Archivio per la categoria 'Calcio'

Calcio, confederations cup

Gli Usa sognano, ma il Brasile si impone

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O’Fabuloso, mattatore della serata.

JOHANNESBURG - Grande rimonta del Brasile che si impone 3-2 sui sorprendenti States autori di una partita gagliarda e di un primo tempo comandato per 2-0. Le reti americane sono state di Dempsey  al 10′, Donovan al 27′ del primo tempo. Il Brasile recupera la situazione grazie ad una doppietta di Luis Fabiano al 1′ e al 28′ del secondo tempo e di Lucio al 39′.

USA micidiali- L’avvio della partita è sorprendente come quello che era stato contro la Spagna. Gli Stetes partono convinti dei propri mezzi e senza nessun timore reverenziale nei confronti dei Verdeoro. Al primo affondo gli Americani, infatti, vanno in vantaggio grazie a Dempsey che , su cross di Spector, anticipa Lucio e mette alle spalle di Julio Cesar e Usa avanti 1-o. La reazione brasiliana non si fa attendere e grazie agli inserimenti di Maicon il Brasile sfiora il pareggio in un paio di occasioni ma Howard è attento nello sventare le minacce. Sembra che il pareggio debba arrivare da un momento all’altro ma inaspettatamente gli Americani raddoppiano attraverso un’azione di contropiede micidiale con protagonisti Davies e Donovan che porta alla realizzazione di quest’ultimo e al 2-0 . La prima frazione si conclude con il seguente parziale.

Rimonta Brasile - Il secondo tempo è un’ altra storia . Al 1′ infatti, Luis Fabiano con un preciso sinistro in girata infila Howard e riporta in partita il Brasile. La squadra di Dunga è trascinata letteralmente da Maicon e Kakà ed è proprio l’ex giocatore del Milan a fallire il pareggio colpendo la traversa che a dire il vero lascia qualche dubbio sull’effettivo varcamento della linea di porta. Dunga prova a dare la scossa definitiva inserendo Elano e Dani Alves e il Brasile insiste nel suo forcing: Kakà da un’azione prodigiosa sulla sinistra mette dentro una palla invitante per Robinho che fallisce clamorosamente ma la palla che incoccia la traversa trova Luis Fabiano insacca portando i Verdero sul 2-2 e l’attaccante del Siviglia a quota 5. Ormai è un assolo brasiliano e arriva il goal vittoria su angolo grazie ad uno stacco di Lucio al 39′. La partita finisce con la vittoria dei brasiliani ma con gli USA che sono stati dei degnissimi avversari.

Ancona Calcio, Calcio, Rimini Calcio, Serie B

Rimini, l’incubo Lega Pro passa per Mastronunzio

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Mastronunzio, eroe dell’Ancona

RIMINI - E’ finito un ciclo, un era, un bel sogno, quello del Rimini in Serie B, società che fino alla scomparsa del presidente Bellavista un anno fà, aveva espresso un calcio davvero bello, fatto di dribbling e tocchi di fantasia che infiammavano i supporter bianco rossi e facevano ammattire quelli avversari.

Ora però la favola è finita. L’incubo è diventato realtà quando al 79°, ancora Mastronunzio (19° goal in questa stagione) punisce i romagnoli condannandoli definitivamente alla Lega Pro (Ex Serie C1).

Si gioca di sera alle 21 al Romeo Neri di Rimini e lo stadio logicamente è esaurito come nelle grandi occasioni. 2300 circa i tifosi dorici saliti in romagna. Pronti, via, le squadre si affrontano subito a viso aperto, cercando il goal che per il Rimini significherebbe tranquillità e salvezza certa (anche perchè in caso di pareggio sarebbe stata la squadra romagnola a salvarsi). Le occasioni si sprecano, ma è l’Ancona ad impensierire di più il portiere Agliardi che in più di un occasione non è impeccabile nelle parate. Il Rimini, fà fatica ad impostare il suo gioco e sembra più cercare di controllare e di puntare ad uno scialbo 0 a0 mentre l’ancona fà pressing a tutto campo ed induce spesso i romagnoli ad errori di impostazioni di gioco. Per il Rimini ci provano Docente, respito da Da Costa e Pagano con un tiro che però non impensierisce il portiere avversario. L’Ancona và vicinissimo al goal quando al 40′, Surraco piazza una punizione a giro che fà la barba al palo e dà l’illusione del goal ai 10mila spettatori accorsi questa sera.

La ripresa vede anconra le squadre affrontarsi senza timore ed inizia con il Rimini che crea due nitide occasioni da goal, prima col capitano Ricchiuti che però calcia decisamente male e debolmente dopo una bella azione. Poi Docente, assistito da Frara si divora letteralmente la palla che avrebbe chiuso il match tirando addosso a Da Costa a 2 passi dalla linea di porta. Dalla sponda dorica invece Agliardi è impensierito da Surraco, Soddimo, Colacone sul quale Agliardi fà buona guardia. Ma l’Ancona nella seconda frazione del secondo tempo, trova la marcia giusta per schiacchiare la squadra di casa, che più il tempo passa, più vede la speranza della salvezza divenire realtà e la paura di un goal che li condannerebbe alla Serie B, sempre più rischioso. Paura che diviene realtà quando l’ingresso di Eusepi porta all’azione del goal: il nuovo entrato vince un contrasto e conquista il fondo dal quale fà partire un cross sul quale la “vipera” Mastronunzio di testa spedisce nel sacco sotto la curva dei supporter anconetani per un delirio e una salvezza che a 10′ dalla fine del tempo regolamentare diviene realtà. Il Rimini non si squote e nemmeno l’ingresso di Cipriani, coi suoi centimetri, fà guadagnare metri ad un Rimini colpito a morte dal goal.

Finisce con un Ancona meritatamente salvo e con un Rimini contestato duramente dal pubblico di casa, reo di non aver messo abbastanza impegno in campionato e sopratutto in questa partita.

Calcio

Sondaggi: semaforo verde per Ferrara, rosso per Leonardo e Zenga

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Sondaggi

Ciro Ferrara è l’unico allenatore ad uscire indenne dalla ‘tagliola’ dei nostri sondaggi. L’ex difensore della Nazionale è infatti l’unico tra i nuovi tecnici della massima serie a raccogliere la maggioranza dei consensi, il 67%. Stessa percentuale che condanna Zenga che, secondo i nostri lettori, non troverà un ambiente favorevole al suo arrivo a Palermo per il passato al Catania, senza dimenticare i rapporti notoriamente difficoltosi con Zamparini. Bocciato, seppur di misura, anche Leonardo: per il 54% non è lui l’allenatore giusto per il dopo Ancelotti al Milan.
Archiviati questi sondaggi, è tempo di lasciare spazio alla nazionale di Lippi che sarà impegnata nella Confederations Cup. E allora vi chiediamo: chi vincerà la manifestazione sudafricana? VOTATE come sempre numerosi.

Calcio, Champions League

Sondaggio: Messi incoronato miglior giocatore della Champions ‘08-’09

9 reti, un gol strepitoso in finale e la coppa alzata al cielo: era quasi scontata la vittoria di Lionel Messi nel sondaggio indetto da Solocalcio per incoronare il miglior giocatore di questa edizione di Champions League. La Pulce ha stravinto il duello con un altro protagonista del successo del Barcellona, Andres Iniesta, aggiudicandosi il 54% delle preferenze, mentre il compagno di club si è fermato al 25%. Lontanissimo il terzo classificato, un altro blaugrana, Xavi (9%). Solo briciole per gli altri, schiacciati dal successo della band Guardiola.
La classifica finale:
1) Messi 54%
2) Iniesta 25%
3) Xavi 9%
4) Drogba 5%
5) C. Ronaldo 4%
6) Adebayor 2%
7) Gerrard 2%

Amarcord di calcio, Calcio

Superteam: Boca Juniors

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La prima formazione del Boca Jrs nel lontano 1905

Il Boca, la Boca. Difficile scindere la squadra dal barrio, quel lembo di terra a sud di Buenos Aires bagnato dal Riachuelo, approdo alla fine dell’Ottocento dell’immigrazione italiana, soprattutto genovese,  in Argentina. Ecco, parlare del Boca Juniors significa non dimenticarne mai le origini. Xeneizes, genovesi, anche di là dell’Atlantico. Tempi duri, quei tempi, storie di emigranti, di uomini in cerca d’autore, di un futuro, di una nuova casa. Storie non sempre felici, anzi soffocate nel sangue e condite dall’orgoglio. Anno domini 1872, operai genovesi in lotta contro i padroni e la repressione della polizia, bandiera della Superba in mano, occupano il quartiere ed inviano al re d’Italia Vittorio Emanuele II una lettera, in cui gli notificano che da quel momento il suo regno comprendeva anche “un sobborgo americano, la Repubblica della Boca”.

La Boca, il Boca. Da gente così non poteva che nascere una squadra di lotta e di popolo, ben lontana dai rivali di sempre, i millonarios del River Plate. 13 aprile 1905, un gruppo di giovani rapiti dal nuovo gioco portato dai marinai inglesi decidono di metter su una squadra: si chiamano Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Farenga. Primo scoglio il nome: proposte? “Figli d’Italia”, “Stella d’Italia“, perchè non “I difensori della Boca”? Ma sono tutti ragazzi, benchè guerrieri nello spirito: Boca Juniors calza a pennello. Secondo problema: i colori sociali. Bianco e blu. Scelta poco felice, sono i colori del Boerio, un sodalizio rivale. Si decide per uno spareggio risolutore: il Boca perde. Punto e a capo… Secondo la leggenda fu Juan Brichetto a risolvere la questione. Un giro al porto e un piroscafo battente bandiera svedese, giallo e blu. Perchè no? Il mito può cominciare.

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La “Bombonera”

Nel 1919 è già scudetto. Certo, le strutture son quelle che sono e il torneo è amatoriale, ma non per questo vale di meno. Saranno sette alla fine i titoli prima dell’approdo al professionismo, nel 1931. Ma la musica non cambia, gli xeneizes sono anche i primi campioni pro. Nel mezzo la tournée europea del 1925. 19 partite tra Spagna, Francia e Germania. Bilancio: 15 vittorie, un pareggio, 3 sconfitte. Tra gli scalpi nobili, quelli del Real e dell’Atletico Madrid, sotto gli occhi, e tra gli applausi, di re Alfonso XII. Tra gli eroi dell’impresa il cannoniere Seoane, il capitano Elli e il portiere Americo Tesorieri. Tornato in patria la Federazione proclamerà il Boca ”Campeon de Honor”, per i servizi spesi all’estero.

Nel 1940 si inaugura il nuovo stadio, un tempio degno di una grande squadra: la “Bombonera“. Una curiosità, lo stadio era stato costruito dove sorgeva una fabbrica di mattoni che, tra le materie prime, usava la bosta de caballos, lo sterco di cavallo. I tifosi del River e dell’Independiente non gliel’hanno mai perdonata: xeneizes? Bosteros… Un marchio d’infamia per i rivali, un vezzo per i boquensi.

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Juan Carlos Lorenzo con la prima storica Libertadores

Se in patria il suo mito è sempre oscurato dai borghesi del River Plate, la sua grandezza il Boca Juniors se la costruisce all’estero. Con il Milan, infatti, gli xeneizes sono la squadra con più titoli internazionali, 18. Prima squadra argentina ad arrivare in finale della Copa Libertadores nel 1963, battuti dal Santos di Pelè (nientepopodimeno…), il Boca deve attendere il 1977 per aggiudicarsi il massimo alloro latino-americano: in panchina un santone, Juan Carlos Lorenzo. Scaramantico ai limiti dell’assurdo (lo si ricorda anche in Italia per i suoi siparietti a Roma), Lorenzo costruisce una squadra perfetta che unisce ritmo e gioco maschio ed è letale in contropiede, capace di vincere i campionati Metropolitano e Nazionale nel 1976. Un anno dopo, come detto, cade, matura, la prima Libertadores regolando in finale i brasiliani del Cruzeiro vincendo ai rigori la bella di Montevideo. Un anno dopo è subito bis. Questa volta in finale ci sono i malcapitati colombiani del Deportivo Calì: 0-0 all’andata, 4-0 al ritorno grazie a Salinas, Mastrangelo e Perotti (doppietta). A marzo era in compenso già arrivata la ciliegina sulla torta: quell’Intercontinentale che i campioni europei del Liverpool avevano disertato a causa del gioco “amichevole” degli argentini. Al loro posto i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, finalisti in Coppa dei Campioni. In casa, il Boca deve accontentarsi del 2-2, ma è nel ritorno di Karlsrhue che Lorenzo costruisce il miracolo. Da fine stratega lascia campo ai panzer tedeschi per colpirli in contropiede dopo averne saggiamente sabotato la manovra (passateci il gergo “militaresco”). Finirà 3-0 grazie ad una doppietta di Salinas e a Mastrangelo.

Negli anni Ottanta il Boca è stato Luis Cesar Menotti e Oscar Tabarez, santoni del calcio sudamericano male adattati da noi, ma soprattutto è stato Diego Armando Maradona, anche se per una sola stagione. Anno domini 1981 Dieguito firma 28 gol in 40 partite e vince lo scudetto, prima di passare al Barcellona per ragioni di bilancio. Già il bilancio: in suo onore se ne sono andati in tanti: da BatistutaCaniggia fino a Samuel e Tevez. Gente che ha fatto la fortuna delle squadre che hanno creduto in loro, i ragazzi della Boca; gente che ha dato tanto alla causa. A Romancito Riquelme, croce e delizia degli ultimi 10 anni boquensi è legato un altro nome: quello di Carlos Bianchi, il suo scopritore, l’edificatore del Boca più forte di tutti i tempi. E secondo tradizione, un fallimento oltreoceano (non capì Totti…).

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Carlos Bianchi, il santone due volte campione del mondo

A cavallo del millennio Bianchi doveva fare le nozze con quello che aveva…non fichi secchi, ma casse vuote. E lo fece benissimo, portando la squadra ripetutamente ai massimi allori. In porta un bizzoso colombiano, Oscar Cordoba, in difesa il mastino Samuel, Cagna a mordere, Riquelme ha inventare e Palermo a castigare. Nel 1999 i Bianchi-boys riportano a casa un titolo che mancava dal 1992, facendo bottino pieno (Apertura più Clausura); un anno dopo ecco la terza Libertadores, la seconda ai rigori, contro i brasiliani del Palmeiras: 2-2 a Baires (doppietta di Arruabarrena); 0-0 nel ritorno a San Paolo. Ai rigori Boca vincitore per 4-2. Un anno dopo è ancora bis… e ancora ai rigori. I rivali sono i messicani della Cruz Azul. Il Boca va a vicere all’Azteca 1-0 grazie a Delgado, ma cade in casa con lo stesso risultato… Cordoba, tra i pali, ancora una volta è l’eroe di giornata e consegna la quarta Libertadores ai suoi. Tra i due titoli arriva anche, soprattutto, l’Intercontinentale: di fronte i galacticos del Real Madrid di Figo, Roberto Carlos e Raul, fulminati nei primi cinque minuti da Martin Palermo e poi irretiti nel possesso del Boca.

Un gruppo fantastico, quello costruito da Bianchi, capace di vincere pur perdendo i suoi idoli: Samuel e Burdisso emigrano in Italia; Palermo, Cagna, Ibarra, Riquelme in Spagna eppure la festa è sempre qui: nel 2003 ecco la quinta “pera”. Dopo quarant’anni il Boca può prendersi la ricincita su un Santos di nuovo competitivo. O’Rey è ormai lo sbiadito passato, ma ci sono Robinho e Diego, nuovi astri verdeoro contesi dai principali club europei. Entrambi continuano a ripetere: andremo in Europa, ma solo dopo aver riportato la Libertadores a casa. Non ci riusciranno… troppo forte quel Boca: Delgado con una doppietta chiude i giochi già nell’andata alla Bombonera, ma è al Morumbi che si scrive la storia… Tevez, Delgado e Schiavi zittiscono le cicale brasiliane, il gol di Alex serve soltanto per gli almanacchi… In dicembre, per la terza volta (la seconda in tre anni), il Boca Juniors sale sulla cima del mondo: questa volta gli avversari sono gli italiani del Milan, non ancora schiavi del joga bonito, ma comunque pieni di campioni (Shevchenko, Kaka, Pirlo, Maldini e compagnia cantante). Ancora una volta il pronostico è a senso unico… Ancora una volta i rigori saranno benevoli con Cagna e compagni. L’eroe questa volta non è Cordoba, ma Abbondanzieri, capace di ipnotizzare Pirlo, Seedorf e Costacurta (memorabile la sua “zappata”). Particolare degno di nota: dal 1996 (anno della sentenza Bosman e dell’inizio dell’esodo di massa di sudamericani verso l’Europa) al 2004 (ultima Intercontinentale), il Boca di Bianchi è stata l’unica squadra di là dell’Atlantico ad imporsi a Tokyo… Onore al merito.

Siamo ormai ai giorni nostri…Bianchi non è più in panchina e Palermo e Riquelme son tornati alla base dopo esperienze contraddittorie in Spagna. C’è ancora il tempo per parlare dell’ultimo sigillo in Libertadores (il sesto), nel 2007 contro il Gremio (3-0 in casa, 2-0 a Porto Alegre), o dei nuovi talenti sfornati da un vivaio che sembra inesauribile (Palacio, Gago e Banega)… In realtà dopo dieci anni di trionfi il ciclo iniziato nel 1998 sembra al termine. Un ciclo strepitoso, che ha portato, oltre a quattro Cope Libertadores e due Intercontinentali, 7 campionati argentini, 2 Cope Sudamericane e 3 Recope Sudamericane. Palermo e Riquelme non bastano più, l’allenatore Ischia è contestato dai tifosi, in campionato la Boquita stenta e l’obbiettivo Libertadores, fertile terreno di caccia, è svanito sotto i colpi del Defensor Sporting. Eppure alla Boca hanno visto momenti peggiori… L’orgoglioso xeneize risorgerà ancora una volta…

Palmarès

7 Campionati Amatoriali: 1919, 1920, 1923, 1924, 1925 (Copa de Honor), 1926, 1930
23 Campionati Argentini: 1931, 1934, 1935, 1940, 1943, 1944, 1954, 1962, 1964, 1965, 1969 (Copa Argentina), 1969 Nacional, 1970 Nacional, 1976 Metropolitano, 1976 Nacional, 1981 Metropolitano, 1992 Apertura, 1998 Apertura, 1999 Clausura, 2000 Apertura, 2003 Apertura, 2005 Apertura, 2006 Clausura, 2008 Apertura

3 Coppa Intercontinentale: 1977, 2000, 2003
6 Copa Libertadores: 1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007
2 Copa Sudamericana: 2004, 2005
4 Recopa Sudamericana: 1990, 2005, 2006, 2008
1 Supercopa Sudamericana: 1989
1 Supercopa Masters: 1992
1 Copa de Oro: 1993

Calcio, Champions League, Probabili formazioni

SPECIALE CHAMPIONS: Le probabili formazioni

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Tutto pronto per la finale
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ROMA - E’ tutto pronto all’Olimpico di Roma per accogliere i 22 calciatori di Manchester United e Barcellona pronti a dare tutto per il raggiungimento di un sogno chiamato : Champions League. Con il passare delle ore , chiaramente, aumenta la febbre del toto-formazioni e ci si chiede chi possa essere schierato da Ferguson e Guardiola. L’allenatore del Barça deve letteralmente reinventarsi la difesa visto che non avrà a disposizione nè Abidal e Dani Alves , squalificati, e Marquez infortunato. Viste le defezioni Guardiola, come dichiarato in conferenza stampa, dovrebbe adottare una tattica aggressiva atta a mantenere il pallino del gioco in mano senza esporsi troppo agli attacchi di Cristiano Ronaldo e compagni. In casa Manchester, la defezione sicura è quella di Fletcher , squalificato, e inoltre Ferdinand ha una caviglia in disordine ma dovrebbe stringere i denti ed essere della partita. I Red Devils, comunque, sono consci della propria forza e sia Ronaldo che Ferguson, in conferenza stampa, si sono mostrati determinati e convinti di poter portare il secondo titolo consecutivo di questa competizione. Ecco le probabili formazioni:

MANCHESTER UNITED (4-4-1-1): 1 Van der Sar; 22 O’Shea, 5 Ferdinand, 15 Vidic, 3 Evra; 13 Park, 8 Anderson, 16 Carrick, 11 Giggs; 7 Cristiano Ronaldo; 10 Rooney.A disposizione: 29 Kuszczak, 2 G.Neville, 23 Evans, 18 Scholes, 17 Nani, 9 Berbatov, 32 Tevez. All. Ferguson
BARCELLONA (4-3-3): 1 Valdes; 5 Puyol, 24 Toure’, 3 Pique’, 16 Sylvinho; 34 Xavi, 15 Keita, 8 Iniesta; 10 Messi, 9 Eto’o, 14 Henry. A disposizione: 13 Pinto, 2 Caceres, 27 Pedro, 28 Busquets, 21 Hleb, 7 Gudjohnsen, 11 Bojan. All.: Guardiola.

Calcio, Milan

A San Siro contestato “il calcio”: Maldini li rispedisce al mittente

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Brutta contestazione a Maldini nel giorno del suo addio

901. Basta questa cifra per spedire tra i miti del calcio un giocatore. 901 gare con la stessa maglia, 7 scudetti, 5 tra Coppe dei Campioni e Champions League, 3 tra Intercontinentali e mondiali per club, 5 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia e 5 Supercoppe Europee. Paolo Maldini è tutto questo ma non solo. E’ una dei terzini più forti di tutti i tempi, esempio in campo e fuori dal mondo del calcio. Persona corretta e mai sopra le righe, capitano vero osannato da tutto il mondo dei tifosi, milanisti ed avversari. Capitano anche della Nazionale. Domenica scorsa ha dato l’addio alla sua “casa”, un San Siro stracolmo per la gara contro la Roma- persa dai rossoneri per 3-2- e per salutare un simbolo. Era tutto pronto per la grande festa dopo la gara, giro del campo, commozione e 80.000 “grazie” tutti verso un solo uomo. Ma un gruppo di ultras milanisti ha deciso di rovinare  questo commiato: fischi, insulti e cori ad inneggiare Franco Baresi, come unico vero capitano della storia moderna del club di via Turati. Una vigliaccata vera e propria, atteggiamenti di pura cattiveria verso una persona che non avrebbe mai meritato un saluto del genere. Il motivo di questa sceneggiata risale a qualche giorno dopo la finale “maledetta” di Istanbul, con le dichiarazioni di Maldini che, alla dura contestazione di un gruppo di tifosi milanisti, rispose loro con un “sono dei mercenari”.
-guarda il video della contestazione su Facebook cliccando QUI-

Nulla però giustifica questo comportamento, che rimarrà indelebile nella mente non solo del numero 3 rossonero ma di tutto il resto dei tifosi milanisti, milioni. Non ha nascosto la sua delusione e la sua rabbia Maldini, che durante il giro di campo ha applaudito ironicamente verso i fischi, usando anche parole poco ortodosse nei confronti del gruppo “incriminato”. Una reazione assolutamente giustificabile, frutto di delusione  e amarezza.
Tutto il mondo del calcio, non solo quello dei tifosi- che si sono mobilitati in ogni modo per dissociarsi totalmente da quella frangia- è dalla parte del Capitano, che ha zittito la contestazione con un categorico: “Orgoglioso di non essere uno di loro”. Paolo Maldini è una delle espressioni più belle e vere del calcio, contestazioni del genere invece sono lo specchio di un calcio nostrano ancora deviato.

Calcio, Genoa, Serie A, Torino

Torino vs Genoa: rissa figlia della cultura sportiva nostrana?

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La rissa dell’Olimpico tra Toro e Genoa

Torino - E’ una rissa figlia della nostra cultura sportiva? C’è da chiedersi questo dopo il finale incandescente tra Torino e Genoa che ha visto i grifoni battere il Toro per 3-2. Il goal di Milito, quello del 3-2, in qualche modo ha inasprito gli animi tra i 22 in campo ed è emblematica l’espulsione di Abate per un’entrataccia ai danni di Juric. Poi fischio finale e parapiglia generale tra le panchine delle due squadre e degli undici in campo: scazzottata tra Colombo e Olivera, spintoni tra Diana e Motta per citare i casi più eclatanti.
-vedi il video della rissa su Facebook cliccando QUI-
In poche parole, scene poco edificanti per il nostro calcio. Il dopo gara è stato all’insegna dello scarica barile in cui Gasperini da una parte e Cairo dall’altra accusavano le rispettive compagini di non saper perdere e vincere. A monte di tutto ciò si deve dare una risposta alla domanda iniziale e il pensiero di chi commenta propende per un SI’. Questo perchè solo in Italia ci si pone il problema di affrontare squadre che già hanno raggiunto obiettivi e, a seconda del risultato,  si danno visioni diverse a cui fa maggiormente comodo credere. Se questa compagine che già ha raggiunto gli obiettivi perde significa che si è venduta la partita, se invece vince significa che ci deve essere qualcuno dietro quel risultato. Ed è questo ragionamento sbagliatissimo che emerge nel dopo gara tra Torino e Genoa e tutto ciò lascia abbastanza perplessi. La logica inviterebbe semplicemente a pensare che è normale che una squadra, avente  maggiori motivazioni,  abbia maggiore intensità di quella che i suoi bravi obiettivi già li ha raggiunti ma questo capita in qualsiasi competizione. Questo però non deve essere forzatamente sinonimo di vittoria o sconfitta e sintetizzata nel risultato di fine gara. Ci si augura che certi episodi facciano riflettere ma, conoscendo la nostra cultura, difficilmente sarà l’ultima volta.

Calcio, Probabili formazioni, Serie A

L’Ultima di Maldini per la Champions, la Prima di Ferrara da tecnico

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Esordio per Ferrara
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ROMA - La 37esima giornata di Serie A, penultima di campionato, verrà ricordata per due aspetti più umani che tecnici in primis. Il primo riguarda l’ultima partita di Paolo Maldini a San Siro , visto l’annunciato ritiro a fine Serie A, che rappresenta la sua 901esima presenza nella massima serie . C’è da dire che il match per il capitano rossonero e compagni sarà tutt’altro che agevole. C’è una Roma, infatti, vogliosa di riscatto e non ancora sicura del posto in Uefa, conteso con il Palermo, di conseguenza sarà una partita dalle forti emozioni quella di San Siro. L’altro aspetto che trascende il tecnico è la prima sulla panchina della Juventus di Ciro Ferrara da tecnico. Il compito dell’ex calciatore di Napoli e Juve è tutt’altro che facile: risvegliare una Juve che sembra aver finito la benzina fisica e mentale. La partita con il Siena sarà un test importante e chiarificatore in questo senso. Per il resto la giornata propone Lecce-Fiorentina, scontro importante per due obiettivi molto diversi, Atalanta-Palermo, importante soprattutto per i rosanero in chiave Uefa, Cagliari-Inter, Catania-Napoli, Chievo-Bologna, scontro tutto in chiave salvezza, Sampdoria-Udinese, Torino-Genoa.

Atalanta: Per l’ultimo impegno stagionale davanti ai propri tifosi, Del Neri dovrà fare a meno, probabilmente, del terzino destro Garics oltre che del bomber Floccari. Per cui dovrebbe venir dirottato a destra Bellini con l’inserimento di Peluso, tra i titolari, sulla fascia sinistra. La formazione dovrebbe quindi essere impostata su un 4-4-2 con : Consigli-Bellini-Capelli-Manfredini T.-Peluso-Defendi-Cigarini-Guarente-Padoin-Doni-Plasmati

Palermo: Ballardini arriva alla partita contro l’Atalanta non nel migliore dei modi. Il tecnco rosanero dovrà fare a meno dello squalificato Kjaer e degli infortunati Liverani e Cavani, giocatori piuttosto importanti nello scacchiere palermitano. La formazione dovrebbe quindi prevedere un 4-3-1-2 con: Amelia-Cassani-Migliaccio-Bovo-Balzaretti-Guana-Nocerino-Bresciano-Simplicio-Succi-Miccoli.

Cagliari: Allegri, per la partita, contro l’Inter dovrà fare a meno di Matri per un infortunio alla caviglia. Per il resto la formazione dovrebbe essere la solita con un 4-3-1-2: Marchetti-Pisano-Lopez-Canini-Agostini-Fini-Conti-Parola-Cossu-Acquafresca-Jeda

Inter:I neo campioni d’Italia vanno al Sant’Elia in formato inedito. Mourinho , a quanto pare, vuole dare spazio anche alle seconde linee per rendere loro omaggio della vittoria di questo campionato. La formazione dovrebbe essere con un 4-3-3 : Toldo-Santon-Burdisso-Materazzi-Chivu-Zanetti-Cambiasso-Vieira-Obinna-Ibrahimovic-Mancini

Catania: Al Cibali , Zenga tenta di chiudere la stagione al meglio possibile tentando di ritornare alla vittoria dopo 6 partite. Lo schieramento catanese dovrebbe prevedere un 3-4-1-2: Marchetti-Pisano-Lopez-Canini-Agostini-Fini-Conti-Parola-Cossu-Acquafresca-Jeda

Napoli: Cannavaro e Hamsik non sono partiti per la trasferta di Catania. Il capitano si è arreso ad uno stiramento mentre lo slovacco ha la tendinite. Al loro posto Aronica e Datolo. Sono partiti invece Lavezzi e Gargano: il Pocho giocherà dal primo minuto, mentre l’uruguaiano andrà in panchina. Donadoni ,quindi, dovrebbe schierarsi in un 3-5-2 : Navarro-Santacroce-Contini-Aronica-Mannini-Pazienza-Bogliacino-Datolo-Vitale-Denis-Lavezzi.

Chievo: Di Carlo è alla ricerca dei 3 punti salvezza che possono portare a termine un cammino fantastico e quasi miracoloso. La formazione dovrebbe essere la stessa di queste ultime apparizioni: Sorrentino-Frey-Morero-Yepes-Mantovani-Luciano-Rigoni-Marcolini-Pinzi-Pellissier-Bogdani

Bologna: Papadopulo per l’ultima spiaggia dovrebbe puntare su un 3-5-1-1 con unico riferimento avanzato Di Vaio e ed Adailton alle sue spalle: Antonioli-Moras-Castellini-Terzi-Zenoni-Mingazzini-Mutarelli-Amoroso-Valiani-Adailton-Di Vaio

Sampdoria: Una Sampdoria che ormai non ha più niente da chiedere a questo campionato cerca di far godere a tutti una giornata di campionato. Questa dovrebbe essere la volta di Fiorillo , giovane portiere della primavera, mentre in avanti torna la coppia del goal Pazzini-Cassano. A sostituire l’infortunato Accardi ci sarà Raggi. Questa è la formazione blucerchiata:  Fiorillo- Campagnaro-Gastaldello-Raggi-Padalino-Dessena-Palombo-Franceschini-Pieri-Pazzini-Cassano

Udinese: Marino recupera, per il confronto con la Sampdoria, Alexis Sanchez e quindi il tridente tipo con Floro Flores e Quagliarela. Per il resto la formazione dovrebbe prevedere un 4-3-3 con: Handanovic-Isla-Zapata-Felipe-Pasquale-Inler-D’Agostino-Asamoah-Sanchez-Quagliarella-Floro Flores

Torino: Tocca ad Angelo Ogbonna sostituire Natali in mezzo alla difesa granata. L’italo-nigeriano vince infatti la concorrenza di Pratali e giocherà con Ivan Franceschini e Pisano ai lati. In avanti il Toro si affida alla coppia Bianchi-Stellone; alle loro spalle Rosina. La formazione granata dovrebe essere: Sereni-Franceschini-Ogbonna-Pisano-Colombo-Dzemaili-Barone-Rubin-Rosina-Stellone-Bianchi.

Genoa: Gasperini per la partita con il Tori recupera molti dei suoi fedelisimi. In difesa torna Bocchetti, a centrocampo Criscito, in attacco ancora tridente con Jankovic, Sculli e Milito, a caccia del record assoluto di segnature per un giocatore del Genoa in campionati a girone unico. La formazione dovrebbe essere: Rubinho-Papastathopulos-Ferrari-Bocchetti-Rossi-Thiago Motta-Juric-Criscito-Sculli-Milito-Jankovic.

Lecce: Tra squalifiche ed infortuni, De Canio deve rinunciare a sette elementi. Probabile la conferma del 4-4-2, in avanti spazio alla coppia Tiribocchi-Castillo. A centrocampo ballottaggio Edinho - Vives per un posto accanto a Zanchetta. La formazione leccese è: Benussi-Ingrosso-Fabiano-Esposito-Giuliatto-Zanchetta-Giacomazzi-Edinho-Caserta-Castillo-Tiribocchi

Fiorentina: Un paio di dubbi per Cesare Prandelli. Uno è legato all’utilizzo di Montolivo. L’allenatore viola deciderà solo all’ultimo momento: il centrocampista si era fermato per una botta ricevuta due giorni fa in amichevole. Prevale l’ottimismo, ma il tecnico ha già pronto anche l’eventuale sostituto: Donadel. Recupera Felipe Melo, che parte dall’inizio. Ok anche Dainelli, in ballottaggio con Kroldrup: il danese è in leggero vantaggio. La formazione viola dovrebbe essere: Frey-Comotto-Kroldrup-Gamberini-Pasqual-Montolivo-Felipe Melo-Semioli-Jovetic-Vargas-Gilardino

Siena: Giampaolo potrebbe confermare lo schema 4-1-4-1 utilizzato nelle ultime due giornate di campionato. La formazione senese dovrebbe essere: Curci-Ficagna-Portanova-Brandao-Del Grosso-Coppola-Maccarone-Vergassola-Galloppa-Jarolim-Calaiò.

Juventus: Del Piero e De Ceglie sono entrambi convocati, il capitano dovrebbe partire dalla panchina mentre il terzino giocherà titolare. Ferrara ha chiamato anche Salihamidzic, alla sua prima convocazione dopo l’infortunio. Assenti gli infortunati Sissoko, Molinaro, Knezevic, Grygera e Ekdal. La formazione di Ferrara dovrebbe essere: Buffon-Zebina-Legrottaglie-Chiellini-De Ceglie-Camoranesi-Zanetti-Thiago-Nedved-Iaquinta-Trezeguet.

Milan: Nell’ultima partita di Paolo Maldini a San Siro, Carlo Ancelotti dovrebbe puntare sul 4-3-1-2 con : Dida-Flamini-Favalli-Maldini-Zambrotta-Beckham-Pirlo-Ambrosini-Kakà-Inzaghi-Pato

Roma: Per la partita  contro il Milan, Spalletti recupera Juan ma non può contare sull’esperienza di Panucci. Con Perrotta e Baptista out la formazione dovrebbe essere: Arthur-Motta-Mexes-Juan-Riise-Taddei-Brighi-Cassetti-Pizarro-Totti-Vucinic.

Calcio

Primo sondaggio: Werder vincente in Uefa per il 72% dei lettori

sondaggio

Il sondaggio premia il Werder
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Il Werder Brema vincerà la finale di Istanbul contro lo Shakthar Donetsk e alzerà al cielo la prima coppa Uefa della sua storia. Questo è il verdetto sancito dal primo sondaggio lanciato dalla redazione di Solocalcio e chiuso pochi minuti fa, a due ore scarse dall’atto finale. I verdi di Germania hanno strappato una schiacciante maggioranza di consensi, aggiudicandosi il 72% dei voti; per quasi tre lettori su quattro, dunque, gli ucraini di Mircea Lucescu non avranno scampo. Vedremo se il verdetto del campo vi darà ragione…

Ringraziando tutti quelli che hanno espresso la propria opinione partecipando al primo sondaggio, vi invitiamo a d esprimere la vostra opinione su un secondo quesito, già presente on-line da una settimana, sulla finale di Champions League. Chi porterà a casa la coppa dalle grandi orecchie? Manchester United o Barcellona?

Votate numerosi!!!

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