Archivio per la categoria 'Juventus'

Juventus

Juve, è l’ora di Ferrara

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Ciro Ferrara

Torino- Ciro Ferrara è il nuovo allenatore della Juventus. O meglio, rimane sulla panchina bianconera. Per altri due anni, come annunciato intorno alle 19. Lippi gli ha dato il via libera dal ritiro della nazionale di Coverciano nel primo pomeriggio per mettersi in viaggio verso Torino e presenziare alla conferenza stampa di presentazione ufficiale.

Alternative sfumate- D’altronde le alternative sono sfumate una dopo l’altra. Gasperini è stato blindato da Preziosi, Conte ha rinnovato col Bari e Spalletti ha ritrovato l’unità d’intenti con la sua Roma. Blanc e Wenger, invece, si sono rivelate piste impraticabili per motivi sia tecnici che economici. Ma Ferrara non è una soluzione di ripiego: nel breve interregno in cui ha condotto la squadra al secondo posto, dopo due mesi di buio assoluto, ha convinto la dirigenza, come specifica Blanc: “Le due partite contro Siena e Lazio sono state fondamentali nella scelta. La decisione è nata dalle qualità di Ciro, dal suo carattere, dalla sua disponibilità e dal suo cuore. E’ anche un segnale per tutto l’ambiente“. Dopo Leonardo, dunque, un altro giovane emergente (e inesperto) viene al messo al timone di un grande club, il più vincente (a livello nazionale) d’Italia. Il modello Guardiola sta facendo proseliti.

Tutto intorno a Diego- La nuova Juve di Ferrara ruoterà intorno al neoacquisto Diego. Il nuovo tecnico, infatti, ha indicato nel 4-3-1-2 il modulo di base, anche se suscettibile di cambiamenti. Al fianco di Ferrara ci saranno i fedelissimi Rampulla e Maddaloni, da decidere i preparatori. “Mi sento pronto per affrontare questa avventura impegnativa, i rischi e le paure devono esistere perchè ti fanno crescere e dunque tra i tanti sentimenti c’è anche questo -le sue prime dichiarazioni- E’ stata determinante l’esperienza del Mondiale perché ho riassaporato certe emozioni. Allenatore non si nasce -la risposta agli scettici che lo imputano d’inesperienza-, si può diventare e il percorso che abbiamo svolto io e Leonardo è positivo per tanti aspetti, non solo tecnici ma anche societari e di gestione“.

Calcio mercato, Juventus

Diego-Juve: affare fatto

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Ufficiale, Diego alla Juve

Torino- Affare fatto…. La Juventus, attraverso il suo sito, ha ufficializzato l’acquisto di Diego Ribas de Cunha legandolo al club bianconero sino al 30 Giugno del 2014. Inoltre, la società fa sapere i dettagli dell’operazione attraverso il seguente comunicato: “La Juventus  verserà nella casse del Werder Brema 24.5 milioni di euro in tre rate, garantite da fideiussione bancaria: 14 milioni l’1 luglio 2009, 5.5 milioni l’1 luglio 2010, 5 milioni l’1 luglio 2011. Il valore di acquisto potrà aumentare al massimo di altri 2.5 milioni, legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nei prossimi cinque anni”.

Reazioni- Diego si è mostrato entusiasta dell’affare concluso e stimolato dalla nuova avventura in bianconero. Il brasiliano ha dichiarato: “Sono entusiasta della Juventus e orgoglioso di entrare a far parte di un club così prestigioso che ho sognato fin da bambino. Dopo l’esperienza in Portogallo e in Bundesliga potrò misurarmi con un calcio di altissimo livello, in un campionato difficile e molto competitivo. È il momento giusto della mia carriera per compiere un passo così importante e sono convinto che con la Juventus potrò raggiungere grandi traguardi“.  Anche i dirigenti bianconeri, ovviamente, hanno espresso entusiasmo per l’arrivo del brasiliano e tra questi Jean Claude Blanc ha dichiarato che l’acquisto di Diego contribuirà a portare avanti un’idea di squadra costituita da campioni e giovani talenti  per un progetto a lungo termine.  I tifosi bianconeri sperano che tutte queste belle parole e l’entusiasmo si ripercuota nella realtà.

Calcio mercato, Inter, Juventus, Milan

Partito il toto-allenatore. L’Europa si mobilita

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Carlo Ancelotti al centro del mercato
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ROMA - E’ partita la caccia al tecnico. Decretate le regine dei tre massimi campionati europei, le dirigenze dei grandi club si muovono già sul mercato. Non solo giocatori, anche e soprattutto allenatori. Real Madrid e Chelsea sembrano le più attive a riguardo. C’è chi, invece, come Milan e Juventus temporeggia guardandosi intorno.

CHELSEA - La sensazione è che a far partire il valzer degli allenatori siano le decisioni provenienti da Londra, sponda Chelsea. Il club di Abramovich è sempre più interessato all’acquisto di Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo temporeggia, definendosi “blindato” dal contratto con il Milan, ma le voci provenienti da Londra dicono altro. Intanto, secondo quanto riportato dal “Times” nei giorni scorsi l’attuale allenatore dei Blues, Guus Hiddink, avrebbe consigliato al magnate russo il suo successore. Si tratta di Frank Rijkaard, olandese silurato dal Barcellona al termine della scorsa stagione e attualmente libero. Abramovich, invece, sarebbe intenzionato a portare in Blues l’attuale tecnico rossonero che, però, vorrebbe al suo fianco i suoi fedelissimi Tassotti e Galli. Un discorso di non poco conto se si considera che i piani del Chelsea sono quelli di dare continuità al lavoro degli ultimi mesi svolto con Hiddink confermando l’attuale staff tecnico composto dall’ex Milan Ray Wilkins e Paul Clement.

MILAN - Il nome dell’ex tecnico blaugrana interessa anche al Milan. I rossoneri continuano a smentire una partenza immediata di Ancelotti, ma nel frattempo sondano il terreno con diverse ipotesi. E’ nota ormai a tutti la volontà dirigenziale del club di Via Turati di affidare le redini della squadra a un ex gloria rossonera. Su questa ipotesi si fanno i nomi di Tassotti, pronto al grande salto dopo anni da “vice” di Ancelotti e di Leonardo, attualmente in dirigenza. Più suggestive le ipotesi che portano a Rijkaard e a Van Bastan. Proprio l’ex allenatore dell’Ajax sarebbe secondo Johan Cruijff l’uomo giusto al momento giusto. L’ex ct olandese, inoltre, è stato avvistato a Milano a cena con la dirigenza rossonera.

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Conte in Pole per la Juve
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JUVENTUS - Non solo Milan, perché la Juventus dopo aver esonerato Claudio Ranieri, sostituendolo temporaneamente con Ciro Ferrara, sta già valutando le ipotesi per la prossima stagione. Voci vicine al club bianconero parlano di Antonio Conte come successore, ma l’idea di affidarsi a un tecnico di maggiore esperienza può essere la soluzione più giusta per il rilancio. I nomi più accreditati sono quelli di Spalletti e Prandelli, ma se il primo sembra essere vicino alla conclusione della sua avventura in giallorosso, il secondo pare molto saldo sulla panchina viola. In alternativa ci sarebbe Roberto Mancini, che piace molto alla società, un po’ meno alla tifoseria. E, in questo momento, l’intento è quello di diminuire le contestazioni per poter lavorare con maggiore serenità.

REAL MADRID - In Spagna la deludente stagione del Real Madrid e l’imminente ritorno di Florentino Perez a capo della società sta scatenando le maggiori fantasie sulle pagine della stampa iberica. Secondo il quotidiano spagnolo “As”, infatti, Jorge Valdano, braccio destro del presidente in pectore del club blanco, sta lavorando per portare a Madrid l’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger. Il francese sarebbe la prima soluzione, anche se resta il pallino Ancelotti. Spunta il nome di Josè Mourinho. Secondo il quotidiano spagnolo, infatti, il portoghese sarebbe disposto a lasciare l’Inter, ma da quanto affermano in casa Inter lo “Special One” non è sul mercato.

Calcio mercato, Juventus

UFFICIALE: Cannavaro torna alla Juve

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Cannavaro è di nuovo bianconero
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Torino- Fabio Cannavaro torna a vestire la maglia della Juventus. Le voci che rimbalzavano da alcune settimane hanno assunto il crisma dell’ufficialità stamattina, quando la società bianconera ha depositato il contratto con il calciatore, attualmente in scadenza con il Real Madrid. Il nazionale azzurro ha firmato fino al 30 giugno del 2010 ed è il primo colpo di mercato ufficiale (Diego è ’soltanto’ ufficioso) della società bianconera, freschissima anche di avvicendamento in panchina. Si chiude così una 24 ore di fuoco per il club torinese.

A distanza di tre anni dalla cessione post- Calciopoli al Real, Cannavaro torna dunque nel club in cui approdò nel 2004, dopo le esperienze con Napoli, Parma e Inter, e con cui vinse lo scudetto nel 2005 e 2006 (quest’ultimo revocato). Un ritorno che sicuramente susciterà polemiche, visto che una frangia della tifoseria reputa Cannavaro un ‘traditore’, reo di aver lasciato la Juve nel momento di maggiore difficoltà. Il difensore, ieri a Torino per partecipare alla Partita del Cuore, ha però espresso la propria soddisfazione per l’accordo, replicando così: “Sono felice di essere tornato Torino e di avere l’opportunità di vestire nuovamente la maglia bianconera. Mi spiace che in una parte della tifoseria prevalga il rancore sull’apprezzamento per le stagioni gloriose che abbiamo vissuto insieme. Sono convinto di poter convincere anche i più scettici attraverso il lavoro, la professionalità e la passione con cui affronterò questa nuova avventura“. Per Alessio Secco, direttore sportivo bianconero, si tratta di un importante tassello per la squadra che dovrà affrontare la prossima stagione: “Fabio - ha detto - è un campione del Mondo, un pallone d’Oro e un grandissimo uomo spogliatoio. Durante l’estate del 2006 la società ha dovuto cederlo per far fronte ad esigenze economiche urgenti. Quest’anno abbiamo sfruttato la scadenza naturale del contratto di Cannavaro per riportarlo a Torino e siamo sicuri che il suo apporto tecnico renderà la Juventus più competitiva“. Dopo l’esonero di Ranieri, il colpo Diego e il ritorno di Cannavaro, la nuova Juve sta già prendendo forma.

Juventus

La Juventus esonera Ranieri. Al suo posto arriva Ciro Ferrara

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Ranieri esonerato, arriva Ferrara
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TORINO - Claudio Ranieri non è più l’allenatore della Juventus. L’ennesimo pareggio, il quinto consecutivo, è stato fatale al tecnico romano. Al suo posto, si legge in un comunicato stampa della Juventus, la società ha deciso di affidare la guida della squadra in queste ultime due giornate a Ciro Ferrara.

ALTI E BASSI - Claudio Ranieri, nato a Roma il 20 ottobre 1951, era arrivato sulla panchina bianconera due anni fa al posto di Didier Deschamps, dimessosi dopo aver conquistato la promozione in serie A. L’annuncio dell’assunzione del tecnico capitolino era avvenuto il 4 giugno 2007. Nella prima stagione con la società piemontese Ranieri si era piazzato quasi a sorpresa al terzo posto conquistando l’accesso ai preliminari di Champions League.
Nell’attuale annata, dopo un avvio straordinario della sua squadra, sia in campionato che in Champions, si è ritrovato a gestire i malumori della vecchia guardia e della tifoseria. L’eliminazione agli ottavi di Coppa ad opera del Chelsea ha segnato il declino psico-fisico della compagine bianconera che ha subito l’avvicendamento del Milan al secondo posto e l’avvicinamento della Fiorentina, ora a una sola lunghezza.

IL PRECEDENTE - L’allontanamento di Ranieri fa storia in quanto risale a ben 40 anni fa l’ultimo esonero di un allenatore bianconero prima della fine della stagione. Era il 21 ottobre 1969. L’argentino Luis Carniglia saltò dopo appena sei partite: una vittoria, due pareggi, tre sconfitte. Dopo di lui la Juve non ha esonerato più nessuno.

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Ciro Ferrara
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FERRARA - Ora, quindi, la panchina è affidata a Ciro Ferrara. L’ex giocatore bianconero ha disputato 500 partite in serie a, di cui 247 con la maglia del Napoli e 253 con la Juventus, squadra nella quale ha militato dal 1994 al 2005. Ha vinto otto scudetti (di cui uno revocato), due Coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, una Coppe Uefa, una Champions League e una Coppa Intercontinentale.
Ferrara ha fatto parte dello staff della Nazionale italiana campione del mondo nel 2006, come collaboratore tecnico di Marcello Lippi. Dal 2006 è responsabile del Settore Giovanile della Juventus. Con il ritorno nel 2008 di Lippi sulla panchina della Nazionale, è tornato a ricoprire il ruolo di collaboratore tecnico del c.t. azzurro.

“Credo che i giocatori devono capire il momento difficile che la società sta attraversando - sono queste le prime parole di Ciro Ferrara nella conferenza stampa di presentazione -. I giocatori devono ritrovare gli stimoli giusti per affrontare queste due ultime partite nella maniera giusta.
Voglio ringraziare chi ha creduto che Ferrara potesse essere utile in questo momento, questo l’ho molto apprezzato. Quando ci siamo incontrati ieri sera - ha aggiunto - non ho avuto nessun dubbio e mi sono messo a completa disposizione della società. C’e stata una forte emozione, ma non ho avuto nessun tentennamento. Sono il primo a subentrare ad un tecnico della Juve a stagione in corso.
Il resto dello staff - ha aggiunto il nuovo tecnico bianconero - si saprà domani e andremo in ritiro venerdì a Torino”.

Juventus, Milan, Serie A

Un pareggio che sorride all’Inter

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Iaquinta riacciuffa il Milan
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MILANO - Il posticipo serale della 35esima giornata di Serie A tra Milan e Juventus si conclude con il punteggio di 1-1 . Succede tutto nella ripresa:  Seedorf che sblocca al 12′ e Iaquinta che risponde al 15′. Lo score di San Siro non fa felici nè milanisti che juventini ma rallegra solo l’Inter che, a tre giornate dalla fine, può contare su 7 punti di vantaggio che rappresentano una grossa ipoteca per il tricolore 2008/2009.

Fisicità contro tecnica: L’inizio della partita è all’insegna dell’equilibrio e dello scontro tra due credi calcistici opposti: la fisicità della Juve contrapposta all’abilità tecnica e di palleggio del Milan. Gli uomini di Ranieri sembrano aver interpretato bene la partita e con il passare dei minuti prendono le redini del centrocampo a dispetto di un Milan un pò in difficoltà e sorpreso da una Juve così aggressiva. I bianconeri nel primo tempo costruiscono 2 situazioni pericolose : Marchionni al 15′ ha un’occasione a tu per tu con Kalac ma viene anticipato da un super Maldini. Al 36′ Poulsen, grazie ad un’abile giocata, disorienta la difesa rossonera ma spara a lato da posizione molto favorevole. Il Milan, dal canto suo, vive molto sulle lune di Kakà visto che Pirlo sembra un pò in balia del centrocampo bianconero ma anche il brasiliano, al di là di qualche giocata, non riesce ad essere incisivo come al solito. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.

