Archivio per la categoria 'Torino'

Calcio mercato, Empoli, Mantova, Napoli, Parma, Serie B, Torino

De Ceglie al Napoli, Paloschi resta al Parma. Valzer di panchine in B

de-ceglie

De Ceglie al Napoli

Roma- Napoli scatenato: dopo gli acquisti di Quagliarella, Cigarini e Campagnaro (alla Samp 3 milioni più la metà di Mannini) è quasi fatta per l’esterno della Juventus De Ceglie. In attesa dell’ufficialità, prevista per la fine dell’Europeo under 21 dove il neo partenopeo è impegnato, le due società hanno raggiunto l’accordo: 4,5 milioni per la comproprietà. Il Napoli copre così la cronica falla sull’out sinistro, quella che tanto ha fatto penare prima Reja poi Donadoni. Ora Marino andrà a caccia di un altro attaccante (indipendentemente o no dalla risoluzione del caso Lavezzi) e di un numero uno affidabile; in pole il nazionale azzurro De Sanctis. Insomma, tutto lasciare pensare ad un Napoli molto competitivo nella prossima stagione.

Si risolve una delle comproprietà più spinose: Paloschi rimane al Parma. Dopo un’estenuante trattativa, Ghirardi realizza il suo desiderio, trattenere il suo baby bomber anche in serie A; la comproprietà con il Milan, infatti, è stata rinnovata per un’altra stagione.
Dopo l’avvento di Novellino in quel di Reggio Calabria, è più che mai tempo di valzer di panchine in serie B. E’ Stefano Colantuono l’uomo chiamato a risollevare il Toro. Ha vinto la concorrrenza di Rossi e Giampaolo ed ha firmato un contratto annuale che si rinnoverà automaticamente in caso di promozione in A. Nel frattempo, Cairo ha riscattato Dzemaili dal Bolton esercitando la clausola stipulata 12 mesi fa. Clamoroso ad Empoli. Nonostante l’ottimo campionato disputato, chiuso con l’eliminazione nella semifinale play-off per mano del Brescia, Baldini viene silurato a 24 ore di distanza dalla (presunta) riconferma. Al suo posto ci sarà Salvatore Campilongo, ex tecnico dell’Avellino. A
Vicenza, invece, arriva Maran, reduce da un positivo biennio alla Triestina. Sostituisce Angelo Gregucci, neo allenatore dell’Atalanta. Infine, cambia anche il Mantova. Il club virgiliano, reduce da un campionato deludente, si affida a Michele Serena, ex allenatore del Venezia, nonchè ex terzino dell’Inter.

Genoa, Serie A, Torino

Cala la ‘mannaia’ sul Toro. Ben 7 squalificati per la rissa col Genoa

rissa-torino-genoa

Le immagini della rissa dell’Olimpico’ di Torino

Torino- Ha pesantissime ripercussioni disciplinari la deplorevole rissa del post-partita tra Torino e Genoa. Il giudice sportivo Tosel non ha fatto alcun sconto, fermando ben sette giocatori granata: Ogbonna, Pisano, Bianchi, Diana, Pratali, Abate e Dzemaili. Una mazzata sulle residue e flebili speranze salvezza del Toro: a Roma servirà a tutti i costi una vittoria, da centrare però con una squadra decimata, poi bisognerà affidarsi alla sportività del già salvo Catania, avversario del Bologna. Un successo rossoblù vanificherebbe infatti ogni sforzo, condannando il Toro all’inferno della B.

Pagheranno un dazio salato Ogbonna e Pisano, i più ‘attivi’ nel far-west finale, fermati per 4 turni per aver colpito un avversario. Due giornate di stop, invece, per Bianchi, Diana e Pratali per essere entrati in campo tenendo una condotta aggressiva. Abate sconta un turno per il rosso ricevuto durante il match e Dzemaili per il raggiungimento della soglia di ammonizioni. In tutto sette assenze che costringeranno Novellino ad inventare la formazione nell’ultimo decisivo impegno contro la Roma. In casa Genoa, invece, paga soltanto Oliveira: 3 giornate per aver tentato più volte di colpire un avversario senza riuscirci solo perché trattenuto.
Salteranno la 34esima e ultima giornata di campionato altri 10 giocatori: Felipe Melo (Fiorentina) e Mannini (Napoli), fermati per due turni; Ambrosini (Milan), Dainelli (Fiorentina), Coppola (Siena), Giuliatto e Fabiano (Lecce), Motta e Taddei (Roma) e Pandev (Lazio).

