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Bologna, Inter, Lazio, Lecce, Serie A

La Lazio esita in casa, l’Inter di Ibra l’aggancia in vetta

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Primo centro del Tir con la capolista
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LAZIO-LECCE 1-1
Lecce amaro per la Lazio che fino all’89′ credeva di doversi imbattere nella seconda sconfitta stagionale. La prima in casa. Invece succede che a un minuto dal termine il fortino salentino si sgretola quando, ormai, i tre puntini erano già in cascina. A ridare la gioia alle aquile di Lotito è Simone Inzaghi che non segnava in azione addirittura dal marzo del 2004. Un gol che agguanta in extremis il vantaggio improvviso di Tiribocchi nel primo tempo.
Dopo l’avvio di gara decisamente biancoceleste (tra cui una punizione di Ledesma sventata con un colpo di reni da Benussi) il Lecce inizia a prendere coraggio e, dimenticato il catenaccio utilizzato contro l’Inter a San Siro, inizia a rendersi pericoloso in più di un’occasione e al 26′ passa: ripartenza leccese con Polenghi che crossa per la testa di Tiribocchi che schiaccia a rete con Carrizo completamente sorpreso. La reazione laziale non si fa attendere ma è ancora il bomber giallorosso a impensierire la difesa di casa: è bravo, però, Siviglia a chiudere provvidenzialmente lo specchio della porta.
Nella ripresa la Lazio ci prova in tutti i modi ma la porta salentina sembra stregata. Prima Kolarov scheggia la traversa, poi Pandev sfiora il palo a Benussi battuto e infine Ledesma (ancora su punizione) fa la barba al palo col numero uno leccesse immobile. L’accanimento dei padroni di casa viene premiato all’89′ con Simone Inzaghi che a due metri dalla porta non può che segnare. All’Olimpico finisce 1-1 tra i rimpianti del Lecce per l’occasione mancata e quelli della Lazio per il vantaggio sprecato sulle inseguitrici.
LAZIO-LECCE 1-1
MARCATORI: Tiribocchi (Le) al 26′, Inzaghi (La) all’89′
LAZIO: Carrizo; Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Radu (Kolarov dal 60′); Brocchi (Inzaghi dall’83′), Ledesma, Mauri (Meghni dal 51′); Foggia; Zarate, Pandev. Allenatore: Rossi
LECCE: Benussi; Polenghi, Stendardo, Fabiano, Esposito; Giacomazzi, Zanchetta, Ariatti; Caserta (Boudianski dal 70′); Castillo (Konan dall’83′), Tiribocchi (Cacia dal 73′). Allenatore: Beretta
ARBITRO: Pierpaoli di Firenze

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Ennesima magia di Ibra
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INTER-BOLOGNA 2-1

Inter-Bologna passerà alla storia non tanto per il risultato, quanto per la prodezza balistica di Zlatan Ibrahimovic che con un incredibile colpo di tacco spalle alla porta, pressato dal marcatore, ha aperto la strada verso la strameritata vittoria dei nerazzurri. Il 2-1 finale non deve ingannare, perché i nerazzurri hanno letteralmente dominato la gara dal primo all’ultimo minuto regalando agli avversari solo il gol di Moras.
Il monologo interista inizia dopo neanche 8′ quando Antonioli deve deviare una conclusione di Ibrahimovic dai 10 metri. Un minuto dopo è il turno di Adriano che in acrobazia manda sull’esterno della rete. La pressione della Mourinho band è impressionante e al 25 lo svedese si inventa un gol da cineteca: cross di Adriano dalla sinistra, colpo di tacco in anticipo sul difensore e palla tra il primo palo e Antonioli immobile. Lo svedese ci riprova prima dello scadere, ma la conclusione questa volta è alta sopra la traversa.
Al 5′ della ripresa Ciampi vede un fallo di mano in area (Volpi) e concede il calcio di rigore che Adriano trasforma per il 2-0. Il doppio vantaggio, però, crea distrazioni in difesa: su una punizione emiliana Zanetti e Cordoba non si intendono, il pallone finisce sui piedi di Moras che a 7 metri dalla porta non può sbagliare. Il gol emiliano non rinvigorisce gli uomini di Arrigoni, né impensierisce i nerazzurri che controllano la gara e nel finale rischiano il 3-1 con il solito Ibrahimovic senza però riuscirci.
Se reazione doveva essere dopo la brutta sconfitta nel derby e dopo l’opaco pareggio in Champions, allora reazione è stata. La squadra di Mourinho ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’Inter non è affatto appagata delle vittorie degli ultimi anni.
INTER-BOLOGNA 2-1 (1-0)
MARCATORI: nel pt 25′ Ibrahimovic nel st 5′ Adriano (rigore), 11′ Moras.
INTER (4-4-2): Julio Cesar 6, Maicon 6.5, Rivas 6 (28′ st Cambiasso 6), Cordoba 5.5, Zanetti 5, Vieira 7, Muntari 6.5, Quaresma 5.5 (43′ st Obinna sv), Mancini 5.5 (29′ st Stankovic 6), Ibrahimovic 8, Adriano 7. (1 Toldo, 25 Samuel, 36 Bolzoni, 9 Cruz). All.: Mourinho 6.5
BOLOGNA (4-1-4-1): Antonioli 6.5, Marchini 6 (34′ st Coelho sv), Moras 6.5, Terzi 5, Bombardini 6, Volpi 6.5 (19′ st Marazzina 5.5), Adailton 5 (18′ st Zenoni), Amoroso 6, Mudingayi 6, Valiani 5.5, Di Vaio 6. (15 Colombo, 23 Lanna, 6 Britos, 8 Mingazzini). All.: Arrigoni 6.
ARBITRO: Ciampi di Roma 6.

