Archivio per la categoria 'Serie A'

Serie A

Caccia a Padoin, l’ennesimo episodio di un calcio malato.

90′ di Atalanta-Livorno. I labronici hanno da poco agguantato il 2-2 sul campo di una squadra priva di stimoli e obiettivi. Il pareggio mantiene viva una fiammella per il raggiungimento di una salvezza problematica. Coppola lancia lungo e imbecca Padoin. Il jolly orobico vede Amelia fuori dai pali e tenta il pallonetto dalla lunga distanza: ne scaturisce un gran gol, la rete del 3-2 che condanna quasi certamente gli avversari alla B. Critici e pubblico pensano: era ora, finalmente una partita giocata onestamente, un match disputato fino all’ultimo da entrambe le squadre, senza “regalini” o sotterfugi più o meno nascosti. E’ questa l’illusione degli sportivi davanti allo schermo o allo stadio.

Peccato, però, che i giocatori del Livorno la pensino in modo completamente differente. Al fischio finale i gemelli Filippini, Grandoni, Pasquale, Balleri e Pavan iniziano una vera e propria caccia all’uomo. Indovinate a chi? A Padoin, naturalmente. Il suo peccato è quello di aver cambiato un risultato (forse) premeditato, di aver rovinato il “biscottone”: ricordate quanto lo temevamo noi italiani agli ultimi Europei? Timori ben fondati dopo aver visto come maturò quel beffardo (per noi) 2-2 nel derby scandinavo. Noi annusammo il pericolo perchè, purtroppo, siamo avvezzi a vedere questi episodi. Episodi che riempiono le partite di fine stagione. L’anno scorso ci fu la polemica rovente del Catania per una sfida fondamentale in chiave salvezza, senza rievocare il terribile fantasma di Calciopoli e il terremoto che ha causato.

L’inseguimento a Padoin è costato caro al Livorno. Balleri ha beccato 5 turni di stop, Emanuele Filippini 3, Pasquale 2, Balleri, Antonio Filippini, Balleri e Pavan 1. Ben 6 giocatori squalificati, una tegola pesantissima su una squadra alla caccia di una salvezza disperata. Le motivazioni delle squalifiche son legate al parapiglia che si è scatenato negli spogliatoi al termine della partita.

Serie A

Milan, derby e 4°posto. Si riaccende una speranza per la Roma.

E’ la domenica del Milan, dell’ultimo Pallone d’Oro Kakà e dell’intramontabile killer del gol Inzaghi. Il tandem offensivo regala una gioia doppia al popolo rossonero che conquista in un colpo solo derby e 4°posto a discapito della Fiorentina caduta a Cagliari. Aver negato la gioia della festa tricolore ai cugini dell’Inter, per altro, è un ulteriore motivo di godimento per i tifosi di fede milanista. In una domenica in cui tutti i fari erano puntati su San Siro, la Roma ha fatto silenziosamente il  suo dovere sbancando (con cinismo e una discreta dose di fortuna) Marassi, mentre la lotta salvezza si è infiammata ancora di più, con squadre che scendono (Catania e soprattutto Empoli e Livorno) e altre che salgono (Cagliari, Torino, Parma).

IL DERBY MILANESE. Poteva essere il derby della festa tricolore, invece è stato un tripudio rossonero. Il successo degli uomini di Ancelotti è netto e va al di là del punteggio finale (2-1). Per un’ora di gioco si è visto solo il Milan in campo, mentre l’Inter pensava soltanto a contenere. La mossa tattica decisiva è stata l’avanzamento di Kakà nel ruolo di seconda punta con ampia libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco, lasciando a Seedorf la possibilità d’inserirsi da posizione centrale. Mancini, invece, ha disegnato un undici troppo rinunciatario ed ha effettuato scelte discutibili. Su tutte l’utilizzo di un finto trequartista (Maniche) con mansioni di marcatura fissa su Pirlo, ma anche la scelta delle due torri in attacco (Crespo-Cruz) invece di un vivace Balotelli, per finire con la sostituzione di Burdisso con Rivas. Il resto l’ha fatto la superiorità atletica dei rossoneri e un Inzaghi incredibile, capace di segnare il 9°gol in 5 partite: la sua candidatura per un posto agli Europei si rinforza giorno dopo giorno. SuperPippo fallisce due ottime occasioni nel primo tempo, ma ad inizio ripresa castiga di testa Julio Cesar su cross di Kakà. Lo stesso brasiliano, cinque minuti dopo, sfrutta un errore di Vieira per involarsi a siglare il raddoppio. I nerazzurri allora si scuotono, evidenziando il fatto che il loro atteggiamento era stato troppo remissivo. Crespo si divora una clamorosa palla gol, il solito Cruz riapre la partita su punizione. La banda di Mancini ci prova, ma con scarsi risultati. L’allenatore di Jesi stecca, quindi, l’ennesima prova del nove (come lo scorso con la Roma o in tutte le ultime edizioni di Champions): la sua speranza e quella di tutti gli interisti è che la festa tricolore sia rimandata al match con il Siena, stessa squadra contro cui venne festeggiato il 15°scudetto. Corsi e ricorsi della storia.

