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Serie B

Nel giorno della tragedia vola il Chievo. Si risvegliano Bologna e Brescia.

In un pomeriggio reso drammatico dal tentato suicidio dell’agente di polizia Luciana Callegher all’esterno dello stadio Omobono Tenni di Treviso (la donna poliziotto si è sparata per motivi ignoti; la gara tra i veneti e il Grosseto è stata sospesa al 22′ sull’1-o per i ciociari) lo spettacolo l’ha fatta da padrone. Ben 37 le reti segnate, soltanto una in meno del record stagionale (ma col recupero della partita potrà essere battuto). La squadra che più ha partecipato a questa sagra del gol è la capolista Chievo. I gialloblù spazzano via lo Spezia con facilità irrisoria, lasciando poche speranze alle sue inseguitrici.

Il match del Bentegodi è durato lo spazio di 8 minuti, ovvero il tempo occorso a Pellissier per siglare il 20° e 21° centro stagionale. Le due azioni sono in fotocopia, cambia solo l’assistman, prima Bentivoglio poi Obinna. La giornata nera del giovane portiere ligure Dazzi si completa al 40′, quando una punizione tutt’altro che irresistibile di Marcolini lo trafigge. Il passivo è reso ancora più pesante nella ripresa dall’ingenuità di Ceccarelli che stende Pellissier in area: rosso diretto e rigore che Obinna trasforma. Il Chievo va in surplace, lo Spezia è inesistente. Il 20° risultato utile di fila s’impreziosce con il pokerissimo di Bentivoglio. Il margine sulla terza è salito da 4 a 5 punti e, vista la condizione psicofisica eccellente della Iachini band, la serie A sembra ad un passo.

Tiene il passo l’Albinoleffe. I lombardi approfittano dell’incosistenza dell’avversario nella prima frazione di gioco per accaparrarsi i tre punti. Il Piacenza, infatti, si rianima solamente nella ripresa mostrando che avrebbe potuto fare di più in precedenza. Una traversa colpita e un gol che ha accorciato le distanze in mezzo a tanta pressione e attacchi hanno intimorito la formazione di Gustinetti, apparsa un pò stanca nella seconda fase della partita. L’uno-due del primo tempo, però, è stato sufficiente per mantenere la seconda piazza in vista del match della vita di sabato prossimo. I lombardi avranno l’occasione di tagliare fuori il Lecce dalla corsa al secondo posto e giocarsi tutto con il Bologna. La serie A diverrà realtà se il ruolino interno assomiglierà di più a quello esterno: il record di successi in trasferta del Chievo 2007-’08 (11), di Juve e Perugia è stato ieri eguagliato. Troppo pochi, invece, sono i 4 punti raggranellati nelle ultime 4 apparizioni a Bergamo. Sabato il momento della verità.

Ritorna a sorridere il Bologna. Il filotto di tre turni d’astinenza è stato interrotto da un greco pagato zero euro, tale Vangelis Moras. L’ellenico ha il merito di spaccare a metà una partita difficile e delicata. I rossoblù costruiscono una decina di palle gol (anche un palo di Marazzina) ma passano solo con il difensore greco. Il Vicenza non è stato a guardare. Capone ha replicato alla traversa con un palo, Zampagna ha sfiorato il montante in acrobazia, Schwoch si è reso pericoloso. Nonostante il ko i veneti vedono più vicina la salvezza. La banda Arrigoni accusa qualche infortunio (Daino), fatica, ma è tornata al terzo posto ed è in piena corsa per il rush finale.

Il Bologna, infatti, ha scavalcato il Lecce. I salentini sono letteralmente infuriati con l’arbitro Palanca, reo di aver espulso due giallorossi, aver negato un rigore solare per atterramento di Valdes e averne assegnato uno generoso agli ospiti. Buon per Papadopulo e per il pubblico di Via del Mare che Rosati faccia il miracolo su Godeas, l’uomo che aveva finalizzato l’assalto del Mantova con il pareggio. L’acuto del numero uno salva dalla sconfitta i giallorossi, autentici dominatori del primo tempo e sfortunati nella ripresa (pali di Zanchetta e Cottafava): sabato a Bergamo in palio le chanche residue di lottare per la promozione diretta.

Naufragio del Pisa. L’Avellino trova di fronte a sè una squadra fantasma e si rilancia in chiave salvezza. Le marcature di Cipriani, Pellicori e Corallo, inoltre, arrivano per amnesie difensive nerazzurre. I tre giocatori hanno tutto il tempo di colpire indisturbati; l’unica nota positiva del pomeriggio pisano è il bello quanto inutile gol di Juliano. Evidentemente la testa è già ai play-off, ma con questo atteggiamento i toscani faranno ben poca strada.

LE ALTRE PARTITE: Si risveglia il Brescia. Le rondinelle aspettano sornione il secondo tempo per piegare la debole resistenza del Modena, peggiore squadra del girone di ritorno (15 gare senza vittorie). I gialloblù vedono avvicinarsi pericolosamente lo spettro dei play-out. Gli uomini di Cosmi, invece, preparano al meglio i play-off e si godono un Possanzini in gran spolvero (doppietta che lo porta a 16 sigilli). In coda, il Ravenna riaccende la speranza sconfiggendo il Messina, mentre il Cesena recita il “de profundis” a Frosinone (2-5). Show tra Rimini e Triestina (4-3), successo dell’Ascoli sul Bari.