Inter, Serie A

I pregiudizi di Mr Speciale

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Primi grattacapi per Mourinho
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Come ci ricorda in questi giorni la pubblicità di una nota casa automobilistica le persone Speciali sono intorno a noi, e possiamo riconoscerle, perchè catturano la nostra attenzione. Sinceramente non credo sia proprio così, anzi ritengo sia molto difficile riconoscere qualcosa di speciale in un mare di normalità. Casomai è molto facile scovare la normalità quando si è circondati da banalità.

Ritengo Josè Mourinho, alias The Special One, un grandissimo esempio di personaggio carismatico nell’età dell’informazione: tipo curato, con quel broncio che lo rende anche affascinante e che buca lo schermo, preparato nel suo lavoro e capace di esprimere le proprie idee. In poche parole un leader, anche carismatico, e un motivatore (che non guasta). Insomma, uno che sa il fatto suo e che è capace di vendercelo come se fosse l’acqua nel deserto. Bravissimo, non c’è che dire. Ma bastano tutte queste pur lodevoli qualità per essere considerato speciale? Addirittura LO Speciale… Non credo. E ieri sera, vedendo l’Inter in campo nella prima partita che contava davvero e ascoltando Mou a caldo, di speciale, sinceramente, non ho visto (e udito) niente. Casomai ho trovato il portoghese, per la prima volta, molto normale. Quasi banale…

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Dinho dà il 1° dispiacere a don Josè
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Ma entriamo nel merito: il derby che ho visto io è stato bruttino, con due squadre attentissime a non prenderle, molto lente nella costruzione del gioco e che avevano grosse difficoltà ad arrivare in porta, con il Milan che aveva un lieve vantaggio quando i suoi solisti puntavano uno-contro-uno l’avversario diretto, mentre Mancini e Mister Trivèla non incidevano sulla gara. Poi il gol, un po’ a sorpresa, con un bello scambio tra Palloni d’oro aiutati da una difesa sorpresa e mal posizionata (sennò Dinho di testa non l’avrebbe mai presa, con tutto il rispetto…). A questo punto ti aspetti la reazione grande squadra ferita, l’invenzione speciale che ti riapre il match. Cosa si partorisce, invece? Il doppio cambio (molto manciniano in realtà) Cruz+Adriano al posto di Materazzi e Mancini, per l’assioma (sbagliato) più punte più gol. E infatti le occasioni fioccano. Si, per il Milan, ora vero padrone del campo con Kaka e soprattutto Seedorf a creare grattacapi solo portando avanti il pallone e con Sheva (mister fuoriforma) a sfiorare il gol. Nel mentre l’espulsione (sacrosanta) di Burdisso (perchè non mettere Cordoba, a proposito), un rigore non dato su Adriano (che pareggia il fallo di Materazzi nel primo tempo) un paio di occasioni sciupate (Ibra e Adri di testa) e nulla più. In compenso i nerazzurri perdono la testa e l’arbitro grazia Stankovic per un fallaccio da dietro. Sconfitta meritata, e la solita sensazione (anche questa dei tempi manciniani) di una squadra incapace di perdere una partita senza perdere anche la faccia (vedi Valencia, vedi Liverpool, vedi derby di Champions con fumogeno ammazza Dida).

A fine partita la beffa maggiore, Mou il carismatico, Mou lo Speciale fa i complimenti al Milan (bravo) e riconosce che la sua Inter… ha giocato la partita perfetta, specie nel secondo tempo, quando un arbitro un po’ protagonista ha scippato la squadra del meritato successo. Non bastasse ricorda come l’Inter sia ancora davanti alle avversarie dirette (peraltro vero) mentre la Lazio e il Napoli non lo riguardano, fanno un altro campionato… A chi (Collovati alla DS) provava ad analizzare i fatti in modo un po più realistico rispondeva scocciato, quasi offeso, come un signor Chiunque. Proprio lui, Lo Speciale mi faceva venire in mente quei bambini che facendo una marachella, e sapendo di aver sbagliato, si ostinano a voler la ragione (ho un fratello di 8 anni…la sensazione la conosco bene…). Certamente avere alibi aiuta la coscienza. Sicuramente l’uomo è intelligente e non pensa quel che dice, ma cerca di difendere il gruppo. Ovviamente mi auguro consideri tutte le partecipanti alla Serie A allo stesso modo, altrimenti il rischio figuracce per l’Inter diventa altissimo. Eppure il dubbio resta. Questo Mr Speciale sembra sempre più un tipo normale: sicuramente non un rivoluzionario a livello tattico (il suo 4-5-1 è evidente soltanto a me?!), che vede il calcio italiano con quella certa superficialità tipica dell’Europa da bere (mi dette quest’idea anche dopo la vittoria in Supercoppa, sembrando sorpreso che due squadre italiane potessero dar vita ad una bella partita. Ricordate?)e non come un laboratorio tattico e di grandi risorse umane (a livello di tecnici e non tecnico, naturalmente) che invece è. Dove il campionato si vince battendo la Reggina e non la Juventus, il Cagliari e non il Milan. I pregiudizi nel calcio non aiutano, casomai rendono arroganti e superbi. Mou, se sei davvero Speciale lo dovresti sapere anche tu.

Serie A

Lazio in vetta, frena la Juve. Bene Napoli e Udinese. Si rialza la Roma

SAMPDORIA-JUVENTUS 0-0
Tra Juventus e Sampdoria vincono le difese. La gara tra le due compagini con gli attacchi tra i più sterili non poteva finire che con uno 0-0. La Juventus può recriminare solo per un palo di Del Piero. Quarto pareggio in cinque gare per i doriani che adesso iniziano seriamente a preoccuparsi.

