli uomini di Marino acquisiscono ancor più fiducia : Asamoah supporta assai di più l’azione offensiva del tridente e mette in difficoltà Frings in fase di copertura. Al 14′ della ripresa altra occasione clamorosa per Quagliarella ma la punta friulana anche stavolta non riesce a fruttare la mole di gioco di questo inizio di seconda frazione.

Diego colpisce ancora- E come dice una famosa massima del Calcio: goal fallito-subito, il Werder , infatti, da una ripartenza di Ozil che serve Diego, raddoppia con un bellissimo tiro a giro del brasiliano che va ad infilarsi sotto al sette al 22′ della ripresa. Anche in questa segnatura la difesa friulana non è immune da colpe con una copertura da parte di D’Agostino , quantomeno, approssimativa. Questa seconda marcatura manda in confusione la squadra di Marino che ,a distanza di due minuti, subisce il terzo goal ad opera di Hugo Almeida che sfrutta una linea difensiva troppo alta.

Goal della speranza- L‘Udinese , nonostante il passivo pesante, prova a reagire con la forza dell’orgoglio e del gioco. Marino sostituisce uno stanco Pepe , con Floroflores per cercare di dare maggiore incisività in fase offensiva. La squadra bianconera, difatti, costruisce un’altra situazione pericolosa ma Quagliarella non pare in serata e fallisce clamorosamente l’ennesima occasione davanti a Wiese per la disperazione della panchina bianconera. Sembra una partita stregata per l’attaccante campano ma questo incantesimo si rompe a tre minuti dalla fine: da un traversone dalla destra di Zapata, Floroflores stoppa in maniera sporca la palla che si tramuta in un assist per Quagliarella che, finalmente, realizza. Il goal della speranza riaccende l’entusiasmo bianconero e sempre Quagliarella si rende pericoloso in mischia ma la palla non entra. La partita finisce sul 3-1 con un Werder cinico e concreto ed un’Udinese sprecona ma ancora con la convinzione di potercela fare.

Inter, Lecce, Milan, Serie A, Udinese Calcio

Isla lancia l’Inter a +9, Milan vince in Zona Cesarini

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Isla lancia suo malgrado l’Inter
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Roma- Gli ultimi 2 confronti della giornata “spezzatino” si risolvono con 2 vittorie per le squadre milanesi, successi, però, tutt’altro che agevoli e scontati . L’Inter di Mourinho soffre molto, soprattutto il primo tempo dell’Udinese, e quasi mai si rende pericolosa dalle parti di Belardi. Solo nel secondo tempo, grazie ad una giocata di Ibrahimovic, si origina un goal assai carambolesco e fortunoso, autorete di Isla, che lancia i neroazzurri in fuga e al massimo vantaggio sulla Juventus. Allo stesso modo il Milan ha la meglio su di un Lecce compatto solo nei minuti di recupero grazie ad un colpo di testa di Senderos deviato fortunosamente da Ronaldinho. A chiudere poi il match, un minuto dopo ci pensa il solito Pippo Inzaghi. Andiamo nel dettaglio.

Udinese-Inter 0-1

Il racconto di questa partita è all’insegna di un’Udinese troppo poco concreta nelle sue azioni offensive e di un’Inter che con un pò di fortuna e tanta tanta pragmaticità porta a casa un successo importantissimo ai fini della lotta scudetto. Mourinho, come da copione, propone come alternativa di Maicon, Santon, e fa giocare Maxwell esterno di difesa a sinistra. Marino risponde con il solito tridente con Floro Flores a sostituire l’infortunato Di Natale. E’ una partita sostanzialmente condotta dall’Udinese che crea maggiormente gioco mentre l’Inter bada ad occupare maggiormente gli spazi cercando di abbozzare qualche ripartenza. La manovra interista, però, è troppo lenta e quindi facilmente prevedebile da parte degli uomini di Marino. I friulani quindi creano i presupposti maggiori, nel primo tempo, con Quagliarella che va a terra in maniera sospetta dopo l’uscita di Julio Cesar. Nella ripresa il copione non cambia ed è sempre Quagliarella l’uomo più pericoloso e, prima Cordoba poi il portierone interista, salvano il risultato. Ed è nel momento in cui ti aspetti che l’Udinese sblocchi il risultato arriva il goal dell’Inter. Tutto parte da un’invenzione di Ibrahimovic che pesca alla grande Vieira che , subendo una carica, fa ballonzolare la palla sui piedi di Isla, appostato in chiusura, e la palla, lemme lemme, va in rete. Goal fortunoso che mette in condizioni l’Inter di poter gestire la gara e di avere anche altre situazioni pericolose proprio con Ibrahimovic qualche minuto dopo. L‘Udinese, però, non si da per vinta e nel finale crea un’altra situazione molto pericolosa ma Obodo spreca tutto. Il punteggio resta quindi inchiodato all’1-0, certificando la vittoria numero 22 dell’Inter in campionato con una dote di 9 punti sulla Juventus a 8 giornate dalla fine. Quell’autogol di Isla, oltre che a Udine, lo ricorderanno a lungo anche a Milano.

Milan-Lecce 2-0

La partita di San Siro fin dal primo secondo delinea immediatamente quello che sarà il quadro di tutto il match. Milan a cercare di scardinare un Lecce ben organizzato difensivamente e che mette 9 uomini dietro la linea della palla con il solo Tiribocchi a dare noia alla difesa rossonera. La squadra di Ancelotti appare poco brillante e veloce nelle proprie azioni con un Kakà , non in grandissimo spolvero, e con un Seedorf che porta troppo palla e non riesce mai a rendersi e a rendere l’azione del Milan pericolosa. Il solo che si mette in evidenza con qualche giocata è Pato che grazie a percussioni da destra crea qualche imbarazzo alla difesa salentina. Il primo tempo, però, si conclude senza grosse emozioni sullo 0-0. Nel secondo tempo, Ancelotti prova a mescolare le carte e manda dentro Ronaldinho per Seedorf ma le cose non sembrano cambiare. Il Milan attacca troppo centralmente la difesa leccese e quindi incontra maggiori difficoltà del previsto a sbloccare il risultato. Però, ad ovviare a queste difficoltà, c’è sempre il “Papero”. Il giovane brasiliano è in giornata e fa impazzire la difesa leccese e per ben due volte sfiora il goal del vantaggio dopo delle azioni individuali di ottima fattura, ma sembra che la porta di Benussi sia stregata. I minuti passano ma il Milan non sembra trovare il bandalo della matassa. Da un calcio piazzato però, al 91′, si origina il goal del vantaggio. Senderos, subentrato all’infortunato Maldini dopo 30 minuti di gioco, anticipa tutti e stacca di testa poderosamente, la traiettoria del pallone incontra fortunosamente la testa di Ronaldinho, il che rende l’intervento di Benussi assai complicato,  e la palla si insacca. Questo goal taglia le gambe agli uomini di De Canio che, due minuti dopo, da un ‘azione del subentrato Shevchenko subiscono il raddoppio di Pippo Inzaghi che anche stavolta va a segno. La partita si chiude così. Risultato pesante per il Lecce e importante per il Milan che si porta a - 5 dalla Juve e mantiene il vantaggio sull’arrembante Genoa.


Coppa Uefa, Udinese Calcio

Quarti Uefa, l’Udinese pesca il Werder. Doppia sfida Francia-Ucraina

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Ostacolo Werder per l’Udinese
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Nyon- C’è la Germania nel destino del calcio italiano. L’Udinese pesca infatti nell’urna svizzera il Werder Brema, già giustiziere del Milan, nei quarti di coppa Uefa. Ma in ballo non c’è solo la qualificazione alla semifinale contro la vincente di Amburgo-Manchester City, c’è pure un terzo posto nel ranking da difendere. Quello che assicura al nostro campionato, per capirci, quattro squadre in Champions League. Visti gli eurodisastri delle ultime due stagioni, la serie A rischia di farsi scavalcare proprio dalla Bundesliga. Un successo dei friulani, oltre a rappresentare un’ulteriore impresa sportiva, varrebbe oro anche in quell’ottica.

Impresa difficile ma fattibile- “Non ci stiamo facendo mancare nulla, incrociamo tutte le squadre migliori” il commento a caldo di Pietro Leonardi, dg bianconero. Il dirigente non ha tutti i torti: i tedeschi allenati da Schaaf sono tra le formazioni più temibili in corsa, sebbene in campionato stiano deludendo. La vittoria con l’Inter nella fase a gironi e la clamorosa estromissione del Milan sono un pericoloso campanello d’allarme. Dopo la vittoria con lo Zenit, però, l’Udinese ha dimostrato personalità e carattere, oltre che l’indubbia qualità di qualche elemento. La velocità del tridente di Marino e l’abilità nelle azioni di rimessa potrebbero essere la chiave della sfida: la difesa del Werder, in particolare il pacchetto centrale Naldo- Mertesacker, non brilla in rapidità e solidità.  Insomma, lo spazio per centrale l’impresa c’è. Questi quarti rappresentano poi l’occasione giusta per vendicare l’eliminazione beffa dalla Champions 2005-’06. I friulani uscirono a scapito del Werder nella fase a gironi pur terminando con gli stessi punti. Fu determinante lo scontro diretto: 1-1 in casa, 3-4 rocambolesco in trasferta con i friulani capaci di rimontare tre gol di svantaggio, prima di esser castigati nel finale.

Incrocio doppio-Il sorteggio ha riservato poi un curioso doppio incrocio Francia- Ucraina: il PSG ha i favori del pronostico contro la Dinamo Kiev, incerta la sfida tra Marsiglia e Shakthar Donetsk. In caso di passaggio del turno, la rivale dell’Udinese sarà una tra Amburgo e Manchester City, due clienti terribili. Ad ogni modo, per il vincitore di quest’edizione sarà una prima volta: nessuna delle magnifiche otto ha infatti mai sollevato questo trofeo.

Il quadro completo dei quarti. Andata il 9 aprile, ritorno il 16 aprile
Amburgo- Manchester City
Werder Brema- Udinese
Paris S.G.- Dinamo Kiev
Shakhtar Donetsk- Ol.Marsiglia

Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese, dolcissimo ko. Prima storica qualificazione ai quarti di Uefa

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Marino nella storia dell’Udinese
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San Pietroburgo- Soffre, va sotto, reagisce con personalità, perde, ma conquista comunque un traguardo storico. L’Udinese limita i danni all0 stadio Petrovsky, uscendo sconfitta di misura dalla sfida con lo Zenit per 1-0 (rete di Tymoshchuk), e guadagna così la prima qualificazione ai quarti di una competizione europea della sua storia. All’andata, infatti, la band Marino prevalse 2-0. I friulani rischiano il tracollo in un primo tempo di sostanziale sofferenza, poi meriterebbero il pari nella ripresa. Ma basta e avanza per spodestare i detentori del trofeo. Un’impresa, considerando che la formazione di Advocaat è stata l’ultima squadra in grado di battere, in Europa, i campioni del mondo del Manchester United.

Sofferenza- Lo squalificato Marino -relegato in tribuna- si affida a Lukovic per tamponare l’assenza di Ferronetti sull’out destro. Advocaat, invece, recupera all’ultimo Tymoshchuk, schierandolo a sorpresa come centrale difensivo. Dopo un buon avvio dei friulani (inzuccata di Quagliarella di poco alta), i russi iniziano a premere sull’acceleratore a caccia del gol che riaprirebbe la contesa. Gli uomini di Advocaat premono sulla corsia destra, individuando -a giusta ragione-  nel terzino slavo il tallone d’Achille dello schieramento friulano. Iniziano a fioccare corner su corner, Lukovic salva sulla linea con un tocco di mano rischiando grossissimo. Zyrianov mette i brividi ad Handanovic, ma quando gli ospiti ripartono in contropiede con Quagliarella e Di Natale sono insidiosissimi. Il moto perpetuo e la qualità di Fayzulin e Danny, però, rimangono un rebus per la difesa friulana che soffre sempre più e incassa l’inevitabile vantaggio russo. E’ capitan Tymoshchuk a capitalizzare di testa su un’azione da corner; Handanovic smanaccia, ma la palla ha già oltrepassato la linea. 1-0 per lo Zenit. E’ il momento peggiore per la band Marino, che suda freddo sulle insidiosissime conclusioni dei soliti Fayzulin e Danny. Il fischio finale è una liberazione.

Personalità- Marino prova a invertire Lukovic con Zapata per limitare i danni, anche se il terzino è costretto ad uscire per infortunio al 59′. Al suo posto entra Isla, già schierato in difesa nell’ultima di campionato. Ma è l’atteggiamento, decisamente più sicuro e autoritario, a cambiare. Dopo un guizzo di Danny, è infatti la band Marino a collezionare le migliori occasioni: Malaveef è costretto agli straordinari su Quagliarella, che ci prova prima di piede poi di testa. Lo Zenit prova a spingere, ma non ha più la necessaria lucidità, mentre l’Udinese cresce, e meriterebbe il pari sul colpo di testa di Pepe -che fa la barba al palo- e con Di Natale, fermato da uno strepitoso recupero di Tymoshchuk. Advocaat prova a dar più peso all’attacco con Tekke e Huszti, ma la manovra ne risulta impoverita. L’Udinese chiude in avanti, quasi in scioltezza, e conduce in porto la sconfitta più dolce e preziosa della sua storia. I campioni tornano a casa, i bianconeri continuano a sognare e tengono alto l’onore del calcio italiano.

Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese, spodesta lo Zenit

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Il bomber di coppa Quagliarella
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San Pietroburgo- Mancano poche ore al probante impegno degli uomini di Marino in terra di Russia. L’Udinese, unica rappresentante del calcio italiano in Europa, cercherà di difendere il 2-0 acquisito all’andata per ottenere il primo storico passaggio ai quarti di coppa Uefa. Però, nella tana dello Zenit San Pietroburgo, detentore del trofeo, il compito non si prospetta facile. L’obbiettivo è spodestare i campioni in carica.

Zenit mai vittorioso- Nessun gol e zero vittorie contro squadre italiane: il ruolino dello Zenit contro le nostre squadre rincuora i bianconeri. Sono infatti tre i ko; oltre allo 0-2 del Friuli, c’è lo 0-1 in casa della Juventus nella fase a gironi di Champions e un pesante 0-3 contro il Bologna nella coppa Uefa edizione 1999-2000. Anche il tecnico Dick Advocaat non vanta precedenti favorevoli. In sette incontri, un solo successo, due pari e quattro sconfitte. Molto meglio l’Udinese, all’attivo due vittorie in altrettanti match con squadre russe sempre in questa stagione (il primo hurrà è arrivato nella fase a gironi con lo Spartak Mosca, 2-1). I friulani, per altro, sono stati eliminati una sola volta dopo aver vinto la gara d’andata in casa. È accaduto nel primo turno della Uefa 2000/01 contro il Paok Salonicco: allo Stadio Friuli, però, finì ’solo’ 1-0, mentre in trasferta brutto ko per 3-0.

Formazioni- Quattro gli squalificati per questo return match: Aleksandr Anyukov e Roman Shirokov dello Zenit, Maurizio Domizzi e il tecnico Marino nelle fila dei bianconeri. L’Udinese schiererà la formazione tipo, con il tridente azzurro Pepe- Di Natale- Quagliarella (bomber di coppa bianconero con 5 reti) e Isla arretrato sulla linea dei difensori per ovviare alle assenze di Coda, Ferronetti e Tissone. Advocaat, invece, oltre ai due squalificati, dovrà presumibilmente far a meno del faro di centrocampo Tymoschuk. Fischio d’inizio alle 18.30 (20.30 locali) allo stadio Petrovsky di San Pietroburgo.

Coppa Uefa, Udinese Calcio

L’Udinese salva l’orgoglio italico. Zenit stroncato nel finale

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La coppia tutta italiana stende lo Zenit
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Udine- Meno male che c’è l’Udinese. I friulani salvano per ora l’orgoglio italiano, stendendo con due reti nel finale i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo. Una mezza impresa, considerato il valore di un avversario capace di strappare al Manchester, lo scorso agosto, la Supercoppa Europea. Quagliarella e Di Natale -due attaccanti della nazionale di Lippi, ulteriore motivo di consolazione per la nostra disastrosa spedizione europea- raccolgono all’ultimo respiro i frutti della mole di gioco prodotta durante tutto il match, mentre i russi si sono spinti in avanti soltanto nella ripresa. Il doppio vantaggio avvicina l’Udinese ai quarti di coppa Uefa, un traguardo sinora mai raggiunto dal club.

Ripresa pimpante- Marino s’affida all’estro del tridente tutto azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale. L’ex della Samp è il più ispirato, e tenta la conclusione di testa e di destro, sfiorando il vantaggio. Lo Zenit, invece, non si scopre, attende nella propria metà campo addormentando il gioco. I friulani, dopo l’arrembaggio iniziale, non se la sentono di rischiare più di tanto. Ben altra musica nella ripresa. I russi iniziano a scoprirsi, e le occasioni fioccano da una parte e dall’altra. Salgono così in cattedra i due portieri: Malafeev stoppa Inler e Pepe, Handanovic ferma Zyryanov e ringrazia la traversa sul bolide di Tymoschuk. Marino si fa cacciare per proteste, e sull’ennesimo balzo dell’estremo russo su Di Natale sembra chiudersi la contesa.

Il finale perfetto- Sembra, perchè il finale è incandescente. E tutto di marca bianconera. Pepe semina tutti sulla destra e recapita a Quagliarella un assist perfetto: il tap in sancisce il tanto agognato 1-0 (85′). Al 90′ Tymoschuk fa tremare il “Friuli” con una punizione insidiosa, ma sul ribaltamento di fronte Obodo viene trattenuto in piena area. Calcio di rigore che Di Natale trasforma. 2-0 inaspettato e quanto mai importante: l’Udinese ipoteca il passaggio del turno, tra sette giorni in Russia basterà limitare i danni.

Genoa, Inter, Roma, Serie A, Udinese Calcio

L’Inter non molla la presa, la Roma frena in casa

La Champions League chiama e le italiane si applicano negli anticipi, chi più chi meno.

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Ibra apre i giochi al Ferraris
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GENOVA- L’Inter sbanca il Ferraris giocando una partita ordinata e all’insegna del logico turn-over. Dentro la coppia Materazzi-Burdisso (che usciranno entrambi per infortunio) e Figo alle spalle di Ibra e Balotelli. I rossoblu rispondono col solito Milito aiutato da Sculli e Jankovic. Si parte forte: pronti via e il Genoa si mangia un gol solare con Thiago Motta, il cui tiro è troppo angolato.. Ma è l’Inter a segnare con un bellissimo pallonetto di Ibra, che scatta sul filo del fuorigioco e si lascia alle spalle Ferrari. Il Genoa non sta a guardare, anzi, macina calcio e lo fa anche molto bene. Julio Cesar da 10 e lode: strozza la gioia della rete con due interventi da miracolo, il primo su Thiago Motta, il secondo su Sculli.

INTER OUT- Problemi fisici bloccano Materazzi e Burdisso, dentro Cordoba e Muntari. Ma è il centrocampo nerazzurro a fare le bizze: Figo non riesce a reggere, perde troppe palle e manda in affanno la retroguardia. Con conseguente “emarginazione” del duo in attacco. Balotelli vorrebbe più corda, e finisce per innervosirsi. Brutto il fallo da tergo su Sculli, ma brutta anche la reazione del genoano che rifiuta le scuse del talento nerazzurro.

BALO C’E’- La ripresa comincia come era finito il primo tempo: il Genoa col possesso palla e l’Inter pronta a ripartire. Al 16′ Balotelli lascia partire un rasoterra debole che Rossi non riesce a deviare. La palla rotola sulla linea di porta e Morganti decide che è tutto regolare. Dalle immagini si vedrà invece che la sfera non supera del tutto la linea, ma rimane una valutazione accettabile vista l’impossibilità di vedere la dinamica da parte anche del guardalinee. Da questo momento in poi la gara si spegne lentamente, gli uomini di Mourinho svolgono il compitino avendo già la testa in quel di Manchester mentre i genoani si rassegnano.

GENOA-INTER 0-2
(Primo tempo 0-1)
MARCATORI: Ibrahimovic al 2′ p.t.; Balotelli al 16′ s.t.
GENOA (4-3-3): Rubinho; Biava, Ferrari, Bocchetti (dal 27′ s.t. Mesto); M. Rossi, T.Motta, Juric, Criscito; Sculli (dal 21′ s.t. Olivera), Milito, Jankovic (dall’11’s.t. Palladino). (Scarpi, Papastathopoulos, Modesto, Milanetto). All. Gasperini.
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Burdisso (dal 31′ p.t. Muntari), Materazzi (dal 16′ p.t. Cordoba), Santon; J.Zanetti, Cambiasso; Figo (dal 27′ s.t. Mancini), Stankovic, Balotelli; Ibrahimovic (Toldo, Jimenez, Crespo, Adriano). All. Mourinho.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno
NOTE - Spettatori 32.000, paganti 9.476 per un incasso di 338.837,00 euro. Abbonati 22.856 per una quota di 285.173,00 euro. Ammoniti Ibrahimovic, Mancini, Ferrari, T. Motta e Biava per gioco scorretto, Milito per proteste, Balotelli per comportamento non regolamentare. Angoli 7-2. Recuperi: p.t. 4′, s.t. 3′.

vucinic

Vucinic riprende l’Udinese
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ROMA- Una Roma nervosa e poco ordinata pareggia all’Olimpico con l’Udinese e perde il passo per il quarto posto, in attesa di Milan e Fiorentina.

POCO PATHOS- I giallorossi, ancora privi di capitan Totti, si affidano a Baptista come unico terminale offensivo. Menez, Brighi e Taddei gli coprono le spalle. Udinese che invece risponde col tridente Pepe- Floro Flores- Di Natale. Partita che stenta a prendere piede, squadre attente ma che affondano pochissimo. Ci provano Taddei da un lato, di poco fuori la sua respinta di controbalzo, e Floro Flores, che becca l’esterno delle rete. Allo scadere i bianconeri protestano per un presunto fallo di mano in area di Mexes: Tagliavento lascia giocare. Dal replay si vedrà chiaramente che il rigore e l’ammonizione erano sacrosante.

TUTTO NELLA RIPRESA- L’Udinese comincia a crederci di più, e su un rinvio infelice coi pugni di Doni, Di Natale appoggia per Felipe che insacca di testa in rete sul secondo palo. C’è bisogno di una sferzata alla manovra giallorossa, e Spalletti lo intende: dentro Vucinic, fuori Menez- altalenante la sua prestazione. E sarà proprio il nuovo entrato a pareggiare i conti: gran botta dalla distanza in dribbling su Zapata. E’ 1-1. Ora gli uomini di Marino calano vistosamente, mentre la Roma ci crede di più, anche se non in maniera ordinata. Al 22′ doccia fredda per i capitolini: De Rossi protesta vistosamente per un fallo su Brighi e Tagliavento estrae il rosso per doppia ammonizione. In dieci, ma con più convinzione rispetto agli ospiti, la Roma sfiora il raddoppio prima con Vucinic poi con Montella, che da solo davanti a Handanovic va in palla.

ROMA-UDINESE 1-1 (Primo tempo: 0-0)
MARCATORI: Felipe (U) al 9′ st, Vucinic (R) al 16′ st
ROMA (4-2-3-1): Doni; Motta, Mexes, Panucci, Riise; De Rossi, Pizarro (dal 43′pt Montella); Taddei, Brighi, Menez (dal 13’st Vucinic); Baptista 5 (28’st Cicinho). (A disp.: Artur, Diamoutene, Juan, Tonetto). All.: Domenichini (Spalletti squalificato).
UDINESE (4-3-3): Handanovic; Zapata, Coda, Felipe. Pasquale; Inler, D’Agostino, Asamoah; Floro Flores (dal 40’st Quagliarella), Di Natale (dal 25’st Sanchez), Pepe. (A disp.: Belardi, Sala, Zimling, Obodo, Isla). All.: Marino.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ESPULSO: De Rossi (R) al 22’st.
AMMONITI: Di Natale (U), Mexes (R), Panucci (R), Pepe (U), Vucinic (R), D’Agostino (U), Sanchez (U).
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in perfette condizioni, spettatori 40mila. Angoli: 9-8 per la Roma. Recupero: 3′, 5′.

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