Serie B

Piccolo grande Albinoleffe, vittoria e sorpasso sul Bologna.

Grandi centri come Bologna o Lecce? Cittadine di media grandezza come Brescia e Pisa? Macchè. La serie cadetta ha come regine due piccole “principesse”. I primi due posti valevoli la promozione diretta, infatti, sono appannaggio dei due club più piccoli. E se il primato del Chievo non è più una sorpresa, l’ultimo colpo dell’infinitamente incredibile Albinoleffe fa sensazione.

Il piccolo club bergamasco, infatti, ha steso e superato il Bologna nello scontro diretto. I rossoblù hanno commesso un grave errore: lasciare l’iniziativa ad un avversario abile nel possesso palla. I primi 45 minuti vedono quindi una sola squadra in campo, la band Gustinetti. Carobbio pennella su punizione al 14′ quello che sarà il gol partita, mentre dall’altra parte della barricata la difesa è instabile, il centrocampo poco aggressivo e le punte mal servite. Gli uomini di Arrigoni si svegliano soltanto nella ripresa, ma trovano di fronte un Coser in stato di grazia. Il sostituto del talentuoso Marchetti è decisivo in un paio d’occasioni e miracoloso sul gong finale sulla testata di Fava. Gli orobici, al di là di questi episodi, hanno mostrato equilibrio e solidità impressionanti, meritando questo pesantissimo successo. I felsinei, invece, scivolano al quarto posto, sorpassati anche dal Lecce, e si consolano con l’imminente scontro tra bergamaschi e salentini. Ma per la promozione diretta dovranno far affidamento soltanto sulle loro forze. Sarà bene rammentare che le partite durano 90′: regalare un tempo agli avversari è quanto meno rischioso.

Pari che accontenta tutti, invece, tra Pisa e Chievo. Il match vero dura solo 13 minuti, il tempo di vedere il botta e risposta tra Obinna e D’Anna. Da lì in poi toscani e veneti decidono di non farsi male, di portare a casa un punto prezioso. Un punto che permette ai padroni di casa di consolidare il piazzamento play-off, agli ospiti di infilare il 19°risultato utile consecutivo e continuare la corsa verso la A. La “colpa” di questo pareggio incolore va attribuita, più che ai toscani (al sesto X in schedina di fila), ai gialloblù, superiori tatticamente e tecnicamente. Iunco centra il palo al 79′, ma questa è l’unica palla gol partorita in tutta la ripresa. Decisamente troppo poco. Ad ogni modo, il calendario è in discesa e gli uomini di Iachini sono lanciati verso la promozione.

Obiettivo in cui torna a sperare il Lecce. I salentini fanno il loro dovere a Ravenna, superando così il Bologna e portandosi ad una sola lunghezza dalla zona A. Il successo pugliese è un inno al cinismo, tre tiri e tre gol. Il rigore trasformato da Valdes al 16′ ha messo la strada in discesa contro un Ravenna manovriero ma scarsamente incisivo. Il Lecce ha potuto controllare il match e colpire in contropiede, approfittando della pochezza difensiva degli avversari. Il raddoppio, infatti, è un cadeau di Marruocco  (uscita spericolata) a Boudianski, mentre il tris di Abbruscato è frutto di un errore di Ingrosso. Inutile il gol della bandiera di Succi. Tra due settimane a Bergamo ci sarà in palio mezza A. Il Ravenna, invece, continua a sperare nei play-out solo grazie ai risultati altrui, ma sembra molto difficile salvare una stagione disastrosa proprio nelle battute finali.

Si rassegna ai play-off, invece, il Brescia. La Cosmi band viene stoppata da un Calderoni in versione superman e, vista la condizione precaria di molti uomini, farà bene a concentrarsi sugli spareggi. Unica consolazione per il tecnico delle rondinelle sarà proprio poter recuperare energie psicofisiche in vista dei play-off al contrario di chi lotterà (e rimarrà deluso) fino in fondo per le prime due piazze. Detto questo, analizziamo la giornata super del numero uno trevigiano. Al 14′ salva d’istinto su Bazzani e Szetela, poco dopo dice di no due volte a Zambrella. Buon per lui e per tutto il Treviso che i lombardi s’affloscino nella ripresa. Il punto strappato al Rigamonti è oro che cola per mantenere il piazzamento play-out.

Chi esce definitivamente dalla zona calda è il Vicenza. L’8° risultato utile garantisce un rassicurante +7 sulla zona play-out; i tre punti arrivano per l’ennesima volta in rimonta. Il primo tempo del Menti, infatti, è tutto a tinte biancorosse, ma non quelle dei berici, bensì quelle della compagine di Acori. Ricchiuti imperversa, il Rimini domina ma capitalizza soltanto una volta con Pagano. I romagnoli, però, incappano in un black out simile a quello del derby di sette giorni fa. Al Ravenna servirono 6 minuti per siglare 3 gol, il Vicenza ce ne mette pochi di più, 18. Terranova, appena dirottato da Gregucci in marcatura sul capitano riminese, riapre il match; Matteini coglie il jolly dal limite e Masiello firma il ribaltone in contropiede. I romagnoli, a questo punto, si scuotono: Vantaggiato coglie il palo, Porchia segna il 2-3 su rigore. Ma è l’ultimo brivido del match: il Menti può esultare, gli uomini di Acori vanno in vacanza con un mese di anticipo.

