Archivio per la categoria 'Serie A'

Calcio mercato, Serie A, Serie B

Palladino, Criscito e Jankovic restano al Genoa. Nuove panchine in B

palladino

Palladino resta a Genova

Roma- Giornata intensa per la definizione delle comproprietà. Domani, infatti, scade il termine entro cui le società possono accordarsi sulle compartecipazione dei giocatori, dopo di che si va alle fatidiche buste. La società più attiva, manco a dirlo, è stata il Genoa. Il Grifone ha infatti messo a segno un triplo colpo: ha rinnovato la comproprietà di Palladino con la Juventus e ha riscattato il difensore dell’Under 21 Criscito dagli stessi bianconeri e Jankovic dal Palermo. Rosanero che, dopo aver acquisito la seconda metà di Succi dal Ravenna, avranno ancora per un anno Lanzafame. Ritorna dalla Samp Raggi, mentre Munari rimane al Lecce. La Samp, a sua volta, trattiene il numero uno Mirante e il centrocampista azzurro Dessena, e riscattano i terzini Regini (Cesena) e Bianco (Empoli). Il giovane Volta, invece, rimane al Parma. Il Cagliari, dopo aver acquistato la metà del cartellino di Marchetti, rinnova con Milan e Atalanta la comproprietà di Astori e Lazzari. Due cessioni e un arrivo in casa Fiorentina in attesa del botto Marchionni: il giovane ghanese Acosty (Reggiana) è il nuovo volto viola, mentre Da Costa e Lepiller vanno ai belgi dell’Eupen, il primo a titolo definitivo, il secondo in prestito. Scatenato Catania. Ufficializzato Bellusci (Ascoli), rientra alla base Catellani (Reggiana) e prende il giovane difensore slovacco Bortel per girarlo in prestito alla Spal. Bel colpo del Parma che preleva dall’Inter il talentuoso attaccante esterno Biabany, quest’anno in prestito in B al Modena.

Market serie B- A proposito di cadetteria, ci sono importanti novità in panchina. Moriero lascia il suo Crotone dopo averlo condotto in B e sostituisce Braglia alla guida del Frosinone. La Triestina, invece, sceglie l’ex Treviso Gotti per il dopo Maran, finito al Vicenza. L’emergente Pane, reduce da un bel campionato di Lega Pro alla guida della Reggiana, è stato scelto dall’Ascoli. Il Padova, confermato Sabatini, ha riscattato l’ottimo Jidayi dal Sassuolo e ha ceduto ben cinque giocatori. Do Prado -7 reti con la maglia della Pro Patria- è il primo botto del neopromosso Cesena.

Serie A

Pagellone del campionato di Serie A

gasperini

Voti altissimi per il Genoa di Gasperini

ROMA - Concluso il Campionato di Serie A 2008/2009, è il momento di tirare le somme e di assegnare i voti alle 20 protagoniste.
Eccole qui, in rigoroso ordine alfabetico:

Atalanta 7: Troppo discontinua per poter ambire ad un posto in Europa, ha condotto comunque un buon campionato soprattutto grazie al fattore casalingo. In casa ha battuto l’Inter campione d’Italia e la Roma e ha perso immeritatamente con Milan e Juve. Bravo Del Neri ha rilanciare il sempiterno Doni e a far esplodere definitivamente Floccari.

Bologna 6: Voto che deriva essenzialmente dal raggiungimento dell’obiettivo finale. Tolto quello, il giudizio complessivo sulla stagione dei felsinei non può che essere negativo. Tre allenatori, gioco inesistente e salvezza conquistata quasi esclusivamente da Di Vaio.

Cagliari 8: Nonostante le 5 sconfitte iniziali e il finale da dimenticare, con i 6 gol incassati dall’Udinese, il campionato del Cagliari resta sopra le aspettative. Nessuno avrebbe mai immaginato dopo le prime giornate di vedere la squadra di Allegri lottare addirittura per un posto in Europa. Ed alla fine è risultata l’unica squadra italiana imbattuta contro l’Inter.

Catania 7: Per una squadra che, negli ultimi anni, si era sempre conquistata la permanenza in A all’ultima giornata, la salvezza conquistata con così largo anticipo suona come uno scudetto. Zenga è stato bravissimo a fissare gli obiettivi e a centrarli. 43 punti è il record assoluto per il Catania in A.

Chievo 7,5: Sembrava già condannato a Natale e invece la favola dei mussi volanti continua. Un grande girone di ritorno, condotto splendidamente da Di Carlo e condito dai gol di Pellissier, ha permesso ai gialloblu di salvarsi con una giornata d’anticipo.

Fiorentina 8: Tutti avrebbero scommesso che sarebbero stati i Viola a lasciare il posto al Milan in Champions League. E invece, nonostante la partenza anticipata per i preliminari di Champions, la squadra di Prandelli si conferma quarta forza del campionato, stavolta a spese della Roma e della sorpresa Genoa.

Genoa 8,5: Una delle più belle realtà del nostro campionato. E’ la squadra che senza dubbio ha espresso il miglior calcio e che ha fatto tremare di più le grandi. Alla fine il sogno Champions sfuma per gli scontri diretti con la Fiorentina, ma ai grifoni sta più che bene un piazzamento Uefa 18 anni dopo il Genoa firmato Bagnoli. Bravissima la società a scovare Milito e Thiago Motta.

Inter 9: Non è facile partire ogni anno da favoriti e rispettare sempre i pronostici. Quest’anno probabilmente ci si aspettava un’Inter meno arrembante visto il cambio tenico. E Invece… Ibrahimovic capocannoniere, miglior difesa, miglior attacco, inserimento in pianta stabile in prima squadra del 18enne Santon, distacco dalle inseguitrici che torna in doppia cifra. Difficile fare meglio.

Juventus 7: Dalla Vecchia Signora ci si aspettava di più, viste le premesse. E’ stata l’anti-Inter per gran parte del campionato eppure rischia quasi di perdere la Champions dopo un finale di campionato da incubo, che costa la panchina a Ranieri. Alla fine arriva seconda grazie agli scontri diretti con il Milan.

Lazio 6,5: Andamento troppo altalenante per una squadra che parte bene e chiude il campionato con un anonimo decimo posto. Alla fine l’Europa arriva lo stesso grazie alla vittoria della Coppa Italia, ma in campionato si poteva e si doveva fare meglio. Zarate è una delle sorprese più belle.

Lecce 4,5: Non è bastata ai giallorossi la grande esperienza di Beretta, al quale non è stato nemmeno concesso di terminare la stagione. Troppi erano i limiti strutturali della rosa, che non sono stati opportunamente colmati nella campagna acquisti estiva.

