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Calcio, Inter, Juventus, Serie A

Serie A: verso la undicesima di campionato

La decima di campionato ci ha regalato spettacolo e tanti goal. Protagoniste assolute le due favorite per lo scudetto: Juventus e Inter.
I bianconeri hanno spazzato via la Samp (5-1) infrangfendo i sogni di primato dei blucerchiati, regalando al tecnico e ai tifosi una prova di alta fattura.
L’Inter, nel posticipo serale di ieri sera contro il Palermo, è stata protagonista di un thriller calcistico: chiude la prima fase di gioco in vantaggio per 4-0 per poi svanire ad inizio ripresa subendo 3 goal nei primi venti minuti.
Ci vuole la spinta di un Maicon devastante, con la complicità del rientrante Milito, a mettere definitamente k.o. i rosanero: l’argentino sigla il 5-3 definitivo per i nerazzuri.

Ora, cosa aspettarsi da questo week-end calcistico?

Sicuramente una Juve agguerrita, volenterosa di continuare a inseguire l’Inter da vicino. Contro il Napoli, i ragazzi di Ferrara dovranno confermare l’ottima prestazione di mercoledì cercando di acciuffare la quarta vittoria consecutiva. Non sarà cosa facile, considerando i buoni progressi fatti dai partenopei nelle ultime due gare.

La capolista Inter se la giocherà in quel di Livorno, piazza sicuramente ostica di questi tempi. Cosmi ha portato nuovo vigore all’ambiente e i ragazzi, guidati dal faro ispiratore  Candreva, daranno sicuramente del filo da torcere ai milanesi.

Juve e Inter dunque. Saranno loro le uniche due squadre a contendersi il tricolore? Anche se i punti restano 4, tra nerazzurri  e bianconeri, il turno infrasettimanale sembra comunque aver portato chiarezza in un campionato dalle gerarchie ancora da definire. Ecco allora il copione che ci si aspettava: Juve e Inter a duellare fino al 5 dicembre, giorno dello scontro diretto. Nel frattempo, godiamoci i goal e lo spettacolo del campionato più bello (e pazzo) del mondo!juve1

Calcio, Juventus, Serie A

Juve: è calcio “champagne”

E’ una Juve stellare quella che ieri sera, nel turno infrasettimanale, ha annichilito l’ottima Samp d’inizio stagione.
Al triplice fischio, il tabellone dell’Olimpico indica un altisonante 5-1 per i bianconeri.

Ciò che emerso dalla gara è una Vecchia Signora ritrovata, dalla grande personalità e capace di esprimere, finalmente, un bel calcio.
Nel riproporre il 4-2-3-1 schierato in Champions la scorsa settimana, Ferrara non può far altro che ammirare la prova dei suoi: Diego, Giovinco e Camoranesi (schierati sulla linea della trequarti) illuminano il gioco; Amauri segna due reti e sembra essersi definitivamente sbloccato. Melo e Sissoko sono una diga impenetrabile mentre la premiata ditta Cannavaro-Chiellini ha annullato i temutissimi Cassano e Pazzini.
Singoli a parte, a dover rendere felice il popolo bianconero dev’essere la prova corale espressa da questa Juve: una Juve che non ha mai permesso ai doriani di giocare. Una Juve che si è mostrata sempre veloce nella manovra, precisa nei passaggi e nelle ripartenze. Una Juve ordinata dietro e spietata in zona goal.
Ma al di là del modulo, come Amauri ha ben evidenziato nelle interviste post-gara, è la mentalita che conta: “Serve la voglia giusta in campo, bisogna essere pronti a sacrificarsi. Ripeto, ora dobbiamo trovare la continuità, abbiamo fatto tre vittorie di fila e dobbiamo andare avanti così”.

Nel prossimo turno, i bianconeri se la vedranno con il Napoli (sabato 31 ore 18;00).
Ci sarà da aspettarsi la squadra lenta e impacciata di Siena o quella brillante e dirompente di ieri?
Questo non è ancora dato a sapersi, ma al momento sembra che Ferrara abbia lanciato un messaggio chiaro a Mourinho & Co.: “L’anti-Inter siamo noi!”
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Calcio, Calcio Internazionale, Champions League, Juventus, Serie A

Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Serie A

Serie A 2009/2010 - quinta e sesta giornata

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Turni ravvicinati per il massimo campionato italiano, primi segni di stanchezza delle grandi.

Nell’infrasettimanale si fermano le capoliste Sampdoria e Juventus. Ii bianconeri si salvano con Trezeguet per un pareggio che sta stretto in casa del Genoa, per i blucerchiati una sconfitta senza appello  contro una ritrovata Fiorentina, capace di resistere alle iniziative blucerchiate per poi colpire senza pietà con Jovetic e Gilardino.

In tutto ciò si reinserisce l’Inter, che schiaccia il Napoli con due gol della sempre più letale coppia Milito - Eto’o nei primi cinque minuti, e un sorprendente Parma, capace di espugnare l’Olimpico targato Lazio, grazie anche ad un gol del ritrovato Bojinov.

Continua la lenta ripresa della Roma che porta a casa un buon pareggio da Palermo grazie a un rigore di Totti allo scadere, così come non accenna a fermarsi la crisi del Milan, sconfitto di misura a Udine per mano del solito Di Natale.

Nelle retrovie si ritrova il Bologna che sconfigge il Livorno mentre cade in casa il Bari al cospetto di un Cagliari davvero efficace. Pareggio a reti bianche per l’Atalanta del neoallenatore Conte contro il Catania, così come fra Siena e Chievo.

Risultati

Palermo-Roma 3-3;  Lazio-Parma 1-2; Bologna-Livorno 2-0; Siena-Chievo 0-0; Udinese-Milan 1-0;  Inter-Napoli 3-1; Fiorentina-Sampdoria 2-0; Atalanta-Catania 0-0; Bari-Cagliari 0-1; Genoa-Juventus 2-2

Il weekend si apre invece con la strepitosa vittoria della Sampdoria ai danni dell’Inter in una partita emozionante e in bilico dal primo all’ultimo minuto. A decidere la gara uno dei pochi errori della retroguardia nerazzurra punita dalla combinazione nello stretto firmata Palombo, Mannini e Pazzini. La notizia sta più che altro nel fatto che non ci sia di mezzo Cassano. Il fenomeno blucerchiato in realtà ha dato il suo disciplinato contributo nello stoppare sul nascere ogni velleità offensiva di Maicon, oltre a qualche bella giocata. Alla fine dei conti l’Inter ha pagato oltremisura la poca grinta, di fronte all’aggressività della squadra di Del Neri, protagonista di una serata eccezionale.

Complice il pareggio interno della Juventus con il Bologna, i blucerchiati sono in testa alla classifica da soli dopo quasi diciannove anni. La condizione fisica sarà l’incognita del loro campionato. Alle loro spalle continua il periodo no dei cugini del Genoa sconfitti a Udine. Si ferma anche il Parma fermato in casa da un Cagliari alla seconda vittoria esterna consecutiva.

Continua il buon momento della Fiorentina che vince a Livorno, mentre risorge finalmente il Napoli vittorioso al San Paolo contro il Siena. Pareggi per le altre, da sottolineare quello interno del Milan, messo sotto per larghi tratti del match da un Bari sempre più sorprendente, capace di uscire indenne con merito da San Siro due volte in questo inizio di campionato.

Risultati

Sampdoria-Inter 1-0; Livorno-Fiorentina 0-1; Udinese-Genoa 2-0; Juventus-Bologna 1-1; Catania-Roma 1-1; Parma-Cagliari 0-2; Chievo-Atalanta 1-1; Lazio-Palermo 1-1; Napoli-Siena 2-1; Milan-Bari 0-0.

Classifica

Sampdoria 15; Juventus 14; Fiorentina, Inter 13; Udinese 11; Genoa, Parma 10; Chievo, Lazio, Milan, Roma 8; Bari, Cagliari, Napoli 7; Bologna, Palermo 6; Siena 4; Catania 3; Atalanta, Livorno 2.

Calcio, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - quarta giornata

Rimangono due le squadre a punteggio pieno con dodici punti in quattro partite, JuventusSampdoria. Cade il Genoa, probabilmente a causa delle fatiche di coppa.  l’Inter tiene il passo con autorità grazie a Milito mentre risorge la Roma con un Totti sontuoso. In coda il Bari demolisce l’Atalanta che esonera Gregucci per chiamare Antonio Conte.

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Sampdoria-Siena 4-1

Per la Sampdoria di Del Neri è record assoluto. Mai infatti i blucerchiati avevano vinto le prime quattro gare di campionato e Cassano e compagni non si sono fatti sfuggire l’occasione per continuare a sognare. Nei primi venti minuti però se la cava meglio il Siena che crea un gran volume di gioco e qualche buona occasione. Tutto ciò fino al lampo di Cassano che al ventiduesimo impegna severamente Curci. Un minuto dopo è Palombo a portare in vantaggio i suoi con una bella incursione centrale. Sebbene i bianconeri di Giampaolo continuino a giocare bene e a mettere in difficoltà i doriani, è ancora il numero novantanove a illuminare Marassi servendo una palla deliziosa a Mannini (ancora un gol per lui) per il raddoppio al trentunesimo. La ripresa si apre con il gol di Padalino, subentrato all’nifortunato Semioli (un mese di stop), lesto a ribadire in rete una corta respinta di Curci su tiro ancorauna volta di Cassano.  Il Siena prova a riaprire la partita ma riesce solo a segnare il gol della bandiera con Fini al sessantottesimo, prima del definitivo quattro a uno ancora di Padalino, ancora su una corta respinta del portiere senese. La Samp si conferma squadra capace di soffrire, anche in casa e con un potenziale offensivo di assoluto valore, in grado di creare occasioni eccellenti in qualunque momento. Già mercoledì a Firenze i blucerchiati sono attesi dal classico esame di maturità.

Roma-Fiorentina 3-1

Se la Samp va a Firenze per confermarsi, i viola hanno bisogno di ossigeno per risollevarsi dopo due sconfitte pesanti con LioneRoma. Eppure fino al rigore causato da un mani di Gamberini al ventisettesimo, la Fiorentina ha giocato bene tenendo testa ad una Roma molto determinata e compatta, come auspicato da Ranieri in settimana. Dopo aver trasformato con freddezza il rigore Totti diventa protagonista cinque minuti dopo ribadendo in rete con un gran destro una maldestra respinta della difesa viola. Passa qualche altro minuto e il capitano giallorosso chiude il match con un preciso assist per la testa di De Rossi abile ad insaccare in corsa. All’intervallo è tre a zero Roma. Nella ripresa la Fiorentina cerca di rifarsi sotto ma riesce ad accorciare solo nel finale con Gilardino grazie ad un erroe di Perrotta. La Roma riparte e lo fa alla grande anche se,come dichiarato da De Rossi a fine gara, solo con la continuità si raccolgono risultati. La curva sud spera che questo non sia un singolo exploit, dopotutto il campionato è appena iniziato.

Risultati

Napoli-Udinese 0-0; Juventus-Livorno 2-0; Catania-Lazio 1-1; Milan-Bologna 1-0;  Cagliari-Inter 1-2; Parma-Palermo 1-0;  Bari-Atalanta 4-1;  Chievo-Genoa 3-1.

Classifica

Juventus, Sampdoria 12; Inter 10; Genoa 9; Fiorentina, Lazio, Milan, Parma 7; Bari, Chievo, Roma 6; Udinese 5; Napoli, Palermo 4; Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari, Catania 1; Atalanta 0.

Atalanta, Calcio, Genoa, Napoli, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - terza giornata

Lanterna

Non c’è dubbio che la notizia della settimana sia la Genova calcistica in testa alla classifica di serie A. Genoa e Sampdoria inanellano la terza vittoria su tre incontri e in coabitazione con la Juventus guardano tutte le altre dall’alto. Si tratta probabilmente di una situazione provvisoria, di certo tappa importante della rivalutazione delle due squadre, iniziata ormai qualche anno fa. Non ha molto senso andare a commentare la classifica delle altre, in quanto i distacchi sono esigui e le giornate giocate troppo poche. Per ora i tifosi genovesi se la godono e hanno tutte le ragioni per farlo.

Genoa-Napoli 4-1

Il Genoa vince e convince contro un Napoli ancora una volta poco attento a cogliere le occasioni. Da subito la partita è bella e ricca di occasioni. Nemmeno l’espulsione di Criscito (apparsa esagerata visti i numerosi vaff… scanditi un po’ dappertutto sui campi. Un po’ di uniformità di giudizio sarebbe necessaria) rallenta i ritmi.  Il Napoli sfrutta la  superiorità e passa per primo con un bel gol di Hamšik servito magistralmente da Quagliarella nello stretto. I rossoblù non si scompongono e prima del riposo pareggiano con un rigore concesso per un fallo (dubbio) di Campagnaro su Sculli. L’ex sampdoriano nell’occasione viene espulso e l’esordiente  Floccari pareggia mandando in delirio Marassi.

La ripresa è un monologo dei ragazzi di Gasperini, troppo affamati per concedere al Napoli qualunque possibilità. Al cinquantacinquesimo Amelia pesca sulla sinistra Mesto che stoppa, rientra verso il centro e segna con un siluro dalla distanza. Gli azzurri a questo punto si sbilanciano alla ricerca del pareggio, costruendo un paio di buone occasioni, ma è ancora il Genoa a colpire in contropiede, prima con Crespo, servito da Palacio al settantacinquesimo, e poi con un altro rigore, questa volta messo a segno da Kharja allo scadere.

I rossoblù continuano con il ritmo casalingo della scorsa stagione, e cominciano a sognare. Il Napoli invece conferma i suoi limiti in trasferta con due sconfitte su due partite giocate e sette gol subiti.

Atalanta-Sampdoria 0-1

Continua anche la marcia della Samp di Del Neri, solida, bella  e fortunata.

Solida perché in grado di costruire comunque qualche buona occasione in un primo tempo controllato dall”Atalanta, che sfiora il gol con Padoin e Ceravolo,  e perché capace di giocare bene anche in dieci dopo l’espulsione di Tissone a inizio ripresa.

Bella per il bel gioco, che si trasforma in oro al diciottesimo della ripresa, quando Cassano semina mezza difesa orobica e serve a Mannini, secondo gol consecutivo per l’esterno ex Napoli, la palla d’oro per l ‘uno a zero.  Bella anche nella forma degli interventi di Castellazzi, vera saracinesca nel secondo tempo.

Fortunata perché in grado di sopravvivere indenne all’arrembante reazione dell’Atalanta che prima spreca con Doni, e poi colpisce due pali clamorosi con Valdes e Tiribocchi a tempo scaduto. La fortuna aiuta gli audaci, si dice. Per ora la Sampdoria incarna perfettamente il detto e vince. L’Atalanta invece avrebbe bisogno di un buon risultato per scacciare i fantasmi dell’ultimo, immeritatissimo, posto in classifica. Per ora il debito con la fortuna della Dea cresce.

Risultati

Livorno-MIlano 0-0; Lazio-Juventus 0-2; Atalanta-Sampdoria 0-1; Palermo-Bari 1-1; Siena-Roma 1-2; Fiorentina-Cagliari 1-0; Inter-Parma 2-0; Bologna-Chievo 0-2; Udinese-Catania 4-2; Genoa-Napoli 4-1

Classifica

Genoa, Juventus, Sampdoria 9; Fiorentina, Inter 7; Lazio 6; Milan, Palermo, Parma, Udinese 4; Bari, Chievo, Napoli, Roma, Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari 1; Atalanta, Catania 0

Calcio, Calcio Catania, Genoa, Napoli, Palermo, Roma, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - prima giornata

Ricomincia il campionato, le gambe sono ancora molli e le grandi favorite faticano. Juventus e Milan conquistano i primi tre punti non senza qualche apprensione mentre l’Inter continua a non vincere, pur giocando un buon calcio. Interessanti e spettacolari le vittorie di Genoa, Palermo e Sampdoria, candidate alla “zona Europa League”, e forse a qualcosa di più.

Genoa-Roma 3-2

I rossoblù di Gasperini sembrano non essere andati mai in vacanza. Cambiati gli interpreti, la musica è rimasta la stessa: spettacolo e tanta grinta per un 3-2 che ricorda una delle vittorie più spettacolari del grifone nello scorso campionato, sempre in rimonta, contro la Juventus di Ranieri. Allora decisivo fu Thiago Motta con una doppietta, ora invece lo sono stati il lavoro collettivo e la sagacia del mister ex Crotone che, dopo un primo tempo bloccato, azzecca all’intervallo i cambi perfetti.

È infatti il nuovo entrato Criscito, in forma nazionale, a siglare il gol del vantaggio dopo quattro minuti con un potente destro da appena dentro l’area. Nonostante la buona vena di Palacio e Crespo che confermano le buone cose viste nel precampionato, la Roma riesce a ribaltare il risultato fra il decimo e il ventesimo grazie all’opportunismo di Taddei e Totti. Il primo ribadisce in rete una corta respinta di Amelia mentre il capitano giallorosso devia una conclusione da fuori di Guberti spiazzando il portiere rossoblù.
Ma il Genoa è arrembante ed è uno dei più promettenti nuovi arrivati a siglare il pareggio. Lo spagnolo Zapater, descritto da Preziosi come la futura rivelazione del campionato, disegna una punizione di quelle che fanno innamorare i tifosi. Potenza e precisione per un battesimo eccezionale a Marassi. A otto dalla fine Biava in mischia dopo uno schema su calcio piazzato completa l’impresa rossoblù.

Il Genoa vince meritatamente e riesce a confermarsi una realtà importante del campionato. La prova decisiva saranno gli impegni ravvicinati, quando l’Europa League entrerà nel vivo. A quel punto sarà più chiaro dove potrà arrivare la banda di Gasperini.
La Roma può rammaricarsi per le occasioni sprecate da un Totti stranamente impreciso sotto porta, e per qualche decisione arbitrale dubbia, fra cui il fallo da ultimo uomo di Biava su Menez, sanzionato da Morganti con un semplice cartellino giallo. Poche attenuanti comunque per una squadra disattenta e per un allenatore che pare aver perso un po’ di entusiasmo.

Palermo-Napoli 2-1

Zenga punta allo scudetto e i primi tre punti sono conquistati. La tattica dialettica del neo allenatore rosanero, unita a quella sul campo, si rivela vincente contro un Napoli poco fortunato.

Il primo tempo infatti è tutto degli azzurri. Tre pali, due di Maggio e uno di Campagnaro, un gol annullato ad Hamšik per fuorigioco. Come spesso accade però, alla prima occasione il Palermo passa. Lo stesso Maggio, poco prima dell’intervallo, sceglie di proteggere un pallone all’interno dell’area piccola, e viene bruciato da Cavani che segna il gol del vantaggio.

Il gol del pareggio arriva con un gran tiro da fuori di Hamšik al ventottesimo della ripresa, premiando gli ospiti con il meritato pareggio. Un minuto dopo però è un altro errore a condannare gli azzurri. Il neo entrato Zuniga sgambetta Cavani commettendo il più classico dei falli da rigore. È Miccoli a trasformare il tiro dal dischetto regalando i primi tre punti al Palermo.

La squadra rosanero vince grazie alla grande abilità di sfruttare le poche occasioni a disposizione ma non è protagonista di una grande prestazione. Una vittoria dunque ancora più importante, contro una rivale diretta per le coppe. Per ora basta questo, insieme all’entusiasmo di squadra e dell’allenatore. È indubbio infatti che le dichiarazioni di Zenga facciano bene all’ambiente. Bisognerà valutare se saranno anche efficaci con Zamparini, permettendogli di rimanere in carica anche quando arriveranno le prime difficoltà.
Il Napoli rimane invece al palo, troppo sfortunato ma altrettanto colpevolmente distratto in fase difensiva. Il tempo per rimediare agli errori e per riscuotere il credito con la dea bendata c’è tutto.

Catania-Sampdoria 1-2

La Sampdoria riparte da molti volti nuovi, compresa la guida tecnica e lo fa nel migliore dei modi, espugnando Catania dopo ventinove anni.

È un primo tempo da urlo quello di Cassano e compagni che non permettono al Catania di imporre il suo agressivo 4-3-3  e anzi lo costringono sulla difensiva. Bene i nuovi Tissone e Semioli, rapidi e con le idee chiare. Ma è Fantantonio Cassano a salire in cattedra, prima piazzando l’assist per il gemello Pazzini al nono, poi sfoggiando il consueto repertorio di dribbling e giocate sopraffine.
La netta prevalenza blucerchiata è interrotta da una bella verticalizzazione dell’ex Del Vecchio per Mascara su cui Castellazzi si supera, e dal pareggio di Morimoto, freddo ad insaccare dopo un rimpallo fortunato al trentottesimo.

La ripresa è meno spettacolare del primo tempo e affiora molta stanchezza. A decidere la gara sono due episodi, l’espulsione di Augustyn per doppia ammonizione e il gol partita di Gastaldello, bravo e coraggioso a realizzare su corner di Ziegler, procurandosi la frattura delle ossa nasali.

Parte bene il Doria e parte bene Cassano. La stagione è lunga e Lippi potrebbe anche convincersi a chiamarlo finalmente in azzurro, magari insieme a Pazzini. La speranza è che possano avere più fortuna dell’altra e più celebre coppia blucerchiata, quei Vialli e Mancini cui la nazionale ha chiesto sempre troppo poco.
Per il Catania tanto cuore e poca lucidità. Il pareggio sarebbe anche stato meritato ma iniziare con una sconfitta al Massimino, campo praticamente inviolabile nelle ultime stagioni, è un segnale preoccupante.

Calcio mercato, Serie A, Serie B

Palladino, Criscito e Jankovic restano al Genoa. Nuove panchine in B

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Palladino resta a Genova

Roma- Giornata intensa per la definizione delle comproprietà. Domani, infatti, scade il termine entro cui le società possono accordarsi sulle compartecipazione dei giocatori, dopo di che si va alle fatidiche buste. La società più attiva, manco a dirlo, è stata il Genoa. Il Grifone ha infatti messo a segno un triplo colpo: ha rinnovato la comproprietà di Palladino con la Juventus e ha riscattato il difensore dell’Under 21 Criscito dagli stessi bianconeri e Jankovic dal Palermo. Rosanero che, dopo aver acquisito la seconda metà di Succi dal Ravenna, avranno ancora per un anno Lanzafame. Ritorna dalla Samp Raggi, mentre Munari rimane al Lecce. La Samp, a sua volta, trattiene il numero uno Mirante e il centrocampista azzurro Dessena, e riscattano i terzini Regini (Cesena) e Bianco (Empoli). Il giovane Volta, invece, rimane al Parma. Il Cagliari, dopo aver acquistato la metà del cartellino di Marchetti, rinnova con Milan e Atalanta la comproprietà di Astori e Lazzari. Due cessioni e un arrivo in casa Fiorentina in attesa del botto Marchionni: il giovane ghanese Acosty (Reggiana) è il nuovo volto viola, mentre Da Costa e Lepiller vanno ai belgi dell’Eupen, il primo a titolo definitivo, il secondo in prestito. Scatenato Catania. Ufficializzato Bellusci (Ascoli), rientra alla base Catellani (Reggiana) e prende il giovane difensore slovacco Bortel per girarlo in prestito alla Spal. Bel colpo del Parma che preleva dall’Inter il talentuoso attaccante esterno Biabany, quest’anno in prestito in B al Modena.

Market serie B- A proposito di cadetteria, ci sono importanti novità in panchina. Moriero lascia il suo Crotone dopo averlo condotto in B e sostituisce Braglia alla guida del Frosinone. La Triestina, invece, sceglie l’ex Treviso Gotti per il dopo Maran, finito al Vicenza. L’emergente Pane, reduce da un bel campionato di Lega Pro alla guida della Reggiana, è stato scelto dall’Ascoli. Il Padova, confermato Sabatini, ha riscattato l’ottimo Jidayi dal Sassuolo e ha ceduto ben cinque giocatori. Do Prado -7 reti con la maglia della Pro Patria- è il primo botto del neopromosso Cesena.

Serie A

Pagellone del campionato di Serie A

gasperini

Voti altissimi per il Genoa di Gasperini

ROMA - Concluso il Campionato di Serie A 2008/2009, è il momento di tirare le somme e di assegnare i voti alle 20 protagoniste.
Eccole qui, in rigoroso ordine alfabetico:

Atalanta 7: Troppo discontinua per poter ambire ad un posto in Europa, ha condotto comunque un buon campionato soprattutto grazie al fattore casalingo. In casa ha battuto l’Inter campione d’Italia e la Roma e ha perso immeritatamente con Milan e Juve. Bravo Del Neri ha rilanciare il sempiterno Doni e a far esplodere definitivamente Floccari.

Bologna 6: Voto che deriva essenzialmente dal raggiungimento dell’obiettivo finale. Tolto quello, il giudizio complessivo sulla stagione dei felsinei non può che essere negativo. Tre allenatori, gioco inesistente e salvezza conquistata quasi esclusivamente da Di Vaio.

Cagliari 8: Nonostante le 5 sconfitte iniziali e il finale da dimenticare, con i 6 gol incassati dall’Udinese, il campionato del Cagliari resta sopra le aspettative. Nessuno avrebbe mai immaginato dopo le prime giornate di vedere la squadra di Allegri lottare addirittura per un posto in Europa. Ed alla fine è risultata l’unica squadra italiana imbattuta contro l’Inter.

Catania 7: Per una squadra che, negli ultimi anni, si era sempre conquistata la permanenza in A all’ultima giornata, la salvezza conquistata con così largo anticipo suona come uno scudetto. Zenga è stato bravissimo a fissare gli obiettivi e a centrarli. 43 punti è il record assoluto per il Catania in A.

Chievo 7,5: Sembrava già condannato a Natale e invece la favola dei mussi volanti continua. Un grande girone di ritorno, condotto splendidamente da Di Carlo e condito dai gol di Pellissier, ha permesso ai gialloblu di salvarsi con una giornata d’anticipo.

Fiorentina 8: Tutti avrebbero scommesso che sarebbero stati i Viola a lasciare il posto al Milan in Champions League. E invece, nonostante la partenza anticipata per i preliminari di Champions, la squadra di Prandelli si conferma quarta forza del campionato, stavolta a spese della Roma e della sorpresa Genoa.

Genoa 8,5: Una delle più belle realtà del nostro campionato. E’ la squadra che senza dubbio ha espresso il miglior calcio e che ha fatto tremare di più le grandi. Alla fine il sogno Champions sfuma per gli scontri diretti con la Fiorentina, ma ai grifoni sta più che bene un piazzamento Uefa 18 anni dopo il Genoa firmato Bagnoli. Bravissima la società a scovare Milito e Thiago Motta.

Inter 9: Non è facile partire ogni anno da favoriti e rispettare sempre i pronostici. Quest’anno probabilmente ci si aspettava un’Inter meno arrembante visto il cambio tenico. E Invece… Ibrahimovic capocannoniere, miglior difesa, miglior attacco, inserimento in pianta stabile in prima squadra del 18enne Santon, distacco dalle inseguitrici che torna in doppia cifra. Difficile fare meglio.

Juventus 7: Dalla Vecchia Signora ci si aspettava di più, viste le premesse. E’ stata l’anti-Inter per gran parte del campionato eppure rischia quasi di perdere la Champions dopo un finale di campionato da incubo, che costa la panchina a Ranieri. Alla fine arriva seconda grazie agli scontri diretti con il Milan.

Lazio 6,5: Andamento troppo altalenante per una squadra che parte bene e chiude il campionato con un anonimo decimo posto. Alla fine l’Europa arriva lo stesso grazie alla vittoria della Coppa Italia, ma in campionato si poteva e si doveva fare meglio. Zarate è una delle sorprese più belle.

Lecce 4,5: Non è bastata ai giallorossi la grande esperienza di Beretta, al quale non è stato nemmeno concesso di terminare la stagione. Troppi erano i limiti strutturali della rosa, che non sono stati opportunamente colmati nella campagna acquisti estiva.

Milan 6,5: I proclami estivi raccontavano di un Milan che, senza la vetrina Europea della Champions, avrebbe puntato dritto allo scudetto. E invece, di fatto, non è quasi mai stato in corsa se non per un paio di giornate. Ed ha rischiato di vedersi sfuggire anche l’obiettivo della Champions diretta. Decisamente troppo poco.

Napoli 5: Che voto dare ad una squadra il cui campionato è durato tre mesi? Sembrava destinata ad essere la rivelazione del campionato e invece è crollata quasi subito, forse anche per colpa della preparazione anticipata per l’Intertoto. Reja ha pagato per tutti, anche se l’andamento non certo brillante di Donadoni ha dimostrato che i problemi erano altri.

Palermo 6,5: Nonostante l’ottavo posto non sia certo da buttare, nemmeno i rosanero convincono pienamente. Getta via tanti punti contro squadre ampiamente alla sua portata.

Reggina 4,5: Dopo anni di salvezze impensabili e miracolose, quest’anno agli amaranto non riesce l’impresa. Prova a giocarsela finché può, ma paga oltremodo l’assenza di uno che la butti dentro.

Roma 5: Tra le grandi, rappresenta la maggior delusione. Passa da seconda forza del Campionato alla lotta per il traguardo minimo del sesto posto. Finisce il campionato con 62 gol subiti, peggio di lei solo le ultime 4. Serve chiarezza societaria e tecnica.

Sampdoria 6: Termina il campionato nella parte destra della classifica. Troppo poco per una squadra che l’anno prima si era guadagnata un posto in Europa. Rimedia parzialmente alla falsa partenza con l’acquisto del bomber Pazzini, ma non basta ad andare oltre il dodicesimo posto.

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La ‘palma’ del peggior della classe va al Toro di Cairo

Siena 7,5: Splendida realtà di provincia, anche quest’anno riesce a centrare l’obiettivo di una salvezza tranquilla ed ottenuta con ampio anticipo. Perso Beretta, la società punta su Giampaolo, altro bravissimo emergente. E, nonostante l’assenza di grandi nomi e di un centravanti di peso, riesce a costruire una squadra tosta soprattutto in casa.

Torino 4: Che ne è stato del grande cuore Toro? I granata, quest’anno, non hanno di fatto mai lottato. E’ la squadra ad aver perso il maggior numero di partite (20) e l’avvicendamento di tre allenatori non ha potuto colmare le gravi lacune strutturali.

Udinese 7: Se si contassero solo le prime e le ultime giornate, l’Udinese sarebbe prima in classifica. Ottima partenza ed ottimo sprint finale, ma in mezzo un lungo periodo buio. Complimenti alla società, che ha confermato Marino anche nel momento più difficile ed ha saputo ricompattare l’ambiente. Alla fine i bianconeri chiudono con un settimo posto che per poco non vale l’Europa.

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Catania, ecco Atzori. Di Carlo e Conte rinnovano, Zenga per la Lazio?

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Atzori nuovo tecnico del Catania

Roma- Archiviato il campionato, i club di serie A sono in pieno fermento per la scelta del tecnico per la prossima stagione. Dopo il ‘botto’ Leonardo, le conferme degli oggetti del desiderio Prandelli, Allegri e Gasperini e del chiacchieratissimo Mourinho, anche oggi, tra rinnovi, nuove indiscrezioni e annunci ufficiali, è stata una giornata molto ‘calda’.

Ecco Del Neri- E’ il giorno della presentazione per Gigi Del Neri. L’ormai ex tecnico dell’Atalanta (Ballardini, in rotta col Palermo, è il favorito per prendere il suo posto) che ha sostituito Walter Mazzarri, rimasto comunque a libro paga della società blucerchiata, ha firmato un contratto annuale con opzione per il successivo. Al suo fianco tutto il suo staff: il vice Francesco Conti, il preparatore atletico Roberto De Bellis insieme all’allenatore dei portieri Guido Bistazzoni, promosso dal settore giovanile doriano. “La considero un’opportunità importante. Rimango comunque della mia idea: non è un allenatore che crea una società, ma semmai il contrario. Spero di poter mantenere in alto i colori della Samp. La mia Samp sarà un mix di giocatori esperti e giovani. Questa, poi, è una società all’avanguardia nel calcio italiano” le prime parole di un soddisfatto Del Neri. Che poi ha detto la sua sul caso Cassano: “Spero che rimanga, nonostante sia ambito da società importanti“. Prossimo appuntamento col nuovo allenatore a metà luglio a Moena, quando la Samp inizierà la preparazione per la stagione 2009-’10.

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Zenga vicino alla Lazio

Rinnovi- E’ tempo di rinnovi importanti, invece, in casa Chievo e Bari. Il club veronese ha confermato infatti Domenico Di Carlo, l’artefice della prodigiosa salvezza gialloblù, fino a giugno 2010. “Sono molto contento di proseguire questo rapporto -il suo commento- Ringrazio il presidente Campedelli, Giovanni Sartori e tutta la società per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti. Il nostro obiettivo sarà la salvezza, magari con qualche giornata di anticipo“.
Si chiude la mini telenovela a Bari. Antonio Conte, dato a più riprese vicinissimo alla Juventus, guiderà i galletti anche in serie A. Dopo la grande cavalcata di questa stagione culminata con la promozione, la dirigenza pugliese è riuscita quindi a trattenere l’allenatore; una scelta, a quanto sembra, fortissimamente voluta pure dal tecnico stesso: “Io ho scelto ed ho accettato Bari quando la panchina della Juve ancora non è stata data a nessuno quindi… Qui, con questa scelta e con questa firma ho coronato ciò che cercavo. Nel momento in cui mi sono seduto, non ci è voluto molto per trovare l’accordo e prendere questa decisione“. Al contempo si restringe quindi la rosa dei papabili per la panchina bianconera: sfumati Gasperini, blindato dal Genoa, e Conte, rimangono in corsa Ferrara e Spalletti, che a breve incontrerà la società e deciderà quale sarà il suo futuro.

Un Ragno per le Aquile?- Tra rinnovi e arrivi, ecco un addio: Delio Rossi non è più l’allenatore della Lazio. E’ lo stesso trainer a confessarlo in mattinata al sito stadionews.it, salvo poi smentirsi nel pomeriggio. Ma Lotito non fa drammi, poichè il sostituto è già pronto: Walter Zenga, fresco di addio al Catania (che sembra essersi consolato con l’ingaggio dell’emergente mister del Ravenna, nonchè ex difensore del club etneo, Gianluca Aztori), è atteso a breve da un colloquio con  il patron. Oltre alla panchina laziale, juventina e romanista, rimangono ancora in ballo quelle del Bologna -ma domani Papadopulo verrà ufficialmente riconfermato-, del Siena- tutto dipende dalle offerte che riceverà il richiestissimo Giampaolo- e del Palermo, che per sostituire il partente Ballardini si affiderà ad uno tra Rossi, Giampaolo stesso o Iachini. Il toto panchine non è ancora finito, ma nei prossimi giorni tutti i nodi verranno al pettine.

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