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Calcio, Champions League, Coppa Uefa, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Roma

Coppe europee: italiane in chiaroscuro

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Il risultato della tre giorni europea di questa settimana rivela un calcio italiano sempre più in difficoltà nel confronto con le altre realtà europee.

Se si considera la Champions League, saltano all’occhio da subito gli stentati pareggi di Juventus e Inter, le due migliori squadre italiane,  seppur non in un periodo brillantissimo. Se però il punto strappato dalla Juventus all’Allianz Arena di Monaco è molto importante, in quanto i tedeschi sono senza dubbio i diretti avversari per il primo posto del girone,  quello dell’Inter in Russia contro il Rubin Kazan, è un po’ più preoccupante.

In settimana Mourinho si è lamentato per l’atteggiamento dei giornalisti riguardo i passi falsi della sua squadra, giudicati sempre troppo duramente a differenza di quelli della rivali. Certamente il tecnico portoghese non ha tutti i torti, l’Inter è sempre sulla cresta dell’onda ed ogni non-vittoria fa scalpore. Vedere però i nerazzurri subire per novanta minuti contro una squadra all’esordio in Champions non fa certamente dormire sogni tranquilli ai tifosi interisti e al movimento calcistico italiano in generale.

Il nodo fondamentale infatti di questa e della prossima annata europea consiste nel ranking UEFA che assegna ad ogni nazione il numero di squadre ammesse alle competizioni . Se le italiane non faranno bene in questo biennio è  molto probabile che dovranno rinunciare ad una squadra in Champions, passando da quattro a tre partecipanti.

La disarmante sconfitta del Milan in casa con gli svizzeri dello Zurigo è un’altro brutto segnale in questo senso. Paradossalmente a salvare la faccia dell’Italia ci ha pensato al più giovane delle quattro rappresentanti, impegnata nella partita più difficile. La Fiorentina di Prandelli ha disputato infatti un incontro perfetto contro il Liverpool, sconfiggendolo due a zero senza appello. I viola sono stati in grado di mettere sotto i Reds primo tempo e di resistere con ordine al loro ritorno nella ripresa. Dopo la sconfitta di Lione, la qualificazione ora non è più un miraggio.

Gruppo A

Bayern Monaco(4)-Juventus (2) 0-0; Bordeaux(4)-Maccabi Haifa(0) 1-0

Gruppo C

Milan(3)-Zurigo(3) 0-1; Real Madrid(6)-Olympique Marsiglia(0) 3-0

Gruppo E

Debrecen(0)-Lione(6) 0-4; Fiorentina(3)-Liverpool(3) 2-0

Gruppo F

Rubin Kazan(1)-Inter(2) 1-1; Barcellona(4)-Dinamo Kiev(3) 2-0

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Vanno un po’ meglio le italiane in Europa League, ma le avversarie sono di ben altra caratura. La Roma si risolleva dalla sconfitta di Basilea e batte due a zero il Cska Sofia, mentre la Lazio surclassa quattro a zero in trasferta il Levski, completando il trionfo nel derby incrociato Roma/Sofia.

Cade invece a Valencia il Genoa, alla quarta partita senza vittorie, dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per uno a zero. Tutte e tre le squadre sono ora a tre punti in due partite, pienamente in corsa per il passaggio del turno, ma tutte con difficoltà più o meno gravi. Da anni le prestazioni delle italiane nella vecchia Coppa Uefa, ora Europa League, non sono all’altezza, soprattutto in confronto agli anni novanta, quando otto edizioni su undici furono conquistate dalle nostre formazioni, e spesso con derby tricolori in finale. L’ultima squadra italiana a vincerla fu il Parma nel 1999, le ultime ad arrivare in semifinale la Fiorentina nel 2008 lo stesso Parma nel 2005.

Gruppo B

Slavia Praga(0)-Lille(4) 1-5; Valencia(4)-Genoa(3) 3-2

Gruppo E

Fulham(4)-Basilea(3) 1-0; Roma(3)-CSKA Sofia(1) 2-0

gruppo G

Levski Sofia(0)-Lazio(3) 0-4; Rb Salzburg(6)-Villareal(3) 2-0

Atalanta, Calcio, Genoa, Napoli, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - terza giornata

Lanterna

Non c’è dubbio che la notizia della settimana sia la Genova calcistica in testa alla classifica di serie A. Genoa e Sampdoria inanellano la terza vittoria su tre incontri e in coabitazione con la Juventus guardano tutte le altre dall’alto. Si tratta probabilmente di una situazione provvisoria, di certo tappa importante della rivalutazione delle due squadre, iniziata ormai qualche anno fa. Non ha molto senso andare a commentare la classifica delle altre, in quanto i distacchi sono esigui e le giornate giocate troppo poche. Per ora i tifosi genovesi se la godono e hanno tutte le ragioni per farlo.

Genoa-Napoli 4-1

Il Genoa vince e convince contro un Napoli ancora una volta poco attento a cogliere le occasioni. Da subito la partita è bella e ricca di occasioni. Nemmeno l’espulsione di Criscito (apparsa esagerata visti i numerosi vaff… scanditi un po’ dappertutto sui campi. Un po’ di uniformità di giudizio sarebbe necessaria) rallenta i ritmi.  Il Napoli sfrutta la  superiorità e passa per primo con un bel gol di Hamšik servito magistralmente da Quagliarella nello stretto. I rossoblù non si scompongono e prima del riposo pareggiano con un rigore concesso per un fallo (dubbio) di Campagnaro su Sculli. L’ex sampdoriano nell’occasione viene espulso e l’esordiente  Floccari pareggia mandando in delirio Marassi.

La ripresa è un monologo dei ragazzi di Gasperini, troppo affamati per concedere al Napoli qualunque possibilità. Al cinquantacinquesimo Amelia pesca sulla sinistra Mesto che stoppa, rientra verso il centro e segna con un siluro dalla distanza. Gli azzurri a questo punto si sbilanciano alla ricerca del pareggio, costruendo un paio di buone occasioni, ma è ancora il Genoa a colpire in contropiede, prima con Crespo, servito da Palacio al settantacinquesimo, e poi con un altro rigore, questa volta messo a segno da Kharja allo scadere.

I rossoblù continuano con il ritmo casalingo della scorsa stagione, e cominciano a sognare. Il Napoli invece conferma i suoi limiti in trasferta con due sconfitte su due partite giocate e sette gol subiti.

Atalanta-Sampdoria 0-1

Continua anche la marcia della Samp di Del Neri, solida, bella  e fortunata.

Solida perché in grado di costruire comunque qualche buona occasione in un primo tempo controllato dall”Atalanta, che sfiora il gol con Padoin e Ceravolo,  e perché capace di giocare bene anche in dieci dopo l’espulsione di Tissone a inizio ripresa.

Bella per il bel gioco, che si trasforma in oro al diciottesimo della ripresa, quando Cassano semina mezza difesa orobica e serve a Mannini, secondo gol consecutivo per l’esterno ex Napoli, la palla d’oro per l ‘uno a zero.  Bella anche nella forma degli interventi di Castellazzi, vera saracinesca nel secondo tempo.

Fortunata perché in grado di sopravvivere indenne all’arrembante reazione dell’Atalanta che prima spreca con Doni, e poi colpisce due pali clamorosi con Valdes e Tiribocchi a tempo scaduto. La fortuna aiuta gli audaci, si dice. Per ora la Sampdoria incarna perfettamente il detto e vince. L’Atalanta invece avrebbe bisogno di un buon risultato per scacciare i fantasmi dell’ultimo, immeritatissimo, posto in classifica. Per ora il debito con la fortuna della Dea cresce.

Risultati

Livorno-MIlano 0-0; Lazio-Juventus 0-2; Atalanta-Sampdoria 0-1; Palermo-Bari 1-1; Siena-Roma 1-2; Fiorentina-Cagliari 1-0; Inter-Parma 2-0; Bologna-Chievo 0-2; Udinese-Catania 4-2; Genoa-Napoli 4-1

Classifica

Genoa, Juventus, Sampdoria 9; Fiorentina, Inter 7; Lazio 6; Milan, Palermo, Parma, Udinese 4; Bari, Chievo, Napoli, Roma, Siena 3; Bologna, Livorno 2; Cagliari 1; Atalanta, Catania 0

Calcio, Calcio Catania, Genoa, Napoli, Palermo, Roma, Sampdoria, Serie A

Serie A 2009/2010 - prima giornata

Ricomincia il campionato, le gambe sono ancora molli e le grandi favorite faticano. Juventus e Milan conquistano i primi tre punti non senza qualche apprensione mentre l’Inter continua a non vincere, pur giocando un buon calcio. Interessanti e spettacolari le vittorie di Genoa, Palermo e Sampdoria, candidate alla “zona Europa League”, e forse a qualcosa di più.

Genoa-Roma 3-2

I rossoblù di Gasperini sembrano non essere andati mai in vacanza. Cambiati gli interpreti, la musica è rimasta la stessa: spettacolo e tanta grinta per un 3-2 che ricorda una delle vittorie più spettacolari del grifone nello scorso campionato, sempre in rimonta, contro la Juventus di Ranieri. Allora decisivo fu Thiago Motta con una doppietta, ora invece lo sono stati il lavoro collettivo e la sagacia del mister ex Crotone che, dopo un primo tempo bloccato, azzecca all’intervallo i cambi perfetti.

È infatti il nuovo entrato Criscito, in forma nazionale, a siglare il gol del vantaggio dopo quattro minuti con un potente destro da appena dentro l’area. Nonostante la buona vena di Palacio e Crespo che confermano le buone cose viste nel precampionato, la Roma riesce a ribaltare il risultato fra il decimo e il ventesimo grazie all’opportunismo di Taddei e Totti. Il primo ribadisce in rete una corta respinta di Amelia mentre il capitano giallorosso devia una conclusione da fuori di Guberti spiazzando il portiere rossoblù.
Ma il Genoa è arrembante ed è uno dei più promettenti nuovi arrivati a siglare il pareggio. Lo spagnolo Zapater, descritto da Preziosi come la futura rivelazione del campionato, disegna una punizione di quelle che fanno innamorare i tifosi. Potenza e precisione per un battesimo eccezionale a Marassi. A otto dalla fine Biava in mischia dopo uno schema su calcio piazzato completa l’impresa rossoblù.

Il Genoa vince meritatamente e riesce a confermarsi una realtà importante del campionato. La prova decisiva saranno gli impegni ravvicinati, quando l’Europa League entrerà nel vivo. A quel punto sarà più chiaro dove potrà arrivare la banda di Gasperini.
La Roma può rammaricarsi per le occasioni sprecate da un Totti stranamente impreciso sotto porta, e per qualche decisione arbitrale dubbia, fra cui il fallo da ultimo uomo di Biava su Menez, sanzionato da Morganti con un semplice cartellino giallo. Poche attenuanti comunque per una squadra disattenta e per un allenatore che pare aver perso un po’ di entusiasmo.

Palermo-Napoli 2-1

Zenga punta allo scudetto e i primi tre punti sono conquistati. La tattica dialettica del neo allenatore rosanero, unita a quella sul campo, si rivela vincente contro un Napoli poco fortunato.

Il primo tempo infatti è tutto degli azzurri. Tre pali, due di Maggio e uno di Campagnaro, un gol annullato ad Hamšik per fuorigioco. Come spesso accade però, alla prima occasione il Palermo passa. Lo stesso Maggio, poco prima dell’intervallo, sceglie di proteggere un pallone all’interno dell’area piccola, e viene bruciato da Cavani che segna il gol del vantaggio.

Il gol del pareggio arriva con un gran tiro da fuori di Hamšik al ventottesimo della ripresa, premiando gli ospiti con il meritato pareggio. Un minuto dopo però è un altro errore a condannare gli azzurri. Il neo entrato Zuniga sgambetta Cavani commettendo il più classico dei falli da rigore. È Miccoli a trasformare il tiro dal dischetto regalando i primi tre punti al Palermo.

La squadra rosanero vince grazie alla grande abilità di sfruttare le poche occasioni a disposizione ma non è protagonista di una grande prestazione. Una vittoria dunque ancora più importante, contro una rivale diretta per le coppe. Per ora basta questo, insieme all’entusiasmo di squadra e dell’allenatore. È indubbio infatti che le dichiarazioni di Zenga facciano bene all’ambiente. Bisognerà valutare se saranno anche efficaci con Zamparini, permettendogli di rimanere in carica anche quando arriveranno le prime difficoltà.
Il Napoli rimane invece al palo, troppo sfortunato ma altrettanto colpevolmente distratto in fase difensiva. Il tempo per rimediare agli errori e per riscuotere il credito con la dea bendata c’è tutto.

Catania-Sampdoria 1-2

La Sampdoria riparte da molti volti nuovi, compresa la guida tecnica e lo fa nel migliore dei modi, espugnando Catania dopo ventinove anni.

È un primo tempo da urlo quello di Cassano e compagni che non permettono al Catania di imporre il suo agressivo 4-3-3  e anzi lo costringono sulla difensiva. Bene i nuovi Tissone e Semioli, rapidi e con le idee chiare. Ma è Fantantonio Cassano a salire in cattedra, prima piazzando l’assist per il gemello Pazzini al nono, poi sfoggiando il consueto repertorio di dribbling e giocate sopraffine.
La netta prevalenza blucerchiata è interrotta da una bella verticalizzazione dell’ex Del Vecchio per Mascara su cui Castellazzi si supera, e dal pareggio di Morimoto, freddo ad insaccare dopo un rimpallo fortunato al trentottesimo.

La ripresa è meno spettacolare del primo tempo e affiora molta stanchezza. A decidere la gara sono due episodi, l’espulsione di Augustyn per doppia ammonizione e il gol partita di Gastaldello, bravo e coraggioso a realizzare su corner di Ziegler, procurandosi la frattura delle ossa nasali.

Parte bene il Doria e parte bene Cassano. La stagione è lunga e Lippi potrebbe anche convincersi a chiamarlo finalmente in azzurro, magari insieme a Pazzini. La speranza è che possano avere più fortuna dell’altra e più celebre coppia blucerchiata, quei Vialli e Mancini cui la nazionale ha chiesto sempre troppo poco.
Per il Catania tanto cuore e poca lucidità. Il pareggio sarebbe anche stato meritato ma iniziare con una sconfitta al Massimino, campo praticamente inviolabile nelle ultime stagioni, è un segnale preoccupante.

Atalanta, Calcio Catania, Calcio mercato, Genoa

Acquafresca sceglie l’Atalanta. Catania nelle mani di Andujar

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Robert Acquafresca

Bergamo- Robert Acquafresca ha deciso: la prossima stagione giocherà con l’Atalanta. L’attaccante dell’Under 21, a segno anche ieri contro la Bielorussia con una doppietta che ha lanciato gli azzurrini in semifinale, ha dunque sciolto le riserve sul suo futuro. Dopo esser passato al Genoa nell’ambito della maxi operazione che ha portato Milito e Motta all’Inter, l’ex Cagliari aveva davanti a sè due opzioni, Parma e appunto Atalanta. Oggi è arrivato il tanto atteso annuncio per bocca del suo procuratore: lunedì ci sarà anche l’ufficialità dell’operazione, un prestito oneroso. Indiscrezione confermata anche da Preziosi: “Con il club bergamasco abbiamo avuto degli incontri e abbiamo raggiunto l’accordo. Quindi salvo clamorose sorprese dell’ultimo minuto, entro lunedì cercheremo di chiudere la trattativa“. Il club orobico piazza così un altro bel colpo dopo l’ingaggio di Tiribocchi. Il miglior modo per ovviare alla partenza di Floccari, finito proprio al Genoa.

Andujar torna in Italia- Il Catania si affida ai guantoni di Mariano Andujar. Dopo un lungo inseguimento, gli etnei si sono assicurati il portiere dell’Estudiantes e della nazionale argentina, battendo l’agguerrita concorrenza del Benfica. Il numero uno albiceleste, che ha scelto l’Italia per riscattare la precedente esperienza negativa al Palermo, ha firmato un quadriennale e si trasferirà in Sicilia a Libertadores ultimata. Costo dell’operazione 3 milioni di euro.
Il mercato dei portieri è in pieno fermento. Il Napoli è a caccia di un numero uno affidabile, in pole Morgan De Sanctis. Ma, visti i problemi legati al rinnovo contrattuale, ha fatto anche un sondaggio per il genoano Rubinho. Scambio Chievo- Vicenza: ai gialloblù il talentuoso centrocampista Rigoni, ai berici il giovane Di Donato. La Roma riscatta tutto Motta: per la seconda metà versati all’Udinese 3,5 milioni.

Genoa

Crespo-Genoa, trovato l’accordo. In arrivo anche Quaresma

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Crespo-Genoa: manca solo l’ufficialità
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GENOVA - Crespo è un giocatore del Genoa, parola di Enrico Preziosi. Manca ancora la conferma ufficiale ma le parole del presidente rossoblu non lasciano più spazio a dubbi. L’argentino, 34 anni, ha firmato un contratto biennale col Grifone che il prossimo anno giocherà l’Europa League.

BIENNALE - “Crespo diventerà presto un calciatore del Genoa - si legge in una nota del sito ufficiale rossoblu -. Ci siamo incontrati con il suo procuratore Hidalgo e abbiamo raggiunto un accordo che verrà ratificato nei tempi e nelle modalità previste dai regolamenti. Siamo molto soddisfatti”.
I dettagli del trasferimento sono stati resi noti dallo stesso Hidalgo. “Abbiamo raggiunto l’accordo per un contratto biennale con il Genoa. Questa è una dimostrazione di fiducia importante per Hernan. La Fiorentina? Ha fatto un’offerta bassa e solo per un anno. Crespo è felicissimo di arrivare al Genoa - continua Hidalgo - ieri ha già cercato casa, ha grande voglia di dimostrare il suo valore in Italia e in Europa, in una stagione importante come quella che precede il mondiale”.

QUARESMA - Al Grifone potrebbe approdare un altro nerazzurro, Ricardo Quaresma. Il portoghese silurato dall’Inter, non ha sfoderato le sue qualità neanche al Chelsea dove era finito in prestito col mercato di gennaio. “La questione Quaresma - ammette Preziosi - è molto semplice: gli accordi tra le società sono già presi e fatti, quello che manca è la firma del giocatore. Io non credo che ci saranno grandissime difficoltà, ma la prossima settimana affronteremo il tutto per risolverle. Gli arrivi di Quaresma e Crespo - conclude il numero uno rossoblu - spero che possano far si che cresca un grande Genoa. Bisogna sempre vedere gli acquisti come si comportano sul campo”.

Genoa, Serie A, Torino

Cala la ‘mannaia’ sul Toro. Ben 7 squalificati per la rissa col Genoa

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Le immagini della rissa dell’Olimpico’ di Torino

Torino- Ha pesantissime ripercussioni disciplinari la deplorevole rissa del post-partita tra Torino e Genoa. Il giudice sportivo Tosel non ha fatto alcun sconto, fermando ben sette giocatori granata: Ogbonna, Pisano, Bianchi, Diana, Pratali, Abate e Dzemaili. Una mazzata sulle residue e flebili speranze salvezza del Toro: a Roma servirà a tutti i costi una vittoria, da centrare però con una squadra decimata, poi bisognerà affidarsi alla sportività del già salvo Catania, avversario del Bologna. Un successo rossoblù vanificherebbe infatti ogni sforzo, condannando il Toro all’inferno della B.

Pagheranno un dazio salato Ogbonna e Pisano, i più ‘attivi’ nel far-west finale, fermati per 4 turni per aver colpito un avversario. Due giornate di stop, invece, per Bianchi, Diana e Pratali per essere entrati in campo tenendo una condotta aggressiva. Abate sconta un turno per il rosso ricevuto durante il match e Dzemaili per il raggiungimento della soglia di ammonizioni. In tutto sette assenze che costringeranno Novellino ad inventare la formazione nell’ultimo decisivo impegno contro la Roma. In casa Genoa, invece, paga soltanto Oliveira: 3 giornate per aver tentato più volte di colpire un avversario senza riuscirci solo perché trattenuto.
Salteranno la 34esima e ultima giornata di campionato altri 10 giocatori: Felipe Melo (Fiorentina) e Mannini (Napoli), fermati per due turni; Ambrosini (Milan), Dainelli (Fiorentina), Coppola (Siena), Giuliatto e Fabiano (Lecce), Motta e Taddei (Roma) e Pandev (Lazio).

Calcio, Genoa, Serie A, Torino

Torino vs Genoa: rissa figlia della cultura sportiva nostrana?

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La rissa dell’Olimpico tra Toro e Genoa

Torino - E’ una rissa figlia della nostra cultura sportiva? C’è da chiedersi questo dopo il finale incandescente tra Torino e Genoa che ha visto i grifoni battere il Toro per 3-2. Il goal di Milito, quello del 3-2, in qualche modo ha inasprito gli animi tra i 22 in campo ed è emblematica l’espulsione di Abate per un’entrataccia ai danni di Juric. Poi fischio finale e parapiglia generale tra le panchine delle due squadre e degli undici in campo: scazzottata tra Colombo e Olivera, spintoni tra Diana e Motta per citare i casi più eclatanti.
-vedi il video della rissa su Facebook cliccando QUI-
In poche parole, scene poco edificanti per il nostro calcio. Il dopo gara è stato all’insegna dello scarica barile in cui Gasperini da una parte e Cairo dall’altra accusavano le rispettive compagini di non saper perdere e vincere. A monte di tutto ciò si deve dare una risposta alla domanda iniziale e il pensiero di chi commenta propende per un SI’. Questo perchè solo in Italia ci si pone il problema di affrontare squadre che già hanno raggiunto obiettivi e, a seconda del risultato,  si danno visioni diverse a cui fa maggiormente comodo credere. Se questa compagine che già ha raggiunto gli obiettivi perde significa che si è venduta la partita, se invece vince significa che ci deve essere qualcuno dietro quel risultato. Ed è questo ragionamento sbagliatissimo che emerge nel dopo gara tra Torino e Genoa e tutto ciò lascia abbastanza perplessi. La logica inviterebbe semplicemente a pensare che è normale che una squadra, avente  maggiori motivazioni,  abbia maggiore intensità di quella che i suoi bravi obiettivi già li ha raggiunti ma questo capita in qualsiasi competizione. Questo però non deve essere forzatamente sinonimo di vittoria o sconfitta e sintetizzata nel risultato di fine gara. Ci si augura che certi episodi facciano riflettere ma, conoscendo la nostra cultura, difficilmente sarà l’ultima volta.

Calcio mercato, Genoa, Inter

Milito e Motta all’Inter, ci siamo. Acquafresca e Floccari al Genoa

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Milito ad un passo dall’Inter
copyright flickr.com

Genova- Prendono sempre più corpo le indiscrezioni che vedono come certo il passaggio di Diego Milito e Thiago Motta dal Genoa all’Inter. E’ infatti il presidente stesso del Grifone Preziosi ad annunciare il raggiungimento dell’accordo con Massimo Moratti. Manca ormai solo l’ufficialità, insomma: il bomber argentino e il centrocampista brasiliano sbarcheranno presto alla corte di Mourinho. Farà invece il percorso inverso Robert Acquafresca, attaccante di proprietà nerazzurra in prestito da due anni al Cagliari.

Acquafresca e Floccari per ‘consolarsi’- “Ho incontrato oggi il presidente Moratti ed abbiamo raggiunto l’accordo per la cessione a fine stagione di Milito e Motta, che ringrazio per tutto quello che hanno dato” le eloquenti parole di Preziosi, che però riceverà un adeguata contropartita sia tecnica che economica da questa importante operazione: Acquafresca, Bonucci (difensore in prestito al Pisa) e una cifra vicina ai 15 milioni di euro. Gran parte del denaro incassato (11 milioni) verrà subito investito per l’attaccante che dovrà dar garanzie in zona gol per il dopo-Milito, Sergio Floccari (Atalanta), anche perchè il cagliaritano potrebbe esser girato in prestito al neopromosso Parma: “Lo seguivamo già da un paio di mesi - ha spiegato il presidente rossoblù - non è proprio un ragazzino come età, ma sono sicuro che ci potrà regalare tante soddisfazioni“. Perchè, prosegue Preziosi, “per avere una squadra forte dobbiamo soffrire più di altri, perciò ci vuole merce di scambio. Se vendiamo un giocatore forte non è certo per metterci i soldi in tasca“.

Restyling nerazzurro- Da casa Inter non arrivano nè dichiarazioni nè note ufficiali, ma è ormai chiaro che i primi due rinforzi per Josè Mourinho sono in arrivo. Due innesti di qualità che serviranno al tecnico portoghese per lanciare l’assalto alla Champions, trofeo che, dopo quattro scudetti di fila, era già da quest’anno l’obiettivo numero uno del club di via Durini. El Principe rappresenta un acquisto di lusso (20 i centri in campionato per lui), l’ideale sostituto per i partenti Cruz e Crespo. I nerazzurri inseguono anche il giovane nazionale austriaco Arnautovic, esterno d’attacco in forza agli olandesi del Twente. Ma il reparto più bisognoso di restyling, vista età (e insufficiente qualità) degli interpreti, è il centrocampo: l’acquisto dell’ex Barcellona Motta dovrebbe essere soltanto il primo della lista.

Genoa, Sampdoria, Serie A

Milito entra nella storia, al Genoa anche il derby di ritorno

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Milito trascina il Genoa
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GENOVA - Stagione da incorniciare per il Grifone. Al Genoa non basta la certezza matematica di chiudere la stagione davanti alla Sampdoria (i 16 punti di distacco prima del derby erano comunque una distanza incolmabile), vuole umiliare del tutto gli eterni rivali, centrando una storica doppietta nei derby della lanterna. Entrambe le squadre, tuttavia, mettono in campo un agonismo impressionante, onorando dall’inizio alla fine una delle gare più sentite in Italia. La vittoria permette ai rossoblu di restare nella scia della Fiorentina, oggi vincente contro il Torino, e quindi in corsa per un posto in Champions League.

LA GARA - I primi 10 minuti sono tutti di marca blucerchiata. Il Genoa sembra sentire ancora addosso il peso delle due sconfitte consecutive contro Lazio e Bologna e non riesce a scuotersi. La superiorità della Samp si esplica in un’azione capitata a Pazzini, oggi non particolarmente in vena, dopo di che inizia a venir fuori anche il Genoa. Sculli e Milito iniziano a creare il panico nell’area blucerchiata. El Principe, vero mattatore della serata, alla mezz’ora accende il match: prima sfiora il gol con un tiro in spaccata, su cui Castellazzi compie un miracolo, e poi porta in vantaggio i suoi, sbucando in area su una deviazione di Biava e mettendo dentro da due passi. La Samp sembra accusare il colpo e soffre molto il pressing asfissiante dei grifoni. In particolare a Cassano viene riservato un trattamento speciale, con falli tattici puntuali ogni qual volta il talento di Bari ha la palla tra i piedi. Il Genoa sembra controllare senza problemi, ma nel recupero arriva il pari blucerchiato: Campagnaro, in posizione piuttosto dubbia, approfitta di un rimpallo e trafigge Rubinho. Si va al riposo sull’1-1.

MILITO SHOW - Nel secondo tempo, le due squadre entrano in campo ancora più determinate. Le occasioni fioccano da entrambe le parti e nessun giocatore pare tirare mai indietro la gamba. I 7 gialli e i 3 rossi lo dimostrano in maniera esaustiva. A fare la differenza è ancora una volta Milito, anche lui in sospetta posizione di fuorigioco. L’attaccante argentino approfitta di un errore di Raggi, non in perfette condizioni, per sfuggire alla sua marcatura e sfoderare un tiro angolatissimo. E’ il terzo gol per il principe in 2 derby giocati. Nessuno come lui. NERVI TESI - Dopo il nuovo vantaggio genoano, la partita diventa ancora più nervosa e costringe Morganti ad estrarre anche i rossi: per il Genoa espulsi Ferrari e Motta, per la Samp l’autore del gol Campagnaro. Durante i 6 minuti di recupero, giocati in 9 contro 11, la partita non sembra spegnersi minimamente. Milito e Palladino conducono in maniera magistrale il contropiede che porta al gol de 3-1, ancora una volta ad opera del principe, e che chiude definitivamente i giochi. Il Genoa batte quindi la Sampdoria, che comunque non ha demeritato sul piano dell’agonismo e del vigore, dimostrando di avere molte più motivazioni di classifica rispetto ai cugini blucerchiati. Milito segna il suo quarto gol in un derby e si rilancia anche per la rincorsa alla classifica capocannonieri. Per la Samp, invece, la partita vera è attesa il 13 maggio, data della finale di Coppa Italia contro la Lazio.

Calcio, Genoa, Lazio, Serie A

Zarate blocca la corsa Champions del Genoa

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La Lazio sbanca il Ferraris
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GENOVA - Allo stadio Luigi Ferraris di Genova , la Lazio si aggiudica la sfida con i padroni di casa rossoblu grazie ad una segnatura di Zarate al 20′ della ripresa. Vittoria meritata per gli uomini di Delio Rossi che hanno messo in mostra un ottimo calcio collettivo e hanno confermato tutto quello che di buono si era visto nel derby. Il Genoa, di contro, è apparso poco concreto in fase realizzativa e , dopo il goal di Zarate,  non ha più saputo reagire e riportarsi in partita. Gli uomini di Gasperini , ora, rischiano il sorpasso da parte della Fiorentina nella lotta per il quarto posto Champions.

Inizio Grifone: L’inizio della partita è tutto di marca rossoblu. Gli uomini di Gasperini si rendono molto pericolosi nello spazio di cinque minuti: al 2′ Biava svetta di testa su corner ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta e, sulla respinta,  Motta spara alto. Al 5′ è Sculli a rendersi pericoloso con un tiro dalla media distanza che finisce di poco a lato alla sinistra del portiere della Lazio.

Pressione biancoceleste: Con il passare dei minuti , però, la Lazio guadagna campo grazie ad un pressing molto ben organizzato sulle fonti di gioco genoane , Motta in primis, grazie al lavoro delle due punte Pandev-Zarate che, a turno, accorciano sul portatore di palla in fase di non possesso. La squadra di Delio Rossi, inesorabilmente, prende in mano il pallino del gioco e costruisce due occasioni nitide per sbloccare il risultato: al 27′ Pandev, da buona posizione, non concretizza l’opportunità grazie ad un prontissimo Rubinho e , sulla respinta,  Zarate spara alto. Al 38′ sempre Pandev, servito in maniera perfetta da Mauri, si trova solo davanti al portiere genoano ma, ancora una volta,  l’estremo difensore rossoblu è bravo ad evitare la capitolazione con un’uscita a valanga sul macedone.

Infortuni Lazio: Dopo tre minuti Pandev avverte un fastidio alla coscia ed è costretto ad abbandonara il campo in favore di Rocchi per sospetto stiramento. Al 42′ il Genoa torna a farsi pericoloso dalle parti di Muslera sempre con Beppe Sculli che, con una delle sue classiche incursioni dalla destra al centro, penetra nell’area di rigore laziale ma Muslera è ancora una volta bravissimo a bloccarlo in uscita. Con quest’azione termina il primo tempo sul risultato di 0-0. L’inizio ripresa vede dei cambi tattici da parte di Gasperini che inverte la posizione di Palladino con Jankovic per sfruttare la maggiore capacità di corsa del serbo. Per la Lazio, la sequela infortuni non è ancora terminata, infatti, Diakitè è costretto a lasciare il campo di gioco per una distorsione alla caviglia. Al posto del giovane difensore biancoceleste subentra Siviglia.

Zarate Decisivo: Il Genoa prova a mettere sotto pressione la difesa della Lazio e i rossoblu creano della situazioni pericolose con Juric e Sculli bloccati sempre all’ultimo dalla difesa biancoceleste. L’assalto all’arma bianca del Genoa non viene premiato grazie ad una Lazio abile nel chiudersi e veloce nel ripartire. Al 20′ della ripresa , infatti, da un lungo ribantalmento di Kolarov, la squadra di Rossi va in vantaggio grazie a Zarate con un bellissimo diagonale su cui Rubinho non può nulla. Questo goal mette ancora più frenesia nel gioco degli uomini di Gasperini i quali , per una disattenzione difensiva, rischiano di capitolare nuovamente ma Rubinho è bravissimo in uscita su Zarate. I rossoblu attaccano a testa bassa ma non trovano il varco giusto mentre è sempre la Lazio , quando riparte, a rendersi  molto pericolosa senza però trovare il goal della serenità. La partita , comunque, premia i giocatori di Rossi e fa tornare un pò più sulla terra gli uomini di Gasperini.

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