Milan 6,5: I proclami estivi raccontavano di un Milan che, senza la vetrina Europea della Champions, avrebbe puntato dritto allo scudetto. E invece, di fatto, non è quasi mai stato in corsa se non per un paio di giornate. Ed ha rischiato di vedersi sfuggire anche l’obiettivo della Champions diretta. Decisamente troppo poco.

Napoli 5: Che voto dare ad una squadra il cui campionato è durato tre mesi? Sembrava destinata ad essere la rivelazione del campionato e invece è crollata quasi subito, forse anche per colpa della preparazione anticipata per l’Intertoto. Reja ha pagato per tutti, anche se l’andamento non certo brillante di Donadoni ha dimostrato che i problemi erano altri.

Palermo 6,5: Nonostante l’ottavo posto non sia certo da buttare, nemmeno i rosanero convincono pienamente. Getta via tanti punti contro squadre ampiamente alla sua portata.

Reggina 4,5: Dopo anni di salvezze impensabili e miracolose, quest’anno agli amaranto non riesce l’impresa. Prova a giocarsela finché può, ma paga oltremodo l’assenza di uno che la butti dentro.

Roma 5: Tra le grandi, rappresenta la maggior delusione. Passa da seconda forza del Campionato alla lotta per il traguardo minimo del sesto posto. Finisce il campionato con 62 gol subiti, peggio di lei solo le ultime 4. Serve chiarezza societaria e tecnica.

Sampdoria 6: Termina il campionato nella parte destra della classifica. Troppo poco per una squadra che l’anno prima si era guadagnata un posto in Europa. Rimedia parzialmente alla falsa partenza con l’acquisto del bomber Pazzini, ma non basta ad andare oltre il dodicesimo posto.

cairo

La ‘palma’ del peggior della classe va al Toro di Cairo

Siena 7,5: Splendida realtà di provincia, anche quest’anno riesce a centrare l’obiettivo di una salvezza tranquilla ed ottenuta con ampio anticipo. Perso Beretta, la società punta su Giampaolo, altro bravissimo emergente. E, nonostante l’assenza di grandi nomi e di un centravanti di peso, riesce a costruire una squadra tosta soprattutto in casa.

Torino 4: Che ne è stato del grande cuore Toro? I granata, quest’anno, non hanno di fatto mai lottato. E’ la squadra ad aver perso il maggior numero di partite (20) e l’avvicendamento di tre allenatori non ha potuto colmare le gravi lacune strutturali.

Udinese 7: Se si contassero solo le prime e le ultime giornate, l’Udinese sarebbe prima in classifica. Ottima partenza ed ottimo sprint finale, ma in mezzo un lungo periodo buio. Complimenti alla società, che ha confermato Marino anche nel momento più difficile ed ha saputo ricompattare l’ambiente. Alla fine i bianconeri chiudono con un settimo posto che per poco non vale l’Europa.

Bari, Calcio Catania, Calcio mercato, Chievo, Lazio, Sampdoria, Serie A

Catania, ecco Atzori. Di Carlo e Conte rinnovano, Zenga per la Lazio?

atzori

Atzori nuovo tecnico del Catania

Roma- Archiviato il campionato, i club di serie A sono in pieno fermento per la scelta del tecnico per la prossima stagione. Dopo il ‘botto’ Leonardo, le conferme degli oggetti del desiderio Prandelli, Allegri e Gasperini e del chiacchieratissimo Mourinho, anche oggi, tra rinnovi, nuove indiscrezioni e annunci ufficiali, è stata una giornata molto ‘calda’.

Ecco Del Neri- E’ il giorno della presentazione per Gigi Del Neri. L’ormai ex tecnico dell’Atalanta (Ballardini, in rotta col Palermo, è il favorito per prendere il suo posto) che ha sostituito Walter Mazzarri, rimasto comunque a libro paga della società blucerchiata, ha firmato un contratto annuale con opzione per il successivo. Al suo fianco tutto il suo staff: il vice Francesco Conti, il preparatore atletico Roberto De Bellis insieme all’allenatore dei portieri Guido Bistazzoni, promosso dal settore giovanile doriano. “La considero un’opportunità importante. Rimango comunque della mia idea: non è un allenatore che crea una società, ma semmai il contrario. Spero di poter mantenere in alto i colori della Samp. La mia Samp sarà un mix di giocatori esperti e giovani. Questa, poi, è una società all’avanguardia nel calcio italiano” le prime parole di un soddisfatto Del Neri. Che poi ha detto la sua sul caso Cassano: “Spero che rimanga, nonostante sia ambito da società importanti“. Prossimo appuntamento col nuovo allenatore a metà luglio a Moena, quando la Samp inizierà la preparazione per la stagione 2009-’10.

zenga

Zenga vicino alla Lazio

Rinnovi- E’ tempo di rinnovi importanti, invece, in casa Chievo e Bari. Il club veronese ha confermato infatti Domenico Di Carlo, l’artefice della prodigiosa salvezza gialloblù, fino a giugno 2010. “Sono molto contento di proseguire questo rapporto -il suo commento- Ringrazio il presidente Campedelli, Giovanni Sartori e tutta la società per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti. Il nostro obiettivo sarà la salvezza, magari con qualche giornata di anticipo“.
Si chiude la mini telenovela a Bari. Antonio Conte, dato a più riprese vicinissimo alla Juventus, guiderà i galletti anche in serie A. Dopo la grande cavalcata di questa stagione culminata con la promozione, la dirigenza pugliese è riuscita quindi a trattenere l’allenatore; una scelta, a quanto sembra, fortissimamente voluta pure dal tecnico stesso: “Io ho scelto ed ho accettato Bari quando la panchina della Juve ancora non è stata data a nessuno quindi… Qui, con questa scelta e con questa firma ho coronato ciò che cercavo. Nel momento in cui mi sono seduto, non ci è voluto molto per trovare l’accordo e prendere questa decisione“. Al contempo si restringe quindi la rosa dei papabili per la panchina bianconera: sfumati Gasperini, blindato dal Genoa, e Conte, rimangono in corsa Ferrara e Spalletti, che a breve incontrerà la società e deciderà quale sarà il suo futuro.

Un Ragno per le Aquile?- Tra rinnovi e arrivi, ecco un addio: Delio Rossi non è più l’allenatore della Lazio. E’ lo stesso trainer a confessarlo in mattinata al sito stadionews.it, salvo poi smentirsi nel pomeriggio. Ma Lotito non fa drammi, poichè il sostituto è già pronto: Walter Zenga, fresco di addio al Catania (che sembra essersi consolato con l’ingaggio dell’emergente mister del Ravenna, nonchè ex difensore del club etneo, Gianluca Aztori), è atteso a breve da un colloquio con  il patron. Oltre alla panchina laziale, juventina e romanista, rimangono ancora in ballo quelle del Bologna -ma domani Papadopulo verrà ufficialmente riconfermato-, del Siena- tutto dipende dalle offerte che riceverà il richiestissimo Giampaolo- e del Palermo, che per sostituire il partente Ballardini si affiderà ad uno tra Rossi, Giampaolo stesso o Iachini. Il toto panchine non è ancora finito, ma nei prossimi giorni tutti i nodi verranno al pettine.

Serie A

Cala il sipario: Milan in Champions, Torino in B. Ibra capocannoniere

ibrahimovic
Ibra cannoniere con 25 gol
copyright flickr.com

ROMA - Con la 38° giornata si conclude il campionato di Serie A 2008/2009. Giornata di verdetti e di addii, con ben 43 gol segnati. L’Italia saluta due grandi campioni, Luis Figo e Paolo Maldini, entrambi all’ultima gara prima del ritiro. Anche Torino tributa l’ultimo saluto a Pavel Nedved, anche se il calciatore ceco probabilmente proseguirà la sua carriera altrove, e lo stesso accade a Roma, dove i giallorossi salutano Christian Panucci in scadenza di contratto. Per quanto riguarda i verdetti, alla Fiorentina non riesce l’ultimo miracolo e al Toro non basta il cuore per centrare la salvezza. I viola avevano bisogno di battere i rossoneri con almeno due gol di scarto, mentre ai granata serviva una vittoria a Roma e che il Bologna non battesse il Catania. Nessuna di queste ipotesi si è verificata: il Milan si impone al Franchi per 2-0, il Torino perde per 3-2 a Roma e il Bologna stravince in casa con il Catania per 3-1. Nella passerella-scudetto a San Siro, l’Inter batte per 4-3 l’Atalanta al termine di una gara intensa e spettacolare e salva così l’imbattibilità casalinga del suo allenatore Mourinho. Ibrahimovic con una doppietta si porta a quota 25 gol, laureandosi capocannoniere del campionato. La Juventus consolida il secondo posto battendo in casa per 2-0 la Lazio, mentre il Genoa saluta Milito e Thiago Motta con un roboante 4-1 sul Lecce. Gli altri risultati: Udinese - Cagliari 6-2,  Napoli - Chievo 3-0,  Palermo - Sampdoria 2-2 e Reggina - Siena 1-1.

Fiorentina - Milan 0-2

Il Milan centra il terzo posto ed evita così il pericolo dei preliminari di Champions nella partita che segna il sicuro addio di Carlo Ancelotti, diretto a Londra sponda Chelsea, di Paolo Maldini e forse anche di Kakà e Pirlo. Nel primo tempo i rossoneri sembrano essere scesi in campo con l’obiettivo dello 0-o, mentre i viola tentano la strada del pressing. Nel primo tempo il Milan si rende pericoloso soprattutto con Flamini, che colpisce anche una traversa, mentre la Fiorentina ci prova con Gilardino. Nel secondo tempo, la squadra di Prandelli non riesce più a chiudere gli spazi come nel primo e Kakà riesce a trovare lo spazio per segnare il gol dell’1-0. A questo punto la Fiorentina non riesce più a reagire, così Ancelotti mette dentro Pato per cercare di chiudere il match. Cosa che puntualmente accade: al 31′ Kakà gli apre un’autostrada verso la porta di Frey e il giovane brasiliano mette dentro il 2-0 senza farsi pregare. La gara finisce con l’abbraccio del Franchi a Paolo Maldini.

Inter - Atalanta 4-3

L’Inter è determinata a chiudere il campionato con una vittoria e a regalare al suo fuoriclasse Ibrahimovic il titolo di capocannoniere. Dal canto suo, l’Atalanta non è per nulla disposta a fare da comparsa alla festa-scudetto dell’Inter. Inter - Atalanta è dunque, dall’inizio alla fine, una partita viva e soprattutto vera. L’altro protagonista, oltre a Ibra, è Luis Figo che oggi ha dato ufficialmente il suo addio al calcio giocato. Per l’occasione Zanetti gli cede la fascia di capitano. Al 6′ minuto Muntari, tra i migliori in campo oggi, apre le marcature sfruttando una respinta corta del portiere Atalantino Consigli su un traversone proprio di Figo. Vantaggio che dura poco: al 10′ su corner, la difesa interista dimentica Doni in area che di testa trafigge Julio Cesar. A questo punto la partita si accende definitivamente: 2 minuti dopo, nuovo vantaggio firmato Ibrahimovic, imbeccato perfettamente da un lancio millimetrico di Cambiasso, ma l’Atalanta riacciuffa il pareggio grazie ad un gran gol di Cigarini. A 2 minuti dalla fine del primo tempo, Mourinho regala a Figo la standing ovation di San Siro, inserendo al suo posto Santon. Nel secondo tempo, l’Atalanta va clamorosamente in vantaggio grazie ad una stupenda punizione di Doni. L’Inter non ci sta a chiudere il campionato con una sconfitta, che interromperebbe anche la striscia di imbattibilità casalinga del suo allenatore. Dentro così Crespo e Maicon. A pareggiare i conti ci pensa Cambiasso con uno dei suoi classici gol in mischia. Poco dopo Ibra consacra il suo titolo di capocannoniere con un gran gol di tacco.

Juventus - Lazio 2-0

Ferrara chiude, con ogni probabilità, la sua avventura alla Juventus ma lo fa con una vittoria che vale il secondo posto per la formazione bianconera. Juventus - Lazio sarà comunque ricordata come l’ultima partita di Pavel Nedved in maglia bianconera, anche lui come Luis Figo salutato dal suo pubblico con tutti gli onori. Il ceco lascia la Juve dopo 327 presenze e 65 gol. Mattatore della giornata è Vincenzo Iaquinta, autore di una doppietta. La Lazio, in vacanza anticipata dopo la vittoria della Coppa Italia, ci prova solo nel secondo tempo, quando colpisce un palo con il giovane Kozac. Ferrara conclude dunque la sua mini-permanenza sulla panchina della Juventus con 2 vittorie, 5 gol segnati e 0 subiti. Basteranno per la riconferma?

Genoa - Lecce 4-1

Gara degli addii anche a Marassi. Il pubblico genoano saluta le sue stelle Diego Milito e Thiago Motta, già acquistati dall’Inter, con una frase di De André: “Meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. Alle lacrime segue comunque la festa per l’Europa conquistata dopo 17 anni dall’ultima volta. Milito prova ad ogni modo ad inseguire il suo futuro (forse?) compagno di squadra Ibrahimovic nella classifica cannonieri. Al 22′ Jankovic apre le danze, segnando la rete dell’1-0. 10 minuti dopo, un Lecce già retrocesso e demotivato riesce insperatamente a pareggiare con un gol di Tiribocchi. A questo punto sale in cattedra “El Principe”: prima si rende protagonista di un assist per Criscito e poi di una doppietta che fissa il punteggio sul definitivo 4-1.

Roma - Torino 3-2

Dopo 3 anni in Serie A, i granata ritornano nella serie cadetta. I giallorossi invece, già matematicamente sesti, si limitano a festeggiare l’aggancio di Boniperti da parte di Totti al decimo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi in Serie A, a quota 178 gol. Il Torino deve fare a meno di sette squalificati (Ogbonna, Pratali, Pisano, Diana, Bianchi, Abatev e Dzemaili) e di 4 infortunati (Corini, Saumel, Stellone e Zanetti). Risultato: manda in campo Rosina e Ventola non al meglio, e in panca si porta 3 Primavera.Vailatti illude inizialmente il Torino, ma le notizie che arrivano dal Dall’Ara non lasciano scampo. Così il Toro subisce prima il pareggio di Menez e poi il 2-1 di Vucinic. Nel finale Totti su rigore fa 3-1 mentre a poco servirà il 3-2 firmato Ventola.

di_vaio
Il Bologna festeggia la serie A
copyright flickr.com

Bologna - Catania 3-1

Il Bologna è padrone del proprio destino. Il 5-2 rifilato qualche mese fa al Torino gli regala il vantaggio negli scontri diretti e quindi un virtuale punto in più che gli permette di poter giocare per lo stesso risultato dei rivali. Il Catania, dal canto suo, non ha mai fatto grandi cose in trasferta: solo 9 punti su 54 disponibili. E anche questa volta non fa eccezione. Dopo pochi minuti, il felsinei sono già in vantaggio grazie a Mingazzini. Al 26′ arriva il raddoppio firmato Terzi, dimenticato colpevolmente dalla difesa etnea. Nel secondo tempo la squadra di Zenga, alla sua ultima panchina catanese, tenta di riacciuffare il match e accorcia le distanze con Morimoto. Gol inutile perché poco dopo Di Vaio ristabilisce le distanze e firma, così, la salvezza del Bologna.

Udinese - Cagliari 6-2

Tanti gol e punteggio tennistico chiudono la sfida tra due delle più belle realtà del campionato di Serie A. La squadra di casa, di fatto, dopo il primo quarto d’ora ha già chiuso il match. Asamoah, Pepe e Floro Flores portano il punteggio sul 3-0. Nel secondo tempo il Cagliari ha un sussulto di orgoglio e tenta di riaprire la partita o di limitare almeno il passivo. Così prima Acquafresca si guadagna e trasforma un penalty, poi Parola mette dentro il gol del 2-3. La rimonta viene però soltanto sfiorata. Prima Pasquale, poi Quagliarella e infine Ighalo fissano il punteggio sul definitivo 6-2. Con il gol probabilmente Quagliarella dice addio al Friuli.

Napoli - Chievo 3-0

Il Napoli di Donadoni chiude un campionato travagliato con una vittoria, al seconda da quando siede sulla panchina partenopea. Lo fa contro un Chievo che, dopo la salvezza nella scorsa giornata, è già in vacanza anticipata. Il clima è quasi da amichevole in campo, ma non si può dire altrettanto sugli spalti, dove i pochi tifosi venuti ad assistere al match contestano pesantemente la squadra e la società. La partita sostanzialmente viene chiusa in 18 minuti, a segno Montervino, Bogliacino e Pià. Prove confortanti anche di Hamsik e Lavezzi, che nel post-partita ha dichiarato di voler restare a Napoli.

Palermo - Sampdoria 2-2

Tempo di saluti anche a Palermo. Sia Mazzarri che Ballardini annunciano l’addio alle rispettive panchine. Palermo e Sampdoria terminano il loro campionato con una partita divertente, ricca di gol e di occasioni. I rosanero si portano sul 2-0 grazie ai gol di Miccoli e Succi. Nel secondo tempo Pazzini propizia la rimonta, Cassano la sfiora ma il suo gol viene giustamente annullato per posizione di fuorigioco, Stankevicius invece la completa. Sui due gol del Palermo evidenti gli errori del giovane portiere Fiorillo.

Reggina - Siena 1-1

Gara che non ha più nulla da dire per nessuna delle due compagini. I toscani sono già ampiamente salvi e i calabresi già retrocessi da un po’. Così i due tecnici optano per la linea giovane e regalano la vetrina ad alcuni talenti dei propri vivai. Il pubblico sugli spalti fischia e contesta la società e il ritmo in campo è lento e macchinoso. La Reggina si porta avanti con Stuani su calcio di rigore, il Siena pareggia i conti con il solito Maccarone. Nel finale il Siena resta anche in 10 uomini: l’esordiente Scoditti espelle infatti Calaiò per doppia ammonizione, la seconda per aver accentuato un contatto in area.

Genoa, Serie A, Torino

Cala la ‘mannaia’ sul Toro. Ben 7 squalificati per la rissa col Genoa

rissa-torino-genoa

Le immagini della rissa dell’Olimpico’ di Torino

Torino- Ha pesantissime ripercussioni disciplinari la deplorevole rissa del post-partita tra Torino e Genoa. Il giudice sportivo Tosel non ha fatto alcun sconto, fermando ben sette giocatori granata: Ogbonna, Pisano, Bianchi, Diana, Pratali, Abate e Dzemaili. Una mazzata sulle residue e flebili speranze salvezza del Toro: a Roma servirà a tutti i costi una vittoria, da centrare però con una squadra decimata, poi bisognerà affidarsi alla sportività del già salvo Catania, avversario del Bologna. Un successo rossoblù vanificherebbe infatti ogni sforzo, condannando il Toro all’inferno della B.

Pagheranno un dazio salato Ogbonna e Pisano, i più ‘attivi’ nel far-west finale, fermati per 4 turni per aver colpito un avversario. Due giornate di stop, invece, per Bianchi, Diana e Pratali per essere entrati in campo tenendo una condotta aggressiva. Abate sconta un turno per il rosso ricevuto durante il match e Dzemaili per il raggiungimento della soglia di ammonizioni. In tutto sette assenze che costringeranno Novellino ad inventare la formazione nell’ultimo decisivo impegno contro la Roma. In casa Genoa, invece, paga soltanto Oliveira: 3 giornate per aver tentato più volte di colpire un avversario senza riuscirci solo perché trattenuto.
Salteranno la 34esima e ultima giornata di campionato altri 10 giocatori: Felipe Melo (Fiorentina) e Mannini (Napoli), fermati per due turni; Ambrosini (Milan), Dainelli (Fiorentina), Coppola (Siena), Giuliatto e Fabiano (Lecce), Motta e Taddei (Roma) e Pandev (Lazio).

