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Calcio mercato, Napoli

A Napoli è tempo di esonero: via Reja, arriva Donadoni

donadoni

Donadoni nuovo mister del Napoli
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NAPOLI- Tutto in una sera. Edy Reja lascia la panchina del Napoli, esonerato dalla società partenopea. Al suo posto arriva Roberto Donadoni.

CINQUE ANNI INTENSI- Sulla nota divulgata dallo staff napoletano si legge il rammarico per questa decisione verso il tecnico che ha portato la squadra dalla C alla serie A. Cinque anni intensi e fondamentali, ma il presente dice altro: 2 soli punti nelle ultime 9 gionate. L’ultima vittoria risale all’11 gennaio, 1-0 sul Catania, mentre in trasferta il Napoli non fa bottino pieno dal 26 ottobre, quando riuscì a trionfare sulla Lazio. Dopo un girone d’andata ad alti livelli il Napoli è caduto sino all’undicesimo posto in classifica.

NUOVA SFIDA- L’ex tecnico della Nazionale approda nel capoluogo campano in tutta fretta. Un contratto di 2 anni e mezzo, e domani in mattinata la presentazione ufficiale. Per il 45enne ex giocatore del Milan è l’ennesima esperienza sulla panchina tra i professionisti dopo Lecco, Genoa e Livorno.

Genoa, Inter, Roma, Serie A, Udinese Calcio

L’Inter non molla la presa, la Roma frena in casa

La Champions League chiama e le italiane si applicano negli anticipi, chi più chi meno.

ibrahimovic

Ibra apre i giochi al Ferraris
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GENOVA- L’Inter sbanca il Ferraris giocando una partita ordinata e all’insegna del logico turn-over. Dentro la coppia Materazzi-Burdisso (che usciranno entrambi per infortunio) e Figo alle spalle di Ibra e Balotelli. I rossoblu rispondono col solito Milito aiutato da Sculli e Jankovic. Si parte forte: pronti via e il Genoa si mangia un gol solare con Thiago Motta, il cui tiro è troppo angolato.. Ma è l’Inter a segnare con un bellissimo pallonetto di Ibra, che scatta sul filo del fuorigioco e si lascia alle spalle Ferrari. Il Genoa non sta a guardare, anzi, macina calcio e lo fa anche molto bene. Julio Cesar da 10 e lode: strozza la gioia della rete con due interventi da miracolo, il primo su Thiago Motta, il secondo su Sculli.

INTER OUT- Problemi fisici bloccano Materazzi e Burdisso, dentro Cordoba e Muntari. Ma è il centrocampo nerazzurro a fare le bizze: Figo non riesce a reggere, perde troppe palle e manda in affanno la retroguardia. Con conseguente “emarginazione” del duo in attacco. Balotelli vorrebbe più corda, e finisce per innervosirsi. Brutto il fallo da tergo su Sculli, ma brutta anche la reazione del genoano che rifiuta le scuse del talento nerazzurro.

BALO C’E’- La ripresa comincia come era finito il primo tempo: il Genoa col possesso palla e l’Inter pronta a ripartire. Al 16′ Balotelli lascia partire un rasoterra debole che Rossi non riesce a deviare. La palla rotola sulla linea di porta e Morganti decide che è tutto regolare. Dalle immagini si vedrà invece che la sfera non supera del tutto la linea, ma rimane una valutazione accettabile vista l’impossibilità di vedere la dinamica da parte anche del guardalinee. Da questo momento in poi la gara si spegne lentamente, gli uomini di Mourinho svolgono il compitino avendo già la testa in quel di Manchester mentre i genoani si rassegnano.