Pellicori acciuffa lo Spezia nello scontro salvezza. Avanti due volte, i liguri non chiudono la contesa e si fanno raggiungere dal bomber irpino. L’agilità degli attaccanti di Soda mette in difficoltà la difesa dei lupi e il vantaggio arriva prestissimo (rigore all’11′ di Eliakwu). Pantanelli salva sullo stesso nigeriano e su Romondini, prima del penalty trasformato da Pellicori. I liguri ripartono a testa bassa nella ripresa e vengono premiati dal sinistro di Zizzari. Il  match sembra saldamente in mano, ma il 14° centro dell’ex cesenate scombina i piani dei padroni di casa. Il 2-2 lascia invariati i destini delle rispettive squadre, ma è la formazione di Soda ad aver perso un’occasione ghiottissima.

LE ALTRE PARTITE. Il Cesena, dopo il pari interno con la Triestina, ha un piede in serie C1. L’ennesima chanche persa è un successo che non arriva nonostante la superiorità numerica e la totale mancanza di stimoli degli ospiti. Nelle fila degli alabardati Granoche diventa capocannoniere col 24° sigillo. Zoratto bis (vedi “Modena, torna Zoratto“) porta bene al Modena che ipoteca la salvezza con il pareggio di Bari. Pareggio anche tra Frosinone e Grosseto, mentre l’Ascoli vince a Mantova e il Messina stende il Piacenza.

Chievo, Serie B

Arena Garibaldi, ultimo ostacolo clivense verso la A.

Domani pomeriggio all’Arena Garibaldi, la capolista Chievo è attesa dall’ultimo test probante: il Pisa. I gialloblù sono reduci da una striscia positiva aperta di 18 risultati utili ed hanno appena asfaltato il Brescia (vedi “Troppo Chievo per il Brescia“). Il margine sull’Albinoleffe terzo è 5 punti, un buon tesoretto a 6 turni dal  termine. Il calendario è in discesa, le rivali non sembrano in grado di tenere il passo. La 37°giornata, inoltre, vedrà affrontarsi Albinoleffe e Bologna: in gioco c’è la seconda piazza che vuol dire promozione diretta, visto che le due compagini sono separate da un solo punto. Tutte buone ragioni per cui Pisa sembra essere l’ultimo ostacolo verso la gloria.

In casa i nerazzurri non hanno mai entusiasmato quanto in trasferta, dove sono secondi soltanto al Chievo per numero di vittorie (10 vs 11). L’ultimo periodo, tra l’altro, è stato tutt’altro entusiasmante con 4 pareggi di fila. I gialloblù, invece, sono una macchina di gol e spettacolo, e lontano dal Bentegodi non falliscono quasi mai  (soltanto 2 ko, tanti quanti in casa). Iachini recupera Moro e Mandelli e schiera il solito tridente delle meraviglie Iunco-Pellissier- Obinna.  Nelle fila della truppa di Ventura tornano a disposizione dopo la squalifica bomber Castillo e D’Anna. Cerci, invece, è stato operato: per lui la stagione è finita. Al suo posto il carioca Gabionetta. Il favore del pronostico va alla capolista, ma i toscani, ormai “rassegnati” ai play-off, sono sempre avversari da prendere con le molle.

Serie B

Modena, torna Zoratto.

3 ko consecutivi, 13 giornate senza vittorie e una zona play-out pericolosamente vicina (vedi “Troppo Chievo per il Brescia: fuga verso la A. Bologna spento, l’Albino ci crede ancora“). Bortolo Mutti paga questo inquietante ruolino di marcia e lascia il posto al rientrante Zoratto. Questo avvicendamento si era già verificato a parte invertite il 12 febbraio 2007, quando Mutti sostituì l’ex pupillo di Sacchi e portò i canarini alla salvezza conquistando 28 punti in 20 gare. L’ormai ex tecnico gialloblù non aveva grandi rapporti con il d.s. Tosi e lascia la panchina con toni polemici. Questo è l’ottavo cambio di guida tecnica nel campionato cadetto.

Serie B

Troppo Chievo per il Brescia: fuga verso la A. Bologna spento, l’Albino ci crede ancora.

Nell’ennesimo sabato ricchissimo di gol ed emozioni, il Chievo lancia la fuga per la A. I gialloblù fanno la voce grossa sbarazzandosi di una delle dirette concorrenti per la promozione, il Brescia, con una facilità disarmante. Il match del Bentegodi dura appena mezz’ora. Al 6′ Cesar incorna alla perfezione su corner portando in vantaggio i suoi. La difesa dele rondinelle balla paurosamente, e al 31′ paga ancora dazio. Pellissier riceve da Iunco e, favorito da un erroraccio di Zoboli, aggira Viviano in uscita e appoggia in rete il 19°centro personale. Il Chievo è una macchina perfetta, il suo centrocampo (in primis Italiano) tritura quello avversario e il tridente è velocissimo e letale. I lombardi non creano alcun che, e nella ripresa crollano di fronte allo strapotere avversario inchinandosi per la terza volta a Italiano. Frutta così il 18°risultato utile per la Iachini band, la fotografia più fedele di una continuità condita da bel gioco e spettacolo. Sabato si va a Pisa, poi il calendario è in discesa: con il +5 sulla terza, l’Arena Garibaldi pare l’ultimo ostacolo verso la gloria. Cosmi, invece, farà bene a pensare ai play-off: questo Brescia non sembra in grado di recuperare 6 punti al Bologna secondo.

Anche se l’ultimo Bologna visto al Dall’Ara ha tutt’altro che incantato. Stavolta i colpi risolutivi dei singoli non sono arrivati (bomber Marazzina ha sciupato un’occasione e scheggiato un palo), gli avversari erano più tonici e organizzati. Incontrare il Bari di questi tempi, va detto, è impresa ardua. E così i felsinei passano solo con uno sfortunato autogol di Galasso, ma subiscono il meritato pari di Lanzafame che batte d’esterno destro Antonioli dopo aver ricevuto l’assistenza di Ganci. Il punto sta persino stretto alla formazione di Conte: Rajcic e Bonanni, infatti, hanno colpito due legni. I pugliesi convincono ancora e raccolgono l’8°risultato utile consecutivo (se Conte fosse arrivato prima…), i rossoblù si giocheranno una bella fetta di stagione sabato prossimo a Bergamo.

L’Albinoleffe, infatti, è tornato minacciosamente a -1. Il successo di Treviso è un inno al cinismo: i lombardi hanno infatti sfruttato una delle poche chanche (con Madonna) buone capitaglieli. Cosa che non ha assolutamente fatto la banda Pillon. I veneti hanno attaccato per tutto il primo tempo, creando pericoli con Lupoli (bravo Coser a salvare), Quadrini e Scurto (traversa). Nella seconda parte di gara i padroni di casa sono calati, e gli uomini di Gustinetti, come conviene ad una “big”, hanno colpito al momento giusto. Se l’Albinoleffe continua a sognare in una stagione strepitosa, il Treviso è sempre più in crisi e depressione: lo spettro della C è a un passo, l’obbiettivo massimo sono diventati i play-out. Una stagione da incubo, insomma, per una compagine partita con ben altre ambizioni.

Finisce in parità l’altro big match di giornata. A recriminare, però, è soltanto una delle due contendenti, ovvero il Pisa. I toscani dominano la partita, vanno in vantaggio con Kutuzov, ma vengono acciuffati nel finale da Tiribocchi, al 15°gol personale. Oltre al danno, la beffa: Cerci, al rientro dal 1′, è uscito al 70′ per infortunio. Il timore è che la sua stagione sia finita. Va ricordato, inoltre, che due volte Juliano e una Gabionetta hanno avuto tra i piedi il match ball, fallendolo. E’ sfumato così l’11°successo esterno, e il Lecce ha potuto tirare un sospiro di sollievo. La sua corsa verso il 2°posto rimane invariata, mentre i nerazzurri possono ormai concentrarsi sui play-off.

Rimane intricatissima la lotta salvezza. Tornano a sperare Spezia e Ravenna. I liguri sconfiggono nello scontro diretto il Cesena e agguantano la zona play-out. Un match tesissimo (4 espulsioni) e poco spettacolare viene risolto da Guidetti a 6′ dal termine: per la Castori band è notte fonda, l’ultimo posto è una condanna quasi definitiva. Anche perchè si è risvegliato pure il Ravenna. La cura Varrella ha portato il 2°successo, e che successo. Il derby col Rimini ha dell’incredibile. L’ex Trotta firma il vantaggio ospite, ma i biancorossi reagiscono e si portano sul 3-1 con una doppietta di Ricchiuti. Il capitano esce e sembra calare la maledizione sul Rimini. Nell’arco di 4 minuti i biancorossi confezionano 3 cadeau per i cugini giallorossi; Sforzini e Rossetti ringraziano, mentre il clamoroso 4-3 è frutto di una comica panciata di Vitiello su cross di Aloe. Chi si inguaia, invece, è l’Avellino. I lupi incassano una pesante sconfitta casalinga con il tranquillo Messina. Cordova al 93′ castiga gli irpini che erano riusciti a pareggiare i conti con Cipriani. Per la formazione di Calori è il terzo ko di fila.

LE ALTRE SFIDE: Al luna park di Ascoli, prevale il Grosseto 5-3. Granoche (doppietta che lo lancia a quota 23) affonda il Modena e Mutti, esonerato in giornata (vedi “Modena, torna Zoratto“). Lodi manda ko il Mantova, mentre Piacenza-Vicenza finisce 1-1.

Serie B

Calcoli vietati: Lecce e Brescia tornano in gioco per la A.

Lo scontro al vertice della 35° giornata è stata una mezza delusione, una sfida giocata a metà. Il secondo di tempo di Chievo-Bologna, infatti, è stato sacrificato all’altare dei calcoli, della prudenza. Ma in questo torneo cadetto guai ad affidarsi ai calcoli. Alle spalle del duo di testa stanno riemergendo con forza Lecce e Brescia, due compagini d’indubbio valore. Se i giochi per i play-off sono fatti da tempo, quelli per la promozione diretta sono ancora in discussione e ci terranno sul chi va là ancora per parecchie giornate.

