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Calcio, Inter, Juventus, Serie A

Serie A: verso la undicesima di campionato

La decima di campionato ci ha regalato spettacolo e tanti goal. Protagoniste assolute le due favorite per lo scudetto: Juventus e Inter.
I bianconeri hanno spazzato via la Samp (5-1) infrangfendo i sogni di primato dei blucerchiati, regalando al tecnico e ai tifosi una prova di alta fattura.
L’Inter, nel posticipo serale di ieri sera contro il Palermo, è stata protagonista di un thriller calcistico: chiude la prima fase di gioco in vantaggio per 4-0 per poi svanire ad inizio ripresa subendo 3 goal nei primi venti minuti.
Ci vuole la spinta di un Maicon devastante, con la complicità del rientrante Milito, a mettere definitamente k.o. i rosanero: l’argentino sigla il 5-3 definitivo per i nerazzuri.

Ora, cosa aspettarsi da questo week-end calcistico?

Sicuramente una Juve agguerrita, volenterosa di continuare a inseguire l’Inter da vicino. Contro il Napoli, i ragazzi di Ferrara dovranno confermare l’ottima prestazione di mercoledì cercando di acciuffare la quarta vittoria consecutiva. Non sarà cosa facile, considerando i buoni progressi fatti dai partenopei nelle ultime due gare.

La capolista Inter se la giocherà in quel di Livorno, piazza sicuramente ostica di questi tempi. Cosmi ha portato nuovo vigore all’ambiente e i ragazzi, guidati dal faro ispiratore  Candreva, daranno sicuramente del filo da torcere ai milanesi.

Juve e Inter dunque. Saranno loro le uniche due squadre a contendersi il tricolore? Anche se i punti restano 4, tra nerazzurri  e bianconeri, il turno infrasettimanale sembra comunque aver portato chiarezza in un campionato dalle gerarchie ancora da definire. Ecco allora il copione che ci si aspettava: Juve e Inter a duellare fino al 5 dicembre, giorno dello scontro diretto. Nel frattempo, godiamoci i goal e lo spettacolo del campionato più bello (e pazzo) del mondo!juve1

Calcio, Juventus, Serie A

Juve: è calcio “champagne”

E’ una Juve stellare quella che ieri sera, nel turno infrasettimanale, ha annichilito l’ottima Samp d’inizio stagione.
Al triplice fischio, il tabellone dell’Olimpico indica un altisonante 5-1 per i bianconeri.

Ciò che emerso dalla gara è una Vecchia Signora ritrovata, dalla grande personalità e capace di esprimere, finalmente, un bel calcio.
Nel riproporre il 4-2-3-1 schierato in Champions la scorsa settimana, Ferrara non può far altro che ammirare la prova dei suoi: Diego, Giovinco e Camoranesi (schierati sulla linea della trequarti) illuminano il gioco; Amauri segna due reti e sembra essersi definitivamente sbloccato. Melo e Sissoko sono una diga impenetrabile mentre la premiata ditta Cannavaro-Chiellini ha annullato i temutissimi Cassano e Pazzini.
Singoli a parte, a dover rendere felice il popolo bianconero dev’essere la prova corale espressa da questa Juve: una Juve che non ha mai permesso ai doriani di giocare. Una Juve che si è mostrata sempre veloce nella manovra, precisa nei passaggi e nelle ripartenze. Una Juve ordinata dietro e spietata in zona goal.
Ma al di là del modulo, come Amauri ha ben evidenziato nelle interviste post-gara, è la mentalita che conta: “Serve la voglia giusta in campo, bisogna essere pronti a sacrificarsi. Ripeto, ora dobbiamo trovare la continuità, abbiamo fatto tre vittorie di fila e dobbiamo andare avanti così”.

Nel prossimo turno, i bianconeri se la vedranno con il Napoli (sabato 31 ore 18;00).
Ci sarà da aspettarsi la squadra lenta e impacciata di Siena o quella brillante e dirompente di ieri?
Questo non è ancora dato a sapersi, ma al momento sembra che Ferrara abbia lanciato un messaggio chiaro a Mourinho & Co.: “L’anti-Inter siamo noi!”
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Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Calcio, Champions League, Coppa Uefa, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma

Coppe europee: italiane in chiaroscuro

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Il risultato della tre giorni europea di questa settimana rivela un calcio italiano sempre più in difficoltà nel confronto con le altre realtà europee.

Se si considera la Champions League, saltano all’occhio da subito gli stentati pareggi di Juventus e Inter, le due migliori squadre italiane,  seppur non in un periodo brillantissimo. Se però il punto strappato dalla Juventus all’Allianz Arena di Monaco è molto importante, in quanto i tedeschi sono senza dubbio i diretti avversari per il primo posto del girone,  quello dell’Inter in Russia contro il Rubin Kazan, è un po’ più preoccupante.

In settimana Mourinho si è lamentato per l’atteggiamento dei giornalisti riguardo i passi falsi della sua squadra, giudicati sempre troppo duramente a differenza di quelli della rivali. Certamente il tecnico portoghese non ha tutti i torti, l’Inter è sempre sulla cresta dell’onda ed ogni non-vittoria fa scalpore. Vedere però i nerazzurri subire per novanta minuti contro una squadra all’esordio in Champions non fa certamente dormire sogni tranquilli ai tifosi interisti e al movimento calcistico italiano in generale.

Il nodo fondamentale infatti di questa e della prossima annata europea consiste nel ranking UEFA che assegna ad ogni nazione il numero di squadre ammesse alle competizioni . Se le italiane non faranno bene in questo biennio è  molto probabile che dovranno rinunciare ad una squadra in Champions, passando da quattro a tre partecipanti.

La disarmante sconfitta del Milan in casa con gli svizzeri dello Zurigo è un’altro brutto segnale in questo senso. Paradossalmente a salvare la faccia dell’Italia ci ha pensato al più giovane delle quattro rappresentanti, impegnata nella partita più difficile. La Fiorentina di Prandelli ha disputato infatti un incontro perfetto contro il Liverpool, sconfiggendolo due a zero senza appello. I viola sono stati in grado di mettere sotto i Reds primo tempo e di resistere con ordine al loro ritorno nella ripresa. Dopo la sconfitta di Lione, la qualificazione ora non è più un miraggio.

Gruppo A

Bayern Monaco(4)-Juventus (2) 0-0; Bordeaux(4)-Maccabi Haifa(0) 1-0

Gruppo C

Milan(3)-Zurigo(3) 0-1; Real Madrid(6)-Olympique Marsiglia(0) 3-0

Gruppo E

Debrecen(0)-Lione(6) 0-4; Fiorentina(3)-Liverpool(3) 2-0

Gruppo F

Rubin Kazan(1)-Inter(2) 1-1; Barcellona(4)-Dinamo Kiev(3) 2-0

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Vanno un po’ meglio le italiane in Europa League, ma le avversarie sono di ben altra caratura. La Roma si risolleva dalla sconfitta di Basilea e batte due a zero il Cska Sofia, mentre la Lazio surclassa quattro a zero in trasferta il Levski, completando il trionfo nel derby incrociato Roma/Sofia.

Cade invece a Valencia il Genoa, alla quarta partita senza vittorie, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per uno a zero. Tutte e tre le squadre sono ora a tre punti in due partite, pienamente in corsa per il passaggio del turno, ma tutte con difficoltà più o meno gravi. Da anni le prestazioni delle italiane nella vecchia Coppa Uefa, ora Europa League, non sono all’altezza, soprattutto in confronto agli anni novanta, quando otto edizioni su undici furono conquistate dalle nostre formazioni, e spesso con derby tricolori in finale. L’ultima squadra italiana a vincerla fu il Parma nel 1999, le ultime ad arrivare in semifinale la Fiorentina nel 2008 lo stesso Parma nel 2005.

Gruppo B

Slavia Praga(0)-Lille(4) 1-5; Valencia(4)-Genoa(3) 3-2

Gruppo E

Fulham(4)-Basilea(3) 1-0; Roma(3)-CSKA Sofia(1) 2-0

gruppo G

Levski Sofia(0)-Lazio(3) 0-4; Rb Salzburg(6)-Villareal(3) 2-0

Champions League, Fiorentina, Inter, Juventus, Milan

Champions League: al via la fase a gironi

champions-league1Giocata la prima giornata dei gironi di Champions, l’impressione è che le italiane faticheranno molto a diventare protagoniste.

Il Milan si conferma squadra “copetera” grazie soprattutto a Inzaghi, puntualmente a segno ogni volta che viene chiamato in causa, sessantotto reti per lui nelle competizione europee. In chiaroscuro Juventus e Inter, la prima fermata in casa da un Bordeaux tosto e fortunato, la seconda incapace di lottare alla pari con un Barcellona apparso fin troppo lezioso. Cade invece la Fiorentina al cospetto del Lione, già giustiziere dei viola lo scorso anno.

Gruppo A

Juventus-Bordeaux 1-1

La Juventus inizia con un mezzo passo falso anche se il Bordeaux, in grado di scalzare il Lione dal trono della Ligue 1, è una squadra tutt’altro che semplice da affrontare. L’inizio infatti è a favore dei Girondins che si rendono pericolosi più volte dalle parti di Buffon. I bianconeri sono bravi a resistere e reagire grazie anche a un Giovinco molto attivo.  Nella ripresa i ritmi rimangono alti nonostante il campo pesante e la pioggia. A cominciare meglio è ancora il Bordeaux con una grande occasione per Gourcuff al quarto. poco dopo però è la Juve a passare grazie a Iaquinta, bravo a finalizzare un ottimo assist in profondità di Cannavaro. Con la partita in mano i bianconeri sembrano in grado di raddoppiare ma inaspettato (e probabilmente in fuorigioco) arriva il pareggio del Bordeaux con Plasil in mischia. I bianconeri non ci stanno e provano a vincere costruendo alcune buone occasioni, su tutte la clamorosa traversa di Marchisio allo scadere. Alla fine, pareggio più che giusto.

Maccabi Haifa-Bayern Monaco 0-3

Gruppo B

Wolfsburg-CSKA Mosca 3-1, Besiktas Istanbul-Manchester United 0-1

Gruppo C

Olympique Marsiglia-Milan 1-2

I francesi iniziano arrembanti e pressano molto il Milan che non riesce a costruire molto. La difesa rossonera si ritrova impegnata costantemente dalle sgroppate di Niang, Brandao e Kaborè. Ci pensa Seedorf alla mezz’ora ad illuminare il Velodrome con un perfetto assist per l’eterno Inzaghi, bravo ad insaccare da due passi. Il Milan acquisisce fiducia e inizia a giocare meglio, concludendo il primo tempo in vantaggio. Ad inizio ripresa però l’O.M. pareggia con Heinze, servito da Cheyrou su calcio piazzato. Questa volta sono i francesi ad iniziare a crederci e riprendono a pressare come a inizio gara alla ricerca del gol vittoria. Fortunatamente per la squadra di Leonardo, ancora Seedorf e Inzaghi confezionano il nuovo vantaggio rossonero in una delle rare sortite offensive della ripresa. Molto più solido delle recenti uscite, il Milan tiene e riesce a portare a casa tre punti d’oro.

Zurigo-Real Madrid 2-5

Gruppo D

Chelsea-Porto 1-0, Atletico Madrid-APOEL Nicosia 0-0

Gruppo E

Lione-Fiorentina 1-0

Inizia male la seconda avventura consecutiva dei viola in Champions. Di nuovo contro il Lione il risultato è amaro. Nel primo tempo infatti l’undici di Prandelli se la gioca alla pari e forse meglio dei francesi, creando buone occasioni nonostante la partita sia bloccata e poco spettacolare. Il nervosismo che porta a tre cartellini gialli ravvicinat i, per Lisandro, Pjanic e Gobbi, raggiunge il culmine allo scadere del primo tempo con il rosso a Gilardino, che colpisce con una gomitata Toulalan. Un’espulsione forse esagerata che lascia i viola in dieci per tutto il secondo tempo. Il Lione è bravo ad approfittarne senza frenesia e a trovare il gol vittoria con Pjanic a un quarto d’ora dal termine. La Fiorentina stremata riesce a limitare il passivo grazie ad un superlativo Frey e si appresta ad affrontare almeno due partite senza il suo principale terminale offensivo.

Liverpool-Debrecen 1-0

Gruppo F

Dinamo Kiev-Rubin Kazan 3-1

Inter-Barcellona 0-0

La sfida più attesa della giornata fra campioni d’Italia e campioni di Spagna e d’Europa finisce con un deludente zero a zero. Fin dall’inizio è il Barcellona a fare la partita e a creare i maggiori pericoli, senza riuscire però a passare, con Ibrahimovic che manca due ottime occasioni nei minuti iniziali. L’Inter da segni di ripresa verso la meezz’ora grazie alle buone iniziative di Maicon e Sneijder ma il risultato non si sblocca. Nel secondo tempo i blaugrana continuano a mantenere l’iniziativa e schiacciano ripetutamente l’Inter. Nonostante tutto i nerazzurri riescono a creare alcune ghiotte occasioni ma Milito, lanciato ripetutamente dai compagni, non pare in serata e non riesce a concretizzare. Alla fine un pareggio che accontenta tutti ma che lascia un’impressione di netta superiorità del Barcellona, in grado di costringere l’Inter sulla difensiva per gran parte del match.

Gruppo G

Siviglia-Unirea Urziceni 2-0, Stoccarda-Rangers 1-1

Gruppo H

Standard Liegi-Arsenal 2-3, Olympiakos-AZ Alkmaar 1-0

Juventus

Diego e la Juventus

Dopo 10 anni la Juve torna ad avere il suo trequartista, giocatore atipico in quanto riesce a coprire la zona di centro campo e proporsi in quella d’attacco con inserimenti intelligenti .

Diego potrebbe essere per certi versi croce e delizia della vecchia signora.
Croce per possibili problemi di dualismo con il capitano Del Piero dal quale molto probabilmente si sente oscurato e delizia per l’imprevedibilita’ nel gioco di attacco dal quale era orfana la Juve di Ranieri basata tutto su sudore determinazione e poca fantasia.

Molto probabilmente qust’ anno la Juve puo essere considerata la vera antagonista dell’Inter.

Juventus

Juve, è l’ora di Ferrara

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Ciro Ferrara

Torino- Ciro Ferrara è il nuovo allenatore della Juventus. O meglio, rimane sulla panchina bianconera. Per altri due anni, come annunciato intorno alle 19. Lippi gli ha dato il via libera dal ritiro della nazionale di Coverciano nel primo pomeriggio per mettersi in viaggio verso Torino e presenziare alla conferenza stampa di presentazione ufficiale.

Alternative sfumate- D’altronde le alternative sono sfumate una dopo l’altra. Gasperini è stato blindato da Preziosi, Conte ha rinnovato col Bari e Spalletti ha ritrovato l’unità d’intenti con la sua Roma. Blanc e Wenger, invece, si sono rivelate piste impraticabili per motivi sia tecnici che economici. Ma Ferrara non è una soluzione di ripiego: nel breve interregno in cui ha condotto la squadra al secondo posto, dopo due mesi di buio assoluto, ha convinto la dirigenza, come specifica Blanc: “Le due partite contro Siena e Lazio sono state fondamentali nella scelta. La decisione è nata dalle qualità di Ciro, dal suo carattere, dalla sua disponibilità e dal suo cuore. E’ anche un segnale per tutto l’ambiente“. Dopo Leonardo, dunque, un altro giovane emergente (e inesperto) viene al messo al timone di un grande club, il più vincente (a livello nazionale) d’Italia. Il modello Guardiola sta facendo proseliti.

Tutto intorno a Diego- La nuova Juve di Ferrara ruoterà intorno al neoacquisto Diego. Il nuovo tecnico, infatti, ha indicato nel 4-3-1-2 il modulo di base, anche se suscettibile di cambiamenti. Al fianco di Ferrara ci saranno i fedelissimi Rampulla e Maddaloni, da decidere i preparatori. “Mi sento pronto per affrontare questa avventura impegnativa, i rischi e le paure devono esistere perchè ti fanno crescere e dunque tra i tanti sentimenti c’è anche questo -le sue prime dichiarazioni- E’ stata determinante l’esperienza del Mondiale perché ho riassaporato certe emozioni. Allenatore non si nasce -la risposta agli scettici che lo imputano d’inesperienza-, si può diventare e il percorso che abbiamo svolto io e Leonardo è positivo per tanti aspetti, non solo tecnici ma anche societari e di gestione“.

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Diego-Juve: affare fatto

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Ufficiale, Diego alla Juve

Torino- Affare fatto…. La Juventus, attraverso il suo sito, ha ufficializzato l’acquisto di Diego Ribas de Cunha legandolo al club bianconero sino al 30 Giugno del 2014. Inoltre, la società fa sapere i dettagli dell’operazione attraverso il seguente comunicato: “La Juventus  verserà nella casse del Werder Brema 24.5 milioni di euro in tre rate, garantite da fideiussione bancaria: 14 milioni l’1 luglio 2009, 5.5 milioni l’1 luglio 2010, 5 milioni l’1 luglio 2011. Il valore di acquisto potrà aumentare al massimo di altri 2.5 milioni, legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nei prossimi cinque anni”.

Reazioni- Diego si è mostrato entusiasta dell’affare concluso e stimolato dalla nuova avventura in bianconero. Il brasiliano ha dichiarato: “Sono entusiasta della Juventus e orgoglioso di entrare a far parte di un club così prestigioso che ho sognato fin da bambino. Dopo l’esperienza in Portogallo e in Bundesliga potrò misurarmi con un calcio di altissimo livello, in un campionato difficile e molto competitivo. È il momento giusto della mia carriera per compiere un passo così importante e sono convinto che con la Juventus potrò raggiungere grandi traguardi“.  Anche i dirigenti bianconeri, ovviamente, hanno espresso entusiasmo per l’arrivo del brasiliano e tra questi Jean Claude Blanc ha dichiarato che l’acquisto di Diego contribuirà a portare avanti un’idea di squadra costituita da campioni e giovani talenti  per un progetto a lungo termine.  I tifosi bianconeri sperano che tutte queste belle parole e l’entusiasmo si ripercuota nella realtà.

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Partito il toto-allenatore. L’Europa si mobilita

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Carlo Ancelotti al centro del mercato
copyright flickr.com

ROMA - E’ partita la caccia al tecnico. Decretate le regine dei tre massimi campionati europei, le dirigenze dei grandi club si muovono già sul mercato. Non solo giocatori, anche e soprattutto allenatori. Real Madrid e Chelsea sembrano le più attive a riguardo. C’è chi, invece, come Milan e Juventus temporeggia guardandosi intorno.

CHELSEA - La sensazione è che a far partire il valzer degli allenatori siano le decisioni provenienti da Londra, sponda Chelsea. Il club di Abramovich è sempre più interessato all’acquisto di Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo temporeggia, definendosi “blindato” dal contratto con il Milan, ma le voci provenienti da Londra dicono altro. Intanto, secondo quanto riportato dal “Times” nei giorni scorsi l’attuale allenatore dei Blues, Guus Hiddink, avrebbe consigliato al magnate russo il suo successore. Si tratta di Frank Rijkaard, olandese silurato dal Barcellona al termine della scorsa stagione e attualmente libero. Abramovich, invece, sarebbe intenzionato a portare in Blues l’attuale tecnico rossonero che, però, vorrebbe al suo fianco i suoi fedelissimi Tassotti e Galli. Un discorso di non poco conto se si considera che i piani del Chelsea sono quelli di dare continuità al lavoro degli ultimi mesi svolto con Hiddink confermando l’attuale staff tecnico composto dall’ex Milan Ray Wilkins e Paul Clement.

MILAN - Il nome dell’ex tecnico blaugrana interessa anche al Milan. I rossoneri continuano a smentire una partenza immediata di Ancelotti, ma nel frattempo sondano il terreno con diverse ipotesi. E’ nota ormai a tutti la volontà dirigenziale del club di Via Turati di affidare le redini della squadra a un ex gloria rossonera. Su questa ipotesi si fanno i nomi di Tassotti, pronto al grande salto dopo anni da “vice” di Ancelotti e di Leonardo, attualmente in dirigenza. Più suggestive le ipotesi che portano a Rijkaard e a Van Bastan. Proprio l’ex allenatore dell’Ajax sarebbe secondo Johan Cruijff l’uomo giusto al momento giusto. L’ex ct olandese, inoltre, è stato avvistato a Milano a cena con la dirigenza rossonera.