GENOA-INTER 0-2
(Primo tempo 0-1)
MARCATORI: Ibrahimovic al 2′ p.t.; Balotelli al 16′ s.t.
GENOA (4-3-3): Rubinho; Biava, Ferrari, Bocchetti (dal 27′ s.t. Mesto); M. Rossi, T.Motta, Juric, Criscito; Sculli (dal 21′ s.t. Olivera), Milito, Jankovic (dall’11’s.t. Palladino). (Scarpi, Papastathopoulos, Modesto, Milanetto). All. Gasperini.
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Burdisso (dal 31′ p.t. Muntari), Materazzi (dal 16′ p.t. Cordoba), Santon; J.Zanetti, Cambiasso; Figo (dal 27′ s.t. Mancini), Stankovic, Balotelli; Ibrahimovic (Toldo, Jimenez, Crespo, Adriano). All. Mourinho.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno
NOTE - Spettatori 32.000, paganti 9.476 per un incasso di 338.837,00 euro. Abbonati 22.856 per una quota di 285.173,00 euro. Ammoniti Ibrahimovic, Mancini, Ferrari, T. Motta e Biava per gioco scorretto, Milito per proteste, Balotelli per comportamento non regolamentare. Angoli 7-2. Recuperi: p.t. 4′, s.t. 3′.

vucinic

Vucinic riprende l’Udinese
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ROMA- Una Roma nervosa e poco ordinata pareggia all’Olimpico con l’Udinese e perde il passo per il quarto posto, in attesa di Milan e Fiorentina.

POCO PATHOS- I giallorossi, ancora privi di capitan Totti, si affidano a Baptista come unico terminale offensivo. Menez, Brighi e Taddei gli coprono le spalle. Udinese che invece risponde col tridente Pepe- Floro Flores- Di Natale. Partita che stenta a prendere piede, squadre attente ma che affondano pochissimo. Ci provano Taddei da un lato, di poco fuori la sua respinta di controbalzo, e Floro Flores, che becca l’esterno delle rete. Allo scadere i bianconeri protestano per un presunto fallo di mano in area di Mexes: Tagliavento lascia giocare. Dal replay si vedrà chiaramente che il rigore e l’ammonizione erano sacrosante.

TUTTO NELLA RIPRESA- L’Udinese comincia a crederci di più, e su un rinvio infelice coi pugni di Doni, Di Natale appoggia per Felipe che insacca di testa in rete sul secondo palo. C’è bisogno di una sferzata alla manovra giallorossa, e Spalletti lo intende: dentro Vucinic, fuori Menez- altalenante la sua prestazione. E sarà proprio il nuovo entrato a pareggiare i conti: gran botta dalla distanza in dribbling su Zapata. E’ 1-1. Ora gli uomini di Marino calano vistosamente, mentre la Roma ci crede di più, anche se non in maniera ordinata. Al 22′ doccia fredda per i capitolini: De Rossi protesta vistosamente per un fallo su Brighi e Tagliavento estrae il rosso per doppia ammonizione. In dieci, ma con più convinzione rispetto agli ospiti, la Roma sfiora il raddoppio prima con Vucinic poi con Montella, che da solo davanti a Handanovic va in palla.

ROMA-UDINESE 1-1 (Primo tempo: 0-0)
MARCATORI: Felipe (U) al 9′ st, Vucinic (R) al 16′ st
ROMA (4-2-3-1): Doni; Motta, Mexes, Panucci, Riise; De Rossi, Pizarro (dal 43′pt Montella); Taddei, Brighi, Menez (dal 13’st Vucinic); Baptista 5 (28’st Cicinho). (A disp.: Artur, Diamoutene, Juan, Tonetto). All.: Domenichini (Spalletti squalificato).
UDINESE (4-3-3): Handanovic; Zapata, Coda, Felipe. Pasquale; Inler, D’Agostino, Asamoah; Floro Flores (dal 40’st Quagliarella), Di Natale (dal 25’st Sanchez), Pepe. (A disp.: Belardi, Sala, Zimling, Obodo, Isla). All.: Marino.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ESPULSO: De Rossi (R) al 22’st.
AMMONITI: Di Natale (U), Mexes (R), Panucci (R), Pepe (U), Vucinic (R), D’Agostino (U), Sanchez (U).
NOTE: pomeriggio sereno, terreno in perfette condizioni, spettatori 40mila. Angoli: 9-8 per la Roma. Recupero: 3′, 5′.