Come dicevamo, il big match ha divertito soltanto nella prima parte di gara. Il Chievo ha agito con la sua manovra più spettacolare ed il lancio lungo per Pellissier in mezzo ai due centrali rossoblù, mentre i felsinei hanno sfruttato gli accentramenti da sinistra del sempre ottimo Valiani. E’ proprio l’ex Rimini a sbloccare la partita segnando in due tempi: il primo tentativo è respinto da Squizzi, il secondo colpisce la traversa prima di finire in rete. Per lui sono 4 gol nelle ultime 5 gare. I clivensi hanno replicato 4 minuti dopo. Rilancio lungo di Squizzi, Pellissier s’incunea nella difesa ospite e batte Antonioli con un diagonale. Il centravanti di Iachini timbra così il 18° sigillo stagionale. I padroni di casa ci hanno provato ancora nel finale di tempo, salvo poi spegnersi nella ripresa. E alla fine Bologna e Chievo hanno esultato insieme al gol del Brescia a Bergamo: avranno fatt0 bene?

La suddetta rete porta la firma di Max Taddei, l’uomo che ha rilanciato le ambizioni del Brescia, capace di espugnare l’Atleti Azzurri d’Italia. Le rondinelle hanno dimostrato il loro feeling con gli scontri diretti, ottimo viatico per la supersfida in vista col Chievo, mentre gli orobici hanno fallito l’ennesimo appuntamento importante. La colpa, inoltre, è principalmente loro. L’Albinoleffe, infatti, dopo aver regalato la prima frazione di gioco agli ospiti (unico acuto il gol di Serafini), ha reagito nella ripresa e agguantato il pari con il solito Cellini (21°rete). Quando la partita sembrava incanalata verso un giusto pareggio, con gli avversari stanchi e provati, è arrivata la leggerezza della retroguardia celeste: errore che costa la terza piazza. Tornando all’undici di Cosmi (per lui 400 panchine tra i professionisti), è piaciuta l’aggressività, convizione e mezzi tecnici (tra cui i giocatori di caratura superiore come Tacchinardi e Caracciolo, autori delle prime due marcature) mostrati in campo. E anche un pò di fortuna, visto il legno colpito da Cellini al 90′: per la A ci vuole anche quella.

Sale al terzo posto il Lecce, che ha il Bologna (sopra di 2 soli punti) nel mirino. I giallorossi subiscono nella prima parte di gara il Modena, contestato furiosamente dai propri tifosi nella nottata precedente (alcuni facinorosi sono giunti al ritiro della squadra ed hanno svegliato e minacciato i giocatori gialloblù; la polizia li ha successivamente dispersi) e convinto a dimostrare il proprio valore. I canarini sfiorano il montante con Okaka (25′) e passano in vantaggio con Antonazzo (39′). Papadopulo vede la sua squadra spaccata a metà, incapace di innescare le punte, e mette mano allo schieramento: fuori Giuliatto e dentro Valdes. L’innesto del fantasista dà una marcia in più ai salentini. I giallorossi diventano una marea crescente, incontenibile. Tiribocchi mette a segno un tap in facile facile, mentre Perna firma uno sciagurato autogol su cross del neoentrato Vives. Il sorpasso è servito, e prima Tir poi Corvia sfiorano il tris. Bologna e Chievo sono avvisate, il Lecce non molla.

Continua la maledizione da X in schedina del Pisa. L’ex attacco più profilico del torneo incappa nel 4° pari consecutivo, di cui tre senza reti. E pensare che l’avversario di turno era il Messina, squadra che da tre mesi non riusciva a mantenere la sua porta inviolata lontano dal San Filippo. I giallorossi giocano senza punte di ruolo, con un mediano davanti alla difesa e mandano in tilt la già inceppata macchina nerazzurra. L’undici di Ventura vive così di spunti isolati, come quelli di Kutuzov, D’Anna e Castillo: Manitta, però, è impeccabile e insuperabile. L’attaccante argentino, inoltre, si fa sopraffare dal nervosismo causato dal suo digiuno da gol, beccando due gialli. La sua espulsione rende quindi inutile il rientro dopo 2 mesi di Cerci. Il Pisa rimane al palo e vede allontanarsi sempre più le prime due posizioni.

Nella lotta salvezza, sorride soltanto il Vicenza. I berici hanno infatti la meglio nello scontro diretto con l’Avellino. Sotto dopo 26 minuti per la rete di Pellicori, la Gregucci band ha ribaltato la situazione nella ripresa con due calci da fermo. Matteini ha indovinato la girata vincente, Bernardini ha silurato Pantanelli con un bolide da 25 metri. Zampagna ha fallito più volte il tris, ma va bene così, anche perchè le avversarie dei biancorossi hanno steccato in coro. Lo Spezia è caduto a Bari dopo essersi illuso con Di Vicino, il Cesena ha fatto harakiri nel derby col Rimini (avanti 1-0 all’85′, sotto 1-2 due minuti dopo), il Treviso si è piegato alla doppietta del capocannoniere Godeas (23 gol sinora) e ad un Mantova privo di stimoli. Unico a sorridere è il fanalino di coda Ravenna che si regala una speranza grazie al successo interno con il Piacenza.

Calcio, Serie B

Avellino, addio mutualità.

