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Serie B

Promozione diretta, è lotta a quattro.

Si restringe a quattro la lotta per i primi due posti valevoli la promozione diretta in serie A. Brescia e Pisa, infatti, perdono altri punti per strada e, molto probabilmente, si dovranno “accontentare” dei play-off, anche perchè le regine del campionato (Bologna e Chievo) viaggiano a mille e pare non vogliano più fermarsi.

Le prime 4 della classe raccolgono bottino pieno nella 34° giornata segnando una valanga di gol (14 totali). La capolista Chievo dà l’ennesima prova di compattezza e forza a Messina. Sotto 2-1, riesce a ribaltare il risultato e a tornare in Veneto con il 16°risultato utile consecutivo corredato al record assoluto di vittorie esterne (ben 11): eguagliate Juve e Perugia con l’ampia possibilità di superarle. Tornando alla sfida del San Filippo, i gialloblù hanno dominato la prima parte di gara dopo il vantaggio firmato Pellissier(17°sigillo stagionale), salvo poi regalare il pari a Foti, ben innescato da Schetter, con un errore in fase di disimpegno. Il Messina, rivitalizzato dal pari, si scatena a inizio ripresa: Schetter e Bernardo centrano il palo prima che lo stesso centrocampista firmi il sorpasso fulminando Squizzi. Nel momento di massima difficoltà, Iachini inserisce Luciano e la sua squadra riprende slancio. Uno scatenato Iunco supera Manitta in uscita per il pari e avvia l’azione del 3-2, in cui Pellissier è abilissimo a eludere l’intervento dei difensori e servire Ciaramitaro con un pallonetto. Rimontà completata, gialloblù saldamente in testa e pronti alla partitissima di sabato con il Bologna.

Non sono da meno gli uomini di Arrigoni. Il derby con il Modena diventa una passerella per i rossoblù, nettamente superiori ai cugini. La resistenza del Modena dura soltanto un tempo, ovvero fino alla rasoiata di Valiani, al 4° centro in rossoblù. Il Bologna, infatti, dopo il vantaggio di Marazzina (20°gol) ha subito l’immediata risposta di Okaka e il pressing dei canarini. La rete dell’ex riminese ha però aperto altri scenari. Gli uomini di Arrigoni sono diventati padroni del campo, l’ex Bucchi e l’espulsione di Gatti hanno fatto il resto. Facile per Bombardini calare il poker, servito da un ispiratissimo Adailton, autore di 3 assist vincenti. In casa felsinea continua intanto la telenovela sul contratto di Marazzina, in scadenza a giugno. Il Conte Max hanno firmato 32 dei 70 punti totali, affermandosi come giocatore più decisivo del torneo cadetto: un patrimonio da custodire gelosamente dagli assalti di Genoa e Torino. La sconfitta nel derby fa malissimo, invece, alla banda Mutti. 11 turni senza vittorie hanno fatto sprofondare i canarini, che hanno solamente 7 punti di vantaggio sulla quint’ultima: margine poco rassicurante visto il calendario da paura (Lecce, Triestina, Bari, Brescia) alle porte.

Torna a correre l’Albinoleffe. Gli orobici assorbono bene il ko patito con il Chievo e travolgono a domicilio la Triestina. Gustinetti deve rinunciare a bomber Cellini, ma Colacone lo sostituisce degnamente trasformando il rigore del 3-1. L’ hombre del partido, però, è Carobbio, a segno dopo 6 minuti con una gran botta da fuori e ispiratore di tutte le manovre degli ospiti. Il resto lo fanno Ruopolo e Bonazzi, il quale respinge in pieno recupero il flebile tentativo di rimonta degli alabardati. La Triestina, infatti, è tutta nella doppietta del solito Granoche. Il diablo argentino (giunto a quota 20 sigilli) ha tenuto in vita i suoi, ma non è bastato a evitare una meritata sconfitta. In casa Albinoleffe preoccupa soltanto l’infortunio del numero uno Marchetti, autore sinora di una grande stagione.

Tutto facile per il Lecce. Un super Corvia spegne le deboli velleità di un Cesena sempre più impelagato nelle sabbie mobili di fondo classifica. La doppietta dell’attaccante scuola Roma e il rigore di Valdes hanno caratterizzato un match costantemente in mano ai giallorossi. Gli uomini di Papadopulo hanno creato numerose palle gol (due legni oltre alle tre marcature), mostrando uno stato di forma invidiabile. Il big match tra Chievo e Bologna di sabato prossimo potrebbe essere una ghiotta occasione per riavvicinarsi ai primi due posti in classifica, distanti ad oggi 6 e 4 punti.

Pari dal sapore diverso per Brescia e Pisa. I lombardi sono da tempo in difficoltà, causa infortuni e condizione fisica pessima di qualche giocatore. Le rondinelle rigraziano gli errori di mira di Rajcic, perchè il Bari ha confermato il suo stato di forma e avrebbe meritato l’intera posta in palio. Si lamenta, invece, il Pisa. Bomber Castillo si vede annullare due reti, e la terna arbitrale esce tra i fischi assordanti dell’Arena Garibaldi. I nerazzurri sono rimasti impigliati nella tattica del fuorigioco applicata costantemente dal Vicenza, abile a sfruttare il gol iniziale di Cudini. La botta di D’Anna vale soltanto un punto, perchè tra gol annullati e occasioni fallite, i toscani non sfondano e vedono allontanarsi il secondo posto (-8).

Nella lotta salvezza, il Grosseto compie il passo decisivo: il tris rifilato all’Avellino regala, infatti, la salvezza anticipata ai ciociari. Lo scontro della disperazione va allo Spezia. Eliakwu e Guidetti condannano un Ravenna manovriero ma inefficace ad una quasi certa retrocessione. Si riprende anche il Treviso che stende l’Ascoli. Le motivazioni fanno la differenza: i veneti capitalizzano il dominio espresso in campo con Barreto. Nei match di metà classifica, blitz del Frosinone a Piacenza e pari tra Rimini e Mantova (Godeas 21° centro).