Coppa Italia, Inter, Sampdoria

Coppa Italia: la Samp asfalta un’Inter senza testa

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La coppia delle meraviglie doriana asfalta l’Inter
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GENOVA- Una Sampdoria che ci mette anima e fiato, dopo la vittoria in campionato sul Milan, abbatte con un categorico 3-0 la corazzata di Mourinho nell’andata della seconda semifinale di Coppa Italia.

DIFESA A 3- L’Inter si affida al turnover in vista del Manchester e Mourinho scende in campo con la linea difensiva composta da Rivas-Materazzi-Cordoba. Torna nella mischia anche Mancini, Balotelli e Adriano in coppia in avanti. Mazzarri rende più robusto il centrocampo, soprattutto sulle fasce, e lascia libertà di inventare calcio a Cassano e Pazzini. E’ difatti sarà solo Samp per gran parte della gara. Non tanto per il numero di pericoli creati davanti alla porta, ma per l’impostazione corale del gioco. Al 9′ è subito gol: Rivas perde palla come un ragazzino alle prime armi e il Tonino nazionale gliela scippa letteralmente involandosi verso Toldo, superato da un pallonetto. I nerazzurri non reagiscono, c’è poca spinta sui laterali e poca convinzione negli ultimi 11 metri. L’unico a rendere vivace il tutto è Balotelli, verso il quale alcuni componenti blucerchiati non risparmiano complimenti. Ma non basta. Ed ecco il raddoppio alla mezz’ora, con un colpo di testa di Pazzini. Ed è ancora l’ex viola a fare tris poco prima dell’intervallo: Muntari, pessima prestazione la sua, lascia così tanto spazio alle iniziative di Cassano e tutta l’Inter ne paga le conseguenze andando sotto di un altro gol, con Pazzini che spinge in rete su una ribattuta di Toldo.

BALOTELLI KO- La ripresa non è bella. Troppo nervosismo e poche emozioni. Al 15′ Gastaldello fa un’entrataccia sul diciottenne talento nerazzurro, beccandosi così la seconda ammonizione. Sampdoria in 10. Poco dopo sempre Balotelli protagonista, ma stavolta fa davvero preoccupare tutti, accasciandosi a terra all’improvviso per via di una botta presa contro un palo in un’azione d’attacco. Per fortuna si riprenderà nello spogliatoio. Al suo posto dentro Obinna. Ma sarà Crespo, subentrato a Maxwell, che impegnerà Castellazzi in due super parate. I ragazzi di Mourinho si svegliano troppo tardi. Per quelli di Mazzarri invece, buona la prima.

Bundesliga

Bundesliga: ora in alto c’è Berlino. Il Werder rallenta il Bayern Monaco

Voronin

L’Hertha vola in testa
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MONACO DI BAVIERA - E’ una Bundesliga sempre più “matta” dopo la 22esima giornata. Passano 7 giorni e la vetta dice Hertha Berlino, che per un punto supera l’Amburgo dopo la batosta in casa (1-3) contro il Wolfsburg.

L’Hertha sconfigge il Borussia Moenchengladbach per 2-1 grazie ai gol di Voronin al 28′ del p.t. e di Pal Dardai al 44′. A nulla serve il calcio di rigore trasformato da Bradley per il Borussia M., che rimane così ultimo in classifica a quota 16 punti.
Il Borussia Dortmund inciampa nel 12esimo pareggio stagionale contro il neopromosso Hoffenheim, che ora è terzo ad una sola lunghezza dall’Amburgo. Ottima vittoria per lo Schalke 04, che si impone per 2-1 sul campo dell’Eintracht Francoforte (Rafinha va in rete, pareggio di Fink e gol vittoria di Westermann).
Prezioso successo del Bochum, che vince 3-2 contro l’Energie Cottbus. Lo scontro valido per la salvezza è deciso da un rigore trasformato dall’ex livornese Marc Pfertzel al 79′. Il Bochum è ora quartultimo con 21 punti, l’Energie è terzultimo a 20.