Calcio, Genoa, Serie A, Torino

Torino vs Genoa: rissa figlia della cultura sportiva nostrana?

rissa-torino-genoa

La rissa dell’Olimpico tra Toro e Genoa

Torino - E’ una rissa figlia della nostra cultura sportiva? C’è da chiedersi questo dopo il finale incandescente tra Torino e Genoa che ha visto i grifoni battere il Toro per 3-2. Il goal di Milito, quello del 3-2, in qualche modo ha inasprito gli animi tra i 22 in campo ed è emblematica l’espulsione di Abate per un’entrataccia ai danni di Juric. Poi fischio finale e parapiglia generale tra le panchine delle due squadre e degli undici in campo: scazzottata tra Colombo e Olivera, spintoni tra Diana e Motta per citare i casi più eclatanti.
-vedi il video della rissa su Facebook cliccando QUI-
In poche parole, scene poco edificanti per il nostro calcio. Il dopo gara è stato all’insegna dello scarica barile in cui Gasperini da una parte e Cairo dall’altra accusavano le rispettive compagini di non saper perdere e vincere. A monte di tutto ciò si deve dare una risposta alla domanda iniziale e il pensiero di chi commenta propende per un SI’. Questo perchè solo in Italia ci si pone il problema di affrontare squadre che già hanno raggiunto obiettivi e, a seconda del risultato,  si danno visioni diverse a cui fa maggiormente comodo credere. Se questa compagine che già ha raggiunto gli obiettivi perde significa che si è venduta la partita, se invece vince significa che ci deve essere qualcuno dietro quel risultato. Ed è questo ragionamento sbagliatissimo che emerge nel dopo gara tra Torino e Genoa e tutto ciò lascia abbastanza perplessi. La logica inviterebbe semplicemente a pensare che è normale che una squadra, avente  maggiori motivazioni,  abbia maggiore intensità di quella che i suoi bravi obiettivi già li ha raggiunti ma questo capita in qualsiasi competizione. Questo però non deve essere forzatamente sinonimo di vittoria o sconfitta e sintetizzata nel risultato di fine gara. Ci si augura che certi episodi facciano riflettere ma, conoscendo la nostra cultura, difficilmente sarà l’ultima volta.

Torino

Toro, esonerato Novellino. Torna Camolese

giancarlo-camolese

Il ritorno di Camolese al Toro
copyright flickr.com

Torino- Mancano i crismi dell’ufficialità, ma ormai è cosa fatta:  7 anni dopo la dolorosa separazione, Camolese torna sulla panchina granata. Non a caso, il presidente del Livorno Spinelli lo ha liberato dal contratto che lo legava al club toscano (il 31 marzo sarà abile e arruolabile), permettendogli così di accordarsi con Urbano Cairo. E’ scoccata dunque l’ora della fine per Walter Novellino, in rotta con la tifoseria e reo di aver trascinato la squadra con tre ko di fila al terz’ultimo posto, in piena zona retrocessione. E’ il quinto avvicendamento di guida tecnica in A: prima del Torino avevano già cambiato Lecce, Chievo, Bologna e Napoli.

L’ottimo rapporto con la piazza, la profonda conoscenza dell’ambiente e un modulo di gioco gradito al direttore sportivo Foschi: ecco i tre motivi principali per cui il patron granata avrebbe scelto il “Camola”. Tanti bei ricordi legano l’uomo di San Mauro Torinese al club: i primi passi da calciatore nelle giovanili, i due anni trascorsi in panchina (dal 2000 al 2002) con la promozione in serie A e la qualificazione all’Intertoto. Per la cronaca, il trainer torna in sella dopo l’ultima amara retrocessione a Livorno (subentrò in corsa a Orsi).

Juventus, Serie A, Torino

Chiellini stende il Toro. La Juve pensa già al Chelsea

Chiellini

Chiellini affonda il Toro
copyright flickr.com

TORINO - Una Juventus con la testa al Chelsea vince il derby col Torino per 1-0 grazie a un colpo di testa nel finale di gara di Giorgio Chiellini. Non serve una buona partita al Torino per battere i bianconeri che non cedono nella stracittadina da 14 anni e non perdono terreno dall’Inter lontana solo, si fa per dire, a sette lunghezze.

TURN OVER - Che la squadra di Ranieri abbia la testa interamente alla gara di Champions contro il Chelsea lo si capisce leggendo le formazioni. Il tecnico, infatti, lascia in panchina Nedved, Del Piero, Trezeguet, Sissoko, Marchionni e la promessa Ariaudo. Novellino, invece, si affida alla formazione migliore con Dzemaili tra le linee, vertice avanzato del rombo in mediana e Stellone davanti a fianco di Rosina.

SCONTRO TRA NUMERI 1 - Dopo un avvio di stampo juventino con una conclusione di Iaquinta parata da Sereni, il Torino tira fuori la grinta e si rende pericoloso prima con Stellone che da poco passi dalla porta manda alto di testa, poi con Barone che chiama in causa ben due volte Buffon. Poco prima della mezzora, però, è ancora Sereni a superarsi con una gran parata su un colpo di testa dagli undici metri di Iaquinta. Nel finale di tempo è ancora il numero uno granata a rendersi protagonista su una conclusione insidiosa dai 25 metri di Marchisio.

CHIELLINI GOL
- Nella ripresa il Torino abbassa lentamente il proprio baricentro e il ritmo della gara, la Juventus ne approfitta e alla mezzora colpisce il palo con Salihamidzic. Pochi minuti dopo Chiellini di testa va in rete su punizione dalla sinistra di Nedved. La reazione granata è timida e confusa e per la squadra di Ranieri è facile controllare. Ora la testa va alla sfida col Chelsea. Un dentro o fuori che può decidere un’intera stagione di calcio.

TORINO-JUVENTUS 0-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORE: Chiellini al 36′ s.t.
TORINO (4-4-2): Sereni; Colombo, Natali, Dellafiore, Pisano; Abate, Corini (30′ s.t. Saumel), Dzemaili, Barone (26′ s.t. Gasbarroni); Rosina (5′ s.t. Ventola), Stellone. (Calderoni, Ogbonna, Rivalta, Bianchi). All. Novellino.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Zebina (15′ s.t. Ariaudo), Mellberg, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Poulsen (39′ s.t. Sissoko), Marchisio, Giovinco (23′ s.t. Nedved); Iaquinta, Amauri. (Manninger, Tiago, Trezeguet, Del Piero). All.Ranieri.
ARBITRO: Farina.
NOTE: serata serena, terreno in buone condizioni. Spettatori 25 mila circa. Ammoniti Marchisio, Corini, Pisano. Recupero: 0′ p.t.; 4′ s.t.

Bologna, Lazio, Napoli, Serie A, Torino

Per Lazio e Torino un punto che non serve. Fischi al San Paolo

Gli anticipi della 5° giornata di serie A si concludono con due pareggi. Rispettivamente Lazio -  Torino e Napoli - Bologna si concludono sull’identico risultato di 1 a 1.

Lazio - Torino
Pareggio che non serve a nessuno per la partita dell’Olimpico, dove si incontrano due squadre decisamente in crisi. Un Torino più vivace e ben messo in campo di una Lazio che da ormai troppe giornate ha perso la voglia di segnare delle sue punte. Passano infatti meritatamente in vantaggio gli ospiti (37′), grazie ad un disimpegno sbagliato di Dabo, sul quale arriva Abate che piazza da fuori area una bomba sul quale Muslera può solo tentare il tuffo. E’ una Lazio disordinata quella che cerca di arrivare al pareggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è bravo Rocchi a tenere in gioco il pallone e a rimetterlo in mezzo sul quale Mauri prova un improbabile acrobazia facendo arrivare il pallone a Siviglia che di testa batte Sereni per l’1 a 1.

di_vaio

16° sigillo per Di Vaio
copyright flickr.com

Napoli - Bologna
i fischi che subissano il Napoli alla fine della partita la dicono lunga sulla prestazione dei partenopei che da ormai qualche giornata hanno smarrito la via del bel gioco dettato spesso dal fantasista Lavezzi. Un Napoli che ha dovuto fare i conti con un super Antonioli che dopo 4′ ha respito una rovesciata di Lavezzi su cross di Maggio a due passi dalla linea di porta. Bisogna aspettare però il 20′ per vedere un altra azione degna di nota e questa porta la firma finale in fondo alla rete di Maggio al suo 4° centro stagionale dopo una bella percussione di Lavezzi che rasoterra mette in mezzo per il più facile dei gol. La risposta emiliana non si fa attendere e arriva pochi minuti più tardi (23′) con il solito Di Vaio -sempre piu capocannoniere con i suoi 16 centri- abile a sfruttare una topica evidente della difesa napoletana su un tiro non trattenuto dal portiere Navarro. Il Napoli accusa il colpo e il pubblico, che in casa spesso è stato il 12° uomo in campo, non è per niente soddisfatto. Mugugni che si trasformano in fischi quando esce Cannavaro per lasciare posto a Russotto. Bologna vicinissimo al goal della vittoria in due occasioni, una al 55′ su cross di Valiani sul quale Di Vaio colpisce di testa a botta sicura ma trova sulla sua strada un ottimo Navarro. L’altra al 68′ quando una punizione battuta velocemente mette in ottima posizione di tiro Volpi che scaraventa un missile sull’interno della traversa, a Navarro battuto. Fischi per il Napoli al San Paolo. Finisce 1 a 1.

Coppa Italia, Lazio, Torino

Natali fa sognare il Toro, ma la Lazio ribalta e dilaga

mauri

Gol e assist per Mauri
deadario/copyright flickr.com

Roma - La Lazio batte 3-1 il Torino qualificandosi per la semifinale di Coppa Italia dove affronterà la vincente tra Juventus e Napoli.

Illusione granata- E’ una Lazio che parte forte e crea qualche brivido al portiere avversario sopratutto con Foggia. L’ex Cagliari prima si vede sventare un’ottima occasione da Natali, poi spara alto una palla filtrata di Rocchi. Il Torino lascia sfogare i padroni di casa per una buona frazione del primo tempo, prima di trovare il vantaggio con Natali che approfitta di un regalo del portiere biancoceleste Muslera, che sul cross di Rosina devia in maniera maldestra consentendo al granata di segnare il più facile dei gol. A fine frazione un’altra ottima occasione per il Toro: Rosina riceve da Rolando Bianchi, salta Cribari e calcia di sinistro ma è impreciso; la sfera sorvola la traversa. Le squadre vanno al riposo sul risultato di 1-0 per gli ospiti.

Ripresa biancoceleste- E’ un’altra Lazio quella che esce dagli spogliatoi. Delio Rossi mette dentro Pandev, formando così il tridente. I risultati non si fanno attendere. Uno-due dei biancocelesti che in 6′ ribaltano il risultato prima con Pandev (49′) ispirato da Mauri, poi lo stesso ex Udinese (55′) lascia partire dal limite un tiro che non lascia speranze a Calderoni e alla formazione di Novellino.
I capitolini sono senza tregua, mentre i piemontesi, alla stregua di un pugile frastornato dai colpi precisi e senza sosta, praticamente Ko. A nulla servono gli innesti di Barone e Amoruso, perchè la Lazio non ha freno e colpisce due pali con Mauri all’80′ e Dabo che ad un minuto dalla fine lascia partire un bolide che centra il legno salvando il Toro. Ma è il preludio al terzo gol dei biancocelesti. In zona Cesarini infatti, Pandev si accentra e lascia palla a Rocchi che trafigge per la terza ed ultima volta Calderoni, mettendo la parola fine a questo quarto di coppa.

Bari, Calcio mercato, Fiorentina, Palermo, Sampdoria, Torino, Udinese Calcio

Pazzini è della Samp, Bonazzoli in prestito ai viola

pazzini

Il Pazzo lascia i viola e va alla Samp
copyright flickr.com

FIRENZE- Ecco il primo vero giorno “caldo” di calciomercato di questo gennaio 2009. Protagonista è Giampaolo Pazzini: l’attaccante viola lascia la Fiorentina per approdare nella Sampodoria, costo dell’operazione 8 mln. La società dei Della Valle ha chiesto ed ottenuto il prestito con diritto di riscatto dell’attaccante Emiliano Bonazzoli. Anche Osvaldo sarebbe in procinto di lasciare Firenze: dopo la reazione del giocatore- espulsione “cercata” e 2 turni di stop- avvenuta la scorsa domenica, la società parla della volontà del giocatore a lasciare la maglia viola per bocca del ds Corvino. Se arrivasse un’offerta valida l’affare sarebbe concluso.

UDINESE- Si muove anche la squadra friulana: Alain Nef, solo due uscite con la maglia bianconera, è stato dato in prestito agli spagnoli del Recreativo Huelva fino a giugno.

CATANIA-BARI- Scambio serie A e B. La squadra di Conte riceve un altro rinforzo dopo il ritorno di Lanzafame: si tratta del mediano ghanese Mark Edusei, che lascia così la Sicilia e Zenga, che non lo ha mai  utilizzato in questo campionato.

TORINO- Ritorna a casa Paolo Dellafiore. Il difensore lascia così il Palermo, dopo sole 4 presenze, per indossare nuovamente la maglia granata, sempre molto amata dal giocatore come ha dimostrato nelle numerose interviste di cui è stato protagonista.

Genoa, Torino

Il Genoa cala il tris. Per il Torino è buio pesto

motta

Motta chiude il tris rossoblù
eskipy/copyright flickr.com

GENOVA – Il Genoa ‘mata’ il Toro e sale momentaneamente al quarto posto in classifica. Per il Grifone si tratta della settima vittoria casalinga in questa stagione che conferma ancora una volta la forza di questo gruppo ancora orfano del capocannoniere Milito. Al Marassi i rossoblu si impongono 3-0 sul Torino grazie alle reti di Biava, nel primo tempo, e di Jankovic e Motta nella ripresa.

Difficile commentare la prestazione della squadra granata, incapace di reagire dopo il gol subito dopo appena  18’ di gioco e ancora alla disperata ricerca di un’identità. Non sono bastate le tre settimane di pausa a Walter Novellino per ridefinire e dare un volto a questa squadra. Una sconfitta pesantissima quella subita al Marassi in vista della corsa per non retrocedere.
Il Genoa, dal canto suo, dimostra anche in questo 2009 che il Ferraris non è terra di conquista per nessuno. Il gioco che Gasperini ha dato a questa squadra, la rendono tra le formazioni più “belle” di questa serie A. Il merito è soprattutto del tecnico, bravo nel non stravolgere schemi e giocatori dopo la promozione nella massima serie di due anni fa. E ancora più bravo nel responsabilizzare i tanti giovani che fanno parte di questo gruppo, unendoli all’esperienza di gente come Milito o Milanetto.

Veniamo alla gara. Match a senso unico, quello visto al Marassi, con il Grifone bravo a sfruttare le corsie laterali. E’ soprattutto dalle fasce che partono i maggiori pericoli per la formazione granata. Novellino prova a invertire i due esterni di centrocampo dopo nemmeno un quarto d’ora, ma il risultato è sempre lo stesso. A sbloccare la partita, però ci pensa un difensore. Al 18’ da azione d’angolo Biava colpisce indisturbato a rete. La reazione di Rosina e compagni è timida se non del tutto assente e i rossoblu controllano senza patemi fino all’intervallo.

Nella ripresa, pronti via, e il Genoa raddoppia. Sculli ruba palla nella trequarti di destra crossa sul secondo palo per la testa di Jankovic (solo) che batte Sereni. Il terzo gol arriva sempre da un corner. Questa volta è Motta a saltare più in alto di tutti e a trafiggere il numero uno granata per la terza volta di fila. Nel recupero il Genoa potrebbe andare ancora in rete, ma in ben due occasioni Sereni è bravo a evitare il poker rossoblu.

Bologna, Coppa Italia, Fiorentina, Roma, Torino

Bianchi stende la Fiorentina. Doppio Vucinic e la Roma va

ROMA - Negli ottavi di finale di coppa Italia il Torino, grazie a un gol di Rolando Bianchi, mette da parte le disavventure del campionato, espugna il Franchi di Firenze e conquista la qualificazione ai quarti contro Lazio.  Nell’altro incontro della giornata, in programma all’Olimpico, la Roma, detentrice del trofeo, supera 2 a 0 il  Bologna con una doppietta fulminea di Vucinic entrato nell’ultimo quarto d’ora di gara al posto di Montella.

bianchi

Bianchi dà un calcio alla crisi del Toro
copyright flickr.com

Fiorentina-Torino 0-1
Gara equilibrata, soprattutto nella prima frazione, decisa da un gol di Bianchi al 19’ . Il centravanti granata è abile nel sfuggire alla marcatura di Da Costa e trasformare in rete, con un tocco di destro, un cross tagliato di Vailatti. Pochi minuti dopo , è il 32’, lo stesso attaccante è costretto a lasciare il campo  per un fastidio al ginocchio.  Nella ripresa gli  uomini di Prandelli cercano di darsi una scossa e stringono d’assedio la difesa del Torino.  Gilardino, in campo al fianco di un evanescente  Mutu, va vicinissimo al gol in due occasioni: nella prima gli si oppone il portiere Calderoni, nella seconda  spedisce a lato un colpo di testa da posizione favorevole.  Nel finale Prandelli  gioca la carta Santana, ma anche il 4-2-4 con il quale si tenta l’ultimo disperato arrembaggio non produce effetti se non qualche mischia che la difesa granata riesce sempre a sbrogliare.

FIORENTINA (4-3-1-2): Storari 6, Zauri 5 (28′ st Comotto sv), Da Costa 5, Kroldrup 5.5, Pasqual 5.5, Donadel 5.5 (13′ st Santana 5), Felipe Melo 5.5, Almiron 5 (pt 37′ Kuzmanovic 6), Jovetic 5, Gilardino 5, Mutu 5. (25 Avramov, 5 Gamberini, 6 Vargas, 17 Papa Waigo). All.: Prandelli 5.
TORINO (4-4-2): Calderoni 7, Colombo 6, Natali 6.5, Pisano 6, Ogbonna 6, Vailatti 6.5 (26′ st Saumel sv), Zanetti 6, Dzemaili 6, Rubin 6, Amoruso 6 (1′ st Ventola 6), Bianchi 6.5 (32′ pt Stellone 5.5). (31 Fontana, 18 Malonga, 21 Franceschini, 23 Abate). All.: Novellino 6.5.
Arbitro: Damato di Barletta 5.5.
Rete: nel pt 19′ Bianchi.
Angoli: 5-1 per la Fiorentina.
Ammoniti: Natali per comportamento non regolamentare, Felipe Melo, Da Costa e Saumel per gioco falloso. Recupero: 1′ e 2′. Spettatori: 6.410 per un incasso di 33.427 euro.

vucinic

Vucinic ancora implacabile
cesval3/copyright flickr.com

Roma-Bologna 2-0
Dopo un primo tempo giocato a ritmi blandi si va al riposo con due sole azioni degne di nota: la respinta di Colombo dopo una percussione ravvicinata di Menez e poi, a fine tempo, l’intervento di Artur che alza in angolo una deviazione sotto misura di Britos. Nella ripresa il copione non cambia: manovre poco articolate e senza  profondità. Si fa notare Baptista che trova ancora Colombo in uscita a chiudere lo specchio, mentre il Bologna spreca banalmente un contropiede in netta superiorità numerica (4 contro 2). Poco prima della mezz’ora Spalletti getta nella mischia Vucinic al posto di Montella e il montenegrino si scatena. Prima colpisce di testa una traversa, poi duetta di classe con Menez, fino a ispirarlo a fornirgli un assist per il primo gol, un diagonale ravvicinato che a 7 minuti dal fischio di chiusura piega la resistenza dell’ottimo Colombo. Ma non finisce qui: 2′ dopo ancora Vucinic approfitta di una colossale papera di Castellini, si invola verso la porta avversaria e, dopo aver fatto sedere Colombo, mette in rete con un piattone destro . Ora nei quarti la Roma attende la vincente della sfida tra Inter e Genoa.

ROMA (4-3-1-2) Artur 7; Panucci 6 (46′ Riise 6), Mexes 7,5, Loria 6,5, Cassetti 6,5; Cicinho 6, De Rossi 6, Brighi 6; Baptista 5,5, Menez 6,5 (88′ Okaka); Montella 6 (72′ Vucinic 8). All.: Luciano Spalletti
BOLOGNA (4-2-3-1) Colombo 7; Lavecchia 5,5 (69′ Marchini 5), Castellini 5, Britos 6,5, Rodriguez 6,5; Volpi 6 (46′ Confalone 6), Carrus 6,5; Adailton 5,5, Amoroso 6,5 (74′ Coelho 6), Cesar 6; Marazzina 5. All.: Sinisa Mihajlovic
Arbitro: sig. Mazzoleni 6,5 di Bergamo
Reti: 83′ e 85′ Vucinic.
Note: Serata umida, terreno buono. Ammoniti: Volpi e Marchini. Recupero: 2′ e 1′.

Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet