Archivio per la categoria 'Coppa Uefa'

Coppa Uefa

Impresa Zenit, Bayern sommerso a sorpresa.

T’aspettavi uno spettacolare Fiorentina-Bayern Monaco. Un rendez vous tra il super bomber Luca Toni e il suo vecchio amore. E invece no, tutto questo non accadrà. In una notte tutti i pronostici vengono sovvertiti. Se i viola escono immeritatamente ai rigori dopo 2 ore di dominio calcistico, il poker incassato dagli ormai campioni di Germania in Russia lascia a dir poco basiti.

La trasferta di San Pietroburgo si rivela per i bavaresi una Caporetto. Vinta la coppa nazionale, ad un passo dal titolo tedesco, nessuno si aspettava un tracollo così verticale. Ma la sconfitta è più che legittima. I bavaresi hanno subito una chanche con Klose ma vanno sotto con una punizione potente di Pogrebnyak, che aggancia così a nove reti Toni in vetta alla classifica cannonieri UEFA. I tedeschi accusano il colpo e il bomber azzurro manda alto uno di quei colpi di testa che solitamente non sbaglia. I russi, invece, grazie ad un’ottima organizzazione di gioco ed un’eccellente condizione fisica, ripartono in contropiede come fulmini. Il terzino Anyukov sfiora il raddoppio prima che Zyrianov lo firmi per davvero. La sua finta mette a sedere due avversari, il suo destro ad incrociare infila Kahn per il 2-0. Incredibile ma vero. Hitzfield, nella ripresa, deve rischiare il tutto per tutto. Podolski entra per formare il tridente con Klose e Toni. La chanche migliore capita ancora all’azzurro, Malafeev respinge. E’ un fuoco di paglia. Da lì a poco arriva il colpo del ko: Fayzulin realizza di testa il tris. Pogrebnyak si toglie poi lo sfizio di prendersi lo scettro di capocannoniere con il 4-0. La sconfitta del Bayern assume proporzioni epocali, la vittoria dello Zenit entra nella storia. La prima finale europea del club russo, però,  non vedrà in scena il grande protagonista di tutta la coppa: il bomber principe, infatti, si fa ingenuamente ammonire e salterà Manchester per squalifica.

Coppa Uefa, Fiorentina

Che peccato Fiorentina.

Il sogno europeo della Fiorentina si spegne sul sinistro alto di Vieri dal dischetto. I viola hanno dominato il ritorno della semifinale coi Rangers, ma gli scozzesi hanno raggiunto il loro obiettivo: arrivare indenni ai calci di rigore, per giocarsi tutto nella roulette. Frey ha illuso i fantastici 40.000 del Franchi respingendo il primo tentativo di Ferguson, ma prima Liverani poi Bobo hanno fallito. I light blue, dopo il primo errore, sono stati implacabili. Il sigillo di Nacho Novo regala loro il biglietto per la finale di Manchester.

Walter Smith, per la gara del Franchi, imposta lo stesso tema tattico dell’andata: imbrigliare le fonti di gioco altrui, difendersi e ripartire in contropiede (”Forza Fiorentina!“). Ferguson, infatti, è in marcatura fissa sul faro viola Liverani; i tentativi locali s’infrangono sul nascere. Il primo tiro verso la porta di Alexander arriva soltanto al 20′ ad opera di Montolivo, che replica poco dopo calciando sopra la traversa. Verso la metà del tempo arrivano le migliori chanche. Santana conclude di tacco servendo involontariamente Pazzini, anticipato all’ultimo momento. Mutu, invece, può provare la botta a colpo sicuro nel cuore dell’area scozzese: il tentativo, però, viene respinto da un difensore. I Rangers registrano la difesa e tornano impenetrabili, mentre Prandelli è costretto a rinunciare a Donadel. Al suo posto Kuzmanovic. Il primo tempo si conclude inevitabilmente sull0 0-0.

