Archivio per la categoria 'Calcio in Romagna'

Calcio in Romagna, Cesena Calcio

Cesena e Bisoli insieme anche in B. Rinnovo fino al 2010

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Bisoli rinnova con il Cesena fino al 2010

Cesena- La telenovela è finita. Con grande sollievo e gioia del popolo bianconero, Pierpaolo Bisoli rimarrà alla guida del Cesena per un’altra stagione. Il trainer di Porretta Terme, dopo aver riportato il Cavalluccio in serie B, lo condurrà anche in cadetteria. L’accordo, valido fino a giugno 2010, è stato annunciato dal presidente bianconero Igor Campedelli e il responsabile dell’area tecnica Lorenzo Minotti.

L’ex tecnico di Prato e Foligno ha dunque ascoltato le ragioni del cuore, rifiutando diverse succose offerte da club di B, come rivela lui stesso: “Ho ragionato con il cuore, la passione, davanti alla professionalità. Quando farò l’inverso forse dovrò cambiare mestiere. Avevo ricevuto una buona offerta da un’altra squadra di serie B ma mi ero prefisso che prima avrei parlato con il Cesena. Resto qui per amore della piazza e di un programma che mi convince, potendo contare su un gruppo di giocatori che non andrà stravolto”. Il Cesena potrà così contare sul suo valido condottiero, il maggior artefice della promozione in B, e proseguire con il suo progetto. Il presidente Campedelli ha anche annunciato il nuovo ds, che sarà Antonio Recchi, 38 anni, figlio di Angelo ex portiere di Inter, Mantova e Cesena. Dopo questa lieta novella, la band Bisoli si appresta ad affrontare l’ultimo impegno stagionale, la finale di ritorno di Supercoppa di Lega Pro contro il Gallipoli. In Puglia l’andata si è chiusa sullo 0-0, lasciando aperto ogni risultato per il match del “Manuzzi”. Ma sabato (calcio d’inizio alle 20.30), comunque vada, sarà festa doppia per la promozione e il rinnovo dell’amatissimo tecnico.

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Cesena, dall’Inferno della Lega Pro al Paradiso della B in un anno

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La rosa del Cesena, regina del girone A di Prima Divisione neopromossa in serie B

Cesena- 17 maggio 2008. Nel grigiore del Tenni di Treviso, il Cesena di Castori abbandona mestamente la serie B con un ultimo desolante posto dopo un quadriennio ricco di soddisfazioni. 17 maggio 2009. Una marea di 4000 bianconeri invade il Bentegodi di Verona e assiste col fiato sospeso al meritato ritorno in cadetteria della formazione guidata dal condottiero Bisoli. Dall’Inferno al Paradiso in 12 mesi esatti, la compagine romagnola resuscita e riconquista la dimensione a lei più consona, come dimostrano la storia di questa società e la media record di 7200 spettatori casalinghi ottenuta in questa stagione di successo. Un’impresa alla luce del disastro della scorsa annata e di una partenza difficile che lasciava presagire il peggio.

Partenza al rallenty e naufragio in laguna- Erano tanti i dubbi, infatti, che circondavano la band di Pierpaolo Bisoli, tecnico del miracolo Foligno, ad inizio stagione. Il ruolo di portiere affidato ad un giovane inesperto come Ravaglia, rientrato dopo il prestito al Poggibonsi. Una rosa piena di nuovi innesti, dalla coppia d’attacco Motta-Veronese, ai fedelissimi di Bisoli Segarelli e Zebi. Il rendimento dei ‘reduci’ Biasi, Lauro, Biserni e via dicendo. E infine la tenuta della nuova società, comandata da patron Campedelli e dal ds Minotti, arrivata nel momento più difficile e chiamata a risollevare un appannatissimo Cavalluccio.
L’inizio non è certo dei più incoraggianti. Doppio ko nei derby con Reggiana e Ravenna, alla 6° giornata il Cesena ha in saccoccia appena sei punti. La situazione sembra migliorare col doppio successo interno su Pro Sesto e Pergocrema, ma ai primi veri ostacoli (Padova e Pro Patria) i bianconeri si sciolgono. La vetta detenuta dai bustocchi è lontanissima, i play-off -obiettivo stagionale dichiarato- pure. Si arriva così al 13° turno, alla trasferta sul campo di un disastrato Venezia. Il Cavalluccio affonda in Laguna (2-1) e tocca il punto più basso della sua annata, vedendo minacciosi i play-out due lunghezze più sotto. In riva al Savio iniziano già i processi.

