Archivio per la categoria 'Mondiali 2010'

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Maradona corona il suo sogno: è lui il nuovo ct dell’Argentina

Il nuovo ct dell’Argentina è Maradona
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BUENOS AIRES- Il grande sogno di Diego Armando Maradona si è realizzato. Sarà lui il nuovo c.t. della nazionale argentina dopo le recenti dimissioni di Alfio Basile. L’Afa presieduta da Julio Grondona ha infatti puntato sulla magica ‘generacion’ di Messico ‘86 -a partire dal suo più illustre rappresentante- per tornare vincenti: una scelta romantica o, se volete, scaramantica, indubbiamente di grande risalto mediatico.

Debutto con la Francia- Sembrava quasi incredulo l’ex Pibe de Oro al momento della convocazione in federazione. In cuor suo sperava di assumere la guida della Seleccion, ma i candidati avversari erano numerosi e accreditati. E invece Julio Grondona ha puntato su di lui. Maradona entrerà ufficialmente in carica nel 2009, esattamente l’11 febbraio per l’amichevole di lusso con la Francia. A guidare l’Argentina nel prossimo impegno amichevole del 19 novembre con la Scozia, invece, ci sarà Batista.

Lo staff- La scelta di Maradona è indissolubilmente legata alla presenza nello staff di un’altra figura storica del calcio argentino, Carlos Bilardo. Il ct che guidò l’albiceleste all’ultima vittoria mondiale, infatti, sarà il braccio destro del nuovo selezionatore. Pedro Troglio (vicecampione nel ‘90) e Fernando Signorini cureranno l’aspetto tecnico-atletico riformando la squadra vincente di fine anni ‘80 e inizio anni ‘90. L’Argentina, dunque, ha guardato al suo glorioso passato per costruire il futuro.

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Argentina, Basile si dimette

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Basile non è più ct dell’Argentina
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BUENOS AIRES- Dimissioni irrevocabili. Sono quelle presentate da Alfio Basile che, da ieri notte, non è più il ct dell’Argentina. Il tecnico ha rinunciato all’incarico per motivi personali e il presidente della federazione Julio Grondona ha dovuto, suo malgrado, accettare.

Caccia al successore- La prima storica sconfitta con il Cile, dolorosa più per la batosta tecnico-tattica subita che per il risultato in sè, e le conseguenti feroci critiche piovutegli addosso sono le cause principi di questa decisione. Grondona si è detto rammaricato per le dimissioni di Basile, in quanto questa è appena la seconda volta in cui un commissario tecnico della Seleccion non arriva in fondo al suo mandato. Di fronte alle ragioni personali addotte dall’allenatore, però, ha dovuto giocoforza prendere atto. Ed ora in Argentina è già toto-ct. I nomi circolanti sono tanti, d’indubbio fascino, ed evocano dolci ricordi anche per molti tifosi italiani. Si parla in primis della ‘promozione’ di Sergio Batista, il fautore dell’oro olimpico, a cui verrebbe affiancato l’idolo storico del calcio argentino, Diego Armando Maradona. Subito dietro un’altra coppia di ex nazionali, Gabriel Batistuta e Nestor Sensini, quest’ultimo dimessosi da poco dalla guida dell’Estudiantes. Chiudono la lista Diego Simeone (l’ennesima vecchia conoscenza del nostro calcio), attuale trainer del River, e il mister della capolista San Lorenzo Miguel Angel Russo.

Mondiali 2010

Qualificazioni Mondiali: Bielsa si vendica, vola il Paraguay

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Orellana firma la 1° storica vittoria cilena sull’Argentina
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Ferme Africa e Oceania, ecco cosa è successo in questo turno di partite di qualificazione a Sudafrica 2010 negli altri continenti extraeuropei.

Asia- Il continente asiatico, fermo sabato scorso, ha giocato ieri sera. Due gironi da 5 squadre, contano soltanto i primi due posti; mentre le terze di ciascun girone spareggeranno tra loro e con la Nuova Zelanda. Ieri si è giocato il terzo turno. Poche le sorprese: nel Girone A l’Australia di Verbeek si è imposta in casa sul Qatar dei naturalizzati per 4-0 (Culina,  doppietta di Emerton e Kennedy) mentre stecca in casa il Giappone, fermato sull’1-1 dall’Uzbekistan. In classifica guidano gli Aussies con 6 punti, seguono Giappone e Qatar con 4, Bahrein e Uzbekistan ultimi con un punto.