La ripresa vede ancora i padroni di casa all’assalto. Al 6′  Mutu serve il Pazzo che al volo manda di poco a lato. Il romeno è scatenato e ci prova in altre due circostanze, il bomber di Pescia non trova invece la via del gol, confermando il suo tabù. Al 16′, allora, si fa vedere Ujfalusi con una sortita offensiva molto efficace conclusa da un destro potente dal limite. L’ultima palla gol per Pazzini arriva poco dopo sulla respinta del numero uno scozzese su punizione di Mutu: niente da fare. E così arriva il turno di Vieri. L’ex Inter e Milan ha nel finale due buonissime opportunità: in una incespica, nell’altra spara alla stelle. Il fortino scozzese (solo un paio d’incursioni in avanti e nulla più) resiste, si va ai supplementari.

Il copione del match non cambia. E’ sempre Bobo ad aver sul sinistro il match ball (diagonale che sfiora il palo), ma il risultato non si sblocca. La Fiorentina non si arrende e trova energie impensabili spingendo ancora. Cousin reagisce ad fallo di Liverani e si becca il secondo giallo, lasciando i suoi in 10. L’evento dà nuova linfa alla formazione di Prandelli. La porta di Alexander, però, rimane stregata: ancora Vieri e Mutu cercano il colpo del ko senza successo.

Ai rigori, come già detto, il triste epilogo. I viola escono a testa altissima tra mille rimpianti. I Rangers hanno rispettato sino in fondo le direttive del loro tecnico e approdano ad una storica finale.

Coppa Uefa, Fiorentina

Forza Fiorentina!

L’abbiam ripetuto ormai tante volte in questo finale di stagione: la Fiorentina ha l’onere e l’onore di difendere i nostri colori in Europa. La truppa di Prandelli ha svolto ottimamente questo “compito”: stasera è chiamata all’ultimo sforzo nella corsa verso la finale di Manchester.

Al Franchi servirà una vittoria dopo lo 0-0 dell’andata. Ad Ibrox Park il Rangers ha ottenuto quel che voleva (vedi “Fiorentina, tutto rimandato al Franchi“), a Firenze proverà ad emulare le imprese di Lione (3-0 in Champions) e Lisbona (2-0 nel ritorno dei quarti). Le armi saranno le solite, catenaccio e contropiede. Il tecnico Smith riavrà a disposizione la sua mediana titolare ed è pronto a sferrare il colpo del ko al momento decisivo. Anche i rigori, probabilmente, sarebbero graditi ai light blue. I viola, superiori tecnicamente, dovranno invece fare la partita. La stanchezza dovuta ai tanti snervanti impegni dovrà essere surrogata da un’adrenalina particolare. La finale passa dai piedi di Mutu, dalla regia e grinta a centrocampo di Liverani, Donadel e Montolivo, e dal riscatto di Pazzini. Il bomber di Pescia è ancora alla ricerca del primo sigillo europeo: questa è la penultima (speriamo…) chiamata. Per lui è prevista una staffetta con Vieri. Bobo ha il fisico e l’esperienza per abbattere la solida difesa ospite. L’impresa è fattibile: Forza Fiorentina.

A Firenze tutti sognano una finale contro Toni. Nemmeno per il centravanti azzurro si prospetta una serata facile. L’1-1 dell’andata (vedi “Lo Zenit impone il pari al Bayern“)costringe il Bayern a vincere in Russia. All’Allianz Arena, però, il triplo cannoniere era in tribuna per squalifica. Stasera i russi dello Zenit hanno un grosso motivo in più per preoccuparsi.

Coppa Uefa

Lo Zenit impone il pari al Bayern.

Ancora una gara casalinga stentata. Come con il Getafe, il Bayern chiude sull’1-1 una gara in cui è andata in vantaggio e  che poteva esser chiusa anzitempo. Lo Zenit ha il merito di crederci e può sognare il colpaccio tra sette giorni in Russia.

Privi di Toni, i bavaresi faticano a pungere. Ribery è il solito guastafeste, Zè Roberto crea e Schweinsteiger spinge, ma il duo d’attacco Klose-Podolski manca di killer instinct. L’assenza del Luca nazionale, dunque, pesa come un macigno. L’unica rete arriva così da calcio di rigore. Malafeev respinge, ma Ribery è lesto a ribadire in rete. Terzo centro in Uefa per il francese. Gli uomini di Hitzfield non chiudono la contesa e vengono raggiunti da un’autorete di Lucio. Lo Zenit del secondo tempo è più intraprendente, soprattutto a sinistra con Sirl e Faizulin. Proprio quest’ultimo sfiora il ribaltone clamoroso: Zè Roberto salva sulla linea. Anche Arshavin mette i brividi al subentrato Rensing, ma il raddoppio sarebbe stato eccessivo. Anche perchè, dopo un miracolo di Malafeev su Lucio, Podolski ha la palla più ghiotta del match. L’attaccante tedesco, però, spara alto da pochi metri a botta sicura. Ah, quanto manca Toni.

I bavaresi dovranno fare molto di più in Russia, confidando nel ritorno del loro bomber. In casa Zenit, tra l’altro, mancherà Arshavin, il giocatore più talentuoso. I colossi del gas, però, vogliono entrare nella storia e venderanno cara la pelle.

Coppa Uefa, Fiorentina

Fiorentina, tutto rimandato al Franchi.

Alla fine il più contento è Walter Smith. L’aveva dichiarato il tecnico dei Rangers, puntiamo ad un bel 0-0 sortito da catenaccio e contropiede. Per giocarsi tutto fuori casa, come nei turni precedenti e vincenti con Panathinaikos e Sporting Lisbona (vedi “Viola, attenti al giallo e al catenaccio“). E’ stato accontentato.

Meno contenti i viola di Prandelli. La Fiorentina ha imposto il proprio gioco ma non è riuscita a sfondare il muro scozzese. Le azioni partono tutte da Liverani e così Smith accentra Novo per piazzarlo in marcatura sul regista viola. Pazzini, alla disperata ricerca del primo hurrà europeo, rimane schiacciato tra i due giganti Weir e Cuellar, mentre Mutu non è super come ad Eindhoven. Gli unici tentativi sono un tiro alla distanza di Jorgensen ed un’iniziativa di Santana bloccata sul nascere. Nella ripresa il copione non cambia. Mutu ci prova su punizione, ma Alexander blocca; Smith inserisce Buffel e Cousin per incidere di più ma Frey rimane spettatore. Prandelli decide allora di giocare la carta Vieri. Bobo, però, sembra meno motivato rispetto qualche mese fa, complice forse il suo prossimo addio. La Fiorentina, quindi, costruisce bene fino alla tre quarti per poi perdersi. E così si finisce a reti inviolate.

I viola ci hanno provato, sebbene con scarso successo. Era risaputo che non sarebbe stato facile contro una squadra ostica, difensivista, che subisce pochi gol. Certo, se una squadra italiana giocasse così in Europa, le critiche pioverebbero da ogni parte, ergo, va fatto un applauso alla Prandelli band per l’atteggiamento mostrato. L’accesso alla finale si giocherà tutto al Franchi. Serviranno un Mutu e Montolivo formato Eindhoven, un Pazzini più cattivo sotto porta, e tanta tanta attenzione ai letali contropiede dei light blue. L’impresa è fattibile.

Coppa Uefa

Il Bayern contro i colossi russi del gas.

Il miracolo russo chiamato Zenit San Pietroburgo ha alle spalle un’identità ben precisa: quella del presidente russo Vladimir Putin. E’ stato proprio lui, infatti, ad unire una delle più grandi imprese russe, il Gazprom (maggior produttore al mondo di metano), al club della sua città, lo Zenit. Milioni di euro sono stati investiti per rinforzare la squadra, con l’obbiettivo di vederla primeggiare in patria e, in un prossimo futuro, in Europa.

