Archivio per la categoria 'Calcio Internazionale'

Calcio Internazionale, confederations cup

Brasile, 3 punti in extremis. Kakà beffa l’Egitto

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Mohammed Zidan, quasi eroe egiziano

BLOEMFONTEIN - Nella gara che apre il gruppo B della Confederations Cup, la nazionale egiziana campione d’Africa va vicinissima alla storia impresa di bloccare il Brasile sul pareggio, rischiando addirittura di vincere la partita. La nazionale verdeoro si era portata sul 3-1 nella prima frazione e sembrava intenzionata a controllare il risultato senza particolari affanni. Invece, nella ripresa, l’Egitto va a segno due volte nel giro di un minuto e pareggia i conti. Al Brasile serve un calcio di rigore in pieno recupero per evitare il clamoroso risultato e portare a casa tre punti preziosi.

BRASILE IN CHIAROSCURO - La squadra guidata da Dunga dura, di fatto, solo un tempo. Il ct brasiliano si affida alla stessa squadra che nelle ultime due gare di qualificazione ai mondiali aveva piegato Uruguay e Paraguay. I campioni d’Africa, nonostante la disparità tecnica, si dimostrano squadra ostica, capace di esprimere un bel calcio fatto di pressing e contropiede. Il merito della “quasi” impresa egiziana va al giocatore più rappresentativo, Mohammed Zidan, 27enne attaccante del Borussia Dortmund, capace di oscurare anche la stella Kakà. Il calciatore brasiliano, infatti, aveva portato in vantaggio la Seleçao dopo 5 minuti, ma il rivale egiziano aveva pareggiato i conti quasi subito con un colpo di testa su cross di Aboutrika. La formazione verdeoro si mostra estremamente vulnerabile in fase difensiva, con Juan e Dani Alves spesso in ritardo nelle chiusure. Dura poco, comunque, anche l’illusione del pareggio: 3 minuti dopo Elano si rende protagonista di una grande punizione che consente a Luis Fabiano, centravanti dalla prolificità incredibile in maglia verdeoro, di inserirsi e segnare senza problemi il gol del 2-1. Al 37′, ancora da un corner al veleno di Elano, viene fuori il terzo gol di Juan. Il Brasile va dunque al riposo con un vantaggio rassicurante e la sensazione di avere la partita in pugno.

GRANDE EGITTO - L’ampio vantaggio si rivela, invece, arma a doppio taglio per la Seleçao. Kakà e compagni tornano in campo senza la giusta concentrazione, lasciando ampio spazio all’orgoglio e la voglia di rivalsa dei Faraoni. Difatti nel giro di un minuto, dal 9′ al 10′, l’Egitto agguanta l’insperato 3-3. I gol arrivano prima da una meravigliosa azione corale, conclusa da una rasoiata dal limite dell’area di Shawki, poi con una combinazione Aboutrika-Zidan, conclusa ancora una volta dalla rete dell’attaccante. Dunga a questo punto tenta il tutto per tutto inserendo Pato per Luis Fabiano, mossa che non produce la reazione sperata. Sono, infatti, sempre gli egiziani a sfiorare il clamoroso vantaggio. La gara sembrava ormai destinata al pareggio, quando una mezza girata di Lucio viene intercettata in maniera netta dal braccio di El Mohamadi. L’arbitro Webb inizialmente non vede il tocco di mano ed assegna semplicemente il corner. Poi, probabilmente aiutato da uno schermo o dai collaboratori, opta per la concessione del rigore e per il rosso diretto al calciatore egiziano. Kakà si presenta sul dischetto, El Hadary tocca ma non trattiene. E così il Brasile segna il 4-3 che vale 3 punti e il primato nel girone in attesa di Italia-Usa, di scena stasera. L’Egitto si conferma comunque avversario ostico e tutt’altro che intenzionato a fare da materasso nel girone.

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna, tutto facile. Nuova Zelanda travolta

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El niňo Torres, mattatore della serata.

RUSTENBURG - Come da pronostico, la Spagna asfalta senza problemi la Nuova Zelanda (sì, la stessa squadra che pochi giorni fa ha fatto penare non poco gli azzurri…) e si conferma tra le grandi favorite per la vittoria finale. La superiorità delle Furie Rosse si rivela schiacciante sia sul piano del gioco che su quello dei singoli, molto più di quanto dica il 5-0 finale. Ben poco può fare la nazionale oceanica, che pure qualche giorno fa aveva tenuto testa in maniera più che dignitosa ai campioni del mondo, per arginare tale strapotere. La Spagna, di fatto, chiude la partita nei primi 15 minuti del primo tempo, dimostrando un cattiveria e una prolificità sconosciute al nostro calcio. Complice il pareggio nella gara d’apertura tra Sudafrica e Iraq, gli iberici si portano al primo posto nel girone a quota 3 punti.

NEL SEGNO DEL NIŇO - Grande protagonista della serata è l’attaccante del Liverpool Fernando Torres, autore della tripletta che nella prima frazione pone fine ai giochi. Dopo solo 6 minuti, El Niňo si trova tra i piedi la palla dell’1-0 , la controlla e la infila nel sette con un bel destro a giro. Al 14′, ancora Torres capitalizza al meglio, di piatto destro, una superba combinazione tra Riera e Villa sulla sinistra. Al 17′ arriva la tripletta personale per l’attaccante, che svetta di testa su un cros di Capdevila. Da questo momento in poi, la gara assume i connotati di una partitella d’allenamento. La Nuova Zelanda è completamente annichilita e la Spagna continua a divertirsi, dando la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento. Prima della mezz’ora, arriva anche il poker: ancora Capdevila, con un bel filtrante, trova Fabregas solo in mezzo all’area che non ha problemi a segnare il 4-0. I neozelandesi si rendono pericolosi solo con qualche conclusione di Smeltz, senza particolari pretese. Si va al riposo con il risultato già ampiamente acquisito.

SPAGNA DA PAURA - In apertura di ripresa, la Spagna va ancora a segno. Nell’occasione, la difesa neozelandese si mostra decisamente imbarazzante, con Boyens che liscia clamorosamente un cross ancora di Torres e permette a Villa di trovarsi incredibilmente fra i piedi la palla del 5-0. A questo punto, la partita ha davvero poco ancora da dire: Del Bosque concede un po’ di riposo a Xavi e Sergio Ramos inserendo Cazorla e Arbeloa. Il ct della Nuova Zelanda Herbert prova allora a mettere la gara sul piano fisico, ma l’unica occasione che i suoi riescono a produrre è un tilo al volo di Elliott. Meritata standing ovation per Torres, al suo posto dentro David Silva. Da segnalare ancora altre occasioni per la Spagna, con Villa, Capdevila, Fabregas e Riera, che però non inquadrano la porta. Il match termina così 5-0, risultato ineccepibile sia per la disparità dei valori in campo che per il gioco espresso. Questa Spagna, anche e soprattutto in ottica mondiale, fa davvero paura.

Calcio Internazionale, confederations cup

Confederations Cup: Iraq vs Sud Africa da sbadigli


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Pienaar, stella sudafricana oggi a secco.

Johannesburg - La Confederations Cup inizia con un deludente 0-0 tra Sud Africa e Iraq. Partita dai contenuti tecnici piuttosto modesta dai ritmi compassati, spettacolo solo negli spalti.

La partita: All’Ellis Park Stadium di Johannesburg la parte del leone la fa il pubblico mentre i 22 in campo, come detto, sonnecchiano e creano pochissimo gioco.  La manovra non decolla: il Sud Africa prova a fare la partita ma non ha la qualità per creare dei pericoli ad un Iraq ben messo in campo e a coprire gli spazi da Minutinovic. La squadra di Santana , infatti, risente in maniera determinante dell’assenza del suo giocatore più rappresentativo ovvero Steven Pienaar. Le vere emozioni di questo match arrivano nella ripresa nelle ultime battute. Il Sud Africa sfiora il gol con il nuovo entrato Mashego, che a tu per tu con il portiere iracheno Kadhem si fa respingere la conclusione. Poi, a 5 minuti dalla fine, i Sudafricani riuscirebbero anche a sbloccare il risultato, ma l’attaccante Parker si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato, respingendo involontariamente sulla linea un colpo di testa da posizione ravvicinata di Dikgacoi.Azione decisamente rocambolesca serve a rappresentare la pochezza della partita che ha offerto veramente poco. Il confronto termina con un deludente 0-0.

Calcio Internazionale, Italia

Italia più ombre che luci

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Alberto Gilardino, doppietta per lui stasera

PRETORIA - Nell’ultima partita di avvicinamento alla Confederations Cup, la Nazionale di Marcello Lippi vince con un sofferto 4-3 la partita contro la Nuova Zelanda. Le reti per gli Azzurri sono state di  Gilardino al 33′ del primo tempo e al 3′ della ripresa e di Iaquinta al 23′ e al 28′ del secondo tempo. Per gli All Blacks a segno Smeltz al 13′ del primo tempo e Killen al 42′ del primo tempo e al 12′ della ripresa su rigore.

Italia svagata- E’ un’Italia non molto concentrata quella del primo tempo. Questa sensazione è confermata dal modo in cui si subiscono le due segnature neozalendesi di Smeltz e Killen in modo abbastanza simile su palla da fermo. La Nazionale soffre in modo evidente oltre per una determinazione scarsa anche per la mancanza di un uomo d’ordine a centrocampo come Pirlo e De Rossi. Nella prima frazione è Gilardino quello che spicca più di tutti ed è proprio grazie ad una bella azione combinata con Quagliarella che l’Italia conseguisce un momentaneo pareggio. Così termina il primo tempo sul parziale di 1-2 per la Nuova Zelanda.

Effetto Iaquinta- Nella ripresa l’Italia sembra partire maggiormente determinata, grazie all’ingresso di Pirlo,  ed è sempre Gilardino, grazie ad un bel cross di Dessena, a siglare la rete della parità su 2-2. Pareggio che dura poco visto che, da un’ennesima disattenzione difensiva,  si origina il penalty realizzato da Killen portando il punteggio sul 2-3. Lippi allora decide di mandare forze fresce con Iaquinta-Toni e Montolivo ed è proprio lo juventino a fare la differenza. Grazie alle sue segnature al 23 e 28′ del secondo tempo l’Italia evita la brutta figura e si avvicina alla prima partita della Confederations Cup con meno tensione.

Considerazioni- Partita abbastanza ingiudicabile questa contro la Nuova Zelanda, in cui gli azzurri hanno interpretato l’impegno più come un allenamento che come una partita. In questo match sono emerse la forma e la motivazione di Gilardino e il ruolo fondamentale di Pirlo o De Rossi in mezzo al campo visto che senza di loro la squadra ha ben poca creatività soprattutto sugli esterni. Magari un Foggia non avrebbe fatto così male ma ormai i giocatori sono questi, anche se le prospettive non sembrano straordinarie.

Calcio Internazionale, Italia

Italia 2 da spettacolo

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Primo gol in azzurro per G.Rossi

Pisa - L’Italia 2 , dei debuttanti e delle riserve, vince nettamente per 3-0 contro l’Irlanda del Nord con le reti di Giuseppe Rossi al 20′ del primo tempo, primo goal con la Nazionale maggiore, e di Foggia e Pellissier, anche loro al primo acuto in azzurro, all’8′ e al 28′ del secondo tempo.

Formazioni: Lippi parte con un 4-3-3 con Pazzini, riferimento centrale, Rossi e Mascara a supportarlo sugli esterni. Le chiavi del centrocampo vengono affidate a  D’Agostino, spalleggiato da Gattuso, al rientro dopo il grave infortunio, e Montolivo. Il reparto difensivo vede il debuttante Santon giocare da terzino destro, Gamberini-Legrottaglie-Grosso e Marchetti tra i pali.

Prima di Rossi: Il canovaccio della partita è subito chiaro: l’Irlanda adotta una strategia prettamente difensiva con il solo Healy a pungere davanti. L‘Italia, dal canto suo, parte un pò con il freno a mano tirato e non gioca ad altissimi ritmi anche se con buona volontà. In questa fase spiccano i movimenti dei tre attaccanti Pazzini-Rossi-Mascara che non danno dei grandi riferimenti alla difesa  irlandese ed è da uno di questi movimenti che l’Italia sblocca il risultato. Grazie ad un bel taglio di Mascara, senza palla infatti, D’Agostino serve splendidamente Giuseppe Rossi che, dal limite, lascia partire una saetta tra palo e portiere e porta in vantaggio gli Azzurri al 20′ del primo tempo. L’Italia, dopo il goal, sembra motivata e più convinta e infatti si hanno altre due opportunità per raddoppiare che Gamberini e Montolivo non riescono a concretizzare.La prima frazione si conclude sul parziale di 1-0.

Foggia-Pellissier show:   Lippi nella ripresa opera quattro cambi : fuori Gattuso-Mascara-Grosso-Montolivo e dentro Palombo-Foggia-Dossena-Brighi. E’ un Italia più spigliata, quella del secondo tempo, soprattutto si mette in evidenzia un Foggia ispiratissimo in versione “Garrincha”. All’ 8, infatti, grazie ad una bellissima combinazione tra Rossi e Foggia,  il giocatore della Lazio raddoppia mettendo a segno uno splendido goal con un colpo sotto a sorprendere l’estremo difensore irlandese all’8 della ripresa. Gli Azzurri, in questa fase, danno spettacolo e sembrano divertirsi. Pazzini avrebbe l’opportunità di portare la partita sul 3-0 ma fallisce clamorosamente il penalty accordato grazie anche ad un bel intervento di Tuffey. E’ un’Italia che diverte quella di Pisa e che dà, ad uno come Sergio Pellissier debuttante a 30 anni, l’opportunità di siglare una rete fantastica al 28′ della ripresa. La partita finisce sul 3-0 tra gli applausi del pubblico pisano e si spera che questo spirito sia presente il 15 Giugno in Confederations Cup.

Atalanta, Calcio Internazionale

Gregucci all’Atalanta. Rijkaard riparte dal Galatasaray

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Angelo Gregucci

Bergamo- Angelo Gregucci è ufficialmente il nuovo tecnico dell’Atalanta. L’ex allenatore del Vicenza prende il posto di Del Neri, finito alla Samp, e si prepara alla prima esperienza in serie A. Ha vinto lo sprint finale con Ballardini, ancora indeciso perchè legato al Palermo, anche se il suo addio è scontato. “Sono molto soddisfatto -il commento a caldo del patron nerazzurro Alessandro Ruggeri- Angelo Gregucci è un allenatore giovane, ma che ha già accumulato una buona esperienza, ha idee chiare e tanta voglia di emergere: le qualità che cercavamo per la nostra società. Gregucci ha accolto con entusiasmo le nostre proposte. Ora non posso fare altro che auguragli buon lavoro“.

Rijkaard a Istanbul- Dopo un anno sabbatico trascorso lontano dal calcio, Frankie Rijkaard riparte dal Galatasaray. Ct olandese dal 1998 al 2000 e trainer dei blaugrana dal 2003 al 2008, dove ha vinto due campionati spagnoli e una Champions League, l’ex allenatore del Barcellona tenta a sorpresa l’avventura turca. Rijkaard prende il posto di Bulent Korkmaz, arrivato a febbraio per sostituire Skibbe ed esonerato a fine stagione per aver mancato l’accesso alla prossima Champions (i giallorossi sono arrivati quarti e parteciperanno quindi all’Europa League), nonostante il parco giocatori importanti a disposizione (il nazionale azzurro De Sanctis, gli ex Liverpool Baros e Kewell, il nazionale lusitano Fernando Meira e l’ex Roma Nonda su tutti).

Calcio Internazionale

Coppa del Brasile: finale Corinthians- Internacional

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Internacional vs Corinthians

San Paolo- Ronaldo contro Nilmar & Taison. E’ questo il ricchissimo piatto che offrirà la finale di coppa del Brasile, competizione a cui partecipano le squadre che non sono coinvolte nella stessa stagione in Libertadores. Al Pacembeu il Corinthians fa 0-0 con il Vasco da Gama, risultato che, in virtù dell’1-1 dell’andata, vale l’accesso alla finale. Ko indolore, invece, per la capolista del Brasileirao: lo 0-1 patito sul campo del Coritiba è ben lungi infatti dal ribaltare il netto 3-1 del Gigante da Beira-Rio. Nella doppia sfida finale si affronteranno dunque due big del calcio brasiliano, due tra le squadre più forti del momento: in palio la coppa e un posto sicuro nella prossima Libertadores.
-vedi i gol dei match d’andata che hanno deciso le semifinali su Facebook cliccando QUI-

Itumbiara, Misto-MS, Atlético-PR, Fluminense, Vasco: queste le rivali che il Timao ha messo in fila. Il Colorado, invece, ha fatto fuori União-MT, Guaranì,  Náutico, Flamengo e Coritiba. Entrambe le formazioni vanno a caccia di un trofeo che manca da diversi anni dalle loro bacheche. Il club di San Paolo non lo vince dal 2002, anno in cui s’aggiudicò per la seconda volta questa competizione, mentre l’unico successo dei rivali risale addirittura al 1992. Ma soprattutto sarà il valore dei protagonisti in campo a catalizzare l’attenzione su questa finale. Da una parte il gioiellino Taison (capocannoniere del torneo con 7 reti) affiancato da Nilmar e spalleggiato dall’ex Wolfsburg D’Alessandro, dall’altra il Fenomeno. Lo spettacolo è assicurato.

Calcio Internazionale

Hiddink saluta con un trofeo. FA Cup al Chelsea

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Il Chelsea vince la FA Cup

Londra- Guus Hiddink saluta a suo modo il Chelsea: da vincente. Il tecnico olandese, subentrato in corsa a Scolari e già con le valigie in mano per lasciare il posto a Carlo Ancelotti, lascia il club londinese vincendo meritatamente la FA Cup grazie al successo in rimonta in finale contro l’Everton (2-1). Un giusto premio al suo ottimo lavoro e a quella finale di Champions svanita per un beffardo gol al 93′ (e per le malefatte di Ovrebo…?)  nella maledetta notte di Stamford Bridge.

La finale di Wembley, però, si era subito messa male per i Blues. Dopo due giri di lancette, infatti, Saha aveva illuso l’Everton con il colpo dell’1-0. Il gol subito, però, carica ancora di più il Chelsea, che inizia a spingere a pieno regime. Al 21′ arriva inevitabile il pari: cross perfetto di Malouda e gran colpo di testa di Drogba. Nella ripresa sale in cattedra Lampard: prima si mangia un gol fatto, poi ne segna uno valido con una gran botta dalla distanza, ma il guardalinee non si avvede che il pallone ha varcato la linea di porta. Poco male, ci pensa il numero uno dei Toffees Howard a restituirgli il maltolto: dopo aver trascinato i suoi in finale parando una gran serie di rigori allo United nel turno precedente, combina un mezzo pasticcio sulla tutt’altro che irresistibile conclusione del centrocampista inglese. Finisce 2-1 per il Chelsea che conquista così la 5° FA Cup della sua storia, il primo trofeo stagionale. In attesa che Ancelotti e i milioni di Abramovich riescano a spezzare il dominio del Manchester United in patria già dalla prossima stagione.

Calcio Internazionale, Premier League

UFFICIALE: Ancelotti al Chelsea. “Grazie Milan, era ora di cambiare”

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Carlo Ancelotti

LONDRA - Dopo aver annunciato l’addio al Milan al termine della gara vinta contro la Fiorentina per 2-0, ora è ufficiale: Carlo Ancelotti è l’allenatore del Chelsea. Il tecnico ha firmato un contratto triennale che partirà dal 1 luglio 2009.

“ANSIOSI DI LAVORARE CON LUI” - “Il Chelsea - si legge in una nota ufficiale del club londinese - è lieto di annunciare che Carlo Ancelotti ha raggiunto l’accordo per diventare il nostro nuovo manager. Ha firmato un contratto triennale a partire dal 1 luglio 2009. Carlo era il candidato ideale per l’incarico. Ha dimostrato nel corso degli anni la sua capacità di costruire squadre che hanno lottato e vinto nelle principali competizioni nazionali e internazionali. Ha avuto anche una carriera ricca di successi nelle stesse competizioni e per questo vanta un’esperienza senza pari. Siamo sicuri - conclude la nota - che tutti al Chelsea lo accoglieranno con calore e siamo ansiosi di lavorare con lui”.

NUOVA ESPERIENZA - Contento per il passaggio in Inghilterra anche lo stesso Ancelotti che in un’intervista pubblica sul sito dei Blues si dice soddisfatto per l’accordo ringraziando, ovviamente, la società rossonera. “Il Milan è stata una grande esperienza per me. Ho guidato un grande team che ha vinto molti titoli in questi otto anni. Ora penso che è arrivato il tempo di cambiare. Voglio fare una nuova esperienza. E’ la prima volta per me in Inghilterra e voglio imparare molto - spiega Ancelotti - quando inizierà la nuova stagione cercherò di parlare meglio la lingua inglese perché è importante per me parlare con i giocatori, con il team con gli assistenti e tutti gli operatori che lavoreranno con me. Ora voglio ringraziare il Milan e i suoi giocatori, i suoi tifosi. Sono stato benissimo in questi 8 anni e nei 5 da giocatore ma ora era arrivato il momento di cambiare e voglio mettere tutte le mie energie per il Chelsea. Chelsea e Milan sono tra i più grandi club in Europa - ha concluso l’ex tecnico rossonero - e vogliono vincere in tutte le competizioni ma penso che ci sarà la stessa pressione anche qui in Inghilterra”.

Calcio Internazionale, Liga

Real Madrid, Florentino Perez presidente. Il primo colpo è Pellegrini

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Florentino Perez

MADRID - Florentino Perez è il nuovo presidente del Real Madrid. L’imprenditore spagnolo, unico candidato alla presidenza delle Merengues, verrà ufficializzato in giornata allo Stadio Santiago Bernabeu. A dare la notizia è stato lo stesso sito ufficiale del club iberico. “Secondo l’articolo 4, comma E, punto 2 dello statuto sociale del club - si legge in una nota -, non essendosi proposto nessun altro, l’unico presidente possibile è colui che si è candidato, ossia proprio Florentino Perez”. I vicepresidenti saranno Fernando Fernández Tapias ed Eduardo Fernández de Blas.

Dopo aver portato alla corte del Real gente come Figo, Zidane, Beckham, Ronaldo, Owen e Robinho, dando vita ai “Galattici”, Perez è intenzionato a continuare la politica dei “grandi nomi”. Secondo la stampa spagnolo il neo presidente dei Blancos avrebbe a disposizione un budget di 250 milioni da spendere tutto sul mercato. Detto addio al sogno Ancelotti, il futuro della panchina Merengues si chiama Manuel Pellegrini, che in questa stagione ha allenato il Villarreal. Il club spagnolo, infatti, ha ufficializzato l’addio del proprio tecnico. Il Real ha versato nelle casse del “sottomarino giallo” circa 4 milioni di euro di indennizzo. Per quanto riguarda il parco giocatori in pole, sulla lista di Perez, ci sarebbero Kakà, Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo.

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