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Copa Libertadores

Libertadores, Veron trascina l’Estudiantes. Dopo 39 anni è poker

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Veron, il trascinatore dell’Estudiantes

Belo Horizonte- Da la “Bruja” a la “Brujita”, ci voleva un Veron per riportare l’Estudiantes in cima al continente sudamericano dopo 39 anni di digiuno forzato. Ci voleva proprio Juan Sebastian, figlio di quel Juan Ramon trascinatore dell’invincibile Pincha di fine anni ‘70 che dominò campionato e Libertadores per tre anni di fila e salì pure sul tetto del mondo. A 34 anni l’ex Inter, Parma e Lazio non si è limitato a ’svernare’ nella sua La Plata, bensì ha preso per mano il Pincha e, dopo il successo nell’Apertura del 2006, l’ha condotto verso la storia, sovvertendo risultato e pronostico nella finale di Libertadores. Ha costretto il Cruzeiro ad arrendersi dinanzi alle sue magie (2-1), e ha riscattato il ko di un anno fa nell’atto conclusivo di Sudamericana. Stavolta l’Estudiantes non ha fallito ed ha centrato il poker, collocandosi al 4° posto solitario dell’albo d’oro alle spalle di Independiente (7 successi), Boca Jrs (6) e Penarol (5).

Il cammino- Partito con un ko nell’andata del preliminare con i modesti peruviani dello Sporting Cristal, l’Estudiantes non era inserito nel novero delle favorite. Un Pincha che ha stentato anche nelle prime tre gare della fase a gironi: due ko, di cui uno pesante a Belo Horizonte proprio contro il Cruzeiro (0-3), sembravano estrometterlo anzitempo. A marzo, però, la svolta. C’è l’avvento di Sabella in panchina, la qualità di gioco migliora e i maggiori interpreti (Veron in regia, Boselli in zona gol, Fernandez e Benitez a centrocampo) iniziano a ‘girare’. Due vittorie con annessa vendetta sui brasiliani (4-0) fanno volare il Pincha agli ottavi, dove il Libertad viene spazzato via con facilità. La porta di Andujar diventa un fortino inespugnabile (imbattibilità per oltre 800 minuti), mentre il Ciudad de La Plata rimarrà illibato fino alla fine del torneo. Se in casa l’Estudiantes si rivela invincibile e imperforabile (nessuna rete subita in tutta la Copa), è l’inusuale abilità in trasferta a permettergli di superare di slancio il doppio ostacolo uruguagio formato da Defensor Sporting e Nacional. Fino al capolavoro di Belo Horizonte di ieri notte.

La finale- E pensare che, dopo lo 0-0 dell’andata, il match del Mineirao non si era messo bene per i futuri campioni. La botta da fuori di Henrique, complice una deviazione di Desabato, aveva incanalato la sfida verso un Cruzeiro apparso inizialmente più tonico. Poi, però, sale in cattedra Veron. Da una sua geniale apertura nasce il cross di Cellay che consente a Fernandez di appoggiare comodamente in rete. E da un suo corner arriva il sigillo decisivo, l’ottavo nel torneo, dell’implacabile capocannoniere Boselli. Il gol del 2-1 è una mazzata sul morale del Cruzeiro, nervoso e sfortunato (traversa nel finale). Ma il successo del Pincha, per quanto visto nell’arco dei 180′, è più che meritato. La Plata può così sfogare una gioia attesa 39 anni.

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Fabio inchioda sullo 0-0 l’Estudiantes. Verdetto rinviato al ritorno

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Fabio vola su ogni tentativo dell’Estudiantes

La Plata- Finisce senza vincitori nè vinti il primo atto della finale di Libertadores. Il primo round si chiude sullo 0-0 e rinvia qualsiasi discorso al return match di in terra carioca di mercoledì prossimo. Ma al Ciudad de La Plata non c’è stato spazio per noia e sbadigli: il Pincha, imbattuto in casa, ha tenuto fede alle aspettative premendo sull’acceleratore dal 1′, ma è andato a sbattere contro un immenso Fabio. Il numero uno carioca è indiscutibilmente l’hombre del partido, ma anche l’unica nota lieta di un Cruzeiro arroccato più che mai. Scelta che ha pagato, ma a Belo Horizonte è lecito attendersi ben altro tipo di atteggiamento.

La partita- Estudiantes e Cruzeiro si affrontano per la prima volta nella loro storia in una finale di Libertadores. Finale che manca ai carioca dal 1997, mentre per gli argentini addirittura da 39 anni. Il leit motiv del match è chiaro da subito: Pincha in avanti a testa  bassa illuminato dal genio di un Veron che, sebbene a mezzo servizio, fa ancora la differenza; Raposa a difesa dello 0-0. Pareggio ad occhiali che gli uomini di Batista difendono con mezzi leciti e non: sorprende vedere una squadra brasiliana rifilare calcioni e rinunciare a giocare, sebbene le difficoltà in trasferta siano state palesate più volte nell’arco del torneo. Gli sforzi degli ospiti sarebbero però vani se non vi fosse un super Fabio, capace di opporsi a tutti i tentativi dell’Estudiantes. La formazione di Sabella le prova tutte senza fortuna fino all’inevitabile calo finale. Negli ultimi minuti, infatti, il Cruzeiro potrebbe piazzare il colpo grosso con Kleber e Wellington Paulista. Ma sarebbe stato veramente troppo.

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Gremio, niente da fare. Derby e finale al Cruzeiro

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Doppietta per Wellington Paulista

Porto Alegre- E’ il Cruzeiro la seconda finalista di copa Libertadores. Non riesce al Gremio il ribaltone dopo il 3-1 dell’andata, il 2-2 di Porto Alegre spedisce con merito la formazione di Batista all’ultimo atto contro l’Estudiantes. I mineiros vincono dunque la folta concorrenza interna (eliminati i connazionali del San Paolo e appunto il Gremio) e continuano la loro caccia al terzo titolo dopo quelli del 1976 e 1997; la Raposa rappresenterà il Brasile per il quinto anno consecutivo nella finale di Libertadores.

Pressione gremista- L’”Olimpico” di Porto Alegre è ricolmo e più che mai chiassoso, pronto a spingere i suoi verso una missione che sembra impossibile. E gli uomini di Autuori reagiscono bene, partendo a spron battuto dal 1′ e collezionando subito una palla gol sull’asse Fabio Santos- Herrera. Il Cruzeiro sembra intimorito dall’atmosfera e dal piglio dei gauchos, come dimostra un passaggio errato di Ramires che libera al tiro Souza. Per fortuna di Batista, l’unico dei suoi che sembra caricarsi nella bolgia gaucha è il numero uno Fabio: dopo essersi opposto a Souza, sbarra la strada anche ad un vivace Maxi Lopez. La pressione locale, però, aumenta minuto dopo minuto, e tocca il suo apice tra il 19′ e il 23′. Ci provano in rapida successione Herrera, Tcheco, Maxi Lopez e Fabio Santos, ma la difesa ospite si salva sempre sia con le maniere buone che con le cattive (al 28′ Herrera reclama un rigore).

Cinismo Raposa- A fronte di tanto spreco, si sa, si viene puntualmente castigati. La doccia fredda arriva puntuale al 34′; alla prima incursione offensiva del Cruzeiro, Kleber serve una gran palla a Wellington Paulista che non sbaglia. La doccia diventa da fredda a gelata due minuti dopo. La difesa gaucha applica male il fuorigioco e permette ancora all’ex attaccante del Botafogo di colpire, stavolta di testa (5° centro nel torneo). E’ la mazzata definitiva sulle speranze del Gremio.
Il resto del match non ha praticamente più senso. Servirebbero cinque gol, e il Tricolor ne fa due (Rever e Souza) impattando il conto e mostrando grande orgoglio. Ma soltanto il Cruzeiro, regina carioca di Libertadores, potrà ambire al “tricampeao” il prossimo 8 e 15 luglio.

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Estudiantes, 38 anni dopo è di nuovo finale

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Super Boselli a Montevideo, Estudiantes in finale

Montevideo- Non poteva trovare modo migliore per festeggiare il Centenario, l’Estudiantes. E lo fa, per ironia della sorte, allo stadio “Centenario” di Montevideo. La formazione di La Plata riscrive la propria storia acquisendo il diritto, 38 lunghissimi anni dopo l’ultima volta (1971), a disputare la finale di copa Libertadores. In assenza del faro Veron, è bomber Boselli a caricarsi sulle spalle la squadra, e segnare la doppietta che spegne le velleità del Nacional e lo colloca in vetta alla classifica cannonieri. Dopo il ko di dicembre nell’ultimo atto di Sudamericana per mano dell’Internacional, il Pincha si appresta quindi a giocare la seconda finale  internazionale consecutiva. Sarà sempre un duello Argentina- Brasile (l’altra finalista è una tra Cruzeiro e Gremio), il più classico d’Oltreoceano. Nella speranza che stavolta il verdetto sia differente: la band Sabella ha tutte le carte in regola per potercela fare.

Boselli capitalizza- Forte dell’1-0 di sette giorni fa, la compagine argentina deve sopperire alla pesantissima assenza di Veron. Ma il Nacional, costretto ad impostare una gara d’attacco, sbatte contro il muro del Pincha ed un Andujar imbattuto da 735 minuti nella competizione. Il primo tempo scorre via senza sussulti, anzi, sono gli ospiti a rendersi più pericolosi con Boselli che trova sulla sua strada un super Munoz. La sensazione è che sia proprio la formazione di Sabella, favorita dagli spazi concessi giocoforza dagli uruguaiani, a poter trovare la via del gol. Detto fatto, ad inizio ripresa un nervoso Coates la combina grossa, facendosi rubare palla da Gaston Fernandez: il centrocampista serve Boselli che, implacabile, scavalca con un pregevole tocco sotto Munoz.

Risveglio tardivo- Il vantaggio argentino accende il match. Finalmente il Nacional si sveglia e si riversa in avanti -Medina sfiora il pari all’11′- ma lascia praterie agli avversari: Perez fa la barba al palo dopo una volata sensazionale. Pian piano l’ardore uruguagio si spegne, ma al 30′ arriva il gol che riapre la sfida. Sugli sviluppi di una punizione, Schiavi non fa buona guardia su Medina; il bomber controlla e pone fine all’imbattibilità del neo catanese Andujar dopo 807′. Il pari dà nuova linfa alla truppa di Pelusso ed ancora Medina potrebbe clamorosamente riaccendere le speranze al 41′, ma per questioni di centimetri non trova l’impatto vincente col pallone. Il Nacional ammaina definitivamente bandiera in pieno recupero quando, sull’ennesimo contropiede, Boselli fa doppietta e sale in vetta alla classifica cannonieri con 7 reti. E’ l’emblema di questo Estudiantes: solido come la roccia, concreto e implacabile con il suo bomber di punta e dotato di buona tecnica individuale (i vari Veron, Perez, Benitez e Fernandez). Quel che ci vuole per rompere un digiuno perdurante dal lontano 1970.

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Primo round all’Estudiantes. Finale più vicina

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Il match winner Galvan

La Plata- Passo in avanti dell’Estudiantes La Plata verso la finale di Libertadores. Gli argentini, seppur senza incantare, battono con il minimo scarto in Nacional (1-0) nel primo dei due round di semifinale. L’imbattibilità del “Ciudad de La Plata”, fortino del Pincha, vale dunque di più di quella nella competizione degli uruguagi, arrivati in Argentina per limitare i danni, come recita il 4-4-1-1 di partenza predisposto da Pelusso. Missione sostanzialmente compiuta, visto che la formazione di Sabella non va oltre il gol di Galvan del 14′. Ma da stanotte il Pincha è più vicino ad una finale che manca dal lontano 1971.

Classe- Le statistiche spesso non dicono tutto, ma rimangono comunque indicative. Estudiantes e Nacional sono due squadre che subiscono pochi gol e fanno della solidità difensiva il loro punto di forza, perciò era lecito aspettarsi un match tutt’altro che spettacolare. Il remake di un grande classico del passato che ebbe il suo culmine nelle finali del ‘69 e ‘71, rimane quindi un pallido ricordo. Succede quasi tutto nel primo quarto d’ora, ovvero quando la band Sabella decide di far pesare sul piatto della bilancia il suo maggior tasso tecnico. Dopo la doppia chanche del 7′ targata Gaston Fernandez- Boselli  a cui si oppone da campione Munoz, l’Estudiantes passa al 14′ con una giocata sopraffina. Veron, faro dei suoi, batte velocemente una punizione, sventagliando alla perfezione sulla destra per Benitez; il cross a centro area dell’esterno è altrettanto preciso, e Galvan sceglie il tempo giusto per il tuffo vincente di testa.

Sbadigli- La “furia” dell’Estudiantes, però, è tutta qui. Il primo tempo scorre senza sussulti, l’uscita di Veron per infortunio all’intervallo toglie definitivamente la luce agli argentini. Il Nacional capisce allora che sarebbe un peccato non provarci. Garcia, lasciato libero in area, manda clamorosamente di lato di testa, pochi minuti dopo il futuro catanese Andujar sventa su Biscayzacú. Scampato il pericolo, la truppa di Sabella chiude le maglie difensive e difende senza affanni l’1-0. E nel finale Boselli sfiora il raddoppio. A Montevideo basterà un pari per ritornare in finale dopo 28 lunghi anni d’assenza e cercare di emulare il grande Pincha di fine anni ‘60. Quello che salì sul tetto del mondo.

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Un concreto Cruzeiro ipoteca la finale

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Wagner festeggia il secondo dei tre gol

Belo Horizonte- Spettacolo, intensità e gol. C’è davvero tutto il meglio del calcio nella prima gara d’andata delle semifinali di copa Libertadores. Un derby tutto carioca che vede il Cruzeiro ipotecare la quarta finale della sua storia con un rassicurante 3-1. Il (meritato) gol di Souza mantiene però vive le speranze del Gremio, chiamato sì ad un’impresa, ma non impossibile, tra sette giorni a Porto Alegre. Quel che è certo è che ci sarà (ancora) da divertirsi.
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Intensità- Il Cruzeiro si presenta al secondo derby consecutivo del suo cammino (ai quarti ha fatto fuori il San Paolo) privo del centrale Léo Fortunato e soprattutto dello stantuffo Gerson Magrão. Il Gremio, finora imbattuto, è invece al gran completo. Entrambe le formazioni, a caccia del terzo alloro continentale, battagliano sin dal 1′. La prima chanche è per gli uomini di Batista: Wellington Paulista difende un bel pallone a centro area e scarica per Jonathan, ma la sua conclusione è troppo debole. Rispondono subito gli ospiti, che pungono sovente di rimessa. Alex Mineiro indirizza troppo debolmente di testa per la facile risposta di Fabio, ma la vera chanche arriva al 21′. L’attivissimo Maxi Lopez ruba il pallone sulla tre quarti, s’invola verso Fabio e piazza il piattone: tutto da manuale, ma la sfera si stampa sul palo ed esce.

Cruzeiro capitalizza- E’ il campanello d’allarme che sveglia ulteriormente la Raposa. Ci pensa Kleber sulla destra, sfornando cross su cross dalla destra, a suonar la carica. Dopo due tentativi salvati da Marcelo Grohe, è proprio da un suo suggerimento che arriva l’inzuccata vincente di Wellington Paulista: 1-0 Cruzeiro al 37′. Il Gremio non si abbatte e reagisce prima del riposo con una bordata terrificante di Souza; Fabio si distende in angolo. L’inizio di ripresa, però, è incubo per la band Autuori. Nemmeno il tempo di ripresentarsi in campo che il Cruzeiro raddoppia: una deviazione di Tcheco su botta da fuori di Wagner beffa Marcelo Grohe e fa esplodere il “Mineirao”.

Tris, poi Souza riaccende la fiammella- Ancora una volta i gauchos hanno il merito di non abbattersi. La pressione aumenta con l’ingresso di Herrera, ma Alex Mineiro è poco incisivo (conclusione debole al 12′) e Maxi Lopez si fa anticipare al momento della battuta rete. Il Cruzeiro, invece, è implacabile. Al 21′, su calcio da fermo dalla sinistra, la difesa si dimentica totalmente di Fabinho, che infila di testa, per la terza volta, l’incolpevole Marcelo Grohe. La Raposa vede la finale, il Tricolor l’eliminazione dopo un cammino pressochè perfetto. Ma entrambi non hanno fatto i conti col solito Souza che disegna una punizione capolavoro al 34′ ridando un pò di speranza ai suoi. Perlomeno il return match avrà un senso, soprattutto se gli attaccanti gremisti saranno più precisi.

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Cruzeiro, prova di forza nel derby. Anche l’Estudiantes in semifinale

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Henrique festeggia il blitz del Morumbi

Cruzeiro ed Estudiantes La Plata raggiungono Gremio e Nacional nelle semifinali di copa Libertadores. La Raposa sbanca d’autorità il Morumbi di San Paolo, fa suo il derby tutto carioca e ora cercherà di far bis, estromettendo anche gli altri cugini del Tricolor gremista. Nessun problema per la compagine platense che conferma la propria imbattibilità casalinga nel torneo (7 incontri senza ko e nemmeno un gol subito) battendo il Defensor Sporting con il minimo scarto e conquistando quella semifinale che mancava da quasi quarant’anni.

San Paolo- Cruzeiro 0-2
Prova di forza della Raposa che sconfigge a domicilio i tre volte campioni di Brasile e si ripresenta in semifinale dopo 12 anni d’assenza. Un ottimo auspicio poichè l’ultima volta che la Raposa arrivò al penultimo atto, alzò poi il trofeo (secondo successo della sua storia). Per il San Paolo, invece, si conferma la tradizione negativa in Libertadores contro le connazionali: dopo il successo nel 2005, sono arrivate le eliminazioni per mano di Internacional (ko in finale), Gremio (ottavi), Fluminense (quarti) ed ora Cruzeiro. Una vera e propria maledizione che è proseguita in quest’edizione.  L’1-2 dell’andata costringeva la formazione di Ramalho a gettarsi all’attacco. Nel finale di primo tempo, però, Eduardo Costa rovina tutto facendosi espellere per doppia ammonizione. I paulisti sono costretti a scoprirsi ancora di più, offrendo il fianco alle iniziative ospiti. Come se non bastasse, una prodezza balistica di Henrique, un bolide da 25 metri che si va ad incastonare nel sette, incanala la sfida al 65′. Il sipario sul San Paolo cala definitivamente all’82′, quando Andrè Dias commette fallo da rigore e lascia i suoi in 9. Kleber firma dal dischetto il raddoppio e sancisce il trionfo del Cruzeiro. Per il quinto anno di fila, ci sarà una formazione brasiliana in finale.

Estudiantes La Plata- Defensor Sporting 1-0
Dopo quasi quarant’anni, el Leon strappa il pass per la semifinale. L’unica rappresentante argentina avrà dunque contro il Nacional l’occasione di rifarsi dalla finale di Sudamericana persa un anno fa contro l’Internacional, conquistando l’accesso all’atto conclusivo del più prestigioso trofeo continentale. L’Estuidiantes, tra l’altro, è l’unica delle magnifiche quattro ad esser partita dai preliminari. Dopo la vittoria in Uruguay, il return match si mette subito bene per i padroni di casa grazie al vantaggio targato Benitez al 13′. La formazione di Polilla dà battaglia, si rende pericolosa soprattutto dopo l’ingresso di Diego Souza, ma non riesce a scalfire il muro argentino. Muraglia che, in questo torneo, non ha incassato nemmeno un gol in casa. Il Nacional è avvertito.

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Libertadores, Gremio e Nacional prime semifinaliste

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La disperazione di Obina
Il suo Palmeiras è fuori

Agevole amministrazione e sofferenza indicibile. Grêmio e Nacional sfruttano appieno il gol segnato all’andata in trasferta (1-1 per entrambe), ma è ben differente il doppio pari ad occhiali con cui si qualificano alle semifinali di copa Libertadores. I carioca si limitano ad amministrare, mentre gli uruguaiani soffrono le pene dell’inferno per resistere alle folate di uno sciupone Palmeiras. In finale ci sarà comunque un club brasiliano, poichè il Grêmio affronterà la vincente di San Paolo- Cruzeiro (1-2 all’andata). Il Nacional, invece, dopo vent’anni di assenza dalle semifinali, se la vedrà o con l’Estudiantes (favorito dopo l’1-0 esterno) o darà vita ad un derby tutto uruguaiano con il Defensor Sporting.

Grêmio- Caracas 0-0
Finisce la favola dei venezuelani, giunti per la prima volta ai quarti di finale della massima competizione continentale. Il Caracas deve maledire le occasioni fallite all’andata, perchè a Porto Alegre sono i padroni di casa a far la partita. Il Tricolor gestisce bene il gioco, e produce le occasioni più pericolose con Maxi Lopez: al 28′ Vega deve sfoderare tutti i suoi riflessi per opporsi al destro in corsa dell’ex Barça. Il Caracas, pur dovendo segnare a tutti i costi, è tutto nel tiro da fuori di Lucena. Nella ripresa il copione non cambia. Anzi, l’ingresso di Herrera dà più profondità ai brasiliani sulla destra. Il neoentrato serve due palloni d’oro ai suoi compagni d’attacco, ma prima Souza di testa poi Maxi Lopez di destro mancano il bersaglio grosso. E così, al minuto 84 per poco non si materializza la beffa. Sugli sviluppi di un corner, Castelin e Cichero si disturbano a due passi dalla porta, completamente sguarnita, fallendo il più semplice dei tap-in. Sarebbe stato il gol qualificazione per il Caracas, che esce comunque a testa alta. La formazione di Autuori, invece, prosegue la sua corsa verso quel trofeo che manca da 14 anni nella bacheca gremista.
-gli highlights del match-

Palmeiras- Nacional 0-0
Dopo 20 lunghi anni, il Nacional riassapora il dolce gusto della semifinale. Ma al “Palestra Italia” è stata un’autentica sofferenza, con una sola squadra in campo a caccia del gol qualificazione: l’incompiuto Verdao di Luxemburgo. La sagra delle occasioni inizia al 9′. Williams, direttamente su calcio d’angolo, centra clamorosamente la traversa. Dopo un buon tentativo di Keirrison e un rigore reclamato, inizia la personalissima e jellata sequela di chanches per Obina. L’attaccante carioca manda a lato con un’imprecisa girata, poi all’84′ fa la barba al palo con un avvitamento di testa, per la disperazione della torcida locale. L’unico sussulto di un Nacional messo alle corde è un tentativo di Santiago Garcia che finisce alla sinistra di Marcos. Il finale è convulso, e a 90′ scoccato l’estremo uruguagio Muñoz la combina grossa, uscendo a farfalle su un lancio lungo dei brasiliani. Cleiton Xavier può battere da fuori area a porta sguarnita, ma la difesa ospite libera sulla linea. Ci prova anche il portiere Marcos nel disperato assalto finale, ma il pallone non ne vuole sapere di entrare. Era scritto: il Palmeiras fa mea culpa e torna mestamente a casa, il Nacional può continuare a sognare.
-gli highlights del match-

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Quarti Libertadores: colpo Estudiantes, Nacional frena il Palmeiras

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Desabato firma il blitz dell’Estudiantes

Si sono giocati martedì e mercoledì notte i match d’andata dei quarti di finale di copa Libertadores. In attesa delle gare di ritorno che si disputeranno tra ben tre settimane (17-18 giugno) andiamo a vedere quanto successo.
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Caracas - Grêmio 1-1
Rischiano grosso i brasiliani in Venezuela, ma alla fine strappano un ottimo pareggio in vista del ritorno a Porto Alegre. Il sorprendente Caracas avrebbe infatti meritato la vittoria di fronte al proprio pubblico. La formazione di Noel Sanvicente parte fortissimo, trovando subito il vantaggio con un colpo di testa del difensore Cichero sugli sviluppi di un calcio di punizione (9′). I venezuelani sono ben messi in campo, girano la palla velocemente e irretiscono la manovra ospite, che non riesce a trovare il proprio ariete Maxi Lopez. La pressione è costante, ma non viene concretizzata come al 65′, quando Rodrigo Prieto non segna praticamente a porta sguarnita. Dopo un legno a testa, al secondo tiro in porta di serata, il Gremio trova l’1-1 con l’inzuccata -anch’essa su calcio da fermo- di Fabio Santos. E’ una vera e propria mazzata per i locali, che rischiano il tracollo nel finale sulla conclusione di Alex Mineiro. A Porto Alegre servirà un mezzo miracolo.

Cruzeiro- São Paulo 2-1
Va alla Raposa il primo atto del combattutissimo derby carioca. La prima frazione è all’insegna del tatticismo: da una parte Jean segue come un’ombra il fantasista Ramires, dall’altra la mediana locale ’soffoca’ il cervello del Tricolor Hernanes. E’ il Cruzeiro a farsi più pericoloso, specialmente con Gerson Magrao, e a trovare il meritato vantaggio al 44′ con il colpo di testa di Leonardo Silva sugli sviluppi di un corner. Il gol è una sveglia per la formazione di Ramalho che inizia la ripresa con un piglio diverso. La reazione dei campioni carioca è affidata a Washington che prima ’spaventa’ Fabio, bravo in uscita, poi lo fulmina ribadendo in rete una sua respinta sull’inzuccata di Dagoberto. Il derby si accende e le occasioni fioccano da una parte e dall’altra.  E’ solo il debuttante Ze Carlos, però, a trovare ancora la via del gol al 19′ a termine di una bella triangolazione, e riportare in vantaggio i locali. Il finale è concitato: il San Paolo va vicino al nuovo pareggio, ma la truppa di Batista sciupa una chanche ghiottissima al 90′. Finisce 2-1, risultato tutto sommato più che giusto che lascia il discorso qualificazione aperto in vista del ritorno.

Defensor Sporting- Estudiantes La Plata 0-1
Colpaccio degli argentini che ipotecano il passaggio alle semifinali. Un colpo in mischia del centrale Leandro Desabato su punizione di Veron permette infatti all’undici allenato da Astrada di espugnare il “Centenario” di Montevideo ed affrontare con più tranquillità il ritorno. Agli uruguaiani, invece, servirà un altro miracoloso blitz come quello degli ottavi alla “Bombonera”, anche se i segnali non sono stati incoraggianti. Dopo un buon avvio, infatti, non si è più vista la squadra capace di battere a domicilio il Boca. I tentativi di rimonta son affidati a lanci lunghi e a mischie furibonde, come quella che porta alla doppia espulsione di Curbelo (Defensor) e Angeleri (Estudiantes). L’Estudiantes amministra e Andujar non è mai  costretto ad interventi decisivi; anzi, è il bomber platense Boselli a centrare la traversa dopo una bella azione personale.

Palmeiras- Nacional 1-1
La sorpresa di questi match d’andata arriva dal “Palestra Italia”. Un ottimo Nacional coglie un preziosissimo quanto meritato pari nel finale e inguaia il Verdao di Luxemburgo, costretto ora a vincere in Uruguay o a pareggiare segnando almeno due reti. Gli uomini di Pelusso impongono il loro gioco, mettendo in difficoltà i brasiliani soprattutto sui calci da fermo, con  il numero uno carioca Marcos costretto sovente agli straordinari. Sono i brasiliani, però, a metter la testa avanti con un gran destro da fuori di Diego Souza su cui Viera è tutto fuorchè impeccabile (55′). Quando la beffa sembra ormai materializzarsi, gli ospiti trovano il pari con un piattone di Sergio Garcia, ben servito in profondità da Morales (80′). L’assalto finale del Verdao è inutile, il Nacional torna a casa con un ottimo risultato.

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Libertadores, il Defensor ‘mata’ il Boca. Brasiliane avanti tutta

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De Souza e il Defensor festeggiano lo storico blitz alla Bombonera
copyright flickr.com

Continua anche agli ottavi di finale il dominio brasiliano in  copa Libertadores. La maggior competizione sudamericana rischia dunque di diventare una sorta di coppa del Brasile, con quattro compagini carioca tra le magnifiche otto. Tra match non disputati causa febbre suina messicana e risultati a sorpresa, la vera notizia bomba arriva però da Buenos Aires. Il Defensor Sporting, al primo storico incrocio con il club più titolato del continente, il Boca Juniors, espugna la “Bombonera” e fa fuori gli xeneizes. E ai quarti cercherà il bis con l’ultima superstite albiceleste, l’Estudiantes.

“Bombonerazo”- Aveva dedicato tutte le sue energie alla copa Libertadores, snobbando il campionato di Clausura a costo di finire lontanissimo dalle prime posizioni, addirittura a -12 dalla vetta. L’obiettivo era riscattare la delusione della scorsa stagione, quando la corsa al titolo s’interruppe in semifinale contro il Fluminense. Ma ora si trova con un palmo di naso, eliminato contro ogni pronostico agli ottavi. Finisce così con un completo disastro la stagione del Boca Juniors e del suo tecnico Gorosito, che a questo punto ha le ore contate. Ai quarti ci vanno i sorprendenti uruguaiani del Defensor Sporting che se la vedranno ora con l’ultima argentina rimasta in corsa, l’Estudiantes di Veron.
E pensare che, dopo il 2-2 di Montevideo, nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla qualificazione dei campioni d’Uruguay. La squadra di Jorge ‘Polilla’ Da Silva, invece, alla sua prima storica visita alla Bombonera“, fa il colpaccio (il cosiddetto “Bombonerazo”), disputando una gara perfetta e colpendo al 27′ con un gran gol del centrocampista Da Souza. Gli xeneizes non riescono a replicare e ammainano mestamente bandiera per lo sconforto e rabbia dei suoi aficionados. La Fiorentina d’Uruguay (anch’essi hanno la casacca viola) approdano per la seconda volta nella loro storia ai quarti di Libertadores e  per entrare nella storia cercheranno di ripetere lo scherzetto all’Estudiantes, che ha eliminato senza problemi i peruviani del Libertad (3-0; 0-0).

-Guarda il video dell’impresa del Defensor Sporting sul profilo di Facebook di Solocalcio cliccando QUI-

Dominio verdeoro- Un derby agli ottavi ed un altro ai quarti: soltanto le compagini brasiliane sembrano in grado d’intralciare a vicenda la loro corsa verso il titolo. Dopo l’appassionante Palmeiras- Sport, unica sfida finita ai calci di rigore e decisa dalle super parate del numero uno del Verdao Marcos, sarà la volta di San Paolo- Cruzeiro. Ha faticato più del previsto la Raposa, vittoriosa sull’Universidad de Chile soltanto per la regola dei gol in trasferta (2-1; 0-1). Il Tricolor paulista, invece, non ha nemmeno sporcato le sue maglie, visto il forfait delle squadre messicane causa febbre suina. Stesso destino per gli uruguaiani del Nacional, che insieme al sovracitato Defensor, cercheranno di contrastare il dominio carioca: per loro sfida al Palmeiras.
L’ultima  formazione non brasiliana è il Caracas che, ribaltando con autoritario poker il ko dell’andata (1-2; 4-0) con il Deportivo Cuenca, brinda alla prima qualificazione ai quarti. Il sogno  dei venezuelani è ripetere l’impresa della LDU Quito (campione 2008), Gremio permettendo. Altrimenti la Libertadores, come è già accaduto alla nostra Champions, diverrà terra di conquista per una sola nazione, con 3 squadre brasiliane su 4 in semifinale.

Il quadro dei quarti:
Grêmio- Caracas
Estudiantes La Plata- Defensor Sporting
Nacional- Palmeiras
São Paulo- Cruzeiro

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