Il primo obbiettivo è stato raggiunto a novembre con la conquista del titolo nazionale, strappato allo strapotere moscovita dopo 12 lunghi anni. Gli sforzi economici maggiori sono stati rivolti all’ingaggio del tecnico olandese Advocaat, l’allenatore con lo stipendio più alto del campionato (2,5 milioni di euro) e del regista Tymoschuk, pagato la bellezza di 15 milioni. In Europa, dopo aver preso gli scalpi di Villarreal (vedi “La Fiorentina accede in scioltezza agli ottavi“), Marsiglia (vedi “Ritorno ottavi: al Bayer il derby tedesco, impresa dello Zenit, PSV di rigore“) e Leverkusen (vedi “Toni zittisce il Coliseum all’ultimo respiro“), si punta alla mission impossible con il Bayern Monaco. A Arshavin e Pogrebnyak (vicecannoniere di Uefa con 8 reti), temibile coppia d’attacco, il compito di scardinare la difesa bavarese.

Hitzfield dovrà quindi far attenzione alla sorpresa russa. Con l’handicap dell’assenza del suo panzer principe Toni, fermo per squalifica. In dubbio anche Klose. Dopo la vittoria di coppa e il dominio in campionato (vedi “Toni Kaiser di Germania“; “Bum bum Toni, Bayern sempre più vicino al titolo“), però, i tedeschi vogliono puntare con decisione alla finale di Uefa.  Per una strepitosa tripletta.

Coppa Uefa, Fiorentina

Viola, attenti al giallo e al catenaccio.

Ci siamo. Stasera l’unica nostra portabandiera in Europa scenderà sul terreno di Ibrox Park, il tempio dei Rangers Glasgow, per il primo atto della semifinale di Uefa. I viola sono attesi al varco da due pericoli: i cartellini gialli e l’atteggiamento dell’ avversario.

In primis, dicevamo, i cartellini. In casa Fiorentina, infatti, sono a rischio squalifica Montolivo, Ujfalusi e, soprattutto, l’uomo delle grandi imprese Adrian Mutu. Il romeno dovrà prestare molta attenzione per non saltare il vitale ritorno al Franchi. E per non imitare Pavel Nedved. Il numero 10 viola non vorrà sicuramentev emulare le “gesta” del ceco che fu costretto a marcare visita nella finale Champions 2003 (persa…) con il Milan.  Tutta colpa di un giallo all’ultimo minuto del retour match di semifinale. Lo scenario della finale, per altro, era la stessa città: Manchester. Speriamo che la maledizione non si ripeta.

In secondo luogo, l’approccio dei light-blue alla partita. Nei due turni precedenti hanno imposto lo 0-0 a Panathinaikos  e Sporting Lisbona, eliminate poi con pesantissimi gol in trasferta. Al tecnico Walter Smith mancherà, inoltre, gran parte del centrocampo titolare, e lo schieramento previsto è un 4-5-1. Mille ragioni, dunque, per aspettarsi un Rangers coperto, pronto a distendersi in contropiede con Darcheville unica punta. Il tecnico stesso ha dichiarato che sono proprio queste le armi della sua squadra. Gli uomini di Prandelli hanno dimostrato grande personalità e maturità ad Eindhoven (vedi “Mutu show, Fiorentina autoritaria: è semifinale!”), dovranno ripetersi in terra scozzese. Ci vorrà ancora una volta pazienza nel proporre la manovra, nel cercare lo spiraglio giusto sfruttando la velocità di Pazzini contro la lentezza dei centrali scozzesi. E magari il Pazzo sfaterà il suo tabù europeo andando a segno. E’ questa la speranza del popolo viola e, perchè no, di tutta l’Italia calcistica.

Coppa Uefa

Toni zittisce il Coliseum all’ultimo respiro. Colpo scozzese a Lisbona.

