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Coppa Uefa, Udinese Calcio

Quarti Uefa, l’Udinese pesca il Werder. Doppia sfida Francia-Ucraina

pizarro

Ostacolo Werder per l’Udinese
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Nyon- C’è la Germania nel destino del calcio italiano. L’Udinese pesca infatti nell’urna svizzera il Werder Brema, già giustiziere del Milan, nei quarti di coppa Uefa. Ma in ballo non c’è solo la qualificazione alla semifinale contro la vincente di Amburgo-Manchester City, c’è pure un terzo posto nel ranking da difendere. Quello che assicura al nostro campionato, per capirci, quattro squadre in Champions League. Visti gli eurodisastri delle ultime due stagioni, la serie A rischia di farsi scavalcare proprio dalla Bundesliga. Un successo dei friulani, oltre a rappresentare un’ulteriore impresa sportiva, varrebbe oro anche in quell’ottica.

Impresa difficile ma fattibile- “Non ci stiamo facendo mancare nulla, incrociamo tutte le squadre migliori” il commento a caldo di Pietro Leonardi, dg bianconero. Il dirigente non ha tutti i torti: i tedeschi allenati da Schaaf sono tra le formazioni più temibili in corsa, sebbene in campionato stiano deludendo. La vittoria con l’Inter nella fase a gironi e la clamorosa estromissione del Milan sono un pericoloso campanello d’allarme. Dopo la vittoria con lo Zenit, però, l’Udinese ha dimostrato personalità e carattere, oltre che l’indubbia qualità di qualche elemento. La velocità del tridente di Marino e l’abilità nelle azioni di rimessa potrebbero essere la chiave della sfida: la difesa del Werder, in particolare il pacchetto centrale Naldo- Mertesacker, non brilla in rapidità e solidità.  Insomma, lo spazio per centrale l’impresa c’è. Questi quarti rappresentano poi l’occasione giusta per vendicare l’eliminazione beffa dalla Champions 2005-’06. I friulani uscirono a scapito del Werder nella fase a gironi pur terminando con gli stessi punti. Fu determinante lo scontro diretto: 1-1 in casa, 3-4 rocambolesco in trasferta con i friulani capaci di rimontare tre gol di svantaggio, prima di esser castigati nel finale.

Incrocio doppio-Il sorteggio ha riservato poi un curioso doppio incrocio Francia- Ucraina: il PSG ha i favori del pronostico contro la Dinamo Kiev, incerta la sfida tra Marsiglia e Shakthar Donetsk. In caso di passaggio del turno, la rivale dell’Udinese sarà una tra Amburgo e Manchester City, due clienti terribili. Ad ogni modo, per il vincitore di quest’edizione sarà una prima volta: nessuna delle magnifiche otto ha infatti mai sollevato questo trofeo.

Il quadro completo dei quarti. Andata il 9 aprile, ritorno il 16 aprile
Amburgo- Manchester City
Werder Brema- Udinese
Paris S.G.- Dinamo Kiev
Shakhtar Donetsk- Ol.Marsiglia

Coppa Uefa

Amburgo, colpo turco. City col fiatone, avanti Psg, Dinamo e Shakhtar

guerrero

Super Guerrero ad Istanbul
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Dopo le qualificazioni di Marsiglia, Werder Brema e Udinese, si è chiuso in serata il quadro degli ottavi di coppa Uefa. Un turno non esente da sorprese: l’Amburgo compie una clamorosa rimonta nella tana del Galatasaray, il City fatica più del previsto qualificandosi soltanto ai rigori, lo Shakthar fa fuori il Cska dopo il ko dell’andata. La festa ucraina è completata dalla Dinamo Kiev che la spunta di misura nel derby, mentre il Psg passa a Braga dopo i tempi supplementari.

Metalist Kharkiv- Dinamo Kiev 3-2
Con immensa sofferenza, la Dinamo conserva il prezioso 1-0 dell’andata e fa suo il derby ucraino. Il sorprendente Metalist, infatti, si porta sul 2-0 con le reti di Slyusar e Jaja. Sablic accorcia le distanze, ma Acevedo le ristabilisce al 70′. La sorpresa del torneo annusa l’ennesima impresa, prima che Ninkovic spezzi la sua illusione. Dinamo Kiev ai quarti.