Si riaccende, quindi, la fiammella di speranza giallorossa. Il netto successo in casa della Sampdoria (3-0) non rispecchia, però, l’andamento della partita. I blucerchiati hanno dominato per un’ora, costruito 6/7 palle gol, colpito due legni (Sammarco al 32′ e Bellucci al 44′), ma la porta di un Doni strepitoso è rimasta inviolata, stregata. La prestazione dell’ex di turno Cassano è l’emblema della sfida di Marassi: il talento barese ha creato, ha avuto 3 occasioni d’oro ma le ha malamente sciupate. E allora la Roma, spinta dalle buone news che arrivavano da San Siro, ha colpito alla prima chanche. Panucci ha aperto le danze con un colpo di testa, Pizarro e Cicinho hanno archiviato la pratica con due contropiede da manuale. I punti di distacco dalla capolista rimangono tre (quattro considerando lo svantaggio negli scontri diretti): tantissimi a due turni dalla fine, ma val la pena sperare. Ad ogni modo, la Roma ha firmato ieri il suo record assoluto di punti (78) e vittorie (23) in un campionato. Con la finale di Coppa Italia ad un passo e il buon rendimento in Champions, la stagione degli uomini di Spalletti è sicuramente più che positiva. Per la Samp, invece, s’allontana il sogno Champions, ma lo stesso discorso fatto per i giallorossi vale per i doriani.

Si chiude a Cagliari la settimana nera della Fiorentina. Dopo la beffarda eliminazione in Uefa (vedi “Che peccato Fiorentina“), arriva pure il sorpasso del Milan in chiave Champions. Sorpasso che brucia dopo aver occupato la quarta piazza per otto lunghi mesi. Il rush finale pieno di impegni rischia di costar caro ai viola, anche se un applauso nei loro confronti è doveroso. La banda Prandelli, al quinto ko esterno consecutivo, cade per altro sul campo di una delle squadre più in forma del torneo. Ballardini e i suoi, infatti, hanno conquistato ben 23 punti nelle ultime 9 apparizioni casalinghe, un ritmo da aspirante allo scudetto. I rossoblù, trascinati dalla solidità di Conti e dall’estro dell’emergente Cossu, hanno ormai in tasca una salvezza ritenuta irraggiungibile qualche mese fa.

Balza al sesto posto l’Udinese inguaiando uno jellato Empoli. Il gol dei bianconeri firmato Quagliarella è una paperissima del portiere Balli. Il suo collega rivale Handanovic, invece, blinda la vittoria respingendo un tentativo dal dischetto di Giovinco e compiendo altri tre interventi decisivi. Quando il numero uno sloveno non ci è arrivato, è stato il palo a negare il meritato pareggio ai toscani. La Cagni band, dunque, crolla al penultimo posto: la situazione è disperata, occorrerà un mezzo miracolo. Per i friulani, invece, aumentano i rimpianti per i punti persi per strada: agguantare il quarto posto non era impresa impossibile.

Primo pesantissimo successo esterno della Reggina sul campo di una rivale diretta, il Catania. Nick Amoruso ha raggiunto con una doppietta quota 100 reti in A, tornando al gol dopo 2 mesi e mezzo d’astinenza. La squadra di Orlandi scavalca gli etnei in classifica, compiendo un bel balzo verso la salvezza. Gli amaranto sono stati estremamente cinici, i loro avversari, privi del loro bomber Mascara, l’esatto contrario. Mascara ha sciupato l’inverosimile, condannando i suoi a cercare punti salvezza alle corazzate Juve e Roma: roba da far tremare i polsi.

Tornano a respirare Toro e Parma. Dopo 4 ko di fila, i granata piegano un Napoli appagato e un pò svogliato. Rosina e Di Michele i marcatori. Domenica a Livorno potrebbe arrivare la tanta sospirata salvezza. Una domenica di normalità, finalmente, per i ducali. La formazione di Cuper conclude il match con tutti gli effettivi, evento che non si verificava da un pò di tempo, e torna alla vittoria. Lucarelli si riscatta dopo tanti errori e firma tre punti vitali. Il calendario, però, è un tappone in salita: prima Firenze poi l’Inter in casa, sperando almeno che i nerazzurri siano già campioni d’Italia.

Crolla il Livorno. Padoin inventa un pallonetto d’autore all’ultimo secondo e condanna quasi certamente alla B i labronici. Rossini e Pavan avevano riequilibrato la partita di Bergamo sebbene il Livorno avesse prodotto troppo poco per una squadra che ha l’acqua alla gola. Il castigo è arrivato, puntuale e beffardo, in coda alla sfida. Doni è diventato con 58 reti il goleador più prolifico della storia atalantina scavalcando Bassetto (57).

LE ALTRE PARTITE: Il Siena festeggia la matematica salvezza sconfiggendo una Juve demotivata. Amauri stende la Lazio con una doppietta.

Calcio, Serie A, Torino

Bravo Celi: ammessa la topica su Dellafiore.

Domenico Celi ha ammesso la clamorosa topica di domenica durante il match Roma-Torino. In un fax inviato al giudice sportivo Tosel, ha confermato di aver annotato il numero di giocatore sbagliato dopo il fallo da rigore commesso in area granata. Il fischietto molisano, infatti, aveva ammonito Dellafiore per il fallo ma, dopo le veementi proteste dei giocatori torinesi, ha annotato erroneamente il numero 3 (di Pisano) invece di quello giusto, il 15. Ecco svelato il motivo per cui Dellafiore è stato ammonito una seconda volta nella ripresa senza esser stato conseguentemente espulso. A Pisano, dunque, è stata tolta l’ammonizione, mentre Dellafiore è stato squalificato per una giornata.

