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Calcio, Champions League, Coppa Uefa, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma

Coppe europee: italiane in chiaroscuro

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Il risultato della tre giorni europea di questa settimana rivela un calcio italiano sempre più in difficoltà nel confronto con le altre realtà europee.

Se si considera la Champions League, saltano all’occhio da subito gli stentati pareggi di Juventus e Inter, le due migliori squadre italiane,  seppur non in un periodo brillantissimo. Se però il punto strappato dalla Juventus all’Allianz Arena di Monaco è molto importante, in quanto i tedeschi sono senza dubbio i diretti avversari per il primo posto del girone,  quello dell’Inter in Russia contro il Rubin Kazan, è un po’ più preoccupante.

In settimana Mourinho si è lamentato per l’atteggiamento dei giornalisti riguardo i passi falsi della sua squadra, giudicati sempre troppo duramente a differenza di quelli della rivali. Certamente il tecnico portoghese non ha tutti i torti, l’Inter è sempre sulla cresta dell’onda ed ogni non-vittoria fa scalpore. Vedere però i nerazzurri subire per novanta minuti contro una squadra all’esordio in Champions non fa certamente dormire sogni tranquilli ai tifosi interisti e al movimento calcistico italiano in generale.

Il nodo fondamentale infatti di questa e della prossima annata europea consiste nel ranking UEFA che assegna ad ogni nazione il numero di squadre ammesse alle competizioni . Se le italiane non faranno bene in questo biennio è  molto probabile che dovranno rinunciare ad una squadra in Champions, passando da quattro a tre partecipanti.

La disarmante sconfitta del Milan in casa con gli svizzeri dello Zurigo è un’altro brutto segnale in questo senso. Paradossalmente a salvare la faccia dell’Italia ci ha pensato al più giovane delle quattro rappresentanti, impegnata nella partita più difficile. La Fiorentina di Prandelli ha disputato infatti un incontro perfetto contro il Liverpool, sconfiggendolo due a zero senza appello. I viola sono stati in grado di mettere sotto i Reds primo tempo e di resistere con ordine al loro ritorno nella ripresa. Dopo la sconfitta di Lione, la qualificazione ora non è più un miraggio.

Gruppo A

Bayern Monaco(4)-Juventus (2) 0-0; Bordeaux(4)-Maccabi Haifa(0) 1-0

Gruppo C

Milan(3)-Zurigo(3) 0-1; Real Madrid(6)-Olympique Marsiglia(0) 3-0

Gruppo E

Debrecen(0)-Lione(6) 0-4; Fiorentina(3)-Liverpool(3) 2-0

Gruppo F

Rubin Kazan(1)-Inter(2) 1-1; Barcellona(4)-Dinamo Kiev(3) 2-0

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Vanno un po’ meglio le italiane in Europa League, ma le avversarie sono di ben altra caratura. La Roma si risolleva dalla sconfitta di Basilea e batte due a zero il Cska Sofia, mentre la Lazio surclassa quattro a zero in trasferta il Levski, completando il trionfo nel derby incrociato Roma/Sofia.

Cade invece a Valencia il Genoa, alla quarta partita senza vittorie, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per uno a zero. Tutte e tre le squadre sono ora a tre punti in due partite, pienamente in corsa per il passaggio del turno, ma tutte con difficoltà più o meno gravi. Da anni le prestazioni delle italiane nella vecchia Coppa Uefa, ora Europa League, non sono all’altezza, soprattutto in confronto agli anni novanta, quando otto edizioni su undici furono conquistate dalle nostre formazioni, e spesso con derby tricolori in finale. L’ultima squadra italiana a vincerla fu il Parma nel 1999, le ultime ad arrivare in semifinale la Fiorentina nel 2008 lo stesso Parma nel 2005.

Gruppo B

Slavia Praga(0)-Lille(4) 1-5; Valencia(4)-Genoa(3) 3-2

Gruppo E

Fulham(4)-Basilea(3) 1-0; Roma(3)-CSKA Sofia(1) 2-0

gruppo G

Levski Sofia(0)-Lazio(3) 0-4; Rb Salzburg(6)-Villareal(3) 2-0

Calcio mercato, Lazio

La Lazio sceglie la cura Ballardini

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Davide Ballardini

ROMA - La Lazio ha scelto il successore di Delio Rossi ed il nome è Davide Ballardini. L’ex tecnico del Palermo ha firmato un contratto di due anni con opzione per il terzo a 750000 euro netti a stagione. La presentazione è prevista per domani a mezzogiorno.

Lotito “Misterioso”- In realtà il presidente della Lazio non ha ancora ufficializzato e reso noto il nome del nuovo allenatore biancoceleste. Si sa solo per certo che domani sarà comunicato il nome del nuovo mister e del suo staff.  Gli indizi che portano a  Ballardini sono abbastanza evidenti. L’ex tecnico del Palermo , infatti, è arrivato in mattina a Roma per incontrare Lotito e si è recato proprio a Formello insieme al suo vice Carlo Regno.

Il curriculum- La storia di Ballardini è rappresentata da due momenti che partono da una squadra, ossia il Cagliari di Cellino. Nella stagione 2005/2006, dopo 9 partite, viene esonerato in maniera brusca dal presidente cagliaritano. Nella stagione 2007/2008 viene ingaggiato a gennaio, sempre dal Cagliari che ha appena esonerato Sonetti, e ottiene una salvezza insperata e miracolosa. Questo porta  l’allenatore emiliano, allievo di Arrigo Sacchi, a optare per il Palermo conducendolo ad una dignitosa ottava posizione con 57 punti. Ora l’avventura laziale per fare ancora meglio.

Lazio

Lazio, Delio Rossi saluta: “Scelta difficile, ma ponderata”

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Delio Rossi, ex tecnico della Lazio

ROMA - La notizia era nell’aria da qualche tempo, ma adesso è arrivata anche l’ufficialità. Delio Rossi non sarà l’allenatore della Lazio per la stagione 2009/201o. A comunicarlo è stato lo stesso allenatore nel corso di una conferenza stampa organizzata oggi a Formello. “È stata una scelta non facile, ma ponderata - ha detto l’ormai ex tecnico biancoceleste - mi sono accorto di non essere più il centro del progetto tattico della Lazio”. L’allenatore si è mostrato alla stampa visibilmente commosso e rattristato. “Non doveva andare così, c’era ancora tanto da fare”. Rossi si è detto comunque sereno e sicuro della decisione presa ormai 15 giorni fa.

COMMOZIONE - L’allenatore emiliano, che nel corso dei 4 anni trascorsi alla Lazio era diventato un idolo della tifoseria rendendosi protagonista di episodi clamorosi come il tuffo nel fontanone del Gianicolo dopo lo storico derby vinto per 3-0, ha confessato di aver instaurato un legame forte con la città di Roma: “Mi dispiace anche perchè quando alleno una squadra penso di rimanerci a vita - dice il tecnico - sennò non riesco a tarsmettere qualcosa. A Roma ho comprato anche casa, ci vivrò in futuro. Formello è la mia casa, e ci tenevo a dare qui l’addio”.

BILANCIO - Al tecnico è stato anche chiesto di tracciare un bilancio dei 4 anni passati alla guida della Lazio: “Abbiamo ottenuto 3 qualificazioni alle competizioni europei, quest’anno abbiamo vinto la Coppa Italia: oltre a conquistare un trofeo, la squadra ha un posto in Europa e può puntare a vincere la Supercoppa italiana. Abbiamo centrato gli obiettivi cambiando ogni anno squadra. Penso che in questi 4 anni ho sempre cercato di valorizzare il parco giocatori che mi è stato messo a disposizione. Qualcosa è stato fatto, c’è una base solida su cui lavorare”. Non sono mancati i ringraziamenti al suo ormai ex presidente Claudio Lotito: “Ringrazio il presidente che mi ha dato l’opportunitá di lavorare in questa piazza prestigiosa e ringrazio a tutti i giocatori che ho avuto in questi anni.

PRIORITA’ LAZIO - “Pur sapendo che sarei andato via - ha detto il tecnico - fino all’altro giorno ho pensato solo alla Lazio. Ho dato ai giocatori i programmi per l’estate. Io non mi so vendere e non mi sono mai voluto vendere. Ci vorrá un pò di tempo, ma penso che questo atteggiamento alla fine paghi. Sono venute da me diverse società, ma ho sempre detto che la mia priorità era la Lazio“. E così l’unico allenatore oltre Mourinho capace di conquistare almeno un “titulo” sul suolo italico si ritrova senza panchina. Si dice che sia stato contattato dal presidente Cairo per riportare il Torino in Serie A. Probabile che Rossi accetti, visto che ormai tutte le panchine della Serie A tranne il Siena hanno già scelto il loro condottiero per la prossima stagione.

Bari, Calcio Catania, Calcio mercato, Chievo, Lazio, Sampdoria, Serie A

Catania, ecco Atzori. Di Carlo e Conte rinnovano, Zenga per la Lazio?

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Atzori nuovo tecnico del Catania

Roma- Archiviato il campionato, i club di serie A sono in pieno fermento per la scelta del tecnico per la prossima stagione. Dopo il ‘botto’ Leonardo, le conferme degli oggetti del desiderio Prandelli, Allegri e Gasperini e del chiacchieratissimo Mourinho, anche oggi, tra rinnovi, nuove indiscrezioni e annunci ufficiali, è stata una giornata molto ‘calda’.

Ecco Del Neri- E’ il giorno della presentazione per Gigi Del Neri. L’ormai ex tecnico dell’Atalanta (Ballardini, in rotta col Palermo, è il favorito per prendere il suo posto) che ha sostituito Walter Mazzarri, rimasto comunque a libro paga della società blucerchiata, ha firmato un contratto annuale con opzione per il successivo. Al suo fianco tutto il suo staff: il vice Francesco Conti, il preparatore atletico Roberto De Bellis insieme all’allenatore dei portieri Guido Bistazzoni, promosso dal settore giovanile doriano. “La considero un’opportunità importante. Rimango comunque della mia idea: non è un allenatore che crea una società, ma semmai il contrario. Spero di poter mantenere in alto i colori della Samp. La mia Samp sarà un mix di giocatori esperti e giovani. Questa, poi, è una società all’avanguardia nel calcio italiano” le prime parole di un soddisfatto Del Neri. Che poi ha detto la sua sul caso Cassano: “Spero che rimanga, nonostante sia ambito da società importanti“. Prossimo appuntamento col nuovo allenatore a metà luglio a Moena, quando la Samp inizierà la preparazione per la stagione 2009-’10.

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Zenga vicino alla Lazio

Rinnovi- E’ tempo di rinnovi importanti, invece, in casa Chievo e Bari. Il club veronese ha confermato infatti Domenico Di Carlo, l’artefice della prodigiosa salvezza gialloblù, fino a giugno 2010. “Sono molto contento di proseguire questo rapporto -il suo commento- Ringrazio il presidente Campedelli, Giovanni Sartori e tutta la società per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti. Il nostro obiettivo sarà la salvezza, magari con qualche giornata di anticipo“.
Si chiude la mini telenovela a Bari. Antonio Conte, dato a più riprese vicinissimo alla Juventus, guiderà i galletti anche in serie A. Dopo la grande cavalcata di questa stagione culminata con la promozione, la dirigenza pugliese è riuscita quindi a trattenere l’allenatore; una scelta, a quanto sembra, fortissimamente voluta pure dal tecnico stesso: “Io ho scelto ed ho accettato Bari quando la panchina della Juve ancora non è stata data a nessuno quindi… Qui, con questa scelta e con questa firma ho coronato ciò che cercavo. Nel momento in cui mi sono seduto, non ci è voluto molto per trovare l’accordo e prendere questa decisione“. Al contempo si restringe quindi la rosa dei papabili per la panchina bianconera: sfumati Gasperini, blindato dal Genoa, e Conte, rimangono in corsa Ferrara e Spalletti, che a breve incontrerà la società e deciderà quale sarà il suo futuro.

