Archivio per la categoria 'Roma'

Coppa Italia, Roma

La Roma passa in finale: 1-1 a Catania

Nessun colpo di scena nel secondo ritorno di Coppa Italia: sarà ancora una volta Roma contro Inter, giallorossi contro nerazzurri per il quarto anno di seguito. La Roma amministra bene la gara col Catania, e con uno striminzito 1-1 conquista l’ennesimo accesso alla finale della coppa nazionale.

Impostazioni tattiche- Zenga decide di non proporre la rosa al completo, sacrificando questa competizione per il vero obiettivo dei siciliani, ovvero la permanenza in serie A, che domenica passa dalla Juventus. In difesa lascia Stovini fuori e gioca con una punta, fiducia a Pià supportato da Colucci e Mascara. Spalletti mette Aquilani come centrale offensivo dietro Vucinic, lascia le fasce a Perrotta e Giuly e deve reinventarsi la difesa per via di infortuni e squalifiche: dentro Cassetti e Panucci.

La cronaca-Una partita tranquilla, si comincia così dal primo minuto. La Roma gestisce il gioco senza troppi problemi, forte anche del risultato dell’andata (1-0). Spinge sulle fasce, Cicinho è molto motivato, Perrotta parte dal lato per accentrarsi e puntare l’area. I rossoazzurri ripartono in contropiede ma le azioni offensive rimangono sterili. Succede tutto negli ultimi 20′ del primo tempo, quando al rigore trasformato da Aquilani, per un fallo al limite dell’aria di Izco su Vucinic, risponde un bel colpo di testa di Silvestri sullo sviluppo di una punizione dalla destra. Il Catania si sveglia e si rende pericoloso con veloci ripartenze.

Ripresa- Nel secondo tempo non c’è partita: i padroni di casa rinunciano al pressing, i giallorossi gestiscono il possesso palla senza problemi e sfiorano il gol del vantaggio diverse volte: splendida l’azione che vede protagonisti un delizioso velo di Perrotta per Vucinic, che di prima regala un altrettanto delizioso pallonetto al numero 20 romanista anticipato di poco dall’uscita di Bizzarri. Dopo 8′ è ancora Perrotta ad andare vicinissimo al 2-1 cogliendo la traversa con un colpo di testa.

Finisce senza altre emozioni, e il 24 maggio all’Olimpico sarà Roma-Inter, partita che potrebbe rappresentare una rivincita tra le due squadre ancora in lotta anche in campionato.

Coppa Italia, Inter, Roma

Totti piega il Catania, l’Inter-2 frena la Lazio.

Nell’andata delle semifinali di coppa Italia, un Inter ampiamente rimaneggiata ha inchiodato a San Siro la Lazio sullo 0-0, mentre la Roma ringrazia il suo capitano per il gol vittoria con il Catania.

L’Inter vista a San Siro non assomiglia affatto a quella di campionato: fuori tutti i big, dentro le seconde linee, manca pure il bomber di coppa Balotelli, squalificato. Si rivede dopo tanto tempo Figo dal 1′, ma la sua partita durerà soltanto 38′: un problema al polpaccio lo mette ko, stagione e (forse) avventura italiana al capolinea. Delio Rossi, invece, schiera la formazione tipo con l’eccezione di Bianchi, out per un piccolo infortunio. Al suo posto Mauri per 4-3-1-2 che si trasforma spesso in 4-3-3. I biancocelesti dovrebbero fare la partita, ma hanno soltanto due chanches con Mauri. I nerazzurri, invece, sono più pericolosi nella ripresa, quando l’innesto del giovane Bolzoni per Figo dà più quadratura alla squadra con Jimenez che torna nel ruolo naturale di trequartista. Crespo ha due occasioni in contropiede, ma Ballotta risponde presente, mentre Burdisso regala un sussulto centrando la traversa sugli sviluppi di un corner. Finisce 0-0, al ritorno sarà un’altra storia, anche perchè l’Inter potrebbe schierare i big e castigare questa sterile Lazio.

Anche nell’altra sfida le assenze erano tante. Paradossalmente più in casa etnea che in quella giallorossa (fuori 5/11 della formazione di domenica contro i 3/11 della Roma). Il primo tempo è da dimenticare. I rossoazzurri imbrigliano bene i padroni di casa che dal canto loro non accelerano mai. Le uniche emozioni (si fa per dire) arrivano da un tiro di Giuly e da una punizione di Totti. Mancini ed Esposito deludono, Cicinho si accentra troppo spesso. In questi  casi, ci vuole la giocata del singolo. La ripresa è iniziata da soli 39 secondi quando “er capitano” si libera sui 20 metri e scarica un bolide nella rete di Polito. Da lì in poi, la Roma crea le migliori occasioni. Polito salva su un pallonetto velenoso di Mancini, ispirato sempre dal numero 10, e su Cicinho. Gli uomini di Zenga resistono, ma non producono nulla in fase offensiva. Al Cibali ci vorrà qualcosa di clamoroso.

Calcio mercato, Inter, Juventus, Milan, Roma

Supermercato Barça.

A Liga ormai decisa (vedi “Sneijder ipoteca il titolo del Real“), i giornali spagnoli, sempre prodighi di “bombe”, boutade e scoop, si sono scatenati a immaginare lo scenario del prossimo mercato delle big. Premesso che alcune sono notizie fondate, mentre altre potrebbero rivelarsi dei bluff, addentriamoci in questo intrigante panorama.

Il club al centro di tutte le manovre è il Barcellona. La stagione deludente (si salverà solo in caso di trionfo Champions) dei blaugrana provocherà un vero e proprio terremoto in Catalogna. Oltre all’oramai strombazzata telenovela Ronaldinho (vedi “Ronaldinho, stagione finita. Il Milan prepara 20 milioni per lui“), in procinto di vestirsi di rossonero, sono altre le voci che interessano il club catalano. Altri giocatori, infatti, sono separati in casa ed hanno già le valigie in mano. Stiamo parlando in primis di Deco, seguito da Milan e Inter, di Zambrotta, per cui c’è già un accordo con il club di Via Turati (vedi “Milan, Eto’o e Mexes i nuovi obbiettivi“) ma anche di Rafa Marquez, nel mirino sempre dei rossoneri. A quanto pare, dunque, il  Barcellona si trasformerebbe nel supermercato del Milan. I blaugrana si stanno già muovendo per il dopo Ronnie. Il cash incassato, infatti, servirà per un importante investimento: 30 milioni per il gioiello del Lione Benzema.

Capitolo Real Madrid. Qui gli scontenti rispondono al nome di Gonzalo Higuain e Diarra. Il franco-argentino e il maliano sono panchinari fissi alla corte di Schuster e, sebbene quest’ultimo abbia assicurato il mediano, i due sembrano pronti ad andarsene. L’accoppiata fa gola alla Juve: il d.s. Secco ha incontrato in settimana Mijatovic, d.g. delle merengues. La cessione del maliano innescherebbe una sorta di effetto domino. Il Real, infatti, ha in mente due nomi per rimpiazzare questa pedina: De Rossi e Gattuso. Il giallorosso viene valutato dal suo club 45 milioni, Ringhio ne costa “solo” 20. Fantacalcio? Vedremo. Per l’attacco, invece, in pole Luis Fabiano del Siviglia, pichichi della Liga.

Calcio, Roma, Serie A

Totti-Rizzoli, un altro episodio da censura.

Udinese-Roma 1-0. Di Natale ha appena castigato i giallorossi, lo scudetto sembra allontanarsi definitivamente, la lite Panucci-Doni mostra il nervosismo crescente in campo (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“). Totti è posizionato sul dischetto del rigore, gli viene recapitato un ottimo pallone, ma l’arbitro Rizzoli è sulla traiettoria. Risultato: pallone alle stelle. Il capitano s’infuria. Tre “vaffa” nitidissimi e sonori sono l’espressione della sua rabbia cieca. E cosa fa il fischietto bolognese? Estrae soltanto il giallo. Incredibile.

E’ evidente che il regolamento non è stato applicato, che Totti ha sbagliato ma è rimasto impunito. Le scuse del giallorosso sono arrivate sia sul 2-1 (quando era più tranquillo, insomma) sia nel dopo partita, quando ha giustificato il suo sfogo dicendo di aver mancato di rispetto a Rizzoli a causa della trance agonistica. Fatto sta che il gesto è stato quanto meno deprecabile (non è la prima volta che diciamo che dovrebbero essere i giocatori i primi a dare il buon esempio vista la loro “visibilità”) e costituisce un precedente pericoloso. Il Pupone, infatti, pagherà un ammenda di 1000 euro ma non sconterà  alcuna squalifica. Diviene dunque legittimo insultare il direttore di gara? Oppure è concesso soltanto ai giocatori “di peso” come il numero 1o giallorosso?

Numerose voci di protesta si sono levate intorno a questo episodio. Marino, tecnico dell’Udinese, e Mancini hanno dichiarato che Totti andava espulso. L’ultimo intervento è quello di Gussoni, presidente dell’Aia. Quest’ultimo ha stigmatizzato l’operato del fischietto bolognese, definendo l’episodio una “pagina nera”, ma ha rinviato ogni decisione in merito ad un’eventuale sospensione (per lui auspicabile) al designatore ufficiale. Sarà dunque Collina a porre fine a questa spiacevole vicenda con l’augurio che venga dato un segnale forte e deciso. Episodi così preferiremmo non commentarli.

Champions League, Roma

De Rossi, 11 metri maledetti. Goodbye Roma.

Minuto 30. Daniele De Rossi, uno degli eroi del Mondiale tedesco, uno dei cinque glaciali rigoristi che freddarono Barthez, appoggia la sfera sul dischetto. Davanti a lui Van Der Sar, l’Old Trafford ammutolito e impaurito, la speranza di avviare una miracolosa rimonta. Daniele il gladiatore di Roma, il successore di Totti, non ha gli occhi di tigre di Berlino o di sabato scorso col Genoa. Nemmeno quelli della Supercoppa strappata all’Inter. Daniele ha l’aria di un condannato ad un supplizio con un peso insostenibile sulle spalle. L’impressione, purtroppo, non tradisce: pallone calciato alle stelle, Manchester salvo e goodbye Roma.

Analizzare il retour match dei quarti di Champions solamente sulla base di questo episodio sarebbe riduttivo, ma l’errore di De Rossi ha pesato come un macigno. Ferguson ha risparmiato le stelle Ronaldo e Rooney in vista del big match di Premier con l’Arsenal, e si è preso il lusso di rinunciare anche ad Evra e Scholes. Turnover o peccato di presunzione? Il risultato dà ragione al tecnico scozzese, anche perchè i gregari di lusso non hanno fatto rimpiangere i titolari. Silvestre, al rientro dopo 7 mesi, ha svolto bene il suo compito così come Park, mentre Hargreaves è stato il migliore in campo e Tevez ha spento definitivamente i sogni giallorossi. Il centrocampista anglo-canadese è stato un rebus irrisolvibile per la retroguardia romanista nei primi 20 minuti. I suoi inserimenti a destra hanno causato tantissimi problemi, e solo Doni ha salvato i suoi con grandi interventi su Giggs, Anderson e l’ex Bayern stesso. La Roma, quindi, non punisce la presunzione altrui e subisce.  Buon per lei, inoltre, che Juan (assente all’andata) sfoderi degli anticipi sensazionali. Con l’andare del tempo Hargreaves cala e la Roma alza un pò il baricentro. Vucinic ci prova due volte prima che Brown stenda in area Mancini. De Rossi, come già detto, spedisce in tribuna le speranze giallorosse. La ripresa potrebbe regalare ancora gloria all’undici di Spalletti, ma manca la necessaria incisività. A nulla serve l’inserimento di Giuly, e al 70′ cala definitivamente il sipario sulla Champions romana. Hargreaves corona la sua grande prova pennellando da destra, il cobra Tevez si avvita di testa e avvelena Doni. Fine dei giochi. Park ha un’altra buona palla, ma il numero uno carioca gli dice di no. Matura così l’11° vittoria consecutiva interna in Europa dei Red Devils, terza inglese ad approdare alle semifinali, dove affronterà il Barcellona. Dopo quattro anni, nessuna italiana tra le prime 4 d’Europa. D’altronde, rimanendo a secco in tutti i 6 rendez vous con le inglesi, non si poteva pretendere di più.

Champions League, Roma

Provaci, Roma!

Mission impossible. Potrebbe essere questo il titolo della serata che aspetta la Roma. I giallorossi, infatti, volano all’Old Trafford con l’obbligo morale di provare a ribaltare il pesantissimo 0-2 dell’andata (vedi “Ronaldo e Rooney sbancano l’Olimpico“). Sono tanti i motivi per cui l’impresa è utopica. Il Manchester non ha mai perso in casa, durante questa stagione, con tre gol di scarto. E’ imbattuto in questa edizione di Champions. E’ in testa alla Premier, ha sempre mostrato un ottimo calcio e, all’occorrenza (come all’Olimpico), cinismo. Dispone di alcuni dei giocatori più forti al mondo, come il probabile Pallone d’Oro 2008 Cristiano Ronaldo, ed elementi d’esperienza quali Giggs e Scholes. La Roma, invece, ha subito sempre almeno una rete negli ultimi 10 impegni. E’ priva del suo bomber e capitano Totti. E negli occhi di tutti c’è ancora quell’umiliante 1-7 di un anno fa. Un quadro a dir poco scoraggiante. Nonostante tutto questo, diciamo: provaci, Roma. Vucinic, nel match dell’Olimpico, è apparso il più pimpante; ergo, può mettere in difficoltà la retroguardia inglese. Difesa che, per altro, farà a meno dei titolari Vidic e Rio Ferdinand: un potenziale vantaggio. La Roma, invece, recupera due pedine fondamentali, ovvero Juan e Perrotta. I giallorossi vorranno poi ”vendicare” l’umiliazione dell’anno scorso, e giocheranno con ulteriore rabbia in corpo. Tuttavia, sarà necessario non gettarsi a capo fitto in avanti, ragionare e pazientare, attendere il varco giusto per riaprire i giochi. Sfruttando, magari, la presunzione e rilassatezza dei Red Devils, emerse alla luce delle dichiarazioni di Sir Ferguson, che di signorile hanno avuto ben poco. Il trainer scozzese, infatti, ha già parlato del Barcellona come prossima avversaria, dimenticandosi di dover ancora conquistare il pass per le semifinali. Due ricorsi st0rici, inoltre, giocano a favore della nostra unica superstite di Champions: le imprese di Lione e Madrid. Alzi la mano chi pronosticò una vittoria degli uomini di Spalletti al  Santiago Bernabeu. Certo, questo Manchester è più forte di quel Real, ma val la pena provarci.

Champions League, Roma

Ronaldo e Rooney sbancano l’Olimpico.

Nella notte dell’Olimpico si spegne il sogno europeo della Roma. Lo 0-2 incassato dalla Spalletti band lascia infatti ben poche speranze in vista del ritorno all’Old Trafford. Il Manchester si dimostra attento e umile quando serve, letale al momento giusto, e spettacolare quando gli avversari crollano inesorabilmente sotto i suoi colpi. Il resto lo fanno giocatori di classe assoluta, come quel Cristiano Ronaldo che ha fatto un altro passo verso la conquista del Pallone d’oro, spaccando a metà il match con un grande gesto tecnico-atletico.

Spalletti deve rinunciare a capitan Totti, Perrotta e Juan, tre uomini chiave. In avanti spazio quindi a Vucinic, mentre nel trio alle sue spalle viene inserito Aquilani, in una posizione più avanzata rispetto al solito. Ferguson, invece, stupisce tutti schierando Cristiano Ronaldo nella posizione di centravanti con Rooney e il coreano Park larghi. Escluso Giggs, il tecnico scozzese opta per un modulo più accorto. I giallorossi tengono in mano in gioco, ma non sfondano; le uniche due sortite offensive sono di Panucci (colpo di testa alto) e Vucinic (destro sopra la traversa). I Red Devils non si scoprono più di tanto, ma quando lo fanno son dolori. Scholes pennella dalla destra, Ronaldo stacca come neanche Michael Jordan e infilza Doni: 36° gol stagionale per il fenomeno di Madeira che rimane da solo in vetta alla classifica cannonieri della Champions (come in Premier). La Roma si trova sotto come contro il Real, ma stavolta non c’è la reazione veemente o, perlomeno, non ha egual efficacia. I giallorossi, infatti, a dispetto delle prove opache di De Rossi, troppo schiacciato davanti alla difesa, Mancini e Taddei,  ci prova a inizio ripresa. Panucci spedisce in tribuna una clamorosa occasione (tap-in volante di sinistro al 7′), mentre Van Der Sar è provvidenziale su un colpo di testa di Vucinic, il migliore dei giallorossi (sua anche l’unica palla gol del primo tempo, il suo tocco d’esterno è però troppo lezioso). Nel momento migliore degli uomini di Spalletti, arriva la batosta definitiva. Park, sinora in ombra, mette in mezzo dalla sinistra: il cross del coreano è tutt’altro che insidioso, ma Doni sbaglia la presa e regala il 2-0 a Rooney. Il bomber di Liverpool si conferma bestia nera dei romanisti, mettendo a segno il 4°centro in 5 gare. Per la Roma è notte fonda. I diavoli di Manchester possono giocare ora sul velluto, e il solito Cristiano Ronaldo regala spettacolo con giocate e accelerazioni sopraffine, facendo innervosire più di un giallorosso (Mexes e Pizarro si fanno ammonire per falli sul lusitano). La stella portoghese sfiora addirittura il 3-0 con un rasoterra micidiale dalla distanza che centra il palo, e Tevez, entrato nel finale, mette a lato un’ottima opportunità. Ma il terzo gol sarebbe stato una punizione eccessiva per gli uomini di Spalletti. Tra una settimana, in Inghilterra, servirà un miracolo sportivo, vista la forza e solidità dello United. Se lo scorso anno finì 1-7, dopo la vittoria dell’andata, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere partendo con l’handicap di due gol.

La nota più positiva della serata riguarda l’ordine pubblico. Dopo gli scontri di due anni e di quest’anno, la sfida è filata via liscia senza scontri. Finalmente.

Calcio mercato, Milan, Roma

Milan,Eto’o e Mexes i nuovi obbiettivi.

Sono Eto’o e Mexes i nomi nuovi sul taccuino degli uomini di mercato rossoneri. La punta del Barça e il centrale della Roma sarebbero i due rinforzi primari per l’inevitabile rivoluzione estiva a cui andrà incontro il club milanese(vedi “Al via la rifondazione milanista“, “Milan,scatta l’ora del rinnovamento“).

Il centravanti camerunense, divenuto comunitario a settembre (aspetto da non trascurare), è nell’agenda di Galliani e Berlusconi già dalla scorsa estate, quando l’arrivo di Henry in Catalogna incupì non poco il numero 9 blaugrana. L’ipotesi Eto’o è molto gradita in via Turati per diversi motivi: in primis perchè la sua valutazione è scesa sensibilmente rispetto ad un anno fa (da 40 a 30 milioni circa), in secundis per l’età del giocatore che lo fa preferire a Drogba (27 anni contro 30), infine per i buoni rapporti con Laporta maturati già con le trattative per Zambrotta. Per il laterale della Nazionale, infatti, c’è un accordo verbale tra i due club: 7 milioni ai catalani e contratto fino al 2010 per l’ex juventino. Un altro attaccante seguito dal Milan è Mario Gomez dello Stoccarda, vicecannoniere della Bundesliga, anche se è ritenuto inesperto per la ribalta internazionale. La punta che arriverà, comunque, dovrà sostituire Gilardino. Il biellese, infatti, potrebbe essere usato come pedina di scambio per arrivare a Mexes. Gli ottimi rapporti tra la dirigenze romanista e milanista potrebbero favorire uno scambio alla pari, garantendo a entrambe una rilevantissima plusvalenza. Eh sì, perchè entrambi i giocatori verrebbero valutati 24 milioni (la stessa cifra che il Parma chiese al Milan al momento dell’acquisto del bomber): la Roma ne beneficierebbe perchè pagò 7 milioni all’Auxerre per il francese, il Milan perchè ha già ammortizzato gran parte di quella cifra. La stima di Spalletti nei confronti dell’ex parmense potrebbe fare il resto. Un altro giocatore da utilizzare come pedina di scambio è Borriello. In questa operazione, però, c’è un grossissimo ostacolo: Preziosi ha valutato il capocannoniere del campionato 20 milioni di euro; ergo, i rossoneri dovrebbero sganciarne 10 per risolvere la comproprietà a proprio favore. Questo ovviamente renderebbe infattibile l’affare.

Lazio, Roma, Serie A

Behrami, che regalo all’Inter!La Lazio vendica il 3-2 dell’andata.

La copertina della 29°giornata è dedicata tutta a Valon Behrami. L’esterno svizzero di origini kosovare decide nel bene e nel male il derby romano, agevolando la boccheggiante Inter stoppata a Marassi. Il suo gol al 92′ fa esplodere la Curva Nord di fede biancoceleste, e fa scivolare a -7 dalla vetta la Roma, dopo che i giallorossi avevano intravisto la ghiotta opportunità di portarsi a -4. Il derby della capitale inizia nel ricordo di Gabriele Sandri, tifoso laziale ucciso un anno fa sull’autostrada da una maledetta pallottola. La Lazio, priva di Radu, si affida a sinistra al tandem esplosivo Kolarov-Behrami e al tridente Pandev-Rocchi-Bianchi, mentre Spalletti preferisce Vucinic a Mancini e Aquilani a Pizarro. I biancocelesti partono fortissimo e al 7′ Kolarov colpisce la traversa: Doni è in posizione troppo avanzata sulla punizione del serbo ma rimedia smanacciando la sfera sul legno. Sembra il prologo di un ottimo derby per gli uomini di Delio Rossi, ma la dea bendata guarda altrove. Al 32′, infatti, Vucinic, uno dei migliori in campo, s’incunea tra le maglie biancocelesti, la palla arriva a Behrami che spazza colpendo però il volto di Taddei: gol rocambolesco e Roma in vantaggio. La Lazio non si disunisce e continua a produrre gioco. Una splendida azione in stile rugbistico si conclude con il cross di Kolarov e il pareggio di Pandev: primo gol in un derby per il macedone. La ripresa si apre con una Roma caricata a  mille dalle buone notizie di Marassi, dove l’Inter è stata raggiunta da Borriello nel finale. Nei secondi 45 minuti, quindi, i giallorossi possono ridurre le distanze dai nerazzurri. Perrotta sfiora subito il vantaggio, ma è la Lazio ad operare il sorpasso. Bianchi si procura un rigore dubbio che Rocchi, al primo derby da capitano, trasforma con freddezza. La gioia biancoceleste dura poco. Trascorrono cinque minuti ed un’incursione di Vucinic libera un corridoio per Perrotta: pronto riscatto del centrocampista della Nazionale e situazione di nuovo in parità. A questo punto iniziano le sostituzioni, con le squadre stanche e a corto di fiato; il derbissimo sembra archiviarsi con un bellissimo pareggio. Gli uomini di Delio Rossi, però, non smettono di crederci e Behrami approfitta di una clamorosa dormita della retroguardia giallorossa. La Lazio “vendica” così con lo stesso punteggio la sconfitta dell’andata, con sentiti ringraziamenti da parte interista. La zona Uefa è ancora lontana, ma questo successo dà un senso alla sinora grigia stagione dei biancocelesti. La Roma vede sfumare un’ottima chanche, ma il calendario è favorevole: se gli uomini di Spalletti sapranno reagire prontamente, il discorso scudetto è ancora apertissimo.

Milan, Roma, Serie A

Il Milan domina, la Roma vince.

Nel secondo anticipo della 28esima giornata di campionato, all’Olimpico va in scena il più bel Milan del 2008, ma è la Roma a portare a casa i 3 punti ribaltando il risultato in 5 minuti. Sono i rossoneri a tenere banco sin dal 1′, con la velocità d’impostazione di Seedorf, il migliore in assoluto, e un Kakà in crescita costante. Da loro arrivano le giocate più pericolose, con tocchi di prima che stordiscono i giallorossi, incapaci di creare geometrie a centrocampo, ma bravi sulle fasce in velocità. Se i primi 45′ regalano più tattica che emozioni, la ripresa offre spettacolo. Parte forte il Milan: al 5′ capolavoro di Seedorf che serve Kakà, sul cui tiro al volo Doni compie un miracolo. E all’11′ trova il meritato vantaggio con una bellissima azione sviluppata con soli tre tocchi: Pirlo vede Oddo sulla destra, l’ex laziale salta l’uomo e serve una palla perfetta al numero 22 rossonero che di piatto la mette dove l’estremo brasiliano non può arrivare. La partita potrebbe essere chiusa dai rossoneri poco dopo, ancora dal duo Kakà-Seedorf, quest’ultimo lanciato da Pato: Cicinho è bravo a salvare sulla linea, ma il tocco dell’olandese è troppo lezioso. Sono i cambi a dare la svolta alla gara: esce Seedorf per un problema muscolare, mentre per la Roma entrano Vucinic e Giuly. E’ la mossa vincente di Spalletti. Al 33′, dopo una mischia in area, Perrotta serve Giuly che di destro spiazza Kalac. Il Milan va in palla, la Roma ci crede e dopo 3′ arriva il sorpasso: un errore di Kaladze dà campo libero a Vucinic che dalla destra non sbaglia. Finisce 2-1, dopo 10 turni cade l’imbattibilità rossonera, mentre per gli uomini di Spalletti prosegue il magic moment: l’Inter è avvisata.

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