FIORENTINA-GENOA 1-0
La Fiorentina si rialza dopo le due sconfitte consecutive e lo fa col suo uomo più in forma: quell’Alberto Gilardino che al 16′ del secondo tempo si inventa, letteralmente, il gol vittoria. Gran parte del merito va anche alle parate di uno straordinario Frey che salva in più di un’occasione il risultato.

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Primo gol in campionato per ‘El Tanque’,Napoli secondo
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BOLOGNA-NAPOLI 0-1
Un’altra disattenzione difensiva costa al Bologna la quarta sconfitta consecutiva e permette al Napoli di conquistare il secondo posto solitario in classifica (in attesa del derby) e di portare a casa il decimo risultato utile consecutivo. La rete decisiva arriva all’87′ quando Denis di testa sfrutta al meglio un cross di Gargano e infila Antonioli.

CATANIA-CHIEVO 1-0
Sogna Catania, sogna. Gli etnei hanno trovato in Zenga un vero condottiero. L’ex numero uno interista dopo la salvezza dello scorso anno ha portato gli elefantini, con la vittoria di oggi, al terzo posto in classifica in attesa del posticipo. La rete dei tre punti la segna Paolucci che approfitta di un errore in fase difensiva del Chievo, supera Sorrentino e a porta vuota sigla l’1-0 che rimarrà tale fino alla fine.

LECCE-CAGLIARI 2-0
Piove sul bagnato in casa Cagliari. Anzi diluvia, perché i sardi continuano a rimanere a quota zero in classifica e la panchina di Allegri balla come non mai. Ad approfittarne è il Lecce di Beretta che in casa si conferma solido e vincente grazie alle reti di Giacomazzi (33′) e Castillo (62′).

PALERMO-REGGINA 1-0
Dimenticato lo stop esterno contro il Napoli, il Palermo torna a volare con Miccoli che al 7′ della ripresa fa esplodere La Favorita con un gol d’esterno sul quale nulla può Campagnolo. Per Ballardini è il terzo successo in quattro gare. Ancora a secco di vittorie, invece, la squadra calabrese.

ROMA-ATALANTA 2-0
Respira la Roma che batte senza tante preoccupazioni un’Atalanta mai scesa in campo. Capitolini in vantaggio al 17′ del primo tempo su azione da calcio d’angolo con un gol di Panucci aiutato da una deviazione (decisiva) di Manfredini che spiazza Coppola. Il raddoppio alla mezzora con Vucinic che, sugli sviluppi di un altro corner, infila il pallone nell’angolo alla sinistra del portiere bergamasco.

Implacabile Zarate,la Lazio vola
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TORINO-LAZIO 1-3
Dilaga la Lazio che adesso, aspettando Milan-Inter, è sola in vetta alla classifica. Un successo che non fa una grinza, quello dei biancocelesti, capaci (grazie a Pandev) di chiudere in vantaggio la prima frazione pur senza brillare e di portare a casa la vittoria nella ripresa con uno scatenato Zarete (doppietta per lui). Inutile il gol dagli undici metri nel recupero di Amoruso. Reggina che chiude la gara in 9 uomini.

UDINESE-SIENA 2-1
In attesa dell’importante gara di ritorno di Coppa Uefa contro il Borussia Dortmund, l’Udinese fa le prove generali e a pagarne le spese è il Siena di Giampaolo battuto 2-1 tra le polemiche. Le reti friulane, infatti, nascono da un fuorigioco non valutato tale dal guardalinee (gol trasformato da Quagliarella) e da uno stop di mano non visto dal direttore di gara (rete di Pepe). Ma il Siena ci ha messo del suo non impensierendo mai Handanovic e andando in gol quasi per caso con Kharjak lesto nel ribattere in rete un tiro di Maccarone ribattuto dal palo.

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Fiorentina, Genoa, Juventus, Sampdoria, Serie A

Anticipi di serie A: pari tra Samp e Juve, Gilardino rialza la Fiorentina

Pareggio scialbo - Sampdoria e Juventus non si fanno male e tornano a casa con un punto a testa, nel primo anticipo della quinta giornata in serie A. A Marassi i blucerchiati incanalano la gara sulla fisicità, coprendo bene gli spazi a centrocampo e concedendo poche occasioni ad una Juventus che fatica a servire le punte. L’occasione migliore dei primi 45′ e forse di tutto il match, capita sui piedi di Del Piero, ma il suo diagonale di destro si stampa contro il palo alla destra di Mirante. La ripresa è sempre equilibrata e avara di emozioni. La Samp, disposta magnificamente in fase difensiva da Mazzarri, crea qualche timida occasione dalle parti di Manninger, ma non vi sono squilli in una gara molto chiusa da ambo le parti.

Nel segno della continuità - Per un certo punto di vista, si può dire che in Sampdoria-Juventus ci sono state delle conferme. Mentre Cassano e compagni sono ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, i bianconeri soffrono la compattezza e la tenacità delle “piccole”, come già si era visto nell’1-1 di mercoledì scorso contro il Catania. Più contenti sicuramente i blucerchiati, che dopo aver intimato l’alt all’Inter di Mourinho nella prima giornata, si ripetono contro la Juventus. Per Ranieri invece si prospetta una settimana di lavoro intenso per ritrovare quello smalto e quella convinzione, che chi vuole lottare per lo scudetto, deve avere.

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3° centro per il rinato Gila
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Reazione viola - Dopo la serata stortissima dell’Olimpico, Prandelli aveva usato il bastone, per richiamare i suoi dopo la figuraccia contro la Lazio. Così, a distanza di tre giorni, i viola ritrovano i tre punti battendo 1-0 di misura il Genoa, ancora galvanizzato dalla vittoria di mercoledì contro la Roma. Gasperini lascia inizialmente in panchina il principe Milito e i padroni di casa partono subito forte, pressando a tutto campo i rossoblu. Mutu e Montolivo fanno venire i brividi a Rubinho, ma nonostante il gran ritmo, le occasioni latitano. Il Genoa esce dal guscio e risponde pan per focaccia al pressing della Fiorentina, ma davanti manca il pezzo da 90, e quindi di occasioni non se ne vedono.

Ripresa frizzante e perla da tre punti - Inizia la ripresa e dopo 6′ Gasperini manda in campo Diego Milito e il match prende un’altra piega. Con le due punte, il Genoa è più intraprendente e macina subito occasioni: prima con Oliveira, poi Frey è super su Milito lanciato in porta. La spinta offensiva però lascia campo al contropiede viola. I toscani passano con l’uomo più in forma: Alberto Gilardino trova un gol dei suoi, girandosi prontamente in area e battendo in diagonale di sinistro l’incolpevole Rubinho. E’ il 16 del secondo tempo.
Il Genoa prova la reazione, ma dove la difesa non arriva, ci pensa Frey a salvaguardare i tre punti, che rilanciano la Fiorentina nel morale e invitano Gasperini a riflettere: come mai il Genoa non riesce a far punti anche in trasferta?

Inter, Milan, Serie A

Milan-Inter e l’insolito derby di settembre

Siamo a settembre ma è già tempo di derby, e che derby. Milan-Inter non è mai una sfida qualsiasi, anche quando in palio non c’è altro che il prestigio, oltre ai 3 punti che dopo 5 giornate  di serie A non saranno comunque decisivi. Domani sera scendono in campo due squadre che attraversano momenti diversi.

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Ancelotti vs…
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Milan- I rossoneri arrivano da 2 vittorie consecutive dopo aver perso incredibilmente le prime 2 gare con Bologna e Genoa. La forma fisica non è ancora delle migliori, anche se progressi visibili ce ne sono stati. Una squadra decimata da infortuni: Nesta, Senderos, Pirlo, Inzaghi, e per ultimo Borriello, problema muscolare per l’attaccante riscontrato durante il turno infrasettimanale a Reggio Calabria. Una squadra che deve ancora crescere non tanto sotto il profilo del gioco quanto nell’organizzazione della manovra stessa. I problemi maggiori si riscontrano nella retroguardia, che risente da matti la mancanza di uno come Nesta. In attesa che si riprenda gente come Shevchenko e Ronaldinho, l’attacco può contare su uno come Pato: 3 gare ufficiali, 3 gol. Una media da paura.

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…Mourinho
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Nerazzurri- L’Inter sa di non essere bella, e lo sa anche Mourinho. Ma è consapevole di essere cinica, di avere ottime coperture e rincalzi in tutti i reparti. Con un Ibrahimovic, poi, ormai confermatosi insostituibile e determinante, se mai ne avesse avuto bisogno di conferme il popolo interista. Mou sino ad ora ha raccimolato quello che voleva, ma sa che il lavoro è ancora lungo. Far convivere tutta quella forza in attacco non sarà impresa facile. E per il derby ha solo l’imbarazzo della scelta: Adriano, Cruz, Balotelli. Chi affiancherà Ibra non si sa ancora.

San Siro dunque è pronto per ospitare il derby numero 268: 104 vittorie per i rossoneri, 91 per i nerazzurri. Domani si saprà se l’Inter allungherà in vetta o se il Milan si porterà solo ad un punto. Un pareggio è l’ultimo dei risultati che ci si aspetta.

Serie A

Quarta giornata: l’Inter sale in vetta

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Il solito Cruz manda in fuga l’Inter
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ROMA- Nel primo turno infrasettimanale della stagione l’Inter si accomoda sola in vetta alla classifica, in virtù anche del pareggio della Juventus. La Fiorentina stramazza all’Olimpico, il Milan batte la Reggina non brillando, mentre la Roma capitola a Genoa e contesta l’arbitro.

Inter-Lecce   1-0Beretta decide di non giocarsi la partita, disponendo gli 11 uomini in una sorta di muro di cemento: il catenaccio funziona bene, l’Inter- votata all’attacco- ha pochi spazi e si vede costretta a dare vita a passaggi in orizzontale. Unico brivido è la traversa di Ibrahimovic su punizione. Ma è tornato l’uomo della provvidenza: a 10′ dalla fine Cruz sblocca il risultato su cross dello svedese. E’ primato in classifica.

Reggina-Milan   1-2-  Su un campo in stato pessimo, il Milan conquista 3 punti d’oro contro una Reggina caparbia. E’ la serata del primo gol di Borriello in campionato, stacco di testa poderoso su punizione di Seedorf. Siamo al 24′ del primo tempo. Ma poi si infortuna, si pensa niente di grave. Classico calo di concentrazione dei rossoneri e Corradi fa 1-1. Il Milan si dà la carica e attacca a più non posso. Sarà Kakà- stasera in ombra- a dare il là per il vantaggio: assist perfetto dalla destra per Pato che azzecca l’angolino. 3 punti d’oro.

Juventus-Catania   1-1-  La Juve bastona gli uomini di Zenga, ma solo negli ultimi 10′: una caterva di azioni da gol, due traverse- Amauri e Del Piero- ma non è serata. Gioca meglio il Catania nel primo tempo, ma sono i bianconeri a passare con il solito Amauri. La ripresa è uguale, la Juve è davvero inconsistente e ci si mette anche uno dei rari errori di Chiellini: salta a vuoto su Plasmati ed è gol.

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Dopo il Milan,il Principe affonda anche la Roma
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Genoa-Roma   3-1-  Risultato molto largo, e agli uomini di Spalletti non viene convalidato un gol regolare di Panucci per un fuorigioco inesistente. Sculli apre le marcature, poi sarà De Rossi- espulso al 24′ della ripresa- a pareggiare. Ma l’uomo partita è Milito: doppietta per lui, al 16′ e al 43′.

Lazio-Fiorentina   3-0-  Si prospettava come la partita della giornata e le attese non sono state smentite. Mauri, Pandev e Siviglia firmano questa vittoria meritata e anche un pò stretta. La Fiorentina non c’è, sia in attacco che in difesa.

Bologna-Udinese   0-3-  Ancora una sconfitta per i bolognesi, in 10′ dal 13′. L’Udinese va in gol con D’Agostino, Floro Flores e Pepe, e si permette il lusso di lasciare fuori Quagliarella e Di Natale. I rossoblu anche sfortunati per un palo colpito da Marchini.

Napoli-Palermo   2-1Hamsik e Zalayeta danno questa vittoria ad un Napoli sofferente contro un buon Palermo, soprattutto nella ripresa. A 10′ dalla fine Miccoli si procura un rigore che non sbaglia. Ma l’assedio dei rosanero è troppo tardivo.

Atalanta-Cagliari   1-0-  Gara priva di emozioni a Bergamo. Squadre troppo contratte e poco propense a scoprirsi. Sarebbero stati un pò tutti contenti del pareggio, ma Floccari non è dello stesso parere e in contropiede firma la rete dei 3 punti.

Chievo-Torino   1-1-  Il Chievo doveva osare di più, ma decide che va bene così. Partita soft, senza troppi patemi e sbloccata da un rigore realizzato da Bianchi. I veronesi non ci stanno e pareggiano subito con Marcolini.

Siena-Sampdoria   0-0-  E’ la noia a farla da padrone tra due squadre che si studiano anche troppo a vicenda. Sarà solo Cassano a tentare di dare una scossa, ben supportato dai compagni di reparto. Ma è solo un fuoco di paglia, troppi gli sprechi sotto porta.

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Calcio, Serie A

Inter e Juve in vetta. Ok Roma e Fiorentina. Pari tra Udinese e Napoli

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Maicon, gran gol al Toro
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ROMA - In attesa che si giochi il posticipo tra Milan e Lazio la classifica inizia a prendere forma. In testa, appaiate a quota 7, ci sono Juventus e Inter. Respirano Palermo, Fiorentina e Roma grazie alle vittorie casalinghe. Si inceppano, invece, Genoa, Bologna e Atalanta. Pari con emozioni in Samp-Chievo e Udinese-Napoli. Segno X anche nella sfida di Lecce tra i padroni di casa e il Siena.

CATANIA - ATALANTA 1-0
La capolista cade a Catania e perde il primato. Al Massimino finisce 1-0 per i padroni di casa che vincono grazie al gol dell’ex Paolucci: palla in area a sinistra per l’attaccane rossazzurro che penetra e calcia un rasoterra sinistro sul primo palo non irresistibile. Coppola è in ritardo e subisce il primo gol in campionato. Inutile l’assalto finale degli orobici. Etnei che agganciano i nerazzurri a 6 punti.
ROMA - REGGINA 3-0
Si risveglia la Roma. Il 3-0 alla Reggina serve per dimenticare la batosta casalinga di Champions e per dare morale alla squadra. Capitolini in vantaggio sul finale di primo tempo con Panucci che appoggia in rete il più facile dei gol. Nella ripresa al 6′ Aquilani raddoppia con un sinistro violentissimo che si infila nel sette alla destra i Campagnolo. Nel recupero il tris di Perrotta lesto ad approfittare di una ribattuta corta del numero uno amaranto su punizione di Totti.

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La zampata di Amauri dà il primato alla Juve
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CAGLIARI - JUVENTUS 0-1
La Juventus non si ferma. Nemmeno quando in infermeria ci sono più titolari che in campo e di fronte c’è un Cagliari letteralmente agguerrito. La rete che vale i tre punti la segna Amauri (40′ pt) che sfrutta un cross di Marchisio deviato leggermente da Iaquinta. Alla fine del primo tempo Buffon si fa male all’interno coscia e rimane negli spogliatoi. In settimana si saprà di più. In pieno recupero Manninger è costretto a fare i miracoli su un tiro potentissimo di Matri.
FIORENTINA - BOLOGNA 1-0
Gilardino è rinato. E’ sempre lui l’uomo-gol della Fiorentina anche se in questo caso un grande grazie va alla scellerata uscita di Antonioli che spalanca la porta all’ex rossonero, bravo a finalizzare di testa un cross di Santana. Ai viola, quindi, vanno i primi 3 punti del proprio torneo. Al Bologna, invece, va l’ennesimo rimprovero per i tanti errori difensivi che costano la seconda sconfitta di fila.

LECCE - SIENA 1-1
Rimane “tabù” il Via del Mare per il Siena che a Lecce non ha mai vinto. Toscani in vantaggio nel primo tempo con Ficagna che approfitta di una disattenzione difensiva e a due passi dalla porta leccese infila Benussi. Nella ripresa i salentini provano a reagire e, dopo aver rischiato di subire il raddoppio, pareggiano con un colpo di testa su punizione di Caserta.

PALERMO - GENOA 2-1
La cura “Ballardini” sembra far ben ai siciliani. Con l’ex tecnico del Cagliari, i rosanero hanno segnato sul proprio ruolino di marcia due vittorie in due partite. Questa volta la vittima è un Genoa irriconoscibile e alla seconda sconfitta in campionato. I padroni di casa vanno in vantaggio nel primo tempo con un siluro da dentro l’area di destra di Cavani. Nella ripresa Bovo dai 30 metri batte nuovamente Rubinho. Inutile il gol nel finale di Milito che a porta vuota accorcia le distanze.

SAMPDORIA - CHIEVO 1-1
Non basta un ispiratissimo Antonio Cassano ai blucerchiati per portare a casa il primo successo in campionato. Di fronte un Chievo ben messo in campo, più brillante dal punto di vista fisico e determinato a portar via un punto dal Ferraris. Samp in vantaggio con Franceschini che conclude in rete una splendida azione targata Cassano. Due minuti dopo il pari dei veronesi con Langella che di forza supera Mirante e mette in rete una palla che passa in una selva di gambe blucerchiate.

TORINO - INTER 1-3
Brava e fortunata la formazione nerazzurra che passa in vantaggio con un’autorete di Pisano su cross di Mancini, poi raddoppia con un gran destro a incrociare di Maicon dal limite. Nella ripresa il Toro colpisce il palo con Cambiasso che devia verso la propria porta un cross di Diana. Un minuto dopo Ibrahimovic, servito da Mancini, buca per la terza volta Sereni con un rasoterra non irresistibile. Il gol bandiera granata arriva alla mezzora con Abbruscato che insacca in spaccata su un traversone di Samuel.

UDINESE - NAPOLI 0-0
Rischiava di essere un’amichevole visto le fatiche del giovedì di Coppa e l’ampio turn over di Reja (mancano 6/11 della formazione titolare), invece è stata una gara tiratissima al Friuli di Udine. Nella ripresa da segnalare un palo di Blasi (2′ st) e una traversa di Inler (35′ st). Napoli in 10 per l’espulsione di Santacroce (per doppia ammonizione) al 28′ del secondo tempo.

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Calcio, Serie A

Tutti i numeri e le curiosità della terza giornata di Serie A

Buffon guida la difesa A
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ROMA -Dopo la “tre giorni” europea riparte la serie A con la terza giornata e con tutte le curiosità e le statistiche che essa porta con sé.

CAGLIARI - JUVENTUS
La Juventus non perde in gare ufficiali da 12 gare (l’ultima sconfitta risale al 4 maggio 2008, Siena-Juventus 1-0, ndr) e va a segno da altrettante partite. Il Cagliari, invece, non fa centro in gare ufficiali da 239’, ovvero dal 31’ di Cagliari-Lazio 1-4 del 31 agosto scorso. Lo scorso anno al Sant’Elia la Juve vinse 3-2 tra le polemiche.

CATANIA - ATALANTA
Si parte già da un dato record: è la sfida tra le due compagini che hanno subito più cartellini fino ad ora (10 per i siciliani, 7 per i bergamaschi). Gli uomini di Del Neri, tra vecchia e nuova stagione, arrivano al Massimino con un filotto di 4 vittorie consecutive, non subendo gol in gare ufficiali dalla partita di Coppa Italia vinta col Modena (2-1, ndr) il 23 agosto scorso (rete di Bruno su rigore al 35′pt, ndr). Gli etnei, dal canto loro, non subiscono reti in casa in gare ufficiali dal 23 agosto scorso (Coppa Italia, Catania-Parma 2-1, ndr). Tra vecchia e nuova stagione i rossazzurri vanno a segno da 10 gare consecutive.

FIORENTINA - BOLOGNA
Dall’ultima volta che il Bologna vinse a Firenze sono passati 19 anni (5 novembre 1989, 0-1, ndr), da allora si sono disputati 9 incontri ufficiali con un bilancio di 4 vittorie viola e 5 pareggi. I padroni di casa non perdono al Franchi in campionato da 14 gare ufficiali (l’ultima sconfitta: 3 febbraio 2008, Fiorentina-Milan 0-1, ndr). Nel Bologna Marazzina (se dovesse giocare) raggiungerebbe quota 100 presenze con la maglia degli emiliani. 99, invece, le sconfitte in carriera per il tecnico rossoblu Daniele Arrigoni.

LECCE - SIENA
Via del Mare stregato per la squadra senese: nei sei precedenti ufficiali il Lecce si è imposto per 3 volte, mentre nelle restanti tre gare altrettanti pareggi. La squadra salentina ha la porta inviolata in casa dal 22 aprile 2006 (Lecce-Treviso 1-1, ndr). Non può sorridere di certo il Siena che nelle ultime 11 gare ufficiali (tra vecchia stagione e nuova) ha vinto una sola volta in trasferta (Empoli-Siena 0-2, ndr). Per il resto 6 pareggi e 4 sconfitte.

Il capocannoniere Zarate
ClaudioPasquazi/Grazianeri /copyright flickr.com

MILAN - LAZIO
E’ il big match della giornata. Un testa-coda impensabile solo due un mese fa. Ai rossoneri spaventa soprattutto il reparto difensivo: solo in una delle ultime 17 gare di campionato il Milan non ha subito gol (22 marzo 2008, 1-0 al Torino, ndr) per un totale complessivo di 25 reti incassate. La Lazio (tra vecchia e nuova stagione) è reduce da 5 successi di fila e trova in Zarate l’uomo gol di questa inizio di stagione (3 reti in due partite). 100/a gara in maglia rossonera per Jankulovski. Festa anche per Shevchenko. Se l’ucraino dovesse scendere in campo arriverebbe a quota 300 col diavolo.

PALERMO - GENOA
Si parte dal 2-3 dello scorso anno che il Grifone inflisse al Palermo in casa. L’ultima vittoria in serie A dei padroni di casa risale addirittura al 14 ottobre del 1956 quando dopo 8′ di gioco Vicariotto mise il proprio sigillo sulla gara. Molti gli ex da entrambe le parti: Gasbarroni, Modesto e Jankovic per il Genoa; Bovo, Nocerino e Tedesco per il Palermo.

ROMA - REGGINA
Mai un pareggio nelle 8 gare ufficiali disputate sul terreno dell’Olimpico (6 vittorie per i giallorossi, 2 per gli amaranto). La Roma va a segno tra le mura amiche da 17 turni per un totale di 34 reti realizzate. La Reggina, invece, subisce reti in trasferta da 16 partite ufficiali consecutive. L’ultima volta che la porta calabrese rimase inviolata avvenne il 28 ottobre 2007 (Siena-Reggina 0-0, ndr). Amaranto in gol da 10 gare ufficiali consecutive. 100/a presenza in Serie A per il portiere brasiliano della Roma, Doni (l’esordio il 23 ottobre 2005, Roma-Lazio 1-1, ndr).

SAMPDORIA - CHIEVO
219: questi i minuti a secco di gol del Chievo in trasferta. L’ultima rete risale al 13 maggio 2007 (Reggina-Chievo 1-1, ndr). Nelle 14 gare giocate tra Genova e Verona la Samp solo nel primo confronto assoluto non ha segnato contro i veneti: 0-0 al Marassi (31 ottobre 1999, ndr). Nelle seguenti 13 gare i blucerchiati sono sempre andati in gol per un totale di 18 reti.

TORINO - INTER
Bilancio tragico per il Torino nelle partite casalinghe contro i nerazzurri: l’ultima vittoria risale al 27 febbraio 1994 (2-0, ndr). Da allora l’Inter ha sempre vinto (7 volte) subendo una sola rete. Non è di conforto il quadro delle ultime 9 uscite casalinghe dei granata: 4 vittorie e 5 sconfitte. I nerazzurri, invece, non hanno segnato solo in una delle ultime 18 gare ufficiali disputate, tra vecchia e nuova stagione (16 aprile 2008, Coppa Italia, Inter-Lazio 0-0, ndr).

UDINESE - NAPOLI
Sfida numero 30 tra friulani e partenopei. Sono 29 i precedenti al Friuli: 10 successi dei bianconeri, 15 pareggi e 4 vittorie degli azzurri. L’ultima volta finì 5-0 per gli uomini di Reja (2 settembre 2007, ndr). Napoli in gol da 10 gare ufficiali consecutive, per un totale di 21 marcature. L’ultimo stop risale al 27 aprile scorso, 0-0 casalingo contro il Siena in campionato. Un solo pareggio, invece, per l’Udinese nelle ultime 13 uscite ufficiali (tra vecchia e nuova stagione), 6 i successi, 6 le sconfitte.

Juventus, Serie A, Udinese

Amauri premia una bella Juve

1°gol casalingo per Amauri
cobra mk III/copyright flickr.com

Torino- Una bella Juve piega l’Udinese nel posticipo della terza giornata di serie A. Un successo striminzito nel punteggio (1-0) ma non nella forma, visto che i bianconeri di casa hanno letteralmente dominato il match. Uno strepitoso Handanovic si è opposto a tutti i tentativi della banda Ranieri, ma il fortino è caduto grazie il rasoterra di Amauri, al primo gol all’Olimpico. Una rete che ha spezzato quel che pareva essere un tabù e che vale il secondo posto in classifica a pari merito con l’Inter alle spalle del duo Lazio-Atalanta. La Marino band reclama per un dubbio contatto in area Chiellini-Floro Flores al 90′, ma non è mai stata in partita, travolta dalla voglia di far bene e dalla smagliante forma degli juventini.
Amauri piega un super Handanovic- Ranieri, in vista della trasferta Champions di San Pietroburgo, schiera la coppia d’attacco di riserva (si fa per dire) Amauri-Iaquinta. In difesa rientra dopo un mese Chiellini e sulla sinistra si vede De Ceglie. Solito tridente, invece, per Marino. La Juve parte fortissimo e mette alle corde l’avversario. Camoranesi disegna calcio sia sull’out destro che accentrandosi, le punte sono vivaci e i buttafuori Sissoko-Poulsen dominano in mezzo. Allora ci vuole un Handanovic in versione superman per fermare un doppio tentativo di Iaquinta (che si vede anche annullare- giustamente- un gol) e la sventola di Nedved. E quando non ci arriva lui, è il palo a strozzare l’urlo in gola ad Amauri. Dei friulani non v’è traccia. Nella ripresa ci provano dalla distanza i mastini Poulsen (secondo legno di serata) e Sissoko, ma la porta sembra stregata. Quando il fantasma del pari beffa inizia ad aleggiare sull’Olimpico, l’ex Liverpool va in percussione, la sfera finisce ad Amauri che batte l’estremo friulano con un precisissimo rasoterra. Il futuro nazionale azzurro (?) segna così il primo gol casalingo con la maglia bianconera e regala i tre punti ai suoi. Nel finale c’è tempo solo per la recriminazione udinese verso la terna arbitrale, ma il successo della formazione di Ranieri è strameritato. Lo Zenit è avvisato.

Serie A

Disastro Milan, Ko anche la Fiorentina. La Lazio vola in cima

Sculli sfugge a Maldini e manda in crisi il Milan atletiperpiacenza/copyright flickr.com
Sculli sfugge a Maldini e manda in crisi il Milan
atletiperpiacenza/copyright flickr.com

ROMA - Che il campionato per le grandi non fosse semplicemente una passeggiata lo si era capito dopo la prima giornata, ma che fosse una montagna da scalare con molta fatica lo si è scoperto oggi. Con la Roma che affonda in terra sicula (3-1 col Palermo), con l’Inter che vince a fatica in casa col Catania (2-1), con la Fiorentina che crolla a Napoli (2-1) e il Milan che si sgretola in quel di Genova (2-0) a esultare è la Lazio (2-0 alla Sampdoria) che comanda la classifica in coppia con l’Atalanta (0-1 a Bologna). Prime vittorie per Lecce (2-0 al Chievo) e Siena (2-0 al Cagliari). Pari tra Reggina e Torino (1-1).

BOLOGNA - ATALANTA 0-1
In una domenica da “1 fisso” l’Atalanta sbanca Bologna grazie a un gol di Guarente. Il pisano si ritrova il pallone sul piede destro quasi per caso e, con Antonioli in libera uscita, infila a porta vuota per la gioia di Del Neri. I bergamaschi potrebbero raddoppiare se la punizione di Doni fosse entrata anziché stamparsi sul palo, ma sarebbe stata un sconfitta troppo pesante per un Bologna generoso e impreciso sotto porta.

GENOA - MILAN 2-0
Non servono i tre palloni d’oro schierati in campo dal primo minuto al Milan per portare a casa una gara persa nettamente sul campo. Stupenda l’azione che porta in vantaggio il Grifone: lancio verticale di Gasbarroni per Milito che di petto smarca Sculli in area. Freddo e bravo l’ex Messina a beffare con un rasoterra Abbiati. La ripresa non serve al diavolo che affonda con un rigore trasformato dal “Principe” (Milito, ndr). Milan ultimo, ancora a secco di punti.

LAZIO - SAMPDORIA 2-0

Vola, invece, in cima alla classifica la Lazio. Gli aquilotti ritrovano Pandev e scoprono Zarate che si conferma dopo la doppietta al Cagliari. I biancocelesti vanno in vantaggio proprio con l’argentino, ex Birmingham, che inventa un gol da cineteca: sinistro a girare dai 25 metri di sinistra che si infila sotto l’incrocio. La Samp non punge e i padroni di casa chiudono i giochi col macedone che di forza confeziona il gol del definitivo 2-0.

LECCE - CHIEVO 2-0
Due gol a zero anche per il Lecce che dimentica la sfortunata trasferta di Torino e agguanta il Chievo in classifica. Gara perfetta dei salentini che non concedono nulla ai clivensi in netto ritardo di condizione. I pugliesi vanno in vantaggio a inizio ripresa con una splendida azione corale: cross dalla destra di Giacomazzi per Ariatti (sul palo sinistro) che di testa sponda per Caserta (sul palo di destra) che di destro appoggia in rete. Il raddoppio nel finale con l’esordiente Castillo, freddo e lucido nell’infilare con un colpo sotto il povero Squizzi.

Ancora Hamsik-gol e il Napoli sogna ton-g boy/copyright flickr.com
Ancora Hamsik-gol e il Napoli sogna
ton-g boy/copyright flickr.com

NAPOLI - FIORENTINA 2-1
In un San Paolo “senza curve” il Napoli sogna e affonda una Fiorentina con la testa all’Europa. I viola vanno in vantaggio con Mutu (che in precedenza aveva colpito la traversa su punizione) servito benissimo da un colpo di tacco smarcante del rigenerato Gilardino. Nella ripresa i partenopei cambiano volto e invertono il senso della gara: prima Lavezzi con una discesa ubriacante sulla destra mette sui piedi di Hamsik il gol che vale il pari; poi su un cross al bacio di Vitale, Maggio in tuffo segna il classico gol dell’ex che gela i toscani.

REGGINA - TORINO 1-1
In attesa del posticipo di Torino, a Reggio Calabria va di scena l’unico pareggio della giornata. Un 1-1 che dimostra come anche quest’anno passare al Granillo non sarà facile per nessuna squadra. Granata in vantaggio con l’ex Amoruso: tocco di destro per scartare un difensore e conclusione di sinistro deviata in rete da Cirillo. In debito con la fortuna gli amaranto nel finale di tempo pareggiano i conti: su un insidioso cross di Barillà verso l’area del Torino l’intervento in spaccata di Di Loreto spiazza un incolpevole Sereni. Da segnalare (a inizio gara) due traverse reggine con Carmona e Barillà.

SIENA - CAGLIARI 2-0

Su un terreno ai limiti della praticabilità la vendetta di Giampaolo si abbatte sul Cagliari del presidente Cellino reo di averlo esonerato per ben due volte. Nel primo tempo il protagonista assoluto è Calaiò autore di un’ottima partenza. E’ suo il tap-in vincente che porta in vantaggio i senesi dopo solo 9′ di gioco. Nella ripresa gli errori della terna arbitrale prima e quelli di Larrivey poi, consentono ai padroni di casa di mantenere il vantaggio per tutto il secondo tempo. Nel recupero, col Cagliari votato all’attacco, il Siena raddoppia: Ghezzal, solo davanti al portiere, non può sbagliare su assist di Jarolim.

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