Serie A

A Livorno scatta l’Orsi bis.

Il pesantissimo ko interno con il Milan e il conseguente ultimo posto in classifica (vedi “E adesso tutti aspettano il derby“) sono costati la panchina a Camolese. Patron Spinelli ha richiamato Nando Orsi per dare una sterzata a tre gare dal termine. Per acciuffare una salvezza problematica.

Orsi era subentrato ad Arrigoni nello scorso campionato nelle ultime dieci giornate, conducendo i labronici alla salvezza. L’ottimo risultato gli era valsa la riconferma per il 2007/’08, ma l’inizio da film horror ha vanificato quanto di buono fatto in precedenza(2 punti in 7 partite). Al suo posto arrivò Camolese. L’ormai ex tecnico amaranto infilò una striscia positiva di risultati che portarono il Livorno al giro di boa con 22 punti, un bottino rassicurante. Il girone di ritorno, però, ha visto una netta inflessione di rendimento, tant’è che sono arrivati soltanto 10 punti, frutto di 1 misera vittoria, 5 pareggi e ben 10 sconfitte. Ad Orsi il difficilissimo compito di centrare la salvezza.

Serie A

E adesso tutti aspettano il derby.

L’ultimo turno di campionato (finalmente tutto di domenica, in barba al calcio spezzatino) si rivela un succoso preludio di quello che accadrà tra sette giorni. La lotta scudetto e quella Champions, infatti, s’intreccieranno nel nobilissimo derby di Milano, decidendo il futuro delle due contendenti e delle rispettive rivali. La stracittadina più importante potrà diventare storica per i nerazzurri che, in caso di vittoria, conquisteranno il loro 16°scudetto e spediranno con buone probabilità il Milan in Uefa. Una doppia soddisfazione, anche se il derby è solo il primo di tre match ball per la banda Mancini. I rossoneri, invece, non possono fallire, soprattutto dopo il gol beffa di Gastaldello al Franchi: il pari dei viola ha riacceso le speranze milaniste di acciuffare per i capelli la qualificazione alla prossima Champions. Il trofeo da sempre più ambito in Via Turati.

L’Inter di questo finale di stagione non è bella ma estremamente cinica. Il quarto successo di fila arriva contro un Cagliari decimato da assenze e infortuni, ma vale oro nella corsa tricolore. Il match di San Siro avrebbe potuto prendere una strada diversa se Matri al 3′ non sbagliasse l’impossibile: il suo bellissimo slalom, complice anche un Burdisso impalato, è concluso da un sinistro strozzato a lato. Poco dopo Balotelli replica con una bella girata dal limite, ma alla prima vera occasione la capolista passa. Vieira scodella dalla destra, Cruz sovrasta Bianco e firma di testa il 12°centro in campionato, il secondo consecutivo. L’argentino tocca quota 100 gol in Italia, confermandosi un attaccante implacabile, molto spesso sottovalutato. Al 42′ Cambiasso ha una pallissima per il raddoppio, ma la fallisce. I rossoblù hanno l’alibi delle assenze (l’ultima è quella di Storari che si assomma a quelle di Foggia, Fini e Pisano) ma arrivano a San Siro con l’aria di essere la vittima designata. Jeda prova a ribellarsi incornando su corner, il Cuchu Cambiasso salva sulla linea. Zanetti si rivela insuperabile nel nuovo ruolo di mediano (il capitano è inesauribile nonostante età e numero di presenze stagionali), la banda Mancini vuole chiudere il match. Ci prova il solito TurboMario che trova sulla sua strada un Capecchi (all’esordio in A) strepitoso. L’ex Ravenna deve però arrendersi all’inzuccata del subentrato Materazzi(82′). Partita e (forse) scudetto in ghiaccio: l’acuto di Biondini nel finale (tiro deviato proprio dal difensore azzurro)conta soltanto per le statistiche.

Il Milan che riapre la lotta Champions, invece, è un Milan straripante. La formazione di Ancelotti raggiunge il top della forma fisica in primavera come da previsione, anche se l’obiettivo era disputare al meglio le partite conclusive d una massima competizione internazionale conclusasi troppo presto. Pirlo, Seedorf e Kakà sono rinati, inventano gioco nel modulo ad albero di Natale, ma l’artefice principale dello scatto rossonero è highlander Inzaghi. Superpippo, 35 primavere sulle spalle, continua a stupire. I suoi paggetti e presunti eredi Gilardino e Pato lo guardano dalla panchina, e farebbero bene a prendere appunti, perchè Pippo è un artista del gol. Dopo ben 11 anni è tornato a segnare per 4 turni di fila, la tripletta al Livorno è la 14° in carriera, e come se non bastasse regala a Seedorf la palla del momentaneo 4-0. L’inossidabile bomber avanza così la sua candidatura per l’Europeo: la sua forma fisica unita all’esperienza e all’impareggiabile fiuto per il gol impongono a Donadoni una riflessione. Il Livorno, invece, affonda all’ultimo posto. Contro il Milan i labronici hanno partorito un solo tiro in porta, la sterilità dell’attacco preoccupa: salvarsi diventa sempre più difficile.