Il match clou tra Werder Brema e Bayern Monaco finisce con un combattuto 0-0, e con i bavaresi in superiorità numerica per l’espulsione di Naldo. Klinsmann deve rinunciare a Toni e Lahm, affidandosi a Klose unica punta. Schaaf invece conferma la stessa formazione che ha chiuso la porta della Uefa al Milan. Gara vivace, con diverse occasioni, ma alla fine si accontentano tutti di un punto a testa. Ora ben 5 squadre sono “chiuse” in soli 4 punti. Niente è ancora scritto.

Cagliari calcio, Juventus, Napoli, Serie A, Udinese Calcio

Cagliari sorprendente, il Napoli si ferma in casa

matri

Matri stende la Juve

TORINO- Il Cagliari che non ti aspetti, che parte malissimo ad agosto rimanendo fanalino di coda per diverse settimane, è la squadra di serie A che ha collezionato più punti dal primo gennaio ad oggi. Sarebbe in vetta in una classifica virtuale. Rivelazione, insieme al Genoa, non solo per i risultati ma soprattutto per il gioco che produce. Ieri Allegri ha battutto Ranieri su tutti i fronti. Il Cagliari si è presentato a testa alta e senza paura all’Olimpico, piazziandosi perfettamente in campo, sfruttando la disastrosa difesa alta bianconera e sfruttando a pieno gli inserimenti repentini sugli esterni.

FACCIA A FACCIA- Allegri si presenta con un assetto votato all’attacco, con 2 trequartisti e una punta, Jeda, Cossu e Acquafresca. E passa al 16′ con un colpo di testa di Biondini- ottima la sua prestazione. La Juve però non sta a guardare e dopo aver prodotto parecchio in avanti trova il pareggio con Sissoko sullo sviluppo di un corner battuto da Del Piero- capitano sottotono per tutta la gara. Intanto al 20′ Zanetti esce per uno stiramento, ennesimo infortunio per lo sfortunato centrocampista. Al suo posto Marchisio. La rete porta fiducia ai bianconeri che trovano il vantaggio con un destro potente di Nedved.

BOTTA E RISPOSTA- La ripresa è quasi solo Cagliari, che capisce dove colpire i piemontesi: difesa altissima e contropiede sardo pulito e micidiale. Arriva così il pareggio di Jeda, dopo una calvacata di Cossu sulla sinistra. Esce anche Chiellini per il solito problema muscolare. Ma alla Juve manca un regista che detti i tempi, e senza geometrie cala vistosamente. Non riesce a contenere i raddoppi cagliaritani sugli esterni e deve arrendersi alla maggior lucidità degli avversari. Ci si mette anche un Amauri che compensa la sua vocazione al sacrificio con una poca incisività.  E come se non bastasse la squadra di Ranieri continua  con la  retroguardia altissima, e viene punita ancora con un’azione fotocopia del secondo gol: contropiede dalla sinistra, tocco di Jeda per Matri che scavalca Buffon. E’ il meritato vantaggio cagliaritano. Quarta vittoria consecutiva per i ragazzi di Allegri, secondo stop invece per la Juventus.

NAPOLI- Finisce 2-2 invece la sfida tra il Napoli e l’Udinese. Succede tutto nel primo tempo. La squadra di Reja trova il vantaggio con Lavezzi servito da Denis- rete contesta per un presunto fallo dello stesso Denis. E i partenopei raddoppiano con un colpo di testa di Hamsik . Sembrerebbe partita chiusa, ma i friulani non ci stanno. Accorciano le distanze con Di Natale al 32′ su calcio di rigore per un fallo di Cannavaro e pareggiano con un colpo al volo di Quagliarella, una delizia assoluta. La ripresa vede due squadre meno tese, che si affacciano vicendevolmente nell’aria avversaria. Ma non succede altro, si chiude sul 2-2.

