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Coppa Uefa

Il Bayern contro i colossi russi del gas.

Il miracolo russo chiamato Zenit San Pietroburgo ha alle spalle un’identità ben precisa: quella del presidente russo Vladimir Putin. E’ stato proprio lui, infatti, ad unire una delle più grandi imprese russe, il Gazprom (maggior produttore al mondo di metano), al club della sua città, lo Zenit. Milioni di euro sono stati investiti per rinforzare la squadra, con l’obbiettivo di vederla primeggiare in patria e, in un prossimo futuro, in Europa.

Il primo obbiettivo è stato raggiunto a novembre con la conquista del titolo nazionale, strappato allo strapotere moscovita dopo 12 lunghi anni. Gli sforzi economici maggiori sono stati rivolti all’ingaggio del tecnico olandese Advocaat, l’allenatore con lo stipendio più alto del campionato (2,5 milioni di euro) e del regista Tymoschuk, pagato la bellezza di 15 milioni. In Europa, dopo aver preso gli scalpi di Villarreal (vedi “La Fiorentina accede in scioltezza agli ottavi“), Marsiglia (vedi “Ritorno ottavi: al Bayer il derby tedesco, impresa dello Zenit, PSV di rigore“) e Leverkusen (vedi “Toni zittisce il Coliseum all’ultimo respiro“), si punta alla mission impossible con il Bayern Monaco. A Arshavin e Pogrebnyak (vicecannoniere di Uefa con 8 reti), temibile coppia d’attacco, il compito di scardinare la difesa bavarese.

Hitzfield dovrà quindi far attenzione alla sorpresa russa. Con l’handicap dell’assenza del suo panzer principe Toni, fermo per squalifica. In dubbio anche Klose. Dopo la vittoria di coppa e il dominio in campionato (vedi “Toni Kaiser di Germania“; “Bum bum Toni, Bayern sempre più vicino al titolo“), però, i tedeschi vogliono puntare con decisione alla finale di Uefa.  Per una strepitosa tripletta.

Coppa Uefa, Fiorentina

Viola, attenti al giallo e al catenaccio.

Ci siamo. Stasera l’unica nostra portabandiera in Europa scenderà sul terreno di Ibrox Park, il tempio dei Rangers Glasgow, per il primo atto della semifinale di coppa Uefa. I viola sono attesi al varco da due pericoli: i cartellini gialli e l’atteggiamento dell’ avversario.

In primis, dicevamo, i cartellini. In casa Fiorentina, infatti, sono a rischio squalifica Montolivo, Ujfalusi e, soprattutto, l’uomo delle grandi imprese Adrian Mutu. Il romeno dovrà prestare molta attenzione per non saltare il vitale ritorno al Franchi. E per non imitare Pavel Nedved. Il numero 10 viola non vorrà sicuramentev emulare le “gesta” del ceco che fu costretto a marcare visita nella finale Champions 2003 (persa…) con il Milan.  Tutta colpa di un giallo all’ultimo minuto del retour match di semifinale. Lo scenario della finale, per altro, era la stessa città: Manchester. Speriamo che la maledizione non si ripeta.

In secondo luogo, l’approccio dei light-blue alla partita. Nei due turni precedenti hanno imposto lo 0-0 a Panathinaikos  e Sporting Lisbona, eliminate poi con pesantissimi gol in trasferta. Al tecnico Walter Smith mancherà, inoltre, gran parte del centrocampo titolare, e lo schieramento previsto è un 4-5-1. Mille ragioni, dunque, per aspettarsi un Rangers coperto, pronto a distendersi in contropiede con Darcheville unica punta. Il tecnico stesso ha dichiarato che sono proprio queste le armi della sua squadra. Gli uomini di Prandelli hanno dimostrato grande personalità e maturità ad Eindhoven (vedi “Mutu show, Fiorentina autoritaria: è semifinale!”), dovranno ripetersi in terra scozzese. Ci vorrà ancora una volta pazienza nel proporre la manovra, nel cercare lo spiraglio giusto sfruttando la velocità di Pazzini contro la lentezza dei centrali scozzesi. E magari il Pazzo sfaterà il suo tabù europeo andando a segno. E’ questa la speranza del popolo viola e, perchè no, di tutta l’Italia calcistica.

