Archivio per la categoria 'Torino'

Calcio, Serie A, Torino

Bravo Celi: ammessa la topica su Dellafiore.

Domenico Celi ha ammesso la clamorosa topica di domenica durante il match Roma-Torino. In un fax inviato al giudice sportivo Tosel, ha confermato di aver annotato il numero di giocatore sbagliato dopo il fallo da rigore commesso in area granata. Il fischietto molisano, infatti, aveva ammonito Dellafiore per il fallo ma, dopo le veementi proteste dei giocatori torinesi, ha annotato erroneamente il numero 3 (di Pisano) invece di quello giusto, il 15. Ecco svelato il motivo per cui Dellafiore è stato ammonito una seconda volta nella ripresa senza esser stato conseguentemente espulso. A Pisano, dunque, è stata tolta l’ammonizione, mentre Dellafiore è stato squalificato per una giornata.

Inter, Juventus, Serie A, Torino

Giovinco-Acquafresca, spettacolo assicurato

Empoli-Cagliari di domenica, oltre ad essere un match fondamentale in ottica salvezza, propone una sfida tra due dei più grandi talenti del nostro calcio: Sebastian Giovinco e Robert Acquafresca.

I due Under 21 arrivano a questa sfida con storie simili e intrecciate: entrambi nati a Torino nel 1987, entrambi hanno esordito nella nazionale di Casiraghi contro l’Albania l’1 giugno 2007, entrambi hanno iniziato la propria carriera giovanile a Torino seppur su sponde opposte, entrambi sono di proprietà di grandi squadre (Juventus e Inter) e simile è stata la loro stagione 2007/2008. Giovinco nella prima parte dell’anno ha giocato poco, Gigi Cagni lo inseriva quasi sempre a partita in corso e il talentuoso Sebastian ha dovuto aspettare l’arrivo di Malesani e la conseguente promozione a titolare per esprimere tutte le sue qualità. Nella seconda parte di campionato, infatti, Giovinco ha entusiasmato e convinto tutti. Con 6 gol all’attivo, tanti assist decisivi e il costante premio di migliore in campo per l’Empoli, il piccolo fantasista si sta meritando sul campo il rientro alla Juventus, proprietaria del cartellino. Acquafresca, invece, ha iniziato un po’ in sordina questa stagione anche a causa della concorrenza con Matri e della difficile situazione del Cagliari. Decisivo il cambio di panchina con l’arrivo di Ballardini che lo promuove titolare al centro dell’attacco rossoblù: il ragazzo torinese ricambia con una seconda parte di stagione da attaccante di razza. Attualmente sono 8 i suoi gol, cifra che gli attribuisce il ruolo di goleador confermato anche in Nazionale Under 21.

Sebastian Giovinco inizia a giocare a calcio nel campetto del quartiere della Riber a Borgo Melano (Beinasco) ed entra subito nelle giovanili della Juventus che segneranno tutta la sua adolescenza calcistica. Dopo tanti trofei con la Primavera juventina, Giovinco esordisce in prima squadra nella partita Juventus-Bologna della scorsa stagione, il 12 maggio 2007. Quest’estate la società di Torino manda in prestito il giocatore all’Empoli per farlo maturare. Giovinco ha collezionato presenze in tutte le Nazionali giovanili, dall’Under 16 alla 21, sognando i essere convocato, prima o poi, nella Nazionale maggiore. Giocatore di grandissimo talento, tecnica sopraffina, grande velocità ed agilità, ampia visione di gioco e ottima abilità sui calci piazzati. Erede designato di Alex Del Piero alla Juve, in realtà Sebastian predilige una posizione più arretrata, da trequartista, anche se ha dimostrato un ottimo fiuto del gol e una grande adattabilità a tutti i ruoli d’attacco. Nonostante le incertezze dovute alla sua statura (1,64) e alla sua presunta “leggerezza” fisica Sebastian ha lottato e dimostrato di essere pronto per il salto in una grande squadra.