Un Ragno per le Aquile?- Tra rinnovi e arrivi, ecco un addio: Delio Rossi non è più l’allenatore della Lazio. E’ lo stesso trainer a confessarlo in mattinata al sito stadionews.it, salvo poi smentirsi nel pomeriggio. Ma Lotito non fa drammi, poichè il sostituto è già pronto: Walter Zenga, fresco di addio al Catania (che sembra essersi consolato con l’ingaggio dell’emergente mister del Ravenna, nonchè ex difensore del club etneo, Gianluca Aztori), è atteso a breve da un colloquio con  il patron. Oltre alla panchina laziale, juventina e romanista, rimangono ancora in ballo quelle del Bologna -ma domani Papadopulo verrà ufficialmente riconfermato-, del Siena- tutto dipende dalle offerte che riceverà il richiestissimo Giampaolo- e del Palermo, che per sostituire il partente Ballardini si affiderà ad uno tra Rossi, Giampaolo stesso o Iachini. Il toto panchine non è ancora finito, ma nei prossimi giorni tutti i nodi verranno al pettine.

Lazio, Reggina, Serie A

La Lazio condanna la Reggina alla B

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La Reggina di Orlandi scivola in B
copyright flickr.com

ROMA - Nell’anticipo della 37° giornata di Serie A, si mescolano le due facce della stessa medaglia. Da un lato una Lazio che vince, convince e festeggia con i propri tifosi la conquista della Coppa Italia, dall’altra una Reggina alla quale non riesce l’ennesima impresa e che retrocede matematicamente in B. La gara è stata anticipata ad oggi su richiesta della Uefa, che voleva l’Olimpico libero una settimana prima della data della finale. La Lazio, infatti, teneva a salutare i propri tifosi con il trofeo recentemente conquistato e non aveva accettato l’ipotesi di giocare in campo neutro. Per i biancocelesti, questa gara potrebbe aver segnato l’addio non solo del tecnico Delio Rossi ma anche di uno dei suoi calciatori di maggior qualità, Goran Pandev.

LE SCELTE DEI TECNICI - Rossi propone un 4-4-2, dove Zarate e Pandev sono i terminali offensivi, la coppia difensiva è composta da Rozenhal e Diakhite e quella mediana da Ledesma e Dabo. Orlandi opta invece per una formazione piuttosto leggera, con Corradi e Ceravolo in panchina e con Cozza e Brienza in campo. Scelta insolita, quella di privarsi di centravanti, per una squadra che deve necessariamente vincere.
Di fatto, gli amaranto si rendono pericolosi solamente in avvio di gara, quando la Lazio deve ancora prendere le misure dei due attaccanti avversari, che non offrono punti di riferimento alla difesa. Al 26′, 3 minuti dopo una clamorosa occasione per gli ospiti con Carmona, la Lazio passa in vantaggio con il 13° centro in camponato per Mauro Zarate.
Al 36′ grande occasione per il pareggio: Brienza, solo davanti a Carrizo, eccede nel dribbling, si allunga troppo il pallone e non riesce a calciare.

RIPRESA - Nella prima metà della ripresa, a farla da padrone sono le sostituzioni. Orlandi inserisce Corradi e Ceravolo per dare più peso all’attacco e Adejo per avere più spinta sulla fascia destra. Rossi invece dà spazio ai suoi giovani inserendo Mendicino al posto di Foggia e Kozak per Zarate. Nonostante le forze fresche, la Reggina non ci crede più. Sa che non le basterebbero i 3 punti ma che dovrebbe anche sperare in un ko del Torino contro il Genoa. I padroni di casa prendono in mano il gioco senza tuttavia infierire troppo. Pandev si fa ammonire in maniera ingenua per un battibecco con Cirillo e il giallo gli costa l’ultima partita contro la Juventus, sua possibile prossima squadra. Succede poco altro e la partita si trascina fino al 90′, decretando ufficialmente la prima squadra retrocessa del campionato 2008/2009.

Coppa Italia, Lazio, Sampdoria

Finale al cardiopalma, la spunta la Lazio

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Lazio in festa per la vittoria in coppa Italia
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ROMA - La capitale, quest’anno, è biancoceleste. E’ la Lazio ad aggiudicarsi la 61° edizione della Coppa Italia, guadagnandosi un pass per la prossima Europa League e per la Supercoppa Italiana, oltre alla non irrilevante soddisfazione di aver condotto una stagione superiore a quella degli eterni rivali giallorossi. La squadra di Delio Rossi regala così a Lotito il primo trofeo della sua gestione, oltre alla possibilità di pianificare la prossima stagione con la certezza di un posto in Europa. La Sampdoria non ha comunque demeritato, cedendo solo ai rigori dopo una gara intensa e combattuta.