Calcio, Genoa, Serie A, Torino

Torino vs Genoa: rissa figlia della cultura sportiva nostrana?

rissa-torino-genoa

La rissa dell’Olimpico tra Toro e Genoa

Torino - E’ una rissa figlia della nostra cultura sportiva? C’è da chiedersi questo dopo il finale incandescente tra Torino e Genoa che ha visto i grifoni battere il Toro per 3-2. Il goal di Milito, quello del 3-2, in qualche modo ha inasprito gli animi tra i 22 in campo ed è emblematica l’espulsione di Abate per un’entrataccia ai danni di Juric. Poi fischio finale e parapiglia generale tra le panchine delle due squadre e degli undici in campo: scazzottata tra Colombo e Olivera, spintoni tra Diana e Motta per citare i casi più eclatanti.
-vedi il video della rissa su Facebook cliccando QUI-
In poche parole, scene poco edificanti per il nostro calcio. Il dopo gara è stato all’insegna dello scarica barile in cui Gasperini da una parte e Cairo dall’altra accusavano le rispettive compagini di non saper perdere e vincere. A monte di tutto ciò si deve dare una risposta alla domanda iniziale e il pensiero di chi commenta propende per un SI’. Questo perchè solo in Italia ci si pone il problema di affrontare squadre che già hanno raggiunto obiettivi e, a seconda del risultato,  si danno visioni diverse a cui fa maggiormente comodo credere. Se questa compagine che già ha raggiunto gli obiettivi perde significa che si è venduta la partita, se invece vince significa che ci deve essere qualcuno dietro quel risultato. Ed è questo ragionamento sbagliatissimo che emerge nel dopo gara tra Torino e Genoa e tutto ciò lascia abbastanza perplessi. La logica inviterebbe semplicemente a pensare che è normale che una squadra, avente  maggiori motivazioni,  abbia maggiore intensità di quella che i suoi bravi obiettivi già li ha raggiunti ma questo capita in qualsiasi competizione. Questo però non deve essere forzatamente sinonimo di vittoria o sconfitta e sintetizzata nel risultato di fine gara. Ci si augura che certi episodi facciano riflettere ma, conoscendo la nostra cultura, difficilmente sarà l’ultima volta.

Serie A

La Roma sbanca San Siro e va in Europa. Il Chievo è salvo, Lecce in B

totti_ciuccio

Totti manda la Roma in Europa
copyright flickr.com

ROMA -  La 37° e penultima giornata del campionato di Serie A, lascia ancora tutto aperto per la salvezza e per la qualificazione in Champions League. Ci si gioca tutto negli ultimi 90 minuti. Nel big match di giornata, la Roma vince per 3-2 a San Siro contro il Milan, che ora rischia di perdere non solo il secondo posto ma anche il terzo. La Fiorentina, infatti, a Lecce agguanta in 10 un pareggio che vale oro. Infatti se i viola nella giornata conclusiva dovessero battere per 2-0 il Milan, costringerebbero i rossoneri a disputare i preliminari (l’andata è finita 1-0 per il Milan che, in caso di parità, avrebbe dalla sua la differenza reti). Il Lecce è invece la seconda squadra retrocessa in Serie B. La Juve dell’esordiente Ferrara torna a vincere e aggancia il Milan. Finissero a pari punti, la Juve sarebbe seconda per il vantaggio negli scontri diretti. Al Chievo basta uno 0-0 casalingo contro il Bologna per festeggiare anticipatamente la salvezza. Il Torino infatti perde in casa contro il Genoa e termina la gara in rissa. I granata si trovano infatti a pari punti con il Bologna, a gli emiliani hanno il vantaggio degli scontri diretti. Al Toro serve un’impresa per evitare la retrocessione. Il Catania torna a vincere e lo fa a spese del Napoli, raggiungendo la storica quota 43 punti. Le seconde linee dell’Inter cadono a Cagliari in una gara che era poco più di un’amichevole. Pareggi per 2-2 in Atalanta-Palermo e Sampdoria-Udinese.

Milan - Roma 2-3
Il big match di San Siro riserva emozioni, gol e polemiche. La gara mette in evidenza tutti i limiti di questo Milan e la Roma è brava a sfruttarli a suo vantaggio: gioco ripetitivo, prevedibilità, errori colossali sulle palle inattive. Dopo un primo tempo dominato, i giallorossi trovano il gol dell’1-0 proprio attraverso un calcio da fermo: Riise fa partire un colpo imprendibile, su cui la barriera rossonera non si mostra esente da colpe. Nel secondo tempo Ancelotti tenta il tutto per tutto, inserendo Seedorf, Ronaldinho e Jankulovski. Il Milan attacca senza ordine ma riesce comunque a trovare il gol del pari con Ambrosini, che sfrutta una brutta respinta di Artur. A questo punto è Spalletti a giocarsi tutte le sue carte: fuori Vucinic e dentro Menez, scelta che si rivelerà decisiva. Sarà proprio il 22enne francese a segnare il gol del 2-1 e, dopo il momentaneo pareggio del Milan ancora con Ambrosini, a conquistarsi il calcio di punizione su cui Totti segnerà il 3-2. La Roma si assicura il sesto posto, il Milan si giocherà tutto nell’ultima giornata. Dopo il fischio finale, brutta pagina della storia milanista: Maldini fa il giro di campo per dare l’addio al suo pubblico e viene contestato nonostante i 25 anni di storia rossonera.

Siena - Juventus 0-3
Esordio migliore non ci poteva essere per Ciro Ferrara. Contro un Siena povero ormai di motivazioni, l’allenatore napoletano ritrova i senatori bianconeri e conquista 3 punti pesanti che valgono il secondo posto. La Juve torna quindi a vincere dopo ben 8 giornate e scongiura il rischio dei preliminari. Mattatore del successo bianconero è il capitano Del Piero, in campo a sorpresa nonostante un problema fisico in settimana, che trascina i suoi con una doppietta. Prima segna l’1-0 su punizione, da sempre sua specialità, e poi inventa praticamente il 2-0 con un assist per Marchisio. Nel secondo tempo succede ben poco, c’è tempo solo per il secondo gol di Del Piero che lo lancia come capocannoniere stagionale dei bianconeri.

Cagliari - Inter 2-1
Mourinho
si affida ad un massiccio turnover, per dare modo a chi è stato poco utilizzato di guadagnarsi la riconferma per la prossima stagione. In porta va Toldo, coppia difensiva composta da Burdisso e Materazzi con Santon e Chivu sulle fasce, mentre a centrocampo si rivede Jimenez. Unici stakanovisti in campo Cambiasso, Zanetti e Ibrahimovic, che insegue lo storico titolo di capocannoniere. L’attaccante svedese impiega 8 minuti ad agganciare Di Vaio a quota 23 gol, liberandosi facilmente di 3 difensori e trovando la complicità del portiere Marchetti. Al 34′ pareggio del Cagliari: lancio di Conti per Cossu che si libera facilmente di Burdisso e trafigge Toldo. Nel secondo tempo, Santon si perde Acquafresca che segna il gol del vantaggio cagliaritano. Gol d’addio al suo pubblico o ultimo tentativo di convincere Mourinho a tenerlo a Milano? Ad ogni modo il Cagliari è fin’ora l’unica formazione imbattuta contro i nerazzurri tra andata e ritorno.