La Juve festeggia con una goleada (5-2) il ritorno ufficiale in Champions. In appena due anni i bianconeri sono riemersi dall’onta dello scandalo Calciopoli e della serie B. Neopromossa atipica, è stata capace di blindare il terzo posto con tre giornate d’anticipo togliendosi lo sfizio di aggiudicarsi qualche scalpo importante (Milan, Inter). Merito del grandissimo lavoro di mister Ranieri, della cerniera di centrocampo composta dall’insuperabile Sissoko e dall’affidabile Cristiano Zanetti, della fantasia di Camoranesi e dalla prolificità della coppia d’attacco. Trezeguet ha raggiunto ieri Borriello in vetta alla classifica cannonieri (19 reti) tallonato dall’intramontabile Del Piero (18 gol). Il capitano è ad un tiro di schioppo dal suo record assoluto di marcature in campionato(21): la sua stagione è stata strepitosa. Infine, una menzione per Chiellini. Una sua doppietta formalizzò la pratica promozione con l’Arezzo l’anno scorso, ieri ha bissato contro la Lazio blindando il piazzamento Champions. I biancocelesti con la mente già rivolta alla semifinale di coppa Italia con l’Inter (l’unica opportunità di salvare l’annata) si sono rivelati sparring partner ideali per la festa juventina. La resistenza (si fa per dire) è durata appena mezz’ora, il risveglio ad inizio ripresa è stato vanificato dal rosso a Siviglia.

Rocambolesco pari al Franchi. I viola pareggiano una partita apparsa persa a un quarto d’ora dal termine e già vinta al 93′. All’ultimo secondo sbuca infatti la testa di Gastaldello in mezzo alle statuine di sale della difesa di casa, tenendo in gioco la Samp per la quarta piazza e, soprattutto, favorendo il terzo incomodo, il Milan. L’undici di Prandelli ha faticato contro un avversario quadrato, solido. L’unico acuto è un palo di Kuzmanovic assistito da Pasqual, anche perchè Osvaldo, preferito a Vieri, è un fantasma. I blucerchiati attendono il calo fisico viola (a causa della trasferta infrasettimanale di Glasgow; vedi “Fiorentina, tutto rimandato al Franchi“) che arriva puntuale. Cassano innesca una ripartenza che Maggio chiude infilando sotto le gambe Frey. Il 7°centro stagionale del terzino sembra spianare la strada agli ospiti che commettono, però, l’errore di indietreggiare. La Fiorentina reagisce con grinta e orgoglio, trascinata dal solito Mutu. Il romeno conquista e spedisce in mezzo un gran assist per la testa di Bobo, poi si procura e trasforma un rigore. Sembra fatta, il +4 è conservato: fino alla beffa firmata Gastaldello.

La Roma archivia la pratica Toro in mezz’ora, come fece a gennaio in coppa Italia. Pizarro, Vucinic e due volte Mancini mandano al tappeto la formazione di De Biasi e mantengono viva la fiammella della speranza per lo scudetto. Tra una settimana faranno visita alla temibile Samp sperando che il Milan batta la capolista. I granata, invece, sono inguaiati più che mai. Il margine sulla zona rossa è ridotto ad un misero punticino, il calendario non aiuta. Il rischio di un clamoroso tracollo è dietro l’angolo. Giornata no anche per l’arbitro Celi protagonista di una topica incredibile. Dellafiore viene ammonito due volte ma non viene espulso perchè il fischietto molisano sbaglia nell’annotare il primo dei due gialli (assegnato erroneamente a Pisano). A coronamento di tutto questo, grazia Stellone con il giallo dopo un’entrataccia mentre punisce ingiustamente Juan con il rosso diretto per un fallo da ammonizione. Peggio di così…

Colpi di coda di Reggina e Empoli. I calabresi ribaltano il match salvezza con il Parma grazie all’ennesima crisi di nervi emiliana. 9′ della ripresa, 1-0 per i ducali: Paci, già ammonito, commette un bruttissimo quanto inutile fallo che gli costa l’espulsione. La squadra di Cuper accusa il colpo. Dopo un giro di lancette Cozza ribadisce in rete un tentativo di tacco di Amoruso respinto sulla linea. Passano altri 8 minuti e “Ciccio” concede il bis infiammando il Granillo. Il ritorno di Cuper si sta rivelando un incubo, Ghirardi è su tutte le furie.

Difesa e contropiede sono le armi con cui l’Empoli ha sbancato Marassi. Cagni ha messo in campo una squadra priva di punte di ruolo con il duo fantasioso Vannucchi-Giovinco in avanti. Abate ha sfruttato un assist del talento scuola Juve per siglare la rete della vittoria che ridà speranza ai toscani. Il Genoa è apparso irriconoscibile, il sogno Uefa svanisce definitivamente. Ma la stagione rossoblù è stata ad ogni modo eccellente.

LE ALTRE PARTITE. L’Udinese rafforza la sua posizione Uefa trascinata dal solito duo Di Natale (17°centro)-Quagliarella. Il Catania di Zenga, dunque, dovrà ancora sudare per ottenere la salvezza. Doppio 0-0, invece, in Napoli-Siena e Palermo-Atalanta.

Serie A

Diamanti cuce metà tricolore sulle maglie nerazzurre. Super Del Piero e Kakà.