Serie A

L’Inter allunga su Milan e Juve. Risorgono Udinese e Fiorentina

a cura di Milena delle Grazie e Michael Vittori

Sorride all’Inter il turno infrasettimanale valido per la 21esima di serie A. I nerazzurri, infatti, sbancano Catania pur giocando un’ora in inferiorità numerica, mentre le rivali alle sue spalle frenano: il Milan s’illude col Genoa prima di essere riacciuffato nel finale da Milito, un’irriconoscibile Juve cade al “Friuli” contro una rediviva Udinese che sceglie la serata più difficile per uscire dal lungo tunnel della crisi. I bianconeri scivolano di nuovo a -6 dalla vetta, i rossoneri a -8. Continua la risalita della Roma che regola all’Olimpico il Palermo (2-1); giallorossi ora ad un passo dalla zona Champions. Risorge dopo tre ko la Fiorentina che fa suo lo scontro diretto con il Napoli (2-1). Continua il magic moment del Cagliari (1-0 al Siena), blitz importantissimo del Bologna a Bergamo. S’inguaiano sempre più, invece, le ultime quattro della classe, protagoniste di due scialbi pareggi nel doppio scontro diretto.

Atalanta-Bologna 0-1
Dopo 46 anni i rossoblù escono vittoriosi dall’”Atleti Azzurri d’Italia”. Gli orobici producono di più e provano a schiacciare gli ospiti, ma Doni è in serata no e Floccari è sfortunato (traversa dopo un gran assolo). La band Mihajlovic approfitta allora dell’indecisione di Coppola sulla punizione-cross senza pretese di Volpi (80′) per centrare il bersaglio grosso. I felsinei rimangono imbattuti con l’ex vice di Mancini  in panchina (contro il Milan era squalificato) e salgono così a +5 dalla zona rossa.

Cagliari-Siena 1-0
I sardi non si fermano più. Terza vittoria di fila per la formazione di Allegri che vede addirittura la zona Uefa. Dopo una partenza targata Siena con un Kharja incontenibile, sale in cattedra Jeda. Il brasiliano mette in crisi la difesa toscana e dà il la all’azione del vantaggio rossoblù. Sul suo cross Galoppa spizza di testa, e Acquafresca è pronto a piazzare la zampata (37′). Nono centro per il bomber di proprietà dell’Inter. La reazione senese è lodevole, ma Lupatelli -all’esordio stagionale- blinda il successo dei padroni di casa. Vendetta sfumata per l’ex Giampaolo, Cellino gongola in tribuna.

stankovic

Stankovic trascina l’Inter
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Catania-Inter 0-2
Nonostante le polemiche settimanali ed un reparto difensivo in emergenza, i nerazzurri escono vittoriosi dalla bolgia del “Massimino”. Le cose si mettono subito bene per la formazione di Mourinho: gran lavoro sulla destra di Cruz, pennellata per il perfetto inserimento di Stankovic che batte Bizzarri di testa (5′). Dopo una traversa di Ibrahimovic, il Catania reagisce e si vede annullare una rete per gioco pericoloso di Morimoto (22′). La spinta etnea diventa veemente quando Muntari viene espulso da Rocchi per un intervento a metà campo su Tedesco (31′). Julio Cesar e il palo, però, tengono a galla i campioni d’Italia che piazzano a metà ripresa il colpo del ko. Gran lancio di Stankovic  -a coronamento di una grande prova- per la fuga vincente di Ibrahimovic. Il 13° centro dello slavosvedese spegne le velleità rossoazzurre e rilanciano la fuga nerazzurra.

Chievo-Lecce 1-1
Pari inutile tra due rivali per la salvezza. Il risultato scontenta maggiormente il Lecce. I salentini, dopo un primo tempo soporifero, approfittano dell’espulsione di Mandelli per portarsi avanti con una splendida voleè Vives e andare più volte vicini al raddoppio (traversa di Castillo). La retroguardia, però, rovina tutto: Fabiano si fa cacciare, e una dormita generale permette a Mantovani di arpionare un insperato pareggio (87′). I clivensi continuano a sperare, Beretta ha di che mangiarsi le mani per l’ennesimo successo gettato al vento.