Lecce - Fiorentina 1-1
Al Via Del Mare si gioca ad una temperatura di 34° e la Fiorentina rischia il tracollo. Il primo tempo è tutto di marca giallorossa, con un Lecce che offre una grande prova d’orgoglio che però alla fine si rivelerà insufficiente a conquistare la salvezza. Nella prima frazione i giallorossi sfiorano più volte il vantaggio mentre nella seconda passano meritatamente in vantaggio: al 5′ del secondo tempo segna Tiribocchi, innescato da un errato retropassaggio viola. Al 43′ i viola restano in 10 per espulsione di Felipe Melo. Sembra finita e invece Jorgensen agguanta un pareggio, insperato quanto prezioso. Il pari significa infatti certezza del quarto posto e sperenza di agguantare il terzo.

militogenoa

Doppietta per Milito
copyright flickr.com

Torino - Genoa 2-3
I granata sprecano il match point casalingo nel peggiore dei modi. La sconfitta casalinga contro il Genoa mostra da una parte la pochezza del Torino sul piano tecnico e qualitativo, dall’altra il coronamento dei grifoni ad una stagione memorabile. Al 21′ Rossi viene atterrato da Pisano e Saccani concede, giustamente, il penalty. Milito si dimostra ancora una volta infallibile dal dischetto e segna l’1-0. Al 40′ pareggio granata di Franceschini. Nella ripresa, Olivera gela l’Olimpico con una splendida punizione che vale il 2-1. L’esultanza genoana dura poco perché, poco dopo, Bianchi riagguanta il pari. Poco dopo Ventola sfiora il clamoroso vantaggio granata. Gasperini apprende che la Fiorentina sta perdendo e decide di provare a prendersi i 3 punti, che arrivano grazie al gol di Milito (22esimo stagionale). I granata non la prendono bene e dopo il fischio finale danno vita ad una vera e propria rissa.

Atalanta - Palermo 2-2
I rosanero non riescono a tenere il passo della Roma e dicono addio al sogno Europa League. Nonostante il Palermo avesse più motivazioni, è l’Atalanta ad iniziare meglio il match, lanciando in attacco Doni a supporto del giovane Zaza. Al 32′, invece, la squadra di Ballardini passa in vantaggio con Succi, che sfrutta al meglio un cross di Balzaretti partito in sospetto fuorigioco. Al 5′ del secondo tempo Plasmati pareggia i conti e a metà ripresa sigla il 2-1. A questo punto ai rosanero non resta altro che provare ad evitare la sconfitta e ci riescono con la complicità di Consigli, che non trattiene su Miccoli e regala il pareggio. La gara si chiude con l’ovazione d’addio della curva a Del Neri.

Sampdoria - Udinese 2-2
I bianconeri si giocano le ultime speranze di agguantare un posto in Europa League, mentre i blucerchiati hanno come unica motivazione quella di salutare il proprio pubblico nel miglior modo possibile. Alla fine ne viene fuori un 2-2 divertente quanto inutile. Al 13′ Campagnaro falcia Quagliarella in area, provocando fallo da rigore. D’Agostino, infallibile in questa stagione dagli 11 metri, trasforma e porta in vantaggio l’Udinese. La Samp all’inizio accusa il colpo, poi reagisce e trova il pari con Cassano. Ancora Fantantonio, poco dopo, si conquista un calcio di rigore e lo trasforma, riscattando così l’errore decisivo in Coppa Italia contro la Lazio. Felipe evita la sconfitta ai suoi e segna il 2-2.

Chievo - Bologna 0-0
Gara che si gioca più attraverso le radioline che in campo. I 22 in campo, infatti, fanno ben poco per conquistare i 3 punti dato che da Torino arrivano notizie rassicuranti per entrambe le formazioni. Lo 0-0, alla fine, accontenta sia il Chievo che il Bologna. La squadra di Di Carlo, infatti, si salva matematicamente portandosi a 4 punti dalla terzultima posizione, occupata dal Torino, mentre alla squadra di Papadopulo, in virtù del vantaggio negli scontri diretti con i granata, basterà nell’ultima giornata fare lo stesso risultato degli avversari.

Catania - Napoli 3-1
Il Napoli aspetta solo che questo campionato da incubo finisca, mentre il Catania vuole raggiungere il record di punti in Serie A, fissato prima di questa gara a quota 42. Ma a fine gara a tenere banco è l’annuncio shock di Zenga che, nonostante abbia ancora un anno di contratto con la società siciliana, ha deciso di dimettersi. Il vantaggio è ad opera della squadra di Donadoni con Bogliacino, seguito poi dal pareggio di Morimoto. Nel secondo tempo, il Catania costruisce il successo passando in vantaggio con un rigore di Mascara e chiudendo definitivamente i giochi con un gol stupendo di Falconieri.

Calcio, Probabili formazioni, Serie A

L’Ultima di Maldini per la Champions, la Prima di Ferrara da tecnico

ferrara

Esordio per Ferrara
copyright flickr.com

ROMA - La 37esima giornata di Serie A, penultima di campionato, verrà ricordata per due aspetti più umani che tecnici in primis. Il primo riguarda l’ultima partita di Paolo Maldini a San Siro , visto l’annunciato ritiro a fine Serie A, che rappresenta la sua 901esima presenza nella massima serie . C’è da dire che il match per il capitano rossonero e compagni sarà tutt’altro che agevole. C’è una Roma, infatti, vogliosa di riscatto e non ancora sicura del posto in Uefa, conteso con il Palermo, di conseguenza sarà una partita dalle forti emozioni quella di San Siro. L’altro aspetto che trascende il tecnico è la prima sulla panchina della Juventus di Ciro Ferrara da tecnico. Il compito dell’ex calciatore di Napoli e Juve è tutt’altro che facile: risvegliare una Juve che sembra aver finito la benzina fisica e mentale. La partita con il Siena sarà un test importante e chiarificatore in questo senso. Per il resto la giornata propone Lecce-Fiorentina, scontro importante per due obiettivi molto diversi, Atalanta-Palermo, importante soprattutto per i rosanero in chiave Uefa, Cagliari-Inter, Catania-Napoli, Chievo-Bologna, scontro tutto in chiave salvezza, Sampdoria-Udinese, Torino-Genoa.

