Archivio per la categoria 'Calcio Internazionale'

Calcio, Calcio Internazionale, Champions League, Juventus, Serie A

Punto della situazione in casa Juve

imagescadcihkf4A due giorni dalla partita col Siena è tempo di qualche bilancio in casa Juve.
Mercoledì i bianconeri hanno ottenuto i primi 3 punti Champions e protagonista della serata, oltre al nubifragio abbattutosi su Torino, è stato il 4-2-3-1 impiegato da Ferrara.

Il nuovo modulo ha sicuramente espresso i suoi lati positivi, puntualmente sottolineati dal tecnico: con i due mediani davanti alla difesa si è alzato il baricentro della manovra, fattore che ha permesso ai trequartisti di ricevere palla più avanti e proporre una Juve più offensiva di quella vista nelle uscite precedenti.
Buone infatti le prove di Diego e Giovinco in fase d’ attacco, nonché quelle di Melo e del ritrovato Sissoko in copertura.
Inoltre, un ottimo aspetto del 4-2-3-1 è che all’occorrenza può diventare un 4-4-2 nascosto, con Giovinco o Iaquinta (pensando al ritorno di Del Piero) che possono giocare da seconde punte e con un Diego a scalare nella posizione di fantasista dietro il tandem offensivo, in modo da non dare riferimenti alle difese avversarie.

Due le note dolenti. In primis la pochezza degli esterni difensivi: con un modulo del genere serve sia spinta che copertura sulle fasce, ma Grosso è ancora sotto i suoi standard mentre a destra Zebina non è affidabile né fisicamente (si è infortunato di nuovo) né tecnicamente. Se si aggiunge che Grygera ha ormai ampiamente dimostrato i suoi limiti e Caceres è un punto interrogativo che lascia più di una perplessità, c’è da preoccuparsi. La dirigenza sta infatti pensando al mercato di gennaio per rinforzare il settore difensivo di destra e ad emergere sono stati, ad oggi, i nomi di Zuniga (scambio con Molinaro), Rufinha e Behrami.

L’altro aspetto negativo è la scarsa gestione del gioco emersa in certe fasi del match. Contro il Maccabi, sopra 1-0 e con un uomo in più, i bianconeri son risultati a tratti frenetici, incapaci di proteggere e mettere in cassa forte il risultato, dando più di una volta la possibilità all’Haifa di ripartire e andare in goal. A sventare le occasioni degli israeliani ci è voluto infatti un super Buffon, cimentatosi in almeno tre parate decisive. Per una squadra che punta ai vertici sia in Italia che in Europa, è d’obbligo un ottimo possesso palla (stile Barcellona) e su questo Ferarra dovrà lavorare sicuramente.

Un’ ultima questione da prendere in analisi e che non fa certo onore alla Juve sono stati i commenti troppo agguerriti dei tifosi contro Ferrara, emersi in questi giorni sul web.
Se è vero che in questo inizio di stagione il c.t. juventino ha più di una volta peccato d’inesperienza in qualche scelta, è anche vero che ha sempre ammesso i suoi errori con dignità, cercando di rimediare coraggiosamente.
C’è da considerare, inoltre, che l’attuale tecnico bianconero è approdato alla guida di una Juve in pieno stato di rivoluzione tattica e far giocare bene una squadra con molto giocatori nuovi e, soprattutto, con un modulo mai adottato prima, non è certo facile.
E’ quindi giusto aspettare e dare al buon Ciro tutta la fiducia di cui merita.

Calcio Internazionale

L’Italia va ai mondiali, tra qualche polemica

m_lippi_0409051Si sono concluse le qualificazioni ai mondiali in Sudafrica della prossima estate, se si escludono gli ultimi spareggi. L’Italia si è qualificata brillantemente con sette vittorie e tre pareggi in totale, anche se le ultime due partite hanno lasciato dei dubbi, quantomeno sulla serenità emotiva del nostro Ct.

Se in Irlanda la squadra aveva giocato discretamente , sventando allo scadere una sconfitta che sarebbe stata veramente troppo pesante, con Cipro è subentrate la leggerezza e la poca concentrazione tipiche di una partita che non conta nulla. Qualcuno ha giocato bene qualcun’altro meno, ciò che conta è il raggiungimento del risultato. Lo sa Lippi e lo sappiamo noi tifosi, abituati a vedere delle qualificazioni storicamente  poco brillanti, in cui la nazionale non riesce ad esprimersi con intensità. Tant’è, è un difetto congenito cui ormai ci siamo rassegnati tutti.

