Archivio per la categoria 'Cesena Calcio'

Calcio in Romagna, Cesena Calcio

Cesena e Bisoli insieme anche in B. Rinnovo fino al 2010

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Bisoli rinnova con il Cesena fino al 2010

Cesena- La telenovela è finita. Con grande sollievo e gioia del popolo bianconero, Pierpaolo Bisoli rimarrà alla guida del Cesena per un’altra stagione. Il trainer di Porretta Terme, dopo aver riportato il Cavalluccio in serie B, lo condurrà anche in cadetteria. L’accordo, valido fino a giugno 2010, è stato annunciato dal presidente bianconero Igor Campedelli e il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti.

L’ex tecnico di Prato e Foligno ha dunque ascoltato le ragioni del cuore, rifiutando diverse succose offerte da club di B, come rivela lui stesso: “Ho ragionato con il cuore, la passione, davanti alla professionalità. Quando farò l’inverso forse dovrò cambiare mestiere. Avevo ricevuto una buona offerta da un’altra squadra di serie B ma mi ero prefisso che prima avrei parlato con il Cesena. Resto qui per amore della piazza e di un programma che mi convince, potendo contare su un gruppo di giocatori che non andrà stravolto”. Il Cesena potrà così contare sul suo valido condottiero, il maggior artefice della promozione in B, e proseguire con il suo progetto. Il presidente Campedelli ha anche annunciato il nuovo ds, che sarà Antonio Recchi, 38 anni, figlio di Angelo ex portiere di Inter, Mantova e Cesena. Dopo questa lieta novella, la band Bisoli si appresta ad affrontare l’ultimo impegno stagionale, la finale di ritorno di Supercoppa di Lega Pro contro il Gallipoli. In Puglia l’andata si è chiusa sullo 0-0, lasciando aperto ogni risultato per il match del “Manuzzi”. Ma sabato (calcio d’inizio alle 20.30), comunque vada, sarà festa doppia per la promozione e il rinnovo dell’amatissimo tecnico.

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Cesena, dall’Inferno della Lega Pro al Paradiso della B in un anno

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La rosa del Cesena, regina del girone A di Prima Divisione neopromossa in serie B

Cesena- 17 maggio 2008. Nel grigiore del Tenni di Treviso, il Cesena di Castori abbandona mestamente la serie B con un ultimo desolante posto dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni. 17 maggio 2009. Una marea di 4000 bianconeri invade il Bentegodi di Verona e assiste col fiato sospeso al meritato ritorno in cadetteria della formazione guidata dal condottiero Bisoli. Dall’Inferno al Paradiso in 12 mesi esatti, la compagine romagnola resuscita e riconquista la dimensione a lei più consona, come dimostrano la storia di questa società e la media record di 7200 spettatori casalinghi ottenuta in questa stagione di successo. Un’impresa alla luce del disastro della scorsa annata e di una partenza difficile che lasciava presagire il peggio.

Partenza al rallenty e naufragio in laguna- Erano tanti i dubbi, infatti, che circondavano la band di Pierpaolo Bisoli, tecnico del miracolo Foligno, ad inizio stagione. Il ruolo di portiere affidato ad un giovane inesperto come Ravaglia, rientrato dopo il prestito al Poggibonsi. Una rosa piena di nuovi innesti, dalla coppia d’attacco Motta-Veronese, ai fedelissimi di Bisoli Segarelli e Zebi. Il rendimento dei ‘reduci’ Biasi, Lauro, Biserni e via dicendo. E infine la tenuta della nuova società, comandata da patron Campedelli e dal ds Minotti, arrivata nel momento più difficile e chiamata a risollevare un appannatissimo Cavalluccio.
L’inizio non è certo dei più incoraggianti. Doppio ko nei derby con Reggiana e Ravenna, alla 6° giornata il Cesena ha in saccoccia appena sei punti. La situazione sembra migliorare col doppio successo interno su Pro Sesto e Pergocrema, ma ai primi veri ostacoli (Padova e Pro Patria) i bianconeri si sciolgono. La vetta detenuta dai bustocchi è lontanissima, i play-off -obiettivo stagionale dichiarato- pure. Si arriva così al 13° turno, alla trasferta sul campo di un disastrato Venezia. Il Cavalluccio affonda in Laguna (2-1) e tocca il punto più basso della sua annata, vedendo minacciosi i play-out due lunghezze più sotto. In riva al Savio iniziano già i processi.

La rimonta- E’ la svolta. I bianconeri, sospinti dai gol di uno scatenato Motta, dalle invenzioni del trottolino Giaccherini, le sgroppate di Ceccarelli, il ritorno di Veronese e i chilometri macinati da Segarelli, infila sei vittorie di fila prima di Natale, prendendo scalpi importanti come quelli di Spal, Cremonese e Verona. Lo sfortunato stop di Reggio Emilia è solo una parentesi, perchè il rocambolesco e  memorabile derby vinto col Ravenna con due reti a ridosso del 90′ (3-2; Veronese e Djuric) proietta la band Bisoli in orbita play-off. Là davanti rallentano tutte, mentre i bianconeri continuano a volare e un rigore di Giaccherini in quel di Lecco corona alla 22esima la lunga rincorsa al primato.
Tra alti e bassi inizia il duello in vetta con Pro Patria e, a tratti, Reggiana. Si arriva in perfetta parità alla resa dei conti con i tigrotti, protagonisti di un campionato strepitoso nonostante i guai societari, gli stipendi non pagati e le malefatte di patron Zoppo (successivamente arrestato dalla Guardia di Finanza). L’unico gol dello scontro diretto del “Manuzzi”, davanti ad un pubblico record per la categoria (12mila spettatori) lo segna bomber Motta, a secco da quattro mesi, ma viene ingiustamente annullato: finisce 0-0, buon per la squadra di Lerda che rimane davanti per gli scontri diretti. Una settimana dopo a Monza, il Cesena cade malamente (0-2) e scivola a -3: sembra la fine dei sogni.

Lo sprint finale- Sembra, perchè la grinta del trainer di Porretta Terme rivitalizza i bianconeri, Motta torna a segnare, De Feudis riprende le redini del centrocampo e un certo Schelotto ottiene il tanto atteso transfert. Dopo il nuovo aggancio, è il giovane argentino a segnare il gol più pesante dell’annata al “Mazza” di Ferrara, campo dove il club romagnolo non aveva mai vinto in precedenza. L’insperato blitz dà la spinta giusta  per il sorpasso definitivo che arriva alla penultima: Motta dà la spallata decisiva, regolando la Cremonese, mentre Cammarata, bestia nera dei romagnoli, fa un regalo grosso così fermando i rivali al 92′. La serie B, da vicinissima,  diventa realtà nella terra di Giuletta e Romeo, grazie ad uno sprint finale che ha visto i bianconeri raccogliere 11 punti nelle ultime cinque contro i sei dei bustocchi. Come nel 1998 e nel 2004, il Cesena può brindare al ritorno in cadetteria.

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Il Cesena si riprende la vetta. Cusaro manda ko un buon Padova

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Il Cesena di Bisoli torna in testa
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Cesena- Con un gol per tempo, il Cesena regola il temibile Padova nel posticipo della 26esima giornata e si riappropria del primato nel girone A di Prima Divisione. I bianconeri di Bisoli riscavalcano la Pro Patria, tornando a +2 sui rivali, e allugano sulla Reggiana, ora a -5. Il primo posto sembra ormai un discorso a due, con ‘il regolamento di conti’ previsto il 6 aprile prossimo -sempre in posticipo- al Manuzzi. I biancoscudati, autori di una buona prova, vedono invece allontanarsi la zona play-off a tre lunghezze di distacco, ma tornano in Veneto consapevoli di potersi giocare sino in fondo le loro carte in ottica promozione.

Equilibrio- Bisoli ritrova Veronese in attacco e Segarelli in mezzo, e disegna un 4-3-1-2 con Giaccherini libero di svariare su tutto il fronte d’attacco. Sabatini, invece, opta per un assetto più coperto, dove l’unico vero attaccante è Di Nardo. L’inizio è contratto, privo di emozioni, ma alla prima chanche i romagnoli passano. Giaccherini mette in mezzo un cross basso che Sacilotto, a porta vuota, non può far altro che ribadire in rete (14′). Dopo il vantaggio, però, la band Bisoli commette l’errore di accontentarsi e lasciare campo al Padova. La pressione ospite cresce e trova il giusto pari con Jidayi al 25′. Ora gli uomini di Sabatini, ben disposti in campo, sembrano in grado di controllare il match, mentre il Cesena fatica a costruire gioco. Si va al riposo sull’1-1.

Decide Cusaro- Alla ripresa è un altro Cesena. I padroni di casa, sospinti dal pubblico amico, pressano alto e costringono all’angolo l’avversario. Fioccano corner e occasioni, Cesar e Patrascu salvano due situazioni scabrose sulla linea di porta, ma al 7′ arriva inevitabile il raddoppio cesenate: l’assist è ancora di Giaccherini, un traversone perfetto su cui Cusaro ha tutto il tempo per staccare e insaccare di testa (52′). I “bisoliani” continuano a premere sull’acceleratore, uno scatenato Giaccherini potrebbe chiudere i conti anzitempo. Sabatini decide allora di cambiare qualcosa, inserendo Rabito e poi Baù. Ma è Bovo con due fucilate in fotocopia a metter i brividi a Ravaglia. Il Padova cresce, il Cesena arretra e si copre con Chiavarini e Bonura per i due bomber Motta e Veronese. L’unica ripartenza è targata ancora Giaccherini, il cui destro a giro sfiora la traversa. Il finale è incandescente, con Rabito che timbra la traversa con un bolide da trenta metri e Di Nardo che reclama il penalty per una trattenuta di Ceccarelli. Per il Padova, però, rimangono soltanto gli applausi, mentre la Romagna bianconera continua a sognare il pronto ritorno in cadetteria.

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Cesena, rimonta batticuore. Dopo 10 anni il derby si tinge di bianconero

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E’ Veronese l’uomo derby

Cesena- Vietato ai deboli di cuore. Il Cesena, dieci anni dopo l’ultima vittoria, fa suo il derby di Romagna -valido per la 19esima giornata di Prima divisione- con un ribaltone clamoroso. I bianconeri rimontano e sorpassano nel finale i cugini del Ravenna dopo essere stati sotto di due gol per gran parte della partita. Un successo incredibile che proietta in alto la band Bisoli, a -2 dalla vetta. Per i giallorossi, invece, è un bruschissimo risveglio: qualsiasi velleità play-off è riposta, meglio guardarsi alle spalle.

La cronaca- Due rientri e due ko in casa Cesena: De Feudis e Biasi riprendono il loro posto; niente derby per Bonura e Chiavarini. Atzori, invece, si affida subito all’ultimo arrivato Curiale che si sistema al fianco di bomber Zizzari in attacco. I bianconeri vogliono riscattare il ko di Reggio e avvicinare le prime posizioni, i giallorossi tornare in gioco per i play-off accorciando proprio sui cugini. L’avvio dei padroni di casa è da choc. Passano appena due minuti e su corner Zizzari, con la complicità della difesa bianconera, trova il più facile dei gol. La band Bisoli è stordita, pare totalmente fuori partita. Quando si affaccia in avanti sciupa malamente (svirgolata di Segarelli e diagonale a lato da ottima posizione), quando si difende fa disastri. Al 20′, infatti, arriva il raddoppio ospite, ancora su palla inattiva: come a Reggio Emilia e come pochi minuti prima la retroguardia cesenate deve recitare il ‘mea culpa’, poichè lascia a Ferrario tutto il tempo di colpire. Il 2-0 ringalluzzisce ulteriormente la formazione di Atzori che può controllare e distendersi in contropiede, creando grattacapi a Ravaglia. I giallorossi corrono il doppio, i bianconeri sono totalmente fuori partita. Il derby pare prendere la via di Ravenna.
Nella ripresa Bisoli rivoluziona modulo e uomini: fuori un inguardabile Ceccarelli e Segarelli, dentro Cusaro e Djuric per un 4-2-3-1 che diventa spesso 4-2-4. Ma è l’atteggiamento ad essere diverso. Seppur impreciso, il Cesena inizia a caricare a testa bassa, collezionando corner e cross. Il Ravenna, invece, commette l’errore di chiudersi a riccio senza cercare nemmeno le ripartenze. L’unico sussulto lo regala Zizzari, ma Ravaglia tiene a galla il Cavalluccio.  Serve però un gol per riaprire la contesa.  Detto fatto: Veronese, il più veloce di tutti ad insaccare di testa l’assist del trottolino Giaccherini (75′), cambia volto al match. Ora i bianconeri ci credono, i bizantini sono all’angolo. Dopo qualche mischia non sfruttata, nel finale accade l’impensabile. Djuric, onnipresente sulle palle alte, firma di testa il pari -nonchè primo centro stagionale- al 90′, nell’azione successiva un Ravenna totalmente in bambola permette ancora ai bianconeri di arrivare con facilità in area e a Veronese di piazzare tutto solo il diagonale del sorpasso (92′). Esplode la gioia del Manuzzi, dopo 10 anni è di nuovo vittoria nel derby. E con una grinta e un cuore così, è lecito sognare un pronto ritorno in cadetteria.

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Crolla la Pro Patria, aggancio del Novara

Lume, che pokerissimo!

Girone A. Continua il crollo della Pro Patria. Dopo l’avvio esaltante, la Pro crolla a Lumezzane: 5-1 per i padroni di casa, nel risultato più clamoroso per proporzioni di questa giornata. Che il sogno sia finito? Approfitta del passo falso il Novara, che aggancia la capolista in vetta, con Rubino e Sinigaglia che firmano il successo casalingo contro il Venezia. Importanti vittorie anche per le seconde della classe: la Cremonese si porta a 3 punti dal vertice in coabitazione con il Padova. I grigiorossi superano 2-1 il Legnano, mentre i padovani, grazie alla rete di Di Nardo, superano un Cesena che sembrava lanciatissimo, ma che, dopo questa sconfitta, sembra ancora atteso alla prova del nove. Festeggia anche il Pergocrema, che con il gol di Florean, sbanca Portogruaro e conquista l’unico successo esterno della giornata. Tutte le restanti partite terminano in pareggio. La Reggiana rimonta per due volte il Monza, mentre Verona-Lecco finisce a reti bianche. Due gol a tempo scaduto salvano il Ravenna e la Spal: Trotta evita la sconfitta dei giallorossi in casa contro la Samb, mentre Zamboni in pieno recupero regala un punto ai ragazzi di Dolcetti, contro la Pro Sesto.

Girone B. Un buon Foligno blocca l’Arezzo in casa propria e permette al Crotone ed alle altre inseguitrici di rifarsi sotto. La seconda in classifica regola 3-0 la Ternana, ma molto meno facilmente di quanto lascia intendere il risultato, poichè gli umbri resistono fino a metà ripresa. Perdono una buona occasione il Gallipoli, battuto 2-1 a Pescara, e il Foggia, che cade a Marcianise, per un gol di Innocenti. Bene il Benevento di un super Clemente, che conquista i tre punti a Pistoia e risale la classifica. Vittoria anche per il Sorrento, che batte la Cavese con la rete di Agnelli, mentre è un gran Perugia, quello che si impone per 3-0 sul Taranto, con una tripletta di Mazzeo. Ricca di reti ed emozioni Paganese-Lanciano terminata 3-2 per i padroni di casa, mentre Juve Stabia-Potenza termina 0-0 tra gli sbadigli.

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Il Novara riaccende la lotta a nord. Gallipoli-Arezzo, pari spettacolo

Era una domenica di grandi sfide in Lega Pro, e le attese non sono state deluse. Anzi. Si è riaccesa  la lotta nel girone A dove il Novara fa un favore a sè stesso e alla concorrenza obbligando al 2° stop consecutivo la lepre Pro Patria. A sud, bel pari nella super sfida Gallipoli-Arezzo che mantiene i toscani in vetta ma che consente alle inseguitrici, anche in questo caso, di ridurre il gap. Insomma, una giornata che ci ha restituito due campionati più avvicenti, affatto scontati.

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Rubino sbanca Busto Arsizio all’ultimo respiro
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GIRONE A- Colpaccio doppio. Il Novara passa a Busto Arsizio con tanto cinismo in coda ad una gara nervosa, bruttina, che la capolista avrebbe potuto far sua. Le espulsioni a fine prima frazione (2 per i locali, 1 per gli ospiti), scaturite per lo scontro Ludi-Mosciaro, hanno condizionato pesantemente il match. La formazione di Notaristefano, però, non ha approfittato della superiorità numerica rischiando addirittura il tracollo. Ma al 90′ bomber Rubino ha trovato la capocciata da 3 punti, quella che avvicina a -3 i piemontesi e condanna ingiustamente la Pro Patria.
Dietro alle prime due, ne approfitta e sale il Cesena. I bianconeri, finalmente convincenti, stendono la Pro Sesto infilando il 2° successo di fila. I romagnoli vanno a segno con tutto il tridente d’attacco (Motta, Chiavarini, Giaccherini) e salgono per la prima volta in zona play-off. Non si può dire altrettanto del Padova caduto a sorpresa a San Benedetto per effetto del gol di Cigan nel finale.
Finisce in parità, invece, il doppio scontro incrociato Emilia-Veneto. Reggiana e Spal, infatti, perdono una buona chanche per avvicinare la vetta facendosi frenare da Verona e Portosummaga. Segno X anche nelle partite Lecco-Ravenna e Venezia-Lumezzane, dove i romagnoli si salvano al 90′ con Gerbino Polo e i seriani mantengono l’imbattibilità (unica compagine del girone) registrando un vero e proprio record di pareggi (ben 7).

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Salgado del Foggia, autore di un hat-trick
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GIRONE B- Si fa raggiungere due volte, vede avvicinarsi le inseguitrici ma ha tanti buoni motivi per sorridere. Non era facile per l’Arezzo, infatti, uscire imbattuto dal campo sintetico di Gallipoli e mantenere la vetta solitaria. Se a tutto ciò aggiungete la prova d’autorità sfoggiata e le ghiotte occasioni create per portare a casa l’intera posta in palio, concorderete con noi che mister Cari può ritenersi più che soddisfatto. Per la cronaca, Chianese e Baclet hanno segnato per gli amaranto, Vastola e Cangi hanno tenuto a galla la formazione di Giannini, la cui prestazione è stata degna della posizione di classifica occupata.
Salgono in massa Foggia, Crotone e Cavese. I satanelli, dopo aver steso il Gallipoli sette giorni fa, si sbarazzano del Sorrento con un hat trick di Salgado, un vero lusso per la categoria. Altrettanto si può dire di Espinal, la cui doppietta piega un Foligno rimasto in 10 ad un quarto d’ora dal termine: calabresi, dunque, che si confermano cinici e concreti. La continuità, invece, è la forza dei campani che, affondando nel derby la Juve Stabia, allungano a 5 la propria serie positiva. La sorpresa di giornata, invece, arriva da Pagani dove la formazione di casa, ancora imbattuta, batte il favorito Taranto.
Chiudiamo con il Perugia. Il campionato del club di Covarelli potrebbe esser cominciato ieri con la vittoria-blitz nel derby umbro del Liberati (decisivo Cutolo). Per un Grifone che festeggia dopo un avvio disatroso, a Terni c’è aria di crisi dopo la partenza illusoria.

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La Pro Patria non molla; due in vetta nel girone B

Sarà la Reggiana l'anti Pro Patria?

Sarà la Reggiana l’anti Pro Patria?

Guai a chiamarlo fuoco di paglia. Dopo cinque giornate, la Pro Patria è l’unica squadra professionistica a punteggio pieno. La Reggiana prova a stargli dietro, ma ora i punti di distacco sono 5: manca ancora una vita, ma il distacco inizia ad essere già sensibile. Nel girone B, la Ternana non va oltre il pari casalingo contro il Foligno e perde terreno su Arezzo e Gallipoli.

Girone A - Tutto facile per la capolista Pro Patria contro il Pergocrema. Già nel primo tempo le reti di Correa e Melara indirizzano il match verso il segno 1, poi ci pensa Fofana nella ripresa a chiudere il conto. Ottima vittoria per la Reggiana sull’insidioso campo della Pro Sesto. Decide una rete nella ripresa di Falconieri ed i granata ora si candidano come “anti Pro Patria”. Clamoroso scivolone casalingo della Cremonese, che deve arrendersi al Portogruaro dello scatenato Cuffa, autore di una doppietta. Il derby veneto tra Verona e Padova, invece, va ai biancorossi, grazie alla rete di Bovo nel secondo tempo. Vittoria di misura per la Spal di Aldo Dolcetti contro la Sanbenedettese: il gol lampo al 1′ di Lorenzi porta i ferraresi in terza posizione. Terza piazza affollatissima: ci rimane anche il Novara, sconfitto 3-1 in casa dal Legnano. Guadagna posizioni anche il Venezia, che con la doppietta di Malatesta e il rigore di Poggi, inguaia il Monza, penultimo in classifica.

La Romagna non canta- Continua la crisi delle romagnole. Il Cesena continua a non convincere. Solo 1-1 contro il modesto Lecco e per Bisoli poteva andare anche peggio. I bianconeri si salvano solo al 39′ della ripresa grazie alla rete di Bonura, che impatta il vantaggio ospite di Corti. Il mondo cesenate storce il naso: lecito attendersi molto di più da una squadra che ha come obiettivo minimo l’ingresso ai playoff. Giornata nera anche per il Ravenna, regolato 3-0 in quel di Lumezzane. I giallorossi di Atzori non sono mai stati in partita. Urge invertire presto il trend: tre sconfitte in cinque gare sono eccessive per una squadra che viene dalla B.

Girone B - Il protagonista di giornata è Chianese, che con la sua doppietta permette all’Arezzo di battere il Taranto nel big match della quinta giornata. Gli aretini ora comandano il torneo assieme al Gallipoli, vittorioso sul campo di un Perugia sempre più in crisi di risultati. Lo 0-1 è ad opera di Di Gennaro. Ternana e Foligno non si fanno male e chiudono la partita a reti bianche, mentre risale il Foggia che, grazie ad un rigore di Del Core nei minuti conclusivi, guadagna i tre punti contro la Juve Stabia. Tre punti anche per il Crotone: l’eroe dei calabresi è Basso che sconfigge il Benevento. Dopo le buone prove nelle scorse giornate, il Pescara cede 2-1 sul campo della Real Marcianise, mentre una rete di La Vista permette al Sorrento di battere la Pistoiese e di lasciarla a quota 4. 1-0 è il risultato con il quale termina anche Paganese-Potenza, mentre Virtus Lanciano-Cavese finisce 0-0.

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Lega Pro, finalmente i calendari

Ecco i calendari di Lega Pro di prima e seconda divisione. Finalmente. I campionati inizieranno insieme alla serie A il 31 agosto salvo scioperi. Quattro le soste previste, due nel periodo natalizio (28 dicembre e 4 gennaio), mentre le restanti si differenziano tra prima e seconda divisione: 1° febbraio e 8 marzo per la vecchia C1, 8 febbraio e 22 marzo per l’ex C2. I tornei si concluderanno il 17 maggio, play-off e play-out si disputeranno invece in queste date: semifinali il 31 maggio e il 7 giugno, finali il 14 e 21 giugno. Calcio d’inizio alle ore 15 tranne che dal 26 ottobre al 29 marzo, quando le gare cominceranno alle 14.30 in virtù dell’ora legale. Infine, due club hanno chiesto l’anticipo al sabato: Pro Sesto (1°div. gir. A) e Cisco Roma (2°div. gir. B).

Andando nel dettaglio delle gare in programma, i big match della 1° giornata sono senza dubbio Crotone-Pescara e Perugia-Benevento, mentre nel girone A è subito tempo di derby: il più interessante è Cesena-Reggiana, un classico, poi c’è il debutto del Portogruaro contro la sorella maggiore Venezia e lo scontro tutto lombardo Pro Patria-Lecco. I romagnoli, per altro, partono subito con due derby: dopo i granata, infatti, saliranno al Benelli per sfidare il Ravenna. La partenza è difficile come la coda. Spal, Cremonese e Verona è il trittico infernale che aspetta la truppa di Bisoli in in infuocato finale di campionato.

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Baby Cesena, tanto entusiasmo e un solo dubbio: Primavera o Berretti?

CESENA- Tanto entusiasmo e un solo dubbio: il campionato d’appartenenza. E’ partita così l’avventura della Berretti (o Primavera?) cesenate che inizierà oggi la preparazione in vista della nuova stagione in quel di Villa Silvia. La Berretti bianconera, infatti, non sa ancora se potrà o meno disputare il campionato Primavera. Il regolamento nazionale prevede che i settori giovanili delle squadre di Lega Pro disputino il campionato Berretti Nazionali, ma la società di via Botticelli ha chiesto una deroga speciale, senza dimenticare il ricorso ancora in ballo per il ripescaggio in B. In entrambi i casi le probabilità di successo sono minime, ma l’entusiasmo non ne risulta scalfito, anzi: “Le motivazioni saranno identiche- assicura un abbronzatissimo mister Lorenzo- il campionato a prima vista può sembrare meno prestigioso, ma quando scenderemo in campo l’adrenalina e l’impegno saranno gli stessi”. L’allenatore toscano, quindi, ha accettato di buon grado questa sorta di “retrocessione”. E non solo. Le offerte di panchine più prestigiose non sono mancate, ma lui ha voluto fermamente restare in riva al Savio. Il motivo è presto detto: “Il desiderio di rimanere vicino ad una società che ha tante motivazioni e voglia di emergere ha prevalso su qualsiasi altra considerazione- spiega- abbiamo entrambi la stessa mentalità, siamo in perfetta sintonia”.

Più giovani possibili in 1°squadra- L’obiettivo del tecnico esula dai meri risultati sul campo: “A prescindere dal fatto che non sappiamo ancora chi incontreremo- puntualizza Lorenzo- pensiamo solo a migliorarci giorno dopo giorno”. La sua filosofia, che è poi quella della dirigenza, è lanciare più ragazzi possibili in prima squadra: “E’ la soddisfazione più grande, il coronamento di un anno di lavoro. Il nostro compito consiste nel far crescere giovani d’indubbie qualità” il commento del mister. Sulla stessa linea il presidente Campedelli: “Il nostro augurio è aggregare il maggior numero possibile di giovani in prima squadra. Chiediamo a tutti loro di dare il massimo come ai ‘grandi’, senza distinzione alcuna”. Allenatore e patron sono d’accordo pure su quale aspetto incida maggiormente sull’affermazione di un giovane calciatore, l’elemento che separa un potenziale professionista da uno affermato: “La mentalità. La voglia di fare sacrifici e migliorarsi quotidianamente sotto ogni aspetto- dichiarano all’unisono- solo in questo modo si afferma la personalità, sia sul campo che in ambito extracalcistico”. Cesena, quindi, oltre ad essere una rinomata scuola calcio, continua ad essere palestra di vita.

Prima il gruppo- Da domani tutti al lavoro; quale sarà la prima cosa che il mister chiederà ai ragazzi?: “Massimo impegno e disponibilità a lavorare in primis per inserirsi nel gruppo- la risposta di Lorenzo- tutti devono capire che l’individualità emerge solo all’interno di un collettivo”. Chiariti gli obiettivi primari, chiediamo al tecnico qualche nome che potrà “finire” presto agli ordini di mister Bisoli (Carnevali e Rossi sono già in ritiro a Castrocaro, ndr): “Difficile dirlo. Questo gruppo di 90’-91’ è ottimo, ma potrebbe emergere un 92’ più bravo di loro…i casi di Djuric e Regini insegnano”. Un’osservazione che non fa una grinza.

Ecco la rosa dei convocati:

Portieri: Gioele Carnevali (90’), Mirco Scacchetti (’90)

Difensori: Kadir Caidi (’90), Angelo Gregorio (’91), Luca Marcellini (’90), Daniele Moritti (’91), Enrico Onofri (’90), Giovanni Rossi (’89)

Centrocampisti: Alessandro Amelotti (’90), Elia Ballardini (’91), Alessandro Chierighini (’90), Mirko Falchetti (’90), Filippo Mainardi (’90), Mathias Porcelli (’90), Luca Righini (’90), Simone Tonelli (’91)

Attaccanti: Matteo Domeniconi (’91), Rivolino Gavoci (’91), Leonardo Nanni (’91), Ionel Radoi Sorin (’90), Andrea Tabanelli (’90), Marco Tattini (’90), Gianluca Turchetta (’91).

Staff tecnico: all. Giuseppe Lorenzo; dir.acc. Otello Morghenti; dir.acc.add. arbitro Raffaele Rodoquino; massaggiatore Giovanni Riva; medico Silvio Mondardini.

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Le escluse dalla Figc. Lotta a due per il ripescaggio in B, il 25 decisione definitiva e compilazione calendari

Nove escluse- E’ arrivata la condanna definitiva per nove club di serie B e Lega Pro. Oltre a Messina, Castelnuovo Garfagnana, Massese, Teramo, Martina, Nuorese e Torres Sassari, già sicure dell’esclusione, non ce l’hanno fatta nemmeno Spezia- nonostante i tentativi interisti di salvataggio- e Lucchese- naufragata la trattativa di cessione della società-, due piazze importanti del nostro calcio. Regolarmente iscritti tutti gli altri club bocciati in un primo momento (Treviso, Verona, Venezia, Pescara, Juve Stabia, Potenza, Scafatese).

Situazione disperata in riva allo Stretto- A Messina la situazione è sempre più  critica. Sta tramontando, infatti, persino l’ipotesi di una ripartenza dalla seconda divisione grazie al lodo Petrucci. Il gruppo capeggiato dall’ex giallorosso Campolo che avrebbe dovuto rilevare la società dai Franza ha dichiarato poco fa il suo disimpegno per ragioni economiche. L’ultima speranza è legata a Emanuele Aliotta che, pur non potendo presenziare in prima linea in un eventuale salvataggio- era presente nella società fallita, il regolamento vigente glielo vieta- sta cercando imprenditori disponibili a salvare il calcio cittadino. Anche perchè altri acquirenti all’orizzonte non se ne vedono, e i tempi stringono. Il calcio messinese rischia seriamente di morire.

Capitolo ripescaggi e calendari- Lotta a due per prendere il posto dei peloritani in B. Matarrese ha confermato le indiscrezioni circolanti dichiarando che verrà ripescata in cadetteria “una tra Avellino e Cesena“. Gli irpini, ottenuto il via libera all’iscrizione alla Lega Pro dopo che la prima domanda era stata respinta dalla Covisoc, rimangono in pole grazie alla migliore posizione di classifica e ad un complesso calcolo che assomma quest’ultima a media spettatori e tradizione calcistica della città. I romagnoli, invece, possono fare valere la trasparenza e regolarità del loro bilancio ed hanno già presentato ricorso alla Figc. In riva al Savio, infatti, viene ritenuto inopportuno il ripescaggio di una società che ha rischiato addirittura l’esclusione dal campionato. Il 25 luglio conosceremo la decisione definitiva: quel giorno verranno compilati i calendari di A e B, e il presidente stesso della Figc ha assicurato che “non vi saranno X al posto di nomi di squadre, la Lega avrà già deciso chi ripescare“. A proposito di calendari: le novità più rilevanti sono l’abolizione delle teste di serie nel sorteggio e l’obbligatoria assenza di derby e partite di cartello nei tre turni infrasettimanali in programma.

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