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Conte in Pole per la Juve
copyright flickr.com

JUVENTUS - Non solo Milan, perché la Juventus dopo aver esonerato Claudio Ranieri, sostituendolo temporaneamente con Ciro Ferrara, sta già valutando le ipotesi per la prossima stagione. Voci vicine al club bianconero parlano di Antonio Conte come successore, ma l’idea di affidarsi a un tecnico di maggiore esperienza può essere la soluzione più giusta per il rilancio. I nomi più accreditati sono quelli di Spalletti e Prandelli, ma se il primo sembra essere vicino alla conclusione della sua avventura in giallorosso, il secondo pare molto saldo sulla panchina viola. In alternativa ci sarebbe Roberto Mancini, che piace molto alla società, un po’ meno alla tifoseria. E, in questo momento, l’intento è quello di diminuire le contestazioni per poter lavorare con maggiore serenità.

REAL MADRID - In Spagna la deludente stagione del Real Madrid e l’imminente ritorno di Florentino Perez a capo della società sta scatenando le maggiori fantasie sulle pagine della stampa iberica. Secondo il quotidiano spagnolo “As”, infatti, Jorge Valdano, braccio destro del presidente in pectore del club blanco, sta lavorando per portare a Madrid l’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger. Il francese sarebbe la prima soluzione, anche se resta il pallino Ancelotti. Spunta il nome di Josè Mourinho. Secondo il quotidiano spagnolo, infatti, il portoghese sarebbe disposto a lasciare l’Inter, ma da quanto affermano in casa Inter lo “Special One” non è sul mercato.

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UFFICIALE: Cannavaro torna alla Juve

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Cannavaro è di nuovo bianconero
copyright flickr.com

Torino- Fabio Cannavaro torna a vestire la maglia della Juventus. Le voci che rimbalzavano da alcune settimane hanno assunto il crisma dell’ufficialità stamattina, quando la società bianconera ha depositato il contratto con il calciatore, attualmente in scadenza con il Real Madrid. Il nazionale azzurro ha firmato fino al 30 giugno del 2010 ed è il primo colpo di mercato ufficiale (Diego è ’soltanto’ ufficioso) della società bianconera, freschissima anche di avvicendamento in panchina. Si chiude così una 24 ore di fuoco per il club torinese.

A distanza di tre anni dalla cessione post- Calciopoli al Real, Cannavaro torna dunque nel club in cui approdò nel 2004, dopo le esperienze con Napoli, Parma e Inter, e con cui vinse lo scudetto nel 2005 e 2006 (quest’ultimo revocato). Un ritorno che sicuramente susciterà polemiche, visto che una frangia della tifoseria reputa Cannavaro un ‘traditore’, reo di aver lasciato la Juve nel momento di maggiore difficoltà. Il difensore, ieri a Torino per partecipare alla Partita del Cuore, ha però espresso la propria soddisfazione per l’accordo, replicando così: “Sono felice di essere tornato Torino e di avere l’opportunità di vestire nuovamente la maglia bianconera. Mi spiace che in una parte della tifoseria prevalga il rancore sull’apprezzamento per le stagioni gloriose che abbiamo vissuto insieme. Sono convinto di poter convincere anche i più scettici attraverso il lavoro, la professionalità e la passione con cui affronterò questa nuova avventura“. Per Alessio Secco, direttore sportivo bianconero, si tratta di un importante tassello per la squadra che dovrà affrontare la prossima stagione: “Fabio - ha detto - è un campione del Mondo, un pallone d’Oro e un grandissimo uomo spogliatoio. Durante l’estate del 2006 la società ha dovuto cederlo per far fronte ad esigenze economiche urgenti. Quest’anno abbiamo sfruttato la scadenza naturale del contratto di Cannavaro per riportarlo a Torino e siamo sicuri che il suo apporto tecnico renderà la Juventus più competitiva“. Dopo l’esonero di Ranieri, il colpo Diego e il ritorno di Cannavaro, la nuova Juve sta già prendendo forma.

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