Ciò che lascia perplessi in fondo sono le dichiarazioni dello stesso Lippi alla fine della partita con Cipro. Indignato dai fischi del pubblico di Parma se ne è lamentato in modo plateale ed esagerato. Il fatto è che abbiamo rischiato di perdere fino all’ultimo ma alla fine abbiamo vinto, in rimonta, esprimendo una buona intensità nel finale, con qualcuno dei fidati vecchietti che non ci stava proprio a lasciare i tre punti ai ciprioti. Le dichiarazioni di Lippi ricordano quelle di un tifoso, che si lamenta dei suoi compagni di tribuna perché, invece di incitare, fischiano. Posizione sacrosanta, nella bocca di un tifoso, poco edificante in quella di un Ct, che in fondo è il responsabile, idea socialmente accettata, delle brutte prestazioni della sua squadra. Non dico, ci mancherebbe, che debba giustificare una prestazione in parte poco birillante, ma nemmeno accendersi così per qualche fischio. Nemmeno pensare che l’abbia fatto per difendere i suoi giocatori sembra essere plausibile, dato il proposito qualche anno fa quando propose, cito a memoria, di appendere i suoi giocatori al muro e di prenderli a calci nel culo.

Lippi non accetta i fischi, non accetta nemmeno l’incitamento nel finale, quando la gente si è entusiasmata per la rimonta azzurra. Non ammette di essere criticato nemmeno dal pubblico pagante, che si sa, non è un soggetto molto affabile, come del resto è evidente che se un decimo degli spalti fischia, risalta molto se chi non fischia sta in silenzio.

Lippi sta perdendo la misura, nel senso che sta perdendo la capacità di confrontarsi dialetticamente con i suoi critici, incapace di affrontare serenamente il fatto che sono sempre di più. Fatica a rapportarsi con la stampa, fuggendo sempre più spesso di fronte alle domande scomode, su Cassano principalmente. Ricorda un po’ il Mourinho-style, incline al dialogo solo se è un monologo, e ricorda anche altri personaggi di italica fattura che è meglio non coinvolgere nel discorso.

Andrebbe riacquisita un po’ di serenità e, perché no, un po’ di umiltà. L’umiltà di raccontare ai giornalisti, che dei santi non sono di certo, il perché di certe scelte; l’umiltà di capire che il pubblico se non si diverte, e perde due a zero in casa con Cipro, fischia; l’umiltà di spiegare perché spera nella naturalizzazione di Amauri, che fino a ieri non segnava da mesi, o nel ritorno di Totti, fisicamente inadatto a disputare un mondiale.

Intanto rimane a casa una nazionale illustre come la Svezia di Ibrahimovic. Francia e Portogallo vanno agli spareggi europei. Si salva invece l’Argentina di Maradona, qualificata con l’ultimo posto utile, condannando l’Uruguay agli spareggi.

Squadre qualificate:

Danimarca, Svizzera, Slovacchia, Germania, Spagna, Inghilterra, Serbia, Italia, Olanda

Ghana, Costa d’Avorio

Brasile, Cile, Paraguay, Argentina

Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord

USA, Messico, Honduras

Spareggi:

Francia, Portogallo, Russia Grecia teste di serie europee

Ucraina, Islanda, Bosnia, Slovenia non teste di serie europee

Bahrain-Nuova  Zelanda; Costa Rica-Uruguay

Calcio, Calcio Internazionale, Italia, Mondiali 2010

Qualificazioni mondiali: l’Italia vicinissima al Sudafrica

La nazionale azzurra archivia la settimana di impegni internazionali con due vittorie importanti. Le partite contro Georgia e Bulgaria, terminate entrambe due a zero hanno offerto però uno spettacolo ben diverso. Sabato scorso a Tbilisi l’Italia ha giocato maluccio, ha creato pochissimo, rischiando troppo contro una squadra quadrata, ma comunque inferiore sotto tutti i punti di vista.
Soprattutto nel primo tempo la Georgia di Cùper ha disputato una partita coraggiosa e ammirevole. Nella ripresa due autogol del milanista Kaladze, uno sfortunato e uno clamoroso, hanno spianato la strada agli azzurri. Dopo una prova così ci si sarebbe aspettati una partita più difficile con la Bulgaria. A Torino invece la nazionale ha sfoderato una prova maiuscola, soprattutto nel primo tempo, creando molto e segnando due gol molto belli con Grosso, servito da Pirlo, e con Iaquinta, dopo un bel duetto con Gilardino. La Bulgaria per la verità non è stata a guardare e, nonostante la scarsa vena della stella Berbatov, ha creato comunque diverse palle gol, sventate da un Buffon stellare e da una difesa finalmente attenta e intensa.

La chiave di un cambio così netto nel rendimento e soprattutto nel gioco, può essere cercata nel nuovo modulo, il 4-3-1-2 invece del 4-4-2, con Pirlo, molto in difficoltà sabato da regista arretrato, a fare da rifinitore. Non a caso il rinnovato schema di gioco è lo stesso della Juventus di Ferrara, ex collaboratore di Lippi, così come sette undicesimi dei titolari azzurri erano ieri giocatori della Juve.

Il recupero di uno stile di gioco abbandonato da qualche anno per ora sembra pagare, sia in campionato, con una Juve spettacolare ed efficace, sia in nazionale, dove gli stessi interpreti sono riusciti ad esportare la qualità mostrata nel club. È evidente insomma come Lippi abbia scelto di costruire la sua nuova Italia sulla squadra di Ferrara, in nome della solidità del gruppo, rischiando però di venire meno al proposito di meritocrazia sbandierato al momento del suo ritorno sulla panchina azzurra.

Non si tratta del solito Cassano, sempre più un mistero, ma di molti altri giocatori rimasti ai margini del gruppo azzurro pur con prestaizoni convincenti in Italia e all’estero. Lippi ha preferito una strada difficile che vede la prossima tappa nella naturalizzazione di Amauri. Il rischio concreto è un raffreddamento degli appassionati (non juventini), ma tant’è, si parla di un campione del mondo che in Germania ha vinto senza nessuna stella, che gode della fiducia incondizionata dell’ambiente e ha tutto il diritto di fare le sue scelte. Intanto, basterà un pareggio in Irlanda o una vittoria contro Cipro per ottenere la certezza della qualificazione, a tutto il resto si penserà a giugno.

I gironi europei

Nel gruppo uno la Danimarca impatta in Albania 1-1 ma sembra in grado di mantenere i tre punti di vantaggio per la qualificazione diretta. A giocarsi il secondo posto Svezia, Portogallo e Ungheria, con gli svedesi in vantaggio di due punti sulle altre e i portoghesi con un migliore calendario. Probabilmente uno fra Ronaldo e Ibrahimovic non andrà in Sudafrica.

Situazione simile nel gruppo due con la Svizzera avanti e quasi qualificata e la lotta per il secondo posto con Grecia, Lettonia e, più staccata, Israele. I greci hanno il vantaggio dello scontro diretto in casa contro i lettoni.

Nel gruppo tre invece prevale la sorprendente Slovacchia. Per il secondo posto Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia sono molto vicine. A decidere chi accederà agli spareggi saranno i molti scontri diretti ancora da giocare.

Nel gruppo quattro Germania e Russia si giocheranno il primo posto nello scontro diretto, in Russia.

Nel gruppo cinque la Spagna è nettamente prima. La Turchia non è riuscita a vincere in Bosnia e ha perso quasi tutte le speranze di aggancio al secondo posto. Agli spareggi probabilmente andranno proprio i bosniaci.

Nel gruppo sei lInghilterra di Capello è già qualificata. Ucraina e Croazia si giocano il secondo posto. I broati aono avanti di due punti ma con una partita in più. Per superarli lUcraina deve battere in casa l’Inghilterra per poi giocarsi tutto nell’ultima giornata.

Nel gruppo sette la Francia pareggia in Serbia e, complici i risultati favorevoli delle inseguitrici, Austria e Romania pareggiano, la Lituania perde con le Isole Faroe, si assicura praticamente il secondo posto. Saldamente prima rimane la Serbia.

Nel gruppo otto l’Italia è a un passo dla primo posto e l’Irlanda di Trapattoni e Tardelli, a meno di stravolgimenti improbabili, andrà agli spareggi.

L’Olanda ha vinto il gruppo nove. La Norvegia è seconda a scapito della Scozia.

Squadre qualificate

UEFA: Spagna, Inghilterra, Olanda.

CAF: Sudafrica, Ghana.

CONMEBOL: Brasile, Paraguay.

AFC: Australia, Corea del Sud, Giappone, Corea del Nord.

Calcio Internazionale

LDU Quito, storico bis. Dopo la Libertadores, anche la Recopa

ldu-recopa

La LDU festeggia lo storico successo

Quito- Alla LDU piace riscrivere la storia. Dopo aver portato la copa Libertadores per la prima volta in terra ecuadoregna, ha fatto altrettanto stanotte con la Recopa Sudamericana. Un bis storico ottenuto liquidando con facilità l’Internacional che, suo malgrado, vede sfuggire la seconda coppa (la prima è la copa do Brasil conquistata dal Corinthians) nell’arco di una settimana. La formazione di Fossati, forte dell’1-0 dell’andata, non si è accontentata, rifilando ai gauchos un tris senza repliche e sollevando con merito il trofeo nella splendida cornice del “Casa Blanca”.

Espinola colpisce subito- Il blitz di Porto Alegre firmato Bieler mette la LDU nelle condizioni di poter amministrare il gioco, mentre l’Internacional è costretto a sbilanciarsi in avanti alla ricerca del gol. Il bolide di Kleber a cui Dominguez si oppone con efficacia sembra presagire una gara di sofferenza per gli uomini di Fossati, ma è solo un’illusione. Corre il 9′, infatti, quando i padroni di casa trovano il vantaggio: Espinola stacca in solitudine su corner dalla destra e insacca, con colpevole connivenza della difesa e del numero uno del Colorado, vista la distanza da cui colpisce di testa. LDU avanti 1-0.

Bis e tris- Alla mezz’ora il match per la band Tite diviene più in salita di un tappone pirenaico. Nel giro di 60 secondi, infatti, Kleber centra in pieno l’incrocio dei pali, mentre sul ribaltamento di fronte un’altra disattenzione difensiva, sempre su giocata aerea, permette a Bieler, già eroe dell’andata, di colpire con una pregevole inzuccata. Il 2-0 spegne ogni velleità gaucha, che vede allontanarsi definitivamente dopo la copa do Brasil anche la Recopa. La sentenza arriva al 54′ con il tris di Vera che suggella la festa ecuadoregna di un “Casa Blanca” letteralmente in estasi. La LDU Quito sfoggia sino al fischio finale una maggior organizzazione di gioco e spirito di squadra, le armi che le son valse questo sensazionale e inaspettato bis.

Calcio Internazionale

Corinthians ancora in festa. Copa do Brasil e ritorno in Libertadores

festa-corinthians

La festa corinthiana

Porto Alegre- Un anno e sette mesi. Tanto è durato l’inferno del Corinthians. Dall’ignominia della retrocessione in B, il Timao festeggia oggi il tanto agognato ritorno in copa Libertadores grazie alla conquista della copa do Brasil, la terza della sua storia dopo i successi del 1995 e 2002. Nel return match del “Beira Rio”, i neocampioni hanno conservato il doppio vantaggio maturato all’andata, costringendo al pari l’Internacional (2-2) e mettendo le mani sulla coppa. E’ davvero un anno magico per la formazione di Menezes, capace di vincere due trofei in poco tempo e che potrà ora cercare un sensazionale tris dando la caccia al titolo più ambito, quello nazionale. Ed è il successo di Ronaldo, tornato dopo l’ennesimo infortunio e decisivo come ai bei tempi.

Super Andrè Santos- Il Corinthians, forte del 2-0 del Morumbì, può affrontare con tranquillità il ribollente catino di Porto Alegre. Ma non troppo, perchè la cocente delusione di un anno fa, quando il Timao perse la coppa a favore dello Sport dopo il 3-1 dell’andata, ribaltato con un 2-0 al ritorno, è ancora forte. Basta guardare la prima mezz’ora di gioco per capire che la lezione è stata recepita appieno. Al 15′ Jorge Henrique si gira velocemente in area e batte Lauro, ma il guardalinee alza la bandierina, segnalando il fuorigioco. Poco male, perchè questo è soltanto il preludio al vantaggio alvinegro del 19′. E’ ancora il piccolo bomber a colpire in maniera inaspettata per chi, come lui, arriva appena al 1,70 m: con una perfetta girata di testa su cross perfetto di un incontenibile Andrè Santos. Il terzino della Nazionale, rientrato dalla vincente esperienza di Confederations, mette la personale firma e il sigillo sulla Copa pochi minuti dopo con una sgroppata sul suo out di competenza chiusa da un sinistro inceneritore. Rigorosamente su assist di un prezioso Ronaldo. Materiale per i taccuini dei club europei, Juve compresa, accortisi del potente laterale durante la manifestazione sudafricana.

Vana rimonta- Anche l’Internacional ha riabbracciato il suo gioiello Nilmar, ma sul 2-0 è troppo tardi per rimettere tutto in discussione. Tite tenta il tutto per tutto con l’ingresso della terza punta Alecsandro, che lo ripaga con una doppietta in quattro minuti a metà ripresa. I gauchos rimettono in piedi il match e salvano la faccia, ma non basta per rientrare in gioco, poichè servirebbero altre tre reti in un quarto d’ora. C’è tempo soltanto per qualche inevitabile eccesso di nervosismo (due rossi a testa, D’Alessandro ed Elias e i due tecnici) prima della grande festa alvinegra.

Calcio Internazionale, Calcio mercato

Esagerato Real, arriva anche Karim Benzema

karim-benzema

Karim Benzema è l’ennesimo colpo a sensazione del Real di Perez

Madrid- La notizia era rimbalzata in mattinata sui quotidiani iberici, alle 18.15 arriva l’ufficialità direttamente dal sito dell’Olympique Lione: Karim Benzema è un giocatore del Real Madrid. Uno degli attaccanti più promettenti del panorama europeo e mondiale, richiesto tra l’altro dal Manchester United (che si è dovuto accontentare dell’esterno del Wigan Antonio Valencia), sbarca dunque alla ricchissima corte di Florentino Perez per la bellezza di 35 milioni di euro, cifra che potrà salire fino a 41 grazie ad alcuni bonus. Le merengues mettono dunque a segno il quarto super colpo milionario nel giro di poche settimane: dopo Kakà, Cristiano Ronaldo e Raul Albiol, arriva pure il 21enne attaccante franco-algerino che andrà a formare, assieme appunto al brasiliano e al portoghese, un tridente da favola, da fantascienza. Cose che finora si erano viste soltanto alla Playstation. La concorrenza europea è avvertita, un Real così galactico (e spendaccione, la spesa ammonta finora alla cifra shock di 222 milioni circa) non si era davvero mai visto. E la lista di acquisti potrebbe continuare con Xabi Alonso, prossimo obiettivo del club madridista.

Calcio Internazionale

LDU Quito, mani sulla Recopa Sudamericana

bieler-ldu

Tutta la gioia di Bieler dopo il gol vittoria

Porto Alegre- Non smette mai di stupire, questa LDU Quito. Dopo aver incantato il mondo con l’inaspettato successo nell’ultima edizione di copa Libertadores, gli ecuadoregni stanno per ripetere l’impresa nella Recopa, la Supercoppa di Sudamerica -che vede opposti i vincitori della copa Sudamericana e della Libertadores-, concedendo a sè e al piccolo paese andino uno storico bis. Mai, infatti, la Recopa è finita nelle mani di un club ecuadoregno, così com’era stato per il massimo trofeo continentale fino a 12 mesi fa. La formazione di Fossati compie il primo passo per sfatare anche questo tabù, sbancando di misura (1-0) il “Beira Rio” di Porto Alegre per la disperazione dell’Internacional: il Colorado, impegnato in due finali (Recopa e coppa del Brasile), rischia di veder svanire entrambi i trofei. Passare indenne dai 2850 metri di Quito non è facile, figuriamoci spuntarla.
-guarda il gol vittoria sul nostro profilo di Facebook cliccando QUI-

Uomini nuovi, vecchia grinta- Nessuno quanto Tite, tecnico dei brasiliani, avrà maledetto la Confederations Cup. Senza Nilmar è un altro Internacional, meno imprevedibile e fantasioso. La LDU, dal canto suo, è lontana parente della formidabile squadra che alzò al cielo la Libertadores un anno fa. In panchina non c’è più il mitico Bauza, sostituito da Fossati, in campo mancano all’appello l’eroe Ceballos e i ‘craque’ Guerron e Bolanos. Ma l’atteggiamento e il modulo sono simili: un 3-6-1 che sembra un inno al difensivismo ma di cui in realtà bisogna diffidare. E il Nal se ne accorge subito. Bieler, uno dei superstiti della storica impresa, chiama all’intervento Lauro per ben due volte nei primi minuti. I verdeoro, invece, sbattono contro il muro ecuadoregno; il più attivo è Taison, ma Dominguez è attento. Episodio da moviola al 28′ che potrebbe cambiare il match. D’Alessandro crossa in area, Calle tocca di mano ma l’arbitro sorvola. Sul ribaltamento di fronte Bieler sfiora il vantaggio.

Bieler decide- Il rigore non concesso e il gioco duro degli ospiti innervosiscono la formazione di Tite. Nervosismo pagato a caro prezzo all’11′ della ripresa. Lara sfonda a sinistra, salta Sandro e serve all’indietro per il solito Bieler che, dopo un’iniziale respinta del numero uno del Colorado, ribadisce in rete. La gara si mette sui binari desiderati dagli ecuadoregni, abilissimi nelle ripartenze. Tite tenta le carte Giuliano e Leandrão, ma le speranze di rimonta affondano al 24′ sul rosso comminato ad un nervoso Bolivar. Malgrado ciò, Taison ha la palla buona per il pari a 6 giri di lancette dal termine: la sua conclusione  finisce alta. La LDU è vicina ancora una volta a riscrivere la storia.

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna sconfitta per troppa supponenza?

casillas-ko

Casillas a terra, immagine di una Spagna ko dopo 35 match

Roma - La sconfitta della Spagna di ieri contro gli Stati Uniti in Confederations Cup ha sorpreso tutti quelli che già si aspettavano la supersfida con il Brasile in finale. La Spagna di ieri è parsa lenta e prevedibile contro una squadra ben disposta in campo che ha fatto dell’aggressività e del contropiede le sue armi. La domanda che viene spontanea a valle di questa disfatta spagnola è la seguente: la Spagna dei record non ha perso anche per troppa supponenza?

Opinione- La risposta personale è SI’. Sappiamo tutti benissimo come i giornali spagnoli abbiano sempre incensato le gesta dei propri atleti e soprattutto della propria nazionale di calcio. Spesso i media iberici si sono focalizzati su un confronto tra calcio nazionale e calcio estero beatificando spesso loro stessi e prendendo in giro altri (vedi calcio italiano). Francamente non ricordo che in Spagna abbiano mai detto di apprendere qualcosa da noi o a da chiunque altro nonostante per 80 anni non abbiano vinto niente. In Italia spesso si è parlato di modello spagnolo sul piano del gioco e si critica spesso i propri colori, lì la cosa è rara come la neve nel deserto…

Conclusione- La mia conclusione è che tutte queste pressioni e tutta questa campagna propagandistica che la squadra di calcio ha avuto, soprattutto dopo i successi dell’Europeo e del Barcellona, abbia fatto sì che i giocatori spagnoli si siano sentiti superiori e abbiano “sottovalutato” l’impegno con gli Usa pagando a caro prezzo questo tipo di atteggiamento. Per cui, oltre a NOI, anche LORO una bella lezioncina dalla Confederations Cup credo proprio se la porteranno. Magari Marca o As, invece di impicciarsi degli affari degli altri, focalizzeranno l’attenzione sui loro problemi.

A voi i commenti

Calcio Internazionale, confederations cup

Spagna da record. Sudafrica in semifinale

Spain Italy Soccer

David Villa trascina le Furie Rosse.

BLOEMFONTEIN - Battendo i padroni di casa del Sudafrica, la nazionale guidata da Del Bosque centra un doppio record ed entra nella storia. Da una parte, il 2-0 rifilato al Sudafrica rappresenta la 15° vittoria consecutiva per le Furie Rosse e costituisce un record assoluto nella storia del calcio, mentre dall’altra, la 35° gara senza sconfitte consente alla Spagna di eguagliare il Brasile anni ‘90. Il Sudafrica, dal canto suo, si qualifica ugualmente alla fase successiva nonostante la sconfitta e ringrazia la Nuova Zelanda, capace di fermare i campioni d’Asia dell’Iraq sullo 0-0.

SUDAFRICA PRUDENTE - Il Sudafrica è consapevole che il pareggio potrebbe non bastare a raggiungere le semifinali, quindi inizia la gara con un atteggiamento prudente. Fuori l’attaccante Fanteni, al suo posto Mhlongo, centrocampista di interdizione. L’obiettivo è quello di bloccare l’asse Xavi e Busquets e renderne meno fluido il palleggio, ben consci che la Spagna fatica non poco contro le squadre brave  a chiudersi. Infatti le Furie Rosse faticano a trovare varchi e, quando ci riescono, sprecano come Villa oppure vengono netralizzati dal portiene Khune come Torres.

FUORI DAL GUSCIO - Viste le difficoltà spagnole, il Sudafrica prende coraggio ed inizia ad attaccare, soprattutto in contropiede, con i suoi uomini dotati di maggior qualità. Soprattutto Pienaar e Parker si rendono pericolosi dalle parti di Reina, oggi in campo per turnover al posto di Casillas. Insomma, lo 0-0 con cui si va al riposo è ampiamente meritato da parte dei sudafricani. Nel secondo tempo, però, i campioni d’Europa entrano in campo con maggior decisione. Dopo soli 5′ minuti dall’inizio della ripresa, Villa serve Fabregas che viene steso in area da Mokoena. Calcio di rigore ineccepibile che Villa prende la responsabilità di calciare, fermato ancora una volta da un Khune stratosferico. Ma Villa non perde tempo. 30′ secondi dopo si riscatta e segna su assist di Riera. Poco dopo l’attaccante del Valencia lascia il posto a Pablo Hernandez. Il 2-0 arriva al 27′ e lo firma Llorente, subentrato a Torres. L’attaccante dell’Athletic Bilbao corregge in rete una punizione rasoterra di Xavi. E’ l’ottavo gol spagnolo in questa Confederation Cup, con 0 gol subiti. Attualmente, i più forti sono loro.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Corinthians, mani sulla coppa del Brasile. Ronaldo ancora decisivo

ronaldo-corinthians

Ronaldo colpisce ancora

San Paolo- Era a secco da 5 partite, un pò sovrappeso e fuori forma. Ma il Fenomeno è pur sempre il Fenomeno, e quando la posta in palio è alta la sua griffe è immancabile. Dopo aver condotto il Corinthians al successo nel paulista con 8 reti in 12 apparizioni, Ronaldo piazza la zampata anche nella finale di coppa del Brasile. Un lampo che vale il pesantissimo 2-0 nel match d’andata casalingo contro l’Internacional, una vera e propria ipoteca sul secondo titolo stagionale. E sulla qualificazione alla prossima Libertadores. Il Fenomeno non tradisce mai.
-guarda i gol del Corinthians su YouTube-

Vantaggio Timao- Al Pacembeù si affrontano due tra le squadre più forti del panorama brasiliano: il Corinthians e l’Internacional, a caccia rispettivamente del terzo e secondo successo in questa competizione. Il Timao, sospinto dal suo pubblico, parte forte, mentre gli ospiti, dovendo far a meno di tutto il suo super tridente (Nilmar e Kleber impegnati nella Confederations e D’Alessandro infortunato), si chiudono per ripartire poi in contropiede. Il match si sblocca al 26′. Sull’irresistibile incursione a sinistra di Marcelo, la difesa del Colorado si dimentica completamente di Jorge Henrique a centro area, che ha gioco facile nel siglare di piattone il vantaggio per i padroni di casa. Al 41′, invece, si vede Ronaldo. Il Fenomeno colpisce di prima intenzione su assist di Dentinho ma trova sulla sua strada un super Lauro.

Il guizzo del Fenomeno- Ad inizio ripresa, però, l’ex Inter e Milan si rifà con gli interessi. Su un lancio in profondità, supera in velocità il suo marcatore, lo evita rientrando sul sinistro e infila Lauro sul primo palo. Insomma, c’è tutto il suo repertorio nel pesantissimo terzo centro in coppa nonchè 14° stagionale. Il raddoppio è una mazzata tremenda per il Nal, che stenta a riprendersi. Il sussulto arriva soltanto al 75′, ma Felipe è strepitoso sul capocannoniere del torneo Taison. Due minuti dopo l’espulsione di Leandro spegne ogni velleità della formazione di Tite, a cui servirà un’impresa nella gara di ritorno. A Ronaldo e compagni, infatti, basterà perdere con un gol di scarto per alzare il secondo trofeo di questa trionfale stagione.

Next »

Vuoi soggiornare in un albergo a Rimini o in una pensione sulla riviera romagnola per la tua vacanza?
Su Rimini Web.net puoi trovare tutti gli hotel Rimini hotel Riccione e hotel Cesenatico e molto altro ancora, comprese offerte all inclusive per le famiglie.
Aziende Web: Recensione di aziende sul internet