Archivio per la categoria 'Calcio Internazionale'

Calcio Internazionale

Corinthians ancora in festa. Copa do Brasil e ritorno in Libertadores

festa-corinthians

La festa corinthiana

Porto Alegre- Un anno e sette mesi. Tanto è durato l’inferno del Corinthians. Dall’ignominia della retrocessione in B, il Timao festeggia oggi il tanto agognato ritorno in copa Libertadores grazie alla conquista della copa do Brasil, la terza della sua storia dopo i successi del 1995 e 2002. Nel return match del “Beira Rio”, i neocampioni hanno conservato il doppio vantaggio maturato all’andata, costringendo al pari l’Internacional (2-2) e mettendo le mani sulla coppa. E’ davvero un anno magico per la formazione di Menezes, capace di vincere due trofei in poco tempo e che potrà ora cercare un sensazionale tris dando la caccia al titolo più ambito, quello nazionale. Ed è il successo di Ronaldo, tornato dopo l’ennesimo infortunio e decisivo come ai bei tempi.

Super Andrè Santos- Il Corinthians, forte del 2-0 del Morumbì, può affrontare con tranquillità il ribollente catino di Porto Alegre. Ma non troppo, perchè la cocente delusione di un anno fa, quando il Timao perse la coppa a favore dello Sport dopo il 3-1 dell’andata, ribaltato con un 2-0 al ritorno, è ancora forte. Basta guardare la prima mezz’ora di gioco per capire che la lezione è stata recepita appieno. Al 15′ Jorge Henrique si gira velocemente in area e batte Lauro, ma il guardalinee alza la bandierina, segnalando il fuorigioco. Poco male, perchè questo è soltanto il preludio al vantaggio alvinegro del 19′. E’ ancora il piccolo bomber a colpire in maniera inaspettata per chi, come lui, arriva appena al 1,70 m: con una perfetta girata di testa su cross perfetto di un incontenibile Andrè Santos. Il terzino della Nazionale, rientrato dalla vincente esperienza di Confederations, mette la personale firma e il sigillo sulla Copa pochi minuti dopo con una sgroppata sul suo out di competenza chiusa da un sinistro inceneritore. Rigorosamente su assist di un prezioso Ronaldo. Materiale per i taccuini dei club europei, Juve compresa, accortisi del potente laterale durante la manifestazione sudafricana.

Vana rimonta- Anche l’Internacional ha riabbracciato il suo gioiello Nilmar, ma sul 2-0 è troppo tardi per rimettere tutto in discussione. Tite tenta il tutto per tutto con l’ingresso della terza punta Alecsandro, che lo ripaga con una doppietta in quattro minuti a metà ripresa. I gauchos rimettono in piedi il match e salvano la faccia, ma non basta per rientrare in gioco, poichè servirebbero altre tre reti in un quarto d’ora. C’è tempo soltanto per qualche inevitabile eccesso di nervosismo (due rossi a testa, D’Alessandro ed Elias e i due tecnici) prima della grande festa alvinegra.

Calcio Internazionale, Calcio mercato

Esagerato Real, arriva anche Karim Benzema

karim-benzema

Karim Benzema è l’ennesimo colpo a sensazione del Real di Perez

Madrid- La notizia era rimbalzata in mattinata sui quotidiani iberici, alle 18.15 arriva l’ufficialità direttamente dal sito dell’Olympique Lione: Karim Benzema è un giocatore del Real Madrid. Uno degli attaccanti più promettenti del panorama europeo e mondiale, richiesto tra l’altro dal Manchester United (che si è dovuto accontentare dell’esterno del Wigan Antonio Valencia), sbarca dunque alla ricchissima corte di Florentino Perez per la bellezza di 35 milioni di euro, cifra che potrà salire fino a 41 grazie ad alcuni bonus. Le merengues mettono dunque a segno il quarto super colpo milionario nel giro di poche settimane: dopo Kakà, Cristiano Ronaldo e Raul Albiol, arriva pure il 21enne attaccante franco-algerino che andrà a formare, assieme appunto al brasiliano e al portoghese, un tridente da favola, da fantascienza. Cose che finora si erano viste soltanto alla Playstation. La concorrenza europea è avvertita, un Real così galactico (e spendaccione, la spesa ammonta finora alla cifra shock di 222 milioni circa) non si era davvero mai visto. E la lista di acquisti potrebbe continuare con Xabi Alonso, prossimo obiettivo del club madridista.

Calcio Internazionale

LDU Quito, mani sulla Recopa Sudamericana

bieler-ldu

Tutta la gioia di Bieler dopo il gol vittoria

Porto Alegre- Non smette mai di stupire, questa LDU Quito. Dopo aver incantato il mondo con l’inaspettato successo nell’ultima edizione di copa Libertadores, gli ecuadoregni stanno per ripetere l’impresa nella Recopa, la Supercoppa di Sudamerica -che vede opposti i vincitori della copa Sudamericana e della Libertadores-, concedendo a sè e al piccolo paese andino uno storico bis. Mai, infatti, la Recopa è finita nelle mani di un club ecuadoregno, così com’era stato per il massimo trofeo continentale fino a 12 mesi fa. La formazione di Fossati compie il primo passo per sfatare anche questo tabù, sbancando di misura (1-0) il “Beira Rio” di Porto Alegre per la disperazione dell’Internacional: il Colorado, impegnato in due finali (Recopa e coppa del Brasile), rischia di veder svanire entrambi i trofei. Passare indenne dai 2850 metri di Quito non è facile, figuriamoci spuntarla.
-guarda il gol vittoria sul nostro profilo di Facebook cliccando QUI-

Uomini nuovi, vecchia grinta- Nessuno quanto Tite, tecnico dei brasiliani, avrà maledetto la Confederations Cup. Senza Nilmar è un altro Internacional, meno imprevedibile e fantasioso. La LDU, dal canto suo, è lontana parente della formidabile squadra che alzò al cielo la Libertadores un anno fa. In panchina non c’è più il mitico Bauza, sostituito da Fossati, in campo mancano all’appello l’eroe Ceballos e i ‘craque’ Guerron e Bolanos. Ma l’atteggiamento e il modulo sono simili: un 3-6-1 che sembra un inno al difensivismo ma di cui in realtà bisogna diffidare. E il Nal se ne accorge subito. Bieler, uno dei superstiti della storica impresa, chiama all’intervento Lauro per ben due volte nei primi minuti. I verdeoro, invece, sbattono contro il muro ecuadoregno; il più attivo è Taison, ma Dominguez è attento. Episodio da moviola al 28′ che potrebbe cambiare il match. D’Alessandro crossa in area, Calle tocca di mano ma l’arbitro sorvola. Sul ribaltamento di fronte Bieler sfiora il vantaggio.

Bieler decide- Il rigore non concesso e il gioco duro degli ospiti innervosiscono la formazione di Tite. Nervosismo pagato a caro prezzo all’11′ della ripresa. Lara sfonda a sinistra, salta Sandro e serve all’indietro per il solito Bieler che, dopo un’iniziale respinta del numero uno del Colorado, ribadisce in rete. La gara si mette sui binari desiderati dagli ecuadoregni, abilissimi nelle ripartenze. Tite tenta le carte Giuliano e Leandrão, ma le speranze di rimonta affondano al 24′ sul rosso comminato ad un nervoso Bolivar. Malgrado ciò, Taison ha la palla buona per il pari a 6 giri di lancette dal termine: la sua conclusione  finisce alta. La LDU è vicina ancora una volta a riscrivere la storia.

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna sconfitta per troppa supponenza?

casillas-ko

Casillas a terra, immagine di una Spagna ko dopo 35 match

Roma - La sconfitta della Spagna di ieri contro gli Stati Uniti in Confederations Cup ha sorpreso tutti quelli che già si aspettavano la supersfida con il Brasile in finale. La Spagna di ieri è parsa lenta e prevedibile contro una squadra ben disposta in campo che ha fatto dell’aggressività e del contropiede le sue armi. La domanda che viene spontanea a valle di questa disfatta spagnola è la seguente: la Spagna dei record non ha perso anche per troppa supponenza?

Opinione- La risposta personale è SI’. Sappiamo tutti benissimo come i giornali spagnoli abbiano sempre incensato le gesta dei propri atleti e soprattutto della propria nazionale di calcio. Spesso i media iberici si sono focalizzati su un confronto tra calcio nazionale e calcio estero beatificando spesso loro stessi e prendendo in giro altri (vedi calcio italiano). Francamente non ricordo che in Spagna abbiano mai detto di apprendere qualcosa da noi o a da chiunque altro nonostante per 80 anni non abbiano vinto niente. In Italia spesso si è parlato di modello spagnolo sul piano del gioco e si critica spesso i propri colori, lì la cosa è rara come la neve nel deserto…

Conclusione- La mia conclusione è che tutte queste pressioni e tutta questa campagna propagandistica che la squadra di calcio ha avuto, soprattutto dopo i successi dell’Europeo e del Barcellona, abbia fatto sì che i giocatori spagnoli si siano sentiti superiori e abbiano “sottovalutato” l’impegno con gli Usa pagando a caro prezzo questo tipo di atteggiamento. Per cui, oltre a NOI, anche LORO una bella lezioncina dalla Confederations Cup credo proprio se la porteranno. Magari Marca o As, invece di impicciarsi degli affari degli altri, focalizzeranno l’attenzione sui loro problemi.

A voi i commenti

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna da record. Sudafrica in semifinale

Spain Italy Soccer

David Villa trascina le Furie Rosse.

BLOEMFONTEIN - Battendo i padroni di casa del Sudafrica, la nazionale guidata da Del Bosque centra un doppio record ed entra nella storia. Da una parte, il 2-0 rifilato al Sudafrica rappresenta la 15° vittoria consecutiva per le Furie Rosse e costituisce un record assoluto nella storia del calcio, mentre dall’altra, la 35° gara senza sconfitte consente alla Spagna di eguagliare il Brasile anni ‘90. Il Sudafrica, dal canto suo, si qualifica ugualmente alla fase successiva nonostante la sconfitta e ringrazia la Nuova Zelanda, capace di fermare i campioni d’Asia dell’Iraq sullo 0-0.

SUDAFRICA PRUDENTE - Il Sudafrica è consapevole che il pareggio potrebbe non bastare a raggiungere le semifinali, quindi inizia la gara con un atteggiamento prudente. Fuori l’attaccante Fanteni, al suo posto Mhlongo, centrocampista di interdizione. L’obiettivo è quello di bloccare l’asse Xavi e Busquets e renderne meno fluido il palleggio, ben consci che la Spagna fatica non poco contro le squadre brave  a chiudersi. Infatti le Furie Rosse faticano a trovare varchi e, quando ci riescono, sprecano come Villa oppure vengono netralizzati dal portiene Khune come Torres.

FUORI DAL GUSCIO - Viste le difficoltà spagnole, il Sudafrica prende coraggio ed inizia ad attaccare, soprattutto in contropiede, con i suoi uomini dotati di maggior qualità. Soprattutto Pienaar e Parker si rendono pericolosi dalle parti di Reina, oggi in campo per turnover al posto di Casillas. Insomma, lo 0-0 con cui si va al riposo è ampiamente meritato da parte dei sudafricani. Nel secondo tempo, però, i campioni d’Europa entrano in campo con maggior decisione. Dopo soli 5′ minuti dall’inizio della ripresa, Villa serve Fabregas che viene steso in area da Mokoena. Calcio di rigore ineccepibile che Villa prende la responsabilità di calciare, fermato ancora una volta da un Khune stratosferico. Ma Villa non perde tempo. 30′ secondi dopo si riscatta e segna su assist di Riera. Poco dopo l’attaccante del Valencia lascia il posto a Pablo Hernandez. Il 2-0 arriva al 27′ e lo firma Llorente, subentrato a Torres. L’attaccante dell’Athletic Bilbao corregge in rete una punizione rasoterra di Xavi. E’ l’ottavo gol spagnolo in questa Confederation Cup, con 0 gol subiti. Attualmente, i più forti sono loro.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Corinthians, mani sulla coppa del Brasile. Ronaldo ancora decisivo

ronaldo-corinthians

Ronaldo colpisce ancora

San Paolo- Era a secco da 5 partite, un pò sovrappeso e fuori forma. Ma il Fenomeno è pur sempre il Fenomeno, e quando la posta in palio è alta la sua griffe è immancabile. Dopo aver condotto il Corinthians al successo nel paulista con 8 reti in 12 apparizioni, Ronaldo piazza la zampata anche nella finale di coppa del Brasile. Un lampo che vale il pesantissimo 2-0 nel match d’andata casalingo contro l’Internacional, una vera e propria ipoteca sul secondo titolo stagionale. E sulla qualificazione alla prossima Libertadores. Il Fenomeno non tradisce mai.
-guarda i gol del Corinthians su YouTube-

Vantaggio Timao- Al Pacembeù si affrontano due tra le squadre più forti del panorama brasiliano: il Corinthians e l’Internacional, a caccia rispettivamente del terzo e secondo successo in questa competizione. Il Timao, sospinto dal suo pubblico, parte forte, mentre gli ospiti, dovendo far a meno di tutto il suo super tridente (Nilmar e Kleber impegnati nella Confederations e D’Alessandro infortunato), si chiudono per ripartire poi in contropiede. Il match si sblocca al 26′. Sull’irresistibile incursione a sinistra di Marcelo, la difesa del Colorado si dimentica completamente di Jorge Henrique a centro area, che ha gioco facile nel siglare di piattone il vantaggio per i padroni di casa. Al 41′, invece, si vede Ronaldo. Il Fenomeno colpisce di prima intenzione su assist di Dentinho ma trova sulla sua strada un super Lauro.

Il guizzo del Fenomeno- Ad inizio ripresa, però, l’ex Inter e Milan si rifà con gli interessi. Su un lancio in profondità, supera in velocità il suo marcatore, lo evita rientrando sul sinistro e infila Lauro sul primo palo. Insomma, c’è tutto il suo repertorio nel pesantissimo terzo centro in coppa nonchè 14° stagionale. Il raddoppio è una mazzata tremenda per il Nal, che stenta a riprendersi. Il sussulto arriva soltanto al 75′, ma Felipe è strepitoso sul capocannoniere del torneo Taison. Due minuti dopo l’espulsione di Leandro spegne ogni velleità della formazione di Tite, a cui servirà un’impresa nella gara di ritorno. A Ronaldo e compagni, infatti, basterà perdere con un gol di scarto per alzare il secondo trofeo di questa trionfale stagione.

Calcio Internazionale, confederations cup

Brasile, 3 punti in extremis. Kakà beffa l’Egitto

afnat230108_13538t

Mohammed Zidan, quasi eroe egiziano

BLOEMFONTEIN - Nella gara che apre il gruppo B della Confederations Cup, la nazionale egiziana campione d’Africa va vicinissima alla storia impresa di bloccare il Brasile sul pareggio, rischiando addirittura di vincere la partita. La nazionale verdeoro si era portata sul 3-1 nella prima frazione e sembrava intenzionata a controllare il risultato senza particolari affanni. Invece, nella ripresa, l’Egitto va a segno due volte nel giro di un minuto e pareggia i conti. Al Brasile serve un calcio di rigore in pieno recupero per evitare il clamoroso risultato e portare a casa tre punti preziosi.

BRASILE IN CHIAROSCURO - La squadra guidata da Dunga dura, di fatto, solo un tempo. Il ct brasiliano si affida alla stessa squadra che nelle ultime due gare di qualificazione ai mondiali aveva piegato Uruguay e Paraguay. I campioni d’Africa, nonostante la disparità tecnica, si dimostrano squadra ostica, capace di esprimere un bel calcio fatto di pressing e contropiede. Il merito della “quasi” impresa egiziana va al giocatore più rappresentativo, Mohammed Zidan, 27enne attaccante del Borussia Dortmund, capace di oscurare anche la stella Kakà. Il calciatore brasiliano, infatti, aveva portato in vantaggio la Seleçao dopo 5 minuti, ma il rivale egiziano aveva pareggiato i conti quasi subito con un colpo di testa su cross di Aboutrika. La formazione verdeoro si mostra estremamente vulnerabile in fase difensiva, con Juan e Dani Alves spesso in ritardo nelle chiusure. Dura poco, comunque, anche l’illusione del pareggio: 3 minuti dopo Elano si rende protagonista di una grande punizione che consente a Luis Fabiano, centravanti dalla prolificità incredibile in maglia verdeoro, di inserirsi e segnare senza problemi il gol del 2-1. Al 37′, ancora da un corner al veleno di Elano, viene fuori il terzo gol di Juan. Il Brasile va dunque al riposo con un vantaggio rassicurante e la sensazione di avere la partita in pugno.

GRANDE EGITTO - L’ampio vantaggio si rivela, invece, arma a doppio taglio per la Seleçao. Kakà e compagni tornano in campo senza la giusta concentrazione, lasciando ampio spazio all’orgoglio e la voglia di rivalsa dei Faraoni. Difatti nel giro di un minuto, dal 9′ al 10′, l’Egitto agguanta l’insperato 3-3. I gol arrivano prima da una meravigliosa azione corale, conclusa da una rasoiata dal limite dell’area di Shawki, poi con una combinazione Aboutrika-Zidan, conclusa ancora una volta dalla rete dell’attaccante. Dunga a questo punto tenta il tutto per tutto inserendo Pato per Luis Fabiano, mossa che non produce la reazione sperata. Sono, infatti, sempre gli egiziani a sfiorare il clamoroso vantaggio. La gara sembrava ormai destinata al pareggio, quando una mezza girata di Lucio viene intercettata in maniera netta dal braccio di El Mohamadi. L’arbitro Webb inizialmente non vede il tocco di mano ed assegna semplicemente il corner. Poi, probabilmente aiutato da uno schermo o dai collaboratori, opta per la concessione del rigore e per il rosso diretto al calciatore egiziano. Kakà si presenta sul dischetto, El Hadary tocca ma non trattiene. E così il Brasile segna il 4-3 che vale 3 punti e il primato nel girone in attesa di Italia-Usa, di scena stasera. L’Egitto si conferma comunque avversario ostico e tutt’altro che intenzionato a fare da materasso nel girone.

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna, tutto facile. Nuova Zelanda travolta

fernando-torres

El niňo Torres, mattatore della serata.

RUSTENBURG - Come da pronostico, la Spagna asfalta senza problemi la Nuova Zelanda (sì, la stessa squadra che pochi giorni fa ha fatto penare non poco gli azzurri…) e si conferma tra le grandi favorite per la vittoria finale. La superiorità delle Furie Rosse si rivela schiacciante sia sul piano del gioco che su quello dei singoli, molto più di quanto dica il 5-0 finale. Ben poco può fare la nazionale oceanica, che pure qualche giorno fa aveva tenuto testa in maniera più che dignitosa ai campioni del mondo, per arginare tale strapotere. La Spagna, di fatto, chiude la partita nei primi 15 minuti del primo tempo, dimostrando un cattiveria e una prolificità sconosciute al nostro calcio. Complice il pareggio nella gara d’apertura tra Sudafrica e Iraq, gli iberici si portano al primo posto nel girone a quota 3 punti.

NEL SEGNO DEL NIŇO - Grande protagonista della serata è l’attaccante del Liverpool Fernando Torres, autore della tripletta che nella prima frazione pone fine ai giochi. Dopo solo 6 minuti, El Niňo si trova tra i piedi la palla dell’1-0 , la controlla e la infila nel sette con un bel destro a giro. Al 14′, ancora Torres capitalizza al meglio, di piatto destro, una superba combinazione tra Riera e Villa sulla sinistra. Al 17′ arriva la tripletta personale per l’attaccante, che svetta di testa su un cros di Capdevila. Da questo momento in poi, la gara assume i connotati di una partitella d’allenamento. La Nuova Zelanda è completamente annichilita e la Spagna continua a divertirsi, dando la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento. Prima della mezz’ora, arriva anche il poker: ancora Capdevila, con un bel filtrante, trova Fabregas solo in mezzo all’area che non ha problemi a segnare il 4-0. I neozelandesi si rendono pericolosi solo con qualche conclusione di Smeltz, senza particolari pretese. Si va al riposo con il risultato già ampiamente acquisito.

SPAGNA DA PAURA - In apertura di ripresa, la Spagna va ancora a segno. Nell’occasione, la difesa neozelandese si mostra decisamente imbarazzante, con Boyens che liscia clamorosamente un cross ancora di Torres e permette a Villa di trovarsi incredibilmente fra i piedi la palla del 5-0. A questo punto, la partita ha davvero poco ancora da dire: Del Bosque concede un po’ di riposo a Xavi e Sergio Ramos inserendo Cazorla e Arbeloa. Il ct della Nuova Zelanda Herbert prova allora a mettere la gara sul piano fisico, ma l’unica occasione che i suoi riescono a produrre è un tilo al volo di Elliott. Meritata standing ovation per Torres, al suo posto dentro David Silva. Da segnalare ancora altre occasioni per la Spagna, con Villa, Capdevila, Fabregas e Riera, che però non inquadrano la porta. Il match termina così 5-0, risultato ineccepibile sia per la disparità dei valori in campo che per il gioco espresso. Questa Spagna, anche e soprattutto in ottica mondiale, fa davvero paura.

Calcio Internazionale, confederations cup

Confederations Cup: Iraq vs Sud Africa da sbadigli


pienaar02_wl

Pienaar, stella sudafricana oggi a secco.

Johannesburg - La Confederations Cup inizia con un deludente 0-0 tra Sud Africa e Iraq. Partita dai contenuti tecnici piuttosto modesta dai ritmi compassati, spettacolo solo negli spalti.

La partita: All’Ellis Park Stadium di Johannesburg la parte del leone la fa il pubblico mentre i 22 in campo, come detto, sonnecchiano e creano pochissimo gioco.  La manovra non decolla: il Sud Africa prova a fare la partita ma non ha la qualità per creare dei pericoli ad un Iraq ben messo in campo e a coprire gli spazi da Minutinovic. La squadra di Santana , infatti, risente in maniera determinante dell’assenza del suo giocatore più rappresentativo ovvero Steven Pienaar. Le vere emozioni di questo match arrivano nella ripresa nelle ultime battute. Il Sud Africa sfiora il gol con il nuovo entrato Mashego, che a tu per tu con il portiere iracheno Kadhem si fa respingere la conclusione. Poi, a 5 minuti dalla fine, i Sudafricani riuscirebbero anche a sbloccare il risultato, ma l’attaccante Parker si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato, respingendo involontariamente sulla linea un colpo di testa da posizione ravvicinata di Dikgacoi.Azione decisamente rocambolesca serve a rappresentare la pochezza della partita che ha offerto veramente poco. Il confronto termina con un deludente 0-0.

Calcio Internazionale, Italia

Italia più ombre che luci

050404-gilardino1

Alberto Gilardino, doppietta per lui stasera

PRETORIA - Nell’ultima partita di avvicinamento alla Confederations Cup, la Nazionale di Marcello Lippi vince con un sofferto 4-3 la partita contro la Nuova Zelanda. Le reti per gli Azzurri sono state di  Gilardino al 33′ del primo tempo e al 3′ della ripresa e di Iaquinta al 23′ e al 28′ del secondo tempo. Per gli All Blacks a segno Smeltz al 13′ del primo tempo e Killen al 42′ del primo tempo e al 12′ della ripresa su rigore.

Italia svagata- E’ un’Italia non molto concentrata quella del primo tempo. Questa sensazione è confermata dal modo in cui si subiscono le due segnature neozalendesi di Smeltz e Killen in modo abbastanza simile su palla da fermo. La Nazionale soffre in modo evidente oltre per una determinazione scarsa anche per la mancanza di un uomo d’ordine a centrocampo come Pirlo e De Rossi. Nella prima frazione è Gilardino quello che spicca più di tutti ed è proprio grazie ad una bella azione combinata con Quagliarella che l’Italia conseguisce un momentaneo pareggio. Così termina il primo tempo sul parziale di 1-2 per la Nuova Zelanda.

Effetto Iaquinta- Nella ripresa l’Italia sembra partire maggiormente determinata, grazie all’ingresso di Pirlo,  ed è sempre Gilardino, grazie ad un bel cross di Dessena, a siglare la rete della parità su 2-2. Pareggio che dura poco visto che, da un’ennesima disattenzione difensiva,  si origina il penalty realizzato da Killen portando il punteggio sul 2-3. Lippi allora decide di mandare forze fresce con Iaquinta-Toni e Montolivo ed è proprio lo juventino a fare la differenza. Grazie alle sue segnature al 23 e 28′ del secondo tempo l’Italia evita la brutta figura e si avvicina alla prima partita della Confederations Cup con meno tensione.

Considerazioni- Partita abbastanza ingiudicabile questa contro la Nuova Zelanda, in cui gli azzurri hanno interpretato l’impegno più come un allenamento che come una partita. In questo match sono emerse la forma e la motivazione di Gilardino e il ruolo fondamentale di Pirlo o De Rossi in mezzo al campo visto che senza di loro la squadra ha ben poca creatività soprattutto sugli esterni. Magari un Foggia non avrebbe fatto così male ma ormai i giocatori sono questi, anche se le prospettive non sembrano straordinarie.

Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet