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Juventus

La Juventus esonera Ranieri. Al suo posto arriva Ciro Ferrara

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Ranieri esonerato, arriva Ferrara
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TORINO - Claudio Ranieri non è più l’allenatore della Juventus. L’ennesimo pareggio, il quinto consecutivo, è stato fatale al tecnico romano. Al suo posto, si legge in un comunicato stampa della Juventus, la società ha deciso di affidare la guida della squadra in queste ultime due giornate a Ciro Ferrara.

ALTI E BASSI - Claudio Ranieri, nato a Roma il 20 ottobre 1951, era arrivato sulla panchina bianconera due anni fa al posto di Didier Deschamps, dimessosi dopo aver conquistato la promozione in serie A. L’annuncio dell’assunzione del tecnico capitolino era avvenuto il 4 giugno 2007. Nella prima stagione con la società piemontese Ranieri si era piazzato quasi a sorpresa al terzo posto conquistando l’accesso ai preliminari di Champions League.
Nell’attuale annata, dopo un avvio straordinario della sua squadra, sia in campionato che in Champions, si è ritrovato a gestire i malumori della vecchia guardia e della tifoseria. L’eliminazione agli ottavi di Coppa ad opera del Chelsea ha segnato il declino psico-fisico della compagine bianconera che ha subito l’avvicendamento del Milan al secondo posto e l’avvicinamento della Fiorentina, ora a una sola lunghezza.

IL PRECEDENTE - L’allontanamento di Ranieri fa storia in quanto risale a ben 40 anni fa l’ultimo esonero di un allenatore bianconero prima della fine della stagione. Era il 21 ottobre 1969. L’argentino Luis Carniglia saltò dopo appena sei partite: una vittoria, due pareggi, tre sconfitte. Dopo di lui la Juve non ha esonerato più nessuno.

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Ciro Ferrara
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FERRARA - Ora, quindi, la panchina è affidata a Ciro Ferrara. L’ex giocatore bianconero ha disputato 500 partite in serie a, di cui 247 con la maglia del Napoli e 253 con la Juventus, squadra nella quale ha militato dal 1994 al 2005. Ha vinto otto scudetti (di cui uno revocato), due Coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, una Coppe Uefa, una Champions League e una Coppa Intercontinentale.
Ferrara ha fatto parte dello staff della Nazionale italiana campione del mondo nel 2006, come collaboratore tecnico di Marcello Lippi. Dal 2006 è responsabile del Settore Giovanile della Juventus. Con il ritorno nel 2008 di Lippi sulla panchina della Nazionale, è tornato a ricoprire il ruolo di collaboratore tecnico del c.t. azzurro.

“Credo che i giocatori devono capire il momento difficile che la società sta attraversando - sono queste le prime parole di Ciro Ferrara nella conferenza stampa di presentazione -. I giocatori devono ritrovare gli stimoli giusti per affrontare queste due ultime partite nella maniera giusta.
Voglio ringraziare chi ha creduto che Ferrara potesse essere utile in questo momento, questo l’ho molto apprezzato. Quando ci siamo incontrati ieri sera - ha aggiunto - non ho avuto nessun dubbio e mi sono messo a completa disposizione della società. C’e stata una forte emozione, ma non ho avuto nessun tentennamento. Sono il primo a subentrare ad un tecnico della Juve a stagione in corso.
Il resto dello staff - ha aggiunto il nuovo tecnico bianconero - si saprà domani e andremo in ritiro venerdì a Torino”.

Juventus, Milan, Serie A

Un pareggio che sorride all’Inter

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Iaquinta riacciuffa il Milan
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MILANO - Il posticipo serale della 35esima giornata di Serie A tra Milan e Juventus si conclude con il punteggio di 1-1 . Succede tutto nella ripresa:  Seedorf che sblocca al 12′ e Iaquinta che risponde al 15′. Lo score di San Siro non fa felici nè milanisti che juventini ma rallegra solo l’Inter che, a tre giornate dalla fine, può contare su 7 punti di vantaggio che rappresentano una grossa ipoteca per il tricolore 2008/2009.