Coppa Uefa

Toni zittisce il Coliseum all’ultimo respiro. Colpo scozzese a Lisbona.

Era il classico scontro tra Davide e Golia, e per poco il finale non coincideva con quello biblico. Gli dei del calcio, però, abitano altrove, e regalano al Bayern una qualificazione rocambolesca e a dir poco clamorosa.

L’1-1 dell’andata era un risultato molto pericoloso per il Bayern. Il piccolo Getafe, quindi, ha tutto il diritto di sognare, come dimostrato dal tutto esaurito registrato al “Coliseum Alfonso Perez”. In tribuna spicca la presenza di re Juan Carlos e del madridista Raul. Gli azulones, tra infortuni e squalifiche, sono decimati, mentre i bavaresi son al gran completo. Dopo 6 minuti il match sembra prendere una piega decisa. De La Red commette fallo da ultimo (o penultimo?) uomo su Klose e si becca il rosso diretto. Espulsione eccessiva che complica i piani di Laudrup, costretto a rinunciare pure a Manu al 18′. La formazione di Hitzfield spinge, Toni si vede annullare un gol, mentre i compagni difettano di mira. L’asse destro del Getafe con Cortes e Contra imbriglia bene Lahm e Ribery, ed il terzino ex Milan si prende il lusso di castigare come all’andata (vedi “Contra gela il Bayern, crollo del Leverkusen“) i blasonati rivali. La sua discesa strepitosa, dopo aver lasciato alle spalle 4 uomini, si chiude con un destro terrificante sotto la traversa. Hitzfield, nella ripresa, le prova tutte, ma Lell, Schweinsteiger, Demichelis, Toni e Klose non inquadrano lo specchio della porta. Braulio, invece, salta anche Kahn ma scivola al momento della battuta a rete sciupando il match ball (23′ s.t.). Sembra fatta, comunque, per gli spagnoli, quando arriva la beffa. Toni addomestica un pallone in area per Ribery che pareggia il conto dell’andata all’ultimo minuto. Nei supplementari ti aspetti il Bayern in avanti con un Getafe fiaccato dall’inferiorità numerica. In 5 minuti, invece, la terza squadra di Madrid va sul 3-1: Casquero inventa un gran sinistro dal limite e Braulio approfitta di una sbavatura della retroguardia tedesca. Il Coliseum sogna la prima semifinale europea della sua storia. Ma è solo un’illusione. Gli ultimi cinque minuti sono vietati ai deboli di cuore. Abbondanzieri fa una papera colossale e Toni ringrazia riaprendo il match (115′). 120′, ultimo assalto teutonico. Punizione a spiovere in area, stacco del bomber di Pavullo e incredibile pareggio. L’ex fiorentino esplode di felicità, zittisce il Coliseum e trascina con i suoi gol il Bayern in semifinale. Sono già 10, infatti, i sigilli europei del cannoniere azzurro.

La rivale dei tedeschi sarà lo Zenit San Pietroburgo. Il Leverkusen deve provare a ribaltare l’1-4 dell’andata e inizia bene portandosi in vantaggio con un colpo di testa di Bulykin. Da lì in poi, però, sparisce misteriosamente dal campo. I russi prendono in mano il pallino del gioco, creando diverse occasioni. La più importante è un calcio di rigore che però Tymoschuk manda sul palo. I tedeschi vincono, ma il pass va ai  russi alla loro prima semifinale europea.

Infine, i rivali della Fiorentina. Al Josè Alvalade, il Sporting le tenta tutte. Il suo possesso palla libera spesso al tiro i centrocampisti, mentre gli scozzesi badano perlopiù a contenere. Joao Moutinho e  Veloso sfiorano il palo, bomber Liedson lo centra in pieno. Gli sprechi eccessivi vengono puntualmente puniti. Darcheville, liberato da un liscio della difesa lusitana, parte in contropiede e batte di sinistro Rui Patricio. I portoghesi provano a reagire e la palla più ghiotta capita sulla testa di Tonel. Sul ribaltamento di fronte, altro contropiede letale. Whittaker si beve tutta le difesa e deposita in rete il gol sicurezza: Rangers in semifinale.

Coppa Uefa, Fiorentina

Mutu show, Fiorentina autoritaria: è semifinale!

Per fortuna che c’è la Fiorentina. I viola tengono alta la nostra bandiera, essendo l’unica squadra nostrana ad approdare alle semifinali di una competizione europea. Dopo il disastro collettivo di Champions, la Fiorentina compie un piccolo capolavoro calcistico nella tana del PSV Eindhoven, ottenendo un successo impressionante per qualità e personalità. Semplicemente strepitoso Adrian Mutu, autore di una doppietta di bellezza unica, ma nessuno ha steccato nell’orchestra viola superbamente diretta da Prandelli.

Che il tecnico romano facesse muovere bene la sua creatura già si sapeva, ma che riuscisse a infonderle così tanta personalità e un pizzico di spregiudicatezza non lo era altrettanto. Prandelli, infatti, schiera Jorgensen, un’ala classica, come terzino, e il solito tridente Santana-Mutu-Pazzini. Il chiaro intento è fare la partita, pressare gli olandesi. Il PSV, forte del piccolo vantaggio dell’1-1 del Franchi (vedi “Mutu-Koevermans, botta e risposta“) ma privo di due uomini fondamentali come Afellay e Farfan, si tiene sulla difensiva. Il primo tempo vede così una sola squadra in campo, la Fiorentina. L’undici di Prandelli sfiora il gol in tre occasioni: un colpo di testa in tuffo di Gamberini (11′), un destro fiacco da centro area di Pazzini (20′) e una conclusione velenosa di Santana deviata all’ultimo da Rajkovic (25′). Il gol è nell’aria. Pazzini conquista l’ennesima punizione con il suo preziosissimo lavoro sporco: Liverani tocca per Mutu che, da 30 metri, incenerisce Gomes con un destro da favola. Il tiro è fortissimo, preciso, e s’insacca nel sette: un gol da cineteca, insomma. Vergoossen, nella ripresa, prova a cambiare qualcosa inserendo l’attaccante Lazovic. Il PSV ci prova, ma i viola non arretrano. Anzi. Jorgensen (ottima la prova del danese in un ruolo che non gli appartiene) cattura un pallone e suggerisce per Pazzini. La difesa olandese è sbilanciata, Giampaolo potrebbe spezzare l’incantesimo europeo con il suo primo gol, ma sparacchia addosso Gomes in uscita. Il pallone, però, arriva sui piedi di Mutu che, con un tocco elegante, firma la doppietta personale. 6° centro in  coppa Uefa per romeno, sempre più leader della squadra. I biancorossi di Eindhoven sono in bambola, al Philips Stadium si odono soltanto i tifosi venuti da Firenze. Montolivo ha due chanche per centrare il tris. Al 55′ Gomes sventa con un miracoloso colpo di reni un suo destro a girare, mentre il pallonetto liftato viene salvato sempre dal portiere verdeoro in precipitoso recupero dopo un’uscita dissennata. Il centrocampista ha un debito con la fortuna, ma questa ottima prova lo conferma come splendida realtà del nostro calcio. Gli olandesi tentano qualche sortita offensiva, Lazovic potrebbe accorciare le distanze ma spara alto da buona posizione. La serata nera degli uomini di Vergoossen trova conferma all’80′. Medina Cantalejo assegna un rigore generoso per un trattenuta veniale di Ujfalusi su Koevermans. Simons, però, si fa ipnotizzare da Frey. Finisce, quindi, 2-0, e i viola possono festeggiare la 50°vittoria nelle competizioni internazionali. In semifinale sarà sfida contro gli scozzesi dei Glasgow Rangers, l’ultimo ostacolo sulla via di Manchester.