Shakthar Donetsk- Cska Mosca 2-0
E’ festa grande per l’Ucraina che porta due rappresentanti ai quarti, mentre la Russia vede uscire tutte le sue squadre (lo Zenit è stato eliminato dall’Udinese). La formazione di Lucescu, infatti, ribalta in casa il ko di Mosca (0-1). Un calcio di rigore di Fernandinho e un guizzo di Adriano estromettono il lanciatissimo Cska.

Galatasaray- Amburgo 2-3
E’ l’impresa di serata. Ad Istanbul, si mette benissimo per i padroni di casa che firmano un uno-due micidiale con Baros (rigore) e l’ex Liverpool Kewell. Sembra finita, ma nella ripresa sale in cattedra Guerrero con una doppietta. Il 2-2, in virtù dell’1-1 di sette giorni fa, basta ai tedeschi, che però non si accontentano e trovano addirittura il gol vittoria nel finale con Olic. Diventano così due le tedesche nelle magnifiche otto.

Aab Aalborg- Manchester City 5-4 d.c.r. (2-0)
Mamma mia che fatica. Nessuno avrebbe pronosticato una tale sofferenza per gli inglesi, considerato il 2-0 maturato al City of Manchester. Tutto fila liscio fino all’84′, alla rete di Shelton che riapre il match. I citizens perdono la testa, ed Evans regala il rigore del raddoppio a Jakobsen. Si va ai supplementari ed ai rigori, dove Given si erge a protagonista parando due penalty. Hughes tira un sospiro di sollievo e strappa il pass per il turno successivo.

Sporting Braga- Paris SG 0-1 d.t.s.
La sfida più equilibrata degli ottavi si risolve soltanto ai supplementari. Dopo 171′ senza reti, in cui i portoghesi sono più pericolosi (colpita anche una traversa), il bomber parigino Hoarau -lasciato inizialmente in panchina- trasforma in oro il primo pallone recapitatogli. Il PSG raggiunge il Marsiglia nei quarti, mentre il Portogallo saluta la Uefa.

Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese, dolcissimo ko. Prima storica qualificazione ai quarti di Uefa

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Marino nella storia dell’Udinese
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San Pietroburgo- Soffre, va sotto, reagisce con personalità, perde, ma conquista comunque un traguardo storico. L’Udinese limita i danni all0 stadio Petrovsky, uscendo sconfitta di misura dalla sfida con lo Zenit per 1-0 (rete di Tymoshchuk), e guadagna così la prima qualificazione ai quarti di una competizione europea della sua storia. All’andata, infatti, la band Marino prevalse 2-0. I friulani rischiano il tracollo in un primo tempo di sostanziale sofferenza, poi meriterebbero il pari nella ripresa. Ma basta e avanza per spodestare i detentori del trofeo. Un’impresa, considerando che la formazione di Advocaat è stata l’ultima squadra in grado di battere, in Europa, i campioni del mondo del Manchester United.

Sofferenza- Lo squalificato Marino -relegato in tribuna- si affida a Lukovic per tamponare l’assenza di Ferronetti sull’out destro. Advocaat, invece, recupera all’ultimo Tymoshchuk, schierandolo a sorpresa come centrale difensivo. Dopo un buon avvio dei friulani (inzuccata di Quagliarella di poco alta), i russi iniziano a premere sull’acceleratore a caccia del gol che riaprirebbe la contesa. Gli uomini di Advocaat premono sulla corsia destra, individuando -a giusta ragione-  nel terzino slavo il tallone d’Achille dello schieramento friulano. Iniziano a fioccare corner su corner, Lukovic salva sulla linea con un tocco di mano rischiando grossissimo. Zyrianov mette i brividi ad Handanovic, ma quando gli ospiti ripartono in contropiede con Quagliarella e Di Natale sono insidiosissimi. Il moto perpetuo e la qualità di Fayzulin e Danny, però, rimangono un rebus per la difesa friulana che soffre sempre più e incassa l’inevitabile vantaggio russo. E’ capitan Tymoshchuk a capitalizzare di testa su un’azione da corner; Handanovic smanaccia, ma la palla ha già oltrepassato la linea. 1-0 per lo Zenit. E’ il momento peggiore per la band Marino, che suda freddo sulle insidiosissime conclusioni dei soliti Fayzulin e Danny. Il fischio finale è una liberazione.