Albinoleffe, Bologna, Brescia, Chievo, Lecce, Serie B

Chievo, è la volta buona? Colpi di coda di Vicenza e Avellino.

Questa potrebbe essere la volta buona. Il terzo tentativo di fuga stagionale del Chievo, dopo quelli della 27° e 30° giornata, potrebbe essere infatti quello definitivo per una serie di motivi: in primis il vantaggio sulla terza è di 4 punti, non più di 2 come nei precedenti allunghi; in secundis perchè la Iachini band è in serie utile da 15 turni e mostra una condizione fisica eccellente, al contrario delle sue inseguitrici; infine, perchè ora mancano soltanto 9 gare al termine del campionato. L’ultima prova di forza dei gialloblù è andata in scena allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Al contrario di altre volte, i veneti sono stati micidiali, colpendo l’avversario alla prima occasione: dopo appena 48 secondi, Obinna ruba il tempo a Gervasoni e serve a Pellissier la palla per il 16° sigillo stagionale. Il Chievo gestisce il match da grande squadra, mentre l’Albinoleffe fatica e partorisce un solo tiro in porta. Obinna e Iunco sono devastanti sulle fasce, Italiano comanda la manovra e così gli uomini di Iachini sfondano al secondo errore difensivo dei lombardi: 2-0 di Bentivoglio e partita in ghiaccio. Giornata no, quindi, per i lombardi, la cui inedita coppia di sinistra Garlini-Antonelli soffre all’inverosimile e il duo d’attacco non punge mai: troppo forte il Chievo di sabato anche per l’Albinoleffe dei miracoli.

Continua il tabù Ascoli per il Bologna. Il Cino e Lillo del Duca, dopo aver visto la prima retrocessione in B dei felsinei (1982)e l’ancor più triste discesa in C (1993), risulta indigesto agli uomini di Arrigoni, acciuffati all’ultimo assalto da Bernacci. L’ex cesenate fulmina in mezza girata Antonioli all’ennesimo tentativo locale, dopo una serie di mischie furibonde in area rossoblù. Non bastano ad Arrigoni, quindi, i guizzi dei suoi due bomber (Bucchi e Marazzina al 19° gol stagionale) a cui aveva temporaneamente risposto Soncin. Il Bologna paga a caro prezzo la scarsissima vena dei suoi trequartisti (Adailton e Bombardini) e l’espulsione di Bonetto ad un quarto d’ora dal termine. La formazione di Arrigoni sciupa una preziosa occasione per allungare sulla terza in graduatoria, e si arrabbia per il gol bianconero segnato ad overtime scaduto: il pari, però, è più che meritato.

Soffre ma vince il Brescia. Decimato da assenze e infortuni, conquista tre punti d’oro contro uno Spezia sfortunato e si riavvicina a -5 dal Bologna. Nonostante l’espulsione del ligure Herzan a fine primo tempo, i lombardi faticano maledettamente contro la formazione di Soda. Il gol di Taddei, al rientro dopo 5 mesi, è il jolly nella manica di Cosmi che ammette candidamente a fine partita che lo Spezia avrebbe meritato il pari.

Pareggi dal sapore diverso per Pisa e Lecce. I toscani tornano da Modena con una valigia piena di rimpianti. Frezzolini para tutto, e quando non ci arriva lui ci pensa il palo a negare la gioia del gol ai nerazzurri. Emblematico il minuto 34: Frezzolini salva su un colpo di testa di Castillo, sul susseguente corner il bomber argentino centra il palo con una splendida rovesciata. Come se non bastasse, al successivo tentativo il Nacho sfiora il montante e D’Anna si fa bloccare da un miracolo del numero uno emiliano. Nonostante la difesa a 5, il Modena si salva solo grazie alle prodezze del suo estremo difensore, mentre il Pisa maledice la sfortuna e si ritrova sesto in classifica, sorpassato dalle rondinelle di Cosmi. Profuma di miracolo, invece, il punto colto dai salentini a Grosseto. Incassato il vantaggio locale di Danilevicius al 4′, i giallorossi sono salvati dalla traversa e dall’erroraccio dello stesso attaccante lituano che sciupa a tu per tu con Benussi. I pugliesi passano invece al primo affondo: il cross di Tiribocchi è deviato da Bressan sul corpo di Innocenti che sigla involontariamente un malauguratissimo autogol. Gli uomini di Papadopulo soffrono la velocità di Gessa e Lazzari, mentre la luce di Valdes non si accende mai. La difesa a tre è in panne, ma resiste fino al fischio finale: il punto, al contrario di altre volte, è oro colato.

In coda successi fondamentali per Vicenza e Avellino. Gli uomini di Gregucci se la vedono bruttissima dopo il vantaggio ospite di Cordova al 18′. Il Messina, però, dà involontariamente una mano ai padroni di casa dopo il pareggio firmato Zampagna. In sei minuti, infatti, si fa cacciare due uomini (Biancolino e Rea), e per i veneti è gioco facile raddoppiare con uno scatenato Zampagna e chiudere i conti con Matteini nell’extratime (Capone fallisce pure un rigore). Il Vicenza, ad oggi, sarebbe salvo senza meriti particolari. L’Avellino ringrazia invece la galoppata vincente di Nardini a otto minuti dal termine, condannando virtualmente alla serie C il Ravenna. I romagnoli sono sfortunati, falliscono diverse opportunità con Sforzini e non sfruttano la superiorità numerica negli ultimi dieci minuti. La stagione nera dei giallorossi raggiunge l’apice con la cavalcata di 50 metri di Nardini che regala l’ennesima e forse definitiva beffa.

LE ALTRE PARTITE. Pesante ko del Treviso a Frosinone che si rialza dopo 3 sconfitte di fila. I veneti subiscono così il sorpasso di Vicenza e Avellino. Piange anche il Cesena, bloccato in casa da un Mantova ampiamente rimaneggiato, senza stimoli e in 10 per un tempo abbondante: l’errore di Cardone all’82′ pesa tantissimo sulle speranze salvezza dei bianconeri. Bei successi di Piacenza e Bari. Un doppio Dedic stende il Rimini, mentre i pugliesi raccolgono l’11°punto in 5 turni fermando la corsa della Triestina, reduce da 4 affermazioni.

Albinoleffe, Bologna, Chievo, Lecce, Serie B

Albinoleffe-Chievo,duello al vertice.

109 gol in due, primo e secondo attacco del torneo: Albinoleffe-Chievo, big match della 33° giornata del campionato cadetto, promette spettacolo. I lombardi cercheranno oggi il sorpasso sui veneti, avanti di un punto in classifica, per tornare ad occupare una delle due piazze che valgono la promozione diretta. Gustinetti si affiderà come sempre al gioco ragionato, fatto di possesso palla, ritmo lento e passaggi brevi, e alla prolificità della coppia d’attacco Cellini-Ruopolo, 29 gol in due. Furono proprio queste le armi con cui l’Albino espugnò il Bentegodi nel match d’andata. La solidità della difesa lombarda, forte del portiere rivelazione Marchetti e dei due promettenti terzini Perico e Peluso, cercherà di imbrigliare i potenti cavalli del tridente gialloblù. Iunco, Pellissier e Obinna sono i terminali offensivi della squadra che gioca il calcio più bello e spumeggiante del torneo. La statistica che più impressiona, oltre ai gol realizzati (57), è quella dei tiri in porta, ben 247 contro i 176 dell’Albinoleffe. Questo dato evidenzia la mole di gioco prodotta dai gialloblù che, per altro, vantano una rosa ben più ricca e “profonda” degli avversari. Iachini, però, non può prescindere dal metronomo della squadra, ovvero Italiano: senza di lui in campo, la formazione gialloblù balbetta; i vari Bentivoglio, Marcolini e Ciaramitaro, infatti, non hanno la visione di gioco e la capacità di lancio del regista titolare. La Iachini band cerca i tre punti per creare un divario importante tra sè e l’undici di Gustinetti: gli ingredienti per una bella partita, insomma, ci sono tutti. Calcio d’inizio alle ore 16.

Bologna e Lecce cercheranno di approfittare dello scontro diretto. I felsinei scendono al Cino e Lillo del Duca di Ascoli con l’obbiettivo di lanciare una mini fuga. I marchigiani non hanno più nulla da dire in questa stagione (come tante altre compagini, purtroppo)e potrebbero rivelarsi un ostacolo agevolmente superabile. Arrigoni ha un solo dubbio: uno tra Fava e Bucchi affiancherà l’imprescindibile Marazzina in attacco. Stesso discorso per gli uomini di Papadopulo. Il Grosseto è praticamente salvo, le sue motivazioni sono nulle rispetto a quelle dei salentini che vogliono avvicinarsi alle prime due posizioni. Indisponibile Abbruscato, sarà il fantasioso Valdes a sostenere Tiribocchi in avanti.

Serie B

Prosegue la marcia di Bologna e Chievo,l’Albinoleffe insegue.

Si muove qualcosa nei piani alti. Il gruppetto di testa inizia a sgranarsi, con Pisa e Brescia che perdono punti importanti, mentre Lecce e Albinoleffe rispediscono al mittente le ultime flebili speranze di che voleva inserirsi nel discorso play-off(Rimini e Mantova) e tengono il passo della coppia di vetta.

Il venerdì pasquale sorride alla formazione di Arrigoni che ha la meglio sul Frosinone grazie più alla qualità dei singoli che al gioco corale. Uno di questi singoli è certamente Massimo Marazzina, l’unico uomo insostituibile dei rossoblù, che spesso fa reparto da solo tenendo in apprensione le difese avversarie. Il suo dribbling chiuso da un preciso diagonale spiana la strada della vittoria ai padroni di casa, che viene sigillata dalla perla di Valiani, ben servito da un “cucchiaio” di Adailton: secondo gol consecutivo per l’esterno arrivato a gennaio dal Rimini. Nella ripresa Giubilato segna lo sciagurato autogol che rimette in corsa i ciociari, ma il Bologna riesce ad amministrare bene il vantaggio sfiorando il 3-1 col solito Marazzina, giunto sabato a quota 18 centri. La banda Cavasin, quindi, incassa il terzo ko consecutivo, mentre i felsinei continuano la loro corsa verso la A.

Mantiene la “comproprietà” della vetta il Chievo. Gli uomini di Iachini risolvono in coda una partita che sembrava stregata contro un Piacenza lontano parente di quello protagonista di 4 vittorie consecutive. I gialloblù macinano come al solito tantissimo gioco, ma sprecano l’inverosimile con Pellissier e l’imprendibile quanto impreciso Obinna. Gli emiliani reggono grazie anche ad uno strepitoso Cassano, prima dell’inevitabile capitolazione dell’82′: Maldonado segna il più fortunoso dei gol (con lo stinco) e regala 3 punti meritatissimi a Iachini. Il duello in vetta continua.

Vittoria al fotofinish anche per l’Albinoleffe che regge il ritmo del duo di testa. La chiave del match del Martelli va ricercata nel minuto 85: l’Albino perde palla e il Mantova riparte in velocità con Corona. L’ex Catanzaro serve Tarana che sparacchia centrale da ottima posizione. Marchetti riavvia velocemente l’azione, Madonna sgancia un bolide dal limite dell’area che viene respinto da Bellodi: il pallone, però, carambola su Ruopolo e finisce in rete. Si consuma così la vittoria degli orobici, mai in difficoltà contro i virgiliani e lesti a sfruttare l’occasione giusta. Si abbassa definitivamente, invece, il sipario sul Mantova. Partito in estate per far sfracelli, visti gli ingenti investimenti di patron Lori, si ritrova già da tempo tagliato fuori dalla lotta play-off. La curva Te è in sciopero da diverse giornate, mentre il presidente non esita a pronunciare la parola fallimento per una stagione che doveva essere completamente diversa.

Game over anche per il Rimini. Si spengono in Salento le ultime speranze play-off per i biancorossi romagnoli, letteralmente annichiliti da un super Lecce. I giallorossi, amareggiati per il pareggio beffa di Brescia(vedi “Frenata collettiva in testa, vince solo il Bologna“), confermano il loro ottimo stato di forma dominando in lungo e in largo e, stavolta, capitalizzando tale predominio. Consigli è bravo a dire di no due volte a Tiribocchi, ma deve inchinarsi alla prodezza balistica di Zanchetta su calcio da fermo. Il Lecce continua ad attaccare, divertendo il pubblico di Via del Mare. Il raddoppio diviene inevitabile:  la firma è di Corvia su assist dell’onnipresente Ariatti. La formazione di Papadopulo sembra viaggiare a velocità doppia, e lancia un segnale chiaro alle concorrenti per la promozione diretta: ci siamo anche noi.

Brusche frenate per Pisa e Brescia che vedono allontanarsi le prime due piazze. I toscani danno vita ad un derby combattuto con il Grosseto, ma non vanno oltre lo 0-0. Il match è una partita a scacchi tra i due tecnici che spostano pedine e rispondono colpo su colpo alle mosse altrui. I maremmani reggono bene l’assalto finale dei pisani e portano a casa un punto preziosissimo; i padroni di casa fanno i conti con l’ennesima frenata che potrebbe costare cara in ottica promozione. Paga carissimo le assenze, invece, Serse Cosmi. Nemmeno il suo Brescia, infatti, è in grado di sopportare 6 defezioni pesantissime come quelle di Tacchinardi, Bega, Possanzini, Lima, Mareco e Stankevicius. Ne ha sapientemente approfittato la Triestina che, con l’8° gol stagionale di Allegretti, ha messo la firma definitiva sulla salvezza. Gli alabardati hanno controllato senza eccessivi patemi la gara, mentre la reazione delle rondinelle non è stata veemente.

Non cambia nulla in coda alla classifica. L’uovo di Pasqua ha portato un punto a tutti lasciando invariata la situazione, a dispetto dei tanti scontri diretti che potevano pesare molto nell’economia del campionato. Spezia-Vicenza è una gara spenta, noiosa, accesa soltanto dai lampi di Capone ed Eliakwu. Più vivace, invece, lo scontro tra Treviso e Ravenna. I veneti continuano a deludere e non sfruttano il vantaggio iniziale targato Barreto. L’undici di Pagliari, seppur privo di otto giocatori, gioca meglio, fallisce un rigore con Sforzini e trova il meritato pareggio nel finale con il bomber stesso. Cesena e Avellino non sfruttano il turno casalingo contro avversarie che non hanno più nulla da chiedere al campionato. I romagnoli si salvano all’ultimo minuto di recupero con il ritrovato Moscardelli (12°centro), dopo aver fallito numerose occasioni da rete; spietato, invece, il cesenate doc Bernacci, ancora una volta a segno contro la sua ex squadra. Anche l’Avellino se l’è vista brutta, rischiando di subire il colpo del ko nel finale con il Modena. Lanzafame, fresco di convocazione nell’under 21(vedi “Lanzafame, prima convocazione nell’Under di Casiraghi“) stende con una doppietta il Messina.

Calcio in Romagna, Cesena, Serie B

Cesena, un pari che fa sperare.

Il Cesena torna dalla Puglia con un buon punto. La banda Castori ottiene dalla trasferta del San Nicola ciò che voleva, ovvero un pareggio che le permette di rimanere fiduciosa in ottica salvezza. Il punto, per altro, serve a staccare lo Spezia e ad avvicinare a tre lunghezze la sest’ultima piazza, l’ultima disponibile per evitare i play-out. I bianconeri, privi di pedine fondamentali quali Moscardelli, Salvetti, Campedelli e Cardone, hanno disputato una buona prova, difendendosi con ordine e tentando qualche ripartenza. Il Bari, dopo la sfuriata iniziale, è stato ben imbrigliato, ed ha avuto una grossa palla gol soltanto nel finale con Ganci. I bianconeri, per altro, hanno replicato subito dopo con la botta di Esposito che poteva valere il colpaccio. L’ingresso nella ripresa di Salvetti ha dato ordine e fantasia al centrocampo romagnolo: il recupero del capitano è fondamentale per il prosieguo del campionato. Il ritorno in panchina di Castori ha ridato grinta ai bianconeri che, esclusa la trasferta di Brescia, hanno sempre ben figurato. Venerdì sera si torna in campo, al Manuzzi marcherà visita l’Ascoli: vietato sbagliare, considerato anche il risveglio dell’Avellino(vedi “Frenata collettiva in vetta, vince solo il Bologna“).

Serie B

Frenata collettiva in testa, vince solo il Bologna.

Saranno gli impegni ravvicinati, sarà il risveglio di alcune squadre e il calo di altre: fatto sta che chi è davanti ha iniziato a rallentare. Dopo aver tenuto un ritmo infernale, infatti, le “fantastiche sei” del campionato cadetto iniziano ad accusare segni di stanchezza e lasciano qualche punto per strada, rendendo la lotta promozione più incerta che mai. Chi avrà più uomini, più energie psicofisiche probabilmente la spunterà. Al Bologna di Arrigoni non mancano certamente giocatori di qualità e ricambi validi. Ieri sera, infatti, ha riscattato prontamente l’ultimo discusso ko interno (vedi “Nuovo avvicendamento al comando: il Chievo approfitta dei ko di Bologna e Albinoleffe“)riportandosi in cima alla classifica. E lo fa con il suo tipico cinismo e concretezza. Arrigoni, per la trasferta di Treviso è tornato all’antico, ovvero alla difesa a 4 e al trequartista, in questo caso Adailton. E’ proprio il brasiliano a sbloccare il match su calcio di rigore, il quarto realizzato dopo 3 errori: bravo Marazzina ad approfittare dell’inguardabile difesa trevigiana e a farsi stendere da Gissi. Una bellissima triangolazione tra lo stesso bomber e Valiani mette poi in condizione di raddoppiare l’esterno ex Rimini: al 34′ la partita è già virtualmente chiusa. I rossoblù firmano con il blitz di Treviso due record che danno l’idea della loro forza: quello delle vittorie generali (18) e quello dei successi esterni (7). Il Treviso, invece, appare come al solito arrendevole, privo di carattere, con il solo Lupoli in grado d’inventare qualcosa: troppo poco per raggiungere la salvezza.

Viviano stoppa il Lecce. Il 22enne numero uno delle Rondinelle è l’hombre del partido nel big match di giornata. Cosmi si aggrappa ai guantoni del suo giovane portiere per portare a casa un punto sudatissimo contro gli scatenati salentini. Il Brescia, infatti, paga l’assenza di Caracciolo e la giornata storta di De Zerbi, confezionando la miseria di due palle gol. Gli uomini di Papadopulo, invece, recriminano per il quarto pareggio consecutivo che frena la corsa alle prime due piazze. I giallorossi piazzano Ariatti in marcatura fissa su De Zerbi, annullandolo completamente, e gestiscono il gioco, concludendo a ripetizione verso la specchio della porta bresciana. Ma non c’è nulla da fare: un Viviano in versione Superman salva su Valdes, Zanchetta, Tiribocchi e Ariatti, risultando strepitoso in almeno 7 occasioni. Finisce così 0-0, con le due squadre ancora appaiate al quarto posto.

In realtà la quarta piazza è condivisa con una terza squadra, ovvero il Pisa. Un Pisa che a Piacenza è incappato nella seconda sconfitta delle ultime tre gare contro un avversrio in forma smagliante. L’undici di Somma, infatti, ha il merito di bloccare il Pisa express dopo aver espugnato per primo il Dall’Ara(vedi “Nuovo avvicendamento al comando: il Chievo approfitta dei ko di Bologna e Albinoleffe“). I biancorossi emiliani sono stati trascinati da uno strepitoso Dedic, autore di una tripletta: due reti su rigore e una su punizione. Andati sotto con il colpo di testa di Raimondi, gli emiliani ribaltano il risultato e s’involano sul 3-1. Ventura tenta il tutto per tutto inserendo Castillo e viene premiato dall’assist della punta che causa l’autogol di Gemiti. Il 2-3, però, è solo un fuoco di paglia, perchè nel finale Dedic corona la sua prestazione monstre con il 4-2. I toscani pagano le scelte di un Ventura presuntuoso che ha mandato in campo le seconde linee, facendo riposare Padelli, Feussi, Genevier e la coppia d’attacco Castillo-Kutuzov: scelta azzardata visto lo stato di forma degli avversari.

Frenano anche Albinoleffe e Chievo. La capolista prosegue nella sua striscia positiva, arrivata a 13 risultati utili consecutivi, ma si fa raggiungere in vetta dal Bologna in virtù del pareggio di Ravenna. I gialloblù sono lontani parenti di quelli visti sabato, con Obinna e Iunco appannati e il faro di centrocampo Italiano a riposo. Il Chievo è tutto nel gol di Pellissier, nato per altro da un calcio da fermo, che replica la rete di Pecorari: ancora una volta dev’essere un gol subito a dare la sveglia ai veronesi. Complimenti al Ravenna che, a dispetto dell’ultimo posto in classifica, si conferma cliente ostico per le grandi: Brescia e Bologna ne sanno qualcosa. Il punto non cambia la classifica ma dà fiducia ai giallorossi. Ben più spettacolare e rocambolesco il pari interno dell’Albinoleffe. A Bergamo è salito un Avellino rivitalizzato dalla cura Calori e abile ad imbrigliare il centrocampo lombardo. Gli irpini, dopo un’occasionissima capitata a Pellicori, passano in vantaggio con lo stesso bomber, prima di essere raggiunti da un penalty trasformato da Cellini. Nella ripresa i lupi ringhiano ancora di più e mettono la freccia: Salgado e ancora la punta ex Cesena sembrano chiudere il match. La situazione per gli uomini di Gustinetti si aggrava ulteriormente con l’espulsione di Gervasoni, ma ecco la reazione che non ti aspetti: in cinque minuti arriva il clamoroso ed insperato pari. Cellini sigla un gran gol, il 20° stagionale, e Perico mette la firma sull’impresa. Albinoleffe salvato, ma per la serie A ci vuole ben altro.

La frenata in vetta riapre uno spiraglio di speranza per il Rimini. I biancorossi, trascinati dalle doppiette di Vantaggiato e Greco, si avvicinano a -9 dalla zona play-off e si giocheranno tutto nella trasferta di venerdì al Via del Mare: una vittoria rimetterebbe in corsa i romagnoli. Gli uomini di Acori mettono sotto uno Spezia volitivo a secco di vittorie da 13 turni; con il gaucho Ricchiuti a riposo, ci pensano le incursioni di Regonesi e la verve della coppia d’attacco a risolvere il match in favore dei padroni di casa.

LE ALTRE PARTITE. Continua a deludere il Mantova, caduto contro un Grosseto che ritrova il guizzo da tre punti dopo 2 mesi. Bel colpo della Triestina a Frosinone, mentre Ascoli-Messina, Bari-Cesena e Vicenza-Modena terminano in parità. La serie B non si ferma più. Venerdì, infatti, si torna in campo per la 32°giornata.

Serie B

Arbitri della 31°giornata.

Ecco le designazioni per le gare in programma domani sera alle 20.30 per la 31°giornata del campionato cadetto:

Albinoleffe-Avellino: Palanca

Ascoli-Messina: Cavarretta

Bari-Cesena: Pinzani

Brescia-Lecce: De Marco 

Frosinone-Triestina: Salati 

Grosseto-Mantova: Scoditti

Modena-Vicenza: Lops 

Piacenza-Pisa: Brighi

Ravenna-Chievo: Gervasoni

Rimini-Spezia: Ciampi

Treviso-Bologna: Celi

Serie B

Nuovo avvicendamento al comando:il Chievo approfitta dei ko di Bologna e Albinoleffe.

Ribaltoni, risultati imprevisti, spettacolo: la B versione 2007-’08 è questo e molto altro, e alimenta i rimpianti per la questione dei diritti tv rimasta ahinoi irrisolta. La 30° giornata ha visto l’ennesimo avvicendamento in vetta alla classifica, dove le “fantastiche sei”(Chievo, Albinoleffe, Bologna, Pisa, Brescia, Lecce) continuano a darsi battaglia: se i giochi per i play-off sono fatti (il Rimini settimo e sconfitto ad Avellino è lontano 11 punti), quelli per la promozione diretta sono vivi più che mai. Il 30°turno premia la continuità del Chievo di Iachini che piega un buona Ascoli e inanella il 12°risultato utile consecutivo: i gialloblù sono l’unica squadra tra serie A e B che non ha mai subito sconfitte nel 2008. La sfida con l’Ascoli si è dimostrata ostica sin dall’inizio, con gli ospiti per nulla intimoriti e decisi a giocare a viso aperto. Questa tattica frutta un incontro piacevole alla vista, con gli attacchi più in evidenza delle difese. Sono gli uomini di Iaconi a portarsi in vantaggio: centro di Guberti e 11°centro stagionale per Bernacci. Il Chievo non si scompone e reagisce immediatamente. Iunco e Obinna imperversano sulle fasce, e da un’iniziativa del nigeriano scaturisce il pari: la sua sassata è respinta goffamente da Taibi, per Pellissier è un gioco da ragazzi insaccare. L’assalto continua, i veronesi giocano a memoria. Iunco serve alla perfezione prima Pellissier, che incoccia la traversa, poi Obinna, che batte l’estremo bianconero per la seconda volta. Il duo regala il bis a inizio ripresa: 3-1 e sesto gol stagionale per il nigeriano ex Inter grazie ad un bel esterno sinistro. Da lì in poi è pura accademia, con Iachini che risparmia le forze di qualche pedina fondamentale in vista dei prossimi impegni ravvicinati(martedì a Ravenna, venerdì col Piacenza).

Bologna sconfitto e infuriato. 11 fuorigioco fischiati soltanto nel primo tempo, 3 gol annullati ma regolari: i rossoblù hanno più di un motivo per recriminare. Il ko del Bologna, però, non va letto soltanto con questa chiave interpretativa. Merito, infatti, va al Piacenza e a Matteo Serafini, autore della doppietta decisiva. Sì, proprio quel Serafini che l’anno scorso con la maglia del Brescia rifilò una storica tripletta alla Juve. Il blitz piacentino è un capolavoro tattico, mentre le scelte di Arrigoni (difesa a tre contro i due trequartisti e la punta biancorossi) sono ampiamente discutibili. Non basta, stavolta, la zampata del Conte Max (17°rete per lui) a salvare i felsinei: così, dopo tre mesi e mezzo vissuti nelle prime due posizioni, il Bologna scivola in zona play-off.

Nuovi volti e nuovi gol per il Pisa. Trevisan e Titone, infatti, regalando il pesantissimo successo sull’Albinoleffe(che replica il 3-2 dell’andata), diventano il 13° e 14° giocatore nerazzurro ad andare a segno in questa stagione. I toscani, abbattendo la capolista, si issano al quarto posto. L’undici di Ventura sfrutta la sua arma preferita, il contropiede, poichè sono i lombardi a fare la partita. Ci vuole un Morello in versione superman per stoppare i tentativi ospiti: Carobbio, Cellini e Ruopolo (due volte) si vedono negare la gioia del gol. L’ex capolista vede quindi interrompersi bruscamente la sua striscia di 5 vittorie e 11 risultati positivi di fila.

Si fermano anche Lecce e Brescia, che condividono ora la quinta piazza. Le Rondinelle dominano il match con il Mantova, nonostante le numerose assenze, ma non vanno oltre l’1-1. I gol che fissano il risultato finale vengono dai due bomber principe: la zuccata di Godeas vale il primato solitario nella classifica cannonieri(20 reti), la torsione di Possanzini il 14°centro stagionale. Al di là dei gol, sono i padroni di casa a comandare le operazioni. Bazzani, Zoboli e De Zerbi ci provano a ripetizione con il medesimo risultato; gli uomini di Cosmi falliscono così un’ottima occasione per avvicinare la vetta. Stesso risultato per i salentini che si aggrappano a Valdes. Il sudamericano entra ad un quarto d’ora dalla fine ed ha tutto il tempo per spezzare i sogni spezzini e salvare i suoi compagni dalla sconfitta. Agli uomini di Papadopulo, infatti, è mancata la fantasia, le verticalizzazioni, ovvero l’apporto di Valdes. Lo Spezia, invece, non mostra alcun timore reverenziale, ma il suo sogno dura lo spazio di due minuti. Una vittoria contro i pugliesi avrebbe dato morale alla truppa di Soda, oltre all’aggancio alla zona play-out.

Importantissimi “colpi di coda” di Avellino e Cesena, che rianimano la lotta salvezza . Ottimo l’esordio di Calori sulla panchina irpina, dove in un pomeriggio ottiene più punti di quelli conquistati dal suo predecessore nell’intero girone di ritorno(2). I lupi appaiono più ordinati, i gol di Salgado e Pellicori servono ad avvicinare Vicenza e Treviso, che danno vita al derby della noia e della paura (zero occasioni in 90′). A farne le spese è un Rimini disattento in difesa: l’addio ai play-off è ufficiale, 11 punti da recuperare sono troppi. Torna a sorridere anche il Cesena, che vede ora la salvezza distante 4 punti. Con Castori in panchina, erano 340 giorni che il Cavalluccio era a secco e, guarda caso, l’ultimo hurrà era arrivato con il Modena. I canarini sono ancora una volta l’elisir di lunga vita dei romagnoli, che ringraziano un Croce a dir poco strepitoso: l’ex aretino mette lo zampino in tutte le azioni pericolose dei bianconeri e fa esplodere il Manuzzi a quattro minuti dal termine.

Nelle altre sfide, la Triestina di bomber Granoche(doppietta che lo porta a quota 18 reti)affonda un Ravenna sempre più disperato, bel successo del Bari (3-1 al Frosinone) e pareggio tra Messina e Grosseto.

Albinoleffe, Bologna, Brescia, Lecce, Serie B

Sull’altalena del primo posto salta su l’Albinoleffe.

Continua l’altalena in vetta. La 29°giornata consegna al campionato cadetto una nuova capolista, l’Albinoleffe dei miracoli. La banda di Gustinetti torna a detenere il primato solitario, come già successo tre volte durante questa stagione, in virtù del successo strappato all’ultimo secondo contro il Messina. Il colpo di coscia di Peluso al 49′ della ripresa permette ai lombardi di scavalcare in un sol botto Bologna e Chievo, bloccati sullo 0-0 rispettivamente a Lecce e Rimini. La vittoria contro i peloritani è maturata dopo una partita difficile e bloccata. Il Messina, infatti, memore del suo pessimo ruolino esterno (7 punti in 13 gare prima di sabato), si presenta in Lombardia con uno schieramento quanto mai prudente e votato al contenimento. D’Aversa viene piazzato davanti alla difesa a 4, mentre in avanti Biancolino viene abbandonato al suo destino. Gli esterni dell’Albinoleffe non sfondano, mentre gli attaccanti non pungono: l’unica occasione del primo tempo è uno splendido tiro da fuori di Cellini ben respinto da Manitta. Gustinetti mischia le carte nella ripresa con un paio di cambi, ma la manovra non decolla. La lucidità inizia a calare, ma i padroni di casa continuano a spingere: prima Cristiano coglie il palo, poi Peluso devia in porta di coscia una punizione di Bonanni. Matura con un colpo fortunoso, quindi, la quinta vittoria consecutiva degli orobici, che li proietta in testa al campionato. Il portiere Marchetti prolunga la sua imbattibilità a 727 minuti; da segnalare che l’Albinoleffe giocherà 4 dei restanti 5 scontri diretti in programma tra le mura amiche: sognare è lecito.

Noia e delusioni dal big match. Lo 0-0 è lo specchio fedele di una partita senza emozioni, con le due squadre impegnate a spartirsi la posta in palio. Le due migliori difese del torneo (Bologna 17 gol subiti, Lecce 3 in più) prevalgono nettamente sugli attacchi, e la logica conseguenza è il numero di occasioni che il match partorisce: soltanto una, la traversa colpita da Zanchetta su punizione. Papadopulo schiera due punte e un trequartista, ma fatica a creare gioco in mediana, l’ex capolista Bologna spreca Marazzina in pressing alto e propone un calcio attendista. Troppo poco per puntare alla promozione diretta. La contentezza di giallorossi e rossoblù, infatti, viene spenta dal colpo di coscia di Peluso nei titoli di coda di giornata: giusto così, vista l’arrendevolezza mostrata dalle due compagini.

Pareggio ad occhiali anche per il Chievo, che scivola al terzo posto. I gialloblù non vanno oltre lo 0-0 a Rimini e, a dir il vero, sarebbero i romagnoli a meritare qualcosina in più. Gli uomini di Acori ci provano, ma vengono bloccati da alcune decisione discutibili di Tagliavento. Cristiano, già ammonito, viene punito con il secondo giallo per una spallata rifilata a Obinna, mentre il numero uno clivense Squizzi ferma con la spalla (o con il braccio?) un tentativo di Vantaggiato lanciato a rete; esplode così la rabbia del pubblico di casa. In biancorossi rimangono in 9 all’80′ e vedono sfumare l’ultima speranza per avvicinarsi alla zona play-off. Iachini può sorridere per l’11°risultato utile consecutivo e si rammarica per la palla gol fallita da Pellissier a fine primo tempo.

Non si ferma più il Brescia di Cosmi. Le rondinelle stendono un Cesena sempre più ultimo e continuano la loro rimonta ai primi due posti, agganciando al quarto posto il Lecce. La promozione diretta dista ora soltanto tre lunghezze. Gli uomini di Cosmi lasciano sfogare gli ospiti nei primi dieci minuti, poi prendono in mano la partita. I bianconeri, decimati in mediana, non reggono la forza d’urto dei lombardi che in mezz’ora archiviano la pratica. Privi di Caracciolo, uscito al 24′ per infortunio, i bresciani passano con Lima, Dallamano e Possanzini. Il capitano viene festeggiato dal Rigamonti, poichè tocca quota 100 gol tra i professionisti. Buona prova anche per Bazzani, che non fa rimpiangere l’Airone. Il neo papà, infatti, confeziona l’assist per il 2-0 e sfiora la rete personale. Il Cesena, invece, non può nulla contro lo strapotere dei padroni di casa e dovrà cercare i punti per una salvezza sempre più difficile in altre partite.

Deraglia alla stazione di Ascoli il Pisa Express. Irriconoscibile la squadra di Ventura, solitamente corsara, sul prato del Cino e Lillo Del Duca. I toscani vengono letteralmente sovrastati dai padroni di casa, a cui il risultato finale non rende giustizia. Il gol di Soncin al 92′, infatti, arriva dopo una serie infinita di tentativi a cui si è stoicamente opposto Morello. I marchigiani, inoltre, hanno colto una traversa con Guberti e si sono visti negare la gioia del gol da un paio di salvataggi sulla linea; gli uomini di Iaconi sono apparsi in gran forma, molto brillanti, buon preludio per il prosieguo del campionato. I toscani, invece, crollano anche sul piano nervoso, facendosi espellere due giocatori: brutto segno per chi vuole rincorrere la A.

Sonante cinquina per la Triestina. La formazione di Maran torna al successo dopo 6 giornate trascinata da bomber Granoche che, non a caso, era a secco da 5 turni. A farne le spese è il Vicenza e la panchina di Gregucci, che torna a traballare più che mai. L’illusione dei berici dura lo spazio di 25 minuti, ovvero il tempo che intercorre tra il vantaggio firmato Bernardini e il sorpasso alabardato di Granoche. L’attaccante argentino mette a segno una tripletta, raggiungendo quota 16 centri, ben coadiuvato da Della Rocca, autore del momentaneo 1-1 e assist man in occasione della rete del vantaggio. L’altra marcatura triestina è di Testini, al primo gol in campionato. Il Vicenza maledice le assenze, su tutte quella di Zampagna, e continua a stazionare in zona play-out.

LE ALTRE SFIDE. Nello scontro salvezza Treviso-Spezia, buona prova degli ospiti che, però, non riescono ad ottenere più di un punto dalla trasferta veneta. Pareggio anche tra Modena e Mantova, con i virgiliani acciuffati all’ultimo respiro da Tamburini. Svanisce così ogni residua speranza per gli uomini del neo allenatore Brucato; per gli emiliani prova monstre del giovanotto classe ‘88 Biabiany, ispiratore di tutte le manovre dei canarini. Vittoria salvezza per il Piacenza sull’Avellino che sbatte il muso sui guantoni di Cassano, scivolando pericolosamente al terz’ultimo posto in classifica. Ennesima sconfitta per il Ravenna, stavolta a Frosinone: Eder e Lodi deprimono ancora di più i giallorossi romagnoli. Infine, pareggio che accontenta tutti tra Grosseto (senza vittorie da 8 turni) e Bari (doppietta di Cavalli).

Bologna, Cesena, Lecce, Serie B

Fuochi d’artificio tra Chievo e Lecce,Bologna torna in testa.

Gol, spettacolo ed equilibrio. Sono queste le tre parole d’ordine del campionato cadetto 2007/08. La 28°giornata ha visto l’ennesimo avvicendamento in vetta alla classifica, con il ritorno del Bologna al primo posto solitario. I rossoblù, infatti, grazie al soffertissimo successo nel derby con il Cesena, ha scavalcato il Chievo, autore di un pareggio scoppiettante con il Lecce. Alle loro spalle, continuano la loro marcia imperterrita Albinoleffe e Pisa, rendendo la lotta per la promozione più emozionante e incerta che mai. Ma andiamo con ordine. La “nuova” capolista ha faticato più del previsto contro il Cesena, reduce dal ritorno in panchina del “guerriero” Castori. Gli uomini di Arrigoni sono passati in vantaggio alla prima occasione con il solito Marazzina(16°centro), salvo essere raggiunti poco dopo da Croce, ben innescato da un colpo di tacco di Paponi. I bianconeri, schierati con un solido 5-3-2, imbrigliano bene i felsinei, mettendoli in difficoltà per gran parte della ripresa e sfiorando il colpaccio con Paponi. Quando il derby sembra avviarsi verso un giusto pareggio, arriva la giocata da tre punti di Bucchi: cross di Lavecchia e testata vincente dell’ex Napoli e Modena. Il tecnico dei romagnoli s’infuria con la terna arbitrale e non ha tutti i torti. Il gol decisivo, infatti, viene siglato in posizione di offside. Le proteste veementi costano all’allenatore l’espulsione, coronamento di un ritorno in panchina da dimenticare, nonostante la bella prestazione della squadra. Il Bologna è apparso poco brillante come nelle ultime giornate, ma sono stati sufficienti due tiri in porta per riportarsi in vetta alla classifica: massimo risultato con il minimo sforzo.

Girandola di gol ed emozioni nel big match del Bentegodi. Sei gol, due annullati, due espulsioni, tre rigori di cui uno sbagliato sono gli ingredienti di un pomeriggio quantomeno movimentato che, alla fine, accontenta solo in parte le due formazioni protagoniste. La partita regala subito sussulti, con il gol annullato ad Obinna e quello regolare di Marcolini su calcio di rigore: il penalty nasce da un fallo di Ardito su Iunco in un’azione che aveva visto i clivensi colpire un palo con Bentivoglio. Al 14′ pasticcio della difesa veronese : Valdes scarta il regalo e ringrazia, infilando Squizzi per l’1-1. Nonostante l’erroraccio di Cesar, il Chievo del primo tempo è superiore. La Iachini band, infatt, colpisce un altro palo con Mandelli e rimette la testa avanti grazie ad un tap in vincente di Mantovani:è il 20′ e il tabellone recita già 2-1. Squizzi, però, sembra decisamente in giornata no. Il numero uno gialloblù compie un’uscita folle e per poco Tiribocchi non ne approfitta. Per sua fortuna il reparto offensivo funziona molto meglio e la dimostrazione è il 3-1 firmato da Pellissier ad inizio ripresa. Il bomber veronese ruba palla a Diamoutene e infila il 13°centro stagionale. Non c’è un attimo di respiro. Il Lecce reagisce colpendo un palo con Zanchetta, poi sostituito da Abbruscato, e ottiene un calcio di rigore generoso: Valdes è glaciale, rimonta avviata. Passano soltanto sei minuti e Tiribocchi inventa una giocata d’autore:3-3, tutto da rifare. Il match rimane in bilico fino alla fine. Al 93′ l’ultimo atto. Maldonado stende in area Abbruscato e viene espulso. Dagli undici metri si presenta lo stesso bomber che si fa ipnotizzare da Squizzi: il portiere ex Cesena riscatta così una brutta prova salvando il risultato. Il Lecce sfiora in colpaccio ma può dirsi soddisfatto, anche se il pareggio costa il sorpasso dell’Albinoleffe. Egual destino per la formazione di Iachini che, pur avendo salvato il punto all’ultimo secondo, abbandona quel primo posto tanto inseguito e mantenuto per una sola giornata.

Continuano a correre Pisa e Albinoleffe. I toscani hanno piegato agevolmente il Treviso con i due bomber Kutuzov e Castillo, mentre i lombardi espugnano il difficile campo di Bari con il terzo gol in tre gare di Ferrari.

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