Robert Acquafresca si è accostato al calcio nelle giovanili dell’Alpignano e a nove anni viene acquistato dal Torino in cui compie tutta la trafila fino alla prima squadra. Con la revoca della promozione in Serie A del Torino nel 2005, molti giocatori vengono lasciati liberi e Robert viene acquistato dall’Inter che lo gira in comproprietà al Treviso, neopromosso in A. Nella stagione 2005/2006 esordisce nella massima serie l’11 settembre 2005, collezionando 8 presenze. Nella stagione successiva, in Serie B, conquista il posto da titolare e si mette in mostra realizzando 11 reti in 35 presenze. Riacquisito dall’Inter viene rigirato, sempre in comproprietà, al Cagliari. In Nazionale gioca dalla Under 17 alla 21 e nonostante la possibilità di essere convocato dalla Polonia (paese della mamma) per gli Europei di giugno sceglie di restare italiano e di lottare per conquistare la Nazionale azzurra in futuro. Attaccante forte fisicamente con leve lunghe, buon colpitore di testa, bravissimo sotto porta con un ottimo fiuto del gol. Nelle movenze assomiglia al bomber del Bayern Luca Toni: riuscirà a raccoglierne l’eredità in azzurro?

Serie A, Torino

Toro: via Novellino, torna De Biasi.

Manca soltanto l’ufficialità, ma è ormai notizia certa: Novellino verrà esonerato, al suo posto torna De Biasi, pronto alla terza avventura sulla panchina granata.

Cairo ha preso questa decisione dopo la debacle di Genoa (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“), dove i granata hanno incassato 3 gol senza dar il minimo cenno di reazione, e gli eventi ad essa concatenati. I tifosi hanno sommerso di fischi la squadra e, evento ancor peggiore, hanno bloccato il pulmann al casello autostradale e commesso beceri atti di vandalismo contro alcune auto. La tensione ha toccato l’apice nell’allenamento di lunedì pomeriggio, quando un migliaio di tifosi ha dato inizio alla contestazione. L’incontro tra Novellino e alcuni capi ultras, a cui il primo ha ribattuto colpo su colpo sostenendo la propria posizione, non è servito a salvarlo. Cairo ha infatti contattato De Biasi, attualmente impegnato con il Levante, fanalino di coda della Liga. Il tecnico e il suo staff non vengono pagati da diversi mesi; ergo, sarà agevole per loro svincolarsi dal club spagnolo. Il presidente del Toro ha optato per questo “cavallo di ritorno” in quanto molto gradito alla tifoseria. Il nuovo contratto presumibilmente comprenderà un opzione sul prossimo anno con maggior libertà in sede di mercato, poichè non è un mistero che le scelte costrittive del patron abbiano leso i suoi rapporti con gli allenatori (in particolare proprio con De Biasi; basti ricordare il caso Oguro). Il neo allenatore è atteso subito da due sfide di fuoco con Inter e Roma, il margine sulla zona rossa è di soli 4 punti: l’obbiettivo è traghettare il Toro verso una salvezza che, visti  gli investimenti  e risorse a disposizione, è obbligatoria.

