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Apertura/Clausura

Pazzo Apertura: cade il Boca, Tigre di nuovo primo col San Lorenzo

Morel sempre più decisivo

BUENOS AIRES- Sono sempre in due lassù nell’Olimpo dell’Apertura. Ma è cambiato l’identikit: l’indomabile Tigre ha preso il posto di un incostante Boca. Stabile il San Lorenzo che però ha tutti i buoni motivi per mangiarsi le mani dopo essersi fatto rimontare due gol dal Newell’s. Insomma, a 360′ dal termine ogni previsione diventa azzardata.

TIGRE-GODOY CRUZ 2-0. L’eroe di giornata è ancora lui, Martin Morel. Il bomber piega con un rigore e una perfetta inzuccata il Godoy Cruz salendo a quota 12 sigilli, uno in meno del capocannoniere Sand. Morel è la punta di diamante di un collettivo affiatato, che esprime un bel calcio. Ripetiamo quanto detto sette giorni fa: nel trio in lotta per il titolo, la formazione di Cagna è la più bella a vedersi. Manca solo un pizzico d’esperienza e il sogno accarezzato un anno fa potrà diventare realtà. La realtà di un primo storico scudetto.

BOCA JUNIORS-VELEZ SARSFIELD 2-3. Arriva al capolinea la striscia magica del Boca Juniors. Il ko casalingo con il Velez arriva sì dopo 5 vittorie di fila ma è di quelli dolorosi. In primis perchè costa la vetta, in secundis perchè arriva dopo una prestazione da film horror della difesa. E così il Velez, oltre a dominare il gioco, infila per ben tre volte Javier Garcia. Gli xeneizes provano a tornare in partita, rimontano fino al 2-3 ma non colgono quello che sarebbe stato un pari prezioso.

NEWELL’S OLD BOYS-BOCA JRS 3-3. C’è chi invece maledice il segno X. E’ il San Lorenzo che ha sognato di tornare capolista solitario fino all’84′ della sfida con il Newell’s. E invece non è bastata nè la doppietta di uno scatenato Barrientos in un primo tempo letteralmente dominato nè il momentaneo 3-1. I padroni di casa firmano una clamorosa rimonta negli ultimi dieci minuti con Vangioni e e riportano sulla terra l’undici di Russo.

Resurrezione Millonarios- Risorge dalle ceneri il River. Rigenerati dalla cura Rodriguez, i millonarios tornano alla vittoria dopo quasi tre mesi di digiuno e agganciano al penultimo posto il Godoy Cruz. Di Falcao la firma sul successo vitale sul campo dell’Independiente. Colpi esterni per Colon, Arsenal de Sarandì e Rosario Central, quest’ultimo fondamentale in chiave salvezza. Vittoria di misura del Gimnasia La Plata sul San Martin, goleada dell’Argentinos sull’Estudiantes. 1-1 tra Lanus e Banfield.

Apertura/Clausura

San Lorenzo chiama, Riquelme risponde. Simeone lascia il River

Riquelme ancora decisivo
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BUENOS AIRES- Tutto in pochi minuti. E’ la storia del calcio, l’essenza della sua bellezza. Può capitare che all’83′ della 14° giornata di Apertura il Tigre sogni la fuga clamorosa di fronte ai balbettii delle blasonate compagne di viaggio San Lorenzo e Boca. Poi Bergessio trova la spaccata vincente, Riquelme la perla su punizione all’ultimo respiro. Tutto da rifare, rivali appaiate come al fischio d’inizio. Anzi no. La beffa si materializza al 94′ ed ha le sembianze di Tito Ramirez del Colon: 2-2 e -2 inopinato che rischia di pesare tantissimo sulle speranze di vittoria finale. Quanto di più ingiusto potesse capitare in questa giornata.

Tutto nel finale- La formazione di Cagna, infatti, era l’unica delle tre battistrada a meritare la vittoria. Ribaltata la situazione a cavallo della mezz’ora della ripresa con Arruabarrena ed il solito Morel (10° sigillo stagionale) dopo un vero e proprio assedio, assaporava già la vittoria in un clima di festa. Ma al 94′ è arrivato puntuale il castigo, la classica doccia gelata. Il calendario delle ultime giornate è favorevole, ma questi due punti persi rischiano di pesare come un macigno. E pensare che le due rivali parevano rassegnate al pari fino all’ultimo. Sul difficile campo del Viaduct di Sarandì solo un lampo -l’ennesimo- di Riquelme, esattamente come sette giorni fa col San Lorenzo, risveglia dal torpore gli xeneizes. Il talento ex Villarreal passeggia per 90 minuti sul campo, quasi svogliatamente, prima d’incastonare la gemma che può decidere una stagione. Prendere o lasciare. Il suo tecnico Ischia lo sa, e proprio per questo lo ha tenuto in campo sino all’ultimo, venendo premiato. E il San Lorenzo? Fino a 7′ dal termine cercava di perdere tempo per portare a casa un punticino col Gimnasia Jujuy. Poi il guizzo di Bergessio e il ritorno alla vittoria dopo 3 turni. La lotta, dunque, rimane accesa. Ma la sensazione è che i colpi dei singoli e la buona sorte incideranno di più del bel gioco. Perchè di quello se ne vede veramente poco.

Addio Cholo- Giovedì, dopo l’eliminazione dalla coppa, aveva annunciato il suo addio. Ma Diego Simeone è rimasto in sella fino all’ultimo, traghettando il River anche in quest’ultimo impegno di campionato. Sotto 3-0 all’intervallo poteva decidere ancora di abbandonare anzitempo, ma il Cholo non ha mollato e ha visto la sua ormai ex squadra rimontare sino al 3-3. E il Monumental gli ha tributato un lungo applauso d’addio, perchè ha deciso che il disastroso ultimo posto non è colpa del tecnico. Lo stesso che pochi mesi fa festeggiava il titolo di Clausura e che ora lascia i Millonarios in una situazione scabrosa. Simeone ha pagato lo strappo con Ortega (decisivo nell’ultimo torneo), il flop dell’attesissimo Buonanotte e il crack del ginocchio di Palermo. Il suo successore ha il compito di centrare una difficile quanto indispensabile salvezza per avviare la rifondazione.

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Invenzione di Riquelme: San Lorenzo battuto e raggiunto

Riquelme cambia i destini dell’Apertura
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BUENOS AIRES- Se fosse stato ancora lì, tra le tribune della Bombonera, avrebbe esultato per il gol vittoria di Riquelme e il primato riconquistato. Ma siamo certi che avrà sorriso anche da lassù patron Pompilio, spentosi in settimana per un infarto. Il San Lorenzo nulla può contro un Boca tornato grande: la vetta è ora un affare a tre, visto che il Tigre cade in casa dell’Argentinos Juniors nella domenica che poteva lanciarlo in orbita.

Nel nome di Pompilio- L’uomo della provvidenza è Juan Roman Riquelme, il talento più puro di casa Boca ma probabilmente di tutto il panorama argentino. La sua punizione tagliata beffa Orion e rappresenta una svolta forse decisiva nel campionato di Apertura. Il San Lorenzo ammirato alla Bombonera, infatti, è apparso in netto calo, lontano parente della bella squadra che aveva accumulato un discreto margine di vantaggio sulle inseguitrici. Gli xeneizes, al contrario, sono in crescita come dimostrano le 4 vittorie di fila e il netto dominio nel big match. Dopo il graffio dell’ex Villarreal sono infatti i padroni di casa ad andare vicini al raddoppio con Viatri e Mouche piuttosto che gli ospiti al pari. La formazione di Russo si sveglia tardi, troppo tardi, e deve far i conti con il 3° turno senza vittorie, il più doloroso. Perchè ora, a 450′ dal termine, si riparte idealmente da zero.

Cadere nel momento più sbagliato- Il Tigre crolla sul campo dell’Argentinos Juniors e perde la ghiottissima occasione di lanciare la fuga solitaria. E pensare che pochi giorni prima la formazione di Gorosito aveva incassato 5 ‘pappine’ a Santa Fè…La lezione è servita, l’Argentinos imposta una partita tutta difesa e ripartenze interrompendo l’imbattibilità del numero uno Islas dopo 350 minuti. Torna a sperare clamorosamente nel titolo il Newell’s Old Boys. Gli uomini di Gamboa, da brave formichine, hanno infilato 10 risultati utili di fila ed ora si ritrovano vicinissimi al trio di vetta. Il gol di Schiavi è sufficiente a piegare il Rosario Central e portarsi a -3 dalla testa. Sognare non costa nulla..

Sempre più giù- Il River è in coma irreversibile e pare non esista medicina per risollevarlo. A Lanus matura la 6° sconfitta stagionale, l’ennesima. Simeone rimane al timone, ma non è dato sapere sino a quando. Il tempo stringe e se i Millonarios non vorranno conoscere l’onta della retrocessione urge un cambio deciso di rotta.

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Il Tigre aggancia il San Lorenzo

La torcida del Tigre festeggia l’aggancio
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BUENOS AIRES- La fuga è ufficialmente finita. Il San Lorenzo inciampa due volte nell’arco di tre giorni e perde il primato solitario. Il Tigre, infatti, ne approfitta per agganciare il Ciclon, il Boca si avvicina a -3 e domenica alla Bombonera ha la ghiotta occasione per annullare il gap. Un campionato che pareva chiuso soltanto una settimana fa si è riaperto del tutto.

San Lorenzo dove sei?- La bella squadra ammirata nelle prime 10 giornate pare non esserci più. Dopo il ko di Avellaneda la capolista delude anche tra le mura casalinghe racimolando un misero pari con il Gimnasia La Plata. Il risultato non è l’unico aspetto che fa preoccupare mister Russo: la sua squadra non incanta più, stenta a far gioco e non riesce nemmeno a conservare il vantaggio una volta acquisito. Un campanello d’allarme non da poco. Il match di domenica alla Bombonera è un vero e proprio crocevia.

Vincere senza convincere- E’ il motto di giornata di Tigre e Boca che strappano due soffertissimi successi nei minuti finali. La formazione di Cagna ha la meglio sull’Independiente rivitalizzato dalla cura Santoro soltanto al 91′ grazie al sigillo del neoentrato Luna. Gli xeneizes risolvono la trasferta di Banfield un pò prima, ossia all’81′, ma stenta molto di più della neocapolista. Il gol vittoria del giovane Mouche è frutto di un’invenzione personale e castiga oltre i propri demeriti i padroni di casa, andati vicini al vantaggio in diverse occasioni.

River sempre più giù- Prosegue il magic moment dell’Estudiantes che infila il 5° risultato utile consecutivo e s’allontana dalla zona calda. Hombre del partido ancora Boselli, 6° sigillo per lui. Bene anche Velez e Colon, vittoriose su San Martin e Argentinos Juniors. Pesanti successi in chiave salvezza per Rosario Central (3-0 al Gimnasia Jujuy) che torna a sorridere dopo 5 turni, e Huracan che sbanca il campo del Godoy Cruz e lo scavalca in classifica. Entrambe le compagini abbandonano l’ultima piazza lasciandola al River. E’ il punto più basso della storia del club, mai fanalino di coda con appena 9 punti in 12 turni. La crisi nera dei Millonarios non conosce più la parola fine, l’incubo retrocessione comincia ad aleggiare su Buenos Aires. Incredibile dictu.

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Il Racing sgambetta il San Lorenzo, campionato riaperto

Il fantasista ‘tascabile’ Maxi Moralez fa un dispetto alla capolista
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BUENOS AIRES- Si riapre l’Apertura. Quando meno te l’aspetti. Il San Lorenzo cede ad Avellaneda contro il Racing e alimenta le speranze di Tigre e Boca che si riavvicinano rispettivamente a -2 e -5. Un margine tutt’altro che rassicurante per la capolista che domani ospita il Gimnasia La Plata e nel weekend andrà nella bolgia della Bombonera in quello che si preannuncia scontro decisivo per le sorti del campionato.

Striscia interrotta- E’ il piccolo e guizzante Maxi Moralez, l’ennesimo fantasista tascabile argentino, il matador del Ciclon. Dai piedi del Pallone d’Argento dell’ultimo Mondiale under 20, infatti, nascono tutte le migliori azioni dei padroni di casa e il rigore del 2-0. Torres nella ripresa riduce il gap ma non evita la sconfitta deludendo gli 8000 ‘aficionados’ giunti ad Avellaneda. E così la magica striscia di 6 successi consecutivi s’interrompe sul più bello, mentre il Racing riesce nell’impresa di battere il San Lorenzo dopo 17 lunghe sfide senza vittorie.

Avanzano le inseguitrici- Tutto facile, invece, per il Tigre. Il solito Morel (9° centro) apre le danze, ad inizio ripresa, nell’arco di un minuto, Gimenez e Altobelli chiudono la contesa. L’undici di Cagna non è più una sorpresa: l’Huracan è steso con autorità 3-0, la vetta dista solo 2 punti. Due gradini più sotto riemerge un Boca evidentemente rivitalizzato dalla vittoria nel superclasico di 7 giorni fa. Gli xeneizes, inoltre, paiono aver trovato il sostituto (se non l’erede) del lungodegente Palermo. E’ Lucas Viatri: il bomber, dopo aver steso il River, spiana la strada del successo contro il Rosario, anche se sarà Gaitan all’87′ a firmare la rete da tre punti. Un’altra vittoria sul Banfield potrebbe essere il miglior viatico alla supersfida di domenica con la capolista, l’ultimo treno per metter le mani sull’Apertura 2008.

Stagione di gloria per il capocannoniere Sand
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Super Sand- La partita spettacolo della settimana è Lanus-Godoy Cruz. I padroni di casa prevalgono 4-3 con doppietta del capocannoniere Sand e salgono al 5° posto. Il bomber esploso tardi (ha 28 anni) e distintosi sempre per il grande lavoro “sporco” sta vivendo la sua stagione di gloria; i gol in campionato sono 12, mentre in maglia Granate sono già 34 in 41 incontri: è giunta l’ora del grande salto? Senza fine la crisi del River. La sconfitta sul campo del Gimnasia Jujuy, l’ennesima stagionale, relega i millonarios all’ultimo posto con la miseria di 8 punti raggranellati. Il destino di Simeone è davvero appeso ad un filo. Negli altri match vittoria del San Martin sull’Arsenal e pareggi in serie. Ma non c’è tempo per riflessioni, domani sera si torna già in campo.

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Apertura/Clausura, Calcio Internazionale

Superclasico al Boca, River a picco

BUENOS AIRES- Il San Lorenzo vince e non fa notizia, il Tigre prosegue il suo inseguimento e non è più una sorpresa, ma l’attenzione dell’Argentina intera era rivolta solo al big match, la madre di ogni partita o, come lo chiamano da queste parti, il Superclasico.

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Lucas Viatri festeggia il gol vittoria nel Superclasico
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Superclasico poco super- River Plate-Boca Juniors, sebbene in formato ridotto, rimane il match più atteso dell’anno. Perchè in formato ridotto, direte voi? Semplice, in palio non c’è il titolo, di stelle di primo rango manco l’ombra -sono emigrate tutte oltreoceano- eccezion fatta per Riquelme e il talento in cerca d’affermazione Buonanotte. La situazione dei padroni di casa, poi, è deficitaria: i Millonarios veleggiano nei bassifondi, l’ennesimo ko stagionale potrebbe costar caro a Simeone. Pure gli xeneizes hanno la loro gatta da pelare, quel caso Caranta che ha spaccato a metà società e spogliatoio. E l’appuntamento con la vittoria al Monumental manca da 5 lunghi anni, un’infinità per i tifosi xeneizes.

River a fondo- Nonostante le premesse, il match non tradisce le attese. Falcao centra il palo al 19′, e per il River il più sembra fatto al 7′ della ripresa quando il capitano xeneize Ibarra si fa cacciare per proteste. Un’ingenuità che la formazione di Simeone non sfrutta, anzi: al 15′ sono gli ospiti a passare con un’inzuccata di Viatri. Dopo 4 minuti Rios ha l’unica chanche per impattare, poichè da lì in poi è monologo xeneize. I locali, infatti, sbattono sulla retroguardia ospite e patiscono le ripartenze dettate da Riquelme. L’1-0 finale è persino stretto all’undici di Ischia che si toglie la soddisfazione di spedire gli odiati cugini all’ultimo posto. Dal paradiso del titolo all’inferno: “incredibile dictu”.

San Lorenzo chiama, Tigre risponde- Continua la corsa del San Lorenzo. Il 6° successo di fila è targato Silvera, e la vittima è il buon San Martin de  Tucuman che ha dato battaglia sino all’ultimo. La strada verso il titolo è ancora lunga, ma il vantaggio sulla 2° è rassicurante (+5) e la concorrenza più temibile (i vari Boca, River, ecc) è fuori dai giochi. L’inseguitrice Tigre, però, non molla. Un super Morel, che sale a quota 8 centri e vince la sfida diretta con il capocannoniere Sand, e Fontanello, piegano senza difficoltà il Lanus nel match d’alta quota. L’undici di Cagna ha quindi dimostrato di essere l’unico dei due a poter lottare per la vittoria finale. Nelle altre partite, prosegue la risalita dell’Estudiantes rivitalizzato dalla cura Astrada. Il Gimnasia è battuto dai sigilli di Veron e Boselli. Spettacolare 3-3 tra Arsenal e Velez, bel colpo dell’Independiente a Santa Fè.

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San Lorenzo, è ufficialmente fuga

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Romeo sbanca il Fortin e lancia la fuga
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BUENOS AIRES- Bernando Romeo lancia la fuga. Lo scatto piazzato dal San Lorenzo -tanto per restare in gergo ciclistico- è di quelli brucianti. El Ciclon, grazie al sigillo del suo bomber, sbanca il campo della più immediata inseguitrice, il Velez, sfrutta il contemporaneo ko del Tigre, e vola a +5. Considerando la crisi di Boca -preoccupante- e River -irreversibile-, le due big storiche d’Argentina, il tentativo di fuga minaccia di essere molto serio.

Decide Romeo- L’1-0 del Fortin non deve ingannare. E’ vero, le occasioni non sono fioccate, ma l’atteggiamento delle due squadre in campo è stato totalmente differente. Propositivo e intraprendente il San Lorenzo, rinunciatario e attendista il Velez. I padroni di casa si sono difesi con ordine, ma hanno pagato la loro tattica proprio quando speravano di aver condotto in porto il pari tanto cercato. Bernardo Romeo, però, decide di cambiare volto alla sfida e lanciare ufficialmente la fuga.

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Vangioni esulta: Newell’s secondo
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Newell’s in ascesa- Per un Tigre che cede il passo, avanza prepotentemente il Newell’s Old Boys. La formazione di Gamboa, infatti, ha la meglio sull’undici di Cagna nello scontro diretto. In una partita tutt’altro che spettacolare, sono le giocate di uno scatenato Fabbiani a far la differenza. Dai suoi piedi, infatti, nascono i due gol di Diego Torres e Vangioni che chiudono la contesa già nella prima frazione di gioco. La ripresa è pura accademia, il Newell’s può festeggiare aggancio ai rivali e conseguente 2° posto.

Crisi fuori e dentro il campo- Era il confronto tra chi è stato rivitalizzato dal nuovo corso in panchina e chi, invece, è alle prese con un ‘caso’ interno, nella fattispecie l’esclusione dalla rosa del numero uno Caranta da parte di patron Pompilio. Chi ha prevalso secondo voi? I primi, ovviamente. Il nuovo Estudiantes di Astrada infila il 2° successo di fila alla Bombonera di fronte ad un Boca in chiara confusione. A nulla è valso il vantaggio iniziale di Viatri, il Pincha ha avuto facile gioco nel ribaltare la situazione. Ed uno strano scherzo del destino ha voluto che proprio il sostituto di Caranta, il giovane Garcia, sia corresponsabile del secondo gol degli ospiti. Gli xeneizes non vincono più da 5 turni, la vetta è lontana 8 punti, parlare di titolo sembra ormai utopia.

River sempre più in basso- Sulla sponda River, invece, non si parla già da settimane di titolo. I campioni dell’ultimo Clausura, infatti, devono pensare ormai a salvarsi, visto il penultimo posto. Le inusuali rivali Huracan e Gimnasia Jujuy hanno conquistato 3 punti preziosi contro Godoy Cruz e Independiente, i millonarios un misero 0-0 a La Plata. L’ultimo e unico successo risale alla 2° giornata: occorre una rapida inversione di marcia affinchè non si profilino scenari impensabili alla vigilia.

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Castillo affonda il Boca, pari show nel ‘clasico’

Il matador del Boca,J.Castillo
Il matador del Boca
Jairo Castillo

BUENOS AIRES- Bim, bum, bam. Jairo Castillo, bomber ‘globetrotter’ finito al Godoy Cruz de Mendoza, batte tre colpi e dà l’ennesimo dispiacere stagionale al Boca. Dispiacere che diviene figuraccia se pensiamo al fatto che la porta xeneize viene infilata ben quattro volte. Pari spettacolo nel ‘clasico’ tra River e Racing, torna a sorridere l’Estudiantes con il neotecnico Astrada. Davanti a tutti, il San Lorenzo tenta la fuga, solo il Tigre tiene il passo col solito Morel.

Super Castillo- Quello che sembrava un pomeriggio tranquillo si è trasformato in uno da incubo. Il gol di Gracian, infatti, sembrava spianare la strada del successo al Boca in quel di Mendoza, ma un certo Castillo ha rovinato i piani xeneize. Il colombiano giramondo usa la testa e i piedi infilando una tripletta storica. E’ decisamente lui il protagonista assoluto di giornata, mentre l’undici di Ischia si lecca le ferite per una scoppola imprevista e vede la vetta allontanarsi a 5 lunghezze.

Prove di fuga- Vetta detenuta solidamente detenuta dal San Lorenzo. La capolista ha dato un’altra prova di solidità e gioco collettivo contro il temibile Arsenal de Sarandì. Sono bastati 14 minuti agli uomini di Russo per aver la meglio degli avversari e controllare agevolmente il vantaggio per il resto del match. A segno i soliti Silvera e Barrientos, la porta di Orion rimane ancora una volta inviolata: sono solo i 4 i gol subiti, infatti, in questo esaltante avvio di stagione. La miglior difesa del torneo è l’arma che sinora fa la differenza.

Morel guida l’inseguimento- Alle spalle del leader, tiene il passo solo il Tigre. Il 6° centro stagionale del solito Morel, vicecapocannoniere dell’Apertura, è sufficiente a piegare il Gimnasia de Jujuy e restare a -2. Il Velez, invece, inciampa nel derby con il Banfield. La formazione di Tocalli viene raggiunta nel finale di una partita combattuta dal colpo di testa di Barrales.

Show nel clasico- Come segnare 5 gol e non vincere. Potrebbe essere il titolo di un libro scritto da Simeone e dal suo River. I millionarios, infatti, vanno a segno tre volte ma in due occasioni spediscono la sfera nella propria porta: il risultato è un 3-3 utile più per lo spettacolo che per una classifica ancora deficitaria. Con il Racing, dunque, è stato un botta e risposta continuo, e alla fine il pari è il risultato più giusto.

Astrada, debutto ok- Il cambio in panchina porta bene all’Estudiantes che torna alla vittoria dopo 3 turni. E lo fa nella giornata più importante, nel super derby di La Plata. Boselli torna a segnare, Veron ad ispirare, e così il Gimnasia deve arrendersi per la 5° volta consecutiva. Non poteva esserci debutto migliore, quindi, per Leonardo Astrada. Sorridono anche Newell’s Old Boys e Lanus, entrambe vittoriose in trasferta: a cedere il passo sono Argentinos Juniors (letteralmente travolto) e Independiente (castigato dal capocannoniere Sand, 8 centri per lui).

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Imprese storiche: il Tigre espugna la Bombonera, il San Martin affonda il River

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Morel festeggia lo storico successo,Riquelme perplesso
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BUENOS AIRES- La caduta degli dei. La storia dell’Apertura decide di fermarsi e cambiare il proprio corso in un weekend dai risvolti incredibili. E allora siamo qui a celebrare lo storico successo alla Bombonera del Tigre che si candida come seria pretendente al titolo. Esaltiamo ancora di più il San Martin de Tucuman, capace di battere per la prima volta in 99 anni d’esistenza un River sempre più in crisi e d’assestarsi al 4° posto. Da rivedere, dunque, le big. Il Boca è troppo Riquelme dipendente, del Milionarios si è già detto. Davanti a tutti il San Lorenzo si sbarazza con facilità del Colon e alle sue spalle, oltre alla formazione di Cagna, tiene il passo il Velez.

Un ruggito atteso a lungo- 59 anni. Tanto è intercorso tra il primo -e in precedenza unico- successo alla Bombonera e la seconda splendida affermazione di domenica. E, come se non bastasse, il Boca non perdeva in campionato sul proprio campo da 1 anno e mezzo, dal 4 marzo 2007. Storico, importante, incredibile. Chiamatelo come volete, ma il successo del Matador è strameritato e, per gli addetti ai lavori, neanche tanto sorprendente. Cagna, infatti, ha orchestrato al meglio una squadra a cui non manca di certo il mordente. Al contrario degli xeneizes che vanno ad intermittenza come la loro fonte Riquelme. L’eroe di giornata -anche se nessuno, proprio nessuno, ha steccato- è Morel, decisivo in ogni zolla del campo e autore di una doppietta. E’ successo tutto nel 1°tempo, col doppio vantaggio degli ospiti, la rimonta xeneizes e il 3-2 definitivo del bomber. Il Tigre rimane al 2°posto, il Boca scende al 5°.

Prima volta- Il San Martin Tucuman, alla terza stagione di sempre in massima serie, cambia la storia. Simeone risparmia molti uomini in vista della copa Sudamericana e paga dazio. Il Milionarios passa con Merlo, ma un infortunio -paradossalmente- cambia il corso della partita. Paradossalmente perchè a beneficiarne è proprio la squadra che patisce la defezione, ovvero il San Martin. Bruno rimpiazza Cantero e inizia a comandare le operazioni. La formazione di Roldan impatta, resiste alle folate avversarie e piazza il sorpasso. E proprio il centrocampista chiude la contesa col 3-1 finale. Ci è voluto quasi un secolo per affondare il River, i tifosi Cirujas ricorderanno a lungo questa domenica di gloria. Le speranze della formazione di Simeone di lottare per il titolo sono ridotte al lumicino.

San Lorenzo e Velez a tutta birra- Doppio Bergessio e Barrientos e il San Lorenzo va. Tutto facile per la capolista che, oltre all’ottimo risultato, mostra per la prima volta belle trame di gioco. Più sofferto il successo del Velez sul Central. La rete a freddo degli ospiti complica i piani del Sarsfield che parte all’attacco. Il numero uno delle Canalles Broun, però, è in giornata di grazia. Il pari arriva al 33′, ma per battere nuovamente -e giustamente- l’estremo ospite ci vuole un rigore. La formazione di Tocalli conferma la sua pericolosità e si candida come rivale della capolista.

Le altre- Il Racing festeggia la prima affermazione casalinga e rovina la prima di Russo sulla panchina del derelitto Estudiantes. Vittorie anche per Gimnasia La Plata, Arsenal de Sarandì e Newell’s (1-0 sull’Independiente). Pari in Lanus-Huracan e Gimnasia Jujuy-Argentinos.

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San Lorenzo solitario in testa, River in crisi. Sensini dà le dimissioni

Buenos Aires- Continua senza soste il campionato d’Apertura argentino, giunto alla 6° giornata. E continua la crisi nera del River, campione nell’ultimo Clausura, uscito ko dal ‘Fortin’ del Velez e lontano ora sette punti dalla vetta. Primato detenuto in solitaria dal San Lorenzo, grazie al bel blitz di Banfield e al contemporaneo pari del Boca nel derby di Buenos Aires con l’Argentinos. Gli xeneizes, in attesa di recuperare il match col Newell, vengono raggiunti dal Tigre e dal Velez al 2°posto, con Independiente e Colon un passetto indietro. Non fa più notizia, invece, l’andamento lento dell’Estudiantes, relegato al penultimo posto in classifica in virtù delle 3 sconfitte maturate. Roberto Sensini, vista la situazione disastrosa, ha rassegnato le dimissioni.

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Silvera festeggia a giusta ragione: il suo San Lorenzo è primo in solitaria
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San Lorenzo corsaro- Bella vittoria della capolista in quel di Banfield. La squadra di Russo, grazie ad un buon gioco collettivo e alla solidità difensiva, espugna uno stadio storicamente ostico. Silvera e Barrientos portano avanti gli ospiti, Bertolo prova a riaprire il match ad inizio ripresa ma la difesa del Ciclon chiude ogni varco. E nel finale arriva il gran gol dell’ex interista Solari che chiude la contesa.

Boca frenato- Combattuto ma poco spettacolare. E’ il derby di Buenos Aires tra Boca e Argentinos. Gli xeneizes sono volenterosi, ma appaiono spuntati, complice la lungo degenza -che permarrà sino a fine stagione- di bomber Palermo. Le cose migliori si vedono quando Riquelme s’accende, ma è una luce ad intermittenza. Ed allora lo 0-0 è il risultato più scontato, più giusto. La vetta, per il momento, è affar altrui.

River sempre più in crisi- Ci sta tutta la 2° sconfitta stagionale del River. Il Velez è più brillante, non regala spettacolo ma è tremendamente solido, e si gode vittoria e terzo posto (in coabitazione). I fortineros dominano in lungo e in largo, e passano in vantaggio con Cristaldo. A metà ripresa Rios pareggia in una delle poche sortite offensive della formazione di Simeone, ma all’82′ Lopez ridà giustizia al punteggio con il gol decisivo.

Super Nunez- Montenegro non c’è, ma Nunez fa le sue veci. Alla grande. Il puntero dell’Independiente mette a segno una tripletta favolosa utile a piegare un Gimnasia Jujuy mai domo.  Bella affermazione anche per il Tigre in rimonta sull’altro Gimnasia. Il club di La Plata passa fortunosamente con uno sciagurato autogol di San Roman e cerca di amministrare il risultato. Il Tigre fatica, ma l’ingresso di Morel cambia tutto. L’attaccante impatta, propizia il sorpasso e firma il tris. La Cagna band, quindi, continua il suo magic moment e si piazza alle spalle del San Lorenzo. Girandola di emozioni, invece, a Santa Fè. Colon e Lanus danno vita a sorpassi e controsorpassi sino ai minuti finali, quando le reti in rapida successione (87′ e 88′) di Blanco per ‘el Granate’ e Valdemarín per i Sabaleros fissano il punteggio su un equo 3-3.

Sensini si dimette- Dulcis in fundo (si far per dire, perlomeno per i tifosi del Pincha), lo squallido pareggio casalingo dell’Estudiantes col San Martin. El Pincha ha giocato ancora una volta male, e la rete di Boselli è unicamente frutto di un erroraccio della difesa ospite. Idem dicasi il pari della formazione di Tucuman, propiziato da un errore dell’ex numero uno del Palermo Andujar. Il ruolino di marcia da film horror ha indotto il tecnico Sensini a rassegnare inderogabilmente le dimissioni. Il presidente Filipas ritiene sia presto per cercare un sostituto, ma l’ex difensore di Parma e Udinese pare non voler tornare sui suoi passi.

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