Atalanta: Per l’ultimo impegno stagionale davanti ai propri tifosi, Del Neri dovrà fare a meno, probabilmente, del terzino destro Garics oltre che del bomber Floccari. Per cui dovrebbe venir dirottato a destra Bellini con l’inserimento di Peluso, tra i titolari, sulla fascia sinistra. La formazione dovrebbe quindi essere impostata su un 4-4-2 con : Consigli-Bellini-Capelli-Manfredini T.-Peluso-Defendi-Cigarini-Guarente-Padoin-Doni-Plasmati

Palermo: Ballardini arriva alla partita contro l’Atalanta non nel migliore dei modi. Il tecnco rosanero dovrà fare a meno dello squalificato Kjaer e degli infortunati Liverani e Cavani, giocatori piuttosto importanti nello scacchiere palermitano. La formazione dovrebbe quindi prevedere un 4-3-1-2 con: Amelia-Cassani-Migliaccio-Bovo-Balzaretti-Guana-Nocerino-Bresciano-Simplicio-Succi-Miccoli.

Cagliari: Allegri, per la partita, contro l’Inter dovrà fare a meno di Matri per un infortunio alla caviglia. Per il resto la formazione dovrebbe essere la solita con un 4-3-1-2: Marchetti-Pisano-Lopez-Canini-Agostini-Fini-Conti-Parola-Cossu-Acquafresca-Jeda

Inter:I neo campioni d’Italia vanno al Sant’Elia in formato inedito. Mourinho , a quanto pare, vuole dare spazio anche alle seconde linee per rendere loro omaggio della vittoria di questo campionato. La formazione dovrebbe essere con un 4-3-3 : Toldo-Santon-Burdisso-Materazzi-Chivu-Zanetti-Cambiasso-Vieira-Obinna-Ibrahimovic-Mancini

Catania: Al Cibali , Zenga tenta di chiudere la stagione al meglio possibile tentando di ritornare alla vittoria dopo 6 partite. Lo schieramento catanese dovrebbe prevedere un 3-4-1-2: Marchetti-Pisano-Lopez-Canini-Agostini-Fini-Conti-Parola-Cossu-Acquafresca-Jeda

Napoli: Cannavaro e Hamsik non sono partiti per la trasferta di Catania. Il capitano si è arreso ad uno stiramento mentre lo slovacco ha la tendinite. Al loro posto Aronica e Datolo. Sono partiti invece Lavezzi e Gargano: il Pocho giocherà dal primo minuto, mentre l’uruguaiano andrà in panchina. Donadoni ,quindi, dovrebbe schierarsi in un 3-5-2 : Navarro-Santacroce-Contini-Aronica-Mannini-Pazienza-Bogliacino-Datolo-Vitale-Denis-Lavezzi.

Chievo: Di Carlo è alla ricerca dei 3 punti salvezza che possono portare a termine un cammino fantastico e quasi miracoloso. La formazione dovrebbe essere la stessa di queste ultime apparizioni: Sorrentino-Frey-Morero-Yepes-Mantovani-Luciano-Rigoni-Marcolini-Pinzi-Pellissier-Bogdani

Bologna: Papadopulo per l’ultima spiaggia dovrebbe puntare su un 3-5-1-1 con unico riferimento avanzato Di Vaio e ed Adailton alle sue spalle: Antonioli-Moras-Castellini-Terzi-Zenoni-Mingazzini-Mutarelli-Amoroso-Valiani-Adailton-Di Vaio

Sampdoria: Una Sampdoria che ormai non ha più niente da chiedere a questo campionato cerca di far godere a tutti una giornata di campionato. Questa dovrebbe essere la volta di Fiorillo , giovane portiere della primavera, mentre in avanti torna la coppia del goal Pazzini-Cassano. A sostituire l’infortunato Accardi ci sarà Raggi. Questa è la formazione blucerchiata:  Fiorillo- Campagnaro-Gastaldello-Raggi-Padalino-Dessena-Palombo-Franceschini-Pieri-Pazzini-Cassano

Udinese: Marino recupera, per il confronto con la Sampdoria, Alexis Sanchez e quindi il tridente tipo con Floro Flores e Quagliarela. Per il resto la formazione dovrebbe prevedere un 4-3-3 con: Handanovic-Isla-Zapata-Felipe-Pasquale-Inler-D’Agostino-Asamoah-Sanchez-Quagliarella-Floro Flores

Torino: Tocca ad Angelo Ogbonna sostituire Natali in mezzo alla difesa granata. L’italo-nigeriano vince infatti la concorrenza di Pratali e giocherà con Ivan Franceschini e Pisano ai lati. In avanti il Toro si affida alla coppia Bianchi-Stellone; alle loro spalle Rosina. La formazione granata dovrebe essere: Sereni-Franceschini-Ogbonna-Pisano-Colombo-Dzemaili-Barone-Rubin-Rosina-Stellone-Bianchi.

Genoa: Gasperini per la partita con il Tori recupera molti dei suoi fedelisimi. In difesa torna Bocchetti, a centrocampo Criscito, in attacco ancora tridente con Jankovic, Sculli e Milito, a caccia del record assoluto di segnature per un giocatore del Genoa in campionati a girone unico. La formazione dovrebbe essere: Rubinho-Papastathopulos-Ferrari-Bocchetti-Rossi-Thiago Motta-Juric-Criscito-Sculli-Milito-Jankovic.

Lecce: Tra squalifiche ed infortuni, De Canio deve rinunciare a sette elementi. Probabile la conferma del 4-4-2, in avanti spazio alla coppia Tiribocchi-Castillo. A centrocampo ballottaggio Edinho - Vives per un posto accanto a Zanchetta. La formazione leccese è: Benussi-Ingrosso-Fabiano-Esposito-Giuliatto-Zanchetta-Giacomazzi-Edinho-Caserta-Castillo-Tiribocchi

Fiorentina: Un paio di dubbi per Cesare Prandelli. Uno è legato all’utilizzo di Montolivo. L’allenatore viola deciderà solo all’ultimo momento: il centrocampista si era fermato per una botta ricevuta due giorni fa in amichevole. Prevale l’ottimismo, ma il tecnico ha già pronto anche l’eventuale sostituto: Donadel. Recupera Felipe Melo, che parte dall’inizio. Ok anche Dainelli, in ballottaggio con Kroldrup: il danese è in leggero vantaggio. La formazione viola dovrebbe essere: Frey-Comotto-Kroldrup-Gamberini-Pasqual-Montolivo-Felipe Melo-Semioli-Jovetic-Vargas-Gilardino

Siena: Giampaolo potrebbe confermare lo schema 4-1-4-1 utilizzato nelle ultime due giornate di campionato. La formazione senese dovrebbe essere: Curci-Ficagna-Portanova-Brandao-Del Grosso-Coppola-Maccarone-Vergassola-Galloppa-Jarolim-Calaiò.

Juventus: Del Piero e De Ceglie sono entrambi convocati, il capitano dovrebbe partire dalla panchina mentre il terzino giocherà titolare. Ferrara ha chiamato anche Salihamidzic, alla sua prima convocazione dopo l’infortunio. Assenti gli infortunati Sissoko, Molinaro, Knezevic, Grygera e Ekdal. La formazione di Ferrara dovrebbe essere: Buffon-Zebina-Legrottaglie-Chiellini-De Ceglie-Camoranesi-Zanetti-Thiago-Nedved-Iaquinta-Trezeguet.

Milan: Nell’ultima partita di Paolo Maldini a San Siro, Carlo Ancelotti dovrebbe puntare sul 4-3-1-2 con : Dida-Flamini-Favalli-Maldini-Zambrotta-Beckham-Pirlo-Ambrosini-Kakà-Inzaghi-Pato

Roma: Per la partita  contro il Milan, Spalletti recupera Juan ma non può contare sull’esperienza di Panucci. Con Perrotta e Baptista out la formazione dovrebbe essere: Arthur-Motta-Mexes-Juan-Riise-Taddei-Brighi-Cassetti-Pizarro-Totti-Vucinic.

Lazio, Reggina, Serie A

La Lazio condanna la Reggina alla B

orlandi

La Reggina di Orlandi scivola in B
copyright flickr.com

ROMA - Nell’anticipo della 37° giornata di Serie A, si mescolano le due facce della stessa medaglia. Da un lato una Lazio che vince, convince e festeggia con i propri tifosi la conquista della Coppa Italia, dall’altra una Reggina alla quale non riesce l’ennesima impresa e che retrocede matematicamente in B. La gara è stata anticipata ad oggi su richiesta della Uefa, che voleva l’Olimpico libero una settimana prima della data della finale. La Lazio, infatti, teneva a salutare i propri tifosi con il trofeo recentemente conquistato e non aveva accettato l’ipotesi di giocare in campo neutro. Per i biancocelesti, questa gara potrebbe aver segnato l’addio non solo del tecnico Delio Rossi ma anche di uno dei suoi calciatori di maggior qualità, Goran Pandev.

LE SCELTE DEI TECNICI - Rossi propone un 4-4-2, dove Zarate e Pandev sono i terminali offensivi, la coppia difensiva è composta da Rozenhal e Diakhite e quella mediana da Ledesma e Dabo. Orlandi opta invece per una formazione piuttosto leggera, con Corradi e Ceravolo in panchina e con Cozza e Brienza in campo. Scelta insolita, quella di privarsi di centravanti, per una squadra che deve necessariamente vincere.
Di fatto, gli amaranto si rendono pericolosi solamente in avvio di gara, quando la Lazio deve ancora prendere le misure dei due attaccanti avversari, che non offrono punti di riferimento alla difesa. Al 26′, 3 minuti dopo una clamorosa occasione per gli ospiti con Carmona, la Lazio passa in vantaggio con il 13° centro in camponato per Mauro Zarate.
Al 36′ grande occasione per il pareggio: Brienza, solo davanti a Carrizo, eccede nel dribbling, si allunga troppo il pallone e non riesce a calciare.

RIPRESA - Nella prima metà della ripresa, a farla da padrone sono le sostituzioni. Orlandi inserisce Corradi e Ceravolo per dare più peso all’attacco e Adejo per avere più spinta sulla fascia destra. Rossi invece dà spazio ai suoi giovani inserendo Mendicino al posto di Foggia e Kozak per Zarate. Nonostante le forze fresche, la Reggina non ci crede più. Sa che non le basterebbero i 3 punti ma che dovrebbe anche sperare in un ko del Torino contro il Genoa. I padroni di casa prendono in mano il gioco senza tuttavia infierire troppo. Pandev si fa ammonire in maniera ingenua per un battibecco con Cirillo e il giallo gli costa l’ultima partita contro la Juventus, sua possibile prossima squadra. Succede poco altro e la partita si trascina fino al 90′, decretando ufficialmente la prima squadra retrocessa del campionato 2008/2009.

Inter, Serie A

InterShow a San Siro, ko anche per il Siena

ibra-balotelli

Ibra e Balotelli completano la festa nerazzurra
copyright flickr.com

MILANO - Nel posticipo serale della 36esima giornata di Serie A i neocampioni d’Italia dell’Inter festeggiano nel migliore dei modi il 17esimo scudetto battendo per 3-0 il Siena e portando il vantaggio sui cugini del Milan a + 10. Partita in cui il Siena non ha demeritato visti i due legni colpiti ma in cui l’Inter, nonostante i festeggiamenti del giorno precedente, è apparsa superiore e vogliosa di ben figurare davanti al proprio pubblico. Gli autori delle segnature sono stati Cambiasso al 44′ del primo tempo, Balotelli e Ibrahimovic al 7′ e al 31′ della ripresa.

Siena volitivo: L’inizio di partita è a favore della squadra ospite. Gli uomini di Giampaolo ,infatti, non ci stanno a fare da spettatori non paganti alla festa neroazzurra e grazie ad un bel movimento delle punte Calaiò-Ghezzal supportate da Kharja mettono un pò in imbarazzo la retroguardia interista. Calaiò in particolare al sesto minuto ha una grossa chance ma Julio Cesar risponde presente alla chiamata come spesso fatto in questo campionato.

Sveglia dal torpore: Con il passare dei minuti, però, l’Inter comincia a guadagnare campo e la supremazia a centrocampo e soprattutto Stankovic comincia a farsi vedere maggiormente a supporto delle due punte Balotelli e Ibrahimovic. Lo svedese , in particolare, crea due situazioni pericolose sulla fascia sinistra che però vengono ben controllate dall’estremo difensore Curci. All 44′ però su una respinta del portiere senese, Stankovic spara deciso verso la porta, Curci respinge come può e Cambiasso è lestissimo a calciare a rete e a portare in vantaggio i neocampioni di Italia. Il primo tempo si chiude 1-o.

Inter party: Nella ripresa l’Inter gioca sul velluto e da un ‘invenzione di Figo si origina il secondo goal dell’Inter di Balotelli che , scattato sul filo del fuorigioco, salta Curci e raddoppia per i neroazzurri al 7′ della ripresa. Lo svolgersi dell’azione però innervosisce un pò Ibrahimovic il quale, senza nasconderlo, manifesta un pò di insofferenza nei confronti del compagno di squadra oltre che stanchezza nello stare in campo. Il Siena nel frattempo, per un calo di tensione dell’Inter, coglie 2 pali con Calaiò e Coppola e questo fa intentedere che niente e nessuno può rovinare la festa per gli interisti. Mourinho , nonostante Ibra voglia uscire, lo tiene in campo e , come se fosse segno del destino, viene ripagato dal goal dello svedese al 31′ della ripresa che mette la ciliegina sulla torta per la partita e per il party neroazzurro. La partita praticamente termina qui con San Siro in festa e con l’Inter che, davanti al suo pubblico, si fregia del titolo numero 17.

Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet