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Calcio mercato, Lecce

Beretta al Lecce

Il nuovo allenatore del Lecce è Mario Beretta. Consumato il rapido e imprevisto divorzio con Papadopulo, il tecnico della promozione in A, la dirigenza salentina ha trovato un degno sostituto per la panchina. L’allenatore milanese, infatti, è reduce da un’ottima stagione con il Siena, alla cui guida ha centrato la salvezza più “precoce” della sua storia. Il club toscano, però, ha deciso di voltare pagina (”incredibile dictu”) ed ha ingaggiato Giampaolo. Beretta ha iniziato la carriera da mister nel 1995 ed ha allenato, tra le altre, Ternana, Chievo e Parma. Domattina la presentazione ufficiale nella sala stampa di Via del Mare.

Calcio mercato, Lecce

Clamoroso divorzio tra il Lecce e Papadopulo

Un addio che sa di clamoroso. Il divorzio tra il Lecce e Papadopulo, infatti, è di quelli inaspettati. La promozione in A dei salentini risale ad appena 5 giorni fa, ma non sarà il tecnico toscano a raccogliere i frutti della sua “semina”. E’ lo stesso Papadopulo a confermarlo in un’intervista rilasciata in queste ore. Ma qual’è il motivo di questa decisione apparentemente incomprensibile? Il contratto dell’allenatore era in scadenza, e non è stato trovato l’accordo con la società per il rinnovo. Colpa delle divergenze sulle strategie da mettere in atto. Il tecnico pisano è ovviamente rammaricato (voleva rimanere ad ogni costo; vedi “Lecce non sbaglia, è serie A“), mentre i giallorossi dovranno ora cercare un sostituto degno.

Albinoleffe, Lecce, Serie B

Lecce non sbaglia: è serie A

Lecce- Il Lecce non sbaglia. Doveva essere festa promozione e festa è stata. Dopo il successo di Bergamo, la band Papadopulo si accontenta del pari e brinda al ritorno in A dopo due anni di purgatorio.

I soliti due- Quando hai perso 3 sfide su 3 con 8 reti incassate e nemmeno una segnata, è dura trovare il bandolo della matassa. L’Albinoleffe, infatti, non riesce nemmeno stavolta nel tentativo d’affondare la corazzata giallorossa. Impossibile sfondare sulle fasce, dove Ariatti e Angelo sono sentinelle implacabili, altrettanto dicasi per le vie centrali, perchè Cellini e Ruopolo sbattono contro i tre centraloni salentini. Il fortino giallorosso è pressochè inespugnabile. La mission impossible degli uomini di Madonna si complica ulteriormente dopo 10 minuti. Conteh sbaglia in modo grossolano, i soliti rapaci Tiribocchi e Abbruscato non perdonano: l’ex Chievo consegna all’ex Arezzo la palla dell’1-0, proprio come mercoledì. Qualsiasi aggettivo diviene ormai riduttivo per questa coppia d’attacco protagonista assoluta della stagione salentina con 33 reti, nonchè letale nel momento della verità (leggasi play-off) con i 5 sigilli che valgono la A. I seriani hanno comunque il merito di non arrendersi. Ad un quarto d’ora dal gong, Ruopolo trova il guizzo che riapre la sfida. L’Albino spinge, il Lecce soffre e cerca il colpo del ko in contropiede con Munari. L’incubo supplementari, però, non si materializza. Papadopulo può iniziare il personalissimo giro di campo e raccogliere l’ovazione del pubblico salentino.

Promozione strameritata- La promozione leccese è più che meritata. Come abbiamo spesso sottolineato, il divario tra i giallorossi e le rivali dei play-off era netto. I giallorossi hanno quindi riconquistato con autorità una promozione gettata al vento nella “regular season”. Merito di una coppia d’attacco strepitosa in fase realizzativa ma disposta a lavorare per la squadra. Merito di una formazione organizzata, solida, a tratti inscalfibile. Merito del lavoro di mister Papadopulo. Il resto lo ha fatto l’abilità tecnica degli uomini chiave (oltre alle punte, i vari Zanchetta e Valdes). Archiviata la festa, lo sguardo va già al futuro. Papadopulo “ha reclamato” a gran voce la riconferma, Semeraro lo accontenterà. I giallorossi hanno già perso Valdes (il fantasista s’accaserà all’Atalanta), per la A serviranno rinforzi. Ma la base c’è già, e i salentini faranno bene a ripartire dal loro punto di forza, la solidità difensiva.

Albinoleffe, Lecce, Serie B

Ancora Abbruscato: il Lecce ipoteca la promozione

Il Lecce espugna Bergamo e vede la A. I giallorossi hanno sfoggiato la classica compattezza e solidità, mostrando i muscoli al momento giusto. L’Albinoleffe non vede premiato impegno e intraprendenza. Al ritorno servirà un’impresa ben più ardua di quella compiuta con il Brescia: un’altra vittoria, ma in trasferta e con due gol di scarto. E con i giallorossi il bilancio stagionale è 0-3. Un vero e proprio tabù.

Madonna deve rinunciare a Del Prato, Perico e Conteh, ma recupera Cellini. Papadopulo, invece, libera Zanchetta da compiti di marcatura e si affida al tandem delle meraviglie Tiribocchi-Abbruscato con l’ex aretino leggermente arretrato. In virtù del regolamento che premia la squadra meglio classificata, sono i lombardi a dover fare la partita. Cellini e Carobbio sono i più pericolosi: il bomber manda di poco a lato un colpo di testa,  il centrocampista saggia i riflessi di Benussi con un rasoterra e i suoi classici calci di punizione (insidiosissimo quello del 30′). E’ quasi un monologo dei padroni di casa che sprecano ancora con Gori e il loro cannoniere principe. Il Lecce, però, regge come al solito con disarmante sicurezza. E attende sornione.

Il secondo tempo si apre con un botta e risposta. Marchetti s’oppone alla grande ad un’incursione del neoentrato Munari, il palo salva Benussi sull’ennesimo calcio da fermo di uno scatenato Carobbio (il migliore dei suoi). La formazione di Madonna paga a questo punto lo sforzo, calando alla distanza. La band Papadopulo, invece, ha ancora benzina in corpo ed è pronta, com’è nel suo Dna, a sfruttare la minima sbavatura avversaria. E così quello che sembrava destinato ad essere un pareggio si trasforma nel colpaccio salentino. Foglio sbaglia, Tiribocchi ne approfitta e serve un perfetto assist ad Abbruscato. Il 14° centro stagionale dell’ex aretino lancia con ogni probabilità i salentini verso la A.

Lecce, Serie B

La premiata ditta Tir-Abbruscato lancia il Lecce in finale

Il Lecce non tradisce. Al Via del Mare partita e qualificazione alla finale non sono mai stati in discussione. Troppo forti i giallorossi per un Pisa privo di Cerci e Kutuzov, volenteroso ma inconcludente. Alla banda Papadopulo bastano due guizzi della coppia d’attacco Tiribocchi-Abbruscato per chiudere anzitempo il discorso qualificazione.

I salentini, grazie alla vittoria dell’andata (”Tiribocchi sbanca l’Arena“), possono applicare la loro tattica preferita: attendere l’avversario e colpire al momento giusto. I toscani ci provano con buon impegno, ma la diga giallorossa è insuperabile. Gli unici pericoli arrivano su un colpo di testa di Raimondi al 27′, ben respinto da Benussi, e da un’iniziativa di Castillo: l’argentino s’allarga troppo al momento della conclusione. Il 4-2-1-3 super offensivo di Ventura, quindi, non produce gli effetti sperati. Dopo 39′ minuti di dominio sterile, il Pisa si autoesclude dalla sfida. Zoppetti stende Munari in area (ottimo il lancio di Tiribocchi): rosso diretto e rigore. Il Tir, glaciale dagli 11 metri, timbra il cartellino per la 19esima volta in questa stagione. La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo: l’altro gemello del gol, Abbruscato, firma di testa il raddoppio (13esimo gol stagionale). I giochi son fatti, il sigillo di Colombo vale soltanto per la cronaca. In finale ci va il Lecce (con i favori del pronostico), ma un applauso va anche il Pisa, autore comunque di una bellissima stagione.

Lecce, Serie B

Tiribocchi sbanca l’Arena

L’avevamo detto. Il Lecce è squadra tosta, compatta, estremamente cinica e concreta. La semifinale d’andata dei play-off di serie B ha confermato questo pensiero. I giallorossi non offrono spettacolo, ma intanto hanno un piede e mezzo in finale. E di questo passo sarà veramente dura batterli.

Papadopulo non ha sconfessato il suo credo tattico. Squalificato Valdes, spazio ad un 4-1-4-1 con Zanchetta incaricato di ingabbiare Juliano, centrocampo d’interdizione e Tiribocchi classica punta dedita al pressing. Il Pisa, dal canto suo, soffre maledettamente le assenze croniche di Kutuzov e Cerci. Come se non bastasse, D’Anna è in condizioni precarie e Gabionetta non è ispirato. Rimangono i soli Juliano e Castillo, ma fantasista e attaccante sono troppo soli contro la granitica difesa salentina. La formazione di Ventura, quindi, fa molto possesso palla ma produce poco. Gli unici sussulti li regalano proprio l’attaccante argentino (gol annullato al 6′) e Mezavilla (colpo di testa al 73′). La Papadopulo band, invece, attende sorniona e al momento giusto piazza il colpo da knock out. Tiribocchi, da grande attaccante qual’è, sfrutta l’unica palla giocabile pervenuta dalle sue parti: gran destro, Morello incenerito. Un tiro un gol, il manifesto del cinismo. Il guizzo del bomber spegne le (poche, a dir il vero) velleità dei toscani. Ventura prova a cambiar modulo passando al 4-4-2, ma il risultato non cambia. I giallorossi sbancano l’Arena Garibaldi e “vedono” la finale.

Albinoleffe, Brescia, Lecce, Serie B

Play-off: 4 squadre a caccia di gloriA

L’infinita stagione della serie B si è appena conclusa dopo 42 partite. Chievo e Bologna hanno festeggiato il ritorno in A, Avellino, Ravenna, Spezia e Cesena hanno salutato la serie cadetta senza nemmeno la possibilità di giocare il play-out. Per quattro squadre, però, non è ancora finita. Anzi, nemmeno il tempo di rifiatare e stasera saranno ancora in campo. Lecce, Albinoleffe, Brescia e Pisa si giocano un’intera stagione nell’emozionante epilogo dei play-off.

Lecce favorito- Ai nastri di partenza si presentano due big e due sorprese. Il Lecce, favorito d’obbligo, avrebbe fatto volentieri a meno di questa “appendice”. I salentini, infatti, hanno sperato sino all’ultimo nel salto diretto in A, ma alla fine il ko nel derby pugliese è costato carissimo. Favorita numero uno, dicevamo. Le statistiche, d’altronde, parlano chiaro. La formazione di Papadopulo ha collezionato ben 83 punti, quota che in anni passati sarebbe valsa la promozione diretta. Miglior difesa in assoluto con il Bologna (appena 29 reti subite), secondo attacco dietro al Chievo promosso(70 gol, nessuna come lei tra le 4 sfidanti), maggior numero di vittorie esterne (11) come Albinoleffe, Chievo e Pisa gli altri dati eloquenti. Le cifre, per altro, non dicono tutto. La formazione salentina è stata la più continua nell’arco della stagione, ha dimostrato una solidità e compattezza sconosciuta alle altre tre sfidanti, oltre ad avere l’organico più profondo e completo. La coppia d’attacco Tiribocchi-Abbruscato (39 gol in due) è in grado di spaventare qualunque difesa, spinta e copertura sulle fasce è sempre garantita da Ariatti e Angelo. Il Lecce, inoltre, ha due armi in più: i calci piazzati magistrali di Zanchetta, risolutivi in diverse occasioni, e l’imprevedibilità di Valdes. Il fantasista (squalificato nel match d’andata come Diamoutene), gettato nella mischia da Papadopulo spesso a partita in corso, è stato la chiave per scardinare moduli e difese arcigne. Infine, i giallorossi sono avvantaggiati dal regolamento: 4 pareggi e la (meritata, occorre dirlo) A verrebbe comunque conquistata.

Pisa brasileiro- La sfidante del Lecce sarà il Pisa. La formazione toscana è stata la classica matricola terribile. Nella prima parte di stagione, vissuta senza pressioni, ha messo in mostra il gioco più bello della categoria. Il 4-2-4 “brasiliano” di Ventura è stato micidiale soprattutto lontano da casa, dove i toscani hanno costruito le loro fortune (11 vittorie come i rivali giallorossi). I nerazzurri sono volati letteralmente sulle ali Cerci e D’Anna, il cui instancabile lavoro è stato finalizzato dai bomber Kutuzov e Castillo (21 reti). L’argentino ha trovato la sua definitiva consacrazione, mentre sono venuti alla ribalta volti nuovi come il brasiliano Gabionetta e il giovane Genevier. I toscani hanno accusato segni di stanchezza nel finale di stagione, incappando in una serie nera lunga 9 partite. Quando il Rimini è apparso minaccioso alle spalle, però, la formazione di Ventura ha rialzato la testa e centrato meritatamente gli spareggi con due vittorie di fila. Il Pisa parte sfavorito, anche per le pesantissime assenze di Kutuzov e Cerci, ma non ha particolari pressioni addosso. Il campionato, inoltre, ha sancito un doppio 1-1: mai dire mai.

Albinoleffe, crisi superata?- L’altra sorpresa è stata l’Albinoleffe. Gustinetti ha costruito un meccanismo perfetto, dove tutti hanno svolto alla perfezione il proprio compito. La mente della squadra è stato nonno Del Prato, 38 anni suonati, il bravo Carobbio è richiesto da mezza A, mentre davanti Cellini è stato implacabile, andando a segno ben 23 volte. I lombardi hanno sognato a lungo il salto diretto in A e, nonostante un mercato invernale esclusivamente in uscita a differenza delle rivali (pesante la cessione del preziosissimo Colombo), l’obiettivo appariva davvero vicinissimo a poche giornate dal termine. Poi è accaduto l’impensabile: il crollo verticale con 3 ko e 11 reti incassate, la lite furiosa Gustinetti-Andreoletti con conseguente esonero del tecnico. Il neoallenatore Madonna ha il difficile compito di riportare serenità nel gruppo. Altro aspetto da considerare, l’andamento degli orobici negli scontri di alta classifica è stato quanto meno altalenante. Il bilancio delle sfide con la rivale di turno, il Brescia, è emblematico: blitz al Rigamonti all’andata (2-1), sconfitta casalinga nel retour match con il risultato di 3-2. D’altronde, l’Albino si è comportato meglio lontano dall’Atleti Azzurri d’Italia: sul proprio campo, infatti, ha conosciuto l’onta della sconfitta più di ogni altra compagine qualificatasi ai play-off (5 ko). Ad ogni modo, lo stesso discorso fatto per il Pisa vale per gli orobici: nessuno pretende dalla Madonna band la vittoria finale.

Brescia per il riscatto- Il Brescia, invece, non può fallire. Corioni e Cosmi hanno costruito l’estate scorsa una squadra per i primi due posti, ma a natale le rondinelle erano già attardate rispetto alla coppia di testa. La faraonica campagna acquisti di gennaio che, tra gli altri, ha portato in dote De Zerbi e Caracciolo, non è però bastata. Per un certo periodo le rondinelle hanno volato, poi una sequela infinita di infortuni ne hanno compromesso la corsa. La truppa di Cosmi ha dovuto rinunciare anzitempo alla lotta per la promozione diretta, potendo così preparare al meglio gli spareggi. L’organico delle rondinelle può essere considerato alla pari con quello dei salentini, nella partita secca possono battere chiunque. Basta scorrere la formazione per rendersi conto della forza dei lombardi: dal promettentissimo portiere Viviano alle sicurezze Zoboli e Stankevicius, passando per giocatori di categoria superiore come Tacchinardi, De Zerbi e Caracciolo. Una menzione particolare, però, va fatta per Possanzini, capitano e simbolo del Brescia: la grinta del bomber può trascinare i suoi al traguardo.

Albinoleffe, Lecce, Serie B

Albinoleffe, appuntamento con il sogno.

Nel 2003, in una domenica di caldo infernale, si giocava la finale di play-off di serie C all’Atleti Azzurri d’Italia. Un piccolo club di Bergamo, l’Albinoleffe, era all’appuntamento con la storia. Tutti pensavano che un momento così importante non sarebbe più capitato. La sfida con il Pisa fu epica, si estese ai supplementari e regalò agli orobici un’incredibile e inaspettata promozione. Oggi pomeriggio, a distanza di cinque anni, il sorprendente club bergamasco scende in campo per un altro appuntamento da cuori forti: stavolta, addirittura, c’è in palio mezza serie A. La favola continua.

Eh sì, perchè gli uomini di Gustinetti stanno disputando una stagione straordinaria, trascinando il club verso traguardi inimmaginabili. L’Albino, secondo in classifica, affronta il Lecce in una partita decisiva. I salentini inseguono a 3 lunghezze, in mezzo alle due compagini c’è solo il Bologna. In caso di vittoria locale, il Lecce si ritroverebbe a -6 a tre giornate dal termine. Ergo, sarebbe tagliato fuori dalla corsa ai primi due posti. La strada degli azzurri verso la promozione diretta, invece, sarebbe in discesa. Negli ultimi tre turni il calendario prevede scontri con squadre già appagate,  l’assalto del Bologna potrebbe essere respinto. L’appuntamento con il sogno è alle ore 16 all’Atleti Azzurri d’Italia.

Albinoleffe, Bologna, Brescia, Chievo, Lecce, Serie B

Chievo, è la volta buona? Colpi di coda di Vicenza e Avellino.

Questa potrebbe essere la volta buona. Il terzo tentativo di fuga stagionale del Chievo, dopo quelli della 27° e 30° giornata, potrebbe essere infatti quello definitivo per una serie di motivi: in primis il vantaggio sulla terza è di 4 punti, non più di 2 come nei precedenti allunghi; in secundis perchè la Iachini band è in serie utile da 15 turni e mostra una condizione fisica eccellente, al contrario delle sue inseguitrici; infine, perchè ora mancano soltanto 9 gare al termine del campionato. L’ultima prova di forza dei gialloblù è andata in scena allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Al contrario di altre volte, i veneti sono stati micidiali, colpendo l’avversario alla prima occasione: dopo appena 48 secondi, Obinna ruba il tempo a Gervasoni e serve a Pellissier la palla per il 16° sigillo stagionale. Il Chievo gestisce il match da grande squadra, mentre l’Albinoleffe fatica e partorisce un solo tiro in porta. Obinna e Iunco sono devastanti sulle fasce, Italiano comanda la manovra e così gli uomini di Iachini sfondano al secondo errore difensivo dei lombardi: 2-0 di Bentivoglio e partita in ghiaccio. Giornata no, quindi, per i lombardi, la cui inedita coppia di sinistra Garlini-Antonelli soffre all’inverosimile e il duo d’attacco non punge mai: troppo forte il Chievo di sabato anche per l’Albinoleffe dei miracoli.

Continua il tabù Ascoli per il Bologna. Il Cino e Lillo del Duca, dopo aver visto la prima retrocessione in B dei felsinei (1982)e l’ancor più triste discesa in C (1993), risulta indigesto agli uomini di Arrigoni, acciuffati all’ultimo assalto da Bernacci. L’ex cesenate fulmina in mezza girata Antonioli all’ennesimo tentativo locale, dopo una serie di mischie furibonde in area rossoblù. Non bastano ad Arrigoni, quindi, i guizzi dei suoi due bomber (Bucchi e Marazzina al 19° gol stagionale) a cui aveva temporaneamente risposto Soncin. Il Bologna paga a caro prezzo la scarsissima vena dei suoi trequartisti (Adailton e Bombardini) e l’espulsione di Bonetto ad un quarto d’ora dal termine. La formazione di Arrigoni sciupa una preziosa occasione per allungare sulla terza in graduatoria, e si arrabbia per il gol bianconero segnato ad overtime scaduto: il pari, però, è più che meritato.

Soffre ma vince il Brescia. Decimato da assenze e infortuni, conquista tre punti d’oro contro uno Spezia sfortunato e si riavvicina a -5 dal Bologna. Nonostante l’espulsione del ligure Herzan a fine primo tempo, i lombardi faticano maledettamente contro la formazione di Soda. Il gol di Taddei, al rientro dopo 5 mesi, è il jolly nella manica di Cosmi che ammette candidamente a fine partita che lo Spezia avrebbe meritato il pari.

Pareggi dal sapore diverso per Pisa e Lecce. I toscani tornano da Modena con una valigia piena di rimpianti. Frezzolini para tutto, e quando non ci arriva lui ci pensa il palo a negare la gioia del gol ai nerazzurri. Emblematico il minuto 34: Frezzolini salva su un colpo di testa di Castillo, sul susseguente corner il bomber argentino centra il palo con una splendida rovesciata. Come se non bastasse, al successivo tentativo il Nacho sfiora il montante e D’Anna si fa bloccare da un miracolo del numero uno emiliano. Nonostante la difesa a 5, il Modena si salva solo grazie alle prodezze del suo estremo difensore, mentre il Pisa maledice la sfortuna e si ritrova sesto in classifica, sorpassato dalle rondinelle di Cosmi. Profuma di miracolo, invece, il punto colto dai salentini a Grosseto. Incassato il vantaggio locale di Danilevicius al 4′, i giallorossi sono salvati dalla traversa e dall’erroraccio dello stesso attaccante lituano che sciupa a tu per tu con Benussi. I pugliesi passano invece al primo affondo: il cross di Tiribocchi è deviato da Bressan sul corpo di Innocenti che sigla involontariamente un malauguratissimo autogol. Gli uomini di Papadopulo soffrono la velocità di Gessa e Lazzari, mentre la luce di Valdes non si accende mai. La difesa a tre è in panne, ma resiste fino al fischio finale: il punto, al contrario di altre volte, è oro colato.

In coda successi fondamentali per Vicenza e Avellino. Gli uomini di Gregucci se la vedono bruttissima dopo il vantaggio ospite di Cordova al 18′. Il Messina, però, dà involontariamente una mano ai padroni di casa dopo il pareggio firmato Zampagna. In sei minuti, infatti, si fa cacciare due uomini (Biancolino e Rea), e per i veneti è gioco facile raddoppiare con uno scatenato Zampagna e chiudere i conti con Matteini nell’extratime (Capone fallisce pure un rigore). Il Vicenza, ad oggi, sarebbe salvo senza meriti particolari. L’Avellino ringrazia invece la galoppata vincente di Nardini a otto minuti dal termine, condannando virtualmente alla serie C il Ravenna. I romagnoli sono sfortunati, falliscono diverse opportunità con Sforzini e non sfruttano la superiorità numerica negli ultimi dieci minuti. La stagione nera dei giallorossi raggiunge l’apice con la cavalcata di 50 metri di Nardini che regala l’ennesima e forse definitiva beffa.

LE ALTRE PARTITE. Pesante ko del Treviso a Frosinone che si rialza dopo 3 sconfitte di fila. I veneti subiscono così il sorpasso di Vicenza e Avellino. Piange anche il Cesena, bloccato in casa da un Mantova ampiamente rimaneggiato, senza stimoli e in 10 per un tempo abbondante: l’errore di Cardone all’82′ pesa tantissimo sulle speranze salvezza dei bianconeri. Bei successi di Piacenza e Bari. Un doppio Dedic stende il Rimini, mentre i pugliesi raccolgono l’11°punto in 5 turni fermando la corsa della Triestina, reduce da 4 affermazioni.

Albinoleffe, Bologna, Chievo, Lecce, Serie B

Albinoleffe-Chievo,duello al vertice.

109 gol in due, primo e secondo attacco del torneo: Albinoleffe-Chievo, big match della 33° giornata di serie B, promette spettacolo. I lombardi cercheranno oggi il sorpasso sui veneti, avanti di un punto in classifica, per tornare ad occupare una delle due piazze che valgono la promozione diretta. Gustinetti si affiderà come sempre al gioco ragionato, fatto di possesso palla, ritmo lento e passaggi brevi, e alla prolificità della coppia d’attacco Cellini-Ruopolo, 29 gol in due. Furono proprio queste le armi con cui l’Albino espugnò il Bentegodi nel match d’andata. La solidità della difesa lombarda, forte del portiere rivelazione Marchetti e dei due promettenti terzini Perico e Peluso, cercherà di imbrigliare i potenti cavalli del tridente gialloblù. Iunco, Pellissier e Obinna sono i terminali offensivi della squadra che gioca il calcio più bello e spumeggiante del torneo. La statistica che più impressiona, oltre ai gol realizzati (57), è quella dei tiri in porta, ben 247 contro i 176 dell’Albinoleffe. Questo dato evidenzia la mole di gioco prodotta dai gialloblù che, per altro, vantano una rosa ben più ricca e “profonda” degli avversari. Iachini, però, non può prescindere dal metronomo della squadra, ovvero Italiano: senza di lui in campo, la formazione gialloblù balbetta; i vari Bentivoglio, Marcolini e Ciaramitaro, infatti, non hanno la visione di gioco e la capacità di lancio del regista titolare. La Iachini band cerca i tre punti per creare un divario importante tra sè e l’undici di Gustinetti: gli ingredienti per una bella partita, insomma, ci sono tutti. Calcio d’inizio alle ore 16.

Bologna e Lecce cercheranno di approfittare dello scontro diretto. I felsinei scendono al Cino e Lillo del Duca di Ascoli con l’obbiettivo di lanciare una mini fuga. I marchigiani non hanno più nulla da dire in questa stagione (come tante altre compagini, purtroppo)e potrebbero rivelarsi un ostacolo agevolmente superabile. Arrigoni ha un solo dubbio: uno tra Fava e Bucchi affiancherà l’imprescindibile Marazzina in attacco. Stesso discorso per gli uomini di Papadopulo. Il Grosseto è praticamente salvo, le sue motivazioni sono nulle rispetto a quelle dei salentini che vogliono avvicinarsi alle prime due posizioni. Indisponibile Abbruscato, sarà il fantasioso Valdes a sostenere Tiribocchi in avanti.

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