Era il classico scontro tra Davide e Golia, e per poco il finale non coincideva con quello biblico. Gli dei del calcio, però, abitano altrove, e regalano al Bayern una qualificazione rocambolesca e a dir poco clamorosa.

L’1-1 dell’andata era un risultato molto pericoloso per il Bayern. Il piccolo Getafe, quindi, ha tutto il diritto di sognare, come dimostrato dal tutto esaurito registrato al “Coliseum Alfonso Perez”. In tribuna spicca la presenza di re Juan Carlos e del madridista Raul. Gli azulones, tra infortuni e squalifiche, sono decimati, mentre i bavaresi son al gran completo. Dopo 6 minuti il match sembra prendere una piega decisa. De La Red commette fallo da ultimo (o penultimo?) uomo su Klose e si becca il rosso diretto. Espulsione eccessiva che complica i piani di Laudrup, costretto a rinunciare pure a Manu al 18′. La formazione di Hitzfield spinge, Toni si vede annullare un gol, mentre i compagni difettano di mira. L’asse destro del Getafe con Cortes e Contra imbriglia bene Lahm e Ribery, ed il terzino ex Milan si prende il lusso di castigare come all’andata (vedi “Contra gela il Bayern, crollo del Leverkusen“) i blasonati rivali. La sua discesa strepitosa, dopo aver lasciato alle spalle 4 uomini, si chiude con un destro terrificante sotto la traversa. Hitzfield, nella ripresa, le prova tutte, ma Lell, Schweinsteiger, Demichelis, Toni e Klose non inquadrano lo specchio della porta. Braulio, invece, salta anche Kahn ma scivola al momento della battuta a rete sciupando il match ball (23′ s.t.). Sembra fatta, comunque, per gli spagnoli, quando arriva la beffa. Toni addomestica un pallone in area per Ribery che pareggia il conto dell’andata all’ultimo minuto. Nei supplementari ti aspetti il Bayern in avanti con un Getafe fiaccato dall’inferiorità numerica. In 5 minuti, invece, la terza squadra di Madrid va sul 3-1: Casquero inventa un gran sinistro dal limite e Braulio approfitta di una sbavatura della retroguardia tedesca. Il Coliseum sogna la prima semifinale europea della sua storia. Ma è solo un’illusione. Gli ultimi cinque minuti sono vietati ai deboli di cuore. Abbondanzieri fa una papera colossale e Toni ringrazia riaprendo il match (115′). 120′, ultimo assalto teutonico. Punizione a spiovere in area, stacco del bomber di Pavullo e incredibile pareggio. L’ex fiorentino esplode di felicità, zittisce il Coliseum e trascina con i suoi gol il Bayern in semifinale. Sono già 10, infatti, i sigilli europei del cannoniere azzurro.

La rivale dei tedeschi sarà lo Zenit San Pietroburgo. Il Leverkusen deve provare a ribaltare l’1-4 dell’andata e inizia bene portandosi in vantaggio con un colpo di testa di Bulykin. Da lì in poi, però, sparisce misteriosamente dal campo. I russi prendono in mano il pallino del gioco, creando diverse occasioni. La più importante è un calcio di rigore che però Tymoschuk manda sul palo. I tedeschi vincono, ma il pass va ai  russi alla loro prima semifinale europea.

Infine, i rivali della Fiorentina. Al Josè Alvalade, il Sporting le tenta tutte. Il suo possesso palla libera spesso al tiro i centrocampisti, mentre gli scozzesi badano perlopiù a contenere. Joao Moutinho e  Veloso sfiorano il palo, bomber Liedson lo centra in pieno. Gli sprechi eccessivi vengono puntualmente puniti. Darcheville, liberato da un liscio della difesa lusitana, parte in contropiede e batte di sinistro Rui Patricio. I portoghesi provano a reagire e la palla più ghiotta capita sulla testa di Tonel. Sul ribaltamento di fronte, altro contropiede letale. Whittaker si beve tutta le difesa e deposita in rete il gol sicurezza: Rangers in semifinale.