Milan, Serie A, Torino

Torino-Milan 0-1: vittoria d’orgoglio rossonero

Quando si tocca il fondo l’unica reazione da assumere è quella di risalire, e il più velocemente possibile. Lo ha fatto oggi il Milan vincendo 1-0 a Torino nella 30esima giornata di campionato, dimostrando ancora una volta che in questa stagione è meglio giocare lontano da casa, visto la striscia positiva messa a segno fuori da San Siro, 30 punti contro i 19 casalinghi. Orfano di Kakà, per lui un problema al flessore della gamba destra, Ancelotti è costretto ad abbandonare il modulo ad una punta e sceglie il 4-3-1-2: Pato e Gilardino hanno la responsabilità dell’attacco, e non deluderanno le aspettative. Novellino, di contro, si affida al classico 4-4-2 con Stellone e Di Michele terminali offensivi. La prima frazione non regala spettacolo: le due squadre giocano in spazi ristretti, la manovra è soprattutto rossonera, ma sono i granata ad essere più incisivi con la velocità in contropiede. Stellone è una spina nel fianco per la retroguardia milanista, mentre Seedorf regala magie nell’uno contro uno. Nel secondo tempo ciò che il Milan ha costruito timidamente nei primi 45′ diventa concretezza. Gli scambi tra Seedorf, Pato e Gilardino sono sempre più pericolosi, ma è Rosina ad avere la palla del vantaggio: su di lui si fionda Kaladze e vanifica l’1-0 granata. Al quarto d’ora la prima prova-gol rossonera è il piatto potente di Seedorf, su tocco delizioso di Pato, ma l’olandese centra in pieno la traversa. Poi è Fontana a salvare la sua porta con un’uscita coraggiosa su Gilardino, servito ancora una volta dal talento brasiliano, così “dormiente” nel primo tempo quanto strabiliante nel secondo . Ma il gol è nell’aria, e arriva puntuale al 21′, sempre frutto di una triangolazione: il numero 10 milanista serve un pallonetto a Gilardino che protegge perfettamente, cade, si rialza e scarica un tiro angolatissimo che diventa prezioso con la provvidenziale deviazione di Pato. E’ un Milan diverso da quello visto contro la Sampodoria, e si vede. Cerca ripetutamente il 2-0, si rende pericoloso costantemente, quasi sempre con i numeri del fenomeno 18enne, di quelli che valgono il costo del biglietto. Ma quando perde palla sono dolori, il Torino ne approfitta con le ripartenze fulminanti, che costringono Kalac agli straordinari per proteggere la porta. Finisce 0-1, tre punti d’oro per i ragazzi di Ancelotti che salgono a 49 punti e rimangono sulla scia della Fiorentina, vincente contro la Lazio per 1-0. Per il Torino invece è la terza sconfitta consecutiva, ed ora la lotta per non retrocedere si fa dura: insieme ai granata infatti, altre sei squadre, Cagliari, Empoli, Reggina, Livorno, Catania e Parma, sono “rinchiuse” in soli 6 punti.

Serie A, Torino

Appassionante lotta salvezza:8 squadre ancora in bilico.

Nel segno dell’8. Otto squadre raccolte in 8 punti con un solo obbiettivo: la salvezza. A nove giornate dal termine stiliamo il borsino delle cosiddette pericolanti che vogliono evitare ad ogni costo l’inferno della serie B.

SIENA 32 punti: Fino a poche settimane fa sembrava tutto relativamente tranquillo. Il record storico di tre vittorie consecutive, culminato con la vittoria nel derby con la Fiorentina, pareva traghettare gli uomini di Beretta verso un finale di stagione sereno, senza patemi. Il crollo di Reggio Calabria (0-4 ineccepibile) e lo stentato pareggio di Catania hanno riportato i toscani sulla terra. Ad ogni modo ci sono ancora 6 punti di margine sulla zona retrocessione: vantaggio da sfruttare ma su cui è vietato adagiarsi. I bianconeri, per raggiungere la salvezza, dovranno affidarsi ai gol di Big Mac Maccarone, ai voli di Manninger e alla fantasia di Locatelli. L’impresa appare ampiamente possibile. I prossimi due incontri prevedono due scontri diretti: contro Parma e Livorno è in gioco mezza permanenza in serie A.

TORINO 31 punti: Per gli uomini e il blasone, il Toro non può assolutamente fallire. Il talento di Rosina e la regia di Corini sono i due capisaldi della formazione granata, a cui è mancato in questa stagione l’apporto degli attaccanti: Di Michele, arrivato in estate per fare la differenza, ha deluso ampiamente le aspettative(solo 4 gol per lui), Stellone e Ventola si battono ma non sono incisivi sotto porta (3 reti a testa). Cairo a gennaio ha cercato disperatamente una prima punta(ricordate la bagarre per Bianchi scatenata con la Lazio? in caso contrario, leggete “Il punto sul mercato di gennaio“), ma non l’ha trovata, ed ha dovuto ripiegare su esterni cari al tecnico Novellino, ovvero Diana e Pisano. Il Toro, comunque, vanta la miglior difesa delle 8 pericolanti (36 reti subite) e recrimina per l’arbitraggio pessimo di Mazzoleni in Torino-Udinese: ai granata è stato annullato un gol e negati due rigori netti. Contro tre punti in più sarebbe tutt’un altra storia. Il Toro ha le carte in regola per farcela, ma occhio al calendario: Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina saranno impegni durissimi.

PARMA 29 punti: La cura Cuper ha rivitalizzato i gialloblù che con gli ultimi 4 punti hanno ripreso a respirare. Per gli emiliani vale lo stesso discorso dei piemontesi: le risorse umane disponibili impongono il conseguimento dell’obbiettivo. Il Parma, infatti, era partito con ben altre ambizioni, salvo trovarsi impelagato in questa situazione. I gialloblù sono una medaglia a due facce: forti e propositivi in fase offensiva (miglior attacco delle otto con 35 reti), grazie al fosforo di Cigarini, le scorribande di Reginaldo e Gasbarroni e i gol di Lucarelli e Budan, brutti e disastrosi in difesa (la peggiore di tutta la serie A insieme al Cagliari con 45 reti incassate). Gli emiliani dovranno conquistare la salvezza al Tardini, dove hanno raccolto 23 punti sui 29 complessivi; il rendimento esterno, infatti, è da film horror, con la casella delle vittorie inchiodata a zero. Le sfide in programma con Siena, Reggina ed Empoli saranno probabilmente decisive.

CATANIA 28 punti: Ai siciliani, invece, non si chiedeva più della salvezza. La situazione del Catania, contestato dal pubblico durante l’ultimo incontro con il Siena, non è tra le più rosee. Gli etnei faticano maledettamente a segnare(24 gol segnati, solo l’Empoli ha fatto peggio)ed hanno il peggior ruolino esterno del campionato: lontano dal Cibali, infatti, hanno racimolato la miseria di 5 punti. Ma l’aspetto più preoccupante è un altro. I rossoazzurri sono in caduta libera, nel girone di ritorno hanno raccolto più fischi che applausi. La vittoria rocambolesca col Cagliari è stata l’unica di un disastroso 2008: occorre cambiare marcia al più presto e sperare che nelle ultime due giornate di campionato Roma e Juventus non abbiano più nulla da chiedere alle rispettive stagioni.

LIVORNO 28 punti: La prima stagione senza Lucarelli si sta rivelando durissima come previsto. Tavano sta svolgendo il suo compito (10 reti per l’ex Valencia), mentre Bogdani e Tristan sono lontanissimi parenti del bomber livornese (3 centri in due, davvero pochini). Buon per Camolese che è esploso il talento di Diamanti, giovane interessantissimo, e che tra i pali c’è sempre il buon Amelia. Il Picchi, però, da buon fortino inespugnabile, è diventato terra di conquista: solo tre successi interni in questa stagione al fronte di 5 ko. Gli amaranto, impattati gli ultimi scontri diretti con Reggina e Parma, deve ancora incrociare le armi con Empoli, Cagliari, Siena, Udinese, Roma e Milan. Le partite da “bollino rosso”, quindi, sono tante. Salvezza difficile ma fattibile visto anche il bel gioco espresso contro la Reggina.

REGGINA 26 punti: Ennesima stagione di passione per i calabresi. Gli amaranto, dopo la salvezza miracolosa dello scorso anno(recuperato il -11 di penalizzazione), cercano di ripetere l’impresa. L’esordio di Orlandi in panchina è di buon auspicio, visti 4 schiaffoni rifilati al Siena e il buon punto di Livorno. Il nuovo tecnico si è affidato giustamente all’estro del duo Brienza(6 gol per l’ex rosanero)-Cozza, mossa che sta dando i suoi risultati, dietro all’intramontabile Nick Amoruso. Per la salvezza urge qualche punticino strappato lontano dal Granillo(sinora solo 7 pareggi fuori casa) e il tipico cuore amaranto. Il calendario dei calabresi è curiosamente spaccato in due: prima se la vedranno con squadre di medio-alta classifica(tra le altre Milan e Fiorentina), poi ci saranno le 4 battaglie finali contro le dirette concorrenti(Parma, Catania, Empoli e Cagliari). Lì si deciderà il futuro della Camolese band.

EMPOLI 26 punti: Non se la passa tanto bene Malesani. Il suo giovane Empoli ha conquistato 1 solo punto nelle ultime 5 partite, scivolando al penultimo posto. La compagine toscana, inoltre, detiene un triste primato, quello del peggior attacco del campionato(23 gol fatti); l’infortunio che ha messo ko fino a fine stagione Pozzi, capocannoniere dei toscani con 7 reti, e i continui acciacchi di Saudati non hanno certamente agevolato Malesani. Il pari con la Juve, comunque, dà speranza e mostra che l’Empoli è ancora vivo. Il tecnico veneto deve affidarsi al talento e freschezza dei vari Abate, Antonini e Giovinco: a loro il compito di tentare il miracolo.

CAGLIARI 24 punti: E’ l’ultima della classe ed ha la difesa più perforata (45 gol incassati) ma paradossalmente è la squadra più in palla. Se fino a poche settimane fa era data per spacciata, infatti, adesso in molti scommetterebbero sulla salvezza dei sardi. 9 punti nelle ultime 4 gare hanno rilanciato i rossoblù che, per altro, aspettano il verdetto sul ricorso presentato per la penalizzazione di 3 punti (inflitta per la violazione della clausola compromissoria, vedi “Cagliari penalizzato di 3 punti“) gravante tutt’ora sulla classifica. L’esplosione di Acquafresca può essere l’elisir di lunga vita se pure Matri e Jeda faranno la loro parte. Le prossime tre sfide sono a tasso altissimo di difficoltà (Sampdoria e Milan fuori, Roma in casa), ma in Sardegna hanno fatto capire che la parola serie B non piace affatto.

Juventus, Serie A, Torino

Battaglia senza vincitori tra Juve e Toro.

Non si fanno male Juve e Torino. Il 222° derby della Mole, infatti, si chiude con il più classico degli 0-0. Il primo tempo è molto equilibrato, predomina l’agonismo. La Juve cerca di far la partita, il Toro agisce di rimessa. La sfida si accende nella ripresa grazie ai due protagonisti più talentuosi: Del Piero da una parte, Rosina dall’altra. Il capitano bianconero costringe al miracolo Sereni in più di un’occasione, mentre il fantasista granata coglie la traversa su calcio piazzato. Da segnalare l’espulsione di Nedved per un’ingiustificata reazione ai danni di Comotto nei titoli di coda del match. Il pareggio è il risultato più giusto ed accontenta più che altro il Torino, che può ritenersi soddisfatto di esser uscito indenne dalla sfida con i più blasonati cugini. La Juventus, invece, non ha nessun motivo per sorridere. Nelle ultime due gare ha raccolto la miseria di un punticino e ciò ha irrimediabilmente compromesso la rincorsa al secondo posto; anche se la Roma, stasera in scena a San Siro, potrebbe rimanere comunque nel mirino qualora l’Inter la bloccasse. I bianconeri, inoltre, devono guardarsi le spalle dalla prepotente rimonta del Milan e dalle ambizioni Champions della Fiorentina; tra poche giornate, per altro, è previsto lo scontro diretto con i viola di Prandelli.

Il vero vincitore del derby è stato l’arbitro Rizzoli. Il fischietto emiliano ha condotto senza sbavature una partita ricca di insidie, viste le recenti polemiche sollevate proprio dal club di Via Ferraris. La dirigenza bianconera, infatti, ha scritto nei giorni scorsi una lettera alla FIGC lamentando i torti subiti dalla classe arbitrale durante tutto l’arco del campionato. Ricordiamo che la polemica è esplosa a seguito della direzione disastrosa di Dondarini in Reggina-Juventus, in cui l’arbitro emiliano ha negato più di un rigore alla formazione di Ranieri, assegnandone uno ai calabresi nei minuti finali. Va fatto un applauso, quindi, a Rizzoli, che mantenuto la serenità in mezzo a tanti veleni e polemiche: un evento più unico che raro, purtroppo.

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