La rimonta- E’ la svolta. I bianconeri, sospinti dai gol di uno scatenato Motta, dalle invenzioni del trottolino Giaccherini, le sgroppate di Ceccarelli, il ritorno di Veronese e i chilometri macinati da Segarelli, infila sei vittorie di fila prima di Natale, prendendo scalpi importanti come quelli di Spal, Cremonese e Verona. Lo sfortunato stop di Reggio Emilia è solo una parentesi, perchè il rocambolesco e  memorabile derby vinto col Ravenna con due reti a ridosso del 90′ (3-2; Veronese e Djuric) proietta la band Bisoli in orbita play-off. Là davanti rallentano tutte, mentre i bianconeri continuano a volare e un rigore di Giaccherini in quel di Lecco corona alla 22esima la lunga rincorsa al primato.
Tra alti e bassi inizia il duello in vetta con Pro Patria e, a tratti, Reggiana. Si arriva in perfetta parità alla resa dei conti con i tigrotti, protagonisti di un campionato strepitoso nonostante i guai societari, gli stipendi non pagati e le malefatte di patron Zoppo (successivamente arrestato dalla Guardia di Finanza). L’unico gol dello scontro diretto del “Manuzzi”, davanti ad un pubblico record per la categoria (12mila spettatori) lo segna bomber Motta, a secco da quattro mesi, ma viene ingiustamente annullato: finisce 0-0, buon per la squadra di Lerda che rimane davanti per gli scontri diretti. Una settimana dopo a Monza, il Cesena cade malamente (0-2) e scivola a -3: sembra la fine dei sogni.

Lo sprint finale- Sembra, perchè la grinta del trainer di Porretta Terme rivitalizza i bianconeri, Motta torna a segnare, De Feudis riprende le redini del centrocampo e un certo Schelotto ottiene il tanto atteso transfert. Dopo il nuovo aggancio, è il giovane argentino a segnare il gol più pesante dell’annata al “Mazza” di Ferrara, campo dove il club romagnolo non aveva mai vinto in precedenza. L’insperato blitz dà la spinta giusta  per il sorpasso definitivo che arriva alla penultima: Motta dà la spallata decisiva, regolando la Cremonese, mentre Cammarata, bestia nera dei romagnoli, fa un regalo grosso così fermando i rivali al 92′. La serie B, da vicinissima,  diventa realtà nella terra di Giuletta e Romeo, grazie ad uno sprint finale che ha visto i bianconeri raccogliere 11 punti nelle ultime cinque contro i sei dei bustocchi. Come nel 1998 e nel 2004, il Cesena può brindare al ritorno in cadetteria.

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Nell’anticipo della 38° il Vicenza è salvo, il Rimini è nel baratro

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Forestieri apre i giochi
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VICENZA - Al “Menti” di Vicenza, i padroni di casa fanno un sol boccone di una squadra, il Rimini, che definire allo sbando è quasi un complimento. I romagnoli, mai in partita, subiscono subito la grinta dei padroni di casa che bucano la rete di Agliardi due volte (una per tempo). Romagnoli in crisi che devono ora aggrapparsi ai risultati delle squadre subito dietro in classifica per sperare in una salvezza miracolosa.

Non c’è pace per i tifosi del Rimini accorsi a Vicenza in questo anticipo della 38° giornata. Pronti via, non c’è nemmeno il tempo di sedersi sulle gradinate destinate al settore ospite che già sul primo calcio d’angolo il Vicenza passa, grazie a Forestieri che già dopo 120″ buca la difesa romagnola con un goal di rapina tra le maglie (in questa occasione) blu della squadra di Carboni, piede o tacco ma è sempre goal. 1 a 0! Il Rimini è già allo sbando e subisce la “ferocia” del Vicenza che già al 6° potrebbe chudere la partita con Bottone che ben servito incrocia troppo con palla che esce d’un soffio. Rimini rimasto letteralmente a casa e le uniche azioni da annotare degli ospiti sono falli da cartellino giallo rispettivamente per Pagano, Milone, Catacchini. Prima azione degna di nota del Rimini è alla fine del primo tempo quando grazie ad un’incursione di Matteini il pallone arriva a Cipriani il cui tiro da dentro l’area viene deviato alto sopra la traversa da un intervento miracoloso di un difensore. Sul rovesciamento di fronte Bjelanovic su grande assist “no look” di Rigoni spara alto con Agliardi che avrebbe potuto fare ben poco.

Ripresa che inizia a ritmi molto bassi ad addormentare la partita con il Rimini che fà di tutto per complicarsi la vita. Matteini al 62° si fa espellere per qualche parola di troppo, così che il Vicenza, che già aveva il pallino del gioco contro una squadra fatiscente possa controllare ancora meglio il gioco. L’epilogo (se già non fosse chiusa dopo 120″ la partita) arriva al 70° quando Volta solissimo in area di rigore riceve un pallone direttamente da calcio d’angolo per il 2 a 0 che chiude i giochi e decreta il Vicenza salvo per questa stagione (manca la matematica ma è quasi una certezza). Dopo 4′ di recupero, l’agonia per i tifosi riminesi finisce, con un Rimini che nei secondi 45′ non ha mai tirato in porta e un Vicenza che si è concentrato più a fare possesso palla e a schernire gli avversari piuttosto che a creare fasi di gioco, a volte cogliendo anche i fischi del pubblico del Menti che non gradiva. Finisce 2 a 0.

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L’Ascoli sbanca Rimini nel posticipo salvezza

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Soncin inguaia il Rimini
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Rimini- Nel posticipo della 33° giornata di Serie B, và in scena in quel di Rimini un importante match tra una squadra, l’Ascoli che sta pian piano risalendo la classifica e l’altra, il Rimini, che deve ritrovare la propria personalità sopratutto sotto porta. Passano i marchigiani (1-0) in questo delicatissimo scontro valevole per la salvezza, inguaiando gli uomini di Elvio Selighini ora collocati a ridosso della zona play-out.

Gli episodi chiave- La partita si anima fin dalle prime battute, con entrambe le squadre che sebbene in emergenza di molti titolari (9 tra Ascoli e Rimini) non lesina spettacolo. Ci prova il Rimini dopo 13′ ma il colpo di testa di Cipriani termina a lato. La risposta degli ospiti è sicuramente migliore, anche perchè si tramuta nella rete del vantaggio, ad opera di Soncin che sfrutta una sponda di Cani e trafigge l’incolpevole portiere romagnolo (18′). Il Rimini ci prova allora su punizione con La Camera senza però inquadrare lo specchio della porta. Ma è l’Ascoli che crea le occasioni più nitide e solo la bravura di Pugliesi salva i biancorossi dalla capitolazione su tiro di Soncin che fà partire un bel destro da fuori area. A fine primo tempo l’occasione più nitida per i locali: Docente viene toccato in area da Giallombardo, Cavarretta non ha dubbi e concede il calcio di rigore che però Pagano sciupa malamente.

Ripresa- Il Rimini si proietta in avanti (si intravede anche un 4-1-4 nella disperata ricerca del pareggio), ma sono ancora gli ospiti a farsi pericolosi dalle parti dell’estremo difensore romagnolo con Pesce che in due occasioni (52′ e 57′) lo impegna con due sventole da fuori area. La risposta del Rimini sta tutta nella traversa presa da Cipriani, ma l’ex Bologna è in posizione di off-side. Nel finale occasionissima per il raddoppio ascolano con Giorgi che sciupa malamente. Finisce quindi 1-0 per i marchigiani.

Crisi biancorossa- Con questo ko la band Selighini si complica la vita in ottica salvezza. Dietro arrancano, ma anche i romagnoli non se la passano bene. Importantissimi ora diventano i match interni con Salernitana e Avellino che decreteranno le sorti della squadra. Per l’Ascoli, invece, una vittoria che dà grande ossigeno e spinge verso una zona di classifica più tranquilla.

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Il Cesena si riprende la vetta. Cusaro manda ko un buon Padova

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Il Cesena di Bisoli torna in testa
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Cesena- Con un gol per tempo, il Cesena regola il temibile Padova nel posticipo della 26esima giornata e si riappropria del primato nel girone A di Prima Divisione. I bianconeri di Bisoli riscavalcano la Pro Patria, tornando a +2 sui rivali, e allugano sulla Reggiana, ora a -5. Il primo posto sembra ormai un discorso a due, con ‘il regolamento di conti’ previsto il 6 aprile prossimo -sempre in posticipo- al Manuzzi. I biancoscudati, autori di una buona prova, vedono invece allontanarsi la zona play-off a tre lunghezze di distacco, ma tornano in Veneto consapevoli di potersi giocare sino in fondo le loro carte in ottica promozione.

Equilibrio- Bisoli ritrova Veronese in attacco e Segarelli in mezzo, e disegna un 4-3-1-2 con Giaccherini libero di svariare su tutto il fronte d’attacco. Sabatini, invece, opta per un assetto più coperto, dove l’unico vero attaccante è Di Nardo. L’inizio è contratto, privo di emozioni, ma alla prima chanche i romagnoli passano. Giaccherini mette in mezzo un cross basso che Sacilotto, a porta vuota, non può far altro che ribadire in rete (14′). Dopo il vantaggio, però, la band Bisoli commette l’errore di accontentarsi e lasciare campo al Padova. La pressione ospite cresce e trova il giusto pari con Jidayi al 25′. Ora gli uomini di Sabatini, ben disposti in campo, sembrano in grado di controllare il match, mentre il Cesena fatica a costruire gioco. Si va al riposo sull’1-1.

Decide Cusaro- Alla ripresa è un altro Cesena. I padroni di casa, sospinti dal pubblico amico, pressano alto e costringono all’angolo l’avversario. Fioccano corner e occasioni, Cesar e Patrascu salvano due situazioni scabrose sulla linea di porta, ma al 7′ arriva inevitabile il raddoppio cesenate: l’assist è ancora di Giaccherini, un traversone perfetto su cui Cusaro ha tutto il tempo per staccare e insaccare di testa (52′). I “bisoliani” continuano a premere sull’acceleratore, uno scatenato Giaccherini potrebbe chiudere i conti anzitempo. Sabatini decide allora di cambiare qualcosa, inserendo Rabito e poi Baù. Ma è Bovo con due fucilate in fotocopia a metter i brividi a Ravaglia. Il Padova cresce, il Cesena arretra e si copre con Chiavarini e Bonura per i due bomber Motta e Veronese. L’unica ripartenza è targata ancora Giaccherini, il cui destro a giro sfiora la traversa. Il finale è incandescente, con Rabito che timbra la traversa con un bolide da trenta metri e Di Nardo che reclama il penalty per una trattenuta di Ceccarelli. Per il Padova, però, rimangono soltanto gli applausi, mentre la Romagna bianconera continua a sognare il pronto ritorno in cadetteria.

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Super Corvia batte un Rimini-fantasma

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Doppietta per Corvia
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Empoli- Abbandonare i sogni play-off. Per ora. E’ questo quello che deve mettersi in testa il Rimini dopo il tour de force che ha ridimensionato in 7 giorni i sogni della squadra biancorossa. 2 punti in 3 partite fanno presagire un’involuzione nel gioco e nella vena realizzativa dei giocatori riminesi. Al “Castellani”, un Rimini privo di personalità, sulle gambe, senza grinta e gioco. Ne risente in modo negativo sopratutto la giornata pessima del capitano, nonché fantasista, Adrian Ricchiuti. Ma non è solo questa la causa della pessima prestazione degli uomini di Elvio Selighini, tutti sotto tono. L’Empoli ha fatto la sua partita, ordinata, approfittando di un avversario privo di mordente. E così, gli uomini di Baldini (espulso dopo vibranti proteste su due rigori abbastanza netti non concessi in pochi minuti) passano dopo soli 24′, con un’azione di Tosto che pennella un rasoterra dalla sinistra per Corvia che si getta nello spazio e tocca sul primo palo sul cui tiro Pugliesi può solo tentare un miracolo riuscito solo a metà (la palla aveva già passato la linea di porta). Ci si aspetta una reazione dei romagnoli che però non arriva, e così l’Empoli continua la sua partita, con le ripartenze di Corvia e Vannucchi incontenibili sopratutto in velocità bruciando spesso e volentieri la difesa riminese decisamente in affanno e probabilmente affaticata pure dall’impegno infrasettimanale col Modena. E’ così Pugliesi deve compiere decisamente un miracolo al 38′ quando un’azione insistita dei toscani porta a 4 tiri nelle stessa azione sui quali il Rimini si salva con un pizzico di fortuna e tanta bravura del suo portiere.
Il secondo tempo è una fotocopia del primo. Selighini nell’intervallo non riesce a imprimere quella grinta che nel primo tempo era rimasta negli spogliatoi e così il raddoppio empolese è cosa fatta: Vannucchi appoggia per Corvia che di esterno destro dal limite dell’area infila ancora Pugliesi sul secondo palo, immobile. Il Rimini crolla e prima Vannucchi (19′ st) poi Pozzi (31′ st) rischiano di far dilagare i toscani. Solo l’imprecisione e Pugliesi non dilatano il gap tra le due squadre. Nemmeno a 10′ dalla fine quando La Camera, entrato nella ripresa, sbaglia un cross che si insacca alle spalle di un sorpreso Bassi il Rimini prova il forcing finale per portare a casa un punto di platino. Una prestazione da dimenticare per i romagnoli che ora vedono con più facilità la zona play-out piuttosto che quella dei play-off. Finisce 2 a 1.

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Catellani infrange i sogni play-off del Rimini

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Catellani salva il Modena

Modena- Si è giocato oggi pomeriggio il recupero della 23° giornata di Serie B, il derby emiliano-romagnolo tra Modena e Rimini sospes0 il 30 gennaio scorso dopo 17′ per una fitta nebbia. Il match si è chiuso con un pareggio (1-1) che scontenta entrambe le squadre: i  biancorossi vedono allontanarsi la zona play-off, mentre per i canarini raggiungere la salvezza diventa un’impresa sempre più ardua.

Subito Rimini- Si riparte da dove si era interrotto il 30 gennaio, con il Rimini a far la partita e col Modena a difendersi affannosamente. Pronti via e i biancorossi dopo pochi minuti sono già in vantaggio. Lancio da metà campo di Basha in verticale sul quale Docente si getta prima che il portiere Frezzolini e il difensore Perna possano agguantare la sfera.  Gol cinico e veloce che esalta le doti dell’attaccante romagnolo. Subito in svantaggio il Modena non ha dalla sua un pubblico che lo sostiene. Anzi, fischi e contestazioni sono il “tifo” che i canarini devono subire. Il Modena non c’è e si affida a offensive sconfusionate, senza creare grattacapi al Rimini e alla sua difesa. Bruno vaga nell’area avversaria senza costrutto, Fantini non punge e solo la mancanza di cinicità dei biancorossi non aumenta il passivo dei padroni di casa, colti spesso in contropiede. Nella ripresa non cambia il motivo della gara. Al 58′ Frezzolini è super su un tiro di Docente, salvando il punteggio e lasciando ancora i gialloblù attaccati ad una, seppur flebile, speranza.

Cambi decisivi- Gigi Apolloni manda allora in campo il campioncino Biabiany e Pinardi, mossa decisamente azzeccata perchè pochi minuti più tardi, il talento francese riceve un cross sul quale impatta di testa; Pugliesi è battuto ma è il palo a dire di no ai giocatori di casa, che però iniziano a premere e a far arretrare la squadra romagnola pericolosamente. Il Rimini subisce la veemenza dei nuovi entrati e le sortite degli emiliani che, seppur con grandi difficoltà d’organizzazione, arrivano al pareggio. Mancano infatti pochi minuti dallo scadere (88′), quando Pinardi pennella un cross morbido dalla destra sul quale Catellani ci mette il piattone destro mandando la palla sul secondo palo e sul quale la difesa di Selighini può soltanto guardare il pallone rotolare in fondo alla rete. Il Rimini subisce la velocità di Biabiany, ma è romagnolo l’ultimo sussulto di questo derby, quando al 90′ viene annullato un gol a capitan Ricchiuti per fuorigioco.
Il Modena raddrizza per la seconda volta in 3 giorni una partita ormai persa, portando a casa 2 punti preziosi che però non aiutano gli emiliani ad allontanarsi dall’ultima posizione. Per il Rimini, se quello di sabato era un pareggio d’oro, quello raccimolato al Braglia dopo una partita dominata, ha decisamente un sapore amaro. Prossima sfida dei canarini contro la Salernitana in una sfida quasi salvezza, mentre i biancorossi andranno di scena ad Empoli in un match che può riavvicinarlo al sogno play-off.

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Tra Modena e Rimini vince la nebbia. Derby rinviato

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L’arbitro Cavarretta

MODENA - Finisce in un nulla di fatto il derby tra un Modena all’ultima spiaggia e un Rimini in gran forma alla ricerca del suo quinto successo di fila lontano da casa. Partita che viene rinviata nemmeno dopo 20 minuti per una nebbia che non lascia scampo al direttore di gara Cavarretta, il quale prima fà iniziare la partita sotto le proteste civili del portiere del Modena che spiega al giudice di gara la sua difficoltà a vedere il portiere avversario dall’altra parte del rettangolo di gioco. La partita vive solo un momento importante, la mancata concessione di un rigore- apparso ineccepibile- al biancorosso Cipriani per atterramento da tergo in piena area di rigore. Solo la nebbia salva i canarini giallo-blù e Cavarretta che ha l’attenuante della distanza e della pochissima visibilità in campo. A parte questo episodio, si registrano due tentativi di Regonesi in porta direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo sui cui è bravo ed attento il portiere Frezzolini. Partita rinviata a data da destinarsi.

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Cesena, rimonta batticuore. Dopo 10 anni il derby si tinge di bianconero

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E’ Veronese l’uomo derby

Cesena- Vietato ai deboli di cuore. Il Cesena, dieci anni dopo l’ultima vittoria, fa suo il derby di Romagna -valido per la 19esima giornata di Prima divisione- con un ribaltone clamoroso. I bianconeri rimontano e sorpassano nel finale i cugini del Ravenna dopo essere stati sotto di due gol per gran parte della partita. Un successo incredibile che proietta in alto la band Bisoli, a -2 dalla vetta. Per i giallorossi, invece, è un bruschissimo risveglio: qualsiasi velleità play-off è riposta, meglio guardarsi alle spalle.

La cronaca- Due rientri e due ko in casa Cesena: De Feudis e Biasi riprendono il loro posto; niente derby per Bonura e Chiavarini. Atzori, invece, si affida subito all’ultimo arrivato Curiale che si sistema al fianco di bomber Zizzari in attacco. I bianconeri vogliono riscattare il ko di Reggio e avvicinare le prime posizioni, i giallorossi tornare in gioco per i play-off accorciando proprio sui cugini. L’avvio dei padroni di casa è da choc. Passano appena due minuti e su corner Zizzari, con la complicità della difesa bianconera, trova il più facile dei gol. La band Bisoli è stordita, pare totalmente fuori partita. Quando si affaccia in avanti sciupa malamente (svirgolata di Segarelli e diagonale a lato da ottima posizione), quando si difende fa disastri. Al 20′, infatti, arriva il raddoppio ospite, ancora su palla inattiva: come a Reggio Emilia e come pochi minuti prima la retroguardia cesenate deve recitare il ‘mea culpa’, poichè lascia a Ferrario tutto il tempo di colpire. Il 2-0 ringalluzzisce ulteriormente la formazione di Atzori che può controllare e distendersi in contropiede, creando grattacapi a Ravaglia. I giallorossi corrono il doppio, i bianconeri sono totalmente fuori partita. Il derby pare prendere la via di Ravenna.
Nella ripresa Bisoli rivoluziona modulo e uomini: fuori un inguardabile Ceccarelli e Segarelli, dentro Cusaro e Djuric per un 4-2-3-1 che diventa spesso 4-2-4. Ma è l’atteggiamento ad essere diverso. Seppur impreciso, il Cesena inizia a caricare a testa bassa, collezionando corner e cross. Il Ravenna, invece, commette l’errore di chiudersi a riccio senza cercare nemmeno le ripartenze. L’unico sussulto lo regala Zizzari, ma Ravaglia tiene a galla il Cavalluccio.  Serve però un gol per riaprire la contesa.  Detto fatto: Veronese, il più veloce di tutti ad insaccare di testa l’assist del trottolino Giaccherini (75′), cambia volto al match. Ora i bianconeri ci credono, i bizantini sono all’angolo. Dopo qualche mischia non sfruttata, nel finale accade l’impensabile. Djuric, onnipresente sulle palle alte, firma di testa il pari -nonchè primo centro stagionale- al 90′, nell’azione successiva un Ravenna totalmente in bambola permette ancora ai bianconeri di arrivare con facilità in area e a Veronese di piazzare tutto solo il diagonale del sorpasso (92′). Esplode la gioia del Manuzzi, dopo 10 anni è di nuovo vittoria nel derby. E con una grinta e un cuore così, è lecito sognare un pronto ritorno in cadetteria.

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Il Rimini spezza il tabù del “Neri”

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Ricchiuti stende il Cittadella
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Rimini- Il Rimini torna a vincere tra le mura amiche dopo un digiuno che si perpetrava da ormai 5 gare interne (ultima vittoria biancorossa in casa il 28/10/2008 contro il Mantova di Mr. Costacurta).
Avvio frizzante dei padroni di casa che dopo soli 10′ trovano il vantaggio con il capitano Adrian Ricchiuti che capitalizza al meglio un’azione nello stretto con Vantaggiato battendo l’incolpevole portiere veneto Pierobon. A fine primo tempo, l’azione più pericolosa del Cittadella: Rossi crossa per De Gasperi che gira a rete di testa e colpisce il palo con Pugliesi immobile. Partita ricca di ribaltamenti di fronte ma povera di conclusioni vere e proprie. Verso fine primo tempo ci prova allora su punizione Daniele Vantaggiato senza inquadrare però lo specchio della porta. Seconda frazione di gioco che vede il Cittadella farsi più pericoloso e sopratutto a creare qualche grattacapo in più agli uomini di Mr. Seleghini che si chiudono a difesa del risultato e ripartono in contropiede con Docente che, ad una manciata di minuti dal termine della gara, si mangia letteralmente due ghiottissime occasioni a due passi dalla linea di porta. L’ultima emozione la regalano Milone e Cherubin che si fanno rispettivamente espellere dal direttore di gara Pierpaoli per reciproche scorrettezze.

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