Archivio per la categoria 'Calcio'

Calcio, Serie C1

Addio Erminio Favalli.

Si è spento stamattina Erminio Favalli, storico direttore sportivo della Cremonese. La perdita del 64enne collaboratore tecnico grigiorosso, stroncato da un infarto, è un colpo duro e inaspettato per famiglia, società e tutto il mondo del calcio.

Favalli ha dedicato tutta la sua vita al calcio. Nel 1964 l’allora 20enne ala destra fece il grande salto in serie A nell’Inter, dopo essersi messo in mostra in serie C con la Cremonese, squadra della sua città. Il suo curriculum di calciatore è di tutto rispetto: una stagione al Foggia, quattro alla Juve e sette al Palermo, condita da uno scudetto e una Champions in nerazzurro e un tricolore con la casacca bianconera. Appese le scarpette al chiodo, rimane nella società rosanero assumendo il ruolo di direttore sportivo. Nel 1982 Favalli tornò nella società d’origine, la Cremonese, e portò il club grigiorosso dalla serie C fino alla A. Il quinquennio 2002-2007, invece, lo trascorse alla guida del Pizzighettone, piccola compagine di provincia portata dai campionati dilettantistici alla serie C1. La scorsa estate, con l’avvento del nuovo presidente Arvedi, il ritorno alla Cremonese, in cui stava contribuendo (al fianco di mister Mondonico) all’ottimo rendimento della squadra, seconda nel girone A di C1 e quindi in lotta per la promozione in serie B.

Questo è la storia di un grande uomo di calcio, che salutiamo con tanto affetto e cordoglio.

Ciao Erminio

Calcio, Roma, Serie A

Totti-Rizzoli, un altro episodio da censura.

Udinese-Roma 1-0. Di Natale ha appena castigato i giallorossi, lo scudetto sembra allontanarsi definitivamente, la lite Panucci-Doni mostra il nervosismo crescente in campo (vedi “Lotta scudetto e Champions invariate“). Totti è posizionato sul dischetto del rigore, gli viene recapitato un ottimo pallone, ma l’arbitro Rizzoli è sulla traiettoria. Risultato: pallone alle stelle. Il capitano s’infuria. Tre “vaffa” nitidissimi e sonori sono l’espressione della sua rabbia cieca. E cosa fa il fischietto bolognese? Estrae soltanto il giallo. Incredibile.

E’ evidente che il regolamento non è stato applicato, che Totti ha sbagliato ma è rimasto impunito. Le scuse del giallorosso sono arrivate sia sul 2-1 (quando era più tranquillo, insomma) sia nel dopo partita, quando ha giustificato il suo sfogo dicendo di aver mancato di rispetto a Rizzoli a causa della trance agonistica. Fatto sta che il gesto è stato quanto meno deprecabile (non è la prima volta che diciamo che dovrebbero essere i giocatori i primi a dare il buon esempio vista la loro “visibilità”) e costituisce un precedente pericoloso. Il Pupone, infatti, pagherà un ammenda di 1000 euro ma non sconterà  alcuna squalifica. Diviene dunque legittimo insultare il direttore di gara? Oppure è concesso soltanto ai giocatori “di peso” come il numero 1o giallorosso?

Numerose voci di protesta si sono levate intorno a questo episodio. Marino, tecnico dell’Udinese, e Mancini hanno dichiarato che Totti andava espulso. L’ultimo intervento è quello di Gussoni, presidente dell’Aia. Quest’ultimo ha stigmatizzato l’operato del fischietto bolognese, definendo l’episodio una “pagina nera”, ma ha rinviato ogni decisione in merito ad un’eventuale sospensione (per lui auspicabile) al designatore ufficiale. Sarà dunque Collina a porre fine a questa spiacevole vicenda con l’augurio che venga dato un segnale forte e deciso. Episodi così preferiremmo non commentarli.

Calcio, Serie B

Avellino, addio mutualità.

Guai seri per l’Avellino. Ieri il Consiglio di Lega ha tolto alla società irpina i soldi della mutualità per una cifra di 4,2 milioni di euro. Un’enormità per un club già in grossa difficoltà finanziaria. La decisione è maturata in seguito all’applicazione di un regolamento approvato a inizio stagione. Suddetto regolamento prevede che un club non possa destinare più del 65% degli incassi totali agli emolumenti (cioè agli stipendi di calciatori e staff tecnico). Se questa percentuale viene superata, la società deve depositare fideiussioni in Lega a titolo di garanzia. L’Avellino ricade in questa casistica e, poichè non ottempera a questi obblighi da febbraio, è stato punito. Il Consiglio ha approvato all’unanimità senza conoscere il nome della società coinvolta, in modo da garantire la massima imparzialità. La situazione del club irpino è ora estremamente grave.

Calcio, Juventus, Serie A

Un’altra maledetta domenica

Il destino gioca davvero brutti scherzi. 11 novembre 2007, 12° giornata di andata della Serie A. In un Autogrill vicino ad Arezzo tifosi laziali diretti a San Siro e tifosi juventini diretti a Parma si scontrano; muore Gabriele Sandri colpito da una pallottola esplosa dalla pistola di un poliziotto a dir poco imprudente. 30 marzo 2008, 12° giornata di ritorno. In un Autogrill sulla A21 Torino-Piacenza, tifosi del Parma (in particolare 2 pullman di Boys) e tifosi della Juventus, entrambi diretti all’Olimpico di Torino per la partita, vengono a contatto. La dinamica è difficile da ricostruire. C’è chi parla di aggressione “verbale”, sfottò, insulti e provocazioni ma niente altro. C’è chi parla invece di aggressione “fisica”, con uso di cinghie, bottiglie e oggetti contundenti. I tifosi del Parma presenti, alcuni testimoni e le dichiarazioni dei Boys in un comunicato (qui), darebbero fondamento alla prima ipotesi. La voce di un tifoso juventino presente sul pullman, anche se anonimo, intervenuto in un programma televisivo (qui) e alcune ammaccature sul bus avvalorerebbero la seconda tesi. Ma poco importa. La vera tragedia accade subito dopo, quando l’autista del pulmino juventino decide di ripartire in fretta e furia proprio per evitare problemi e scontri, forse preso anche dalla paura. Nel fare manovra e ripartire investe Matteo Bagnaresi, 27enne tifoso gialloblù e lo uccide. Un incidente. Un tragico incidente. Così come lo definiscono gli stessi genitori del ragazzo. La conseguenza immediata è il rinvio della partita Juventus-Parma per lutto e per rispetto del dolore, e il minuto di silenzio sugli altri campi.
Un’altra domenica di follia pallonara, insomma. Diversa dai fatti che seguirono alla morte di “Gabbo” ma ugualmente triste e deludente. Il mondo del calcio è testimone di un doloroso fatto di cronaca in cui perde la vita un giovane, appassionato di calcio e del Parma, laureato e impegnato nel sociale.

Giusto rinviare la partita, giusto prestare più attenzione alle trasferte dei tifosi come ha deciso il Viminale riunitosi d’urgenza, giusto rispettare il dolore della famiglia e giusto soprattutto lasciar lavorare con impegno e serietà le forze dell’ordine e chi di dovere per ricostruire i fatti e la dinamica in modo da ottenere un quadro chiaro e preciso dell’accaduto, sulla base del quale riscontrare e punire eventuali responsabilità o atteggiamenti sbagliati. Giusto, infine, che i media lascino fare questo lavoro a chi è incaricato di farlo e non si sostituiscano ad esso.
Commentando questo episodio che personalmente reputo un tragico incidente, mi pervade però una rabbia strana. Una rabbia da uomo di sport e di calcio. Una rabbia che deriva dal trovare in questo episodio, come in molti altri, una totale mancanza di “civiltà sportiva” nel mondo del pallone di oggi. Se basta il trovarsi casualmente in un Autogrill come scusa (non per tutti ma per molti) per scontrarsi, verbalmente o fisicamente che sia, con altre persone solo perchè hanno sciarpe di colore diverso dalle nostre, allora c’è qualcosa che non va. Qualcosa che nessuna legge, nessun appello potrà modificare. Qualcosa che solo l’intelligenza e una sana dose di civiltà e sportività potrebbero cambiare. Utopia?

Calcio

BUONA PASQUA!

Dalla redazione di SoloCalcio un augurio di Buona Pasqua a tutti lettori!!!

Bari, Calcio, Calcio giovanile, Euro 2008

Lanzafame,prima convocazione nell’Under di Casiraghi.

C’è anche Davide Lanzafame tra i convocati da Pierluigi Casiraghi per la gara del prossimo 25 marzo, ore 18 italiane, contro l’Azerbaigian, valida per la qualificazione agli Europei under 21. Ed è proprio l’attaccante biancorosso la vera novità voluta dal mister degli “azzurrini”. Nato a Torino il 9 febbraio del 1987, Lanzafame è cresciuto nel difficile e competitivo vivaio della Juventus, mettendosi in risalto grazie ad una buona mole di gol realizzati. Il 3 giugno del 2007 esordisce in prima squadra nella penultima giornata del campionato cadetto contro il Bari, che da lì a poco sarebbe diventata la sua seconda casa. E proprio nella scorsa stagione il ragazzo torinese sbarca nel capoluogo pugliese, soffrendo all’inizio le scelte tattiche di Materazzi: nato come centravanti, l’ex allenatore dei Galletti lo utilizzava invece come esterno offensivo, sacrificandolo un pò. Con l’arrivo di Conte la sua vera natura esplode e impiega poco tempo a dimostrare doti che, se coltivate nella maniera giusta visto la sua giovane età, saranno sicuramente utili, e non soltanto ad una squadra di club. Intanto Davide continua a fare il suo dovere, ed anche bene: è lui il capocannoniere, sino ad ora, nelle fila del Bari con 8 reti, grazie anche a due doppiette fondamentali contro Vicenza e Frosinone. La nuova avventura con la maglia azzurra non potrà far altro che dargli maggiore esperienza.

Calcio

Collina difende gli arbitri

Altro weekend disastroso per la nostra classe arbitrale. L’ennesima sequela di errori ha mandato su tutte le furie diversi club:in questa stagione, a turno, si sono lamentati praticamente tutti. A differenza dell’”era Moggi” le sviste arbitrali sono ben distribuite, e pure la fantomatica “sudditanza psicologica” sembra un lontano ricordo. Domenica, infatti, la società che ha protestato maggiormente contro il direttore di gara è l’Inter capolista, accusata, nel weekend precedente, di essere stata favorita nella vittoria per 3-2 contro il Parma. Il gol annullato ad Ibrahimovic contro l’Udinese è regolarissimo(l’arbitro aveva fischiato prima del tiro ma è evidente che lo svedese avrebbe segnato)e pure sull’espulsione di Cesar ci sono forti dubbi. Gli errori di Rosetti, però, non sono gli unici. Clamoroso, anche se ininfluente sul risultato, il rigore negato al Milan per fallo di mano in area di Konko:l’arbitro Rocchi era ben appostato ed era impossibile non vedere l’irregolarità del genoano. Si lamentano anche Empoli(rigore negato contro la Fiorentina), Catania(annullato un gol a Spinesi per un sui fallo inesistente)e Torino(esagerati i due rossi a Barone e Bianchi):chi più ne ha, più ne metta, direbbe un vecchio adagio popolare.

In questo scenario poco rassicurante è intervenuto Pierluigi Collina, allenatore nonchè designatore delle giacchette nere. L’ex popolare arbitro ha difeso l’operato dei suoi, indicando nella giovane età ed inesperienza dei direttori di gara la ragione degli errori. La quantità e soprattutto qualità delle gare dirette dai suddetti giovani arbitri sarebbe la scusante alla “galleria degli orrori” andata in scena nelle ultime settimane sui nostri campi. Collina, però, dimentica completamente che una buona parte delle sviste è stata commessa dai fischietti più esperti(e internazionali):su tutti Farina e Rosetti. Il calcio odierno, sempre più veloce e fisico, rende la vita difficile agli arbitri nostrani, e così torna di moda un interrogativo:perchè non fornire a loro un supporto, magari tecnologico? In fondo, a mio avviso, non ci sarebbe nulla di scandaloso, visto che altri sport, ad esempio il basket, ne fanno già utilizzo. Ovviamente dovrebbero essere definite attentamente le modalità di utilizzo, per non creare maggior confusione in uno sport che ha bisogno di tutto, ma non certamente di questo.

Calcio, Juventus

Terzo tempo ad alta tensione

Episodio spiacevole al termine del posticipo serale Livorno-Juventus, terminato 3-1 per i bianconeri. Durante il cosiddetto terzo tempo, lo juventino Iaquinta e l’amaranto Balleri si sono scambiati parole poco amichevoli, al punto che sono dovuti intervenire i rispettivi compagni di squadra a dividere i contendenti. Scongiurando, così, il peggio.

Il terzo tempo, mutuato dal rugby e introdotto dalla FIGC all’inizio di quest’anno con l’intento di creare un clima più sereno nel mondo calcistico, si è rivelato, in questa occasione, un vero e proprio boomerang. Iaquinta e Balleri hanno tramutato un momento di fair-play in pretesto per sfogare la carica agonistica residua. E così torna di moda l”interrogativo:il terzo tempo è adatto al nostro calcio, pieno di polemiche e veleni? Il saluto alla fine di ogni partita è, a mio avviso, un’iniziativa lodevole. Il problema di fondo del calcio italiano è la mancanza di cultura sportiva. Questa cultura dovrebbe essere veicolata sin dalle giovanili, in modo che, per i calciatori, risulti naturale salutare l’avversario a fine partita, al di là di quello che è successo in campo. Solo così non vedremo più episodi spiacevoli come quello dell’Ardenza e, finalmente, il pallone nostrano assomiglierà un pò di più agli altri sport.

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