I Goal: La ripresa sembra raccontare la stessa storia del primo tempo: Juve tutto pressing e aggressività, Milan disorientato e sofferente per la fisicità bianconera. Al 5′ gli uomini di Ranieri hanno l’opportunità di sbloccare il risultato grazie ad un’azione di Iaquinta che spara un potente destro che Kalac non trattiene ma Amauri, colpevolmente, non riesce a ribadire in rete da posizione favorevole. Il Milan risponde con Seedorf al 9′ ma il tiro dell’olandese è completamente sballato. Da un’azione di attacco dei bianconeri si origina clamorosamente il goal del Milan: Inzaghi, al solito, parte sul filo del fuorigioco creandosi un’ autostrada sulla fascia sinistra che sfrutta servendo l’accorrente Ambrosini che carica un tiro che, fortunosamente, si tramuta in un assist perfetto per Seedorf: rossoneri in vantaggio al 12′ della ripresa. Neanche il tempo di esultare che 180 secondi dopo la Juve trova il pareggio grazie a Iaquinta che, servito da Camoranesi, anticipa Flamini e trafigge Kalac al 15′.

Inter Felice: Ancelotti e Ranieri provano a mischiare le carte in tavola con gli inserimenti di Ronaldinho e Pato, tra i rossoneri, e di Zebina e Del Piero, tra i bianconeri, ma al di là di una girata di Inzaghi che si spegne a lato di poco non si costruisce. La Juve chiude la partita in 11 contro 10 grazie all’espulsione di Favalli ma i primi 60 minuti per gli uomini di Ranieri sono stati molto probanti sotto l’aspetto atletico e quindi la partita si conclude sullo 1-1. Risultato che scontenta entrambe e che rende felice Mourinho e l‘Inter.

Calcio mercato, Juventus

Juve, Diego è tuo!

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Diego ad un passo dalla Juve
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Torino- Diego- Juve, il matrimonio si farà. I legali del Werder Brema, la società in cui Diego Ribas da Cunha, ex Porto e Santos, milita e spopola come il  miglior “10″ della Bundesliga, sono sbarcati a Torino e hanno incontrato i dirigenti della Juventus, con in testa l’ad Blanc. Fino a tarda notte sono andate avanti le trattative, ma la fumata bianca tanto attesa c’è stata. Quindi, dopo l’accordo con il padre-procuratore del calciatore, la società bianconera ha trovato l’intesa anche con il club tedesco. Accordo sancito dalla visita di Blanc e Secco a Brema, ma che verrà ratificato dal Cda bianconero, che si riunirà il prossimo martedì. Al Werder andrebbero 25 milioni di euro, al giocatore 3,5 per cinque anni. Ergo, la concorrenza del  Bayern Monaco, la squadra che sembrava avesse superato la Juve nella corsa al calciatore, non fa più paura. Diego va a colmare una lacuna che ha segnato questo ciclo di Ranieri in panchina: la mancanza di un regista offensivo. Diego, oltre a poter svolgere con grande qualità il ruolo di playmaker dietro le punte, è un giocatore che in terra teutonica ha davvero migliorato le sue prestazioni realizzative, pur non essendo e non nascendo come punta. E’ la risposta, seria e forte, che tutti i tifosi bianconeri si auspicavano, dopo un periodo di vacche decisamente magre. La Juve vuole rinascere e farlo sulla scia dei grandi solisti che hanno indossato la gloriosa casacca bianconera.

Juventus

Ranieri-Juve è finita. AAA sostituto e nuova dirigenza cercasi

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Capolinea per Ranieri
calciocatania/copyright flickr.com

Torino- Il destino di Claudio Ranieri sulla panchina bianconera potrebbe avere dato la parola fine dell’avventura del tecnico romano, all’intervallo della partita di domenica pomeriggio contro il Lecce (terminata 2-2, ndr), quando è venuto fuori in tutto il suo fragore l’isterismo collettivo e la confusione totale di cui è preda la società e la squadra Juventus. La lite con Camoranesi è la punta dell’iceberg di un periodo dominato da tensioni, polemiche, cene galeotte, dichiarazioni sui giornali, scontenti vari, moduli sbagliati, recriminazioni di mercato. L’ex tecnico di Chelsea e Valencia sta già svuotando il suo armadietto del centro sportivo di Vinovo e si prepara a dare l’addio, un anno prima della scadenza naturale del suo contratto, ad un club, che ha mostrato tutta la sua ineguatezza a livello di management sportivo e che ha ridicolizzato cento anni e passa di storia, oltre che creato imbarazzi fra la Famiglia, gli Agnelli-Elkann, ora come non mai dubbiosi sulle capacità dell’organigramma societario.
Adesso, prima di tutto c’è da concludere un campionato e portare a casa una non scontata, visto il momento, qualificazione alla Champions League, poi c’è da ripensare un progetto e probabilmente ripartire dalle poche certezze rimaste. Il primo tassello sarà la scelta del nuovo condottiero che guiderà la traballante nave bianconera, che al momento assomiglia ad una caravella in un mare forza nove; scelta che già sta creando dubbi e discordanze fra gli stessi dirigenti. Già il turbillon confuso e vorticoso di una ridda impressionante di nomi, ha iniziato a riempiere le pagine dei quotidiani, che però non danno delle sicurezze certe e univoche. Oggi c’è Spalletti, domani sarà la volta di Prandelli, ieri era di moda Conte, ma di concreto e reale nulla di nulla e più passa il tempo e più il popolo bianconero, disorientato davanti a tanta dimostrazione di pressappochismo e superficiale programmazione, esprime chiaramente tutto il suo disappunto per errori che non devono appartenere e non sono mai appartenuti ad una società vincente e che ha sempre dato esempio di serietà e competenza manageriale e sportiva. Forse la Juventus più che un allenatore, avrebbe bisogno di decisioni forti, di una serie di persone che possano davvero fare valere quel surplus derivante dal fatto di chiamarsi Juventus, quel valore aggiunto di competenza dimostrata sul campo e sopratutto quel sovrappiù di arguzia sul piano squisitamente tecnico, e non freddi burocrati attenti sul piano delle spese; in fondo parliamo di una società fra le più ricche al mondo. Arrivare a queste conclusioni e cercarvi di porvi rimedio, costituisce già un passo in avanti verso il raggiungimento di obiettivi che spettano a una società di tale levatura.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Lazio prima finalista, Juve notte fonda

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Il gioiello di Zarate apre le porte della finale alla Lazio
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TORINO - La Lazio è la prima finalista della Coppa Italia 2008/2009. Gli uomini di Rossi, dopo la vittoria dell’andata all’Olimpico per 2-1, confermano il medesimo risultato anche a Torino con le marcature di Zarate e Kolarov mentre, a salvare l’onore della Juventus, ci pensa Del Piero. La squadra biancoceleste ha sorpreso i bianconeri per l’approccio deciso alla partita e senza remore e la vittoria, sotto il profilo del gioco, è stata nettamente meritata. Ora si attende l’incontro tra Inter e Sampdoria per sapere chi il 13 Maggio a Roma affronterà la Lazio.

Lazio ben schierata- L’inizio del primo tempo è all’insegna del più totale equilibrio. La Lazio riesce a gestire bene la gara non pungendo troppo e difendendosi in maniera assai ben organizzata da una Juventus che sembra essere un pò bloccata. Le facce nuove , in campo per gli uomni di Ranieri, sono tante : Giovinco, Marchisio, De Ceglie e Ariaudo. Alla squadra bianconera manca il cambio di passo e, tranne qualche spunto di Giovinco, le due punte Trezeguet-Iaquinta non vengono quasi mai messe in moto.

Zarate rompe il ghiaccio- Al 14′ del primo arriva una magia di Zarate a sbloccare il risultato e a far pendere la bilancia della qualifiazione dalla parte dei capitolini. L’argentino, infatti, si esibisce in un tiro a giro “alla Del Piero”, su cui Buffon non può nulla e lo 0-1 è servito. Il goal infonde ancora più fiducia negli uomini di Rossi che fanno molto possesso di palla facendo correre a vuoto i bianconeri. Il primo tempo si conclude con il parziale di 0-1.

Cambi strategici- Ranieri cambia le carte in tavola: Nedved e Camoranesi sostituiscono Giovinco e Marchionni. L’idea è cercare quel cambio di passo che non c’è stato per riuscire a recuperare una situazione che sembra compromessa.

Goal del Ko- Purtroppo per la Juventus, arriva il goal “taglia gambe”. Al 7′ della ripresa , infatti, Kolarov mette dentro un pallone dalla sinistra velenoso e imprevedibile, in seguito ad una deviazione di Grygera,  per Buffon che, neanche in questo caso,  riesce ad evitare la capitolazione. E’ il goal qualificazione…

Orgoglio Juve- Come spesso è accaduto quest’anno , la Juve reagisce con l’orgoglio più che con il gioco e, dopo aver subito due schiaffi,  comincia a giocare. Gli uomini di Ranieri costruiscono due nitidie occasioni con Trezeguet e Iaquinta ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta. Il mister bianconero, successivamente, butta dentro Del Piero al posto di Iaquinta, sostituzione accolta con rabbia dall’attaccante ex Udinese. Ed è proprio Del Piero a salvare l’onore della Juve con il goal della bandiera al 19′ della ripresa.

Contestazione- La Juve sembra animarsi nuovamente e si getta genorasamente in avanti almeno per mettere un pò di paura alla Lazio: palo di Nedved e Grygera spreca in maniera incredibile.  A spegnere ogni velleità juventina arriva l’espulsione di Camoranesi al 36′ della ripresa, autore di un fallo di frustazione ai danni di Kolarov. La fine della partita si vive in un clima surreale in cui sembra essere in un altro Olimpico cioè quello di Roma. La Juventus viene contestata e fischiata , dirigenza in primis, mentre i tifosi della Lazio intonano cori per la propria squadra che si sentono indistintamente. La partita si conclude così sull’ 1-2 e ora gli uomini di Rossi attendono la vincente tra Sampdoria e Inter per sapere chi si affronterà il 13 Maggio.

Calcio mercato, Juventus

Juve, in vista il Cannavaro bis. “Parlerò con i tifosi”

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Cannavaro in bianconero
Rivedremo presto questa scena?

Torino- Fabio Cannavaro torna alla Juve. No, non è fantacalcio, è la notizia rimbalzata in questi ultimi giorni con insistenza. Tramontata l’ipotesi Napoli, bocciata proprio dal patron partenopeo De Laurentiis, il capitano della Nazionale potrebbe tornare a vestire la casacca bianconera. Dopo le dichiarazioni del suo agente, il difensore napoletano è infatti uscito allo scoperto. “So che il mio agente sta trattando con la Juventus - ha affermato in un’intervista al quotidiano Tuttosport - Preferisco non infilarmi in una operazione di mercato quando si è in fase di trattativa. Tra me e Fedele (il procuratore, ndr) c’è un accordo di base: nel momento in cui la situazione è defini¡ta, mi chiama e io firmo. E’ sempre stato così, sarà così anche stavolta“. Trattativa in corso che ha avuto anche il benestare di Claudio Ranieri. “Ci siamo fatti anche noi domande sull’età di Cannavaro, ma non potevamo farci scappare l’opportunità di un nazionale che potrebbe riformare la coppia azzurra con Chiellini e che potrebbe venire a parametro zero. Per questo, quando sono stato consultato, ho dato l’ok“.

Sembra tutto pronto, dunque, per il grande ritorno. Ma c’è chi non gradirebbe il Cannavaro bis, ovvero gran parte di quella tifoseria sentitasi tradita tre anni orsono, quando il giocatore abbandonò i bianconeri trascinati in B dallo scandalo Calciopoli per dire sì ai milioni e al prestigio del Real Madrid. Ma ora che le merengues lo stanno per scaricare, il ritorno in una Juventus ambiziosa e protagonista della prossima Champions farebbe gola al capitano azzurro, anche perchè all’orizzonte non ci sono alternative all’altezza. Vero o no, questo è quel quel che si maligna tra gli ultras di fede juventina. Dal canto suo, Cannavaro ha annunciato che, se necessario, “parlerà con i tifosi“. Basterà? Vedremo se, come già successo la scorsa estate con il ‘veto’ all’arrivo di Stankovic, il volere ‘popolare’ avrà la meglio sulle strategie di mercato bianconere.

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