Guai seri per l’Avellino. Ieri il Consiglio di Lega ha tolto alla società irpina i soldi della mutualità per una cifra di 4,2 milioni di euro. Un’enormità per un club già in grossa difficoltà finanziaria. La decisione è maturata in seguito all’applicazione di un regolamento approvato a inizio stagione. Suddetto regolamento prevede che un club non possa destinare più del 65% degli incassi totali agli emolumenti (cioè agli stipendi di calciatori e staff tecnico). Se questa percentuale viene superata, la società deve depositare fideiussioni in Lega a titolo di garanzia. L’Avellino ricade in questa casistica e, poichè non ottempera a questi obblighi da febbraio, è stato punito. Il Consiglio ha approvato all’unanimità senza conoscere il nome della società coinvolta, in modo da garantire la massima imparzialità. La situazione del club irpino è ora estremamente grave.

Serie B

Promozione diretta, è lotta a quattro.

Si restringe a quattro la lotta per i primi due posti valevoli la promozione diretta in serie A. Brescia e Pisa, infatti, perdono altri punti per strada e, molto probabilmente, si dovranno “accontentare” dei play-off, anche perchè le regine del campionato (Bologna e Chievo) viaggiano a mille e pare non vogliano più fermarsi.

Le prime 4 della classe raccolgono bottino pieno nella 34° giornata segnando una valanga di gol (14 totali). La capolista Chievo dà l’ennesima prova di compattezza e forza a Messina. Sotto 2-1, riesce a ribaltare il risultato e a tornare in Veneto con il 16°risultato utile consecutivo corredato al record assoluto di vittorie esterne (ben 11): eguagliate Juve e Perugia con l’ampia possibilità di superarle. Tornando alla sfida del San Filippo, i gialloblù hanno dominato la prima parte di gara dopo il vantaggio firmato Pellissier(17°sigillo stagionale), salvo poi regalare il pari a Foti, ben innescato da Schetter, con un errore in fase di disimpegno. Il Messina, rivitalizzato dal pari, si scatena a inizio ripresa: Schetter e Bernardo centrano il palo prima che lo stesso centrocampista firmi il sorpasso fulminando Squizzi. Nel momento di massima difficoltà, Iachini inserisce Luciano e la sua squadra riprende slancio. Uno scatenato Iunco supera Manitta in uscita per il pari e avvia l’azione del 3-2, in cui Pellissier è abilissimo a eludere l’intervento dei difensori e servire Ciaramitaro con un pallonetto. Rimontà completata, gialloblù saldamente in testa e pronti alla partitissima di sabato con il Bologna.

Non sono da meno gli uomini di Arrigoni. Il derby con il Modena diventa una passerella per i rossoblù, nettamente superiori ai cugini. La resistenza del Modena dura soltanto un tempo, ovvero fino alla rasoiata di Valiani, al 4° centro in rossoblù. Il Bologna, infatti, dopo il vantaggio di Marazzina (20°gol) ha subito l’immediata risposta di Okaka e il pressing dei canarini. La rete dell’ex riminese ha però aperto altri scenari. Gli uomini di Arrigoni sono diventati padroni del campo, l’ex Bucchi e l’espulsione di Gatti hanno fatto il resto. Facile per Bombardini calare il poker, servito da un ispiratissimo Adailton, autore di 3 assist vincenti. In casa felsinea continua intanto la telenovela sul contratto di Marazzina, in scadenza a giugno. Il Conte Max hanno firmato 32 dei 70 punti totali, affermandosi come giocatore più decisivo del torneo cadetto: un patrimonio da custodire gelosamente dagli assalti di Genoa e Torino. La sconfitta nel derby fa malissimo, invece, alla banda Mutti. 11 turni senza vittorie hanno fatto sprofondare i canarini, che hanno solamente 7 punti di vantaggio sulla quint’ultima: margine poco rassicurante visto il calendario da paura (Lecce, Triestina, Bari, Brescia) alle porte.

Torna a correre l’Albinoleffe. Gli orobici assorbono bene il ko patito con il Chievo e travolgono a domicilio la Triestina. Gustinetti deve rinunciare a bomber Cellini, ma Colacone lo sostituisce degnamente trasformando il rigore del 3-1. L’ hombre del partido, però, è Carobbio, a segno dopo 6 minuti con una gran botta da fuori e ispiratore di tutte le manovre degli ospiti. Il resto lo fanno Ruopolo e Bonazzi, il quale respinge in pieno recupero il flebile tentativo di rimonta degli alabardati. La Triestina, infatti, è tutta nella doppietta del solito Granoche. Il diablo argentino (giunto a quota 20 sigilli) ha tenuto in vita i suoi, ma non è bastato a evitare una meritata sconfitta. In casa Albinoleffe preoccupa soltanto l’infortunio del numero uno Marchetti, autore sinora di una grande stagione.

Tutto facile per il Lecce. Un super Corvia spegne le deboli velleità di un Cesena sempre più impelagato nelle sabbie mobili di fondo classifica. La doppietta dell’attaccante scuola Roma e il rigore di Valdes hanno caratterizzato un match costantemente in mano ai giallorossi. Gli uomini di Papadopulo hanno creato numerose palle gol (due legni oltre alle tre marcature), mostrando uno stato di forma invidiabile. Il big match tra Chievo e Bologna di sabato prossimo potrebbe essere una ghiotta occasione per riavvicinarsi ai primi due posti in classifica, distanti ad oggi 6 e 4 punti.

