Archivio per la categoria 'Roma'

Lazio, Roma, Serie A

Behrami, che regalo all’Inter!La Lazio vendica il 3-2 dell’andata.

La copertina della 29°giornata è dedicata tutta a Valon Behrami. L’esterno svizzero di origini kosovare decide nel bene e nel male il derby romano, agevolando la boccheggiante Inter stoppata a Marassi. Il suo gol al 92′ fa esplodere la Curva Nord di fede biancoceleste, e fa scivolare a -7 dalla vetta la Roma, dopo che i giallorossi avevano intravisto la ghiotta opportunità di portarsi a -4. Il derby della capitale inizia nel ricordo di Gabriele Sandri, tifoso laziale ucciso un anno fa sull’autostrada da una maledetta pallottola. La Lazio, priva di Radu, si affida a sinistra al tandem esplosivo Kolarov-Behrami e al tridente Pandev-Rocchi-Bianchi, mentre Spalletti preferisce Vucinic a Mancini e Aquilani a Pizarro. I biancocelesti partono fortissimo e al 7′ Kolarov colpisce la traversa: Doni è in posizione troppo avanzata sulla punizione del serbo ma rimedia smanacciando la sfera sul legno. Sembra il prologo di un ottimo derby per gli uomini di Delio Rossi, ma la dea bendata guarda altrove. Al 32′, infatti, Vucinic, uno dei migliori in campo, s’incunea tra le maglie biancocelesti, la palla arriva a Behrami che spazza colpendo però il volto di Taddei: gol rocambolesco e Roma in vantaggio. La Lazio non si disunisce e continua a produrre gioco. Una splendida azione in stile rugbistico si conclude con il cross di Kolarov e il pareggio di Pandev: primo gol in un derby per il macedone. La ripresa si apre con una Roma caricata a  mille dalle buone notizie di Marassi, dove l’Inter è stata raggiunta da Borriello nel finale. Nei secondi 45 minuti, quindi, i giallorossi possono ridurre le distanze dai nerazzurri. Perrotta sfiora subito il vantaggio, ma è la Lazio ad operare il sorpasso. Bianchi si procura un rigore dubbio che Rocchi, al primo derby da capitano, trasforma con freddezza. La gioia biancoceleste dura poco. Trascorrono cinque minuti ed un’incursione di Vucinic libera un corridoio per Perrotta: pronto riscatto del centrocampista della Nazionale e situazione di nuovo in parità. A questo punto iniziano le sostituzioni, con le squadre stanche e a corto di fiato; il derbissimo sembra archiviarsi con un bellissimo pareggio. Gli uomini di Delio Rossi, però, non smettono di crederci e Behrami approfitta di una clamorosa dormita della retroguardia giallorossa. La Lazio “vendica” così con lo stesso punteggio la sconfitta dell’andata, con sentiti ringraziamenti da parte interista. La zona Uefa è ancora lontana, ma questo successo dà un senso alla sinora grigia stagione dei biancocelesti. La Roma vede sfumare un’ottima chanche, ma il calendario è favorevole: se gli uomini di Spalletti sapranno reagire prontamente, il discorso scudetto è ancora apertissimo.

Milan, Roma, Serie A

Il Milan domina, la Roma vince.

Nel secondo anticipo della 28esima giornata di campionato, all’Olimpico va in scena il più bel Milan del 2008, ma è la Roma a portare a casa i 3 punti ribaltando il risultato in 5 minuti. Sono i rossoneri a tenere banco sin dal 1′, con la velocità d’impostazione di Seedorf, il migliore in assoluto, e un Kakà in crescita costante. Da loro arrivano le giocate più pericolose, con tocchi di prima che stordiscono i giallorossi, incapaci di creare geometrie a centrocampo, ma bravi sulle fasce in velocità. Se i primi 45′ regalano più tattica che emozioni, la ripresa offre spettacolo. Parte forte il Milan: al 5′ capolavoro di Seedorf che serve Kakà, sul cui tiro al volo Doni compie un miracolo. E all’11′ trova il meritato vantaggio con una bellissima azione sviluppata con soli tre tocchi: Pirlo vede Oddo sulla destra, l’ex laziale salta l’uomo e serve una palla perfetta al numero 22 rossonero che di piatto la mette dove l’estremo brasiliano non può arrivare. La partita potrebbe essere chiusa dai rossoneri poco dopo, ancora dal duo Kakà-Seedorf, quest’ultimo lanciato da Pato: Cicinho è bravo a salvare sulla linea, ma il tocco dell’olandese è troppo lezioso. Sono i cambi a dare la svolta alla gara: esce Seedorf per un problema muscolare, mentre per la Roma entrano Vucinic e Giuly. E’ la mossa vincente di Spalletti. Al 33′, dopo una mischia in area, Perrotta serve Giuly che di destro spiazza Kalac. Il Milan va in palla, la Roma ci crede e dopo 3′ arriva il sorpasso: un errore di Kaladze dà campo libero a Vucinic che dalla destra non sbaglia. Finisce 2-1, dopo 10 turni cade l’imbattibilità rossonera, mentre per gli uomini di Spalletti prosegue il magic moment: l’Inter è avvisata.

Milan, Roma, Serie A

Roma-Milan: formazioni

Mancano poco meno di due ore alla sfida dell’Olimpico il cui esito interessa anche alla capolista Inter, che stasera sarà “costretta” a tifare pei i cugini. Juve e Fiorentina, invece, sperano una frenata dei rossoneri per la lotta Champions. Convocati e probabili formazioni.

Roma: Doni, Curci, Panucci, Cicinho, Ferrari, Brighi, Juan, Pizarro, Tonetto, De Rossi, Mancini, Aquilani, Esposito, Taddei, Perrotta, Giuly, Vucinic, Totti.

Probabile formazione: Doni, Panucci, Ferrari, Juan, Tonetto, De Rossi, Aquilani, Taddei, Perrotta, Vucinic, Totti.

Milan: Kalac, Dida, Oddo, Digao, Favalli, Bonera, Simic, Kaladze, Maldini, Brocchi, Emerson, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Kakà, Seedorf, Pato, Gilardino, Paloschi.

Probabile formazione: Kalac, Oddo, Bonera, Kaladze, Maldini, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Kakà, Pato.

                                                                                                                                                     

Champions League, Roma

Champions League: una Roma diversa per il Manchester.

Di corsi e ricorsi storici il calcio è pieno. Ed ecco qui, ancora una volta, il Manchester nei quarti di Champions per la Roma(vedi “Sorteggio Champions, per la Roma incubo Manchester“), proprio come la scorsa stagione. Sicuramente è un avversario temibile la squadra di Sir Alex Ferguson, soprattutto se alla memoria riaffiora quel terribile 7-1 dell’Old Trafford. Ma le cose possono cambiare in un anno, e la Roma sembra essere diversa, più matura e fiduciosa nei propri mezzi, che non sono certo così inferiori a quelli degli inglesi. Ne sono convinti anche i protagonisti giallorossi: dopo il sorteggio, infatti, si son detti certi di incontrare la compagine più difficile con un carattere, però, diverso rispetto allo scorso anno, quando, in Inghilterra, ogni tiro dei Red Devils si tramutava in gol. Una serata da incubo vero, di quelle da dimenticare in fretta. Ed ora gli uomini di Spalletti possono riprendersi una bella rivincita, magari riguardando la doppia sfida in semifinale degli inglesi con il Milan: la partita del 2 maggio 2007 fu la “partita perfetta” delle ultime stagioni rossonere. La Roma attuale può provare a costruire un’impresa da regalare alla storia del calcio europeo.

Champions League, Roma

Sorteggio Champions, per la Roma l’incubo Manchester

Nyon, ore 13. La fase finale della Champions 2008 entra nel vivo e lancia le otto grandi d’Europa verso la finale di Mosca.

Ecco gli accoppiamenti dei quarti di finale:
Arsenal - Liverpool
Roma - Manchester Utd
Schalke 04 - Barcellona
Fenerbahce - Chelsea

La vincente tra Arsenal e Liverpool giocherà contro la vincente tra Fenerbahce e Chelsea mentre la vincente tra Schalke 04 e Barcellona giocherà contro la vincente tra Roma e Manchester Utd.

Calcio Internazionale, Champions League, Roma

Champions: ecco le fantastiche otto

Domani dalla urna di Nyon usciranno gli accoppiamenti dei quarti di Champions League. Le otto squadre qualificate (non senza sorprese) sono: Arsenal, Chelsea, Manchester Utd, Liverpool, Barcellona, Roma, Fenerbahce e Schalke 04.
La Regina assoluta è, quindi, la Premier League con ben 4 quattro squadre protagoniste. Ipotizzare un team inglese vincitore di questa edizione è abbastanza normale e scontato. L’unica che avrebbe effettivamente la possibilità di “intromettersi” è il Barça di Frankie Rijkaard. La Roma potrebbe risultare la sorpresa di questi ottavi mentre per i turchi del Fenerbahce e i tedeschi dello Schalke 04 ipotizzare una semifinale appare molto difficile, a meno di un sorteggio favorevole che le metta l’una di fronte all’altra.

Manchester Utd, Arsenal e Roma sono le formazioni al momento più in forma. Le due inglesi dominano il campionato, si intervallano di continuo in vetta alla classifica e hanno creato un abisso tra sè e le inseguitrici. I “baby” di Wenger stanno disputando una stagione pazzesca: grande gioco e velocità hanno steso i campioni del Milan in una doppia sfida che sa molto di passaggio di testimone. I Red Devils di Ferguson, invece, sono sicuramente una delle squadre meglio organizzate del continente. Il talento di Rooney e Cristiano Ronaldo non ha limiti, il resto lo fanno la freschezza di Tevez e Nani e l’esperienza di Scholes e Giggs. La Roma sta giocando con ogni probabilità il miglior calcio d’Europa (alla pari forse con i giovani di Wenger), ha eliminato alla grande il Real Madrid e in campionato sta riuscendo nell’impresa di far tremare la corazzata interista.

Alle loro spalle si piazza un altro terzetto: Chelsea, Liverpool e Barcellona. Le due inglesi, rispettivamente terza e quarta in Premier, sono due formazioni in netta crescita. Il Chelsea, dopo aver subito diversi stop in campionato anche a causa di gravi infortuni, sta ritrovando il gioco migliore di pari passo con il recupero (mentale oltre che fisico) di giocatori fondamentali come Lampard, Drogba e Ballack. Sarà sicuramente un avversario tosto, ma tra le quattro inglesi è quella con meno “mentalità europea”. Il contrario del Liverpool che invece fatica in Premier ma regala prestazioni eccellenti in Coppa. Ha eliminato una delle favorite, ovvero l’Inter, e ha trovato nella coppia Gerrard-Torres qualità e quantità che poche altre squadre hanno a disposizione. Il Barcellona è una delle formazioni europee di più difficile lettura. Indietro in campionato, il gioco spumeggiante degli anni scorsi è ormai un ricordo e l’infortunio di Messi è una perdita incolmabile. Resta comunque un avversario temibile, sia per tutti i grandi campioni di cui dispone sia per la mentalità vincente costruita negli anni passati, ma paga gli eccessivi protagonismi.

Infine il Fenerbahce e lo Schalke 04. I complimenti per aver raggiunto lo storico traguardo dei quarti sono d’obbligo. Domani però avranno lo scomodo ruolo di “avversaria preferita” da pescare nel sorteggio. I turchi di Zico hanno battuto il Siviglia e messo in difficoltà l’Inter, ma lontano da Istanbul fanno molta fatica. I tedeschi di Slomka sono troppo dipendenti dai gol di Kuranyi, anche se hanno in Rakitic una delle rivelazioni più interessanti del torneo
Appuntamento, dunque, domani a Nyon. Anche se la truppa italiana è ridotta ormai all’osso, la Champions  rimane sempre un grande spettacolo.

Champions League, Roma

Roma caput mundi

Magica Roma. I giallorossi non si accontentano di eliminare il blasonato Real Madrid, espugnando con merito e autorità uno dei templi del calcio, ovvero il Santiago Bernabeu. La Roma disputa una partita perfetta, annichilendo un Real deludente, che può solamente accampare l’alibi debole di qualche assenza di lusso(Van Nisterlooy, Sergio Ramos, Robben, Sneijder); le merengues escono per la quarta edizione di fila agli ottavi: un vero e proprio disastro. I giallorossi, invece, tengono alta la bandiera italiana in Europa, dopo l’eliminazione del Milan e prima che l’Inter tenti l’impresa impossibile con il Liverpool.

Spalletti azzecca tutte le scelte tecniche, inserendo Cicinho, il grande ex di turno, per Panucci, e Aquilani al posto di Pizarro. I romanisti non soffrono il cosiddetto “miedo escenico”, ovvero l’effetto intimidatorio del Santiago Bernabeu, e giocano con grande personalità, soprattutto in mezzo al campo, dove De Rossi giganteggia. Nel primo tempo Aquilani colpisce il palo, mentre Baptista sciupa una buona occasione: la Roma, memore della debacle dello scorso anno a Manchester, bada più a contenere che a spingere. Il Real, però, non combina un granchè, pur dovendo ribaltare l’1-2 dell’Olimpico(vedi “Andata ottavi:impresa Roma, tonfo Inter“). La chiave del match è l’ingresso in campo di Mirko Vucinic per uno spento Mancini. Il montenegrino, in meno di mezz’ora, spacca a metà la partita. Prima colpisce una traversa con un tiro al volo su cross di Tonetto, poi fa espellere Pepe inducendolo al fallo con una serpentina ubriacante. Ma non finisce qui. Recupera il pallone che dà il la al vantaggio giallorosso, firmato Taddei, e fulmina Casillas al tramonto del match, firmando l’impresa. Semplicemente strepitoso. ll montenegrino si conferma il capocannoniere europeo della Roma con 4 sigilli. In mezzo alle grandi giocate di Vucinic, c’è stata la timida reazione del Real. Le merengues, dopo aver incassato il gol di Taddei, hanno riequilibrato la sfida con capitan Raul (la sua rete, però, è viziata da fuorigioco), ma non sono state in grado di andare oltre. Dopo qualche minuto di paura, la Spalletti band ha ripreso in mano le redini del gioco e scritto la leggendaria impresa nei minuti di recupero. Con questo bellissimo successo a Madrid, che bissa quello molto meno importante del 2002, la Roma si appresta ad entrare nel gotha del calcio europeo. Le qualità ci sono e quest’anno pure la personalità giusta.

Tutto “easy” per il Chelsea di Grant. Non c’è partita tra gli inglesi e i greci dell’Olimpiacos a Stamford Bridge. I Blues, infatti, liquidano la pratica biancorossa con un secco 3-0, maturato dai gol di Ballack, Lampard e Kalou. La truppa inglese, quindi, s’infoltisce, e rischia di essere al gran completo se il Liverpool farà tesoro del 2-0 dell’andata. La sfida si mette subito in discesa, in quanto i londinesi impiegano soltanto 5 minuti per mettere la testa avanti. Ballack, dopo aver siglato il vantaggio, dà il via all’azione del 2-0: bella prestazione per il tedesco che, in collaborazione con Lampard e Makelele, forma la cerniera del centrocampo di Grant. I greci faticano a superare la metà campo, e si fanno vedere dalle parti di Cudicini solo sullo 0-3. Troppo tardi, ovviamente. Grant può godersi, quindi, l’accesso ai quarti, dove sarà presumibilmente tutt’altra musica.

Schalke avanti ai rigori. Il fortino dei tedeschi resiste a Oporto, grazie ad una prestazione strepitosa dell’estremo difensore Neuer. Il numero uno teutonico para il possibile e l’impossibile, frustrando i numerosi tentativi dei portoghesi. Il match è un monologo a tinte biancoblù, con lo Schalke impegnato soltanto a difendere il gol dell’andata. I portoghesi, comunque, passano a pochi minuti dal termine: Lisandro Lopez sigla il meritatissimo 1-0. Sbloccata la partita i portoghesi rimangono il dieci per l’espulsione di Fucile, autore di un fallo da censura. L’espulsione condiziona i padroni di casa che, esausti, si accontentano di approdare ai calci di rigore. Qui sale in cattedra ancora Neuer: il portiere blocca due penalty e spedisce i suoi, a sorpresa, ai quarti. Fuori un Porto deludente che avrebbe potuto, e dovuto, fare di più.

Martedì prossimo si deciderà l’ottava qualificata, una tra Liverpool e Inter. Accedono ai quarti le inglesi Arsenal, Manchester, Chelsea, la superstite spagnola Barcellona, la nostra Roma e le due sorprese Schalke 04 e Fenerbahce.

Inter, Roma, Serie A

Roma sciupona,Zanetti salva l’Inter.

Il duello tra capitani finisce in parità e lo scudetto prende decisamente la via di Milano. Javier Zanetti, 34 primavere sulle spalle e 12 anni di capitanato nerazzurro, spegne i sogni di gloria giallorossi ad una manciata di secondi dal termine. La Roma, lanciata a -6 da uno straordinario gol del suo capitano Francesco Totti, il 201° in carriera, e in superiorità numerica, getta al vento un’occasione d’oro per riaprire il campionato. Ma andiamo il film della partita. Roberto Mancini deve far a meno dei due attaccanti titolari Ibrahimovic e Cruz, e schiera perciò un inedito 4-5-1, con Crespo unica punta. Torna dal primo minuto, dopo un lunghissimo stop, Luis Figo. L’intento del tecnico nerazzurro è non subire a centrocampo, dove i romanisti sono abilissimi nel palleggio. Spalletti, invece, recupera Juan e Mancini che si accomodano in panchina; lo schieramento proposto è il solito 4-2-3-1 con Totti unica punta alla caccia dell’ennesimo gol a San Siro. L’inizio vede le due squadre un pò contratte, e per la prima vera occasione bisogna attendere il 18′. Vieira inventa un bellissimo suggerimento dalla destra per Crespo, che in acrobatica sforbiciata coglie clamorosamente il palo interno: la sfera ballonzola diverse volte davanti alla linea di porta prima di uscire beffardamente sul fondo. L’Inter del primo tempo finisce qui. Ne approfitta, quindi, la Roma. Al 37′ Tonetto crossa teso dalla sinistra, in area irrompe Totti che anticipa con un guizzo l’ex compagno Chivu, infilando Julio Cesar con un bellissimo sinistro al volo: Roma in vantaggio grazie ad un capolavoro del capitano, vero e proprio incubo dei nerazzurri. La capolista, ora, non può più stare a guardare. Nella ripresa, infatti, Mancini cambia modulo, sostituendo uno spento Stankovic con Suazo e tornando al classico 4-4-2. Intorno al quarto d’ora, però, Mancini stesso sembra dar un mano ai giallorossi; prima inserisce Balotelli per un affaticato Cambiasso, dando vita all’ennesimo cambio di modulo(4-3-3), poi, appurato che la squadra difetta di equilibrio, sostituisce Figo con il più difensivo Pelè. è il 62′ e l’Inter ha già terminato i cambi. La mossa risulta fatale tre minuti dopo. Il destino, infatti, sembra sbeffeggiare i nerazzurri, poichè una distorsione mette ko Maxwell lasciando i campioni d’Italia in 10. La capolista accusa il colpo e rischia la capitolazione. Julio Cesar è strepitoso sulla botta di Aquilani(22′ s.t.), mentre Taddei sciupa malamente un’ottima occasione. I giallorossi sono in totale controllo del match, ma non affondano il colpo del ko. Quando l’inizio della rimonta in campionato sembra cosa fatta, l’ingenuità di Mexes compromette tutto. Il difensore francese, autore di una buonissima prova, si fa ammonire una prima volta per essere rientrato in campo senza permesso dopo un infortunio. Ma non è finita qui. Due minuti dopo, il centrale entra scompostamente da tergo su Crespo e si becca il secondo giallo: parità numerica ristabilita. L’episodio innervosisce la Roma e dà nuova carica all’Inter. Al minuto 87′, Maicon sfonda sulla destra e pennella per Crespo: testata dell’argentino e miracolo di Doni. Sugli sviluppi dell’azione successiva, capitan Zanetti raccoglie un pallone al limite dell’area ed esplode una folgore volante di destro: pallone in rete e San Siro in estasi. Il capitano, al 12°gol in serie A, non segnava dal lontano 5 novembre 2006. I gol dell’inesauribile argentino sono sempre stati pochi, ma pesantissimi come quello di ieri sera che, di fatto, consegna virtualmente il 16°scudetto ai nerazzurri. Il capitano, oltre al gol, ha fornito il solito apporto di corsa, lotta, marcatura, cambiando ruolo in più frangenti del match. Da volante davanti alla difesa a mezz’ala a terzino, il rendimento è sempre stato lo stesso: strepitoso. Il carattere del capitano tiene a galla un’Inter poco brillante e in cerca della forma migliore.

La lunghissima e illustre lista infortunati(tra gli altri, Samuel, Dacourt, Cordoba, Ibrahimovic, Cruz, Jimenez) assommata alla scarsa condizione di forma di alcuni giocatori determinanti, come Figo, Stankovic e Vieira, sta condizionando pesantemente il rendimento dell’undici di Mancini. Questo pareggio dà serenità e tranquillità e, soprattutto, permette alla capolista di preparare al meglio la sfida impossibile contro il Liverpool. La Roma, invece, è conscia di avere sprecato un’opportunità irripetibile. Avanti di un gol e in superiorità numerica, i giallorossi non hanno saputo archiviare la pratica, tenendo in vita gli avversari. Sebbene si possa discutere dell’espulsione di Mexes, rimane l’ingenuità del centrale difensivo di Spalletti. Molto probabilmente, senza la sua cacciata dal campo, saremmo qui a raccontare un’altra storia, con la Roma a -6 e il discorso scudetto più aperto che mai. I capitolini si consolano con il bel gioco espresso e i segnali confortanti dati da capitan Totti, da ieri recordman di presenze della storia giallorossa: 387°gettone, Losi superato. Rimane viva la speranza per il tricolore, considerata anche la condizione precaria mostrata dalla capolista, ma da -9(con gli scontri diretti a sfavore, visto l’1-4 dell’Olimpico) sarà molto più dura recuperare.

Champions League, Inter, Roma

Andata ottavi:impresa Roma,tonfo Inter.

Sprofonda l’Inter, sogna la Roma. è ricominciata in questo modo l’avventura delle squadre italiane in Champions League. Partiamo dai nerazzurri. L’attesissima sfida di Anfield Road si è trasformata ben presto in un vero e proprio incubo per gli uomini di Mancini. La prima mezz’ora di gioco ha visto un Inter troppo rinunciataria, mentre i padroni di casa, trasformati dopo la clamorosa eliminazione in FA Cup(contro una squadra di seconda divisione) macinano gioco, seppure con scarso successo dalle parti di Julio Cesar. Da segnalare solo un colpo di testa del gigante Hyypia su corner. Il vero protagonista dei primi trenta minuti è il direttore di gara, il belga De Bleeckere. Dopo una giusta ammonizione comminata a Chivu al quarto minuto, l’arbitro belga sventola in faccia il cartellino giallo due volte a Marco Materazzi, lasciando l’Inter in dieci. Matrix è stato ammonito per due presunti falli su Fernando Torres:presunti per non dire inesistenti. Il primo fallo è una trattenuta veniale, il secondo addirittura è una simulazione dell’attaccante spagnolo che induce il direttore di gara in errore. Il centrale campione del mondo sembra pagare, ancora una volta, la sua fama di “cattivo”. Morale della storia: l’Inter, per la quarta volta nelle ultime sette partite, si trova a giocare in inferiorità numerica già dal primo tempo. Mancini, nonostante l’espulsione, lascia in campo sia Ibrahimovic sia Cruz, disegnando un 4-3-2:Chivu va a far coppia con Cordoba in mezzo alla difesa e Maxwell retrocede di qualche metro sulla fascia sinistra. Il Liverpool pressa ma i nerazzurri tengono bene. Nella ripresa il tecnico dei campioni d’Italia decide di coprirsi inserendo Vieira al posto di Cruz, mentre il tecnico dei Reds Benitez butta nella mischia il “lungo” Crouch al posto di un centrocampista:l’obiettivo è assediare l’area avversaria. La prima vera occasione del match, però, è provocata da un errore di Vieira:Julio Cesar si supera su Torres. Col passare dei minuti la pressione cresce e l’Inter sbanda paurosamente;prima Crouch spedisce di poco a lato, poi Gerrard invoca un rigore per fallo di mano di Vieira(partita disastrosa, quella del francese). Al 72′ cade un’altra tegola sulla testa dei nerazzurri. Cordoba, uno dei migliori sino a quel momento, si infortuna gravemente e deve lasciare il campo. è l’inizio della fine. I Reds insistono e, quando il pareggio sembrava ormai cosa fatta, passano in vantaggio:cross dalla destra di Gerrard, sinistro di Kuyt che s’impenna beffardamente per una deviazione di Maicon, e Julio Cesar è battuto. è l’inizio della fine. Al 90′ capitan Steven Gerrard, il migliore in campo, s’inventa un gran diagonale dalla distanza e firma la capitolazione interista. Il discorso qualificazione si complica maledettamente, a San Siro servirà un’impresa come quella del lontano 1965:in quel caso i nerazzurri ribaltarono l’1-3 di Anfield con un netto 3-0. La maledizione europea dell’Inter, quindi, non sembra aver fine;la quarta eliminazione prematura di fila(negli ottavi o nei quarti)è un incubo più reale che mai.

Impresa della Roma. La formazione di Spalletti sconfigge all’Olimpico i campioni di Spagna con una prova di carattere. Il Real Madrid, privo di molti titolari, parte fortissimo e passa già all’ottavo minuto:l’implacabile Raul in spaccata sigla il vantaggio madrileno. Gli uomini di Schuster giocano un bel calcio ed hanno in Robben un’arma letale:l’olandese svaria da sinistra a destra e con la sua velocità mette in crisi la difesa giallorossa. La Roma, però, non si scompone e reagisce con ordine. Al 24′ è già pareggio:Totti inventa per Mancini, cross basso del brasiliano e destro di Pizarro che, grazie ad una fortuita deviazione, diventa imparabile per Casillas. Sull’1-1 il Real mantiene il pallino del gioco e produce le occasioni più pericolose, prima col solito Raul poi con Diarra. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta. Questo assunto trova conferma al quarto d’ora della ripresa, quando Totti ha un altro lampo di genio e l’ottimo Mancini vola verso Casillas saltandolo in velocità:Roma in vantaggio e Olimpico in delirio. Gli spagnoli non si arrendono e raegiscono, colpendo un palo clamoroso con Van Nisterlooy e fallendo una ghiotta opportunità con Baptista. La Spalletti band resiste e per la prima volta volta sconfigge in casa il Real Madrid. I giallorossi dovranno far tesoro di questo piccolo vantaggio tra 15 giorni al Santiago Bernabeu:impresa difficile, ma fattibile.

Le altre sfide del martedì europeo sono state Olimpiacos-Chelsea e Schalke 04-Porto. I greci hanno imbrigliato abilmente i Blues di Grant, apparsi deludenti e poco incisivi. La noia l’ha fatta da padrone, solo i greci hanno sfiorato il colpaccio in un paio d’occasioni. Lo 0-0 finale lascia intatte le speranze dei greci del Pireo che tenteranno la grande impresa a Stamford Bridge. Il Chelsea, nel ritorno casalingo, ha l’obbligo di fare qualcosa di più rispetto a quanto si è visto ad Atene. I tedeschi dello Schalke, invece, si accontentano dell’1-0 maturato dopo appena quattro minuti. Il vantaggio firmato da Kuranyi sembra aver paradossalmente bloccato gli uomini di Slomka che subiscono per tutta la partita l’iniziativa dei portoghesi. L’occasione più ghiotta per il Porto capita sui piedi di Lucho Gonzalez a dieci minuti dal termine, ma l’argentino spreca malamente. L’1-0 rimane tale fino al termine, lasciando apertissimo il discorso qualificazione.

Coppa Italia, Roma

Roma in semifinale

Coppa Italia nel segno di Amantino Mancini. Dopo aver siglato il gol del pareggio nella partita di andata al Marassi di Genova, il brasiliano si è ripetuto ieri sera all’Olimpico. è un suo destro, dopo una serie di finte e dribbling, a castigare definitivamente i blucerchiati e consegnare ai giallorossi la semifinale. L’undici di Spalletti ha amministrato il match con un buon possesso palla, fino alla grandissima occasione doriana con Campagnaro(palla respinta sulla linea da Taddei), vero e proprio campanello d’allarme per i giallorossi. La Roma, così, ha iniziato a premere sull’acceleratore e la perla del brasiliano l’ha premiata. Inutili gli sforzi dei doriani, che escono a testa alta dalla coppa. La Spalletti-band, detentrice della coppa, affronterà in semifinale la vincente di Udinese-Catania.

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