Archivio per la categoria 'Inter'

Calcio mercato, Inter

Hleb vicino all’Inter, continua l’esodo dall’Arsenal.

Wenger non sa più che pesci pigliare. Dopo l’addio ufficiale di Flamini, accasatosi al Milan (vedi “Milan, è il momento di Flamini“), il tecnico francese vorrebbe bloccare l’emorragia di giovani talenti. Ma la partenza del 24enne mediano sembra soltanto la prima della lista.

Un’altro Gunner con le valigie in mano è Hleb. Il bielorusso ha fatto capire a chiare lettere che vuole andarsene. La destinazione dovrebbe essere Milano, sponda Inter, che ha offerto al centrocampista un quadriennale da 20 milioni di euro. L’offerta del Barcellona è maggiore (25 milioni), ma la società nerazzurra pare in vantaggio. In bilico anche la posizione di Fabregas, corteggiatissimo dal Real, mentre Lehmann e Gilberto Silva lasceranno Londra senza ombra di dubbio.

Capitolo Adebayor. Il bomber togolese ha ribadito la sua fedeltà all’Arsenal, ma la sua permanenza non è affatto certa. Un sostanzioso adeguamento del contratto è il viatico per rimanere tra le fila dei Gunners. Le pretese, però, sono alte, e alla fine il togolese potrebbe migrare altrove. Si profila, dunque, un esodo.

Coppa Italia, Inter, Lazio

Lazio-Inter: le pagelle

LAZIO

Ballotta 5 Zero colpe sul primo gol, tutte sul secondo, reo di un’uscita suicida.

De Silvestri 6+ Di carattere ne ha in abbondanza, fa di tutto per far bene. Ma di fronte ha l’Inter

Siviglia 6,5 Ottima prova, va in chiusura un paio di volte su Suazo, ma non può far tutto da solo

Cribari 5- Il gol del vantaggio nerazzurro nasce da un suo errore, e non può raggiungere il 6. Per il resto rimane tra i migliori

Zauri 5 Non gli manca l’iniziativa, affonda spesso, ma è impreciso

Kolarov 6+ Ci si chiede come mai Rossi non l’abbia messo in campo molto prima. Pericolose le sue bordate dalla distanza. Si becca anche una manata da Cruz

Dabo 5- Fa il suo dovere ma non da mai l’impressione di essere in partita al 100%

Ledesma 7 Combatte su ogni pallone ed in ogni parte del campo. Instancabile

Behrami 6 Va a tratti, è incostante, si vede che fisicamente non è al meglio

Pandev 6 Dialoga bene con Rocchi, ma arrivato al dunque, non ne combina una giusta

Bianchi 4,5 In pratica è come se non ci fosse, sembra non essere della squadra. Non si discutono le qualità tecniche, ma quelle tattiche

Rocchi 6+ In fase offensiva è il solito pericolo per le difese avversarie. Gli negano il gol prima il palo e poi Toldo

INTER

Toldo 6,5 Decisiva la parata su Rocchi

Burdisso 6 Normale amministrazione. Gioca da terzino destro e lo fa con diligenza

Materazzi 3 Non ha nessuna scusante: entra e sono già scintille con l’arbitro. Poi falcia Pandev sotto gli occhi dell’assistente e si becca un rosso sacrosanto

Rivas 6,5 Se non fosse per errori banali sui rinvii, sarebbe da 8. Ha un futuro roseo davanti

Chivu 6+ Non si fa sfuggire nulla, molto attento anche se troppo falloso. La solita spalla lo costringe ad uscire

Maxwell 5,5 Soffre Pandev, a volte anche troppo

Zanetti 7 Parte prima a centrocampo, poi Mancini lo sposta in difesa, e fa bene in entrambi i casi

Pelè 7,5 Inizia in sordina, sbaglia cose semplici. Poi esplode, tiene il centrocampo con un’esperienza da veterano e segna un gran gol, il primo ufficiale in nerazzurro

Bolzoni 5 Chiedergli tanto non è neanche giusto, ma almeno il minimo. A volte non riesce a garantire neanche questo, sbagliando troppi palloni

Cruz 6- Sfrutta al meglio un errore di Ballotta e segna il 2-0 che significa finale. Ma si macchia, stranamente per uno come lui, di una manata a Kolarov

Cesar 5,5 Normale amministrazione, ma non è incisivo come dovrebbe

Jimenez 6,5 Velocissimo quando c’è da puntare l’aria, ma sbaglia un gol troppo facile

Suazo 6 I meriti sul primo gol sono tutti suoi: scatta sulla destra e macina metri servendo una palla meravigliosa a Pelè. Ma è troppo incostante

Coppa Italia, Inter, Lazio

Pelè lancia un’Inter cinica in finale.

Chiamarla Inter B sarebbe troppo. Certo è che nella serata dell’Olimpico i titolari nerazzurri a riposo sono molti. In campo soltanto l’inossidabile Zanetti, Burdisso, Maxwell e il jolly Chivu, alle prese con il solito dolore alla spalla. Per il resto, Mancini schiera le cosiddette riserve, con il giovane Bolzoni, Pelè e Cesar a completare la mediana e Jimenez a supporto dell’unica punta Suazo. La Lazio, invece, si presenta a ranghi completi. Delio Rossi rischia il tutto per tutto con il tridente Pandev-Rocchi-Bianchi. Dopo lo 0-0 dell’andata (vedi “L’Inter-2 frena la Lazio“) , il raggiungimento della finale di Coppa è l’unica occasione per salvare la stagione. Per agguantare il pass per la prossima coppa Uefa.

Ironia della sorte, sarà proprio una delle “riserve” nerazzurre, il lusitano Pelè, a decidere il match. La partenza, comunque, è a tinte biancocelesti. Ledesma centra il palo su calcio piazzato dopo appena due minuti. L’Inter è raccolta nella sua trequarti e subisce l’iniziativa avversaria. Gli uomini di Rossi attaccano, seppure con scarsa precisione. Il debito con la fortuna, però, aumenta al 15′: altro palo, stavolta di Rocchi. I nerazzurri cominciano a prendere le misure ai capitolini, la prima palla gol capita a Jimenez. Il cileno triangola ottimamente con Suazo, il cui servizio di tacco lo mette nella condizione di battere a rete. Il destro del fantasista, però, è in scivolata e mal indirizzato. La ripresa si apre con lo stesso copione: Lazio in avanti, Inter più incisiva. Così, dopo un paio di tentativi, passano gli ospiti. Bella discesa sulla destra di Suazo, cross all’indietro per Pelè che indovina il sette con un destro di collo pieno. Da applausi. Il portoghese, per altro, ha il merito di avviare l’azione rubando la sfera a Behrami. I nerazzurri sembrano ora più sciolti, Mancini un pò meno, visto che si fa espellere da Saccani. Nel frattempo, Cruz entra per Bolzoni, Inter a due punte per mantenere il baricentro. La formazione di Delio Rossi ci prova soprattutto con tentativi da fuori (Dabo sfiora il palo) e con una girata debole di Pandev. Nel finale sale la tensione. Il neoentrato Materazzi, infatti, commette un brutto e inutile fallo su Pandev, facendosi espellere dal fischietto mantovano. La Lazio, in superiorità numerica, potrebbe approfittarne per riaprire il discorso qualificazione. Una papera di Ballotta su cross di Pelè, invece, regala il 2-0 a Cruz.

L’Inter conquista così la quarta finale consecutiva, l’11° della sua storia, cancellando il brutto ricordo del derby (vedi “Milan, derby e 4°posto“) e preparando al meglio la sfida chiave con il Siena. La Lazio chiude un’annata da dimenticare con l’ennesimo flop: dopo una stagione in Champions, i tifosi biancocelesti guarderanno le coppe in tv a partire da settembre.

Calcio mercato, Inter

Inter: Konko e Evra nel mirino.

Il jolly di Gasperini è da tempo nel taccuino degli uomini di mercato interisti (vedi “Konko oggetto del desiderio“). La sua duttilità lo renderebbe un ottimo ricambio per Maicon e Zanetti. Ma qual è arrivare la chiave per arrivare a Konko? 6 milioni di euro e un giovane bomber, Robert Acquafresca. L’attaccante che a Cagliari sta facendo faville verrebbe girato in prestito al Grifone, con ingaggio pagato dai nerazzurri. Cellino permettendo, visto che il bomber italo-polacco è in comproprietà tra i due club. Acquafresca sarebbe l’ideale per sostituire Borriello, in caso di sua partenza (il 50% del suo cartellino è del Milan). A Preziosi farebbe gola pure TurboMario Balotelli, ma l’Inter non sembra intenzionata a privarsene.

Un’altra pista calda è Patrice Evra. Il terzino dei Red Devils sarebbe l’ideale come sostituito di Maxwell sull’out sinistro.

Inter, Juventus, Serie A, Torino

Giovinco-Acquafresca, spettacolo assicurato

Empoli-Cagliari di domenica, oltre ad essere un match fondamentale in ottica salvezza, propone una sfida tra due dei più grandi talenti del nostro calcio: Sebastian Giovinco e Robert Acquafresca.

I due Under 21 arrivano a questa sfida con storie simili e intrecciate: entrambi nati a Torino nel 1987, entrambi hanno esordito nella nazionale di Casiraghi contro l’Albania l’1 giugno 2007, entrambi hanno iniziato la propria carriera giovanile a Torino seppur su sponde opposte, entrambi sono di proprietà di grandi squadre (Juventus e Inter) e simile è stata la loro stagione 2007/2008. Giovinco nella prima parte dell’anno ha giocato poco, Gigi Cagni lo inseriva quasi sempre a partita in corso e il talentuoso Sebastian ha dovuto aspettare l’arrivo di Malesani e la conseguente promozione a titolare per esprimere tutte le sue qualità. Nella seconda parte di campionato, infatti, Giovinco ha entusiasmato e convinto tutti. Con 6 gol all’attivo, tanti assist decisivi e il costante premio di migliore in campo per l’Empoli, il piccolo fantasista si sta meritando sul campo il rientro alla Juventus, proprietaria del cartellino. Acquafresca, invece, ha iniziato un po’ in sordina questa stagione anche a causa della concorrenza con Matri e della difficile situazione del Cagliari. Decisivo il cambio di panchina con l’arrivo di Ballardini che lo promuove titolare al centro dell’attacco rossoblù: il ragazzo torinese ricambia con una seconda parte di stagione da attaccante di razza. Attualmente sono 8 i suoi gol, cifra che gli attribuisce il ruolo di goleador confermato anche in Nazionale Under 21.

Sebastian Giovinco inizia a giocare a calcio nel campetto del quartiere della Riber a Borgo Melano (Beinasco) ed entra subito nelle giovanili della Juventus che segneranno tutta la sua adolescenza calcistica. Dopo tanti trofei con la Primavera juventina, Giovinco esordisce in prima squadra nella partita Juventus-Bologna della scorsa stagione, il 12 maggio 2007. Quest’estate la società di Torino manda in prestito il giocatore all’Empoli per farlo maturare. Giovinco ha collezionato presenze in tutte le Nazionali giovanili, dall’Under 16 alla 21, sognando i essere convocato, prima o poi, nella Nazionale maggiore. Giocatore di grandissimo talento, tecnica sopraffina, grande velocità ed agilità, ampia visione di gioco e ottima abilità sui calci piazzati. Erede designato di Alex Del Piero alla Juve, in realtà Sebastian predilige una posizione più arretrata, da trequartista, anche se ha dimostrato un ottimo fiuto del gol e una grande adattabilità a tutti i ruoli d’attacco. Nonostante le incertezze dovute alla sua statura (1,64) e alla sua presunta “leggerezza” fisica Sebastian ha lottato e dimostrato di essere pronto per il salto in una grande squadra.

Robert Acquafresca si è accostato al calcio nelle giovanili dell’Alpignano e a nove anni viene acquistato dal Torino in cui compie tutta la trafila fino alla prima squadra. Con la revoca della promozione in Serie A del Torino nel 2005, molti giocatori vengono lasciati liberi e Robert viene acquistato dall’Inter che lo gira in comproprietà al Treviso, neopromosso in A. Nella stagione 2005/2006 esordisce nella massima serie l’11 settembre 2005, collezionando 8 presenze. Nella stagione successiva, in Serie B, conquista il posto da titolare e si mette in mostra realizzando 11 reti in 35 presenze. Riacquisito dall’Inter viene rigirato, sempre in comproprietà, al Cagliari. In Nazionale gioca dalla Under 17 alla 21 e nonostante la possibilità di essere convocato dalla Polonia (paese della mamma) per gli Europei di giugno sceglie di restare italiano e di lottare per conquistare la Nazionale azzurra in futuro. Attaccante forte fisicamente con leve lunghe, buon colpitore di testa, bravissimo sotto porta con un ottimo fiuto del gol. Nelle movenze assomiglia al bomber del Bayern Luca Toni: riuscirà a raccoglierne l’eredità in azzurro?

Coppa Italia, Inter, Roma

Totti piega il Catania, l’Inter-2 frena la Lazio.

Nell’andata delle semifinali di coppa Italia, un Inter ampiamente rimaneggiata ha inchiodato a San Siro la Lazio sullo 0-0, mentre la Roma ringrazia il suo capitano per il gol vittoria con il Catania.

L’Inter vista a San Siro non assomiglia affatto a quella di campionato: fuori tutti i big, dentro le seconde linee, manca pure il bomber di coppa Balotelli, squalificato. Si rivede dopo tanto tempo Figo dal 1′, ma la sua partita durerà soltanto 38′: un problema al polpaccio lo mette ko, stagione e (forse) avventura italiana al capolinea. Delio Rossi, invece, schiera la formazione tipo con l’eccezione di Bianchi, out per un piccolo infortunio. Al suo posto Mauri per 4-3-1-2 che si trasforma spesso in 4-3-3. I biancocelesti dovrebbero fare la partita, ma hanno soltanto due chanches con Mauri. I nerazzurri, invece, sono più pericolosi nella ripresa, quando l’innesto del giovane Bolzoni per Figo dà più quadratura alla squadra con Jimenez che torna nel ruolo naturale di trequartista. Crespo ha due occasioni in contropiede, ma Ballotta risponde presente, mentre Burdisso regala un sussulto centrando la traversa sugli sviluppi di un corner. Finisce 0-0, al ritorno sarà un’altra storia, anche perchè l’Inter potrebbe schierare i big e castigare questa sterile Lazio.

Anche nell’altra sfida le assenze erano tante. Paradossalmente più in casa etnea che in quella giallorossa (fuori 5/11 della formazione di domenica contro i 3/11 della Roma). Il primo tempo è da dimenticare. I rossoazzurri imbrigliano bene i padroni di casa che dal canto loro non accelerano mai. Le uniche emozioni (si fa per dire) arrivano da un tiro di Giuly e da una punizione di Totti. Mancini ed Esposito deludono, Cicinho si accentra troppo spesso. In questi  casi, ci vuole la giocata del singolo. La ripresa è iniziata da soli 39 secondi quando “er capitano” si libera sui 20 metri e scarica un bolide nella rete di Polito. Da lì in poi, la Roma crea le migliori occasioni. Polito salva su un pallonetto velenoso di Mancini, ispirato sempre dal numero 10, e su Cicinho. Gli uomini di Zenga resistono, ma non producono nulla in fase offensiva. Al Cibali ci vorrà qualcosa di clamoroso.

Calcio mercato, Inter, Juventus, Milan, Roma

Supermercato Barça.

A Liga ormai decisa (vedi “Sneijder ipoteca il titolo del Real“), i giornali spagnoli, sempre prodighi di “bombe”, boutade e scoop, si sono scatenati a immaginare lo scenario del prossimo mercato delle big. Premesso che alcune sono notizie fondate, mentre altre potrebbero rivelarsi dei bluff, addentriamoci in questo intrigante panorama.

Il club al centro di tutte le manovre è il Barcellona. La stagione deludente (si salverà solo in caso di trionfo Champions) dei blaugrana provocherà un vero e proprio terremoto in Catalogna. Oltre all’oramai strombazzata telenovela Ronaldinho (vedi “Ronaldinho, stagione finita. Il Milan prepara 20 milioni per lui“), in procinto di vestirsi di rossonero, sono altre le voci che interessano il club catalano. Altri giocatori, infatti, sono separati in casa ed hanno già le valigie in mano. Stiamo parlando in primis di Deco, seguito da Milan e Inter, di Zambrotta, per cui c’è già un accordo con il club di Via Turati (vedi “Milan, Eto’o e Mexes i nuovi obbiettivi“) ma anche di Rafa Marquez, nel mirino sempre dei rossoneri. A quanto pare, dunque, il  Barcellona si trasformerebbe nel supermercato del Milan. I blaugrana si stanno già muovendo per il dopo Ronnie. Il cash incassato, infatti, servirà per un importante investimento: 30 milioni per il gioiello del Lione Benzema.

Capitolo Real Madrid. Qui gli scontenti rispondono al nome di Gonzalo Higuain e Diarra. Il franco-argentino e il maliano sono panchinari fissi alla corte di Schuster e, sebbene quest’ultimo abbia assicurato il mediano, i due sembrano pronti ad andarsene. L’accoppiata fa gola alla Juve: il d.s. Secco ha incontrato in settimana Mijatovic, d.g. delle merengues. La cessione del maliano innescherebbe una sorta di effetto domino. Il Real, infatti, ha in mente due nomi per rimpiazzare questa pedina: De Rossi e Gattuso. Il giallorosso viene valutato dal suo club 45 milioni, Ringhio ne costa “solo” 20. Fantacalcio? Vedremo. Per l’attacco, invece, in pole Luis Fabiano del Siviglia, pichichi della Liga.

Calcio mercato, Fiorentina, Inter, Juventus, Palermo

Konko oggetto del desiderio. Si complica l’affare Amauri.

Konko oggetto del desiderio. Il centrocampista francese, dopo l’opaca stagione al Siena, si è rilanciato alla grande alla corte di Gasperini. Terzino o ala destra, mediano o regista, Konko ha sfoderato grandi prestazioni in qualsiasi zolla del campo, dimostrando grande duttilità. Questa caratteristica, unita a corsa, forza fisica e intelligenza tattica, ha fatto lievitare la valutazione del jolly marsigliese, passando da 2 a 6 milioni. Per lui si è scatenata una maxi asta. Inter, Palermo e Fiorentina sono i club più interessati. I siciliani hanno un canale preferenziale con il Grifone per l’affare Bovo in sospeso (è in comproprietà), ma i nerazzurri stanno premendo più di tutti. Incassando i soldi della cessione di Konko, il club rossoblù potrebbe trattenere Borriello, considerata anche la disponibilità milanista in merito.

Per un affare che decolla, un altro si complica. Stiamo parlando di Amauri, da tempo nel mirino della Juve. La valutazione del brasiliano che presto diventerà italiano è di 25 milioni. Una cifra importante. Alcune contropartite tecniche potrebbero ammorbidire la spesa, secondo le strategie del club di via Galileo Ferraris. Il nodo della trattativa è proprio qui. I bianconeri hanno offerto Almiron, attualmente in prestito al Monaco, ma il  mediano non interessa ai rosanero a causa del suo ingaggio elevato. Palladino, invece, era merce di scambio gradito, ma l’attaccante ha risposto picche. L’ultima offerta comprende Marchionni più un altro giovane. Zamparini, invece, ha chiesto Nocerino e la comproprietà di Lanzafame: quest’ultimo, però, è “promesso sposo” al Siena. Si attendono nuovi sviluppi. Chi vestirà certamente di bianconero nella prossima stagione è Giovinco. Il d.s. Secco ha annunciato che il fantasista in prestito a Empoli farà ritorno alla base.

Capitolo Cassano. Il gioiello di Bari ha accettato una decurtazione di stipendio pari a 1,6 milioni, passando dunque da 4,2 a 2,6 milioni annui. Un consistente sconto per rimanere alla corte di Mazzarri. Il nuovo contratto, infatti, scadrebbe nel 2013, legando a lungo il fantasista alla Sampdoria. Rimane l’ultimo scoglio, ovvero il club detentore del cartellino, il Real Madrid. Il prezzo del riscatto a favore dei blucerchiati è fissato a 5,5 milioni di euro, ma la speranza è di spenderne la metà. Ottenuto il sì del giocatore, la Samp potrebbe indurre il Real ad accondiscendere a questa richiesta.

Inter, Serie A

Inter ad alta tensione.

L’Inter vive il periodo più difficile della sua storia recente, diciamo dal post Calciopoli ad oggi. Lo dice il gioco, meno “devastante” e concreto dell’anno scorso. Lo dicono i risultati, dall’ennesima uscita a testa bassa dalla Champions alla difficoltà nell’ammazzare un campionato rimesso in discussione da una grande Roma. Lo dice soprattutto il clima che si respira intorno alla squadra di Roberto Mancini. Il tecnico ex-Lazio non ha mai suscitato grande simpatia e le sue uscite sui medici o su colleghi e giocatori sono sempre state piccanti e mai banali. Le contestazioni dei giocatori nerazzurri manifestate negli ultimi tempi recitano naturalmente la parte del leone in questo clima di tensione. Le contestazioni a scena aperta di Vieira, Figo e Ibrahimovic fanno decisamente riflettere. Se anche il pupillo del tecnico, il giocatore trattato come un principe (ovvero lo svedese) reagisce in questo modo c’è davvero qualcosa non va. Le rotture con lo spogliatoio, con lo staff medico, con alcuni dirigenti (poca partecipazione nelle decisioni) e con certi giornali, unite alle esternazioni di Massimo Moratti su un presunto accordo raggiunto pre-Calciopoli con Capello e le lusinghe verso Mourinho, non possono certo regalare serenità ad un tecnico. Se aggiungiamo che, almeno ufficialmente, nessun giocatore “ribelle” ha subito multe o provvedimenti disciplinari per certe sceneggiate che andrebbero lette anche come mancanza di rispetto, allora possiamo capire le esternazioni di Mancini dopo la sconfitta con il Liverpool. Il Mancio, già colpito dall’ennesima delusione europea, si è sicuramente sentito messo in discussione da giocatori e presidente, oltre che deluso dalla tifoseria per qualche fischio di troppo. I nervi possono fare brutti scherzi: il tecnico nerazzurro per cercare qualche segnale, qualche risposta, ha scelto una strada tanto sbagliata nei tempi quanto disperata nei modi. Probabilmente la storia d’amore tra Inter e Mancini a fine stagione finirà. Inizierà quella con Mourinho o con Benitez. Facciamoci una promessa però: prima di giudicare il prossimo tecnico dell’Inter e, conoscendo lo stile italiano, sminuire quello che ha fatto in nerazzurro Mancini, aspettiamo un paio d’anni. Se l’Inter vincerà due scudetti, due Coppe Italia e rimarrà in vetta alla classifica per 60 giornate di fila dimostrando sempre grande forza e credibilità allora avremo libertà di giudicare, in caso contrario no. Ai posteri l’ardua sentenza.

Inter, Serie A

Mancini,clamoroso dietro-front.

Mi dispiace per lo sfogo dettato dall’amarezza e delusione suscitatemi dall’eliminazione dalla Champions. Competizione a cui tenevamo tanto. Ho chiarito tutto con Moratti e con la squadra, VOGLIO RESTARE, vincere scudetto e coppa Italia, e ritentare l’assalto alla Champions già dalla prossima stagione”. Sono queste le parole con cui Roberto Mancini ha fatto un clamoroso e repentino dietro-front. Il tecnico nerazzurro, dopo le dichiarazioni choc del dopo-Liverpool (”A fine stagione me ne vado”, vedi “Inter: l’Europa rimane un tabù” e “Inter fuori dalla Champions, Mancini lascia?“), torna quindi sui suoi passi. Quali sono le ragioni di questa decisione? Mancini ha incontrato nella giornata di ieri il presidente Massimo Moratti per discutere del suo futuro. Il patron, infuriato per la sparata di martedì sera, ha fatto cambiare idea a Mancini, fornendo (apparentemente?)quelle garanzie tanto richieste da quest’ultimo. All’ex allenatore di Fiorentina e Lazio, infatti, non sono gradite molte situazioni, a partire dal rapporto con alcuni giocatori (Vieira e Figo, quest’ultimo protagonista di un battibecco con il tecnico durante la sfida di Champions riguardo il suo eventuale ingresso in campo) per finire con quello tanto discusso con lo staff medico nerazzurro (Moratti, nonostante le lamentele di Mancini, ha sempre difeso il dottor Combi). Dalla prossima stagione, secondo le indiscrezioni, l’ex campione della Samp avrebbe ancora più potere e carta bianca in merito alle decisioni, in particolare di mercato. L’accordo sottoscritto da allenatore e presidente, però, sembra una tregua a tempo determinato. Moratti avrebbe trattenuto il tecnico soltanto per evitare un terremoto devastante nello spogliatoio e in virtù del contratto dorato che lega l’ex doriano al club di Via Durini (20 milioni fino al 2012). Questa tregua potrebbe quindi durare solo fino a giugno. Il patron, infatti, avrebbe già contattato Josè Mourinho (vedi “Mourinho per il Mancini after?“), che gradirebbe molto accomodarsi sulla panchina nerazzurra. “The Special One”, come era chiamato ai tempi del Chelsea, ha richieste da Real e Barça, ma l’Inter sembra in pole position. I due club iberici, infatti, hanno chiesto tempo all’ex allenatore del Porto, mentre Moratti avrebbe già preparato l’accordo per la prossima stagione. Il patron del Real, invece, pur non gradendo il tecnico attuale(anche a causa del fallimento europeo), ovvero Schuster, deve attendere la fine della stagione perchè le merengues stanno dominando la Liga. Esonerare un altro tecnico vincente, come accadde l’anno scorso con Capello, potrebbe rivelarsi rischioso e controproducente. Il rapporto tra Laporta e Rijkaard, invece, è deteriorato da tempo. Il Barça, però, è ancora in corsa per la Champions, ergo, il presidente blaugrana resta in attesa. Ecco perchè il futuro del tecnico lusitano sembra avere tinte nerazzurre.

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