Pari dal sapore diverso per Brescia e Pisa. I lombardi sono da tempo in difficoltà, causa infortuni e condizione fisica pessima di qualche giocatore. Le rondinelle rigraziano gli errori di mira di Rajcic, perchè il Bari ha confermato il suo stato di forma e avrebbe meritato l’intera posta in palio. Si lamenta, invece, il Pisa. Bomber Castillo si vede annullare due reti, e la terna arbitrale esce tra i fischi assordanti dell’Arena Garibaldi. I nerazzurri sono rimasti impigliati nella tattica del fuorigioco applicata costantemente dal Vicenza, abile a sfruttare il gol iniziale di Cudini. La botta di D’Anna vale soltanto un punto, perchè tra gol annullati e occasioni fallite, i toscani non sfondano e vedono allontanarsi il secondo posto (-8).

Nella lotta salvezza, il Grosseto compie il passo decisivo: il tris rifilato all’Avellino regala, infatti, la salvezza anticipata ai ciociari. Lo scontro della disperazione va allo Spezia. Eliakwu e Guidetti condannano un Ravenna manovriero ma inefficace ad una quasi certa retrocessione. Si riprende anche il Treviso che stende l’Ascoli. Le motivazioni fanno la differenza: i veneti capitalizzano il dominio espresso in campo con Barreto. Nei match di metà classifica, blitz del Frosinone a Piacenza e pari tra Rimini e Mantova (Godeas 21° centro).

Albinoleffe, Bologna, Brescia, Chievo, Lecce, Serie B

Chievo, è la volta buona? Colpi di coda di Vicenza e Avellino.

Questa potrebbe essere la volta buona. Il terzo tentativo di fuga stagionale del Chievo, dopo quelli della 27° e 30° giornata, potrebbe essere infatti quello definitivo per una serie di motivi: in primis il vantaggio sulla terza è di 4 punti, non più di 2 come nei precedenti allunghi; in secundis perchè la Iachini band è in serie utile da 15 turni e mostra una condizione fisica eccellente, al contrario delle sue inseguitrici; infine, perchè ora mancano soltanto 9 gare al termine del campionato. L’ultima prova di forza dei gialloblù è andata in scena allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Al contrario di altre volte, i veneti sono stati micidiali, colpendo l’avversario alla prima occasione: dopo appena 48 secondi, Obinna ruba il tempo a Gervasoni e serve a Pellissier la palla per il 16° sigillo stagionale. Il Chievo gestisce il match da grande squadra, mentre l’Albinoleffe fatica e partorisce un solo tiro in porta. Obinna e Iunco sono devastanti sulle fasce, Italiano comanda la manovra e così gli uomini di Iachini sfondano al secondo errore difensivo dei lombardi: 2-0 di Bentivoglio e partita in ghiaccio. Giornata no, quindi, per i lombardi, la cui inedita coppia di sinistra Garlini-Antonelli soffre all’inverosimile e il duo d’attacco non punge mai: troppo forte il Chievo di sabato anche per l’Albinoleffe dei miracoli.

Continua il tabù Ascoli per il Bologna. Il Cino e Lillo del Duca, dopo aver visto la prima retrocessione in B dei felsinei (1982)e l’ancor più triste discesa in C (1993), risulta indigesto agli uomini di Arrigoni, acciuffati all’ultimo assalto da Bernacci. L’ex cesenate fulmina in mezza girata Antonioli all’ennesimo tentativo locale, dopo una serie di mischie furibonde in area rossoblù. Non bastano ad Arrigoni, quindi, i guizzi dei suoi due bomber (Bucchi e Marazzina al 19° gol stagionale) a cui aveva temporaneamente risposto Soncin. Il Bologna paga a caro prezzo la scarsissima vena dei suoi trequartisti (Adailton e Bombardini) e l’espulsione di Bonetto ad un quarto d’ora dal termine. La formazione di Arrigoni sciupa una preziosa occasione per allungare sulla terza in graduatoria, e si arrabbia per il gol bianconero segnato ad overtime scaduto: il pari, però, è più che meritato.

Soffre ma vince il Brescia. Decimato da assenze e infortuni, conquista tre punti d’oro contro uno Spezia sfortunato e si riavvicina a -5 dal Bologna. Nonostante l’espulsione del ligure Herzan a fine primo tempo, i lombardi faticano maledettamente contro la formazione di Soda. Il gol di Taddei, al rientro dopo 5 mesi, è il jolly nella manica di Cosmi che ammette candidamente a fine partita che lo Spezia avrebbe meritato il pari.

Pareggi dal sapore diverso per Pisa e Lecce. I toscani tornano da Modena con una valigia piena di rimpianti. Frezzolini para tutto, e quando non ci arriva lui ci pensa il palo a negare la gioia del gol ai nerazzurri. Emblematico il minuto 34: Frezzolini salva su un colpo di testa di Castillo, sul susseguente corner il bomber argentino centra il palo con una splendida rovesciata. Come se non bastasse, al successivo tentativo il Nacho sfiora il montante e D’Anna si fa bloccare da un miracolo del numero uno emiliano. Nonostante la difesa a 5, il Modena si salva solo grazie alle prodezze del suo estremo difensore, mentre il Pisa maledice la sfortuna e si ritrova sesto in classifica, sorpassato dalle rondinelle di Cosmi. Profuma di miracolo, invece, il punto colto dai salentini a Grosseto. Incassato il vantaggio locale di Danilevicius al 4′, i giallorossi sono salvati dalla traversa e dall’erroraccio dello stesso attaccante lituano che sciupa a tu per tu con Benussi. I pugliesi passano invece al primo affondo: il cross di Tiribocchi è deviato da Bressan sul corpo di Innocenti che sigla involontariamente un malauguratissimo autogol. Gli uomini di Papadopulo soffrono la velocità di Gessa e Lazzari, mentre la luce di Valdes non si accende mai. La difesa a tre è in panne, ma resiste fino al fischio finale: il punto, al contrario di altre volte, è oro colato.

In coda successi fondamentali per Vicenza e Avellino. Gli uomini di Gregucci se la vedono bruttissima dopo il vantaggio ospite di Cordova al 18′. Il Messina, però, dà involontariamente una mano ai padroni di casa dopo il pareggio firmato Zampagna. In sei minuti, infatti, si fa cacciare due uomini (Biancolino e Rea), e per i veneti è gioco facile raddoppiare con uno scatenato Zampagna e chiudere i conti con Matteini nell’extratime (Capone fallisce pure un rigore). Il Vicenza, ad oggi, sarebbe salvo senza meriti particolari. L’Avellino ringrazia invece la galoppata vincente di Nardini a otto minuti dal termine, condannando virtualmente alla serie C il Ravenna. I romagnoli sono sfortunati, falliscono diverse opportunità con Sforzini e non sfruttano la superiorità numerica negli ultimi dieci minuti. La stagione nera dei giallorossi raggiunge l’apice con la cavalcata di 50 metri di Nardini che regala l’ennesima e forse definitiva beffa.

LE ALTRE PARTITE. Pesante ko del Treviso a Frosinone che si rialza dopo 3 sconfitte di fila. I veneti subiscono così il sorpasso di Vicenza e Avellino. Piange anche il Cesena, bloccato in casa da un Mantova ampiamente rimaneggiato, senza stimoli e in 10 per un tempo abbondante: l’errore di Cardone all’82′ pesa tantissimo sulle speranze salvezza dei bianconeri. Bei successi di Piacenza e Bari. Un doppio Dedic stende il Rimini, mentre i pugliesi raccolgono l’11°punto in 5 turni fermando la corsa della Triestina, reduce da 4 affermazioni.

Albinoleffe, Bologna, Chievo, Lecce, Serie B

Albinoleffe-Chievo,duello al vertice.

109 gol in due, primo e secondo attacco del torneo: Albinoleffe-Chievo, big match della 33° giornata del campionato cadetto, promette spettacolo. I lombardi cercheranno oggi il sorpasso sui veneti, avanti di un punto in classifica, per tornare ad occupare una delle due piazze che valgono la promozione diretta. Gustinetti si affiderà come sempre al gioco ragionato, fatto di possesso palla, ritmo lento e passaggi brevi, e alla prolificità della coppia d’attacco Cellini-Ruopolo, 29 gol in due. Furono proprio queste le armi con cui l’Albino espugnò il Bentegodi nel match d’andata. La solidità della difesa lombarda, forte del portiere rivelazione Marchetti e dei due promettenti terzini Perico e Peluso, cercherà di imbrigliare i potenti cavalli del tridente gialloblù. Iunco, Pellissier e Obinna sono i terminali offensivi della squadra che gioca il calcio più bello e spumeggiante del torneo. La statistica che più impressiona, oltre ai gol realizzati (57), è quella dei tiri in porta, ben 247 contro i 176 dell’Albinoleffe. Questo dato evidenzia la mole di gioco prodotta dai gialloblù che, per altro, vantano una rosa ben più ricca e “profonda” degli avversari. Iachini, però, non può prescindere dal metronomo della squadra, ovvero Italiano: senza di lui in campo, la formazione gialloblù balbetta; i vari Bentivoglio, Marcolini e Ciaramitaro, infatti, non hanno la visione di gioco e la capacità di lancio del regista titolare. La Iachini band cerca i tre punti per creare un divario importante tra sè e l’undici di Gustinetti: gli ingredienti per una bella partita, insomma, ci sono tutti. Calcio d’inizio alle ore 16.

Bologna e Lecce cercheranno di approfittare dello scontro diretto. I felsinei scendono al Cino e Lillo del Duca di Ascoli con l’obbiettivo di lanciare una mini fuga. I marchigiani non hanno più nulla da dire in questa stagione (come tante altre compagini, purtroppo)e potrebbero rivelarsi un ostacolo agevolmente superabile. Arrigoni ha un solo dubbio: uno tra Fava e Bucchi affiancherà l’imprescindibile Marazzina in attacco. Stesso discorso per gli uomini di Papadopulo. Il Grosseto è praticamente salvo, le sue motivazioni sono nulle rispetto a quelle dei salentini che vogliono avvicinarsi alle prime due posizioni. Indisponibile Abbruscato, sarà il fantasioso Valdes a sostenere Tiribocchi in avanti.

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