Archivio per la categoria 'Juventus'

Calcio mercato, Juventus

Nedved-Juve, fumata nera.

L’incontro tra l’a.d. Blanc e Mino Raiola, procuratore di Nedved, non ha sortito l’effetto sperato. Il rinnovo del centrocampista ceco, dunque, è in dubbio. Dopo la fumata nera di fine aprile, ieri pareva essere il giorno giusto, ma le cose sono andate diversamente da come speravano le due parti in causa. La Juventus ha offerto un rinnovo con ingaggio decurtato di quasi la metà (da 3,8 milioni annui a 2 milioni): Nedved sembrava orientato ad accettare, ma la tanto attesa fumata bianca non è arrivata. Motivo: tra domanda e offerta ci sono ancora più di 500mila euro di differenza. Certo è che il club di Via Galileo Ferraris spenderebbe molto di più se dovesse cercare un sostituto. I nomi più papabili sono Schweinsteiger del Bayern e Jankovic del Palermo. Il club bianconero, però, farà di tutto per garantirsi ancora per un anno le prestazioni del fuoriclasse ceco.

Calcio mercato, Juventus, Milan, Palermo

Juve attratta da Vargas e Gilardino.

Da qualche giorno sul taccuino degli uomini di mercato bianconeri sono comparsi due nomi nuovi: Vargas e Gilardino.

L’esterno sinistro in grado di coprire tutti i ruoli nella sua fascia di competenza piace tantissimo, infatti, ai bianconeri. Ma non solo. Il peruviano è seguito da Siviglia, Valencia, Tottenham, persino il Barcellona ha fatto un sondaggio. Vargas, però, gradirebbe rimanere in Italia per ripetere la fase di ambientamento. Anche la Roma è sulle sue tracce da un pò di tempo, ma il club di via Galileo Ferraris sembra in pole position. Il Catania chiede 15 milioni per il suo gioiello, ma la Juve ha importanti contropartite tecniche da metter sul piatto. Un nome su tutti Lanzafame, richiestissimo anche da Palermo e Genoa. La sensazione, comunque, è che l’affare si farà.

Più complicato l’intreccio che porterebbe a Torino Gilardino. Il bomber rossonero non sente più la fiducia di società e tecnico; dopo due stagioni in chiaroscuro gradirebbe cambiare aria. A Firenze il suo mentore Prandelli lo accoglierebbe a braccia aperte, dandogli il posto da titolare, ma l’ingaggio del biellese non è in linea con il budget viola. Qui spunta l’opzione Juve. In bianconero Gila sarebbe sì chiuso da Trezeguet, ma i tanti impegni tra campionato e coppa permetterebbero un suo utilizzo consistente. Ma perchè i bianconeri inseguono il milanista? La risposta è semplice: l’affari Amauri si è complicato. Il brasiliano chiede 3,75 milioni annui, l’offerta del club è ferma a 3. Lontano l’accordo anche con la società rosanero. Il nodo riguarda le contropartite tecniche: i siciliani chiedono i gioielli Lanzafame e Giovinco, ma l’empolese è considerato incedibile. Il Milan, interessato da sempre al bomber carioca, potrebbe inserirsi nella trattativa, girando poi Gilardino alla Juve. I rossoneri non hanno nè problemi d’ingaggio nè riguardo l’acquisto del cartellino. Lo scambio triangolare è fattibile.

Calcio mercato, Juventus, Milan

Flamini-Milan, matrimonio vicino.

Dopo tanti rumors, il sì sembra questione di giorni. Mathieu Flamini, da tempo nel mirino di Milan e Juventus (vedi “Milan, scatta l’ora del rinnovamento” e “Flamini alla Juve?”), parrebbe (il condizionale è d’obbligo in sede di mercato) aver scelto i colori rossoneri per il suo futuro. L’eclettico centrocampista francese ha risposto picche all’ennesima offerta di rinnovo dell’Arsenal (il suo contratto è in scadenza a giugno) e, tra il quinquennale da 4 milioni a stagione del club di Via Turati ai 3 milioni annui proposti dalla dirigenza bianconera, ha optato per il primo. Si tratterebbe, dunque, del primo e importantissimo colpo di mercato dei rossoneri per la prossima stagione.

Nel frattempo, è stato definito il rientro alla base del difensore Marzoratti e il futuro inserimento del terzino della Primavera Darmian: l’opera di rinnovamento passa anche da loro. Sempre per il capitolo difesa, Favalli è vicino al rinnovo, Cafu e Serginho sono pronti invece all’addio.

Inter, Juventus, Serie A, Torino

Giovinco-Acquafresca, spettacolo assicurato

Empoli-Cagliari di domenica, oltre ad essere un match fondamentale in ottica salvezza, propone una sfida tra due dei più grandi talenti del nostro calcio: Sebastian Giovinco e Robert Acquafresca.

I due Under 21 arrivano a questa sfida con storie simili e intrecciate: entrambi nati a Torino nel 1987, entrambi hanno esordito nella nazionale di Casiraghi contro l’Albania l’1 giugno 2007, entrambi hanno iniziato la propria carriera giovanile a Torino seppur su sponde opposte, entrambi sono di proprietà di grandi squadre (Juventus e Inter) e simile è stata la loro stagione 2007/2008. Giovinco nella prima parte dell’anno ha giocato poco, Gigi Cagni lo inseriva quasi sempre a partita in corso e il talentuoso Sebastian ha dovuto aspettare l’arrivo di Malesani e la conseguente promozione a titolare per esprimere tutte le sue qualità. Nella seconda parte di campionato, infatti, Giovinco ha entusiasmato e convinto tutti. Con 6 gol all’attivo, tanti assist decisivi e il costante premio di migliore in campo per l’Empoli, il piccolo fantasista si sta meritando sul campo il rientro alla Juventus, proprietaria del cartellino. Acquafresca, invece, ha iniziato un po’ in sordina questa stagione anche a causa della concorrenza con Matri e della difficile situazione del Cagliari. Decisivo il cambio di panchina con l’arrivo di Ballardini che lo promuove titolare al centro dell’attacco rossoblù: il ragazzo torinese ricambia con una seconda parte di stagione da attaccante di razza. Attualmente sono 8 i suoi gol, cifra che gli attribuisce il ruolo di goleador confermato anche in Nazionale Under 21.

Sebastian Giovinco inizia a giocare a calcio nel campetto del quartiere della Riber a Borgo Melano (Beinasco) ed entra subito nelle giovanili della Juventus che segneranno tutta la sua adolescenza calcistica. Dopo tanti trofei con la Primavera juventina, Giovinco esordisce in prima squadra nella partita Juventus-Bologna della scorsa stagione, il 12 maggio 2007. Quest’estate la società di Torino manda in prestito il giocatore all’Empoli per farlo maturare. Giovinco ha collezionato presenze in tutte le Nazionali giovanili, dall’Under 16 alla 21, sognando i essere convocato, prima o poi, nella Nazionale maggiore. Giocatore di grandissimo talento, tecnica sopraffina, grande velocità ed agilità, ampia visione di gioco e ottima abilità sui calci piazzati. Erede designato di Alex Del Piero alla Juve, in realtà Sebastian predilige una posizione più arretrata, da trequartista, anche se ha dimostrato un ottimo fiuto del gol e una grande adattabilità a tutti i ruoli d’attacco. Nonostante le incertezze dovute alla sua statura (1,64) e alla sua presunta “leggerezza” fisica Sebastian ha lottato e dimostrato di essere pronto per il salto in una grande squadra.

Robert Acquafresca si è accostato al calcio nelle giovanili dell’Alpignano e a nove anni viene acquistato dal Torino in cui compie tutta la trafila fino alla prima squadra. Con la revoca della promozione in Serie A del Torino nel 2005, molti giocatori vengono lasciati liberi e Robert viene acquistato dall’Inter che lo gira in comproprietà al Treviso, neopromosso in A. Nella stagione 2005/2006 esordisce nella massima serie l’11 settembre 2005, collezionando 8 presenze. Nella stagione successiva, in Serie B, conquista il posto da titolare e si mette in mostra realizzando 11 reti in 35 presenze. Riacquisito dall’Inter viene rigirato, sempre in comproprietà, al Cagliari. In Nazionale gioca dalla Under 17 alla 21 e nonostante la possibilità di essere convocato dalla Polonia (paese della mamma) per gli Europei di giugno sceglie di restare italiano e di lottare per conquistare la Nazionale azzurra in futuro. Attaccante forte fisicamente con leve lunghe, buon colpitore di testa, bravissimo sotto porta con un ottimo fiuto del gol. Nelle movenze assomiglia al bomber del Bayern Luca Toni: riuscirà a raccoglierne l’eredità in azzurro?

Juventus, Serie A

Juve, Champions in tasca.

Nel recupero della 31°giornata di campionato, gara rinviata per la tragedia occorsa al tifoso gialloblù Matteo Bagnaresi (vedi “Un’altra maledetta domenica“), la Juve si è imposta nettamente sul Parma con il risultato di 3-0. Questo successo mette in cassaforte la qualificazione bianconera alla prossima Champions, poichè il vantaggio sulle quinte (Milan e Sampdoria) lievita così a 10 punti.

Ranieri, ancora una volta, sopperisce benissimo alle assenze con accorgimenti tattici acuti. Sulle fasce Palladino e Salihamidzic, l’eroe del big match con il Milan (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“), annichiliscono i dirimpettai Zenoni e Castellini, ma la chiave tattica del match è lo spostamento in mezzo al campo (mossa già tentata con successo) di Camoranesi. Privo di Zanetti e Sissoko, il tecnico romano si affida alla fantasia dell’italo-argentino, venendo ampiamente ripagato. Prima salta due uomini e regala una grande chanche a Palladino, poi incorna su corner di Del Piero, la sfera finisce a  Trezeguet che insacca a pochi centimetri dalla porta in evidente (ma non segnalata) posizione di fuorigioco (17′). Al 30′, invece, sfodera uno splendido lancio di 50 metri ad imbeccare l’attaccante napoletano che infila Bucci con un bel diagonale. Per il Parma è notte fonda. La partenza sprint dei bianconeri, certificata anche da altre occasioni (una a testa per Trezeguet e Salihamidzic), stende dunque la Cuper band. La ripresa vede i padroni di casa amministrare in scioltezza il vantaggio e arrotondare con uno sfortunato autogol di Morrone: il lancio di Tiago, subentrato a Camoranesi, impatta sul centrocampista gialloblù e si impenna beffando così Bucci. La Juve vola, mentre il Parma rimane ad un passo dal baratro. E per Cuper c’è pure la beffa di dover ascoltare cori di ringraziamento da parte della curva Scirea per quel famoso 5 maggio 2002.

Calcio mercato, Inter, Juventus, Milan, Roma

Supermercato Barça.

A Liga ormai decisa (vedi “Sneijder ipoteca il titolo del Real“), i giornali spagnoli, sempre prodighi di “bombe”, boutade e scoop, si sono scatenati a immaginare lo scenario del prossimo mercato delle big. Premesso che alcune sono notizie fondate, mentre altre potrebbero rivelarsi dei bluff, addentriamoci in questo intrigante panorama.

Il club al centro di tutte le manovre è il Barcellona. La stagione deludente (si salverà solo in caso di trionfo Champions) dei blaugrana provocherà un vero e proprio terremoto in Catalogna. Oltre all’oramai strombazzata telenovela Ronaldinho (vedi “Ronaldinho, stagione finita. Il Milan prepara 20 milioni per lui“), in procinto di vestirsi di rossonero, sono altre le voci che interessano il club catalano. Altri giocatori, infatti, sono separati in casa ed hanno già le valigie in mano. Stiamo parlando in primis di Deco, seguito da Milan e Inter, di Zambrotta, per cui c’è già un accordo con il club di Via Turati (vedi “Milan, Eto’o e Mexes i nuovi obbiettivi“) ma anche di Rafa Marquez, nel mirino sempre dei rossoneri. A quanto pare, dunque, il  Barcellona si trasformerebbe nel supermercato del Milan. I blaugrana si stanno già muovendo per il dopo Ronnie. Il cash incassato, infatti, servirà per un importante investimento: 30 milioni per il gioiello del Lione Benzema.

Capitolo Real Madrid. Qui gli scontenti rispondono al nome di Gonzalo Higuain e Diarra. Il franco-argentino e il maliano sono panchinari fissi alla corte di Schuster e, sebbene quest’ultimo abbia assicurato il mediano, i due sembrano pronti ad andarsene. L’accoppiata fa gola alla Juve: il d.s. Secco ha incontrato in settimana Mijatovic, d.g. delle merengues. La cessione del maliano innescherebbe una sorta di effetto domino. Il Real, infatti, ha in mente due nomi per rimpiazzare questa pedina: De Rossi e Gattuso. Il giallorosso viene valutato dal suo club 45 milioni, Ringhio ne costa “solo” 20. Fantacalcio? Vedremo. Per l’attacco, invece, in pole Luis Fabiano del Siviglia, pichichi della Liga.

Calcio mercato, Fiorentina, Inter, Juventus, Palermo

Konko oggetto del desiderio. Si complica l’affare Amauri.

Konko oggetto del desiderio. Il centrocampista francese, dopo l’opaca stagione al Siena, si è rilanciato alla grande alla corte di Gasperini. Terzino o ala destra, mediano o regista, Konko ha sfoderato grandi prestazioni in qualsiasi zolla del campo, dimostrando grande duttilità. Questa caratteristica, unita a corsa, forza fisica e intelligenza tattica, ha fatto lievitare la valutazione del jolly marsigliese, passando da 2 a 6 milioni. Per lui si è scatenata una maxi asta. Inter, Palermo e Fiorentina sono i club più interessati. I siciliani hanno un canale preferenziale con il Grifone per l’affare Bovo in sospeso (è in comproprietà), ma i nerazzurri stanno premendo più di tutti. Incassando i soldi della cessione di Konko, il club rossoblù potrebbe trattenere Borriello, considerata anche la disponibilità milanista in merito.

Per un affare che decolla, un altro si complica. Stiamo parlando di Amauri, da tempo nel mirino della Juve. La valutazione del brasiliano che presto diventerà italiano è di 25 milioni. Una cifra importante. Alcune contropartite tecniche potrebbero ammorbidire la spesa, secondo le strategie del club di via Galileo Ferraris. Il nodo della trattativa è proprio qui. I bianconeri hanno offerto Almiron, attualmente in prestito al Monaco, ma il  mediano non interessa ai rosanero a causa del suo ingaggio elevato. Palladino, invece, era merce di scambio gradito, ma l’attaccante ha risposto picche. L’ultima offerta comprende Marchionni più un altro giovane. Zamparini, invece, ha chiesto Nocerino e la comproprietà di Lanzafame: quest’ultimo, però, è “promesso sposo” al Siena. Si attendono nuovi sviluppi. Chi vestirà certamente di bianconero nella prossima stagione è Giovinco. Il d.s. Secco ha annunciato che il fantasista in prestito a Empoli farà ritorno alla base.

Capitolo Cassano. Il gioiello di Bari ha accettato una decurtazione di stipendio pari a 1,6 milioni, passando dunque da 4,2 a 2,6 milioni annui. Un consistente sconto per rimanere alla corte di Mazzarri. Il nuovo contratto, infatti, scadrebbe nel 2013, legando a lungo il fantasista alla Sampdoria. Rimane l’ultimo scoglio, ovvero il club detentore del cartellino, il Real Madrid. Il prezzo del riscatto a favore dei blucerchiati è fissato a 5,5 milioni di euro, ma la speranza è di spenderne la metà. Ottenuto il sì del giocatore, la Samp potrebbe indurre il Real ad accondiscendere a questa richiesta.

Calcio, Juventus, Serie A

Un’altra maledetta domenica

Il destino gioca davvero brutti scherzi. 11 novembre 2007, 12° giornata di andata della Serie A. In un Autogrill vicino ad Arezzo tifosi laziali diretti a San Siro e tifosi juventini diretti a Parma si scontrano; muore Gabriele Sandri colpito da una pallottola esplosa dalla pistola di un poliziotto a dir poco imprudente. 30 marzo 2008, 12° giornata di ritorno. In un Autogrill sulla A21 Torino-Piacenza, tifosi del Parma (in particolare 2 pullman di Boys) e tifosi della Juventus, entrambi diretti all’Olimpico di Torino per la partita, vengono a contatto. La dinamica è difficile da ricostruire. C’è chi parla di aggressione “verbale”, sfottò, insulti e provocazioni ma niente altro. C’è chi parla invece di aggressione “fisica”, con uso di cinghie, bottiglie e oggetti contundenti. I tifosi del Parma presenti, alcuni testimoni e le dichiarazioni dei Boys in un comunicato (qui), darebbero fondamento alla prima ipotesi. La voce di un tifoso juventino presente sul pullman, anche se anonimo, intervenuto in un programma televisivo (qui) e alcune ammaccature sul bus avvalorerebbero la seconda tesi. Ma poco importa. La vera tragedia accade subito dopo, quando l’autista del pulmino juventino decide di ripartire in fretta e furia proprio per evitare problemi e scontri, forse preso anche dalla paura. Nel fare manovra e ripartire investe Matteo Bagnaresi, 27enne tifoso gialloblù e lo uccide. Un incidente. Un tragico incidente. Così come lo definiscono gli stessi genitori del ragazzo. La conseguenza immediata è il rinvio della partita Juventus-Parma per lutto e per rispetto del dolore, e il minuto di silenzio sugli altri campi.
Un’altra domenica di follia pallonara, insomma. Diversa dai fatti che seguirono alla morte di “Gabbo” ma ugualmente triste e deludente. Il mondo del calcio è testimone di un doloroso fatto di cronaca in cui perde la vita un giovane, appassionato di calcio e del Parma, laureato e impegnato nel sociale.

Giusto rinviare la partita, giusto prestare più attenzione alle trasferte dei tifosi come ha deciso il Viminale riunitosi d’urgenza, giusto rispettare il dolore della famiglia e giusto soprattutto lasciar lavorare con impegno e serietà le forze dell’ordine e chi di dovere per ricostruire i fatti e la dinamica in modo da ottenere un quadro chiaro e preciso dell’accaduto, sulla base del quale riscontrare e punire eventuali responsabilità o atteggiamenti sbagliati. Giusto, infine, che i media lascino fare questo lavoro a chi è incaricato di farlo e non si sostituiscano ad esso.
Commentando questo episodio che personalmente reputo un tragico incidente, mi pervade però una rabbia strana. Una rabbia da uomo di sport e di calcio. Una rabbia che deriva dal trovare in questo episodio, come in molti altri, una totale mancanza di “civiltà sportiva” nel mondo del pallone di oggi. Se basta il trovarsi casualmente in un Autogrill come scusa (non per tutti ma per molti) per scontrarsi, verbalmente o fisicamente che sia, con altre persone solo perchè hanno sciarpe di colore diverso dalle nostre, allora c’è qualcosa che non va. Qualcosa che nessuna legge, nessun appello potrà modificare. Qualcosa che solo l’intelligenza e una sana dose di civiltà e sportività potrebbero cambiare. Utopia?

Juventus

Alessandro Del Piero, una vita per la Juve.

Alessandro Del Piero è arrivato ad un punto della sua straordinaria carriera in cui ogni partita, ogni presenza e ogni gol rappresentano qualcosa di unico nella storia della Juventus e del calcio italiano. Nella prossima partita di campionato, contro il Parma, raggiungerà quota 553 presenze ufficiali con la maglia a strisce bianconere. Un record fantastico, reso indimenticabile dal sorpasso, nella classifica di tutti i tempi, ad un mito della storia juventina come Gaetano Scirea. Lo stesso Del Piero, sul suo sito, commenta così questo momento: “552 partite, con la stessa maglia. Sono arrivato in cima nella storia della Juventus con Gaetano Scirea. Ecco cosa intendo quando dico che conta il “come”. Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei che mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell’uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perchè questo vuol dire, per me, entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri”.

Alessandro Del Piero inizia a giocare a pallone nella squadra del piccolo paese di Saccon di San Vendemiano e da subito si fa notare per il suo talento. Il sacerdote-presidente della squadretta ne parla con i dirigenti del Padova che però, inizialmente, non sono molti convinti: il ragazzo ha qualità ma è troppo gracilino, fragile. Alla fine viene acquistato dal club veneto che lo fa esordire in Serie B a soli 16 anni, grazie all’allenatore Mauro Sandreani. Dopo 14 presenze e un gol col Padova, la Juventus lo strappa ad un titubante Milan e lo fa esordire in Serie A il 12 settembre 1993. Inizia così la straordinaria carriera di Alex Del Piero con i colori della società torinese.

L’estate del ‘94 è una tappa importantissima per Del Piero: cambia la dirigenza e arrivano Bettega, Giraudo, Moggi e soprattutto Marcello Lippi. Inizialmente il ragazzo finisce sul mercato ma per vari motivi resta  in bianconero, e Lippi gli offre molte opportunità per affermarsi. Spesso in staffetta con Roberto Baggio alla fine giocherà più del “divin codino” mettendo le mani sullo scudetto. Nel dicembre del 1994 arriva la giocata che lancia Alex sugli schermi di tutto il mondo: il gol al volo che realizza contro la Fiorentina è considerato ancora adesso il più bello dei suoi 231 con la maglia bianconera.
La carriera di Alex adesso è tutta in discesa: Champions League, scudetti, prime posizioni nella classifica del Pallone d’Oro, e infine la vittoria della Coppa Intercontinentale in Giappone. La stagione 1997/1998 lo consacra nell’olimpo dei giocatori più forti al mondo. Gioca infatti una stagione pazzesca chiudendo con 32 gol stagionali, vincendo il campionato, ma perdendo la Champions in finale con il Real Madrid.

La seconda metà del 1998 rappresenta, invece, il periodo più difficile della vita sportiva di Alex Del Piero. In estate scoppia il caso doping in seguito alle dichiarazioni di Zeman proprio sullo sviluppo muscolare di Alex, a suo parere ”sospetto”, e viene aperta una lunga serie di processi. A pochi mesi di distanza accade poi l’episodio che segnerà la carriera di Del Piero per molti anni. Al 92esimo minuto di Udinese-Juventus del 8 novembre Del Piero si infortuna gravemente: lesione dei legamenti crociati anteriori e posteriori del ginocchio sinistro. Rimarrà fermo 9 mesi. Al rientro in campo Alex Del Piero fatica moltissimo prima di ritrovare se stesso. Molti lo danno per finito, ma non il suo tecnico Carlo Ancelotti che gli dà sempre fiducia, così come dirigenti e tifosi. Come canta Jovanotti “ogni cicatrice è un autografo di Dio” per sottolineare come le sofferenze fanno parte della vita, sono episodi da accettare ma da cui ci si deve rialzare e ricominciare a correre. Così la carriera di Del Piero compie un’altra svolta con il ritorno in panchina di Marcello Lippi con cui vive, tra il 2001 e il 2003, un periodo di vera e propria rinascita calcistica: vince due scudetti ma, soprattutto, torna sui suoi livelli di realizzazione mantenendosi sopra la media di 20 gol stagionali. Nel 2004 però il suo ruolo di titolare fisso nella Juventus viene messo in discussione dagli arrivi di Zlatan Ibrahimovic e in particolare di Fabio Capello. L’allenatore friulano utilizza spesso “part-time” il campione juventino e questo renderà tutt’altro che idilliaci i rapporti tra loro. Il suo posto in Nazionale non viene comunque messo in discussione, ottiene la chiamata di Lippi per il Mondiale di Germania 2006 dove contribuisce alla vittoria finale.

Calciopoli è un’altra pagina difficile per il capitano bianconero, poichè si sente tradito in quei valori che sono sempre stati una sua prerogativa: l’onestà e la trasparenza. Rimane quindi  profondamente deluso dai dirigenti che hanno macchiato l’immagine della Juventus. La società finisce in Serie B e il capitano accetta la sfida del “purgatorio”, riuscendo a riportare subito in paradiso la sua squadra. Il suo contributo è fondamentale: la vittoria nella classifica marcatori, infatti, è sua, grazie ai 21 gol realizzati(altro record).

Il resto è storia di oggi. Tante soddisfazioni, record, gol e molti punti guadagnati in questa stagione rispetto alle aspettative estive, con un terzo posto insperato sempre più saldo e la qualificazione Champions a portata di mano.
Infine il record di 552 presenze raggiunto contro l’Inter e la possibilità contro il Parma di raggiungere quota 553  gettoni e superare il mito Scirea. I numeri, però, contano meno di altre cose. Nel curriculum di Del Piero conta sicuramente di più l’immagine di campione onesto, intelligente, mai sopra le righe e sempre rispettoso di tutti. Un campione sul campo e un esempio fuori. Difficile trovare una persona, a prescindere dalla fede calcistica, che possa parlar male del capitano juventino. Per le scelte di coerenza e di cuore che ha fatto. Per il fair-play che ha dimostrato in ogni occasione, anche quando non se ne parlava più di tanto. Per la semplicità e serenità che traspare dalla sue parole. Alessandro Del Piero è questo e molto altro.

Del Piero E’ la Juventus.

Juventus, Serie A

Juve, Ranieri in discussione?

Claudio Ranieri secondo molti è in discussione. In primis lo urlano i suoi tifosi che sui forum e nei blog di fede bianconera lanciano sondaggi e “referendum” popolari per cacciare l’allenatore romano. In seconda battuta lo sussurrano le parole del capitano bianconero, Alessandro Del Piero, che risponde freddo e sintetico alle domande sul tecnico: “su Ranieri deciderà la società”. Frase che ha il sapore di bocciatura. 

Risulta però difficile criticare un allenatore capace di prendere una Juve appena promossa dalla B e frastornata dallo scandalo Calciopoli e portarla al terzo posto, con un organico di livello inferiore alle “grandi” e pienamente in corsa per l’obiettivo fissato ad inizio stagione (cioè la qualificazione Champions). Se tutto questo non basta, allora bisogna ricorrere ai famigerati numeri che spesso dicono più di tante parole: 54 punti, 15 partite vinte, 9 pareggiate e solo 4 perse, terzo miglior attacco e terza miglior difesa della Serie A. Numeri da grande stagione.

Se neanche le statistiche rendono giustizia al lavoro di Ranieri, allora non rimane che l’ultima carta da giocare. Avete presente la Fiorentina? Buona squadra, calcio spumeggiante, un progetto ambizioso, tanti giovani e diversi campioni come Mutu e Frey. Avete presente il Milan? Campione d’Europa, Campione del Mondo, pieno di fenomeni tutti titolari nelle Nazionali in giro per il mondo, compreso l’attuale Pallone d’Oro. Bene, i Viola hanno 4 punti in meno della Juventus e i rossoneri addirittura 8. Questo non vi fa pensare?

Next »

Capodanno Rimini 2007 tutte le offerte per il capodanno a rimini hotel all inclusive a prezzi pazzi, ultimo dell'anno a rimini guarda le nostre offerte
Posizionamento siti web indicizzare siti internet, se sei alla ricerca di un potenziale business per il tuo sito internet contattaci indicizzare e' il nostro lavoro.
Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet
Hotel San Mauro Mare : Una spiaggia di sabbia fine e dorata, affacciata sull'azzurro del mare Adriatico, nel cuore della riviera più famosa d'Europa, a pochi chilometri da Rimini. E' il suggestivo biglietto da visita di San Mauro Mare, piccolo centro balneare fatto su misura per un soggiorno tranquillo e rilassante, sicuro e familiare. Dotato di moderne strutture ricettive, di un efficiente sistema di servizi, di aree verdi e attrezzature sportive.
Fiera di Primiero se cerchi un hotel a Fiera di Primiero o un hotel a San Martino di Castrozza, fieradiprimiero.com e' il portale internet dove trovare tantissime informazioni sugli hotels della valle del primiero, tantissime offerte last minute per le tue vacanze sulla neve, vacanze in Trentino e offerte per family hotel a fiera di primiero e hotel centro benessere a fiera di primiero
Poggio Berni tutte le informazioni che cerchi per uno dei paesi piu belli della Romagna confinante con Santarcangelo, dove trovare tutte le info sui maggiori ristoranti della nostra terra.
video calcio
Cucine su misura: realizzazione di cucine su misura con materiali di primissima qualità lo staff altamente qualificato nella progettazione e sviluppo di cucine in muratura, cucine classiche, cucine in arte povera e in stile.