Coppa Uefa

Contra gela il Bayern, crollo del Leverkusen.

Toni non basta al Bayern. L’ottavo centro europeo del bomber di Pavullo, leader nella classifica cannonieri di coppa Uefa, frutta ai bavaresi un pericoloso, in ottica ritorno, 1-1. L’ex milanista Cosmin Contra, infatti, gela lo stadio di Monaco con un pallonetto all’ultimo minuto. Il Bayern parte subito forte e Toni va a segno rubando il pallone al portiere, ma l’arbitro annulla. Il Luca nazionale si rifà al 26′ svettando di testa su un corner battuto da Schweinsteiger: 1-0 e gara apparentemente in discesa. Lahm spinge a destra, Van Bommel domina a centrocampo, ma Ribery sbaglia sempre l’ultimo passaggio. Nel Getafe Laudrup lascia Uche solo in avanti con a supporto Granero a sinistra e Albin alle spalle. Il più pericoloso dei gialli, però, è il centrale Mario, tanto indeciso in difesa quanto incisivo in attacco: una sua zuccata viene bloccata sulla linea. Gli uomini di Hitzfield hanno in mano in gioco, con il demerito, però, di lasciare aperta la gara. Ribery, Toni e Podolski falliscono il raddoppio in contropiede, Ustari blocca i tentativi bavaresi dalla distanza. E così riemerge il Getafe. Gli ultimi 20 minuti sono di marca spagnola, grazie anche ai cambi azzeccati da Laudrup. I due neoentrati sono infatti subito protagonisti: Manu centra il palo, Contra è più preciso e beffa Kahn con un pallonetto. I gialli, dopo aver centrato la finale di coppa del Re, sognano la semifinale. Il Bayern non fa drammi, ma in Spagna dovrà essere più preciso.

Pareggio ad occhiali tra Rangers e Sporting. Gli scozzesi spingono di più, ma vengono bloccati dall’abilità di palleggio dei lusitani, che sfiorano il colpaccio con Liedson nel finale. Discorso qualificazione rinviato tra una settimana. Sembra fatta, invece, per il sorprendente Zenit. I russi affondano a domicilio il Leverkusen nella ripresa. Dopo l’1-1 del primo tempo, infatti, lo Zenit dilaga nella seconda frazione di gioco con 3 letali contropiede. Il sonoro 4-1 finale assicura di fatto lo storico accesso alla semifinale.

Coppa Uefa, Fiorentina

Mutu-Koevermans, botta e risposta. In Olanda servirà il colpaccio.

Era dura e si sapeva. L’andata dei quarti di finale di coppa Uefa tra Fiorentina e PSV si conclude sull’1-1, risultato che fa più comodo agli olandesi. I viola dovranno compiere un blitz ad Eindhoven oppure pareggiare segnando almeno due reti, o in alternativa chiudere sull’1-1 e passare ai rigori come contro l’Everton.

I viola sono stanchi e si vede. Liverani e Kuzmanovic in mezzo al campo stentano, Santana appare in involuzione e non spinge; l’unico ad accendere di tanto in tanto la luce è Montolivo. Davanti Pazzini fa il solito prezioso lavoro di sponda, lotta in mezzo ai difensori olandesi e apre gli spazi a Mutu. Ma non basta. Il primo tempo dei viola è tutto in un tiro in corsa di Ujfalusi e in un dribbling fallito dal romeno. L’undici di Vergoossen, invece, mostra personalità ed esperienza internazionale, non facendosi condizionare dal clima caldo del Franchi e gestendo il match senza affanni. Le occasioni più pericolose, inoltre, sono ad appannaggio dei biancorossi di Eindhoven: Afellay e Farfan ,esterni dotati di scatto bruciante e buona tecnica, mettono i brividi a Frey e al popolo viola. Al 10′ della ripresa, però, sono i viola a mettere la testa avanti. Dopo l’ennesima spizzata di Pazzini, Mutu va a contrastare l’uscita di Gomes e viene premiato dal rimpallo. L’1-0 e il forfait del portiere brasiliano, costretto ad abbandonare il campo, non scompone minimamente il PSV che perviene subito al pari: Afellay suggerisce in profondità per Koevermans, il suo sinistro potente è imprendibile. A questo punto Prandelli inserisce Vieri per dare maggior peso all’attacco viola. La mossa funziona, visto che la Fiorentina spinge con più convinzione, ma le conclusioni non hanno mai i crismi della pericolosità. Il sostituto di Gomes, Roorda, svolge bene il suo compito e disinnesca i tentativi di Montolivo e Mutu. I viola chiudono il match con 4 attaccanti, ma il risultato non cambia. Due buone notizie in vista del ritorno: al Philips Stadium, oltre all’infortunato Gomes, marcherà visita lo squalificato Farfan, spina nel fianco della difesa viola nella serata del Franchi.

Coppa Uefa, Fiorentina

Sorteggio Uefa: i viola pescano il PSV.

L’obbiettivo numero uno è stato raggiunto: evitare la corazzata Bayern Monaco. La Fiorentina, infatti, pesca nell’urna di Nyon gli olandesi del PSV, che nel turno precedente hanno eliminato il Tottenham. Il PSV in questa stagione ha già affrontato due volte l’Inter nella prima fase di Champions, uscendo sconfitto in entrambe le sfide. Gli olandesi sono sì una buona compagine, ma alla portata degli uomini di Prandelli. L’andata è prevista per il 3 aprile al Franchi, il ritorno il 10 aprile a Eindhoven. In caso di passaggio del turno, i viola incroceranno le armi con la vincente di Rangers Glasgow-Sporting Lisbona. Il Bayern, strafavorito per la vittoria finale, troverà sul suo cammino il sorprendente Getafe. La formazione di Laudrup è ancora in lizza per due trofei (oltre alla Uefa, la Coppa del Re) ed è quinta nella Liga. L’altra compagine tedesca, il Bayer Leverkusen, sfiderà, invece, i russi dello Zenit San Pietroburgo.

Ecco il tabellone completo dei quarti di finale di coppa Uefa:

Fiorentina-PSV Eindhoven

Rangers Glasgow-Sporting Lisbona

Bayern Monaco-Getafe

Bayer Leverkusen-Zenit San Pietroburgo

Coppa Uefa

Ai quarti anche Rangers e Sporting.

Il Werder Brema, nonostante la vittoria nel ritorno degli ottavi di finale contro il Rangers Glasgow, abbandona il palcoscenico europeo. Ai tedeschi, infatti, non basta l’1-0 firmato dal brasiliano Diego per ribaltare lo 0-2 dell’andata(vedi “Bella Fiorentina, Everton ko“). Gli scozzesi, quindi, accedono ai quarti. Ottengono al pass per il turno successivo anche i portoghesi dello Sporting Lisbona. Il gol di Pereirinha a pochi minuti dal termine ha regalato la qualificazione ai lusitani. In virtù dell’1-1 dell’andata, quindi, viene eliminato il Bolton.

Coppa Uefa

Ritorno ottavi:al Bayer il derby tedesco,impresa dello Zenit,PSV di rigore.

Conferme e sorprese nel ritorno degli ottavi di Coppa Uefa. Il Bayern Monaco, privo di Toni, subisce un’indolore sconfitta casalinga per mano dell’Anderlecht. I tedeschi, passati in vantaggio con Lucio, viene rimontato dai belgi dell’Anderlecht grazie allo scatenato a Serhat e all’indecisione di Rensing sul tentativo tutt’altro che irresistibile di Iavovenko. L’ingresso di Ribery sveglia i bavaresi, ma arriva comunque la prima sconfitta europea. Sconfitta, come dicevamo, indolore, visto il roboante 5-0 dell’andata. Perde ma passa il turno anche il Bayer Leverkusen. Al termine di una girandola di gol ed emozioni, infatti, non riesce il colpaccio all’Amburgo. I biancoblù hanno la forza di rimontare due volte il Leverkusen e di operare il sorpasso all’81′ con il gioiellino Van Der Vaart. Ai padroni di casa servirebbe un altro gol per firmare l’impresa, ma il miracolo non si compie. Rimonta vincente, invece, per i russi dello Zenit San Pietroburgo. Dopo l’1-3 del Velodrome, i russi stendono a domicilio l’Olimpique Marsiglia: a sorpresa, quindi, accedono al turno successivo. Continua a stupire il Getafe. Gli uomini di Laudrup replicano il successo dell’andata (1-0, gol di Albin), spedendo fuori dall’Europa il blasonato Benfica. Gli spagnoli si confermano mina vagante del torneo. PSV come la Fiorentina. Gli olandesi soffrono, perdono la sfida con il Tottenham (1-0, rete di Berbatov), ma ottengono il pass per i quarti grazie alla lotteria dei rigori. Stasera si completa il quadro con le sfide Werder Brema-Rangers Glasgow (0-2 in Scozia) e Sporting Lisbona-Bolton (1-1 all’andata).

Coppa Uefa, Fiorentina

Fiorentina,sofferenza e gioia.I rigori regalano i quarti.

Tanta sofferenza ma anche tanta gioia. Sono questi i sentimenti che animano il popolo viola al termine della gara di ritorno degli ottavi di finale di coppa Uefa. La Fiorentina, infatti, ottiene il pass per i quarti dopo 120 minuti di grandissima intensità e la lotteria dei calci di rigore al Goodison Park. Grande prova di maturità degli uomini di Prandelli che reggono l’onda d’urto inglese e non si scompongono dopo il doppio svantaggio.

I viola, forti del 2-0 del Franchi (vedi “Bella Fiorentina:Everton ko”) , partono piano, forse condizionati dalla grande spinta dell’Everton. Pressione che ottiene subito i suoi frutti. Dopo diversi tentativi, gli inglesi passano al 16′: cross di Pienaar, tocco di testa di Yakubu e deviazione vincente di Johnson che sfrutta un’uscita a vuoto di Frey. I Toffees sono scatenati, in particolare il basco Arteta e l’autore del gol, ma Frey riscatta alla grande l’errore precedente con interventi da campione. L’unico tiro verso la porta di Howard porta la firma di Jorgensen al 32′. Nella ripresa la musica non cambia: inglesi all’arrembaggio, viola in trincea. E’ ancora Frey a togliere le castagne dal fuoco in un paio d’occasioni, operando anche un salvataggio sulla linea. Al 66′ però, arriva l’inevitabile capitolazione. Arteta, uno dei migliori in campo, avanza indisturbato fino alla tre quarti viola ed esplode un destro precisissimo, che pare la fotocopia del gol di Gerrard contro l’Inter: 2-0, parità ristabilita. La sberla risveglia parzialmente gli uomini di Prandelli che sfiorano la rete con un mobilissimo Pazzini e con Dainelli. Il Pazzo, subentrato a Vieri, dà maggiore vivacità ai viola ed alleggerisce la pressione degli uomini di Moyes. I Toffees, però, non calano, la loro intensità è impressionante. Al 90′ Yakubu ha sulla testa la palla del ribaltone ma, per fortuna degli uomini di Prandelli, mette a lato. I supplementari scivolano via senza grossi scossoni, se non per un recupero eccezionale di Ujfalusi su Johnson lanciato a rete. Si va ai calci di rigore. I viola sono infallibili, mentre il nigeriano Yakubu centra il palo e Frey regala ai suoi la qualificazione con un balzo prodigioso. E’ fatta, Firenze può legittimamente festeggiare.

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