Personalità- Marino prova a invertire Lukovic con Zapata per limitare i danni, anche se il terzino è costretto ad uscire per infortunio al 59′. Al suo posto entra Isla, già schierato in difesa nell’ultima di campionato. Ma è l’atteggiamento, decisamente più sicuro e autoritario, a cambiare. Dopo un guizzo di Danny, è infatti la band Marino a collezionare le migliori occasioni: Malaveef è costretto agli straordinari su Quagliarella, che ci prova prima di piede poi di testa. Lo Zenit prova a spingere, ma non ha più la necessaria lucidità, mentre l’Udinese cresce, e meriterebbe il pari sul colpo di testa di Pepe -che fa la barba al palo- e con Di Natale, fermato da uno strepitoso recupero di Tymoshchuk. Advocaat prova a dar più peso all’attacco con Tekke e Huszti, ma la manovra ne risulta impoverita. L’Udinese chiude in avanti, quasi in scioltezza, e conduce in porto la sconfitta più dolce e preziosa della sua storia. I campioni tornano a casa, i bianconeri continuano a sognare e tengono alto l’onore del calcio italiano.

Coppa Uefa, Udinese Calcio

Udinese, spodesta lo Zenit

quagliarella

Il bomber di coppa Quagliarella
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San Pietroburgo- Mancano poche ore al probante impegno degli uomini di Marino in terra di Russia. L’Udinese, unica rappresentante del calcio italiano in Europa, cercherà di difendere il 2-0 acquisito all’andata per ottenere il primo storico passaggio ai quarti di coppa Uefa. Però, nella tana dello Zenit San Pietroburgo, detentore del trofeo, il compito non si prospetta facile. L’obbiettivo è spodestare i campioni in carica.

Zenit mai vittorioso- Nessun gol e zero vittorie contro squadre italiane: il ruolino dello Zenit contro le nostre squadre rincuora i bianconeri. Sono infatti tre i ko; oltre allo 0-2 del Friuli, c’è lo 0-1 in casa della Juventus nella fase a gironi di Champions e un pesante 0-3 contro il Bologna nella coppa Uefa edizione 1999-2000. Anche il tecnico Dick Advocaat non vanta precedenti favorevoli. In sette incontri, un solo successo, due pari e quattro sconfitte. Molto meglio l’Udinese, all’attivo due vittorie in altrettanti match con squadre russe sempre in questa stagione (il primo hurrà è arrivato nella fase a gironi con lo Spartak Mosca, 2-1). I friulani, per altro, sono stati eliminati una sola volta dopo aver vinto la gara d’andata in casa. È accaduto nel primo turno della Uefa 2000/01 contro il Paok Salonicco: allo Stadio Friuli, però, finì ’solo’ 1-0, mentre in trasferta brutto ko per 3-0.

Formazioni- Quattro gli squalificati per questo return match: Aleksandr Anyukov e Roman Shirokov dello Zenit, Maurizio Domizzi e il tecnico Marino nelle fila dei bianconeri. L’Udinese schiererà la formazione tipo, con il tridente azzurro Pepe- Di Natale- Quagliarella (bomber di coppa bianconero con 5 reti) e Isla arretrato sulla linea dei difensori per ovviare alle assenze di Coda, Ferronetti e Tissone. Advocaat, invece, oltre ai due squalificati, dovrà presumibilmente far a meno del faro di centrocampo Tymoschuk. Fischio d’inizio alle 18.30 (20.30 locali) allo stadio Petrovsky di San Pietroburgo.

Coppa Uefa

Coppa Uefa, Werder Brema e Marsiglia ai quarti

In un mercoledì di calcio privo di Champions, si sono giocati due match di ritorno degli ottavi di coppa Uefa, dove Werder Brema e Olympique Marsiglia strappano il pass per il turno successivo. Eliminate, dunque, Saint Etienne e Ajax. Stasera gli altri incontri in programma, con l’Udinese chiamata a difendere a San Pietroburgo il 2-0 del “Friuli”.

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Mears decisivo ad Amsterdam
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Saint Etienne- Werder Brema 2-2
Forti dell’1-0 dell’andata, i tedeschi giustizieri del Milan ottengono senza tanti patemi il pass per i quarti. Al 6′, infatti, Prodl firma il vantaggio con un’inzuccata su corner. E al 27′ Pizarro cala il sipario, ancora con un colpo di testa, sui francesi. Nella ripresa i verts salvano almeno l’onore accorciando con Yohan Benalouane al 64′ e trovando il pari con Grax al 90′. Reazione tardiva e inutile, la formazione di Schaaf vola ai quarti.

Ajax-Olympique Marsiglia 2-2 d.t.s.
Scontri, arresti, laser contro i giocatori: succede di tutto, soprattutto in ambito extracalcistico, ad Amsterdam. Prima del match vengono fermati ed arrestati 19 tifosi di entrambe le fazioni per scontri; evento verificatosi anche una settimana fa in Francia e in occasione della sfida tra Marsiglia e Twente. L’idiozia non si placa dopo il fischio d’inizio. Zenden, esterno olandese dell’Olympique, viene continuamente puntato con un laser e l’arbitro Meyer decide di sospendere la partita. Dopo un annuncio via altoparlante che minacciava lo stop definitivo dell’incontro, si comincia finalmente a giocare. A cavallo della mezz’ora botta risposta Enoh-Niang, poi Sulejmani trova il 2-1 che fa il pari col risultato dell’andata e prolunga la sfida ai supplementari. All’extratime, però, la formazione di Van Basten deve arrendersi alla capocciata di Mears (105′).

Coppa Uefa

City vicino ai quarti. Cska, Werder, Marsiglia e Dinamo ok

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11° centro per il capocannoniere Vagner Love
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Domina l’equilibrio nelle gare d’andata degli ottavi di coppa Uefa. Escluso il Manchester City, che ipoteca il passaggio del turno con un netto 2-0 sull’Aalborg, per le altre contendenti è ancora tutto in ballo, tra pareggi e vittorie di misura. Tra sette giorni il verdetto definitivo. Ma andiamo a vedere come son andati questi match d’andata.

Cska Mosca- Shakthar Donetsk 1-0
Un calcio di rigore di Vagner Love regala il successo ai russi contro lo Shakthar. L’11° centro in 9 gare che colloca il brasiliano con le trecce blu in vetta alla classifica cannonieri, fa tirare un bel sospiro di sollievo a Zico; nella prima parte di gara, infatti, sono gli ucraini a menare le danze ed andare vicini al bersaglio grosso con Srna e Fernandinho.

Amburgo-Galatasaray 1-1
Importantissimo pareggio per i turchi al Nordbank Arena. I tedeschi comandano in avvio, ma si fanno trafiggere in contropiede da Ayhan Akman per la gioia delle migliaia di tifosi turchi presenti sugli spalti. De Sanctis infila tre interventi super, ma si deve arrendere al 50′ a Jansen. I locali spingono, grazie anche all’espulsione di Emre Asik, ma l’1-1 rimane tale. Galatasaray favorito in vista del ritorno.

Dinamo Kiev- Metalist Kharkiv 1-0
Un’inzuccata di Vukojevic al 54′ consegna il primo round del derby ucraino agli uomini di Semin. Un risultato che lascia comunque in corsa i matador della Sampdoria.

Paris S.G.- Sporting Braga 0-0
Deludenti e sfortunati, i lanciatissimi parigini (in campionato) non vanno oltre lo 0-0 al Parco dei Principi. Il primo tempo è da sbadigli, nella ripresa Rothen centra il palo e Kezman fallisce una ghiottissima chanche. Discorso qualificazione rinviato al return-match.

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Wright-Phillips lancia il City
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Werder Brema- Saint Etienne 1-0
I tedeschi, dopo aver fatto fuori il Milan, sognano ad occhi aperti l’accesso ai quarti. Naldo decide la sfida al 20′ con un bel tocco su assist del solito Diego. Nel secondo tempo, la formazione di Schaaf va più volte vicina al raddoppio senza successo.

Manchester City- Aab Aalborg 2-0
Nessuno problema per i citizens. Felipe Caicedo sblocca subito il match (8′), beffando la difesa danese, Wright Phillips raddoppia con una bella azione personale. Gli uomini di Hughes si limitano poi ad amministrare e condurre in porto un successo che profuma di qualificazione.

