Archivio per la categoria 'Calcio giovanile'

Calcio giovanile, Calcio in Romagna, Cesena

Baby Cesena, tanto entusiasmo e un solo dubbio: Primavera o Berretti?

CESENA- Tanto entusiasmo e un solo dubbio: il campionato d’appartenenza. E’ partita così l’avventura della Berretti (o Primavera?) cesenate che inizierà oggi la preparazione in vista della nuova stagione in quel di Villa Silvia. La Berretti bianconera, infatti, non sa ancora se potrà o meno disputare il campionato Primavera. Il regolamento nazionale prevede che i settori giovanili delle squadre di Lega Pro disputino il campionato Berretti Nazionali, ma la società di via Botticelli ha chiesto una deroga speciale, senza dimenticare il ricorso ancora in ballo per il ripescaggio in B. In entrambi i casi le probabilità di successo sono minime, ma l’entusiasmo non ne risulta scalfito, anzi: “Le motivazioni saranno identiche- assicura un abbronzatissimo mister Lorenzo- il campionato a prima vista può sembrare meno prestigioso, ma quando scenderemo in campo l’adrenalina e l’impegno saranno gli stessi”. L’allenatore toscano, quindi, ha accettato di buon grado questa sorta di “retrocessione”. E non solo. Le offerte di panchine più prestigiose non sono mancate, ma lui ha voluto fermamente restare in riva al Savio. Il motivo è presto detto: “Il desiderio di rimanere vicino ad una società che ha tante motivazioni e voglia di emergere ha prevalso su qualsiasi altra considerazione- spiega- abbiamo entrambi la stessa mentalità, siamo in perfetta sintonia”.

Più giovani possibili in 1°squadra- L’obiettivo del tecnico esula dai meri risultati sul campo: “A prescindere dal fatto che non sappiamo ancora chi incontreremo- puntualizza Lorenzo- pensiamo solo a migliorarci giorno dopo giorno”. La sua filosofia, che è poi quella della dirigenza, è lanciare più ragazzi possibili in prima squadra: “E’ la soddisfazione più grande, il coronamento di un anno di lavoro. Il nostro compito consiste nel far crescere giovani d’indubbie qualità” il commento del mister. Sulla stessa linea il presidente Campedelli: “Il nostro augurio è aggregare il maggior numero possibile di giovani in prima squadra. Chiediamo a tutti loro di dare il massimo come ai ‘grandi’, senza distinzione alcuna”. Allenatore e patron sono d’accordo pure su quale aspetto incida maggiormente sull’affermazione di un giovane calciatore, l’elemento che separa un potenziale professionista da uno affermato: “La mentalità. La voglia di fare sacrifici e migliorarsi quotidianamente sotto ogni aspetto- dichiarano all’unisono- solo in questo modo si afferma la personalità, sia sul campo che in ambito extracalcistico”. Cesena, quindi, oltre ad essere una rinomata scuola calcio, continua ad essere palestra di vita.

Prima il gruppo- Da domani tutti al lavoro; quale sarà la prima cosa che il mister chiederà ai ragazzi?: “Massimo impegno e disponibilità a lavorare in primis per inserirsi nel gruppo- la risposta di Lorenzo- tutti devono capire che l’individualità emerge solo all’interno di un collettivo”. Chiariti gli obiettivi primari, chiediamo al tecnico qualche nome che potrà “finire” presto agli ordini di mister Bisoli (Carnevali e Rossi sono già in ritiro a Castrocaro, ndr): “Difficile dirlo. Questo gruppo di 90’-91’ è ottimo, ma potrebbe emergere un 92’ più bravo di loro…i casi di Djuric e Regini insegnano”. Un’osservazione che non fa una grinza.

Ecco la rosa dei convocati:

Portieri: Gioele Carnevali (90’), Mirco Scacchetti (’90)

Difensori: Kadir Caidi (’90), Angelo Gregorio (’91), Luca Marcellini (’90), Daniele Moritti (’91), Enrico Onofri (’90), Giovanni Rossi (’89)

Centrocampisti: Alessandro Amelotti (’90), Elia Ballardini (’91), Alessandro Chierighini (’90), Mirko Falchetti (’90), Filippo Mainardi (’90), Mathias Porcelli (’90), Luca Righini (’90), Simone Tonelli (’91)

Attaccanti: Matteo Domeniconi (’91), Rivolino Gavoci (’91), Leonardo Nanni (’91), Ionel Radoi Sorin (’90), Andrea Tabanelli (’90), Marco Tattini (’90), Gianluca Turchetta (’91).

Staff tecnico: all. Giuseppe Lorenzo; dir.acc. Otello Morghenti; dir.acc.add. arbitro Raffaele Rodoquino; massaggiatore Giovanni Riva; medico Silvio Mondardini.

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Euro Under 19: Super Germania, Italia beffata

Si è concluso sabato a Jablonec (Rep.Ceca) il Campionato Europeo Under 19. La Germania ha battuto l’Italia per 3-1, nonostante fosse rimasta in superiorità numerica già al 40′ del primo tempo in seguito all’espulsione di Jungwirth per doppia ammonizione. Finale amara per gli azzurrini, quindi, che giocano la peggior partita del loro europeo proprio nel momento sbagliato… e onore ai giovani tedeschi, unica squadra sempre vincente della manifestazione, che ha ampiamente meritato il titolo.

Ma ecco la cronaca della gara: parte bene l’Italia, che al 3′ minuto rischia di passare in vantaggio con Paloschi imbeccato da Raggio Garibaldi, errore difensivo di Jungwirth (decisamente non sarà la sua partita) che mette il milanista davanti la porta, saltato il portiere ma la palla non entra. Il brivido scuote la Germania che inizia a macinare gioco ma pecca d’imprecisione sotto porta. Al 24′ vantaggio teutonico: Gebhart e Lars Bender creano scompiglio nell’area azzurra e la stellina del Monaco 1860 insacca di sinistro. 10 minuti dopo Jungwirth, come già detto, rimedia il secondo cartellino giallo per trattenuta su Okaka. L’Italia con l’uomo in più ci prova ma Forestieri sfiora soltanto la traversa, mentre Fiorillo salva il risultato su Naki. Nella ripresa la Germania si ricompatta, con Lars Bender spostato sulla linea dei difensori e il nuovo entrato Latza schermo davanti la difesa, e al 61′ addirittura raddoppia con Sukuta-Pasu che dal limite dell’area pesca l’angolino basso. Lo stesso viene ipnotizzato da Fiorillo pochi minuti dopo con Latza che spreca sulla ribattuta. Italia decisamente in bambola: al 69′ viene ristabilita la parità numerica: espulso Gentili. Le speranze italiane trovano nuova linfa al 78′ minuto, quando Raggio Garibaldi (Euro da incorniciare per il genoano) segna il gol del 2-1. Speranze comunque subito riposte nel cassetto: due minuti dopo è Gebhart a chiudere il conto: 3-1 e Germania campione d’Europa (primo trofeo a livello giovanile dal 1992, allora a trionfare fu l’Under 17).

Per l’Italia resta la consapevolezza di avere un’ottima nidiata di giocatori, capaci di ritagliarsi spazi anche nelle rispettive prime squadre. Penso a Paloschi, a Forestieri, a Okaka, a Poli e Raggio Garibaldi, ma anche a chi ancora questi spazi non li ha, come il portiere Fiorillo o il difensore Darmian. O anche a chi non c’era in Rep.Ceca ma fa (o farà) parte del gruppo, come gli interisti Bolzoni e Balotelli. Un patrimonio da non disperdere assolutamenete. Poi l’anno prossimo ci sono i Mondiali Under 20… e se il cielo si dipingesse d’azzurro?

Calcio Internazionale, Calcio giovanile

L’Italia Under 19 in rosa campione d’Europa

Per un Under 19 che si è appena conquistata il pass per le semifinali all’Europeo di categoria, ce n’è un’altra che ha già centrato l’obbiettivo: stiamo parlando dell’Italia Under 19 Femminile che sabato ha conquistato, in Francia, per la prima volta nella storia, il titolo di Campione d’Europa di categoria.

Le ragazze di mister Corradini sono state pressoché perfette: prime nel Girone A e qualificate per le semifinali con un turno d’anticipo (ininfluente infatti la sconfitta per 3-0 contro la Spagna nel terzo turno), esagerate in semifinale (4-0 contro la Svezia) e vincenti contro la Norvegia, già battuta nel girone, 1-0.

Tra le nostre giocatrici una menzione particolare meritano Sara Gama, capitano e unica insostituibile della squadra italiana, difensore, da 2 anni nel giro della nazionale maggiore. E’ stata definita dal suo allenatore “una delle migliori giocatrici d’Europa” (e non soltanto tra le coetanee…); il portiere Sara Penzo, un solo gol al passivo (era in panchina contro la Spagna…), Alice Parisi, faro del centrocampo nonché rigorista (suo il gol decisivo in finale, proprio dal dischetto) e il bomber Pamela Gueli, 3 gol all’attivo, contro la Francia padrona di casa (e questo, si sa, vale doppio…) più una doppietta (questa volta vera) in semifinale contro la Svezia.

Un successo che fa finalmente brillare di luce propria un movimento, quello femminile, sempre bistrattato e oscurato (nei palinsesti televisivi come dagli sponsor e come, purtroppo, nella considerazione generale del tifoso), o magari salito agli onori delle cronache più per gli scandali (che non ci va ora di ricordare) che per i risultati. Che il vento stia cambiando? Intanto brave ragazze!

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Euro Under 19: Italia in semifinale

Buone notizie dalla Repubblica Ceca: l’Italia Under 19 di Francesco Rocca batte i padroni di casa 4-3 e si qualifica come prima del Girone B alle semifinali dell’Europeo di categoria. Partita emozionante, ricca di colpi di scena, con l’Italietta sempre avanti e rimontata per ben due volte dagli indomabili cechi, che nonostante la sconfitta raggiungono comunque l’accesso alle semifinali come secondi. Tutti felici alla fine, insomma, ma in campo le due squadre se ne sono date di santa ragione. Giustamente…

Partono bene i cechi, ma al 21′ è il sampdoriano Poli (best player della fase finale del Campionato Primavera) ad aprire le danze su assist di Paloschi, ma Necid, capocannoniere della manifestazione finora risponde dopo appena due minuti con un rasoterra che batte Fiorillo. 1-1 e si va all’intervallo. Nella ripresa Rocca cambia: fuori Forestieri, dentro Bonaventura. L’atalantino ringrazia per la fiducia e dopo 11 minuti riceve sulla trequarti e fa partire un rasoterra che si insacca in rete: 2-1. Ma, come nel primo tempo, i cechi sono bravi a recuperare: è il solito Necid ha pescare lo smarcato Reinberk che crossa in area per il gol di Moravek da due passi. Di nuovo parità… e di nuovo momentanea: Paloschi subisce fallo in area al 71′ e trasforma il successivo penalty. I cechi non ci stanno e si riportanno sotto con l’indemoniato Necid: questa volta però il suo pallonetto finisce alto. Al 74′ si mette male per l’Italia con Mazzarani che si fa espellere, ma ci pensa ancora una volta Poli, cinque minuti dopo, a battere Vaclik su assist di Okaka. Il gol è decisivo, perchè i cechi dimezzano lo svantaggio con Moravek all’86′. Ma ormai è troppo tardi. In semifinale gli azzurrini se la vedranno con l’Ungheria, seconda nel Girone A e sconfitta ieri dalla Germania 1-2 (Gol di Reinartz al 36′, pareggio ungherese di Simon al 74′ e definitivo vantaggio tedesco con Risse due minuti dopo), che vince a punteggio pieno il girone e se la vedrà con i cechi. Influenti soltanto per la qualificazione al Mondiale Under 20 del prossimo anno le altre due partite: nel Girone A la delusione Spagna abbatte la Bulgaria 4-0, mentre l’Inghilterra affonda la Grecia 3-0. Furiette Rosse e Leoncini d’Albione raggiungono così soltanto l’obbiettivo minimo, l’Italietta invece, nonostante le disattenzioni difensive, punta il colpo grosso.

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Euro Under 19: seconda giornata

Si è giocata ieri sera la seconda giornata all’Euro Under 19 in corso di svolgimento nella Repubblica Ceca. E come nella prima non sono mancate le sorprese, e i primi brucianti verdetti.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dal Gruppo A: la Germania si è facilmente sbarazzata della cenerentola Bulgaria con un secco 3-0 che non ammette repliche (e in fin tutto ok). I giovani tedeschi guidati in panchina da Horst Hrubesch si qualificano per la prima alle semifinali della competizione, grazie alle reti di Diekmeier e di Nsereko nel primo tempo e di Lars Bender nella ripresa. Una sola statistica: tiri totali 17-3 (nello specchio della porta 6-0…one way match!). Sorpresona invece nell’altra sfida, che metteva di fronte la bulimica Spagna di questi tempi all’Ungheria. I danubiani si sono imposti per 1-0 con gol di Nagy nel secondo tempo, dopo un inizio promettente della Spagna, che sconfitta all’esordio dalla Germania era all’ultima spiaggia. Gli ungheresi si qualificano così per le semifinali, e si giocheranno il primato nel girone con la Nationalmannschaft nel prossimo turno. Gli spagnoli, invece contro la Bulgaria giocheranno per l’obiettivo minimo: il terzo posto nel girone che vale la qualificazione ai Mondiali Under 20 del prossimo anno.

Ed ora passiamo al Gruppo B, quello dell’Italietta di Francesco Rocca. Dopo il pareggio in extremis contro la Grecia, gli azzurrini impattano anche con l’Inghilterra: 0-0. Pareggio giusto, c’è da dire, con il primo tempo di marca britannica e la ripresa di foggia italica, con Rocca che butta nella mischia Raggio Garibaldi per Mazzarani (cambio azzeccato) e Forestieri si mangia un gol su splendido assist Okaka. Nell’altra partita del girone altro pareggio tra la Grecia e la Repubblica Ceca, sempre per 0-0. Guidano così la classifica i cechi (4 punti), seguiti da Grecia e Italia (2) e Inghilterra (1). Tutto è ancora aperto, ma l’Italia dovrà battere i cechi per essere sicuri di raggiungere le semifinali senza dover stare a fare troppi calcoli.

Calcio giovanile

Partito l’Euro Under 19

Si sono giocate ieri le prime partite della fase finale dell’Euro Under 19 che si disputa quest’anno in Repubblica Ceca. Si tratta dell’atto conclusivo delle manifestazioni UEFA per squadre nazionali per la stagione 2007/08. Finora sia l’Europeo Under 17 in Turchia, sia quello dei Grandi in Austria-Svizzera ha vinto trionfare la Spagna. E le Furie Rosse sono presenti anche qui, tra l’altro come squadra detentrice del titolo, insieme ad altre sette nazionali, divise in due gironi da quattro: passano le prime due, poi semifinali introciate e a seguire la finale. Sei le città coinvolte nell’organizzazione della manifestazione: Pribram, Plzen, Mlada Boleslav, Zizkov, Liberec e Jablonec; dove si giocherà la finalissima. La copertura della manifestazione è assicurata da Eurosport, sponsor UEFA per le manifestazioni di calcio giovanile, che trasmetterà nove partite, tra cui, ovviamente, le due semifinali e la finale.

Nel Gruppo A, a fianco della Spagna si giocheranno i due posti utili per le semifinali la Germania, l’Ungheria e la Bulgaria. Nella prima giornata, un po’ a sorpresa, i giovani tedeschi si sono presi la rivincita di Vienna sugli spagnoli, imponendosi 2-1 (gol di Sukuta-Pasu e Toprak per la Germania e gol della bandiera ispanica con Alba); mentre l’Ungheria ha battuto 1-0 la Bulgaria con un gol di Nemeth (buon prospetto, gioca nel Liverpool).

Nel Gruppo B battaglieranno i padroni di casa della Repubblica Ceca, l’Inghilterra, la Grecia e l’Italia del Ct Francesco Rocca. I risultati di ieri hanno visto i cechi battere 2-0 i leoni d’Inghilterra con una doppietta di Necid mentre l’Italia ha pareggiato con la Grecia soltanto al novantesimo (e su rigore) con il milanista Paloschi al gol di Pavlis realizzato nel primo tempo.

Calcio giovanile, Calcio mercato

Piatti all’Almeria: un altro baby (e mini) fenomeno argentino emigra in Spagna

L’affare- L’Almeria pesca dall’Argentina un baby fenomeno, confermando la sua lungimiranza in sede di mercato. Stiamo parlando di Pablo Piatti dell’Estudiantes: il club iberico si è assicurato le sue prestazioni sborsando 7 milioni di euro. Per il mini bomber contratto blindatissimo fino al 2015. Un vero e proprio investimento per il futuro, quindi.

Che esordio con il Cholo- Pablo Piatti è un 19enne nativo di Uchacha, paesino argentino nei pressi di Cordoba. Il piccolo Pablo decide di seguire le orme del padre e muove i primi passi calcistici nella squadra locale, l’Atenas de Uchacha. Le qualità del ragazzino, però, lo spingono verso un club importante, il River Plate. Supera alla grande il provino all’età di 12 anni, ma decide di rinunciare al grande salto. Ripiega così sul Jorge Ross, prima di approdare al “Renato Cesarini” (fondata dal giocatore che ha dato il nome alla celeberrima “zona Cesarini”), scuola calcistica rinomata che ha sfornato talenti come Mascherano, Solari e Demichelis. Qui lo nota un grande club, l’Estudiantes de la Plata, dove si trasferisce a 15 anni. Pablo, classico brevilineo (è alto solo 163 cm) dotato di dribbling secco, agilità, scatto bruciante e tempismo negli inserimenti, si fa notare dall’allora tecnico della prima squadra Diego Simeone. El cholo lo fa esordire il 18 novembre 2006 in un match delicatissimo del torneo di Apertura. L’Estudiantes capolista è bloccato sull’1-1 con il Newell’s Boys, e non riesce a sbloccare il risultato. “El plumero” entra e risolve la partita con un gol di testa: un esordio da predestinato che, per altro, conferma la sua abilità in area di rigore e nel gioco aereo nonostante l’altezza. Nello scudetto dell’Estudiantes, quindi, c’è pure il suo zampino. Nel Clausura 2006 gioca da titolare sulla fascia sinistra, collocazione da lui poco gradita. Il rendimento è comunque buono (4 reti) e gli vale la convocazione nella nazionale under 20 con cui vince il Mondiale di categoria. Nel campionato successivo arriva la svolta tattica: el Cholo lo schiera spesso come seconda punta, Piatti lo ripaga appieno con 4 reti. Il bomber tascabile ha confermato le sue qualità sotto la guida di Sensini.

Più Aguero che Messi- Ed ora la chiamata dell’Almeria, dove proverà a sfondare come gli illustri coetanei nonchè connazionali Messi e Aguero. Sebbene i media lo abbiano paragonato alla Pulce, Piatti assomiglia molto di più per caratteristiche tecniche al Kun. Vedremo cosa combinerà questo bomber tascabile, certi che l’Almeria ha fatto un bell’investimento sul futuro.

Calcio, Calcio giovanile, Roma

Fughe di talentini: è la volta del giallorosso Petrucci

Non sono bastati i vari Dalla Bona, Rossi, Lupoli fino ai più recenti Sala e Camilleri. L’emorragia di giovanissimi talenti dell’Italia verso l’estero, Inghilterra in primis, continua. E’ la volta di Davide Petrucci, centrocampista offensivo degli Allievi Nazionali della Roma nonchè della Nazionale azzurra under 17. Davide, una delle promesse del nostro calcio, volerà a Manchester, dove ad attenderlo c’è un contratto da 120mila euro stagionali, un corso speciale per l’apprendimento dell’inglese e un lavoro per il padre giardiniere. Una gallina dalle uova d’oro rispetto al “pane e acqua” offerto dal club della sua città, 1600 euro mensili.

Non si può certo biasimare la scelta del giovane talento, attirato dalla prospettiva di crescere in uno dei club più importanti del mondo e da un contratto sontuoso. Semmai sono da rivedere le normative italiane. La fuga di talenti potrebbe essere bloccata con una sorta di contratto d’ingresso a 15 anni. Perchè oggi le nostre società spendono tantissimo nei vivai, ma al momento di “raccogliere” i frutti arrivano gli stranieri. E quando gli stranieri si chiamano Manchester, Arsenal e Chelsea è dura dir di no.

Calcio giovanile

Primavera Samp, double e vendetta servita

Il fantasma della finale di Bressanone è stato spazzato via. La Sampdoria si prende la rivincita sull’Inter laureandosi campione d’Italia per la prima volta. Un anno fa il rigore di Balotelli castigò i doriani, stavolta il suo penalty non basta ai nerazzurri: i ragazzi di Pea centrano la mitica accoppiata campionato-coppa Italia.

Il successo dei baby doriani è frutto del bel gioco, di un’orchestra priva di punti deboli e piena di talento. In finale la Samp ha dato meno spettacolo del solito, ma è stata tremendamente concreta. L’inizio di partita è subito vivace. Il primo quarto d’ora è tutto di marca blucerchiata, con Scappini che sfiora il gol di testa e Bianco che impegna severamente Belec. L’Inter risponde con i terribili calci da fermo di Balotelli: al 18′ Fiorillo risponde da campione, due minuti dopo la sfera sibila vicino al palo. E’ il preludio al vantaggio nerazzurro. Ribas s’invola sulla fascia, ma Fiorillo anticipa la sua conclusione. L’estremo doriano, però, non può nulla sul tap in di Pedrelli (28′). I ragazzi di Pea hanno il merito di non disunirsi e trovare subito il pari. E’ il 32′ quando una mischia furibonda in area interista favorisce la conclusione di Marilungo. Belec respinge, ma per Poli è un gioco da ragazzi appoggiare a porta vuota. Una vivacissima prima frazione di gioco si conclude con l’ennesimo tentativo balistico di Balotelli e un bel sinistro di Siligardi a cui s’oppone ancora un super Fiorillo. La ripresa è inevitabilmente meno scoppiettante, complice la fatica accumulata in questa fase finale. I gol, però, non mancano. Al 60′ la Samp mette il naso avanti con Koman (colpo di testa), ma 4 minuti dopo Balotelli la riacciuffa su rigore. E’ il momento dei cambi. Esposito si cautela cambiando il modulo in un 4-4-2 più solido (dentro Obi per Siligardi), Pea gioca il jolly Mustacchio. E’ la mossa decisiva. L’attaccante doriano segna da 35 metri complice una deviazione di Federici. I ragazzi di Esposito provano il forcing finale, ma finisce così: la Samp conquista il primo scudetto Primavera.

Calcio giovanile

Inter-Sampdoria, si replica

Tutto come da pronostico. La Sampdoria prevale con merito sulla Fiorentina e raggiunge l’Inter nella finale del campionato Primavera. Lo scontro tra doriani e nerazzurri baby rischia di diventare un must come il Roma-Inter dei “grandi”. La formazione di Pea, infatti, ha la ghiottissima occasione per “vendicarsi” della finale dell’anno scorso: brucia ancora il ko maturato ad un soffio dal 90′. Anche perchè i blucerchiati furono piegati da un rigore (molto dubbio) trasformato da un certo Balotelli.

Vittoria meritata, dicevamo. La baby Samp ha tutte le carte in regola per puntare allo scudetto: centrocampo di qualità, difesa tosta e attacco prolifico, oltre ad un portiere di sicuro avvenire. La semifinale contro i viola ha confermato tutte queste sensazioni. Il protagonista assoluto del match è stato uno dei due centrali di centrocampo, Bianco. Il giovane blucerchiato ha scodellato sulla testa dell’ariete Scappini il pallone dell’1-0, poi si è tolto lo sfizio di decidere la sfida con un calcio da fermo eseguito magistralmente. In mezzo tanta qualità abbinata a quantità. Il suo partner di mediana Poli non è stato da meno, mostrando una personalità sconosciuta ai più a quest’età: il ragazzo potrebbe essere il nuovo Pirlo (il condizionale, in questi casi, è d’obbligo). La chiave tattica della partita va ricercata proprio nel duello in mezzo al campo: la superiorità numerica dei doriani ha messo in grandissima difficoltà la Fiorentina. E allora i ragazzi di Pea hanno deciso di farsi male da soli con uno sciagurato autogol. Fiorillo esce ma non chiama il pallone, Rossini anticipa Lepiller e il suo intervento si tramuta in un beffardo pallonetto. 1-1 e tutto da rifare, ma poi ci penserà Bianco a rimettere le cose a posto.

I viola non approfittano del cadeau, visto che tornano sotto nel punteggio a fine primo tempo. La ripresa è più noiosa della prima frazione di gioco, ma la formazione di Bollini prova a pareggiare. Al 12′ Casoli centra in pieno la traversa, ma è un episodio isolato. Per rivedere azioni da gol pericolose bisogna attendere i minuti di recupero. Lepiller e Di Carmine hanno due chanche d’oro, ma Fiorillo decide di farsi perdonare dall’errore precedente chiudendo la porta in faccia ai bomberini viola. La Samp vola in finale e sogna la “vendetta” sull’Inter. Domenica la resa dei conti.

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