LA GARA DELLA VITA - Entrambe le squadre vengono da un’astinenza da trofei più o meno lunga con un fattore comune: Roberto Mancini, oggi anche in tribuna d’onore, che da calciatore aveva conquistato l’ultima Coppa Italia per i blucerchiati, nel 1994, e da allenatore, nel 2004, l’ultima coppa nazionale vinta dalla Lazio. Le due formazioni si sono conquistate la finale a scapito di vittime illustri: i biancocelesti hanno eliminato Milan e Juventus, mentre la Samp ha annichilito i Campioni d’Italia dell’Inter a Marassi. Nessuna delle due pare dunque voler rinunciare alla possibilità di arricchire la propria bacheca. Anche per questo ne viene fuori una gara bruttina e fallosa, che il miglior arbitro del mondo Rosetti non riesce a tenere totalmente in pugno.

LE SCELTE E IL MATCH - Rossi preferisce Pandev, al rientro da un infortunio, a capitan Rocchi, al fianco dell’insostituibile Zarate. Mazzarri sceglie Stankevicius, forse anche perché squalificato nella prossima gara di campionato. La Lazio, che gioca praticamente in casa dato che 3/4 dell’Olimpico sono occupati dai propri supporters, parte subito forte e dopo 5 minuti passa in vantaggio con un gran gol di Zarate. Proteste accese dei blucerchiati per un fallo precedente su Pazzini, ma la scelta di Rosetti appare corretta. La Samp accusa il colpo e rischia il tracollo: al 27′ Castellazzi deve superarsi in un doppio intervento su Kolarov e su Pandev, il secondo davvero prodigioso. Al 31′, un po’ a sorpresa, la Samp pareggia con una bella girata di testa di Pazzini. Quasi allo scadere, si vede anche Muslera, che salva di pugno su una bella punizione di Palombo.

LA RIPRESA - Nel secondo tempo, la Samp prova a crederci con Cassano che va via sulla sinistra e mette Sammarco, che non si coordina, ad un passo dalla porta. Col passare dei minuti, la Lazio ritrova la propria supremazia, anche se il gioco e le occasioni continuano a latitare. A metà frazione, Rossi toglie il convalescente Pandev per far posto a Rocchi, che dopo pochi minuti manca di un soffio un ghiotto suggerimento di un incontenibile Zarate. La stanchezza inizia a farsi sentire e lo spettro dei supplementari si concretizza.

SUPPLEMENTARI E RIGORI - A farla da padrone sono ancora la stanchezza e la scarsa lucidità, anche se Cassano sembra avere ancora energie, sfiorando l’incrocio dei pali con un gran tiro. Entrambe le squadre sembrano non averne più, ma provano con le ultime forze ad evitare la lotteria dei calci di rigore. Solo negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare, con le squadre lunghe e logorate da 120 minuti incessanti, si ritrova qualche debole tentativo di risolvere la partita. Ma le squadre non ne hanno più e i rigori sono inevitabili.
Sbagliano Cassano e Rocchi sui primi 5 penalty e di va dunque ad oltranza. Al settimo tiro, Muslera è bravissimo su Campagnaro e Dabo, uno dei superstiti della Lazio di Cragnotti vincitrice dell’ultima Tim Cup laziale, mette dentro il rigore decisivo.

Lazio, Reggina, Sampdoria, Serie A, Udinese Calcio

La Reggina sprofonda a Marassi, l’Udinese sogna la zona Uefa

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Floro Flores trascina l’Udinese
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GENOVA- Gara senza storia quella andata in scena nell’anticipo tra Sampdoria e Reggina. La prima con la testa all’imminente finale di Coppa Italia, i calabresi invece in cerca di punti per una salvezza che ora, dopo questo tonfo, è sempre più lontana.

BIS DI DESSENA — Passano solo 50 secondi e i blucerchiati vanno a segno: Dessena scarica un destro da fuori area, imprendibile per Puggioni. La Samp prende in mano le redini del gioco sin da subito quindi, facendo a meno del suo uomo più importante: Cassano rimane in panchina, “risparmiato” per la sfida con la Lazio nella coppa nazionale. Spazio dunque all’inedita coppia Marilungo-Pazzini. Al 15′ Valdez stende Pazzini e lascia i calabresi in 10. La Reggina va in tilt e al 31′ è ancora Dessena a sorprendere l’estremo difensore reggino.  Dopo appena 5′ è Delvecchio a stendere definitivamente gli ospiti: punizione di Ziegler e con la fortuita deviazione di Barreto l’attaccante blucerchiato non sbaglia.

RIPRESA: STESSA MUSICA- Orlandi inserisce un’altra punta, Corradi al posto di Barillà. Ma la Samp è senza pietà, infierisce al 1′ e al 5′: Marilungo insacca di testa, Pazzini ruba palla ad Adejo e chiude i conti. Finisce così, con la Reggina impotente e sempre più giù in classifica.

Una grande Udinese espugna l’Olimpico di Roma con un secco 3-1, contro una Lazio disattenta e con la mente alla finale di Coppa Italia.  Succede tutto nel secondo tempo, dopo i primi 45′ all’insegna della noia. Passa in vantaggio la squadra di casa con Rocchi, ma dopo appena 4′ Floro Flores riporta il risultato in pareggio. Al 69′ Matuzalem atterra Asamoah: sulla palla va D’Aagostino che batte Muslera. La Lazio cerca di reagire con Zarate, ma i friulani sono palesemente più in partita, e chiudono i conti con Quagliarella su rigore per un fallo di Siviglia su Floro Flores. L’Udinese si porta dunque a soli 2 punti dalla zona Uefa collezionando la 5 vittoria consecutiva. La Lazio pensa alla Sampdoria.


Calcio, Inter, Lazio, Serie A

La Lazio affonda a San Siro. Ibracadabra porta l’Inter a +10

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Inter sempre più Ibra-dipendente
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MILANO - Nel posticipo della 34esima giornata di Serie A, l’Inter batte la Lazio, a San Siro, grazie ad uno Zlatan Ibrahimovic decisivo e al tempo stesso stizzito per i fischi subiti nel corso della partita dai supporters neroazzurri. La rete dello svedese arriva al 13′ del secondo tempo e , tredicimi minuti dopo, da un suo assist al bacio arriva il raddoppio di Muntari che chiude il conto. Ora l‘Inter può guardare più serenamente alle ultime quattro partite visto che lo scudetto sembra essere sempre più vicino.

Inter contratta: E’ un’Inter contratta e bloccata quella del primo tempo. La squadra di Mourinho , messa in campo con un 4-3-3 con Ibrahimovic unico riferimento avanzato coadiuvato da Mancini e Figo, crea poco e non riesce a scardinare l’ottima organizzazione difensiva della Lazio. La squadra di Rossi ha un assetto prettamente difensivo e vive costantemente sulle ripartenza di Rocchi e Zarate che impegnano per due volte con tiri dalla distanza Julio Cesar, costringendo anche Samuel e Cordoba alle maniere forti per bloccarli. L’Inter risponde con un colpo di testa di Ibrahimovic imbeccato da Figo che va a spengnersi di poco a lato. Come detto, la squadra neroazzurra non riesce a trovare il bandalo della matassa e sembra anche un pò bloccata da quel che è l’importanza di questa partita e il pubblico comincia a spazientirsi. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.

Cambio di atteggiamento: Nella ripresa l’Inter muta quell’atteggiamento compassato e privo di spunti dinamici grazie ai cambi di Mourinho che torna al canonico 4-4-2. L’allenatore portoghese toglie infatti dal campo Santon e Mancini, autori di una prestazione non ottimale, e mette dentro Vieira e Crespo. Ora la squadra neroazzurra sembra muoversi meglio in campo e , con un riferimento offensivo come Crespo, Ibrahimovic ha modo di essere coinvolto maggiormente nell’azione e di poter essere pericoloso. Al 13′ della ripresa, infatti, arriva il goal dello “svedesone” che con un tiro potentissimo fulmina Muslera e zittische anche i propri tifosi che lo avevano un pò beccato in precedenza. Ibra , dopo il goal, sale in cattedra e dispensa magie per tutti ed è da una di queste che si origina il goal di Muntari che chiude il conto della partita al 26′ della ripresa e forse anche dello scudetto. La partita finisce 2-0.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Lazio prima finalista, Juve notte fonda

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Il gioiello di Zarate apre le porte della finale alla Lazio
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TORINO - La Lazio è la prima finalista della Coppa Italia 2008/2009. Gli uomini di Rossi, dopo la vittoria dell’andata all’Olimpico per 2-1, confermano il medesimo risultato anche a Torino con le marcature di Zarate e Kolarov mentre, a salvare l’onore della Juventus, ci pensa Del Piero. La squadra biancoceleste ha sorpreso i bianconeri per l’approccio deciso alla partita e senza remore e la vittoria, sotto il profilo del gioco, è stata nettamente meritata. Ora si attende l’incontro tra Inter e Sampdoria per sapere chi il 13 Maggio a Roma affronterà la Lazio.

Lazio ben schierata- L’inizio del primo tempo è all’insegna del più totale equilibrio. La Lazio riesce a gestire bene la gara non pungendo troppo e difendendosi in maniera assai ben organizzata da una Juventus che sembra essere un pò bloccata. Le facce nuove , in campo per gli uomni di Ranieri, sono tante : Giovinco, Marchisio, De Ceglie e Ariaudo. Alla squadra bianconera manca il cambio di passo e, tranne qualche spunto di Giovinco, le due punte Trezeguet-Iaquinta non vengono quasi mai messe in moto.

Zarate rompe il ghiaccio- Al 14′ del primo arriva una magia di Zarate a sbloccare il risultato e a far pendere la bilancia della qualifiazione dalla parte dei capitolini. L’argentino, infatti, si esibisce in un tiro a giro “alla Del Piero”, su cui Buffon non può nulla e lo 0-1 è servito. Il goal infonde ancora più fiducia negli uomini di Rossi che fanno molto possesso di palla facendo correre a vuoto i bianconeri. Il primo tempo si conclude con il parziale di 0-1.

Cambi strategici- Ranieri cambia le carte in tavola: Nedved e Camoranesi sostituiscono Giovinco e Marchionni. L’idea è cercare quel cambio di passo che non c’è stato per riuscire a recuperare una situazione che sembra compromessa.

Goal del Ko- Purtroppo per la Juventus, arriva il goal “taglia gambe”. Al 7′ della ripresa , infatti, Kolarov mette dentro un pallone dalla sinistra velenoso e imprevedibile, in seguito ad una deviazione di Grygera,  per Buffon che, neanche in questo caso,  riesce ad evitare la capitolazione. E’ il goal qualificazione…

Orgoglio Juve- Come spesso è accaduto quest’anno , la Juve reagisce con l’orgoglio più che con il gioco e, dopo aver subito due schiaffi,  comincia a giocare. Gli uomini di Ranieri costruiscono due nitidie occasioni con Trezeguet e Iaquinta ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta. Il mister bianconero, successivamente, butta dentro Del Piero al posto di Iaquinta, sostituzione accolta con rabbia dall’attaccante ex Udinese. Ed è proprio Del Piero a salvare l’onore della Juve con il goal della bandiera al 19′ della ripresa.

Contestazione- La Juve sembra animarsi nuovamente e si getta genorasamente in avanti almeno per mettere un pò di paura alla Lazio: palo di Nedved e Grygera spreca in maniera incredibile.  A spegnere ogni velleità juventina arriva l’espulsione di Camoranesi al 36′ della ripresa, autore di un fallo di frustazione ai danni di Kolarov. La fine della partita si vive in un clima surreale in cui sembra essere in un altro Olimpico cioè quello di Roma. La Juventus viene contestata e fischiata , dirigenza in primis, mentre i tifosi della Lazio intonano cori per la propria squadra che si sentono indistintamente. La partita si conclude così sull’ 1-2 e ora gli uomini di Rossi attendono la vincente tra Sampdoria e Inter per sapere chi si affronterà il 13 Maggio.

Calcio, Genoa, Lazio, Serie A

Zarate blocca la corsa Champions del Genoa

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La Lazio sbanca il Ferraris
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GENOVA - Allo stadio Luigi Ferraris di Genova , la Lazio si aggiudica la sfida con i padroni di casa rossoblu grazie ad una segnatura di Zarate al 20′ della ripresa. Vittoria meritata per gli uomini di Delio Rossi che hanno messo in mostra un ottimo calcio collettivo e hanno confermato tutto quello che di buono si era visto nel derby. Il Genoa, di contro, è apparso poco concreto in fase realizzativa e , dopo il goal di Zarate,  non ha più saputo reagire e riportarsi in partita. Gli uomini di Gasperini , ora, rischiano il sorpasso da parte della Fiorentina nella lotta per il quarto posto Champions.

Inizio Grifone: L’inizio della partita è tutto di marca rossoblu. Gli uomini di Gasperini si rendono molto pericolosi nello spazio di cinque minuti: al 2′ Biava svetta di testa su corner ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta e, sulla respinta,  Motta spara alto. Al 5′ è Sculli a rendersi pericoloso con un tiro dalla media distanza che finisce di poco a lato alla sinistra del portiere della Lazio.

Pressione biancoceleste: Con il passare dei minuti , però, la Lazio guadagna campo grazie ad un pressing molto ben organizzato sulle fonti di gioco genoane , Motta in primis, grazie al lavoro delle due punte Pandev-Zarate che, a turno, accorciano sul portatore di palla in fase di non possesso. La squadra di Delio Rossi, inesorabilmente, prende in mano il pallino del gioco e costruisce due occasioni nitide per sbloccare il risultato: al 27′ Pandev, da buona posizione, non concretizza l’opportunità grazie ad un prontissimo Rubinho e , sulla respinta,  Zarate spara alto. Al 38′ sempre Pandev, servito in maniera perfetta da Mauri, si trova solo davanti al portiere genoano ma, ancora una volta,  l’estremo difensore rossoblu è bravo ad evitare la capitolazione con un’uscita a valanga sul macedone.

Infortuni Lazio: Dopo tre minuti Pandev avverte un fastidio alla coscia ed è costretto ad abbandonara il campo in favore di Rocchi per sospetto stiramento. Al 42′ il Genoa torna a farsi pericoloso dalle parti di Muslera sempre con Beppe Sculli che, con una delle sue classiche incursioni dalla destra al centro, penetra nell’area di rigore laziale ma Muslera è ancora una volta bravissimo a bloccarlo in uscita. Con quest’azione termina il primo tempo sul risultato di 0-0. L’inizio ripresa vede dei cambi tattici da parte di Gasperini che inverte la posizione di Palladino con Jankovic per sfruttare la maggiore capacità di corsa del serbo. Per la Lazio, la sequela infortuni non è ancora terminata, infatti, Diakitè è costretto a lasciare il campo di gioco per una distorsione alla caviglia. Al posto del giovane difensore biancoceleste subentra Siviglia.

Zarate Decisivo: Il Genoa prova a mettere sotto pressione la difesa della Lazio e i rossoblu creano della situazioni pericolose con Juric e Sculli bloccati sempre all’ultimo dalla difesa biancoceleste. L’assalto all’arma bianca del Genoa non viene premiato grazie ad una Lazio abile nel chiudersi e veloce nel ripartire. Al 20′ della ripresa , infatti, da un lungo ribantalmento di Kolarov, la squadra di Rossi va in vantaggio grazie a Zarate con un bellissimo diagonale su cui Rubinho non può nulla. Questo goal mette ancora più frenesia nel gioco degli uomini di Gasperini i quali , per una disattenzione difensiva, rischiano di capitolare nuovamente ma Rubinho è bravissimo in uscita su Zarate. I rossoblu attaccano a testa bassa ma non trovano il varco giusto mentre è sempre la Lazio , quando riparte, a rendersi  molto pericolosa senza però trovare il goal della serenità. La partita , comunque, premia i giocatori di Rossi e fa tornare un pò più sulla terra gli uomini di Gasperini.

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