Olympique Marsiglia- Ajax 2-1
Al Velodrome Van Basten non riesce a far un altro scherzetto, dopo quello del Franchi, ma rimane in corsa. Sembra tutto compromesso, infatti, quando Cheyrou e Niang piazzano un uno-due micidiale. Gli olandesi, però, non si scompongono e accorciano su rigore di Suarez, dimostrandosi tenaci e freddi dopo l’espulsione di Van Der Wiel. Ad Amsterdam sarà battaglia.

Coppa Uefa, Udinese Calcio

L’Udinese salva l’orgoglio italico. Zenit stroncato nel finale

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La coppia tutta italiana stende lo Zenit
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Udine- Meno male che c’è l’Udinese. I friulani salvano per ora l’orgoglio italiano, stendendo con due reti nel finale i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo. Una mezza impresa, considerato il valore di un avversario capace di strappare al Manchester, lo scorso agosto, la Supercoppa Europea. Quagliarella e Di Natale -due attaccanti della nazionale di Lippi, ulteriore motivo di consolazione per la nostra disastrosa spedizione europea- raccolgono all’ultimo respiro i frutti della mole di gioco prodotta durante tutto il match, mentre i russi si sono spinti in avanti soltanto nella ripresa. Il doppio vantaggio avvicina l’Udinese ai quarti di coppa Uefa, un traguardo sinora mai raggiunto dal club.

Ripresa pimpante- Marino s’affida all’estro del tridente tutto azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale. L’ex della Samp è il più ispirato, e tenta la conclusione di testa e di destro, sfiorando il vantaggio. Lo Zenit, invece, non si scopre, attende nella propria metà campo addormentando il gioco. I friulani, dopo l’arrembaggio iniziale, non se la sentono di rischiare più di tanto. Ben altra musica nella ripresa. I russi iniziano a scoprirsi, e le occasioni fioccano da una parte e dall’altra. Salgono così in cattedra i due portieri: Malafeev stoppa Inler e Pepe, Handanovic ferma Zyryanov e ringrazia la traversa sul bolide di Tymoschuk. Marino si fa cacciare per proteste, e sull’ennesimo balzo dell’estremo russo su Di Natale sembra chiudersi la contesa.

Il finale perfetto- Sembra, perchè il finale è incandescente. E tutto di marca bianconera. Pepe semina tutti sulla destra e recapita a Quagliarella un assist perfetto: il tap in sancisce il tanto agognato 1-0 (85′). Al 90′ Tymoschuk fa tremare il “Friuli” con una punizione insidiosa, ma sul ribaltamento di fronte Obodo viene trattenuto in piena area. Calcio di rigore che Di Natale trasforma. 2-0 inaspettato e quanto mai importante: l’Udinese ipoteca il passaggio del turno, tra sette giorni in Russia basterà limitare i danni.

Coppa Uefa

Uefa, esclusioni eccellenti. Fuori Valencia, Tottenham e Aston Villa

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Kravets, il matador del Valencia
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La serata di calcio europeo non è stata soltanto caratterizzata dalla Caporetto delle nostre rappresentanti. I sedicesimi di Uefa hanno infatti riservato molte altre sorprese, confermando lo status di imprevedibilità di questa competizione. Valencia, Tottenham e Aston Villa sono le esclusioni più eccellenti, mentre il Marsiglia salva ‘le penne’ soltanto ai rigori. A far festa sono le formazioni dell’Est, le russe e ucraine, le più coriacee nel clima invernale che ha contraddistinto questo turno. Bene le francesi, bilancio in parità per le formazioni tedesche.

Vento dell’est- Cska Mosca, Zenit San Pietroburgo, Dinamo Kiev, Shakthar Donetsk e Metalist Kharkiv: la truppa dell’ex Urss è quanto mai folta e agguerrita. Desta scalpore poi la presenza di tre formazioni ucraine negli ottavi, evento mai verificatosi in una competizione europea. L’impresa è targata Dinamo: dopo l’1-1 dell’andata, il club della capitale esce imbattuto dal Mestalla di Valencia riuscendo a segnare le due reti necessarie al passaggio del turno. Eroe di serata Kravets, la cui doppietta ha gelato le speranze spagnole. Meno problemi per il Cska che nel gelo di Mosca ha fatto fuori senza problemi l’Aston Villa con un 2-0 targato Zhirkov-Vagner Love. La spedizione inglese, così come quella italiana, è stata d’altronde un fallimento quasi totale: il Tottenham ha provato la rimonta sullo Shakhtar (Dos Santos), ma Fernandinho l’ha riportato sulla terra; solo il City approda agli ottavi dopo il 2-1 targato Bellamy sul Copenaghen. Il sorprendente Metalist, come ben sappiamo, ha eliminato la Samp, mentre il destino dell’unica superstite italiana, l’Udinese, incrocierà quella dell’altra russa, lo Zenit che piazza il colpaccio a Stoccarda (2-1). Solo i friulani non sono stati spazzati via dal vento dell’est, speriamo sia di buon auspicio.

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Sarioglu spinge il Galatasaray agli ottavi
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Ciao ciao Spagna- Come dicevamo, è stato un turno nefasto per le big. La Spagna è sparita dal torneo -il Deportivo ha incassato un pesante 6-1 globale dall’Aalborg- mentre per la Francia il saldo è positivo. Il Marsiglia impatta con Twente il ko dell’andata (1-0, Ben Arfa) e la spunta ai rigori,  Saint Etienne e PSG eliminano senza problemi Olimpiacos e Wolsfburg. Fuori soltanto il Bordeaux nel pirotecnico 4-3 che qualifica il Galatasaray: Bellion apre le danze dopo 1′, Kewell e Arda (doppietta) spingono avanti i turchi. Sembra fatta, ma nell’arco di un minuto (74′ e 75′) Chamakh e Cavenaghi firmano l’insperato pari che qualificherebbe la formazione di Blanc; sul gong, però, Sarioglu fa esplodere la polveriera dell’Ali Sami Yen e manda a casa i girondini. Bilancio in parità per la Germania: detto delle eliminate Wolfsburg e Stoccarda, il Werder (col Milan) e l’Amburgo (1-0 al Nec) volano agli ottavi. Infine, avanzano Ajax (a spese della Fiorentina) e Sporting Braga, che amministra agevolmente il vantaggio acquisito all’andata sullo Standard (3-0, 1-1).

-vedi risultati sedicesimi coppa Uefa e ottavi coppa Uefa-

Coppa Uefa, Milan

Pizarro rimonta il Milan, Werder agli ottavi. E’ tempo di bilanci

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Pizarro elimina il Milan
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MILANO - Il Milan crolla nella notte di San Siro sotto i colpi del Werder Brema in una serata definita da “Champions” solo poche ore prima dallo stesso Carlo Ancelotti. I rossoneri, avanti di due reti nel primo tempo, si fanno rimontare da una doppietta di Pizarro e vengono eliminati ai sedicesimi di finale di Coppa Uefa in virtù dell’1-1 dell’andata.

DOV’ERA IL MILAN? - Il 2-2 finale, però, non è il vero ritratto della partita. In campo a San Siro c’era solo una squadra, il Werder. Sin dai primissimi minuti i rossoneri si sono stretti attorno alla propria area di rigore difendendo con le unghie e con i denti un risultato inconsistente. Quella contro i tedeschi è stata la peggior gara dell’ “Era Ancelotti“. Peggiore del 4-0 subito a La Coruna nel 2004 che costò alla squadra rossonera l’eliminazione dalla Champions ai quarti di finale, dopo che all’andata si erano imposta per 4-1. Sul piano del carattere questo pareggio è addirittura peggiore di quello subito in finale di Champions contro il Liverpool quando, in vantaggio per 3-0, i rossoneri si fecero rimontare in 6′ tre gol che poi portarono i Reds ad alzare la coppa. L’impressione è che sia finito un ciclo.

FALLIMENTO - A febbraio, quindi, in casa Milan è già tempo di bilanci. Fuori dalla Coppa Italia, reputata una scocciatura, fuori dalla corsa scudetto, unico vero obiettivo ad inizio stagione, fuori anche dalla Coppa Uefa, divenuto l’obiettivo primario dopo la sconfitta nel derby. Fuori da tutto insomma. Agli uomini di Ancelotti non resta, quindi, che difendere il terzo posto in classifica in vista del prossimo anno.

TIRO AL BERSAGLIO - Veniamo alla gara. Neanche il tempo di iniziare che dopo dieci minuti il Werder ha già tirato in porta quattro volte: prima con Pizarro che sfiora il palo, poi con Tziolis che manda sul fondo, quindi con Diego che impegna Dida, infine nuovamente con Pizarro che chiama ancora alla parata il brasiliano. Al 25′ il Milan accenna alla reazione con una galoppata di Pato che costringe al fallo Fritz dal limite. Sulla punizione di Beckham, Frings, in barriera, tocca con la mano e per l’arbitro è calcio di rigore che Pirlo non sbaglia. Passano pochi minuti e il secondo affondo di Pato è fatale alla difesa tedesca che va sotto 2-0. I tedeschi non ci stanno e Dida è costretto al doppio miracolo prima su un colpo di testa ravvicinato di Pizarro, poi su un tiro dai 20 metri di Tziolis.

RIMONTA - Nella ripresa i rossoneri riescono a far anche peggio del primo tempo, non uscendo praticamente mai dalla propria metà campo. E al 23′ l’assedio tedesco paga. Punizione di Diego per la testa di Pizarro che non sbaglia. Tempo 10′ e ancora un colpo di testa del peruviano porta il risultato in parità. Nel finale i rossoneri ci provano con un tiro-cross di Flamini respinto con i pugni da Vander. Davvero troppo poco per passare il turno.

Coppa Uefa, Fiorentina

Fiorentina ingenua e beffata nel finale. Avanti l’Ajax

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Leonardo beffa i viola
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Amsterdam- E’ stato il leit motiv della stagione europea viola. Calcio champagne, occasioni a go a go e tanti applausi. Ma anche pochi gol, ingenuità clamorose e regali generosi agli avversari. La solita vecchia storia si è ripresentata in questi sedicesimi di Uefa: castigati dall’unica chanche della Ajax al “Franchi,” raggiunti nel finale in Olanda dopo aver raggranellato un misero gol di vantaggio. Misero alla luce dell’assalto profuso per almeno un’ora. L’1-1 elimina la band Prandelli e fa sorridere Van Basten e i suoi lancieri “all’italiana” che si regalano l’ottavo con il Marsiglia.

Dominio viola- Lo scenario è quello dell’andata: del classico 4-3-3 all’olandese nemmeno l’ombra, i lancieri si trincerano a difesa di Vermeer per poi ripartire in contropiede.  Van Basten sembra dunque aver assimilato appieno la lezione tattica nostrana. Il protagonista di serata è proprio il portiere di riserva che para il possibile e l’impossibile. Perchè i viola sono molto più aggressivi e convinti rispetto sette giorni, ma ugualmente scialacquoni. Mutu, Semioli, Gilardino e ancora il romeno bombardano senza successo il fortino oranje. Quando non ci arriva il numero uno locale, è il palo a fermare Gamberini (inzuccata su corner) o il corpo di un difensore sulla botta a colpo sicuro di Mutu. L’Europa sembra una vera e propria maledizione, ma all’alba della mezz’ora della ripresa Gilardino, illuminato dal solito numero 10 romeno, scaraventa in rete tutta la rabbia viola. Conti pareggiati con l’andata, potrebbe essere l’inizio di un’altra partita.

Beffa- Potrebbe. La stanchezza derivante dall’assedio durato un’ora si fa sentire e la furia viola si spegne. La formazione di Van Basten, resa più offensiva dall’innesto di Leonardo, guadagna metri e costruisce le prime chanche della partita. La beffa matura puntuale nel finale, con lo stesso brasiliano che raccoglie un rimpallo fortunoso e mette una pietra sui sogni viola (85′). L’assalto conclusivo è vano e confuso, e non fa che alimentare ulteriori rimpianti. Uscire contro un Ajax nettamente inferiore, capace di creare (e sfruttare) non più di un paio di palle gol a partita a fronte di una produzione offensiva imponente, può solo far male. Dalla Champions alla Uefa, l’avventura europea dei toscani si conclude nel peggior modo possibile.

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