Nel Girone B vincono le favorite: l’Iran si impone in casa sulla Corea del Nord per 2-1 mentre la Corea del Sud vince 4-1 sugli Emirati Arabi Uniti. In classifica tutto apertissimo: Iran, Arabia Saudita e le due Coree sono tutte a 4 punti, mentre gli Emirati Arabi chiudono a 0.

Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi)- Qui si è giocato il quinto (e penultimo) turno di qualificazione all’esagonale finale. In palio 3 posti per il Sudafrica, mentre la quarta spareggerà con la quinta del Sud America. Dopo Stati Uniti e Costa Rica, anche El Salvador si qualifica per l’ultimo atto. Continua invece il momento no del Messico che si è fatto imporre il pari  dal Canada. Questo il quadro dei risultati:

Girone A
Cuba-Guatemala 2-1
Trinidad&Tobago-Stati Uniti 2-1
Classifica: Stati Uniti 12, Trinidad 8, Guatemala 5, Cuba 3
Girone B
Giamaica-Honduras 1-0
Canada-Messico 2-2
Classifica: Messico 10, Honduras 9, Giamaica 7, Canada 2
Girone C
Costa Rica-Haiti 2-0
El Salvador-Suriname 3-0
Classifica: Costa Rica 15, El Salvador 10, Haiti 2, Suriname 1

Sud America- Continua la cavalcata del Paraguay, sempre più solo in testa al gruppo. La vittoria in casa sul Perù fanalino è firmata da Benitez, ma le buone notizie arrivano da Rio de Janeiro, dove il Brasile continua a non far risultato in casa: scialbo 0-0 con la Colombia. Ancora peggio l’Argentina. La Seleccion le prende a Santiago dal Cile dell’ex Bielsa. Il gol vittoria è di Orellana. Chi sfrutta il turno interno è il Venezuela che batte 3-1 in rimonta l’Ecuador, inguaiandolo nella lotta ai primi 4 posti. Malino anche l’Uruguay: la Celeste non va oltre il pari nella rarefatta aria di La Paz, principale alleata della modesta formazione boliviana capace di portarsi sul 2-0 all’intervallo (doppietta di Marcelo Moreno) e di farsi recuperare nella ripresa (reti di Bueno del “Loco” Abreu). Un punto alla fine non è da buttar via…

Classifica: Paraguay 23, Brasile 17, Argentina 16, Cile 16, Uruguay 13, Ecuador 12, Colombia 11, Venezuela 10, Bolivia 9, Perù 7

Mondiali 2010

Portogallo, è crisi nera. Spagna, Olanda e Inghilterra a punteggio pieno

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Super Rooney a Minsk
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Oltre alla vittoria degli azzurri sul Montenegro, il mercoledì calcistico europeo ha visto scendere in campo altre 42 squadre per la qualificazione ai Mondiali sudafricani. La notizia che fa più scalpore è la crisi irreversibile del Portogallo, fermato in casa dall’Albania dopo i ko con Svezia e Danimarca. Volano le altre big: Inghilterra, Olanda e Spagna corsare autoritarie a punteggio pieno, Germania meno brillante ma comunque vincente. Ma vediamo nel dettaglio, girone per girone, quello che è successo.

Gruppo 1. Portogallo cercasi. La dipartita di Scolari e l’arrivo di Queiroz sembrano aver clamorosamente inaridito una formazione così talentuosa. I vari Ronaldo, Quaresma e Nuno Gomes sciupano l’inverosimile nella notte di Braga, con l’Albania è solo 0-0. Dopo il ko con la Danimarca e il pari con la Svezia, la strada verso il Mondiale è decisamente in salita. Nell’altro incontro di giornata, l’Ungheria espugna Malta con gol di Torghelle e sale al 2° posto.

Gruppo 2. Bel colpo della Svizzera ad Atene. Gli uomini di Hitzfield riscattano il deludente pari col Lussemburgo sconfiggendo i greci sin lì imbattuti. A segno Frei e N’Kufo, in mezzo il momentaneo 1-1 di Charisteas. Finiscono in parità, invece, gli altri due incontri. Il Lussemburgo infila un altro risultato positivo bloccando sullo 0-0 la Moldavia, il lituano Kolesnicenko acciuffa nel finale Israele, passata in vantaggio col solito Benayoun. E’ equilibrio in vetta con israeliani, svizzeri e greci raccolti in 2 punti.

Gruppo 3. La Slovacchia vola a sorpresa in testa al girone superando la Polonia grazie alla doppietta di Sestak. I polacchi si erano illusi col vantaggio di Smolarek, ma si vedono raggiunti e superati sia nell’incontro di Bratislava che in classifica. Tornano in vita i cugini cechi che raccolgono contro la Slovenia il primo successo in queste qualificazioni: decisivo Sionko. Tutto facile, invece, per l’Irlanda del Nord contro San Marino; un poker che non ammette repliche.

Gruppo 4. Mamma mia che fatica. La Germania deve attendere il 72′ per piegare la resistenza di un volitivo Galles. I teutonici, dunque, non brillano ancora una volta, ma il gol di Trochowski vale oro, ossia la primia mini fuga nel raggruppamento. Bene gli inseguitori russi che riscattano l’ultimo ko. La Finlandia è battuta con due autoreti e il sigillo finale del genietto Arshavin.

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Villa trascina un’incontenibile Spagna
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Gruppo 5. Incontenibile. E’ la Spagna di Del Bosque giunta al 27° risultato utile consecutivo. La vittoria all’Europeo ha cambiato molto nella mentalità iberica, ieri a Bruxelles se n’è avuta la conferma. Sotto per effetto della rete di Sonck, gli iberici hanno ribaltato il punteggio con Iniesta e il solito Villa. 4 partite e 12 punti, un ruolino impeccabile: la formazione di Del Bosque, per altro, approfitta del mezzo passo falso della Turchia in Estonia per andare in fuga. Nell’altro incontro, netta affermazione della Bosnia sull’Armenia. Hombre del partido l’atalantino Muslimovic, autore di una doppietta.

Gruppo 6. Vola l’Inghilterra, anch’essa a punteggio pieno. Gli uomini di Capello, trascinati da un super Rooney (assist e doppietta), espugnano con autorità Minsk. Oltremanica saranno certamente soddisfatti della concretezza instillata dal tecnico friulano alla loro nazionale. Prosegue la corsa alla 2° piazza la Croazia che si sbarazza senza problemi di Andorra: a segno Rakitic (doppietta), Olic e Modric.

Gruppo 7. Con la Francia a riposo, Serbia e Lituania proseguono la loro corsa a braccetto in testa. Danilevicius -sempre lui- castiga le Far Oer, ai serbi bastano 24 minuti per sbancare Vienna:Krasic, Jovanovic e Obradovic i marcatori.

Gruppo 8. L’anti Italia è l’Irlanda del Trap. A Croke Park Keane scaccia subito il fantasma Cipro - nelle qualificazioni a Euro 2008 gli irlandesi subirono una scoppola clamorosa a Nicosia- e lancia i suoi all’inseguimento degli azzurri. L’altra possibile rivale, la Bulgaria, continua infatti a deludere. Con la Georgia rimane ancora a secco, lo 0-0 è inevitabile.

Gruppo 9. La terza squadra a punteggio pieno è l’Olanda. Gli oranje passano anche a Oslo ipotecando il passaggio del girone, visto il vantaggio accumulato (+5) sulla seconda. Decisivo un bolide di Van Bommel. Poco influente, invece, l’identico 1-0 con cui l’Islanda batte la Macedonia.

Italia, Mondiali 2010

Aquilani lancia l’Italia, Lippi aggancia Pozzo

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Gran serata per Aquilani ai primi gol in azzurro
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LECCE - Gli azzurri superano il Montenegro 2 a 1 grazie a una doppietta del centrocampista giallorosso che rende vano il momentaneo pareggio di Vucinic. Per il Ct si tratta della trentesima partita consecutiva senza sconfitte. Gara brillante e divertente, la vittoria, anche se un po’ sofferta, è meritata.

Pronti, via è subito Italia. Non sono passati neanche trenta secondi quando Dessena, sugli sviluppi di un azione innescata da Di Natale, fa partire un insidioso tiro che terminapoco distante dal palo alla sinistra del portiere Poleksic. L’avvio di gara sembra essere il preludio a un dominio azzurro. Il Montenegro soffre, non riesce a imbastire alcuna ripartenza e capitola al 8’. Aquilani, preferito nell’undici iniziale a Montolivo, sblocca il risultato sfruttando in scivolata una respinta bassa del portiere avversario dopo un cross dell’ottimo Pepe.

Il gol è giallorosso. L’uno a zero sveglia i montenegrini e da quel momento la partita vive di rapidi capovolgimenti di fronte. L’Italia deve prima ringraziare Zambrotta che, appostato sulla linea di porta, respinge un tiro a colpo sicuro di Zverotic, ma deve poi inchinarsi, è il 19’, al bel contropiede avversario che porterà al pareggio di Vucinic. Il Montenegro dimostra personalità, ma è ancora una volta Aquilani, dieci minuti più tardi, con un destro incrociato (deviato da Tanasjevic), a riportare gli azzurri in vantaggio.

Ripresa vivace ma senza gol. Nella seconda frazione si aspetta il gol della sicurezza. De Rossi ci va molto vicino (sarebbe stato il terzo giocatore della Roma a segno), ma il suo colpo di testa termina sul palo. I montenegrini non demordono, credono nell’impresa e, almeno fino alla mezz’ora, creano più di qualche brivido ancora con Vucinic e con il giovane talento della Fiorentina Jovetic. Nel finale gli azzurri arretrano il baricentro, controllano il gioco e blindano il risultato.

Va bene così. Certo contro una formazione esordiente come il Montenegro era lecito aspettarsi qualcosa di più sia per quanto riguarda il gioco che il punteggio, ma alla fine si può sorridere : rispetto alle ultime apparizioni si registra un passo in avanti e poi la classifica, con 10 punti in quattro partite, è più che soddisfacente.

ITALIA-MONTENEGRO 2-1
MARCATORI
: Aquilani (I) all’8′ e al 29′, Vucinic (M) al 19′
ITALIA: Amelia; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena (Bonera dal 60′); Gattuso, De Rossi, Aquilani (Perrotta dal 66′); Pepe, Gilardino, Di Natale (Quagliarella dal 76′). Allenatore: Lippi
MONTENEGRO: Poleksic; Pavlicevic, Tanasijevic, Batak, Hovanovic; Drincic, Zverotic (Novakovic dall’89′), Vukcevic, Jovetic, Boskovic (V.Bozovic dall’81′); Vucinic (Damjanovic dal 92′). Allenatore: Filipovic
ARBITRO: Proença (POR)
AMMONITI: Vucinic (M), Jovanovic (M), Tanasjevic (M), Gattuso (I), Amelia (I)

Calcio, Italia, Mondiali 2010

Un solo imperativo: cancellare la vergogna di Sofia

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G.Rossi nuovo grimaldello di Lippi?
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LECCE- Vincere e, soprattutto, cancellare la vergogna di Sofia. Questo il duplice obiettivo della Nazionale e dei tifosi - quelli veri, non i beceri fascisti visti in Bulgaria - in vista del quarto impegno sulla strada della qualificazione ai Mondiali 2010.

Pericolosi avanti, deboli dietro- A Sofia, va detto, non si è vista una grande Italia. Certo, Amelia non ha mai corso seri rischi, le assenze sono tante e pesanti, ma questa nazionale può e deve fare di più, anche perchè gli avversari non erano irresistibili. Idem dicasi per il prossimo ostacolo, quel Montenegro entrato a far parte della Fifa da un solo anno. Per la neonata nazionale slava è la prima trasferta ufficiale: ergo, l’esperienza è minima. I pericoli numero uno sono tutti nel reparto offensivo: gli italiani Vucinic e Jovetic, il fantasista Vukcevic militante nello Sporting Lisbona. Ragazzi giovani, talentuosi, che possono causare qualche grattacapo alla nostra retroguardia. Attenzione, dunque, Irlanda e Bulgaria si sono già viste imporre il pari. Se in attacco i montenegrini sono pericolosi, però, non si può dire altrettanto della difesa composta da illustri sconosciuti. Ed è proprio per questo che gli azzurri dovranno osare molto di più rispetto a sabato.

Spazio ai giovani- E’ il concetto ribadito da Lippi in conferenza stampa. E l’uomo in grado di accendere il nostro gioco, di dar vivacità alla manovra offensiva, è l’ultimo arrivato. Parliamo di Giuseppe Rossi, uno dei migliori nella brutta serata di Sofia. Acciacchi permettendo, ci sarà spazio per lui nel tridente, altrimenti subentrerà a partita in corso. Giusto puntare su di lui, e sui giovani in generale: d’altronde, all’estero fanno da sempre così; i vari Walcott, Aguero, Messi, Fabregas - soltanto per citarne alcuni - insegnano. Noi italiani, costantemente preoccupati del risultato, puntiamo invece sull’usato sicuro lasciando in naftalina le baby - ma pure quelli un pò più cresciuti - promesse. Lippi, sebbene con cautela, pare aver preso la strada giusta con l’inserimento di Jo Rossi, Dessena e Pepe, gente che gioca titolare nei propri club e merita questa chanche.

Vincere sugli spalti- Vincere, dunque, per dar valenza al punto conquistato in Bulgaria, un doppio pareggio equivarrebbe ad un fallimento. Ma vorremmo che la vittoria più importante la conquistassimo sugli spalti. Che la politica e soprattutto gli estremismi, restino fuori dagli stadi, dal calcio in generale. Idem la violenza e tutto quello che non ha a che fare con questo sport. Ci “bastano” gli episodi di becero razzismo e l’ondata d’intolleranza che si sta diffondendo nel nostro paese, la confusione che regna su una pagina nera del nostro passato con la quale non abbiamo fatto pienamente i conti a causa di una sorta di meccanismo autoassolutorio. Quella che fa urlare a decine - se non centinaia - di persone “Duce, Duce”, senza sapere cosa significhi veramente vivere in un regime liberticida e razzista, quella per cui serve un’opera capillare, culturale.  Noi, invece, vorremmo poter commentare soltanto le giocate dei nostri beniamini, elogiandoli o criticandoli a seconda del loro rendimento. Vorremmo solo e soltanto parlare di calcio.

Mondiali 2010

Verso Sudafrica 2010: all’Argentina il derby ‘rioplatense’

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I genietti Aguero e Messi decidono il derby Platense
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Come di consueto, uno sguardo sul mondo: ecco cosa ci ha regalato il week-end di qualificazione a Sudafrica 2010 continente per continente:

Africa- Si giocava l’ultima giornata del secondo turno. Le 20 squadre promosse al prossimo round verranno divise in 5 gironi da 4, la vincente di ogni girone sarà promossa alla fase finale. Ecco le squadre qualificate: Camerun, Guinea, Benin, Nigeria, Ghana, Algeria, Costa d’Avorio, Marocco, Burkina Faso, Mali, Zambia, Egitto come vincenti dei 12 gironi; mentre le 8 migliori seconde sono Kenya, Gabon, Mozambico, Ruanda, Tunisia, Sudan, Togo e Malawi.

Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi)- Primi responsi nella zona Concacaf dopo la quarta giornata : Stati Uniti e Costa Rica si qualificano per l’esagonale finale, mentre il Messico cade in Giamaica e viene raggiunto al primo posto del Gruppo B dall’Honduras. Ricordiamo che le 12 squadre ancora in gioco sono state divise in 3 gironi da 4. Soltanto le prime due di ogni girone passano al turno successivo.
Girone A
Stati Uniti-Cuba 6-1
Guatemala-Trinidad & Tobago 0-0
Classifica: Stati Uniti 12, Trinidad 5, Guatemala 5, Cuba 0
Girone B
Giamaica-Messico 1-0
Honduras-Canada 3-1
Classifica: Messico 9, Honduras 9, Giamaica 4, Canada 1
Girone C
Suriname-Costa Rica 1-4
Haiti-El Salvador 0-0
Classifica: Costa Rica 12, El Salvador 7, Haiti 2, Suriname 1

Sud America- Siamo al giro di boa nel girone unico sudamericano. La nona giornata ha sorriso alle grandi: il Paraguay capolista si impone a Bogotà 1-0, grazie al gol di Cabanas. Bene anche l’Argentina, che ha battuto a Baires 2-1 l’Uruguay nell’infuocato derby Platense grazie ai genietti mignon Messi e Aguero (Lugano in gol per la Celeste) rispettivamente al 6′ e al 13′. Benissimo, infine, il Brasile di Dunga che asfalta a Caracas il Venezuela 4-0. Firme preziose per i gol: Kakà, Adriano e Robinho (doppietta). Cade il Cile in Ecuador 1-0 (Benitez), mentre tra le montagne di La Paz la Bolivia batte il Perù 3-0 (doppietta di Botero e Garcia) e lascia l’ultimo posto della classifica.

Classifica: Paraguay 20, Brasile 16, Argentina 16, Cile 13, Uruguay 12, Ecuador 12, Colombia 10, Bolivia 8, Venezuela 7, Perù 7

Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Vola l’Inghilterra. Bene Olanda, Germania e Spagna. Pari la Francia

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Domenech,altro pari stentato:sarà l’ultimo?
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ROMA - Sabato infuocato su molti campi del vecchio continente con la Danimarca che vola in testa al suo girone, la Germania che vince di misura contro la Russia, l’Inghilterra che affonda senza timore il povero Kazakistan e con la Francia che pareggia in Romania. Ma non solo. Ecco il quadro completo di tutte le gare valide per le qualificazioni ai mondiali del 2010.

GRUPPO 1
Con tre gol (doppietta di Larsen e rete su rigore di Agger) la Danimarca archivia la pratica Malta e si porta in testa al girone approfittando anche del pari senza reti tra Svezia e Portogallo. Vince facile, invece, l’Ungheria che batte l’Albania con un secco 2-0 (Torghelle e Juhasz).

GRUPPO 2
Una doppietta di Charisteas e la rete di Katsouranis permettono alla Grecia di battere senza tanti patemi la Moldova e rimanere in vetta al girone. Tre punti anche per la Svizzera che ha sconfitto la Lettonia per 2-1 (Frei/S, Ivanovs/L, N’Kufo/S) e per Israele che espugnando il campo del Lussemburgo per 1-3 (Benayoun/I, Peters/L, Golan/I, Toema/I) rimane a due punti dalla squadra ellenica.

GRUPPO 3
Cade in Polonia la Rep. Ceca con un passivo inferiore a quanto visto realmente sul campo. Il 2-1 finale (Brozek/P, Blaszczykowski/P, Fenin/RC) va addirittura stretto alla formazione polacca che alla fine porta comunque a casa i tre punti e la vetta della classifica. In cima, però, gli uomini di Beenhakker non sono soli. La prima posizione, infatti, va divisa con Slovacchia e Slovenia entrambe vincenti rispettivamente contro San Marino (1-3) e Irlanda del Nord (2-0).

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Ballack trascina la Germania contro la Russia
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GRUPPO 4
Germania in vetta nel gruppo 4. I tedeschi battono la Russia per 2-1 grazie alle reti nel primo tempo di Podolski e Ballack. Inutile la rete di Arshavin nella ripresa. Per il resto un palo per parte e tante emozioni. Non restano a guardare Galles e Finlandia. I primi battono il Lichtenstein per 2-0 con una rete per tempo (Edwards, Frick), i secondi battono di misura (1-0) l’Azerbaijan grazie a un gol di Forssell.

GRUPPO 5
Spagna di rapina in Estonia. Gli iberici battono i padroni di casa per 3-0 sfruttando soprattutto le ripartenze (Le reti: Juanito, Villa, Puyol). Alle spalle dei campioni d’Europa ci sono la Turchia che vince in rimonta contro la Bosnia (2-1: Dzeko/B, Arda Turan/T, Erding/T) e il Belgio che affonda l’Armenia con un secco 2-0 (Sonck, Fellaini).

GRUPPO 6
Mentre l’Ucraina e la Croazia si annullano con un incolore 0-0, l’Inghilterra strapazza il povero Kazakistan che a Wembley viente travolto per 5-1 (Ferdinand/I, aut. Kuchma/I, Kukeev/K, Rooney/I, Rooney/I, Defoe/I).

GRUPPO 7
Comincia male la serata della Francia che prima della partita perdono Vieira per infortunio sotto gli occhi di un atterrito Mourinho. In Romania i transalpini non vanno oltre un 2-2 in una sera da dimenticare, perché dopo neanche 20′ gli uomini di Domenech sono sotto di due reti (Petre e Goian); Ribery e Gourcuff salvano i francesi. Nelle altre gare del girone, l’Austria impatta sul campo delle Far Oer per 1-1 (Lokin/F, Stranzl/A), mentre la Serbia vince senza problemi contro la Lituania per 3-0 (Ivanovic, Krasic e Zigic).

GRUPPO 8
Il Cipro ferma la Georgia sull’1-1 (Constantinou/C, Kobiashvili/G) e fa un favore all’Italia che viene bloccata sullo 0-0 a Sofia dalla Bulgaria. Azzuri sempre al comando del girone.

GRUPPO 9
Scappa via, invece, l’Olanda che grazie alla vittoria sull’Islanda per 2-0 (Mathijsen e Huntelaar) e al pareggio della Scozia in casa contro la Norvegia domina la classifica del Gruppo 9.

Italia, Mondiali 2010

Italia, pari senza emozioni in Bulgaria

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Amelia non ha fatto rimpiangere Buffon
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SOFIA (BULGARIA) - Lo 0-0 finale, tutto sommato, non lascia l’amaro in bocca. La trasferta di Sofia era tra le tappe più difficili dell’Italia di Lippi nel cammino che porta direttamente in Sud Africa e uscirne indenni è già un passo in avanti. Certo il gioco ne ha risentito, ma il carattere mostrato dalla squadra è un buon inizio in prospettiva futura.

La gara contro la Bulgaria rappresentava per gli azzurri un banco di prova importante dopo la deludente prestazione di Cipro e la modesta vittoria contro la Georgia. Alla fine ne è uscito un match innocuo, dove le due compagini hanno preferito annullarsi piuttosto che farsi male.
C’è chi vedrebbe in questo pareggio un passo indietro, in realtà è un grosso passo in avanti. Primo, perché gli azzurri hanno dimostrato di avere ancora il carattere e la grinta dell’estate 2006; secondo, perché la formazione schierata da Lippi a Sofia era in parte inedita. Ottima la prova del giovane Pepe chiamato a sostituire l’infortunato Camoranesi. Bravo anche Amelia a dar fiducia al reparto e a non far rimpiangere Buffon.

Termina in parità anche la gara della tattica tra i due commissari tecnici. Lippi stringe nella morsa Chiellini-Cannavaro il temutissimo Berbatov, mentre il il Ct bulgaro Markos costruisce una ragnatela impenetrabile che blocca il gioco azzurro soprattutto al centro dove De Rossi e Montolivo sono spesso costretti a lanciare lungo. Nemmeno il contributo sulla fascia di un generosissimo Dossena serve a molto, visto che Gilardino è puntualmente sovrastato dai difensori avversari. Ciò che ne consegue è un primo tempo statico, privo di emozioni che si chiude con un inevitabile 0-0.

Nella ripresa il copione è sempre lo stesso. Per poter vedere il primo tiro in porta di tutta la partita bisogna aspettare la mezzora quando Gilardino, pressato da Ivanov, sbaglia clamorosamente davanti al portiere. Pochi minuti dopo è De Rossi a riscaldare il pubblico sugli spalti con un tiro violento dal limite che sfiora la traversa. Il centrocampista giallorosso ci riprova poco prima del 90′ su punizione ma la palla va vicinissima la palo senza, però, entrare in rete. L’unico tiro nello specchio dei padroni di casa è dell’attivissimo Jankov che ci prova da oltre 30 metri ma Amelia è bravo a bloccare in due tempi. Sono queste le uniche emozioni nella notte fredda di Sofia.

BULGARIA-ITALIA 0-0
BULGARIA (4-4-1-1): Ivankov; Milanov, Iliev, Tunchev, Wagner (dal 36’ s.t. Ivanov); S. Petrov; Dimitrov, Georgiev, Yankov, M. Petrov (dal 45’ s.t. Popov); Berbatov. (Petkov, Kotev, Manolev, Lazarov, Gargorov). All. Markov.
ITALIA (4-3-3): Amelia; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena; Gattuso, De Rossi, Montolivo (dal 23’ s.t. Perrotta); Pepe, Gilardino (dal 28’ s.t. Toni), Di Natale (dal 23’ s.t. Rossi). (De Sanctis, Gamberini, Bonera, Aquilani). All. Lippi.
ARBITRO: Lannoy (Fra)
NOTE: spettatori 46.000 circa. Espulsi, ammoniti Chiellini, De Rossi, Toni. Recupero 2’ p.t.; 3’ s.t.

Italia, Mondiali 2010

Italia, Lippi lancia Pepe. Ballottaggio Toni-Gilardino

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Ultimi dubbi per Lippi sull’undici anti-bulgaro
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COVERCIANO- Certezze e dubbi. Sono quelli che aleggiano nella mente di Marcello Lippi alla vigilia di Italia-Bulgaria, terzo incontro di qualificazione ai Mondiali sudafricani. Il c.t. ha professato ottimismo e calma, oltre a dare qualche preziosa indicazione sul probabile undici anti-Bulgaria.

‘Pepata novità’- “Un pò di Pepe ci farà bene“: queste le testuali parole del c.t. che, tra il serio e il faceto, investono il giovane udinese. Per Pepe, dunque, sarà un esordio coi fiocchi, titolare dal 1′, così come sarà in campo dall’inizio un altro ex friulano, quel Dossena che ha conquistato Anfield Road. Una mossa a sorpresa, inaspettata, ma che va letta nell’ottica del 4-3-3 previsto dal tecnico viareggino: Pepe sa ricoprire bene il ruolo d’esterno d’attacco, poichè abituato a coprire oltre che ad offendere. A differenza, per esempio, dei grandi esclusi Cassano e Del Piero. Sull’altro out agirà ancora Di Natale, mentre il dubbio di cui parlavamo sopra riguarda il ruolo di centravanti. In ballottaggio Toni e Gilardino. Sull’ipotetico piatto della bilancia del viola pesano un’ottima condizione e le tante reti messe a segno in quest’inizio di stagione. A lui, dunque, i favori del pronostico. La fiducia di Lippi sul bavarese, però, potrebbe prevalere. Anche perchè i grandi bomber a digiuno prima o poi si sbloccano. E la maglia azzurra potrebbe essere stimolo e talismano allo stesso tempo.

Ballottaggi- Due gli altri duelli per una maglia. Chiellini, più affidabile ma meno in forma, si gioca il posto con Gamberini. Il manovriere Montolivo, invece, è in ballottaggio con l’incursore Perrotta: in questo caso le caratteristiche del viola potrebbero essere più utili, vista l’assenza del playmaker Pirlo. Per il resto, Amelia prenderà il posto di Buffon tra i pali, Cannavaro e Zambrotta intoccabili con la novità Dossena in difesa, e mediana completata dai mastini Gattuso e De Rossi. E la Bulgaria? Il pericolo numero uno si chiama Dimitar Berbatov. Il centravanti pagato a peso d’oro dal Manchester è senza dubbi il fiore all’occhiello della formazione balcanica. Occhio, però, anche alle incursioni del mancino Petrov, e al clima che gli azzurri troveranno a Sofia. Decisamente caldo. I cali di concentrazione sono vietati.

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