Fisicità contro tecnica: L’inizio della partita è all’insegna dell’equilibrio e dello scontro tra due credi calcistici opposti: la fisicità della Juve contrapposta all’abilità tecnica e di palleggio del Milan. Gli uomini di Ranieri sembrano aver interpretato bene la partita e con il passare dei minuti prendono le redini del centrocampo a dispetto di un Milan un pò in difficoltà e sorpreso da una Juve così aggressiva. I bianconeri nel primo tempo costruiscono 2 situazioni pericolose : Marchionni al 15′ ha un’occasione a tu per tu con Kalac ma viene anticipato da un super Maldini. Al 36′ Poulsen, grazie ad un’abile giocata, disorienta la difesa rossonera ma spara a lato da posizione molto favorevole. Il Milan, dal canto suo, vive molto sulle lune di Kakà visto che Pirlo sembra un pò in balia del centrocampo bianconero ma anche il brasiliano, al di là di qualche giocata, non riesce ad essere incisivo come al solito. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.

I Goal: La ripresa sembra raccontare la stessa storia del primo tempo: Juve tutto pressing e aggressività, Milan disorientato e sofferente per la fisicità bianconera. Al 5′ gli uomini di Ranieri hanno l’opportunità di sbloccare il risultato grazie ad un’azione di Iaquinta che spara un potente destro che Kalac non trattiene ma Amauri, colpevolmente, non riesce a ribadire in rete da posizione favorevole. Il Milan risponde con Seedorf al 9′ ma il tiro dell’olandese è completamente sballato. Da un’azione di attacco dei bianconeri si origina clamorosamente il goal del Milan: Inzaghi, al solito, parte sul filo del fuorigioco creandosi un’ autostrada sulla fascia sinistra che sfrutta servendo l’accorrente Ambrosini che carica un tiro che, fortunosamente, si tramuta in un assist perfetto per Seedorf: rossoneri in vantaggio al 12′ della ripresa. Neanche il tempo di esultare che 180 secondi dopo la Juve trova il pareggio grazie a Iaquinta che, servito da Camoranesi, anticipa Flamini e trafigge Kalac al 15′.

Inter Felice: Ancelotti e Ranieri provano a mischiare le carte in tavola con gli inserimenti di Ronaldinho e Pato, tra i rossoneri, e di Zebina e Del Piero, tra i bianconeri, ma al di là di una girata di Inzaghi che si spegne a lato di poco non si costruisce. La Juve chiude la partita in 11 contro 10 grazie all’espulsione di Favalli ma i primi 60 minuti per gli uomini di Ranieri sono stati molto probanti sotto l’aspetto atletico e quindi la partita si conclude sullo 1-1. Risultato che scontenta entrambe e che rende felice Mourinho e l‘Inter.

Calcio mercato, Juventus

Juve, Diego è tuo!

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Diego ad un passo dalla Juve
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Torino- Diego- Juve, il matrimonio si farà. I legali del Werder Brema, la società in cui Diego Ribas da Cunha, ex Porto e Santos, milita e spopola come il  miglior “10″ della Bundesliga, sono sbarcati a Torino e hanno incontrato i dirigenti della Juventus, con in testa l’ad Blanc. Fino a tarda notte sono andate avanti le trattative, ma la fumata bianca tanto attesa c’è stata. Quindi, dopo l’accordo con il padre-procuratore del calciatore, la società bianconera ha trovato l’intesa anche con il club tedesco. Accordo sancito dalla visita di Blanc e Secco a Brema, ma che verrà ratificato dal Cda bianconero, che si riunirà il prossimo martedì. Al Werder andrebbero 25 milioni di euro, al giocatore 3,5 per cinque anni. Ergo, la concorrenza del  Bayern Monaco, la squadra che sembrava avesse superato la Juve nella corsa al calciatore, non fa più paura. Diego va a colmare una lacuna che ha segnato questo ciclo di Ranieri in panchina: la mancanza di un regista offensivo. Diego, oltre a poter svolgere con grande qualità il ruolo di playmaker dietro le punte, è un giocatore che in terra teutonica ha davvero migliorato le sue prestazioni realizzative, pur non essendo e non nascendo come punta. E’ la risposta, seria e forte, che tutti i tifosi bianconeri si auspicavano, dopo un periodo di vacche decisamente magre. La Juve vuole rinascere e farlo sulla scia dei grandi solisti che hanno indossato la gloriosa casacca bianconera.

Juventus

Ranieri-Juve è finita. AAA sostituto e nuova dirigenza cercasi

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Capolinea per Ranieri
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Torino- Il destino di Claudio Ranieri sulla panchina bianconera potrebbe avere dato la parola fine dell’avventura del tecnico romano, all’intervallo della partita di domenica pomeriggio contro il Lecce (terminata 2-2, ndr), quando è venuto fuori in tutto il suo fragore l’isterismo collettivo e la confusione totale di cui è preda la società e la squadra Juventus. La lite con Camoranesi è la punta dell’iceberg di un periodo dominato da tensioni, polemiche, cene galeotte, dichiarazioni sui giornali, scontenti vari, moduli sbagliati, recriminazioni di mercato. L’ex tecnico di Chelsea e Valencia sta già svuotando il suo armadietto del centro sportivo di Vinovo e si prepara a dare l’addio, un anno prima della scadenza naturale del suo contratto, ad un club, che ha mostrato tutta la sua ineguatezza a livello di management sportivo e che ha ridicolizzato cento anni e passa di storia, oltre che creato imbarazzi fra la Famiglia, gli Agnelli-Elkann, ora come non mai dubbiosi sulle capacità dell’organigramma societario.
Adesso, prima di tutto c’è da concludere un campionato e portare a casa una non scontata, visto il momento, qualificazione alla Champions League, poi c’è da ripensare un progetto e probabilmente ripartire dalle poche certezze rimaste. Il primo tassello sarà la scelta del nuovo condottiero che guiderà la traballante nave bianconera, che al momento assomiglia ad una caravella in un mare forza nove; scelta che già sta creando dubbi e discordanze fra gli stessi dirigenti. Già il turbillon confuso e vorticoso di una ridda impressionante di nomi, ha iniziato a riempiere le pagine dei quotidiani, che però non danno delle sicurezze certe e univoche. Oggi c’è Spalletti, domani sarà la volta di Prandelli, ieri era di moda Conte, ma di concreto e reale nulla di nulla e più passa il tempo e più il popolo bianconero, disorientato davanti a tanta dimostrazione di pressappochismo e superficiale programmazione, esprime chiaramente tutto il suo disappunto per errori che non devono appartenere e non sono mai appartenuti ad una società vincente e che ha sempre dato esempio di serietà e competenza manageriale e sportiva. Forse la Juventus più che un allenatore, avrebbe bisogno di decisioni forti, di una serie di persone che possano davvero fare valere quel surplus derivante dal fatto di chiamarsi Juventus, quel valore aggiunto di competenza dimostrata sul campo e sopratutto quel sovrappiù di arguzia sul piano squisitamente tecnico, e non freddi burocrati attenti sul piano delle spese; in fondo parliamo di una società fra le più ricche al mondo. Arrivare a queste conclusioni e cercarvi di porvi rimedio, costituisce già un passo in avanti verso il raggiungimento di obiettivi che spettano a una società di tale levatura.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Lazio prima finalista, Juve notte fonda

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Il gioiello di Zarate apre le porte della finale alla Lazio
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TORINO - La Lazio è la prima finalista della Coppa Italia 2008/2009. Gli uomini di Rossi, dopo la vittoria dell’andata all’Olimpico per 2-1, confermano il medesimo risultato anche a Torino con le marcature di Zarate e Kolarov mentre, a salvare l’onore della Juventus, ci pensa Del Piero. La squadra biancoceleste ha sorpreso i bianconeri per l’approccio deciso alla partita e senza remore e la vittoria, sotto il profilo del gioco, è stata nettamente meritata. Ora si attende l’incontro tra Inter e Sampdoria per sapere chi il 13 Maggio a Roma affronterà la Lazio.

Lazio ben schierata- L’inizio del primo tempo è all’insegna del più totale equilibrio. La Lazio riesce a gestire bene la gara non pungendo troppo e difendendosi in maniera assai ben organizzata da una Juventus che sembra essere un pò bloccata. Le facce nuove , in campo per gli uomni di Ranieri, sono tante : Giovinco, Marchisio, De Ceglie e Ariaudo. Alla squadra bianconera manca il cambio di passo e, tranne qualche spunto di Giovinco, le due punte Trezeguet-Iaquinta non vengono quasi mai messe in moto.

Zarate rompe il ghiaccio- Al 14′ del primo arriva una magia di Zarate a sbloccare il risultato e a far pendere la bilancia della qualifiazione dalla parte dei capitolini. L’argentino, infatti, si esibisce in un tiro a giro “alla Del Piero”, su cui Buffon non può nulla e lo 0-1 è servito. Il goal infonde ancora più fiducia negli uomini di Rossi che fanno molto possesso di palla facendo correre a vuoto i bianconeri. Il primo tempo si conclude con il parziale di 0-1.

Cambi strategici- Ranieri cambia le carte in tavola: Nedved e Camoranesi sostituiscono Giovinco e Marchionni. L’idea è cercare quel cambio di passo che non c’è stato per riuscire a recuperare una situazione che sembra compromessa.

Goal del Ko- Purtroppo per la Juventus, arriva il goal “taglia gambe”. Al 7′ della ripresa , infatti, Kolarov mette dentro un pallone dalla sinistra velenoso e imprevedibile, in seguito ad una deviazione di Grygera,  per Buffon che, neanche in questo caso,  riesce ad evitare la capitolazione. E’ il goal qualificazione…

Orgoglio Juve- Come spesso è accaduto quest’anno , la Juve reagisce con l’orgoglio più che con il gioco e, dopo aver subito due schiaffi,  comincia a giocare. Gli uomini di Ranieri costruiscono due nitidie occasioni con Trezeguet e Iaquinta ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta. Il mister bianconero, successivamente, butta dentro Del Piero al posto di Iaquinta, sostituzione accolta con rabbia dall’attaccante ex Udinese. Ed è proprio Del Piero a salvare l’onore della Juve con il goal della bandiera al 19′ della ripresa.

Contestazione- La Juve sembra animarsi nuovamente e si getta genorasamente in avanti almeno per mettere un pò di paura alla Lazio: palo di Nedved e Grygera spreca in maniera incredibile.  A spegnere ogni velleità juventina arriva l’espulsione di Camoranesi al 36′ della ripresa, autore di un fallo di frustazione ai danni di Kolarov. La fine della partita si vive in un clima surreale in cui sembra essere in un altro Olimpico cioè quello di Roma. La Juventus viene contestata e fischiata , dirigenza in primis, mentre i tifosi della Lazio intonano cori per la propria squadra che si sentono indistintamente. La partita si conclude così sull’ 1-2 e ora gli uomini di Rossi attendono la vincente tra Sampdoria e Inter per sapere chi si affronterà il 13 Maggio.

Calcio mercato, Juventus

Juve, in vista il Cannavaro bis. “Parlerò con i tifosi”

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Cannavaro in bianconero
Rivedremo presto questa scena?

Torino- Fabio Cannavaro torna alla Juve. No, non è fantacalcio, è la notizia rimbalzata in questi ultimi giorni con insistenza. Tramontata l’ipotesi Napoli, bocciata proprio dal patron partenopeo De Laurentiis, il capitano della Nazionale potrebbe tornare a vestire la casacca bianconera. Dopo le dichiarazioni del suo agente, il difensore napoletano è infatti uscito allo scoperto. “So che il mio agente sta trattando con la Juventus - ha affermato in un’intervista al quotidiano Tuttosport - Preferisco non infilarmi in una operazione di mercato quando si è in fase di trattativa. Tra me e Fedele (il procuratore, ndr) c’è un accordo di base: nel momento in cui la situazione è defini¡ta, mi chiama e io firmo. E’ sempre stato così, sarà così anche stavolta“. Trattativa in corso che ha avuto anche il benestare di Claudio Ranieri. “Ci siamo fatti anche noi domande sull’età di Cannavaro, ma non potevamo farci scappare l’opportunità di un nazionale che potrebbe riformare la coppia azzurra con Chiellini e che potrebbe venire a parametro zero. Per questo, quando sono stato consultato, ho dato l’ok“.

Sembra tutto pronto, dunque, per il grande ritorno. Ma c’è chi non gradirebbe il Cannavaro bis, ovvero gran parte di quella tifoseria sentitasi tradita tre anni orsono, quando il giocatore abbandonò i bianconeri trascinati in B dallo scandalo Calciopoli per dire sì ai milioni e al prestigio del Real Madrid. Ma ora che le merengues lo stanno per scaricare, il ritorno in una Juventus ambiziosa e protagonista della prossima Champions farebbe gola al capitano azzurro, anche perchè all’orizzonte non ci sono alternative all’altezza. Vero o no, questo è quel quel che si maligna tra gli ultras di fede juventina. Dal canto suo, Cannavaro ha annunciato che, se necessario, “parlerà con i tifosi“. Basterà? Vedremo se, come già successo la scorsa estate con il ‘veto’ all’arrivo di Stankovic, il volere ‘popolare’ avrà la meglio sulle strategie di mercato bianconere.

Calcio, Inter, Juventus, Serie A

Balotelli avvicina lo scudetto, Grygera rovina la festa

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Grygera rovina la festa all’Inter
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TORINO - Nel big match della 32esima giornata di Serie A, l’Inter si avvicina alla conquista del suo 17esimo scudetto ma Grygera ritarda, ancora per un pò,  la definitiva vittoria della squadra di Mourinho. Juventus e Inter terminano, infatti, 1-1 con i neroazzurri in vantaggio con Balotelli al 19′ del secondo tempo e Grygera che pareggia per i bianconeri al 46′ della ripresa. La partita è stata condizionata anche da un’espulsione di Tiago al 30′ della ripresa che ha costretto i bianconeri a giocare l’ultimo quarto di partita in dieci contro undici.

Inizio da sbadigli: Il primo tempo del big match non offre molti spunti. Si gioca prevalentemente a centrocampo e si costruisce poco in termini di gioco. La Juventus prova a prendere le redini della partita in mano ma evidenzia i soliti limiti in fase di impostazione di gioco con Poulsen, più bravo ad interdire che a costruire, e Thiago troppo lento nella fase di possesso palla. L’Inter , dal canto suo, gioca di rimessa con un 4-1-4-1 con Figo e Balotelli che spesso accorciano sulla linea dei centrocampisti lasciando Ibrahimovic unico riferimento avanzato. Ma anche in casa neroazzurra si costruisce poco e la mancanza di Maicon, nel gioco sugli esterni, si fa sentire.

Primi sussulti: La partita si ravviva , finalmente, grazie a Balotelli che , per un errore in chiusura di Chiellini, entra in possesso di palla, penetra in area di rigore juventina calciando alla destra di Buffon ma il portiere bianconero rallenta la velocità del pallone che viene salvato sulla linea di porta da Thiago. Questa situazione sveglia un pò una partita sonnecchiosa e sono gli uomini di maggior classe che provano a sbloccare questo equilibrio cioè Del Piero e Ibrahimovic. Il capitano bianconero, infatti, mette in condizione Marchionni di sbloccare il risultato ma il centrocampista bianconero, allungandosi il pallone, favorisce l’uscita di Julio Cesar. Dall’altra parte , Ibrahimovic inventa un grande palla filtrante per Figo ma il portoghese non riesce a trovare il tempo giusto per tirare in porta grazie anche ad un Buffon assai pronto a chiudere lo specchio della porta. Il primo tempo si conclude a reti bianche.

Balotelli goal: L’inizio del secondo tempo vede un’Inter un pò più padrona della partita e del possesso di palla. Questa supremazia territoriale viene capitalizzata al 19′ grazie ad un bellissimo contropiede in cui Balotelli, a porta quasi sguarnita,  realizza e non fallisce la facile occasione.

Partita in salita: La partita per i bianconeri si fa in salita, soprattutto, quando al 30′ Tiago si fa espellere da Farina per un’entrata su Balotelli a palla lontana. Il direttore di gara non perdona e la Juve si ritrova a dover giocare l’ultimo quarto di partita in dieci contro undici sotto di un goal. Questo episodio sembra spegnere l’ardore dei bianconeri mentre l’Inter prova a chiudera la partia con Stankovic e il subentrato Cruz ma Buffon dice di no.

Orgoglio Juve: Quando tutto sembrava finito , la Juventus grazie ad un calcio d’angolo acciuffa il pareggio. Grygera , lasciato colpevolmente libero nell’area piccola, colpisce di testa e realizza senza che Julio Cesar possa farci nulla. La partita si conclude così sull’1-1. La Juve , al solito, tanto orgoglio ma poca qualità , l’Inter ha fallito il definitivo colpo del ko ma lo scudetto è sempre più vicino.

Genoa, Juventus, Serie A

Doppio Motta per la Champions, Juve a -10 dall’Inter

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Genoa nuova grande del campionato
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GENOVA - Allo stadio Luigi Ferraris di Genova  assistiamo ad una partita emozionante e ricca di tantissimi episodi in cui il Genoa di Gasperini prevale in maniera meritata su una Juventus che gioca più per spirito e orgoglio che per organizzazione. L’uomo della serata è Thiago Motta , autore di una doppietta, al 29′ e 48′ del primo tempo.  La Juve , per due volte, era riuscita a riprendere la partita ,prima, attraverso un rigore di Del Piero al 45′ del primo tempo ,  e poi attraverso una rete di Iaquinta al 39′ della ripresa. A chiudere i conti arriva il goal dell’ex cioè, di Palladino che sfrutta , un errore nel fuorigioco della difesa bianconera e segna comodamente senza che Buffon possa fare molto. C’è da dire che, sullo sviluppo della partita,  ci sono alcuni interventi arbitrali che lasciano dei dubbi sia a svantaggio del Genoa che della Juve che hanno condizionato il svilupparsi della stessa. La Champions ormai sembra sempre più una realtà per i rossoblu mentre lo scudetto una chimera per i bianconeri.

Pallino genoano: Il primo tempo è fin dai primi minuti tutto di marca rossoblu: gli uomini di Gasparini , grazie al movimento frenetico del tridente Jankovic-Palladino-Sculli, mettono in grossa difficoltà la Juve che non riesce ad inbastire azioni di contropiede significative capaci di far male alla squadra genoana. Il possesso di palla , infatti, è nettamente a pannaggio del Grifone e l’assenza del Principe Milito non si avverte in campo.

Episodi dubbi: Dicevamo che la Juve avesse problemi ad imbastire efficaci ripartenze con la coppia Del Piero-Iaquinta. Beh , al primo affondo, la squadra di Ranieri si rende pericolosa :  una verticalizzazione di Poulsen mette in condizione di segnare Iaquinta e l’attaccante della nazionale realizza ma il goal non viene convalidato per una dubbia posizione irregolare del giocatore. Allo stesso modo, poco dopo, c’è un fallo di mano da parte di Legrottaglie in area bianconera ma , anche in questo caso, l’arbitro Rocchi lascia proseguire. Un’ altra situazione sospetta è un fallo che subisce Nedved da Bocchetti ma l’arbitro non prende provvedimenti neanche in questo caso.

Goal genoano: Al 29 ‘ del primo tempo , grazie ad un affondo di Mesto dalla fascia al centro-area, Thiago Motta riceva palla e calcia in maniera chirurgica un pallone su cui Buffon non può fare nulla. L’azione che sblocca il risultato , però, è  , in maniera evidente, viziata da un fischio arbitrale da parte di Rocchi che avrebbe interrotto il gioco prima che Motta calciasse in porta e quindi bloccando il gioco. Difatti vi sono proteste energiche da parte dei bianconeri ma il goal viene convalidato. Susseguentemente a questo episodio , in seguito ad un contrasto tra Nedved e Mesto , il giocatore del Genoa è costretto ad abbandonare il campo per un vistoso taglio al capo e al suo posto subentra Rossi a svolgere le stesse mansioni di fluidificante di destra.

Pareggio Juve: Al 45′ , da un errato rilancio della difesa genoana, si invola Del Piero ma, nel controllo,  il giocatore bianconero sembra allungarsi la palla favorendo l’intervento di Ferrari in chiusura. L’arbitro però , coadiuvato dall’assistente , vede un fallo del difensore rossoblu e assegna il penalty che il capitano bianconero trasforma riportando in carreggiata la sua squadra. Questo goal scatena  le proteste da parte del tifo e dei calciatori genoani che non accettano questa decisione che , effettivamente, lascia un pò perplessi.

Doppio Motta: Da un calcio d’angolo susseguente, però , il Genoa reagisce e si riporta nuovamente e meritatamente in vantaggio sempre con il centrocampista brasiliano , in serata di grazia,  grazie ad un splendido colpo di testa a tagliare sul primo palo su cui Buffon non può fare nulla. E così si chiude il primo sul 2-1 per i rossoblu.

Orgoglio Juve: Il secondo tempo vede una Juventus più vogliosa di giocare e di reagire a questo risultato negativo che la porterebbe a 10 punti dall‘Inter. Grazie ad un Del Piero che si carica la squadra sulle sue spalle si origina un’ azione in cui Nedved tira un drop dalla media distanza ma Biava salva sulla linea miracolosamente. Sempre Del Piero, poco dopo, si rende protagonista di un’azione personale sulla sinistra in cui tenta di mettere la palla in mezzo a favore di Iaquinta ma Rubinho intercetta in maniera decisiva. Il Genoa , comunque, risponde colpo su colpo e per ben due volte sfiora il goal del 3-1 con Sculli , dove è straordinario Buffon , e con Bocchetti che , da uno stacco di testa, colpisce il palo esterno. Nel momento di maggior sforzo per la Juve arriva , come un fulmine a ciel serano , l’espulsione di Camoranesi che si rende protagonista di un fallo gratuito e inutile che costringe Ranieri ad adoperarsi per cambi diversi da quelli previsti. Entrano Grygera e Marchionni in luogo di Zebina e Legrottaglie ma sembra davvero difficile per la Juve. Invece, grazie ad un’azione di forza di Nedved, si origina l’occasione per Iaquinta che abilmente realizza scavalcando Rubinho pareggiando la partita. L’orgoglio juve , anche stavolta, è venuto fuori.

