Archivio per la categoria 'Inter'

Inter

SPECIALE INTER CAMPIONE - La marcia inarrestabile

maicon-ibrahimovic

Ibra- Maicon, grandi protagonisti del successo nerazzurro
copyright flickr.com

MILANO - Nella stagione in cui tutti si aspettavano un’Inter in difficoltà, sia per il cambio tecnico sia per la mancanza di motivazioni verso un campionato portato a casa tre volte negli ultimi tre anni, i tetracampioni d’Italia si confermano tritasassi in patria, anche in una stagione in cui almeno altre tre squadre puntavano dichiaratamente allo scudetto.
Anche quest’anno i nerazzurri esordiscono con un pareggio, ancora un 1-1 contro la Sampdoria di Cassano e Mazzarri, ma si rifanno immediatamente nell’esordio casalingo contro il Catania dell’ex Zenga, gara che mostra l’unico acuto nella stagione di Ricardo Quaresma.
Tre vittorie consecutive per l’Inter (le altre due con Torino e Lecce) prima di incappare nella prima sconfitta stagionale, unico scontro diretto toppato dagli uomini di Mourinho, contro i cugini del Milan che si aggiudicano il derby grazie ad un gol di Ronaldinho.

muntari-inter

Muntari decisivo contro la Juve
copyright flickr.com

PROVA DI FORZA - L’Inter incassa il colpo e reagisce immediatamente: prima piega in casa il Bologna, gara ricordata per uno spettacolare gol di tacco di Ibrahimovic, e poi rifila 4 gol alla Roma a domicilio. Segue un’altra piccola flessione rappresentata da due 0-0 consecutivi, col Genoa in casa e con la Fiorentina fuori, ed una vittoria in extremis (2-3) in casa della Reggina firmata Ivan Ramiro Cordoba.
Dall’11° giornata ha inizio un vero e proprio tour de force per i nerazzurri, 5 giornate di fuoco che li porteranno ad affrontare Udinese, Palermo, Juventus, Lazio e Napoli. Le avversarie sono sicure che l’Inter perderà qualche punto per strada, invece i campioni d’Italia concludono il ciclo terribile con 15 punti su 15. Spicca ovviamente la vittoria per 1-0 sugli eterni rivali della Juve firmata da Sulley Muntari, il bomber che non ti aspetti.
Nuova flessione verso la fine del girone d’andata con la vittoria discussa a Siena prima di Natale, il pareggio interno con il Cagliari e il tonfo fragoroso a Bergamo contro l‘Atalanta (3-1), ma le rivali non ne approfittano. La Juve avrebbe l’occasione per portarsi a -1 dai nerazzurri, ma in casa della Lazio non va oltre il pareggio. E l’Inter si rimette in marcia.

RITORNO - Il girone di ritorno riparte con una vittoria rifilata alla Samp in casa (1-0, gol di Adriano) e un 2-0 sul campo del Catania. Nuova battuta d’arresto in casa con il Torino a cui seguono una vittoria per 3-0 a Lecce e la vendetta nei confronti dei cugini rossoneri. L’Inter si aggiudica infatti il derby (2-1) di ritorno grazie  ad un discusso gol di Adriano ed uno di Stankovic. Alla 26° l’Inter affronta a San Siro la Roma senza Ibrahimovic. La gara termina 3-3, dopo che i nerazzurri erano stati per due volte sotto di due gol, grazie alla prima doppietta di Balotelli in Serie A e ad un gol di Crespo che completa la rimonta. Proprio nel momento più delicato della stagione, gli uomini di Mourinho danno una prova di forza andando a vincere sul campo del Genoa (2-0, Ibra e Balotelli), squadra più in forma del campionato e fino a quel momento imbattuta tra le mura amiche.

FINALE APERTO - Dopo aver battuto anche Fiorentina, Reggina e Udinese, i nerazzurri incappano nel momento più difficile del campionato di cui il Milan approfitta per rilanciare la propria candidatura al titolo. Due pareggi rocamboleschi contro Palermo e Juventus e la sconfitta a sorpresa sul campo del Napoli portano i rossoneri a -7 dai cugini. Ma l’Inter ha una fiducia sconfinata nei propri mezzi e la giornata successiva batte in casa la Lazio senza troppi patemi. L’ultima opportunità per riaprire il campionato è proprio l’Inter ad offrirla alla squadra di Ancelotti, pareggiando 2-2 sul campo di un ottimo Chievo. Ma il Milan non ne approfitta e viene bloccato in casa dalla Juventus sull’1-1, rischiando anche di perdere. La sconfitta arriva puntuale la settimana successiva: il 16 maggio 2009 Kakà e compagni perdono in malo modo ad Udine, consegnando così all’Inter il 17° titolo della sua storia.

Inter

SPECIALE INTER CAMPIONE - Uno Special di nome Mourinho

Jose Mourinho

Josè Mourinho
copyright flickr.com

MILANO - Che non era un pirla lo avevano capito tutti prima ancora che arrivasse in Italia. Lo ha ribadito lui stesso alla prima conferenza stampa di Appiano Gentile. Josè Mourinho, uno che di successi se ne intende, ha portato l’Inter nella storia conquistando il 17/o titolo nerazzurro, ma soprattutto il quarto consecutivo. Mai successo fino ad ora. Per il portoghese si tratta del quinto scudetto in tre campionati differenti, con il sogno dichiarato di calare un giorno il poker in terra di Spagna. Trofei che tra l’altro ha conquistato nei vari club alla sua prima stagione. Vedi la stagione 2001/2002 al Porto, vedi nel 2005 al Chelsea, riportando i Blues in vetta alla Premier League dopo 50 anni, vedi quest’anno all’Inter.

SPECIAL ONE - Un predestinato questo Mourinho, non a caso già dai tempi di Londra si faceva chiamare “Special One”. E fa niente se a dirigenti, allenatori, giocatori e tifosi avversari può risultare antipatico: la vittoria diventaun antidoto per tutto finché dura, e per lui dura da parecchio.  All’Inter, ormai, ci hanno fatto l’abitudine. Dopo anni di “bella incompiuta”, valanghe di soldi investiti, Moratti finalmente ha trovato la “macchina perfetta” e nello Special One un pilota inamovibile.

MACCHINA PERFETTA - Questa volta non è servito arrivare all’ultima giornata per far brindare la Milano interista. Troppo forte la squadra messa a immagine e somiglianza di Mourinho. Solida e cinica, un panzer che non sbanda quasi mai. L’unico vero tracollo è stato il 3-1 di Bergamo. Perché se è vero che Ibrahimovic ne è il suo uomo guida, in realtà la vera forza di questa squadra è nel “cuore” nei vari Maicon, Cambiasso, Zanetti, e soprattutto Julio Cesar. Il portiere brasiliano è stato il vero valore aggiunto di questo scudetto n.17. Per non parlare delle scommesse vinte dallo Special One: dal giovane Santon e a quel Muntari voluto fortemente dal portoghese.

jose-mourinho1

Lo special One, artefice del 17/o scudetto
copyright flickr.com

SPECIALISTA IN CASA - L’era Mourinho all’Inter, iniziata subito con la conquista della Supercoppa italiana del 24 agosto 2008 contro la Roma (8-7 ai rigori dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2, ndr), si conclude con il trionfo anticipato in campionato. All’inizio aveva rivoluzionato il modulo di Mancini optando per un più spregiudicato 4-3-3 ma, tempo poche giornate, ha corretto la rotta nel 4-3-1-2, modulo che poi praticamente non ha più toccato. Mourinho è uno specialista delle partite in casa e al Meazza ha costruito una grossa fetta del suo scudetto: la sua striscia di partite utili, considerando quelle disputate come allenatore di Porto e Chelsea, è arrivata finora a quota 115.

FRASI CELEBRI - Il tecnico portoghese ha costruito la sua fama non solo con i risultati sul campo, ma anche con alcune frasi celebri che ne hanno reso uno dei protagonisti indiscussi del calcio nostrano. Pronto sempre a entrare a gamba tesa per difendere pubblicamente i suoi giocatori, anche quando i loro comportamenti non erano proprio irreprensibili (vedi il caso Balotelli e soprattutto Adriano), Mourinho si è fatto subito riconoscere con frasi a effetto, dal “non sono un pirla” fino alla “prostituzione intellettuale”. Dopo gli attacchi a Ranieri e Spalletti, l’ultima uscita è stata contro il milanista Ambrosini, che lo aveva sfidato sui “sero tituli” dicendo che un giorno si sarebbe pentito. Ma anche in campo Mourinho non le manda a dire, ne è prova la doppia espulsione subita quest’anno contro Sampdoria e Fiorentina e il deferimento per le dichiarazioni rilasciate dopo il contestato 3-3 della partita Inter-Roma. Insomma un vero “Special One”.

Inter

SPECIALE INTER CAMPIONE - Le pagelle degli eroi nerazzurri

julio-cesar

Julio Cesar
copyright flickr.com

MILANO - Conquistato matematicamente il 17° scudetto, è il momento di tirare le somme e di valutare uno per uno i Campioni d’Italia.

Portieri:
Julio Cesar 9: E’ incredibile come questo ragazzone brasiliano riesca a migliorarsi in maniera sensibile ogni anno. Non è un azzardo definirlo il miglior portiere del mondo attualmente. Pochi errori, tante parate decisive. Sullo scudetto ci sono le sue impronte.
Toldo 6,5: Il miglior secondo portiere del campionato di Serie A. Al di là del suo farsi trovare sempre pronto quando serve, stupisce il suo essere uomo squadra sempre.
Orlandoni 6: Di fatto, ha esordito solo ieri in campionato.

Difensori:
Cordoba 7: Ha avuto un momento di flessione a metà campionato, ma si è riscattato con un finale di stagione ad altissimi livelli. E si concede anche qualche gol che regala all’Inter punti preziosi.
Zanetti 8: Anche quest’anno riesce nell’impresa di non saltare neanche una partita, sfondando quota 3000 minuti giocati. Capitano vero.
Maxwell 6: Qualche svarione e capriccio di troppo, nel finale di stagione paga l’esplosione del giovane Santon. Spesso troppo distratto.
Maicon 9: Semplicemente mostruoso questo terzino destro che per gran parte della stagione è stato addirittura vice-capocannoniere per i nerazzurri. Salta lo sprint finale per infortunio.
Burdisso 6: Gioca poco e spesso fuori ruolo ma, al di là della disastrosa serata cipriota, non fa danni eccessivi. Un gol al Torino.
Materazzi 6: Per lui vale lo stesso discorso di Toldo. Poche presenze in campo ma grande contributo fuori. Mai una polemica.
Rivas 5,5: Gioca poco e male (una sua serata no costa la Coppa Italia ai suoi). Poi si infortuna.
Samuel 8: Rientra dopo un lungo infortunio e si conferma muro imperforabile per lunghi tratti della stagione.
Chivu 7: Con Samuel costituisce probabilmente la miglior coppia centrale possibile, anche se per infortuni si è vista poco quest’anno. Sia da centrale che da terzino non fa mai mancare il suo contributo.
Santon 8,5: La grande rivelazione della stagione nerazzurra. Mourinho lo lancia a sorpresa in prima squadra e lui non ne esce più per 3 mesi. Cala nel finale, paradossalmente, quando torna sulla sua fascia di competenza.

Centrocampisti:
Stankovic 7,5:
Sembrava un sicuro partente, invece è riuscito a conquistare Mourinho e a riprendersi l’Inter. Decisivo quando Mou decide di tornare al rombo.
Figo 6,5: Non è più quello di una volta e si vede, ma si riscatta con un finale di stagione discreto.
Cambiasso 9: Uno degli insostitutibili di questa Inter. Comincia da difensore centrale, continua come mediano davanti alla difesa e si concede anche qualche gol. Campione vero.
Muntari 7,5: Quel suo gol alla Juve vale già la sufficienza piena. Ha evidenti limiti, ma se con lui in campo l’Inter non ha mai perso qualcosa vorrà dire.
Vieira 6: Contributo veramente esiguo.
Jimenez 5: Chi l’ha visto?
Quaresma e Mancini 5: I due acquisti più onerosi della campagna acquisti si rivelano due flop, anche per colpe non loro. Uno va via a gennaio, l’altro resta fino alla fine ma la differenza non si nota. Patrimonio da recuperare.

ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic
copyright flickr.com

Attaccanti:
Ibrahimovic 10: E’ il vero uomo in più di questa Inter e i 22 gol segnati in campionato (record assoluto per lui) lo dimostrano. Mai così prolifico e mai così decisivo.
Cruz 7: Poche presenze e pochi gol, ma che regalano all’Inter punti pesanti. E forse se n’è accorto anche Mourinho, che potrebbe dare il via libera al rinnovo del jardinero.
Crespo 6,5: Mai una stagione così negativa per il valdanito. Solo due gol segnati, anche se pesanti. Per lui l’unica via possibile sembra quella dell’addio all’Inter.
Adriano 7: La sua avventura con l’Inter finisce nel peggior modo possibile, ma finché resta a Milano lo fa da protagonista.
Balotelli 7,5: Mezzo voto in meno per qualche cartellino di troppo, ma un ragazzo di 18 anni capace di prendesi l’Inter sulle spalle in questo modo non si vede tutti i giorni.

Allenatore:
Mourinho 8:
Un allenatore straniero che vince in Italia al primo colpo merita rispetto. Bravo a tenere lo spogliatoio unito e a punire quando serve. I suoi non toppano mai una gara decisiva. Il gioco, se davvero serve, arriverà.

Inter, Serie A

InterShow a San Siro, ko anche per il Siena

ibra-balotelli

Ibra e Balotelli completano la festa nerazzurra
copyright flickr.com

MILANO - Nel posticipo serale della 36esima giornata di Serie A i neocampioni d’Italia dell’Inter festeggiano nel migliore dei modi il 17esimo scudetto battendo per 3-0 il Siena e portando il vantaggio sui cugini del Milan a + 10. Partita in cui il Siena non ha demeritato visti i due legni colpiti ma in cui l’Inter, nonostante i festeggiamenti del giorno precedente, è apparsa superiore e vogliosa di ben figurare davanti al proprio pubblico. Gli autori delle segnature sono stati Cambiasso al 44′ del primo tempo, Balotelli e Ibrahimovic al 7′ e al 31′ della ripresa.

Siena volitivo: L’inizio di partita è a favore della squadra ospite. Gli uomini di Giampaolo ,infatti, non ci stanno a fare da spettatori non paganti alla festa neroazzurra e grazie ad un bel movimento delle punte Calaiò-Ghezzal supportate da Kharja mettono un pò in imbarazzo la retroguardia interista. Calaiò in particolare al sesto minuto ha una grossa chance ma Julio Cesar risponde presente alla chiamata come spesso fatto in questo campionato.

Sveglia dal torpore: Con il passare dei minuti, però, l’Inter comincia a guadagnare campo e la supremazia a centrocampo e soprattutto Stankovic comincia a farsi vedere maggiormente a supporto delle due punte Balotelli e Ibrahimovic. Lo svedese , in particolare, crea due situazioni pericolose sulla fascia sinistra che però vengono ben controllate dall’estremo difensore Curci. All 44′ però su una respinta del portiere senese, Stankovic spara deciso verso la porta, Curci respinge come può e Cambiasso è lestissimo a calciare a rete e a portare in vantaggio i neocampioni di Italia. Il primo tempo si chiude 1-o.

Inter party: Nella ripresa l’Inter gioca sul velluto e da un ‘invenzione di Figo si origina il secondo goal dell’Inter di Balotelli che , scattato sul filo del fuorigioco, salta Curci e raddoppia per i neroazzurri al 7′ della ripresa. Lo svolgersi dell’azione però innervosisce un pò Ibrahimovic il quale, senza nasconderlo, manifesta un pò di insofferenza nei confronti del compagno di squadra oltre che stanchezza nello stare in campo. Il Siena nel frattempo, per un calo di tensione dell’Inter, coglie 2 pali con Calaiò e Coppola e questo fa intentedere che niente e nessuno può rovinare la festa per gli interisti. Mourinho , nonostante Ibra voglia uscire, lo tiene in campo e , come se fosse segno del destino, viene ripagato dal goal dello svedese al 31′ della ripresa che mette la ciliegina sulla torta per la partita e per il party neroazzurro. La partita praticamente termina qui con San Siro in festa e con l’Inter che, davanti al suo pubblico, si fregia del titolo numero 17.

Calcio, Inter, Lazio, Serie A

La Lazio affonda a San Siro. Ibracadabra porta l’Inter a +10

ibrahimovic

Inter sempre più Ibra-dipendente
copyright flickr.com

MILANO - Nel posticipo della 34esima giornata di Serie A, l’Inter batte la Lazio, a San Siro, grazie ad uno Zlatan Ibrahimovic decisivo e al tempo stesso stizzito per i fischi subiti nel corso della partita dai supporters neroazzurri. La rete dello svedese arriva al 13′ del secondo tempo e , tredicimi minuti dopo, da un suo assist al bacio arriva il raddoppio di Muntari che chiude il conto. Ora l‘Inter può guardare più serenamente alle ultime quattro partite visto che lo scudetto sembra essere sempre più vicino.

Inter contratta: E’ un’Inter contratta e bloccata quella del primo tempo. La squadra di Mourinho , messa in campo con un 4-3-3 con Ibrahimovic unico riferimento avanzato coadiuvato da Mancini e Figo, crea poco e non riesce a scardinare l’ottima organizzazione difensiva della Lazio. La squadra di Rossi ha un assetto prettamente difensivo e vive costantemente sulle ripartenza di Rocchi e Zarate che impegnano per due volte con tiri dalla distanza Julio Cesar, costringendo anche Samuel e Cordoba alle maniere forti per bloccarli. L’Inter risponde con un colpo di testa di Ibrahimovic imbeccato da Figo che va a spengnersi di poco a lato. Come detto, la squadra neroazzurra non riesce a trovare il bandalo della matassa e sembra anche un pò bloccata da quel che è l’importanza di questa partita e il pubblico comincia a spazientirsi. Il primo tempo si conclude sullo 0-0.

Cambio di atteggiamento: Nella ripresa l’Inter muta quell’atteggiamento compassato e privo di spunti dinamici grazie ai cambi di Mourinho che torna al canonico 4-4-2. L’allenatore portoghese toglie infatti dal campo Santon e Mancini, autori di una prestazione non ottimale, e mette dentro Vieira e Crespo. Ora la squadra neroazzurra sembra muoversi meglio in campo e , con un riferimento offensivo come Crespo, Ibrahimovic ha modo di essere coinvolto maggiormente nell’azione e di poter essere pericoloso. Al 13′ della ripresa, infatti, arriva il goal dello “svedesone” che con un tiro potentissimo fulmina Muslera e zittische anche i propri tifosi che lo avevano un pò beccato in precedenza. Ibra , dopo il goal, sale in cattedra e dispensa magie per tutti ed è da una di queste che si origina il goal di Muntari che chiude il conto della partita al 26′ della ripresa e forse anche dello scudetto. La partita finisce 2-0.

Calcio, Inter, Napoli, Serie A

L’Inter cade a Napoli. Campionato riaperto

zalayeta

Zalayeta indigesto per la capolista
copyright flickr.com

NAPOLI -  L’Inter conferma la sua pessima tradizione al San Paolo, dove non vince dal 1997. I nerazzurri perdono anche quest’anno e riaprono un campionato che sembrava ormai in ghiaccio. Il successo odierno del Milan, infatti, porta i rossoneri al secondo posto a 7 punti dalla capolista a 5 giornate dalla fine. Tre, ormai, le gare senza vittorie per la squadra di Mourinho, che adesso inizia a pagare in maniera pesante i punti gettati alle ortiche con Palermo e Juventus. Il Napoli, che non vinceva da gennaio, trova finalmente i 3 punti e regala a Donadoni il primo successo sulla panchina partenopea.

FORMAZIONI - Mourinho, privo dell’infortunato Muntari, non ha molte alternative a centrocampo. Si affida, così, alla stessa formazione vista a Torino contro la Juventus: Zanetti arretrato come terzino destro, Chivu a sinistra, Vieira a centrocampo e in avanti il tridente composto da Figo-Ibrahimovic-Balotelli. Donadoni risponde con una linea difensiva a 3, recuperando Santacroce in extremis, un centrocampo folto e di interdizione, con le sorprese Montervino e Amodio, e Denis preferito inizialmente a Zalayeta. Il primo tempo è decisamente sottotono. L’unica occasione significativa della prima frazione di gioco nasce da una palla inattiva, su cui Samuel si avventa di testa e che Navarro con un gran riflesso devia in angolo.

EQUILIBRIO - Per un’ora abbondante di gioco, non succede praticamente niente. Nel Napoli spicca Mannini, che contiene ottimamente un Figo non particolarmente attivo e costringe Vieira ad un fallo da ammonizione. Tra i nerazzurri, invece, si distingue il solito Balotelli. Il gioco di entrambe le squadre è lento e prevedibile: l’Inter si affida ad un lungo e sterile possesso di palla, mentre il Napoli opta per i lanci lunghi verso le punte, non molto ispirate stasera. Nel secondo tempo, la squadra di Donadoni sembra più motivata, ma Julio Cesar resta comunque inoperoso. L’unico tiro degno di nota è di Ibrahimovic, stasera decisamente in ombra, su calcio di punizione diretto su cui si distende Navarro.

GOL NAPOLI - L’Inter sembra intenzionata a conservare lo 0-0 e smette di fatto di giocare. Il Napoli, invece, inizia a crederci. Donadoni si gioca la carta Zalayeta, già castigatore dei nerazzurri nello scorso campionato, al posto di uno spento Denis. Nel giro di 10 minuti, l’uruguagio segna il gol del vantaggio dopo una bella giocata di Lavezzi. Restano 20 minuti all’Inter per tentare di recuperare il risultato, così Mourinho decide di mettere in campo Cruz al posto di Vieira. La reazione, forse anche a causa dell’impegno di giovedì in Coppa Italia, in realtà non arriva e il Napoli porta a casa un successo tutto sommato meritato. L‘Inter, in svantaggio negli scontri diretti con il Milan, dovrà fare 9 punti per vincere il campionato, invece degli 8 che le sarebbero bastati se l’inseguitrice fosse stata la Juve.

Inter

Adri - Inter, l’addio è ufficiale

adriano_inter

Adriano-Inter, è finita
copyright flickr.com

MILANO - La notizia era nell’aria da giorni,  ora è arrivata anche l’ufficialità: Adriano non è più un calciatore dell‘Inter. Il contratto che legava l’ormai ex Imperatore alla società nerazzurra è stato rescisso in mattinata ed ora il calciatore è libero di accordarsi come meglio crede. Ecco il comunicato apparso sul sito ufficiale dell’Inter: “F.C. Internazionale comunica che il contratto di lavoro sportivo con il calciatore Adriano Leite Ribeiro è stato consensualmente risolto con effetto a partire dal 1° aprile 2009. Stamane sono stati depositati i documenti negli uffici della Lega Nazionale Professionisti. Ad Adriano l’abbraccio di tutta l’Inter per 8 anni e 74 gol vissuti insieme”.

MOTIVI DI UN ADDIO - L’ultima fuga di Adriano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma il rapporto tra l’Inter e l’attaccante era appeso ad un filo da tempo. Moratti aveva spesso perdonato le malefatte del giocatore, Mancini prima e Mourinho poi avevano tentato ogni strada per recuperare questo fuoriclasse dal fisico possente, dalla classe cristallina ma dai nervi terribilmente fragili. Alla fine l’Inter si è arresa, ha rinunciato a sconfiggere quel male che Adriano si porta dentro dal giorno della morte del padre. D’ora in poi non ci saranno più festeggiamenti sfrenati prima di una gara importante, come al suo compleanno prima di Valencia - Inter, fughe in Brasile e ritardi agli allenamenti. D’ora in poi Adriano è libero di trovarsi un’altra squadra anche se non sarà facile, almeno in Italia. E l’Inter può cominciare a pensare a come rimpiazzare l’Imperatore, magari con un Principe.

GRANA IBRA - Risolto un problema, in casa Inter ne spunta subito un altro. I malumori di Ibrahimovic, emersi dopo l’eliminazione in Champions League ad opera del Manchester United e che sembravano superati, sono tornati attuali. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante svedese ad Eurosport: “Voglio provare qualcosa di nuovo. Ho un contratto con l’Inter e mi trovo bene qui, ma allo stesso tempo vorrei provare qualcosa di nuovo, visto che sono in Italia da 5 anni. Ho vinto tutto in Italia e ho imparato molto, ma c’è un momento nella vita, come quando ero all’Ajax, in cui dici a te stesso che vuoi provare qualcosa di diverso”. L’Inter sostiene che le dichiarazioni risalgano in realtà ai primi di Aprile ma non può comunque permettersi di sottovalutarle. Comunque è difficile, al momento, pensare ad una squadra straniera interessata all’attaccante che sia in grado di accollarsi i 100 milioni del cartellino e i 9 a stagione di ingaggio.


Coppa Italia, Inter, Sampdoria

Ibra non basta, la Samp vola a Roma

ibra

Le magie di Ibracadabra non bastano
copyright flickr.com

MILANO - Niente da fare. Tre gol da rimontare sono troppi anche per l’Inter capolista. Dopo 4 anni di Inter - Roma, la finale del 13 maggio vedrà di fronte Lazio e Sampdoria. Ai nerazzurri non basta il gran gol di Ibrahimovic, la Samp difende con ordine l’ampio vantaggio e approda meritatamente alla finale di Roma. Onore comunque all’Inter, per aver trasformato quella che poteva essere una semplice formalità in una partita vera e per aver tentato la rimonta impossibile. Mourinho manda infatti in campo una formazione pseudo-titolare, risparmiando soltanto Samuel, Stankovic e Cambiasso. Anche la Samp si presenta in formazione tipo, visto che per la formazione doriana il campionato non ha più molto da dire.

SUBITO SAMP - L’avvio di gara, nonostante i 3 gol realizzati all’andata facciano pensare il contrario, è tutto di marca blucerchiata. Cassano è particolarmente ispirato ed è proprio lui a lanciare Sammarco, che mette in mezzo un sinistro pericoloso su cui Julio Cesar para d’istinto. Sampdoria dunque vicina al gol che chiuderebbe definitivamente il discorso qualificazione. L’Inter fa poco in questa fase, si affida soprattutto ai lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, che puntualmente la difesa doriana controlla senza problemi. Ma al 27′ la gara cambia inaspettatamente: Julio Cesar rinvia lungo, Cruz fa sponda per Ibrahimovic che mette dentro un destro imparabile.

SVOLTA - L’Inter adesso ci crede e cambia decisamente passo. E’ ancora Ibra ad ispirare tutte le azioni offensive nerazzurre. Prima sfiora il gol di testa, poi colpisce il palo con un meraviglioso pallonetto. L’ultimo brivido arriva nell’ultimo dei 5 minuti di recupero concessi da Orsato: il solito Ibra mette dentro per Cruz che di testa mette la palla di poco a lato. Il primo tempo termina così, con l’Inter in vantaggio ma consapevole della necessità di altri 2 gol per ambire almeno ai supplementari. Il secondo tempo riparte con lo svedese ancora imprendibile, che sfiora il gol con un gran diagonale. Chivu va in campo al posto di Cordoba, ammonito nel primo tempo.

PROTESTE - C’è spazio, ovviamente, anche per le polemiche. Prima la Samp reclama un rigore per una trattenuta di Chivu su Pazzini, poi tocca a Materazzi reclamare invano un fallo di Raggi. Mourinho in panchina è una furia e decide di giocarsi gli ultimi due cambi: dentro Crespo e Cambiasso per Cruz e Vieira. Tuttavia è ancora Cassano a creare i maggiori pericoli con una grande incursione in area nerazzurra, dopo aver saltato due avversari, che viene neutralizzata ancora da un grande Julio Cesar. Il portiere nerazzurro non è perfetto invece nell’occasione successiva, quando sbaglia l’uscita e deve costringere Maxwell ad un grande salvataggio sulla linea su tiro in mischia di Campagnaro.

GRAN FINALE - L’Inter continua a crederci, nonostante i minuti diminuiscano e i gol da fare siano sempre 2. Nel finale Mourinho chiede persino a Materazzi di salire e di giocare come attaccante aggiunto. Ibra si rende ancora una volta pericoloso, sfruttando una sponda di Cambiasso e sparando un destro al volo di poco alto. Le speranze dell’Inter si infrangono di nuovo su un legno, colpito ancora una volta dall’attaccante svedese. Ci provano anche Burdisso e Materazzi, poi espulso nel recupero, ma il 2-0 non arriva. A Roma il 13 maggio ci sarà dunque la Samp, che contenderà alla Lazio la vittoria della sua quinta Coppa Italia.

Calcio, Inter, Juventus, Serie A

Balotelli avvicina lo scudetto, Grygera rovina la festa

grygera1

Grygera rovina la festa all’Inter
copyright flickr.com

TORINO - Nel big match della 32esima giornata di Serie A, l’Inter si avvicina alla conquista del suo 17esimo scudetto ma Grygera ritarda, ancora per un pò,  la definitiva vittoria della squadra di Mourinho. Juventus e Inter terminano, infatti, 1-1 con i neroazzurri in vantaggio con Balotelli al 19′ del secondo tempo e Grygera che pareggia per i bianconeri al 46′ della ripresa. La partita è stata condizionata anche da un’espulsione di Tiago al 30′ della ripresa che ha costretto i bianconeri a giocare l’ultimo quarto di partita in dieci contro undici.

Inizio da sbadigli: Il primo tempo del big match non offre molti spunti. Si gioca prevalentemente a centrocampo e si costruisce poco in termini di gioco. La Juventus prova a prendere le redini della partita in mano ma evidenzia i soliti limiti in fase di impostazione di gioco con Poulsen, più bravo ad interdire che a costruire, e Thiago troppo lento nella fase di possesso palla. L’Inter , dal canto suo, gioca di rimessa con un 4-1-4-1 con Figo e Balotelli che spesso accorciano sulla linea dei centrocampisti lasciando Ibrahimovic unico riferimento avanzato. Ma anche in casa neroazzurra si costruisce poco e la mancanza di Maicon, nel gioco sugli esterni, si fa sentire.

Primi sussulti: La partita si ravviva , finalmente, grazie a Balotelli che , per un errore in chiusura di Chiellini, entra in possesso di palla, penetra in area di rigore juventina calciando alla destra di Buffon ma il portiere bianconero rallenta la velocità del pallone che viene salvato sulla linea di porta da Thiago. Questa situazione sveglia un pò una partita sonnecchiosa e sono gli uomini di maggior classe che provano a sbloccare questo equilibrio cioè Del Piero e Ibrahimovic. Il capitano bianconero, infatti, mette in condizione Marchionni di sbloccare il risultato ma il centrocampista bianconero, allungandosi il pallone, favorisce l’uscita di Julio Cesar. Dall’altra parte , Ibrahimovic inventa un grande palla filtrante per Figo ma il portoghese non riesce a trovare il tempo giusto per tirare in porta grazie anche ad un Buffon assai pronto a chiudere lo specchio della porta. Il primo tempo si conclude a reti bianche.

Balotelli goal: L’inizio del secondo tempo vede un’Inter un pò più padrona della partita e del possesso di palla. Questa supremazia territoriale viene capitalizzata al 19′ grazie ad un bellissimo contropiede in cui Balotelli, a porta quasi sguarnita,  realizza e non fallisce la facile occasione.

Partita in salita: La partita per i bianconeri si fa in salita, soprattutto, quando al 30′ Tiago si fa espellere da Farina per un’entrata su Balotelli a palla lontana. Il direttore di gara non perdona e la Juve si ritrova a dover giocare l’ultimo quarto di partita in dieci contro undici sotto di un goal. Questo episodio sembra spegnere l’ardore dei bianconeri mentre l’Inter prova a chiudera la partia con Stankovic e il subentrato Cruz ma Buffon dice di no.

Orgoglio Juve: Quando tutto sembrava finito , la Juventus grazie ad un calcio d’angolo acciuffa il pareggio. Grygera , lasciato colpevolmente libero nell’area piccola, colpisce di testa e realizza senza che Julio Cesar possa farci nulla. La partita si conclude così sull’1-1. La Juve , al solito, tanto orgoglio ma poca qualità , l’Inter ha fallito il definitivo colpo del ko ma lo scudetto è sempre più vicino.

Inter, Lecce, Milan, Serie A, Udinese Calcio

Isla lancia l’Inter a +9, Milan vince in Zona Cesarini

isla

Isla lancia suo malgrado l’Inter
copyright flickr.com

Roma- Gli ultimi 2 confronti della giornata “spezzatino” si risolvono con 2 vittorie per le squadre milanesi, successi, però, tutt’altro che agevoli e scontati . L’Inter di Mourinho soffre molto, soprattutto il primo tempo dell’Udinese, e quasi mai si rende pericolosa dalle parti di Belardi. Solo nel secondo tempo, grazie ad una giocata di Ibrahimovic, si origina un goal assai carambolesco e fortunoso, autorete di Isla, che lancia i neroazzurri in fuga e al massimo vantaggio sulla Juventus. Allo stesso modo il Milan ha la meglio su di un Lecce compatto solo nei minuti di recupero grazie ad un colpo di testa di Senderos deviato fortunosamente da Ronaldinho. A chiudere poi il match, un minuto dopo ci pensa il solito Pippo Inzaghi. Andiamo nel dettaglio.

Udinese-Inter 0-1

Il racconto di questa partita è all’insegna di un’Udinese troppo poco concreta nelle sue azioni offensive e di un’Inter che con un pò di fortuna e tanta tanta pragmaticità porta a casa un successo importantissimo ai fini della lotta scudetto. Mourinho, come da copione, propone come alternativa di Maicon, Santon, e fa giocare Maxwell esterno di difesa a sinistra. Marino risponde con il solito tridente con Floro Flores a sostituire l’infortunato Di Natale. E’ una partita sostanzialmente condotta dall’Udinese che crea maggiormente gioco mentre l’Inter bada ad occupare maggiormente gli spazi cercando di abbozzare qualche ripartenza. La manovra interista, però, è troppo lenta e quindi facilmente prevedebile da parte degli uomini di Marino. I friulani quindi creano i presupposti maggiori, nel primo tempo, con Quagliarella che va a terra in maniera sospetta dopo l’uscita di Julio Cesar. Nella ripresa il copione non cambia ed è sempre Quagliarella l’uomo più pericoloso e, prima Cordoba poi il portierone interista, salvano il risultato. Ed è nel momento in cui ti aspetti che l’Udinese sblocchi il risultato arriva il goal dell’Inter. Tutto parte da un’invenzione di Ibrahimovic che pesca alla grande Vieira che , subendo una carica, fa ballonzolare la palla sui piedi di Isla, appostato in chiusura, e la palla, lemme lemme, va in rete. Goal fortunoso che mette in condizioni l’Inter di poter gestire la gara e di avere anche altre situazioni pericolose proprio con Ibrahimovic qualche minuto dopo. L‘Udinese, però, non si da per vinta e nel finale crea un’altra situazione molto pericolosa ma Obodo spreca tutto. Il punteggio resta quindi inchiodato all’1-0, certificando la vittoria numero 22 dell’Inter in campionato con una dote di 9 punti sulla Juventus a 8 giornate dalla fine. Quell’autogol di Isla, oltre che a Udine, lo ricorderanno a lungo anche a Milano.

Milan-Lecce 2-0

La partita di San Siro fin dal primo secondo delinea immediatamente quello che sarà il quadro di tutto il match. Milan a cercare di scardinare un Lecce ben organizzato difensivamente e che mette 9 uomini dietro la linea della palla con il solo Tiribocchi a dare noia alla difesa rossonera. La squadra di Ancelotti appare poco brillante e veloce nelle proprie azioni con un Kakà , non in grandissimo spolvero, e con un Seedorf che porta troppo palla e non riesce mai a rendersi e a rendere l’azione del Milan pericolosa. Il solo che si mette in evidenza con qualche giocata è Pato che grazie a percussioni da destra crea qualche imbarazzo alla difesa salentina. Il primo tempo, però, si conclude senza grosse emozioni sullo 0-0. Nel secondo tempo, Ancelotti prova a mescolare le carte e manda dentro Ronaldinho per Seedorf ma le cose non sembrano cambiare. Il Milan attacca troppo centralmente la difesa leccese e quindi incontra maggiori difficoltà del previsto a sbloccare il risultato. Però, ad ovviare a queste difficoltà, c’è sempre il “Papero”. Il giovane brasiliano è in giornata e fa impazzire la difesa leccese e per ben due volte sfiora il goal del vantaggio dopo delle azioni individuali di ottima fattura, ma sembra che la porta di Benussi sia stregata. I minuti passano ma il Milan non sembra trovare il bandalo della matassa. Da un calcio piazzato però, al 91′, si origina il goal del vantaggio. Senderos, subentrato all’infortunato Maldini dopo 30 minuti di gioco, anticipa tutti e stacca di testa poderosamente, la traiettoria del pallone incontra fortunosamente la testa di Ronaldinho, il che rende l’intervento di Benussi assai complicato,  e la palla si insacca. Questo goal taglia le gambe agli uomini di De Canio che, due minuti dopo, da un ‘azione del subentrato Shevchenko subiscono il raddoppio di Pippo Inzaghi che anche stavolta va a segno. La partita si chiude così. Risultato pesante per il Lecce e importante per il Milan che si porta a - 5 dalla Juve e mantiene il vantaggio sull’arrembante Genoa.


« Prev - Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet