Archivio per la categoria 'Olimpiadi Pechino'

Olimpiadi Pechino

Di Maria ricopre l’Argentina d’oro

L’Argentina si conferma campione olimpica. Nella fornace dello stadio di Pechino i ragazzi di Batista battono 1-0 la Nigeria fregiandosi del metallo più prezioso. Ad Atene il match winner fu Tevez, il suo ideale erede è Di Maria, l’imprendibile ala del Benfica che sfrutta al meglio l’ennesima invenzione di Messi. La Pulce ‘contesa’, come volevasi dimostrare, ha fatto la differenza lungo tutto l’arco del torneo e può ora festeggiare legittimamente il primo successo personale con la maglia della Seleccion. Di Maria, invece, si conferma la sorpresa (ma solo per chi non lo conosceva….) più lieta di queste olimpiade calcistica.

enrguerrero/copyright flickr.com

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Clima infernale- 32 gradi e 35% di umidità: il clima dello stadio pechinese non è certo l’ideale per una partita di calcio, per altro così importante, così come non lo è l’idea cervellotica di giocare a mezzogiorno. Il mtach inevitabilmente ne risente, e non è un caso che le cose migliori si vedano all’inizio e subito dopo il primo storico time-out chiamato dal fischietto Kassai per consentire alle squadre di bere. Cose mai viste. In queste condizioni è sfavorita in particolar modo l’Argentina, che in tutto il primo tempo si fa vedere solo con un tiro dalla distanza di Monzon. La Nigeria, per ovvie ragioni, si trova più a suo agio: Isaac ha due buone chanche ma si rimane sull 0-0.

Messi inventa, Di Maria segna- In avvio di ripresa Batista sposta Messi in mezzo, nel cuore della manovra. La mossa porta subito i suoi frutti. Al 2′ la Pulce lancia Aguero che viene anticipato all’ultimo da Vanzekin, poco dopo l’estremo delle Aquile risponde prontamente ad un sinistro del blaugrana. E, al 13′, in una delle poche occasioni in cui le Aquile si trovano sbilanciate, serve alla perfezione Di Maria sulla corsa. L’esterno del Benfica, come nei quarti con l’Olanda, è glaciale a tu per tu con il portiere, il suo pallonetto è da manuale. Da lì in poi la finale si accende, poichè gli africani sono costretti a riversarsi in avanti e la Seleccion può colpire in contropiede. Le Aquile meriterebbero il pari, dato che il neoentrato Anichebe va vicino al gol due volte su assistenze di Obinna. Garay prima e Romero poi, però, salvano la porta albiceleste e firmano il bis olimpico.

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Brasile, un bronzo che vale poco

dku/copyright flickr.com
dku
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Bronzo, come ad Atlanta ‘96. Con lo stesso bagaglio di rimpianti. Va in archivio così l’avventura olimpica del Brasile che sconfigge il Belgio nella finalina per il terzo posto. Una medaglia che non può consolare una nazionale partita per vincere, per sfatare un tabù (l’oro olimpico) che invece rimarrà tale. Il 3-0 sugli europei non può certamente essere la panacea per il tris incassato dai cugini argentini che domani giocheranno (loro sì) per bissare il successo di quattro anni fa.

Lo scorie dello shock per la batosta subita sono ancora presenti nelle menti e gambe dei giocatori verdeoro. Il primo quarto d’ora, infatti, è decisamente sotto ritmo. Il Belgio, quindi, non sta a guardare, affondando con rapidi contropiede. Pian piano gli uomini di Dunga escono dal torpore: Alex Silva mette alto di testa, Ronaldinho viene affossato in area ma viene incredibilmente ammonito per simulazione. E’ comunque il preludio al gol che arriva al 26′: bel cross di Rafinha che Diego gira in rete. Il Belgio, però, meriterebbe ampiamente il pari nella seconda parte di frazione. Martens fa ammattire la retroguardia avversaria, ma i compagni di squadra Dembele (due volte) e De Mul sciupano malamente. E così la più antica legge del calcio colpisce ancora: gol sbagliato, gol subito. Il raddoppio è firmato da Jo su perfetto assist di Dinho.

La ripresa è un susseguirsi di occasioni create e fallite. I belgi ci provano due volte, i carioca altrettanto, ma la rete si gonfia nuovamente solo nel finale, quando Jo castiga per la terza volta l’estremo giallorosso. E’ una punizione eccessiva per il Belgio e un brodino per il Brasile. Un brodino che, con molta probabilità, non salverà Dunga. E’ quello che chiede una nazione intera: Luxemburgo e Ramalho sono già pronti a sostituirlo.

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Che Argentina! Aguero affonda il Brasile

pitch pics/copyright flickr.com

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L’oro olimpico resta un tabù per il Brasile. L’Argentina rifila tre schiaffoni ai rivali di sempre e vola in finale, dove contro i nigeriani cercherà di bissare il successo di Atene. Vittoria strameritata per gli uomini di Batista che impartiscono una lezione di calcio ai verdeoro. Gli uomini di Dunga eccedono in nervosismo nel finale chiudendo in 9 contro 11. Hombre del partido El Kun Aguero, un rebus irrisolvibile per la difesa carioca, ben coadiuvato da Messi.

Dunga preferisce Sobis a Pato, Batista schiera il classico 11 con i folletti Aguero e Messi in attacco. L’avvio è equilibrato, le due compagini replicano colpo su colpo. Ma sono proprio i due piccoletti della Seleccion i più pericolosi: la Pulce fa impazzire la retroguardia avversaria con i suoi dribbling, el Kun ha l’occasione più ghiotta della prima frazione al 14′, ma la sua conclusione a botta sicura viene deviata sul fondo. Il Brasile, invece, si fa vedere in avanti con Sobis ed una conclusione dalla distanza di Hernanes. Più Argentina, insomma, ma il primo tempo si conclude sullo 0-0.

La formazione di Batista, però, raccoglie i frutti del suo lavoro ad inizio ripresa. E’ il 52′ quando Di Maria crossa teso per Aguero che, in scivolata, infila Renan. I carioca reagiscono con Sobis e Rafinha, ma lo show dell’attaccante dell’Atletico prosegue pochi minuti dopo. E’ ancora Di Maria a servire il giovane bomber, abile a sfruttare la seconda indecisione della difesa sudamericana. Il Brasile è in panne, Dunga prova a cambiare qualcosa con gli inserimenti di Pato e Thiago Neves. Il milanista lo ripaga subito con l’1-2, ma la rete viene annullata per fuorigioco: l’azione era nata da una punizione battuta da Ronaldinho (opaca la sua prova) finita sul palo. Entra anche Jo per un impalpabile Diego, un altro degli assi carioca in ombra, ma i protagonisti sono sempre gli stessi. Messi carica di falli e cartellini i verdeoro, Aguero chiude la sua serata da favola procurandosi un rigore. Riquelme trasforma, per il Brasile è notte fonda. A questo punto il nervosismo s’impadronisce degli animi dei ragazzi di Dunga che prendono di mira Mascherano. Il volante del Liverpool, infatti, subisce un doppio fallo di frustrazione dal compagno di club Lucas e da Thiago Neves: Vazquez non ha dubbi e li caccia entrambi. Finisce così, con la Seleccion che vendica il 3-0 patito nella finale dell’ultima Coppa America con egual punteggio. E sabato affronterà la finale con la Nigeria con gli ovvi favori del pronostico.

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La Nigeria vola in finale a forza 4

Senza storia. E’ la prima delle due semifinali olimpiche in programma oggi a Pechino che ha decretato la prima finalista, la Nigeria. Le Super Aquile hanno letteralmente annichilito il Belgio con un poker perentorio aumentando, per altro, i rammarichi azzurri. I belgi, infatti, hanno mostrato tutti i loro limiti, opponendo una resistenza minima agli africani. Adefemi ha aperto le danze al 18′, poi nella ripresa si è scatenato Edu. Il giovane Gunners ha confermato le sue qualità mettendo a segno una doppietta e affondando definitivamente il Belgio. Il poker è di Okonkwo, Ciman sigla la rete della bandiera. Ora i nigeriani cercheranno l’impresa impossibile: bissare il trionfo del ‘96 contro una delle due super big del calcio mondiale, Brasile o Argentina.

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Sarà ancora Argentina-Brasile. Ma che fatica!

milan time/copyright flickr.com
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Il Superclasico sudamericano si arricchirà di un altro capitolo. Brasile e Argentina si affronteranno, come da pronostico, nella semifinale del torneo olimpico. Una sorta di finale anticipata, insomma, per le due blasonate nazionali. La vincente se la vedrà con una tra Belgio e Nigeria: le Aquile hanno sconfitto 2-0 nel derby africano la Costa d’Avorio con l’ennesimo sigillo di Obinna. Tornando alle due protagoniste numero uno, il loro compito nei quarti è stato tutt’altro che facile.

Entrambe le formazioni, infatti, hanno dovuto ricorrere ai tempi supplementari per aver la meglio degli ostici avversari di turno. Camerun e Olanda hanno dato filo da torcere e si sono piegate soltanto alla fantasia di due ‘tipetti’ come Diego e Messi. Il fantasista del Werder ha scardinato la difesa arcigna dei Leoni con una giocata delle sue mettendo nelle condizioni di segnare Sobis. Gli africani, nonostante l’inferiorità numerica, avevano retto bene agli assalti carioca, ingabbiando (e riservando un trattamento speciale…) Ronaldinho. L’1-0 ha sbloccato la situazione, il raddoppio di Marcelo è stato inevitabile. La Pulce blaugrana, invece, ha deliziato il pubblico presente con gol e assist. Ma l’Olanda bicampione europea under 21 ha confermato il suo valore prima impattando poi sfiorando addirittura il colpo del ko con Babel. lI match è scivolato così all’extratime, dove Messi ha inventato un lancio di 30 metri per Di Maria che ha lanciato l’albiceleste verso il derbyissimo di Sudamerica. Signori, preparatevi: lo spettacolo è assicurato.

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Italia, troppe distrazioni

Una doccia fredda. Gelata. La nostra nazionale abbandona anzitempo la competizione olimpica quando in molti sognavano già una medaglia e la finale. E invece la formazione di Casiraghi torna mestamente a casa, vittima dei propri errori e disattenzioni. Dopo aver mantenuto la porta inviolata nei primi tre match, sembra quasi impossibile averne incassati tre in 90 minuti dall’onesto ma modesto Belgio. Ma è la cruda realtà. Il nostro sogno olimpico finisce ai quarti.

Due rigori e la superiorità numerica non sono state sufficienti per aver la meglio di un avversario tutto sommato inferiore. Al 17′ sull’1-0 e in 11 contro 10 la partita pareva in discesa, ma una dormita su corner ci ha punito. Ancora peggio al 45′, quando Bocchetti si è staccato da Mirallas e ha permesso all’attaccante belga di esprimersi  nel suo migliore (e unico?) fondamentale: difendere palla e girare in rete. Una girata che, per altro, era tutt’altro che irresistibile. Come quella dell’ancor più clamoroso 3-2 di Dembele, divenuto pure lui fenomeno per una notte. Le responsabilità di Viviano sono state evidentissime, così come quelle di tutta la difesa, di cui salviamo solo De Ceglie, stantuffo instancabile. Ma la squadra in toto va bocciata, con Rossi che, al di là dei rigori trasformati, ha deluso, ‘l’esperto’ Montolivo non ha inciso, idem Acquafresca. In generale, troppa precipitazione, molto nervosismo e poche idee. Possibile che la squadra abbia potuto subire un’involuzione simile al primo ostacolo vero?

Partire con i processi sarebbe ingeneroso e ingiusto, una giornata no può capitare. Però è altrettanto lecito porre qualche interrogativo. Non sarebbe stato meglio portare tre fuoriquota? Perchè affidarsi a due sole prime punte di ruolo (diventata una dopo il ko di Rocchii)? E ancora, un portiere esperto non avrebbe fatto comodo ad una difesa così giovane? Sono tutte domande a cui non avremo risposta. Rimarremo in poltrona ad ammirare le gesta di argentini e brasiliani con la consapevolezza che si poteva (e doveva)  fare di più.

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Olimpiadi, le qualificate ai quarti

Joe Gazman/copyright flickr.com
Joe Gazman
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Nessuna sorpresa nell’ultima giornata della fase gironi del torneo olimpico. Brasile e Argentina chiudono a punteggio grazie alle nette vittorie su Cina (3-0) e Serbia (2-0). I verdeoro, passati in vantaggio con Diego, amministrano il match in scioltezza, e ai primi mugugni del pubblico si scatena Thiago Neves. Il fantasista del Fluminense, infatti, mette a segno una doppietta di pregevole fattura con una punizione nel sette e un sinistro precisissimo dal limite. Bene ancora Ronaldinho, per il resto Dunga ha dato spazio al turnover. I carioca affronteranno nei quarti il Camerun. Ma in semifinale, se tutto andrà come pronostico, sarà supersfida con l’Argentina. L’Albiceleste, archiviata la pratica serba con le stoccate di Lavezzi e Buonanotte, dovrà prima superare l‘Olanda: gli oranje hanno superato la crisi battendo il Giappone e strappando il pass per i quarti. Dall’altra parte del tabellone, gli azzurri se la vedranno col Belgio, vittorioso 1-0 sulla Nuova Zelanda. Infine, l’ultimo quarto è il super derby africano Nigeria-Costa d’Avorio. Le Aquile, sospinte da Obinna, hanno vinto il proprio girone, gli Elefanti hanno superato l’Australia grazie alla rete di Kalou.

Ecco il tabellone dei quarti di finale:

Brasile-Camerun

Argentina-Olanda

Italia-Belgio

Nigeria-Costa d’Avorio

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Italia, sbadigli e noia. Evitato il Brasile

Missione compiuta. L’Olimpica di Casiraghi, tra sbadigli e fischi, impatta il terzo e ultimo match del girone con il Camerun ottenendo così il primo posto nel gruppo. Primato che permette agli azzurri di evitare il temutissimo Brasile nei quarti e l’Argentina prima di un’eventuale finale. Ma la partita contro gli africani è stato uno spot anticalcio, con mezz’ora vera, un paio di sussulti, poi il nulla assoluto condito da una melina irritante. D’altronde lo 0-0 accontentava sia gli azzurri che gli africani, a cui serviva un punto per ottenere la qualificazione.

Casiraghi fa ancora turnover ripresentando De Ceglie e De Silvestri sulle fasce e dando un turno di riposo a Criscito, mentre a centrocampo rifiata Cigarini. Al suo posto Dessena. Davanti Acquafresca riprende giocoforza il suo posto al centro dell’attacco. La partita non decolla e, complice un terreno inguardabile, è favorita la fisicità africana contro la nostra tecnica. Per il primo sussulto bisogna attendere il 14′: Vazquez vede un (dubbio) tocco di mano di Bocchetti in area concedendo il rigore al Camerun. Viviano, però, ripara il torto subito con un guizzo eccezionale. Passato lo spavento, è l’Italia a comandare il gioco. Giovinco viene anticipato di un soffio da Tignyemb, Rossi e Acquafresca sparano a lato. Al 32′ il secondo momento clou, il rosso a Mandjeck che punisce l’eccessiva aggressività camerunense. Le velleità dei nostri avversari si spengono definitivamente, e la partita fa altrettanto. Dalla mezz’ora in poi, vedere un tentativo offensivo diviene utopia, la melina la fa da padrone. Il pubblico inizia a spazientirsi e fischia le due formazioni in campo, ma il loro atteggiamento non cambia. Finisce a thè e pasticcini, insomma, alla faccia dello spirito olimpico. E c’è chi non la prende affatto bene: il presidente della Fifa Blatter a fine partita sbotta indispettito, minacciando cambiamenti per le prossime manifestazioni. Ma intanto l’Italia si è spianata la strada verso la finale.

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Tegola per Casiraghi, Rocchi va ko

sslbiancoceleste/copyright flickr.com

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L’Italia Olimpica perde il suo unico fuoriquota. Tommaso Rocchi, reduce da una buona prova impreziosita dal gol contro la Corea, è costretto a far le valigie anzitempo. Il centravanti laziale, infatti, ha accusato un’infrazione della testa del perone, infortunio ben più grave di quello temuto alla vigilia dell’esordio con l’Honduras, saltato precauzionalmente per un sospetto problema muscolare. L’ecografia a cui si è sottoposto oggi ha svelato la triste verità: dopo una sola partita Rocchi dirà addio all’Olimpiade.

Rocchi, quindi, verrà sostituito da una riserva: è pronto Russotto, giovane fantasista del Napoli. L’attaccante ex Empoli, invece, starà accanto alla squadra durante il match con il Camerun prima del mesto ritorno in Italia. Per l’Olimpica di Casiraghi è già la seconda defezione: anche Marchisio, infatti, potrebbe dare forfait. Se il suo polpaccio destro non migliorerà sensibilmente, Candreva prenderà il suo posto.

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I ‘nostri’ Lavezzi, Pato e Dinho trascinano ai quarti albicelestes e verdeoro

abr sportpics/copyright flickr.com

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Cina- Sono le facce conosciute del nostro calcio in grandi protagonisti in quel di Pechino. I milanisti Ronaldinho e Pato regalano gol e spettacolo nel pokerissimo alla Nuova Zelanda, il partenopeo Lavezzi toglie d’impaccio l’Argentina nel difficile match contro l’Australia. Verdeoro e albicelestes approdano così ai quarti con un turno d’anticipo.

Brasile show- Finalmente. Il Brasile ammirato contro i kiwi neozelandesi si avvicina maggiormente a quello classico. Ok, gli oceanici sono il classico avversario “materasso”, ma perlomeno si è visto un pò di futebol bailado. E a rallegrarsene, in primis, sono i tifosi milanisti. Il neoacquisto Ronaldinho ha strappato applausi con una doppietta d’autore (punizione e rigore) e tantissimi passaggi illuminanti. Il Papero, invece, si è svegliato dal torpore mettendo a segno il primo gol olimpico. Anderson e Sobis hanno completato la festa carioca per il 5-0 finale. Tutt’altra musica, insomma, rispetto allo striminzito 1-0 dell’esordio.

Argentina, per fortuna c’è il Pocho- Fatica ancora, invece, l’Argentina. Messi e Aguero non trovano lo spiraglio giusto, e così ci vuole il guizzo di Lavezzi al 76′ per sbloccare il match. L’Australia si è rivelata avversario ostico, e gli uomini di Batista hanno sudato le cosiddette sette camicie per aver la meglio. Ad ogni modo, anche l’Albiceleste può festeggiare l’approdo ai quarti. Nelle altre gare in programma, da segnalare lo spettacolare 2-2 tra U.S.A e Olanda (che inguiaia gli oranje), la vittoria della Nigeria sul Giappone (firmata da un’altro giocatore del nostro campionato, l’interista Obinna; gli africani sono in testa al girone con gli statunitensi) e il poker ivoriano alla Serbia. Nel girone del Brasile, invece, il Belgio ipoteca il secondo posto sconfiggendo i padroni di casa della Cina.

I risultati della seconda giornata:

Argentina-Australia 1-0

Serbia-Costa d’Avorio 2-4

U.S.A-Olanda 2-2

Nigeria-Giappone 2-1

Brasile-Nuova Zelanda 5-0

Belgio-Cina 2-0

Italia-Corea del Sud 3-0

Camerun-Honduras 1-0

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