Goal dell’ex- Sembra che la partita sia incanalata verso un risultato di parità. Invece , da un errore della difesa juventina sul fuorigioco,  si origina un’azione in cui Marco Rossi ha tutto il tempo di guardare in mezzo , servire Palladino e il goal dell’ex è servito. Quest’azione sancisce la fine di un match molto emozionante in cui il Genoa si è mostrato superiore sotto il profilo del gioco mentre la Juve non ha risposto in maniera positiva all’impegno , essendo cosciente del pareggio dell’Inter. La squadra di Gasperini pare essere sempre più vicina all’Europa che conta mentre la Juve, ora, deve maggiormente guardarsi indietro che avanti.

Inter, Juventus, Milan, Serie A

Adriano, Buffon, Ancelotti: quanti problemi per le grandi…

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Adriano ne combina un’altra
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ROMA - In queste due lunghe settimane senza campionato, le grandi italiane hanno trovato ugualmente questioni spinose di cui discutere e far discutere. Ad oggi, non c’è una big che non abbia tra le proprie fila giocatori o allenatori scontenti o incerti sul proprio futuro. La sensazione è che Inter, Juventus e Milan, a fine stagione, si troveranno alle prese con rinnovi problematici o con nuove richieste di garanzie da parte dei propri fuoriclasse.

CASO ADRIANO - Il futuro dell’Imperatore sembra sempre più lontano da Milano. Solo ieri Adriano aveva dichiarato di non avere ancora deciso se prolungare o meno il suo rapporto con l’Inter, in scadenza nel 2010, nonostante l’ottimo rapporto con Josè Mourinho. Frasi che non sono state gradite in casa nerazzurra. La società di Via Durini, onde evitare che il giocatore possa liberarsi fra un anno a parametro zero (e magari accordarsi proprio con il Milan…), ha iniziato a pensare all’ipotesi di una sua cessione. Cessione che oggi sembra inevitabile: il giocatore brasiliano, che ormai da tempo immemore non riesce a concludere una stagione senza combinarne una delle sue, oggi ha perso l’aereo che doveva riportarlo a Milano insieme a Julio Cesar dopo la parentesi in nazionale. L’attaccante non ha potuto quindi presentarsi all’allenamento pomeridiano e, nonostante abbia avvertito per tempo la società nerazzurra, è quasi scontata la sua esclusione dalla trasferta ad Udine. Difficile valutare quando tornerà in campo e se ci rientrerà, almeno con l’Inter.

BUFFON - Meno drastica la situazione del numero uno bianconero. Buffon sembra intenzionato ad onorare il suo contratto con la Juventus, in scadenza nel 2013, ma la sensazione è che il portiere non si senta più incedibile. Il suo procuratore Silvano Martina ieri ha dichiarato che se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile, per il giocatore e per la società, non verrebbe respinta. Il portiere azzurro, che era arrivato alla Juventus nella maxi campagna acquisti del 2001 successiva alla cessione di Zidane, potrebbe quindi seguire la stessa strada del fuoriclasse francese: essere ceduto a cifre molto alte che permetterebbero alla società bianconera di rinforzare la rosa in tutti i reparti.

QUI MILAN - Sebbene il rapporto tra il Milan e il suo allenatore Ancelotti sembri a prova di bomba, ad oggi non si è ancora parlato di un possibile rinnovo del contratto, in scadenza nel 2010. La permanenza sulla panchina rossonera dell’allenatore emiliano, nonostante abbia già portato nella bacheca di Via Turati due Champions League,  sembra legata ancora ai risultati. Se Ancelotti non riuscirà a raggiungere l’obiettivo minimo del terzo posto, il suo rapporto con il Milan potrebbe concludersi anzitempo. L’allenatore, dal canto suo, pretende maggior voce in capitolo sulle questioni di mercato e potrebbe così decidere di cedere alle lusinghe di una delle grandi europee sulle sue tracce, Real Madrid e Chelsea su tutte. A fine stagione ne sapremo di più.

Champions League, Juventus

Juve, tanto cuore. Ma passa il Chelsea

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Essien spegne l’illusione bianconera
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TORINO- Niente da fare. La Juventus è fuori dagli ottavi di Champions League. Contro il Chelsea serviva una partita perfetta e Iaquinta prima e Del Piero poi illudono la curva bianconera per il raggiungimento dell’obiettivo. Purtroppo, in seguito a tali segnature, rispondono Essien e Drogba nella prima e seconda frazione rispettivamente. La Juventus arriva all’appuntamento più importante della stagione infarcita di infortuni e il destino ha in serbo per Ranieri un’altro scherzetto: nei primi minuti di gioco arriva l’infortunio di Nedved, che obbliga il tecnico bianconero all’impiego di Salihamidzic. L’adozione però, dal 1′ di gioco, del tridente Iaquinta-Del Piero-Trezeguet mette un pò in difficoltà gli uomini di Hiddink che infatti subiscono il goal proprio frutto di un’azione combinata del duo Trezeguet-Iaquinta. Gol che poi, come detto, servirà a poco in chiave qualificazione. Uscire con i Blues non è un disonore, specie per la prestazione offerta dai bianconeri, anche se, per la Vecchia Signora, è la terza uscita di scena ad opera di un inglese dopo i precedenti con Liverpool e Arsenal.

Formazione- Ranieri stupisce: Del Piero trequartista dietro Trezeguet e Iaquinta. Hiddink replica recuperando dal 1’ il lungodegente Essien, schierato esterno destro di centrocampo. Al 13’ la Juve perde Nedved, infortunato. Dentro Salihamidzic.

Sogno- Al 19’, al primo brivido della gara, la Juve passa. Trezeguet inventa in girata un assist per Iaquinta, che semina Terry in velocità e fulmina Cech in uscita. L’Olimpico esplode. La Juve pareggia i conti con l’andata. Del Piero prova ad approfittare del momento di sbandamento dei londinesi, che accusano il colpo: ci prova di sinistro, Cech con i pugni alza sopra la traversa. La formazione di Ranieri prende coraggio e metri in campo. Iaquinta è un moto perpetuo in avanti, dà grande profondità alla manovra bianconera. Per il resto il ritmo è da crociera. La gara si gioca sui nervi prima ancora che con le gambe. Tanta tensione, pochissimo gioco.

Illusione e beffa- Al 44′ del primo tempo il Chelsea ha una grandissima occasione con Drogba su una punizione dal limite su cui solo un grande Buffon, grazie ad un miracoloso intervento sulla linea, dubbio per la verità, riesce a salvare. Ma questo è soltanto un preavviso per quel che sarebbe successo poco dopo: una conclusione dalla grande distanza di Lampard viene deviata da Tiago ed assume una traiettoria a pallonetto che spiove improvvisamente: Buffon, sorpreso, la tocca appena e la palla colpisce la traversa, Essien arriva di gran carriera e segna anticipando l’intervento di Molinaro. Quest’azione chiude il primo tempo ed è un goal che complica maledettamente i piani di Ranieri e dei suoi uomini.

Inserimenti nuovi- La ripresa è caratterizzata dall’impiego di un Giovinco , assai ispirato, per un Iaquinta volitivo e un pò stanco per il lavoro profuso durante la partita. Da questo cambio, la tattica della Juventus muta in un 4-3-1-2 con Giovinco ad ispirare Del Piero e Trezeguet.

Espulsione- A far cadere un pò tutte le buone intenzioni di Ranieri di raddrizzare la partita arriva, come un fulmine a ciel sereno, l’espulsione di Chiellini per seconda ammonizione. Sanzione che qualche dubbio lo lascia ma che  costringe la Juve a dover fare a meno del suo difensore migliore e a giocare il resto della partita in 1o contro 11. Insomma, sembra che non ci sia più speranza.

Del Piero- Mai affermazione fu più sbagliata…Perchè c’è sempre Del Piero. Calcia la solita punizione dal limite, Belletti tocca di mano. Calcio di rigore. Che Ale trasforma. La Juve è viva e vegeta. E ora ci crede. Sospinta da uno stadio improvvisamente incandescente.

Gran Finale- Ora la partita diventa bellissima, improvvisamente saltano un pò tutti gli schemi e i giocatori di Ranieri sembrano animati da nuove forze che vengono più dal cuore che dalle gambe. Dai tanti rovesciamenti di fronte si origina però il pari del Chelsea: Belletti, dimenticato da Molinaro, cross al centro, Drogba arriva prima di una difesa centrale mutilata dall’assenza di Chiellini. Gara finita. Ballack e Belletti impegnano ancora Buffon, ma finisce così. Chelsea avanti, Juve fuori dall’Europa ma con onore.

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