Coppa Uefa, Fiorentina

Mutu show, Fiorentina autoritaria: è semifinale!

Per fortuna che c’è la Fiorentina. I viola tengono alta la nostra bandiera, essendo l’unica squadra nostrana ad approdare alle semifinali di una competizione europea. Dopo il disastro collettivo di Champions, la Fiorentina compie un piccolo capolavoro calcistico nella tana del PSV Eindhoven, ottenendo un successo impressionante per qualità e personalità. Semplicemente strepitoso Adrian Mutu, autore di una doppietta di bellezza unica, ma nessuno ha steccato nell’orchestra viola superbamente diretta da Prandelli.

Che il tecnico romano facesse muovere bene la sua creatura già si sapeva, ma che riuscisse a infonderle così tanta personalità e un pizzico di spregiudicatezza non lo era altrettanto. Prandelli, infatti, schiera Jorgensen, un’ala classica, come terzino, e il solito tridente Santana-Mutu-Pazzini. Il chiaro intento è fare la partita, pressare gli olandesi. Il PSV, forte del piccolo vantaggio dell’1-1 del Franchi (vedi “Mutu-Koevermans, botta e risposta“) ma privo di due uomini fondamentali come Afellay e Farfan, si tiene sulla difensiva. Il primo tempo vede così una sola squadra in campo, la Fiorentina. L’undici di Prandelli sfiora il gol in tre occasioni: un colpo di testa in tuffo di Gamberini (11′), un destro fiacco da centro area di Pazzini (20′) e una conclusione velenosa di Santana deviata all’ultimo da Rajkovic (25′). Il gol è nell’aria. Pazzini conquista l’ennesima punizione con il suo preziosissimo lavoro sporco: Liverani tocca per Mutu che, da 30 metri, incenerisce Gomes con un destro da favola. Il tiro è fortissimo, preciso, e s’insacca nel sette: un gol da cineteca, insomma. Vergoossen, nella ripresa, prova a cambiare qualcosa inserendo l’attaccante Lazovic. Il PSV ci prova, ma i viola non arretrano. Anzi. Jorgensen (ottima la prova del danese in un ruolo che non gli appartiene) cattura un pallone e suggerisce per Pazzini. La difesa olandese è sbilanciata, Giampaolo potrebbe spezzare l’incantesimo europeo con il suo primo gol, ma sparacchia addosso Gomes in uscita. Il pallone, però, arriva sui piedi di Mutu che, con un tocco elegante, firma la doppietta personale. 6° centro in Uefa per romeno, sempre più leader della squadra. I biancorossi di Eindhoven sono in bambola, al Philips Stadium si odono soltanto i tifosi venuti da Firenze. Montolivo ha due chanche per centrare il tris. Al 55′ Gomes sventa con un miracoloso colpo di reni un suo destro a girare, mentre il pallonetto liftato viene salvato sempre dal portiere verdeoro in precipitoso recupero dopo un’uscita dissennata. Il centrocampista ha un debito con la fortuna, ma questa ottima prova lo conferma come splendida realtà del nostro calcio. Gli olandesi tentano qualche sortita offensiva, Lazovic potrebbe accorciare le distanze ma spara alto da buona posizione. La serata nera degli uomini di Vergoossen trova conferma all’80′. Medina Cantalejo assegna un rigore generoso per un trattenuta veniale di Ujfalusi su Koevermans. Simons, però, si fa ipnotizzare da Frey. Finisce, quindi, 2-0, e i viola possono festeggiare la 50°vittoria nelle competizioni internazionali. In semifinale sarà sfida contro gli scozzesi dei Glasgow Rangers, l’ultimo ostacolo sulla via di Manchester.

Coppa Uefa

Contra gela il Bayern, crollo del Leverkusen.

Toni non basta al Bayern. L’ottavo centro europeo del bomber di Pavullo, leader nella classifica cannonieri di Uefa, frutta ai bavaresi un pericoloso, in ottica ritorno, 1-1. L’ex milanista Cosmin Contra, infatti, gela lo stadio di Monaco con un pallonetto all’ultimo minuto. Il Bayern parte subito forte e Toni va a segno rubando il pallone al portiere, ma l’arbitro annulla. Il Luca nazionale si rifà al 26′ svettando di testa su un corner battuto da Schweinsteiger: 1-0 e gara apparentemente in discesa. Lahm spinge a destra, Van Bommel domina a centrocampo, ma Ribery sbaglia sempre l’ultimo passaggio. Nel Getafe Laudrup lascia Uche solo in avanti con a supporto Granero a sinistra e Albin alle spalle. Il più pericoloso dei gialli, però, è il centrale Mario, tanto indeciso in difesa quanto incisivo in attacco: una sua zuccata viene bloccata sulla linea. Gli uomini di Hitzfield hanno in mano in gioco, con il demerito, però, di lasciare aperta la gara. Ribery, Toni e Podolski falliscono il raddoppio in contropiede, Ustari blocca i tentativi bavaresi dalla distanza. E così riemerge il Getafe. Gli ultimi 20 minuti sono di marca spagnola, grazie anche ai cambi azzeccati da Laudrup. I due neoentrati sono infatti subito protagonisti: Manu centra il palo, Contra è più preciso e beffa Kahn con un pallonetto. I gialli, dopo aver centrato la finale di coppa del Re, sognano la semifinale. Il Bayern non fa drammi, ma in Spagna dovrà essere più preciso.

Pareggio ad occhiali tra Rangers e Sporting. Gli scozzesi spingono di più, ma vengono bloccati dall’abilità di palleggio dei lusitani, che sfiorano il colpaccio con Liedson nel finale. Discorso qualificazione rinviato tra una settimana. Sembra fatta, invece, per il sorprendente Zenit. I russi affondano a domicilio il Leverkusen nella ripresa. Dopo l’1-1 del primo tempo, infatti, lo Zenit dilaga nella seconda frazione di gioco con 3 letali contropiede. Il sonoro 4-1 finale assicura di fatto lo storico accesso alla semifinale.

Next »

Capodanno Rimini 2007 tutte le offerte per il capodanno a rimini hotel all inclusive a prezzi pazzi, ultimo dell'anno a rimini guarda le nostre offerte
Posizionamento siti web indicizzare siti internet, se sei alla ricerca di un potenziale business per il tuo sito internet contattaci indicizzare e' il nostro lavoro.
Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet
Hotel San Mauro Mare : Una spiaggia di sabbia fine e dorata, affacciata sull'azzurro del mare Adriatico, nel cuore della riviera più famosa d'Europa, a pochi chilometri da Rimini. E' il suggestivo biglietto da visita di San Mauro Mare, piccolo centro balneare fatto su misura per un soggiorno tranquillo e rilassante, sicuro e familiare. Dotato di moderne strutture ricettive, di un efficiente sistema di servizi, di aree verdi e attrezzature sportive.
Fiera di Primiero se cerchi un hotel a Fiera di Primiero o un hotel a San Martino di Castrozza, fieradiprimiero.com e' il portale internet dove trovare tantissime informazioni sugli hotels della valle del primiero, tantissime offerte last minute per le tue vacanze sulla neve, vacanze in Trentino e offerte per family hotel a fiera di primiero e hotel centro benessere a fiera di primiero
Poggio Berni tutte le informazioni che cerchi per uno dei paesi piu belli della Romagna confinante con Santarcangelo, dove trovare tutte le info sui maggiori ristoranti della nostra terra.
video calcio
Cucine su misura: realizzazione di cucine su misura con materiali di primissima qualità lo staff altamente qualificato nella progettazione e sviluppo di cucine in muratura, cucine classiche, cucine in arte povera e in stile.