Fiorentina-Napoli 2-1
Portieri protagonisti in negativo nella sfida per l’Europa tra due squadre in  crisi di risultati e arrabbiate per i recenti torti arbitrali. Dopo il primo vantaggio viola firmato Santana, Frey regala il pari agli azzurri con una clamorosa papera su cross di Vitale, al suo primo centro in A. Il giovane 17enne Sepe -portiere della Primavera subentrato all’infortunato Gianello- lo imita suo malgrado facendosi uccellare da Montolivo (81′). Il numero uno francese si riscatta invece al 95′ sulla punizione di Lavezzi e blinda il risultato. I viola spezzano la striscia negativa di tre ko, timbrano il primo successo del 2009 e scavalcano i partenopei in classifica. Per la formazione di Reja è dunque ufficialmente crisi.

militogenoa

Milito beffa il Milan
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Milan-Genoa 1-1
Il Milan domina per un’ora su un Genoa spento e poco reattivo. Con Pirlo a dettare i tempi- che becca anche 2 traverse su 2 punizioni- e l’ottimo apporto in fase di spinta di Beckham rendono i rossoneri pimpanti e incontenibili. Pato incanta con le sue accellerazioni mandando in tilt la difesa ligure. Il vantaggio arriva con una sventola su punizione di Becks (32′). Il Genoa si sveglia gli ultimi 20 minuti, complice anche la mossa suicida di Ancelotti di sostituire Pato e far entrare Ronaldhino, pessima prova la sua. A questo punto i rossoneri rimangono senza punto di riferimento in avanti e senza l’uomo per far salire la squadra, e il Genoa ne approfitta rubando palla sulla trequarti e arrivando nei pressi di Abbiati diverse volte. Una di queste costa la rete del pareggio col solito Milito, dmenticato da Zambrotta.

Roma-Palermo 2-1
Ritorna capitan Totti e ritorna anche al gol. La Roma non si ferma più e si porta ad un solo punto dalla zona Champions. Il vantaggio arriva anche un pò fortunosamente con la deviazione di Carrozzieri sul tiro del numero 10 giallorosso. Il Palermo reagisce con uno splendido gol di Cavani, diagonale al volo su assist di Liverani. Ancora Totti però pennella un cross per la testa di Brighi che la mette in rete. La ripresa è tutta sofferenza per i capitolini, con Bresciano per due volte vicino al pareggio, ma finisce 2-1.

Sampdoria-Lazio 3-1
La Samp ritorna alla vittoria in casa dopo ben due mesi, mentre la Lazio incassa il secondo ko consecutivo. Apre le marcature Delvecchio al 13′. Sarà Rocchi a pareggiare i conti e si va al riposo sull’1-1. Ma nella ripresa Cassano si sveglia e inventa una rete straordinaria, salta due uomini e con un destro a girare batte Muslera. E dopo soli 3′ Stankevicius svetta in area su corner e mette a segno la rete che di fatto chiude la gara. La Lazio ancora una volta subisce troppi gol.

di-natale

Di Natale affonda la Juve
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Torino-Reggina 0-0
Sarebbe dovuta essere una sfida giocata con grande intensità vista la posta in palio. Ed invece è stata una gara dalla noia facile. Solo il palo di Campagnolo regalerà la prima vera emozione della serata. E parliamo della fine della partita. Che vede il Torino più vivace degli ospiti. Ma nulla di più. Finisce con un pari che non serve a nessuno.

Udinese-Juventus 2-1
La Juventus capitola malamente contro una Udinese perfetta e bella, che non vinceva dal 29 ottobre. Marino salva così la panchina con questi 3 punti meritati perchè frutto di un’ottima prova di gruppo, a discapito di una Juve davvero sterile, senza Del Piero e col rientro di Trezeguet. I bianconeri non si renderenno mai pericolosi nell’arco della gara, in pugno esclusivamente dei friuliani. Che passano in vantaggio con Quagliarella che brucia sul tempo Legrottaglie e infila alle spalle di Buffon un sinistro sporco ma millimetrico. Chiude i giochi un grandissimo gol di Di Natale che in contropiede scarica un destro a girare imprendibile. Iaquinta accorcia le distanze con un rigore per fallo su Grygera, ma è l’unico tentativo.

Fiorentina, Juventus, Serie A

Juve in vetta, Fiorentina di rabbia

marchisio

Marchisio stende la Viola
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TORINO- E’ vetta. La Juventus si gode il primo posto con l’Inter, in attesa della sfida tra i nerazzurri e la Sampdoria in programma questa sera. Ma la Fiorentina esce a testa alta e grida di rabbia contro l’arbitraggio reo, secondo i viola, di un rigore negato ed un gol regolare annullato.

NEL SEGNO DI MARCHISIO- E’ una gran bella partita.Velocità, ritmi alti, squadre corte e situazioni sotto porta che si ribaltano velocemente. Sono i bianconeri però a passare grazie ad una meravigliosa palla filtrante di capitan Del Piero che fa fuori 4 avversari con un colpo golfistico. Marchisio è bravissimo nell’inserimento dalla destra e di fronte Frey alza la palla di quel tanto che basta per segnare. L’Olimpico fa festa. La Fiorentina incassa ma non molla e tira fuori le unghie quando Jovetic cade in area su attacco di Mellberg: sembrerebbe rigore, ma Saccani dice no. Subito dopo Santana di testa colpisce in pieno la traversa su cross dalla sinistra di Pasqual, Montolivo ribatte, Buffon non trattiene e Gilardino segna. Ma il guardalinee annulla per fuorigioco. Che non c’è. Lo spavento sveglia la Juve che ha sui piedi di Marchionni l’occasione del 2-0, ma un superbo Frey impedisce al bianconero di andare a segno non una volta, ma due.

RIPRESA SOLO VIOLA- Si torna in campo e la Juve capisce che ci sarà da soffrire, e tanto. La Fiorentina, ispirata da un Pasqual magistrale ed un Jovetic scatenato, mette la quarta. Unico neo Gilardino, troppo estraneo alle manovre. Anche se è lui ad avere la palla del pareggio, ma Buffon respinge col piede. Una parata che salva il risultato. L’ultima occasione è sui piedi di Giovinco, subentrato ad un Del Piero per nulla contento di uscire. Frey è bravo ad azzeccare l’uscita. A fine gara Andrea Della Valle si sfogherà accusando la classe arbitrale italiana di poca efficenza. Ma intanto alla Juve l’aggancio è riuscito.

JUVENTUS-FIORENTINA 1-0 (1-0)
MARCATORE: Marchisio al 21’ p.t.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Mellberg, Legrottaglie, De Ceglie; Marchionni, Marchisio, Zanetti (dal 44’ s.t. Poulsen), Nedved; Amauri, Del Piero (dal 32’ s.t. Giovinco). (Chimenti, Ariaudo, Ekdal, Iaquinta, Yago). All. Ranieri.
FIORENTINA (4-3-1-2): Frey; Zauri, Gamberini, Kroldrup, Pasqual; Montolivo, Felipe Melo, Gobbi (dal 1’ s.t. Kuzmanovic); Santana (dal 27’ s.t. Bonazzoli); Gilardino, Jovetic. (Storari, Dainelli, Donadel, Semioli). All. Prandelli.
ARBITRO: Saccani di Mantova.
NOTE: paganti 22.560 (1.146 ospiti) per un incasso di 541.491 euro. Ammoniti Grygera, Montolivo, Felipe Melo, Giovinco. Recupero: 0’ p.t., 3’ s.t.

Coppa Italia, Sampdoria, Udinese Calcio

I rigori sorridono alla Samp, Udinese fuori

pazzini

Primo gol in maglia doriana per Pazzini
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UDINE- Sono i rigori a decretare la prima semifinalista di Coppa Italia. Passa la Sampdoria per 5-2, dal dischetto sbagliano D’Agostino e Pepe.

MOLTO FREDDO, POCHE EMOZIONI- Non è una gara entusiasmante, le due squadre si studiano molto e si preoccupano maggiormante di limitare i danni. Scontro diretto tra le due grandi deluse del campionato: Marino piazza Di Natale in avanti, Mazzarri si affida a Padalino al centro al posto di Palombo, e dopo pochi minuti dal fischio d’inizio manda in campo Gastaldello che rileva Accardi infortunato. Cassano a casa. Ma è una gara inchiodata, che non decolla. L’Udinese tenta alcuni affondi, ma sono i blucerchiati a passare con un diagonale di Pazzini che batte Handanovic. Siamo già nella ripresa, decimo minuto.

CAMBI FRIULANI- Entrano Sanchez e D’Agostino al posto di Tissone e Obodo e l’Udinese cambia pelle. I pericoli in avanti sono più concreti, i bianconeri cercano il pareggio che arriva puntuale al 18′ su rigore, non proprio nettissimo. E’ Di Natale a trasformarlo. L’attaccante friulano ci riprova ma Mirante è bravo con i pugni. Delvecchio da una parte e Pepe e ancora Di Natale dall’altra, che colpisce il palo sempre dal dischetto per un penalty assegnato per un fallo su Sanchez, vanno vicinissimi al vantaggio. Ma la palla non entra, si va ai supplementari. Mezz’ora che non porta a nulla di nuovo, e dagli 11 metri è la Samp a passare. Incontrerà la vincente tra Inter e Roma.

Calcio mercato, Milan

Un altro brasiliano alla corte rossonera

mattioni

Il giovane Mattioni in maglia gremista

MILANO- Altra giornata movimentata di calciomercato. Felipe Mattioni è il neo acquisto del Milan. Brasiliano, classe 1988, arriva in prestito con diritto di riscatto fissato a 6 mln dal Gremio di Porto Alegre. I rossoneri lo “scippano” a club interessati come Juve, Manchester United ed Ajax.

CHI E’- Mattioni nasce come terzino destro, ma può essere utilizzato anche a centrocampo e come centrale difensivo all’occorrenza. Nazionale under 20, ha sempre giocato nel Gremio, dove in questa stagione ha collezionato 19 presenze. Il ragazzo è già a Milano per le visite mediche e può essere subito utilizzato visto che è comunitario (dispone infatti di passaporto italiano). Si allarga così la famiglia “brasiliana”  rossonera, con il lascia passare di Leonardo, ormai figura portante del Milan del futuro.

Bari, Calcio mercato, Fiorentina, Palermo, Sampdoria, Torino, Udinese Calcio

Pazzini è della Samp, Bonazzoli in prestito ai viola

pazzini

Il Pazzo lascia i viola e va alla Samp
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FIRENZE- Ecco il primo vero giorno “caldo” di calciomercato di questo gennaio 2009. Protagonista è Giampaolo Pazzini: l’attaccante viola lascia la Fiorentina per approdare nella Sampodoria, costo dell’operazione 8 mln. La società dei Della Valle ha chiesto ed ottenuto il prestito con diritto di riscatto dell’attaccante Emiliano Bonazzoli. Anche Osvaldo sarebbe in procinto di lasciare Firenze: dopo la reazione del giocatore- espulsione “cercata” e 2 turni di stop- avvenuta la scorsa domenica, la società parla della volontà del giocatore a lasciare la maglia viola per bocca del ds Corvino. Se arrivasse un’offerta valida l’affare sarebbe concluso.

UDINESE- Si muove anche la squadra friulana: Alain Nef, solo due uscite con la maglia bianconera, è stato dato in prestito agli spagnoli del Recreativo Huelva fino a giugno.

CATANIA-BARI- Scambio serie A e B. La squadra di Conte riceve un altro rinforzo dopo il ritorno di Lanzafame: si tratta del mediano ghanese Mark Edusei, che lascia così la Sicilia e Zenga, che non lo ha mai  utilizzato in questo campionato.

TORINO- Ritorna a casa Paolo Dellafiore. Il difensore lascia così il Palermo, dopo sole 4 presenze, per indossare nuovamente la maglia granata, sempre molto amata dal giocatore come ha dimostrato nelle numerose interviste di cui è stato protagonista.

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