Le mani sul tricolore. A quattro giornate dal termine, il vantaggio dell’Inter sulla Roma diventa di 6 lunghezze: altre 2 vittorie e i nerazzurri si confermeranno campioni. La 34°giornata ha tre volti: quello sofferente di Totti e quelli sorridenti di Cruz e Diamanti, i due artefici del nuovo allungo dei campioni in carica. La Roma, infatti, non vede soltanto allontanarsi il tricolore per un gioiello intarsiato di “Diamanti”, ma perde pure per lungo tempo il suo capitano. Totti ha riportato un trauma distorsivo al ginocchio destro e la lesione del legamento crociato anteriore. Domenica è stato operato a Villa Stuart, tempo di recupero circa 4 mesi. Un bruttissimo colpo per lui e la Roma. Il suo calvario è iniziato al 16′, quando durante una punizione a due in area il suo ginocchio rimane incastrato tra le gambe di Knezevic e Galante. Il capitano stringe i denti e dopo un controllo torna in campo. 36′: controllo e tiro secco che Amelia manda in corner. Totti crolla a terra, è costretto ad uscire. E con lui s’afflosciano tutti gli altri giallorossi. Il possesso palla è stucchevole, le conclusioni poche e mai incisive. Il gol, però, arriva per forza d’inerzia, e lo mette a segno Vucinic. La formazione di Spalletti, pur avendo di fronte il fanalino di coda Livorno schierato con un abbottonatissimo 5-4-1, non chiude il match. E all’83′ arriva puntuale il castigo, una punizione magistrale del subentrato Diamanti, il più geniale dei suoi. I giallorossi danno subito vita ad un assedio stile forte Apache, ma Amelia resiste. La domanda è lecita: cosa sarebbe successo con un simile atteggiamento sin dall’inizio? La risposta è fin troppo ovvia.

Il cinismo e la determinazione è ciò che differenzia i giallorossi dai nerazzurri. Gli uomini di Mancini non amano specchiarsi nel bel gioco e raccolgono il massimo anche quando le vacche sono magre. L’esibizione dell’Olimpico contro il Toro del rinnovato corso De Biasi (vedi “Toro: via Novellino, torna De Biasi“) è infatti alquanto opaca. I nerazzurri, però capitalizzano al massimo il colpo di testa di Cruz portando a casa 3 punti probabilmente decisivi. Il Jardinero non segnava in campionato dal derby di Natale (questo è il 16°centro stagionale): ha scelto la serata migliore per sbloccarsi. L’Olimpico, per altro, è un campo a lui congeniale, avendovi già siglato 3 reti quest’anno (2 alla Juve prima di ieri sera). Per il resto, c’è da segnalare solo un palo di Balotelli e i strani cambiamenti tattici di Mancini (che passa dal 4-4-2 al 4-1-4-1 tornando infine al modulo originale) che rischiano di compromettere la vittoria. Il Toro ci ha messo tanta buona volontà, ma ha fallito le occasioni migliori con l’ex Ventola e Stellone. E’ il terzo 0-1 consecutivo in casa, la sterilità offensiva dura da 414′. La salvezza è ancora a portata di mano, sempre che la via del gol venga ritrovata al più presto.

Si restringe a tre la lotta Champions. La Samp, infatti, “elimina” l’Udinese con un travolgente 3-0. Troppo forti gli uomini di Mazzarri a Marassi, dove hanno raccolto 17 vittorie, 12 pareggi e una sola sconfitta nelle ultime 30 gare. I friulani hanno sì recriminato per il rigore inesistente del 3-0 (il fallo di Lukovic è fuori area) e per due penalty non concessi, ma il successo doriano è stato netto. In mezzo al campo Palombo ha dominato, Bellucci e Cassano in avanti hanno fatto il resto. E’ proprio il talento barese a firmare l’1-0. Di Natale ha la pallissima per il pari, ma la sciupa. E così, come vuole la legge più antica del calcio, è arrivato il 2-0 blucerchiato grazie a Bellucci. L’ex Bologna ha concluso la sua giornata di gloria con la doppietta personale che lancia la Samp allo scontro verità del Franchi di domenica prossima. Se i doriani giocheranno come fanno a Genova….sognare sarà lecito.

Intanto i viola difendono con le unghie e coi denti il quarto posto. Donadel regala la vittoria ai suoi con un bolide dalla distanza; il protagonista assoluto, però, è Frey. Il portierone francese è provvidenziale in 4 occasioni su Amauri, Jankovic, Miccoli e Bresciano. L’ex di turno è il più pericoloso dei rosanero che nella ripresa meriterebbero il pareggio. I viola,quindi, reggono bene lo stress del doppio impegno (giovedì c’è la semifinale di coppa coi Rangers) anche se qualche segnale di nervosismo, come la lite Mutu-Vieri, inizia ad affiorare.

Il Milan non molla. L’ultima esibizione a San Siro ha poco a che fare con quelle precedenti, segnate da fischi e malumori. Il match con la Reggina, infatti, è fin troppo facile. In mezz’ora i calabresi regalano due rigori a Kakà, solo Barreto ridà un pò di speranza con un missile da 20 metri. La formazione di Ancelotti dimostra di esprimersi al meglio con il modulo ad albero di natale con Kakà libero di scorazzare nell’area avversaria. Il brasiliano, infatti, è devastante e mette a segno la sua personale tripletta. Inzaghi e Pato completano la gran giornata rossonera per continuare a sognare la quarta piazza. Ultimo posto e disfatta, invece, per la Reggina: saranno altre le partite dove cercare i punti salvezza.

Champions assicurata, invece, per la Juve. Un super Del Piero annichilisce l’Atalanta con una tripletta (l’ottava in serie A nella sua carriera) e un assist per Stendardo. Alex si è portato a quota 17 reti, avvicinando il record personale di 21 datato 97′-98′; la sua forma fisica ricorda quella di un ventenne, lasciarlo a casa durante l’Europeo sarebbe, insomma, un delitto. Lo show del capitano s’inserisce in una squadra che si muove a memoria, impone il proprio gioco agli avversari ed ha grande autostima. Ranieri ha creato un grande gruppo, e può legittimamente pensare al 2°posto, lontano 5 punti. L’ingresso in Champions, nel frattempo, è assicurato: per la matematica manca solo un punto, i giochi sono fatti.

Succede di tutto nella zona calda. Il Tardini diventa un far west, con risse, errori arbitrali ed espulsioni a go go. Ayroldi dirige disastrosamente un incontro delicatissimo, assegnando prima un rigore dubbio al Parma (Lucarelli e Santacroce si strattonano a vicenda), poi uno inesistente al Napoli (Mariga tocca solo il pallone) con tanto di rosso diretto per il giocatore gialloblù (48′ p.t.). Il secondo episodio scatena un parapiglia che prosegue nel tunnel che va agli spogliatoi. Il peggio, però, deve ancora venire. Il raddoppio partenopeo con Bogliacino in superiorità numerica incendia la furia locale. Intorno alla mezz’ora Castellini picchia duro sulla caviglia di Lavezzi. Gargano protesta vivacemente cercando il contatto con il difensore ducale: Ayroldi lo espelle, ma fa altrettanto con Falcone, intervenuto per difendere il compagno. La corrida non si ferma. Gasbarroni falcia Garics sotto gli occhi di un Reja inferocito che viene cacciato insieme al fantasista gialloblù. Il bilancio finale è, dunque, di 5 espulsi. E pensare che il Napoli era salito al Tardini senza punte di ruolo, della serie “volemose bene”. Il nervosismo dei giocatori e l’incapacità di Ayroldi hanno trasformato un match di calcio in uno spettacolo poco edificante.

Lo scontro diretto va al Cagliari. I ragazzi di Ballardini hanno raccolto 20 punti nelle ultime 8 gare, firmando una grandissima impresa. Se a natale i rossoblù erano ultimissimi, ora la salvezza è ad un passo. Il cinismo degli isolani, a segno con Acquafresca e Fini, ha condannato l’Empoli. Cagni ha la grave quanto incomprensibile responsabilità di aver lasciato fuori, ancora una volta, il talentuoso e prolifico Giovinco. Il suo ingresso in campo ha dato vivacità ai toscani che, in 11 contro 9 (espulsi Fini e Pisano), non sono stati in grado di riaprire il match. L’ultimo posto è un’amara realtà: se Cagni vorrà arpionare una difficilissima salvezza, dovrà affidarsi al fantasista di scuola Juve.

Sorride anche il Catania. Basta un rigore trasformato da Spinesi per piegare una Lazio rinunciataria. Il +5 sul trio di fondo è un buon margine per gli uomini di Zenga che possono respirare. Infine, il Genoa. Il Grifone continua a stupire tutti con un campionato di altissimo livello. L’ultimo blitz è andato in scena a Siena e porta la firma del richiestissimo Konko (vedi “Konko oggetto del desiderio“). I tre punti sono arrivati nonostante l’ora di gioco in inferiorità numerica (espulso De Rosa); l’ingresso in Intertoto sta diventando una dolce realtà.

Serie A

Samp-Udinese, ennesimo incrocio europeo.

La 34°giornata del massimo campionato prevede una sfida dal sapore europeo: Sampdoria-Udinese. Le due squadre sono in piena corsa per il quarto posto, valevole per i preliminari di Champions. Per entrambe l’imperativo è soltanto uno: vincere. La Fiorentina è lontana rispettivamente 4 e 5 punti, una sconfitta potrebbe significare l’addio definitivo all’Europa che conta, anche perchè il calendario di doriani e friulani è durissimo, quasi da brividi: i primi incroceranno le armi con Palermo e Fiorentina in trasferta e ospiteranno Roma e Juve, i bianconeri se la vedranno invece con tre squadre in bilico (Catania, Empoli e Cagliari) prima del gran finale con il Milan. La sfida di Marassi, dunque, è un vero e proprio crocevia per l’Europa. E non è la prima volta. Tre, infatti, sono i precedenti negli ultimi 4 anni. 2 maggio 2004: l’Udinese sbanca il Ferraris alla 32°giornata (3-1) mettendo in cascina tre punti pesantissimi che le consentiranno di qualificarsi per l’Uefa a discapito dei blucerchiati. Un anno dopo, stessa storia. Squadre appaiate a quota 60 punti a due giornate dal termine, al Friuli stavolta c’è in palio la Champions. La Samp mette il muso avanti con Castellini, ma Pisano la riprende. Il punto fu fondamentale per l’allora band Spalletti che conquistò uno storico accesso ai preliminari Champions. Infine, Coppa Italia. Nel ritorno dei quarti dell’edizione 2006/’07,  un doppio pareggio (1-1, 2-2) premiò, in virtù dei maggior gol segnati in trasferta, l’Udinese. Come se non bastasse, nel match d’andata la formazione di Marino ribaltò l’1-2 del primo tempo grazie ad una doppietta di Quagliarella. Domenica, quindi, Mazzarri tenterà di spezzare questo sortilegio. Palombo e Accardi rientrano, ma Gastaldello e Sammarco saranno out; molto passerà dai piedi del genietto Cassano. Gli uomini di Marino, reduci da un ko dopo una striscia di 7 risultati utili, cercheranno di proseguire lungo questa fortunata scia.

Inter, Juventus, Serie A, Torino

Giovinco-Acquafresca, spettacolo assicurato

Empoli-Cagliari di domenica, oltre ad essere un match fondamentale in ottica salvezza, propone una sfida tra due dei più grandi talenti del nostro calcio: Sebastian Giovinco e Robert Acquafresca.

I due Under 21 arrivano a questa sfida con storie simili e intrecciate: entrambi nati a Torino nel 1987, entrambi hanno esordito nella nazionale di Casiraghi contro l’Albania l’1 giugno 2007, entrambi hanno iniziato la propria carriera giovanile a Torino seppur su sponde opposte, entrambi sono di proprietà di grandi squadre (Juventus e Inter) e simile è stata la loro stagione 2007/2008. Giovinco nella prima parte dell’anno ha giocato poco, Gigi Cagni lo inseriva quasi sempre a partita in corso e il talentuoso Sebastian ha dovuto aspettare l’arrivo di Malesani e la conseguente promozione a titolare per esprimere tutte le sue qualità. Nella seconda parte di campionato, infatti, Giovinco ha entusiasmato e convinto tutti. Con 6 gol all’attivo, tanti assist decisivi e il costante premio di migliore in campo per l’Empoli, il piccolo fantasista si sta meritando sul campo il rientro alla Juventus, proprietaria del cartellino. Acquafresca, invece, ha iniziato un po’ in sordina questa stagione anche a causa della concorrenza con Matri e della difficile situazione del Cagliari. Decisivo il cambio di panchina con l’arrivo di Ballardini che lo promuove titolare al centro dell’attacco rossoblù: il ragazzo torinese ricambia con una seconda parte di stagione da attaccante di razza. Attualmente sono 8 i suoi gol, cifra che gli attribuisce il ruolo di goleador confermato anche in Nazionale Under 21.

Sebastian Giovinco inizia a giocare a calcio nel campetto del quartiere della Riber a Borgo Melano (Beinasco) ed entra subito nelle giovanili della Juventus che segneranno tutta la sua adolescenza calcistica. Dopo tanti trofei con la Primavera juventina, Giovinco esordisce in prima squadra nella partita Juventus-Bologna della scorsa stagione, il 12 maggio 2007. Quest’estate la società di Torino manda in prestito il giocatore all’Empoli per farlo maturare. Giovinco ha collezionato presenze in tutte le Nazionali giovanili, dall’Under 16 alla 21, sognando i essere convocato, prima o poi, nella Nazionale maggiore. Giocatore di grandissimo talento, tecnica sopraffina, grande velocità ed agilità, ampia visione di gioco e ottima abilità sui calci piazzati. Erede designato di Alex Del Piero alla Juve, in realtà Sebastian predilige una posizione più arretrata, da trequartista, anche se ha dimostrato un ottimo fiuto del gol e una grande adattabilità a tutti i ruoli d’attacco. Nonostante le incertezze dovute alla sua statura (1,64) e alla sua presunta “leggerezza” fisica Sebastian ha lottato e dimostrato di essere pronto per il salto in una grande squadra.

Robert Acquafresca si è accostato al calcio nelle giovanili dell’Alpignano e a nove anni viene acquistato dal Torino in cui compie tutta la trafila fino alla prima squadra. Con la revoca della promozione in Serie A del Torino nel 2005, molti giocatori vengono lasciati liberi e Robert viene acquistato dall’Inter che lo gira in comproprietà al Treviso, neopromosso in A. Nella stagione 2005/2006 esordisce nella massima serie l’11 settembre 2005, collezionando 8 presenze. Nella stagione successiva, in Serie B, conquista il posto da titolare e si mette in mostra realizzando 11 reti in 35 presenze. Riacquisito dall’Inter viene rigirato, sempre in comproprietà, al Cagliari. In Nazionale gioca dalla Under 17 alla 21 e nonostante la possibilità di essere convocato dalla Polonia (paese della mamma) per gli Europei di giugno sceglie di restare italiano e di lottare per conquistare la Nazionale azzurra in futuro. Attaccante forte fisicamente con leve lunghe, buon colpitore di testa, bravissimo sotto porta con un ottimo fiuto del gol. Nelle movenze assomiglia al bomber del Bayern Luca Toni: riuscirà a raccoglierne l’eredità in azzurro?

Juventus, Serie A

Juve, Champions in tasca.

Nel recupero della 31°giornata di campionato, gara rinviata per la tragedia occorsa al tifoso gialloblù Matteo Bagnaresi (vedi “Un’altra maledetta domenica“), la Juve si è imposta nettamente sul Parma con il risultato di 3-0. Questo successo mette in cassaforte la qualificazione bianconera alla prossima Champions, poichè il vantaggio sulle quinte (Milan e Sampdoria) lievita così a 10 punti.

Ranieri, ancora una volta, sopperisce benissimo alle assenze con accorgimenti tattici acuti. Sulle fasce Palladino e Salihamidzic, l’eroe del big match con il Milan (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“), annichiliscono i dirimpettai Zenoni e Castellini, ma la chiave tattica del match è lo spostamento in mezzo al campo (mossa già tentata con successo) di Camoranesi. Privo di Zanetti e Sissoko, il tecnico romano si affida alla fantasia dell’italo-argentino, venendo ampiamente ripagato. Prima salta due uomini e regala una grande chanche a Palladino, poi incorna su corner di Del Piero, la sfera finisce a  Trezeguet che insacca a pochi centimetri dalla porta in evidente (ma non segnalata) posizione di fuorigioco (17′). Al 30′, invece, sfodera uno splendido lancio di 50 metri ad imbeccare l’attaccante napoletano che infila Bucci con un bel diagonale. Per il Parma è notte fonda. La partenza sprint dei bianconeri, certificata anche da altre occasioni (una a testa per Trezeguet e Salihamidzic), stende dunque la Cuper band. La ripresa vede i padroni di casa amministrare in scioltezza il vantaggio e arrotondare con uno sfortunato autogol di Morrone: il lancio di Tiago, subentrato a Camoranesi, impatta sul centrocampista gialloblù e si impenna beffando così Bucci. La Juve vola, mentre il Parma rimane ad un passo dal baratro. E per Cuper c’è pure la beffa di dover ascoltare cori di ringraziamento da parte della curva Scirea per quel famoso 5 maggio 2002.

Calcio, Roma, Serie A

Totti-Rizzoli, un altro episodio da censura.

Udinese-Roma 1-0. Di Natale ha appena castigato i giallorossi, lo scudetto sembra allontanarsi definitivamente, la lite Panucci-Doni mostra il nervosismo crescente in campo (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“). Totti è posizionato sul dischetto del rigore, gli viene recapitato un ottimo pallone, ma l’arbitro Rizzoli è sulla traiettoria. Risultato: pallone alle stelle. Il capitano s’infuria. Tre “vaffa” nitidissimi e sonori sono l’espressione della sua rabbia cieca. E cosa fa il fischietto bolognese? Estrae soltanto il giallo. Incredibile.

E’ evidente che il regolamento non è stato applicato, che Totti ha sbagliato ma è rimasto impunito. Le scuse del giallorosso sono arrivate sia sul 2-1 (quando era più tranquillo, insomma) sia nel dopo partita, quando ha giustificato il suo sfogo dicendo di aver mancato di rispetto a Rizzoli a causa della trance agonistica. Fatto sta che il gesto è stato quanto meno deprecabile (non è la prima volta che diciamo che dovrebbero essere i giocatori i primi a dare il buon esempio vista la loro “visibilità”) e costituisce un precedente pericoloso. Il Pupone, infatti, pagherà un ammenda di 1000 euro ma non sconterà  alcuna squalifica. Diviene dunque legittimo insultare il direttore di gara? Oppure è concesso soltanto ai giocatori “di peso” come il numero 1o giallorosso?

Numerose voci di protesta si sono levate intorno a questo episodio. Marino, tecnico dell’Udinese, e Mancini hanno dichiarato che Totti andava espulso. L’ultimo intervento è quello di Gussoni, presidente dell’Aia. Quest’ultimo ha stigmatizzato l’operato del fischietto bolognese, definendo l’episodio una “pagina nera”, ma ha rinviato ogni decisione in merito ad un’eventuale sospensione (per lui auspicabile) al designatore ufficiale. Sarà dunque Collina a porre fine a questa spiacevole vicenda con l’augurio che venga dato un segnale forte e deciso. Episodi così preferiremmo non commentarli.

Next »

Capodanno Rimini 2007 tutte le offerte per il capodanno a rimini hotel all inclusive a prezzi pazzi, ultimo dell'anno a rimini guarda le nostre offerte
Posizionamento siti web indicizzare siti internet, se sei alla ricerca di un potenziale business per il tuo sito internet contattaci indicizzare e' il nostro lavoro.
Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet
Hotel San Mauro Mare : Una spiaggia di sabbia fine e dorata, affacciata sull'azzurro del mare Adriatico, nel cuore della riviera più famosa d'Europa, a pochi chilometri da Rimini. E' il suggestivo biglietto da visita di San Mauro Mare, piccolo centro balneare fatto su misura per un soggiorno tranquillo e rilassante, sicuro e familiare. Dotato di moderne strutture ricettive, di un efficiente sistema di servizi, di aree verdi e attrezzature sportive.
Fiera di Primiero se cerchi un hotel a Fiera di Primiero o un hotel a San Martino di Castrozza, fieradiprimiero.com e' il portale internet dove trovare tantissime informazioni sugli hotels della valle del primiero, tantissime offerte last minute per le tue vacanze sulla neve, vacanze in Trentino e offerte per family hotel a fiera di primiero e hotel centro benessere a fiera di primiero
Poggio Berni tutte le informazioni che cerchi per uno dei paesi piu belli della Romagna confinante con Santarcangelo, dove trovare tutte le info sui maggiori ristoranti della nostra terra.
video calcio
Cucine su misura: realizzazione di cucine su misura con materiali di primissima qualità lo staff altamente qualificato nella progettazione e sviluppo di cucine in muratura, cucine classiche, cucine in arte povera e in stile.