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Coppa Italia, Lazio, Sampdoria

Finale al cardiopalma, la spunta la Lazio

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Lazio in festa per la vittoria in coppa Italia
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ROMA - La capitale, quest’anno, è biancoceleste. E’ la Lazio ad aggiudicarsi la 61° edizione della Coppa Italia, guadagnandosi un pass per la prossima Europa League e per la Supercoppa Italiana, oltre alla non irrilevante soddisfazione di aver condotto una stagione superiore a quella degli eterni rivali giallorossi. La squadra di Delio Rossi regala così a Lotito il primo trofeo della sua gestione, oltre alla possibilità di pianificare la prossima stagione con la certezza di un posto in Europa. La Sampdoria non ha comunque demeritato, cedendo solo ai rigori dopo una gara intensa e combattuta.

LA GARA DELLA VITA - Entrambe le squadre vengono da un’astinenza da trofei più o meno lunga con un fattore comune: Roberto Mancini, oggi anche in tribuna d’onore, che da calciatore aveva conquistato l’ultima Coppa Italia per i blucerchiati, nel 1994, e da allenatore, nel 2004, l’ultima coppa nazionale vinta dalla Lazio. Le due formazioni si sono conquistate la finale a scapito di vittime illustri: i biancocelesti hanno eliminato Milan e Juventus, mentre la Samp ha annichilito i Campioni d’Italia dell’Inter a Marassi. Nessuna delle due pare dunque voler rinunciare alla possibilità di arricchire la propria bacheca. Anche per questo ne viene fuori una gara bruttina e fallosa, che il miglior arbitro del mondo Rosetti non riesce a tenere totalmente in pugno.

LE SCELTE E IL MATCH - Rossi preferisce Pandev, al rientro da un infortunio, a capitan Rocchi, al fianco dell’insostituibile Zarate. Mazzarri sceglie Stankevicius, forse anche perché squalificato nella prossima gara di campionato. La Lazio, che gioca praticamente in casa dato che 3/4 dell’Olimpico sono occupati dai propri supporters, parte subito forte e dopo 5 minuti passa in vantaggio con un gran gol di Zarate. Proteste accese dei blucerchiati per un fallo precedente su Pazzini, ma la scelta di Rosetti appare corretta. La Samp accusa il colpo e rischia il tracollo: al 27′ Castellazzi deve superarsi in un doppio intervento su Kolarov e su Pandev, il secondo davvero prodigioso. Al 31′, un po’ a sorpresa, la Samp pareggia con una bella girata di testa di Pazzini. Quasi allo scadere, si vede anche Muslera, che salva di pugno su una bella punizione di Palombo.

LA RIPRESA - Nel secondo tempo, la Samp prova a crederci con Cassano che va via sulla sinistra e mette Sammarco, che non si coordina, ad un passo dalla porta. Col passare dei minuti, la Lazio ritrova la propria supremazia, anche se il gioco e le occasioni continuano a latitare. A metà frazione, Rossi toglie il convalescente Pandev per far posto a Rocchi, che dopo pochi minuti manca di un soffio un ghiotto suggerimento di un incontenibile Zarate. La stanchezza inizia a farsi sentire e lo spettro dei supplementari si concretizza.

SUPPLEMENTARI E RIGORI - A farla da padrone sono ancora la stanchezza e la scarsa lucidità, anche se Cassano sembra avere ancora energie, sfiorando l’incrocio dei pali con un gran tiro. Entrambe le squadre sembrano non averne più, ma provano con le ultime forze ad evitare la lotteria dei calci di rigore. Solo negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare, con le squadre lunghe e logorate da 120 minuti incessanti, si ritrova qualche debole tentativo di risolvere la partita. Ma le squadre non ne hanno più e i rigori sono inevitabili.
Sbagliano Cassano e Rocchi sui primi 5 penalty e di va dunque ad oltranza. Al settimo tiro, Muslera è bravissimo su Campagnaro e Dabo, uno dei superstiti della Lazio di Cragnotti vincitrice dell’ultima Tim Cup laziale, mette dentro il rigore decisivo.

Coppa Italia

Lazio-Sampdoria, ultima chiamata per l’Europa

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Finale inedita all’Olimpico
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ROMA - L’attesa è finita. L’ultimo atto della  Coppa Italia sta per iniziare e a giocarsi il trofeo e, quindi, l’ultimo posto utile per accedere in Europa, due delle deluse dell’attuale serie A. La Lazio di Delio Rossi, partita fortissimo a inizio stagione e crollata di colpo dopo il derby d’andata del 16 novembre, e la Sampdoria di Walter Mazzarri protagonista di una grande rimonta in campionato con l’arrivo di Pazzini nel mercato invernale.

FINALE INEDITA - Lazio-Sampdoria, finale inedita nella storia di questo torneo, assegnerà la 61.ma coppa Italia. La competizione si giocò per la prima volta nel 1922 e vide la vittoria del Vado (1-0 all’Udinese dopo i supplementari). 16, invece, le squadre che almeno una volta hanno vinto il torneo: in cima alla graduatoria ci sono Juventus e Roma, con 9 coppe ciascuna. Subito dietro la Fiorentina (6), Inter, Milan e Torino (5), Lazio e Sampdoria (4), Napoli e Parma (3), Bologna (2), Atalanta, Genoa, Vado, Venezia, Vicenza (1).

IL CAMMINO - All’Olimpico di Roma la Lazio, che ha iniziato il proprio cammino dal terzo turno eliminatorio, si presenta dopo aver eliminato il Benevento (5-1), Atalanta (2-0), Milan (2-1), Torino (3-1), Juventus (2-1, 2-1). Le 16 reti finora realizzate portano la firma di Pandev (6), Rocchi e Zarate (2 a testa), Kolarov, Ledesma, Manfredini, Mauri, Meghni (1 ciascuno), cui deve essere aggiunta anche un’autorete a favore. La formazione biancoceleste è reduce da 6 successi consecutivi in coppa Italia, e ha così eguagliato la sua serie record di vittorie consecutive in questo torneo, stabilito in precedenza nel periodo agosto-dicembre del 1994. Tommaso Rocchi, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 200/a presenza ufficiale con la maglia della Lazio. (170 in serie A, 13 in coppa Italia e 16 nelle coppe europee).
La Sampdoria, invece, ha iniziato il proprio cammino in a partire dagli ottavi di finale. Arriva dai successi su Empoli (2-1), Udinese (4-1 dcr), Inter (3-0, 0-1). Le 6 reti realizzate finora dai blucerchiati portano la firma di Pazzini (3), Bonazzoli, Cassano e Fornaroli (1 ciascuno). La Sampdoria è ad un solo passo dal segnare la rete n. 400 della propria storia in questo torneo. Il primo degli attuali 399 gol doriani porta la firma di Mario Tortul, l’8 giugno ‘58, nel 5-0 al Vigevano.

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Chi vince entra in Europa
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ROSETTI - L’arbitro Roberto Rosetti, alla prima direzione stagionale in Coppa Italia, dirigerà la sua 17/a gara assoluta nel torneo. Il fischietto di Torino è al terzo Lazio-Sampdoria in carriera dopo quelli, sempre vinti dalla Lazio, per 1-0 a Marassi il 12 settembre 2004 e per 2-0 all’Olimpico il 26 marzo 2006, entrambi in serie A. Con lui, la formazione biancoceleste conta 22 precedenti ufficiali: 8 volte ha vinto, 8 pareggiato e 6 perso. Un solo incrocio in questa stagione, 3-3 a Udine in campionato il 14 dicembre scorso. Per la squadra blucerchiata direzione numero 27 con bilancio finora di 10 successi doriani, 8 pareggi ed 8 sconfitte e già 3 incroci stagionali: pareggi interni per 1-1 con l’ Inter e per 2-2 con la Roma, sconfitta per 0-2 a Napoli, sempre in campionato.

I PRECEDENTI - 95 i precedenti tra le due compagini: 39 i successi dei biancocelesti (ultimo 2-0 a Roma, in questo campionato), 32 i pareggi (ultimo 0-0 a Genova, nel campionato scorso) e 24 le affermazioni dei doriani (ultima 3-1 a Genova, ancora in questo campionato). Tre, invece, i singoli incontri tra le due squadre in coppa Italia, con la Sampdoria che finora non ha mai vinto: un successo laziale e 2 pareggi.

Coppa Italia, Inter, Sampdoria

Ibra non basta, la Samp vola a Roma

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Le magie di Ibracadabra non bastano
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MILANO - Niente da fare. Tre gol da rimontare sono troppi anche per l’Inter capolista. Dopo 4 anni di Inter - Roma, la finale del 13 maggio vedrà di fronte Lazio e Sampdoria. Ai nerazzurri non basta il gran gol di Ibrahimovic, la Samp difende con ordine l’ampio vantaggio e approda meritatamente alla finale di Roma. Onore comunque all’Inter, per aver trasformato quella che poteva essere una semplice formalità in una partita vera e per aver tentato la rimonta impossibile. Mourinho manda infatti in campo una formazione pseudo-titolare, risparmiando soltanto Samuel, Stankovic e Cambiasso. Anche la Samp si presenta in formazione tipo, visto che per la formazione doriana il campionato non ha più molto da dire.

SUBITO SAMP - L’avvio di gara, nonostante i 3 gol realizzati all’andata facciano pensare il contrario, è tutto di marca blucerchiata. Cassano è particolarmente ispirato ed è proprio lui a lanciare Sammarco, che mette in mezzo un sinistro pericoloso su cui Julio Cesar para d’istinto. Sampdoria dunque vicina al gol che chiuderebbe definitivamente il discorso qualificazione. L’Inter fa poco in questa fase, si affida soprattutto ai lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, che puntualmente la difesa doriana controlla senza problemi. Ma al 27′ la gara cambia inaspettatamente: Julio Cesar rinvia lungo, Cruz fa sponda per Ibrahimovic che mette dentro un destro imparabile.

SVOLTA - L’Inter adesso ci crede e cambia decisamente passo. E’ ancora Ibra ad ispirare tutte le azioni offensive nerazzurre. Prima sfiora il gol di testa, poi colpisce il palo con un meraviglioso pallonetto. L’ultimo brivido arriva nell’ultimo dei 5 minuti di recupero concessi da Orsato: il solito Ibra mette dentro per Cruz che di testa mette la palla di poco a lato. Il primo tempo termina così, con l’Inter in vantaggio ma consapevole della necessità di altri 2 gol per ambire almeno ai supplementari. Il secondo tempo riparte con lo svedese ancora imprendibile, che sfiora il gol con un gran diagonale. Chivu va in campo al posto di Cordoba, ammonito nel primo tempo.

PROTESTE - C’è spazio, ovviamente, anche per le polemiche. Prima la Samp reclama un rigore per una trattenuta di Chivu su Pazzini, poi tocca a Materazzi reclamare invano un fallo di Raggi. Mourinho in panchina è una furia e decide di giocarsi gli ultimi due cambi: dentro Crespo e Cambiasso per Cruz e Vieira. Tuttavia è ancora Cassano a creare i maggiori pericoli con una grande incursione in area nerazzurra, dopo aver saltato due avversari, che viene neutralizzata ancora da un grande Julio Cesar. Il portiere nerazzurro non è perfetto invece nell’occasione successiva, quando sbaglia l’uscita e deve costringere Maxwell ad un grande salvataggio sulla linea su tiro in mischia di Campagnaro.

GRAN FINALE - L’Inter continua a crederci, nonostante i minuti diminuiscano e i gol da fare siano sempre 2. Nel finale Mourinho chiede persino a Materazzi di salire e di giocare come attaccante aggiunto. Ibra si rende ancora una volta pericoloso, sfruttando una sponda di Cambiasso e sparando un destro al volo di poco alto. Le speranze dell’Inter si infrangono di nuovo su un legno, colpito ancora una volta dall’attaccante svedese. Ci provano anche Burdisso e Materazzi, poi espulso nel recupero, ma il 2-0 non arriva. A Roma il 13 maggio ci sarà dunque la Samp, che contenderà alla Lazio la vittoria della sua quinta Coppa Italia.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Lazio prima finalista, Juve notte fonda

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Il gioiello di Zarate apre le porte della finale alla Lazio
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TORINO - La Lazio è la prima finalista della Coppa Italia 2008/2009. Gli uomini di Rossi, dopo la vittoria dell’andata all’Olimpico per 2-1, confermano il medesimo risultato anche a Torino con le marcature di Zarate e Kolarov mentre, a salvare l’onore della Juventus, ci pensa Del Piero. La squadra biancoceleste ha sorpreso i bianconeri per l’approccio deciso alla partita e senza remore e la vittoria, sotto il profilo del gioco, è stata nettamente meritata. Ora si attende l’incontro tra Inter e Sampdoria per sapere chi il 13 Maggio a Roma affronterà la Lazio.

Lazio ben schierata- L’inizio del primo tempo è all’insegna del più totale equilibrio. La Lazio riesce a gestire bene la gara non pungendo troppo e difendendosi in maniera assai ben organizzata da una Juventus che sembra essere un pò bloccata. Le facce nuove , in campo per gli uomni di Ranieri, sono tante : Giovinco, Marchisio, De Ceglie e Ariaudo. Alla squadra bianconera manca il cambio di passo e, tranne qualche spunto di Giovinco, le due punte Trezeguet-Iaquinta non vengono quasi mai messe in moto.

Zarate rompe il ghiaccio- Al 14′ del primo arriva una magia di Zarate a sbloccare il risultato e a far pendere la bilancia della qualifiazione dalla parte dei capitolini. L’argentino, infatti, si esibisce in un tiro a giro “alla Del Piero”, su cui Buffon non può nulla e lo 0-1 è servito. Il goal infonde ancora più fiducia negli uomini di Rossi che fanno molto possesso di palla facendo correre a vuoto i bianconeri. Il primo tempo si conclude con il parziale di 0-1.

Cambi strategici- Ranieri cambia le carte in tavola: Nedved e Camoranesi sostituiscono Giovinco e Marchionni. L’idea è cercare quel cambio di passo che non c’è stato per riuscire a recuperare una situazione che sembra compromessa.

Goal del Ko- Purtroppo per la Juventus, arriva il goal “taglia gambe”. Al 7′ della ripresa , infatti, Kolarov mette dentro un pallone dalla sinistra velenoso e imprevedibile, in seguito ad una deviazione di Grygera,  per Buffon che, neanche in questo caso,  riesce ad evitare la capitolazione. E’ il goal qualificazione…

Orgoglio Juve- Come spesso è accaduto quest’anno , la Juve reagisce con l’orgoglio più che con il gioco e, dopo aver subito due schiaffi,  comincia a giocare. Gli uomini di Ranieri costruiscono due nitidie occasioni con Trezeguet e Iaquinta ma Muslera è bravissimo a salvare la sua porta. Il mister bianconero, successivamente, butta dentro Del Piero al posto di Iaquinta, sostituzione accolta con rabbia dall’attaccante ex Udinese. Ed è proprio Del Piero a salvare l’onore della Juve con il goal della bandiera al 19′ della ripresa.

Contestazione- La Juve sembra animarsi nuovamente e si getta genorasamente in avanti almeno per mettere un pò di paura alla Lazio: palo di Nedved e Grygera spreca in maniera incredibile.  A spegnere ogni velleità juventina arriva l’espulsione di Camoranesi al 36′ della ripresa, autore di un fallo di frustazione ai danni di Kolarov. La fine della partita si vive in un clima surreale in cui sembra essere in un altro Olimpico cioè quello di Roma. La Juventus viene contestata e fischiata , dirigenza in primis, mentre i tifosi della Lazio intonano cori per la propria squadra che si sentono indistintamente. La partita si conclude così sull’ 1-2 e ora gli uomini di Rossi attendono la vincente tra Sampdoria e Inter per sapere chi si affronterà il 13 Maggio.

Coppa Italia, Inter, Sampdoria

Coppa Italia: la Samp asfalta un’Inter senza testa

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La coppia delle meraviglie doriana asfalta l’Inter
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GENOVA- Una Sampdoria che ci mette anima e fiato, dopo la vittoria in campionato sul Milan, abbatte con un categorico 3-0 la corazzata di Mourinho nell’andata della seconda semifinale di Coppa Italia.

DIFESA A 3- L’Inter si affida al turnover in vista del Manchester e Mourinho scende in campo con la linea difensiva composta da Rivas-Materazzi-Cordoba. Torna nella mischia anche Mancini, Balotelli e Adriano in coppia in avanti. Mazzarri rende più robusto il centrocampo, soprattutto sulle fasce, e lascia libertà di inventare calcio a Cassano e Pazzini. E’ difatti sarà solo Samp per gran parte della gara. Non tanto per il numero di pericoli creati davanti alla porta, ma per l’impostazione corale del gioco. Al 9′ è subito gol: Rivas perde palla come un ragazzino alle prime armi e il Tonino nazionale gliela scippa letteralmente involandosi verso Toldo, superato da un pallonetto. I nerazzurri non reagiscono, c’è poca spinta sui laterali e poca convinzione negli ultimi 11 metri. L’unico a rendere vivace il tutto è Balotelli, verso il quale alcuni componenti blucerchiati non risparmiano complimenti. Ma non basta. Ed ecco il raddoppio alla mezz’ora, con un colpo di testa di Pazzini. Ed è ancora l’ex viola a fare tris poco prima dell’intervallo: Muntari, pessima prestazione la sua, lascia così tanto spazio alle iniziative di Cassano e tutta l’Inter ne paga le conseguenze andando sotto di un altro gol, con Pazzini che spinge in rete su una ribattuta di Toldo.

BALOTELLI KO- La ripresa non è bella. Troppo nervosismo e poche emozioni. Al 15′ Gastaldello fa un’entrataccia sul diciottenne talento nerazzurro, beccandosi così la seconda ammonizione. Sampdoria in 10. Poco dopo sempre Balotelli protagonista, ma stavolta fa davvero preoccupare tutti, accasciandosi a terra all’improvviso per via di una botta presa contro un palo in un’azione d’attacco. Per fortuna si riprenderà nello spogliatoio. Al suo posto dentro Obinna. Ma sarà Crespo, subentrato a Maxwell, che impegnerà Castellazzi in due super parate. I ragazzi di Mourinho si svegliano troppo tardi. Per quelli di Mazzarri invece, buona la prima.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Marchionni illude la Juve, Pandev-Rocchi la rimontano

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Pandev-Rocchi firmano la rimonta laziale
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Roma- All’Olimpico di Roma, dopo due giorni di polemiche per il  post partita Inter- Roma, si torna finalmente al calcio giocato e come per una sorta di magia assistiamo, finalmente, ad una bella partita e ad una bella semifinale di Coppa Italia. Un match vinto dalla Lazio in rimonta con il duo Pandev-Rocchi dopo che la Juventus si era illusa con Marchionni (2-1).

Intensità- Il match tra biancocelesti e bianconeri si mostra subito di grande intensità e rapidi ribaltamenti di fronte che evidenziano le discese di Lichtsteiner da una parte e di Iaquinta dall’altra. Non è un caso che propria da un’azione dell’attaccante bianconero la Juve vada a segno al 18esimo minuto, però la gioia dei giocatori di Ranieri viene strozzata in gola dall’annullamento per fuorigioco, decisione che lascia molti dubbi. La Lazio reagisce con un Rocchi sempre molto ficcante con i suoi famosi tagli che mettono in difficoltà la difesa bianconera:  una sua volèe è spettacolare ma facile preda tra le braccia di Manninger che blocca sicuro in presa. Il ritmo è incessante, come detto, e le due squadre si affrontano a viso aperto e da un lancio di un ispirato Tiago si origina un’altra azione dello scatenato Iaquinta al 27esimo minuto che, anche stavolta, viene fermato dal guardalinee per una posizione di fuorigioco dubbia come la precedente.

Vantaggio ospite- La fase di equilibrio viene interrotta al 34esimo minuto dal goal di Marchionni, di ottima fattura, che si origina da una respinta corta di Manfredini che mette in condizione il giocatore bianconero di battere a rete, tiro viziato da una deviazione fortuita di Kolarov. La reazione della Lazio non si fa attendere e Rocchi prima e Ledesma poi impegnano severamente un Manninger in gran spolvero. La prima frazione si chiude sull’1-0 per gli ospiti.

Reazione biancoceleste- Il secondo tempo parte all’insegna della squadra di Delio Rossi che assedia l’area di rigore ospite con continuità e insistenza. Le azioni si susseguono con grande intensità agonistica ed emotiva: Foggia per ben due volte prima su azione e poi su punizione impegnano severamente Manninger. Rossi si rende conto che la propria squadra è in grado di poter far male alla Juve e mette dentro Mauri al posto di Manfredini per dare manforte alla propria manovra offensiva. Al tempo stesso, Ranieri corre ai ripari a centrocampo e mette dentro Marchisio al posto di uno spento Sissoko sottotono specialmente da un punto di vista fisico.

Ribaltone- La pressione continua dei padroni di casa porta i frutti sperati al 65esimo con un gran sinistro di Pandev, in girata in mischia, dopo un altro grande intervento di Manninger su Lichtsteiner. Il goal subìto non sveglia la Juventus dal torpore dei secondi 45 minuti, anzi esalta una Lazio che con maggior insistenza attacca senza remore la squadra di Ranieri. Mauri per ben due volte si rende pericoloso in area bianconera con i suoi inserimenti senza palla dalla sinistra al centro. I capitolini appaiono assolutamente più tonici e la Juve non pare in grado di reagire e difatti grazie alle folate dei tre attaccanti Pandev-Foggia e Rocchi arriva il vantaggio biancoceleste ad opera dell’ex attaccante dell’Empoli che supera in velocità Chiellini e colpisce in modo velenoso ma efficace battendo Manninger al 78esimo minuto. Dopo la segnatura di Rocchi vi sono le sostituzioni di Foggia per Brocchi, di Amauri per Trezeguet e Lichtsteiner per De Silvestri ma la partita non muta il proprio canovaccio e il risultato finale è 2-1.
Vittoria per la Lazio meritata per lo sforzo e il gioco profuso soprattutto  nel secondo tempo mentre la Juventus è apparsa senza idee e, probabilmente, a corto di energie per il ritmo incessante di partite a cui è stata sottoposta e che ancora dovrà affrontare. La qualificazione resta aperta e ci si augura che la partita, come intensità, non sia un fulmine a ciel sereno per questa competizione e per il nostro calcio in generale che troppo spesso è avvelenato dalle polemiche per singoli episodi.

Coppa Italia, Juventus, Lazio

Delio Rossi non ha mai vinto con Ranieri, la Lazio sfida i numeri

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Semifinale d’andata: Lazio-Juventus
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ROMA - Al via questa sera le semifinali di andata di Coppa Italia. All’Olimpico di Roma si affrontano Lazio e Juventus. Nei 74 precedenti di calcio ufficiali nella capitale tra le due compagini, il bilancio è decisamente equilibrato. I biancocelesti hanno vinto 27 volte di cui l’ultima volta in finale di Coppa Italia (2-0, ndr). I bianconeri, invece, hanno portato a casa 26 successi l’ultimo dei quali in serie A nella scorsa stagione (2-3, ndr). 1 i pareggi  (ultimo 1-1, nella serie A 2008/09).

Sono 17 i singoli incontri tra Lazio e Juventus in coppa Italia. Anche in questo caso le statistiche sono in perfetto equilibrio: 6 successi dei piemontesi, 6 pareggi e 5 vittorie laziali. L’ultima sfida si è disputata nella finalissima dell’edizione 2003/04, quando i biancocelesti si imposero per 2-0 all’andata nella capitale con una doppietta di Fiore e pareggiarono nel match di ritorno a Torino per 2-2 (Trezeguet e Del Piero per la Juventus, Corradi e Fiore per la Lazio) conquistando il trofeo.

La squadra di Ranieri non subisce gol in Coppa Italia da 247′. L’ultima rete incassata  risale al 30 gennaio 2008, Juventus-Inter 2-3, gol di Balotelli al 53′. La Lazio, invece, non ha segnato solo in una delle 33 partite casalinghe di Coppa Italia. E’ avvenuto il 7 maggio scorso contro l’Inter (0-2, ndr).
Delio Rossi non ha mai vinto nei 4 precedenti ufficiali contro Ranieri. Lo score è di 2 pareggi e 2 sconfitte. Non sarà della gara Mauro Zarate, unico squalificato della gara.  Dieci, invece, i diffidati: Diakitè, Foggia, Kolarov, Rozenhal per la Lazio. Legrottaglie, Mellberg, Molinaro, Nedved, Sissoko e l’infortunato Zanetti per la Juventus.

Arbitra Tagliavento di Terni. Sono 10 i precedenti con la Lazio: 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con un solo incrocio stagionale: Bologna-Lazio 3-1 del 19 ottobre scorso (serie A). Per la Juventus 7 precedenti totali: 4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, con già 3 direzioni quest’anno: Juventus-Palermo 1-2, Udinese-Juventus 2-1 e Palermo-Juventus 0-2, sempre in campionato.

Coppa Italia, Juventus, Napoli

Juve in semifinale col fiatone. Napoli eliminato ai rigori

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Errore decisivo dal dischetto di Gargano

Torino- Avanti col fiato grosso. La Juve riscatta parzialmente gli ultimi stenti di campionato strappando il pass per la semifinale di coppa Italia. I bianconeri hanno bisogno dei calci di rigore, dopo 120 minuti chiusi a reti bianche, per sbarazzarsi di un buon -e sfortunato- Napoli. Dal dischetto, infatti, gli ospiti sprecano il match point con Contini. E all’oltranza Gargano decreta la definitiva condanna. Il 4 marzo prossimo sarà dunque Lazio-Juventus.

Più Napoli- Ranieri fa un pò di turnover giocando le carte Poulsen, Giovinco, Iaquinta e De Ceglie. Ma al 20′ deve già rinunciare al terzino, ultimo infortunato di una lista degna di un ospedale; fortunatamente i controlli hanno riscontrato nulla di serio. Il primo tempo è da sbadigli, di occasioni da gol nemmeno l’ombra. Decisamente più pimpante la ripresa. Sopratutto per merito del Napoli e di Lavezzi, che manda da solo in ambasce la retroguardia bianconera. Prima si beve mezza difesa e scarica un destro rimpallato, poi serve a Bogliacino -neoentrato per proporre un 4-3-1-2 più offensivo- un assist d’oro malamente sprecato. Attivi anche Hamsik, più a suo agio nella posizione di trequartista dopo il cambio di modulo, e Gargano, anticipato all’ultimo da Mellberg. In casa Juve, invece, le sostituzioni di Giovinco e Iaquinta (per Nedved e Trezeguet) puzzano di bocciatura. La formazione di Ranieri soffre e non si vede fino al 95′, quando Trezeguet va a segno con un tocco di rapina. Il gol, però, viene ingiustamente annullato per un presunto offside.

Overtime bianconero- Si va così ai supplementari. Ed è un’altra Juve. Navarro è strepitoso su Trezeguet e Nedved, Del Piero si vede annullare il potenziale vantaggio. L’opaco secondo tempo è riscattato, ma non basta ad evitare i rigori. La lotteria pare condannare i bianconeri per gli errori di Sissoko e Nedved, ma Lavezzi e Contini li tengono in corsa. Fino alla freddezza di Legrottaglie e il pallone calciato in tribuna di Gargano.

Coppa Italia, Lazio, Torino

Natali fa sognare il Toro, ma la Lazio ribalta e dilaga

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Gol e assist per Mauri
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Roma - La Lazio batte 3-1 il Torino qualificandosi per la semifinale di Coppa Italia dove affronterà la vincente tra Juventus e Napoli.

Illusione granata- E’ una Lazio che parte forte e crea qualche brivido al portiere avversario sopratutto con Foggia. L’ex Cagliari prima si vede sventare un’ottima occasione da Natali, poi spara alto una palla filtrata di Rocchi. Il Torino lascia sfogare i padroni di casa per una buona frazione del primo tempo, prima di trovare il vantaggio con Natali che approfitta di un regalo del portiere biancoceleste Muslera, che sul cross di Rosina devia in maniera maldestra consentendo al granata di segnare il più facile dei gol. A fine frazione un’altra ottima occasione per il Toro: Rosina riceve da Rolando Bianchi, salta Cribari e calcia di sinistro ma è impreciso; la sfera sorvola la traversa. Le squadre vanno al riposo sul risultato di 1-0 per gli ospiti.

Ripresa biancoceleste- E’ un’altra Lazio quella che esce dagli spogliatoi. Delio Rossi mette dentro Pandev, formando così il tridente. I risultati non si fanno attendere. Uno-due dei biancocelesti che in 6′ ribaltano il risultato prima con Pandev (49′) ispirato da Mauri, poi lo stesso ex Udinese (55′) lascia partire dal limite un tiro che non lascia speranze a Calderoni e alla formazione di Novellino.
I capitolini sono senza tregua, mentre i piemontesi, alla stregua di un pugile frastornato dai colpi precisi e senza sosta, praticamente Ko. A nulla servono gli innesti di Barone e Amoruso, perchè la Lazio non ha freno e colpisce due pali con Mauri all’80′ e Dabo che ad un minuto dalla fine lascia partire un bolide che centra il legno salvando il Toro. Ma è il preludio al terzo gol dei biancocelesti. In zona Cesarini infatti, Pandev si accentra e lascia palla a Rocchi che trafigge per la terza ed ultima volta Calderoni, mettendo la parola fine a questo quarto di coppa.

Coppa Italia, Inter, Roma

Inter, l’orgoglio vale la semifinale. Roma a casa a testa alta

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Ibra-Adriano spingono avanti l’Inter

MILANO – L’Inter batte la Roma 2-1 nei quarti di finale di Coppa Italia e accede di diritto in semifinale dove affronterà la Sampdoria di Pazzini e Cassano. Per i nerazzurri un successo che vale doppio alla luce dell’incredibile sconfitta di Bergamo contro l’Atalanta. Per la Roma l’ennesima occasione sprecata per dimostrare di aver dato una svolta a una prima parte di stagione non proprio esaltante.

Inter-Roma, è ormai un classico degli ultimi quattro anni. Nerazzurri e giallorossi si sono divisi quattro finali e per la prima volta dal 2005 non si affrontano in finale.
La gara si accende dopo soli 9’. Riise e Juan sbattono l’uno contro l’altro al limite dell’area permettendo ad Adriano di involarsi verso la porta giallorossa e infilare senza problemi il giovane Arthur. La Roma non reagisce e pochi minuti dopo rischia il raddoppio con una mezza rovesciata al volo di Stankovic che si stampa clamorosamente sulla traversa. Poco prima della mezzora Ibrahimovic, lasciato incolpevolmente solo da Riise, sbaglia la misura del pallonetto che il portiere giallorosso smanaccia in angolo. Al 30’ ecco la Roma: Brighi si inserisce al limite e con un destro angolato chiama Toldo alla deviazione.

Nella ripresa gli uomini di Spalletti sembrano più aggressivi ma è l’Inter ad andare vicino al gol con Ibrahimovic che manda di poco alto sopra la traversa. Al 14’, però, la Roma pareggia con Taddei che avrebbe dovuto lasciare il campo un minuto prima. Il brasiliano sfrutta il lavoro di Brighi in mezzo all’area e lascia partire un gran destro che finisce sotto la traversa. Nemmeno il tempo per gioire che i nerazzurri si riportano avanti di un gol col solito Ibrahimovic. Lo svedese ribatte in rete un miracolo di Arthur su Samuel. La Roma ha una reazione sterile e per l’Inter è facile incassare una vittoria che allontana le critiche dei giorni scorsi.

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