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Bari

Conte-Bari: è addio clamoroso

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Antonio Conte

Come un fulmine a ciel sereno arriva la notizia della fine del rapporto tra il Bari e Antonio Conte. Una nota sul sito ufficiale della società fà sapere che “la società e l’allenatore hanno deciso, consensualmente, di interrompere il cammino insieme.” Alla base della rottura dovrebbero esserci differenti vedute in tema di mercato. Alle ore 18 ci sarà la conferenza stampa durante la quale parleranno il presidente Matarrese e il ds Perinetti. Il contratto, rinnovato appena qualche settimana fà, avrà fine dunque il 30 giugno prossimo. Intanto girano già i primi nomi dei sostituti: si parla di Mazzarri e Beretta.

Aveva troppa fretta..” Questa la motivazione addotta dal patron biancorosso Matarrese. Secondo il presidente, il tecnico voleva disporre già dell’intera rosa entro l’inizio del ritiro, mentre la società desiderava muoversi con più calma. Insomma, divergenze riguardanti il mercato. Impressione confermata da Conte stesso: “Avevo chiesto dieci nuovi elementi, da Bari, alla nostra portata come Alvarez e Carobbio. Dovendo giocare nella massima serie, da allenatore, il mio dovere era mettere il cuore da parte e ragionare a mente fredda nelle scelte“. Affermazioni che non fanno una piega. Certo è che Conte sarà difficilmente sostituibile.

Calcio giovanile, Italia

Balotelli: il giudice lo ferma per un turno

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Solo un turno per Balotelli

NYON (Svizzera)- Mario Balotelli salterà solo la partita contro la Bielorussia prevista per domani alle 20,45 e valevole per continuare il cammino nell’Europeo di categoria. Scongiurata dunque la previsione delle 3 giornate di squalifica per il fallo commesso contro il giocatore svedese Werbloom nel match vinto dagli azzurrini col risultato di 2-1. Il giudice infatti, dopo aver visionato le immagini, ha ritenuto che il calcetto rifilato dall’italiano è sopraggiunto a palla contesa e nel tentativo di riconquistarla, anche se nel referto si parla di “fallo intenzionale a palla lontana”. Ma di intenzionale è evidente che non ci fosse nulla.

Mondiali 2010

In Sudafrica vola la Corea del Nord dopo 44 anni, l’Iran a casa

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L’incontenibile festa coreana

Continuano le qualificazioni ai Mondiali del prossimo anno, in campo le squadre asiatiche.

GRUPPO A-  A Melbourne l’Australia batte il Giappone per 2-1, rimontando lo svantaggio subìto al 40′ del primo tempo, con il difensore Tanaka che sigla l’1-0 per gli ospiti. Poi la doppietta di Tim Cahill regala la vittoria agli australiani, che rimangono imbattuti e chiudono così il girone al primo posto seguiti proprio dai giapponesi. Il Bahrain, invece, va allo spareggio.
Classifica finale
Australia 20
Giappone 15
Bahrain 10
Qatar 6
Uzbekistan 4

GRUPPO B-  A Seul và in scena Corea del Sud-Iran, con gli ospiti che scendono in campo indossando il simbolo della protesta contro le ultime elezioni presidenziali tacciate di brogli nei seggi, un braccialetto verde. I primi arrivano alla sfida già qualificati, mentre per gli iraniani è l’ultima chiamata per il Sud Africa. Sono proprio gli ospiti a passare in vantaggio con un’autorete di Kim Dong Jin. Sembra fatta ed invece a soli 9′ dalla fine Park- centrocampista del Manchester United- spegne i sogni dell’Iran segnando la rete del definitivo pareggio.
Qualificazione storica per la Corea del Nord: 0-0 con l’Arabia, e passaggio frutto del vantaggio negli scontri diretti ed in virtù anche del pareggio dell’Iran. I coreani del nord non si qualificavano dal 1966, data “storica” anche per l’Italia, che non superò il girone proprio perchè sconfitta dalla Corea. I sauditi devono accontentarsi dello spareggio con il Bahrain, porta d’accesso per un ulteriore scontro contro la Nuova Zelanda.
Classifica finale
Corea del Sud 12
Corea del Nord 12
Arabia Saudita 12
Iran  11
Emirati Arabi Uniti 1

Champions League

SPECIALE CHAMPIONS - Messi vs C. Ronaldo

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Il “Gladiatore” contro la “Pulce”
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ROMA- Era da tempo che una finale di Champions non “parlava” ad altissimi livelli. Manchester United e Barcellona è il meglio che il calcio europeo possa mettere in competizione. Due club zeppi di campioni, di talenti. Ed è inevitabile scegliere i “più” rappresentativi. Messi e Cristiano Ronaldo. Tecnica sopraffina, velocità, senso del gol. Un mix esplosivo che lascia pochissimo spazio all’imaginazione. Due campionissimi, di quelli che ti risolvono le partite in un batter d’occhio.

-guarda il video Messi vs C. Ronaldo su Facebook cliccando QUI-

CR7- Lo scorso anno frantumò tutti i record: 42 gol tra Premier e Champions, che da soli bastarono a regalargli di diritto il Pallone d’Oro. Questo stagione è già a quota 25 tra campionato e Coppe nazionali e non. Una vera e proprio macchina del gol. Una delle ali offensive più complete degli ultimi anni, una colonna del club inglese corteggiato da mezza Europa. Stasera si ritrova a giocare la sua seconda finale di Champions, dopo quella sottotono dello scorso anno giocata contro il Chelsea, nella quale sbagliò anche nella lotteria dei rigori. Sogna il suo primo gol nell’ultimo atto più suggestivo che il panorama europeo mette a disposizione.

LIONEL MESSI- Un potenza, osannato da tutti come il nuovo Maradona. Ma il piccolo campione argentino è unico nel suo genere: imprendibile nel dribbling, velocissimo negli spazi stretti, preciso sotto porta come un cecchino vero. Una vera goduria per gli occhi di chi segue il calcio, uno di quei calciatori che ti fanno innamorare di diritto di questo sport. 37 reti in questa stagione, 4 in più in Champions del suo rivale portoghese. La sua prima finale ad alti livelli, la sua vetrina unica per mettere un sigillo ad una carriera che è solo all’inizio. Non ha nulla da perdere, essere protagonista questa sera significherebbe prenotare con largo anticipo il biglietto per Parigi nel prossimo dicembre, obiettivo Pallone d’Oro. Stasera non è il caso di dire “vinca il migliore”. Stasera è giusto sperare che vinca chi ci crede di più. Messi e Cristiano Ronaldo si spera ci provino, lo spettacolo passerà dai loro piedi.

Calcio, Milan

A San Siro contestato “il calcio”: Maldini li rispedisce al mittente

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Brutta contestazione a Maldini nel giorno del suo addio

901. Basta questa cifra per spedire tra i miti del calcio un giocatore. 901 gare con la stessa maglia, 7 scudetti, 5 tra Coppe dei Campioni e Champions League, 3 tra Intercontinentali e mondiali per club, 5 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia e 5 Supercoppe Europee. Paolo Maldini è tutto questo ma non solo. E’ una dei terzini più forti di tutti i tempi, esempio in campo e fuori dal mondo del calcio. Persona corretta e mai sopra le righe, capitano vero osannato da tutto il mondo dei tifosi, milanisti ed avversari. Capitano anche della Nazionale. Domenica scorsa ha dato l’addio alla sua “casa”, un San Siro stracolmo per la gara contro la Roma- persa dai rossoneri per 3-2- e per salutare un simbolo. Era tutto pronto per la grande festa dopo la gara, giro del campo, commozione e 80.000 “grazie” tutti verso un solo uomo. Ma un gruppo di ultras milanisti ha deciso di rovinare  questo commiato: fischi, insulti e cori ad inneggiare Franco Baresi, come unico vero capitano della storia moderna del club di via Turati. Una vigliaccata vera e propria, atteggiamenti di pura cattiveria verso una persona che non avrebbe mai meritato un saluto del genere. Il motivo di questa sceneggiata risale a qualche giorno dopo la finale “maledetta” di Istanbul, con le dichiarazioni di Maldini che, alla dura contestazione di un gruppo di tifosi milanisti, rispose loro con un “sono dei mercenari”.
-guarda il video della contestazione su Facebook cliccando QUI-

Nulla però giustifica questo comportamento, che rimarrà indelebile nella mente non solo del numero 3 rossonero ma di tutto il resto dei tifosi milanisti, milioni. Non ha nascosto la sua delusione e la sua rabbia Maldini, che durante il giro di campo ha applaudito ironicamente verso i fischi, usando anche parole poco ortodosse nei confronti del gruppo “incriminato”. Una reazione assolutamente giustificabile, frutto di delusione  e amarezza.
Tutto il mondo del calcio, non solo quello dei tifosi- che si sono mobilitati in ogni modo per dissociarsi totalmente da quella frangia- è dalla parte del Capitano, che ha zittito la contestazione con un categorico: “Orgoglioso di non essere uno di loro”. Paolo Maldini è una delle espressioni più belle e vere del calcio, contestazioni del genere invece sono lo specchio di un calcio nostrano ancora deviato.

Lazio, Reggina, Sampdoria, Serie A, Udinese Calcio

La Reggina sprofonda a Marassi, l’Udinese sogna la zona Uefa

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Floro Flores trascina l’Udinese
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GENOVA- Gara senza storia quella andata in scena nell’anticipo tra Sampdoria e Reggina. La prima con la testa all’imminente finale di Coppa Italia, i calabresi invece in cerca di punti per una salvezza che ora, dopo questo tonfo, è sempre più lontana.

BIS DI DESSENA — Passano solo 50 secondi e i blucerchiati vanno a segno: Dessena scarica un destro da fuori area, imprendibile per Puggioni. La Samp prende in mano le redini del gioco sin da subito quindi, facendo a meno del suo uomo più importante: Cassano rimane in panchina, “risparmiato” per la sfida con la Lazio nella coppa nazionale. Spazio dunque all’inedita coppia Marilungo-Pazzini. Al 15′ Valdez stende Pazzini e lascia i calabresi in 10. La Reggina va in tilt e al 31′ è ancora Dessena a sorprendere l’estremo difensore reggino.  Dopo appena 5′ è Delvecchio a stendere definitivamente gli ospiti: punizione di Ziegler e con la fortuita deviazione di Barreto l’attaccante blucerchiato non sbaglia.

RIPRESA: STESSA MUSICA- Orlandi inserisce un’altra punta, Corradi al posto di Barillà. Ma la Samp è senza pietà, infierisce al 1′ e al 5′: Marilungo insacca di testa, Pazzini ruba palla ad Adejo e chiude i conti. Finisce così, con la Reggina impotente e sempre più giù in classifica.

Una grande Udinese espugna l’Olimpico di Roma con un secco 3-1, contro una Lazio disattenta e con la mente alla finale di Coppa Italia.  Succede tutto nel secondo tempo, dopo i primi 45′ all’insegna della noia. Passa in vantaggio la squadra di casa con Rocchi, ma dopo appena 4′ Floro Flores riporta il risultato in pareggio. Al 69′ Matuzalem atterra Asamoah: sulla palla va D’Aagostino che batte Muslera. La Lazio cerca di reagire con Zarate, ma i friulani sono palesemente più in partita, e chiudono i conti con Quagliarella su rigore per un fallo di Siviglia su Floro Flores. L’Udinese si porta dunque a soli 2 punti dalla zona Uefa collezionando la 5 vittoria consecutiva. La Lazio pensa alla Sampdoria.


Champions League

E’ solo Manchester: si vola a Roma

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I colpi di genio di C.Ronaldo trascinano in finale lo United
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Londra- Sarà ancora Manchester in finale, una macchina perfetta che vola a Roma per difendere il titolo conquistato la scorsa stagione. Finisce 3-1 in casa dell’Arsenal dopo una gara giocata senza sbavature da parte dei diavoli rossi.

PARTENZA LAMPO- Sir Alex Ferguson ritrova, per sua fortuna, Evrà e Ferdinand, e lascia fuori Tevez preferendogli Park alle spalle di Cristiano Ronaldo e RooneyWenger ripropone la formazione titolare fatta eccezione per Silvestre, non recuperato. Al suo posto Djourou. I padroni di casa partono bene, più pimpanti e motivati dallo svantaggio dell’andata. Ma è una supremazia che dura pochissimo. Perchè il Manchester è di altra categoria, non solo nei singoli ma soprattutto nella manovra corale, dove a spadroneggiare è il pallone d’oro in carica, che sulla fascia sinistra fa quello che vuole. E all’11′ è vantaggio: palla al centro per il piccolo Park che, approfittando di uno scivolone sfortunato di Gibbs, insacca. Passano 3′ ed è raddoppio su punizione per Ronaldo, con Almunia che si lascia colpevolmente sorprendere. I Gunners sono tramortiti, vanno in affanno e lì davanti creano poco con un Adebayor lasciato solo.

K.O.- Il Manchester torna in campo più “cattivo” di prima. Nell’Arsenal entra Ebouè al posto di Gibbs, ma la solfa è sempre la stessa. Le ripartenze degli ospiti non lasciano modo di pensare, di far riflettere i padroni di casa, e sullo sviluppo di un contropiede da manuale arriva la terza rete: CR7 libera Park con un colpo di tacco, scambio con Rooney che serve ancora il portoghese e Almunia è battuto. E’ finita per i ragazzi di Wenger, che trovano il gol della bandiera con Van Persie su rigore, dopo che Fletcher commette fallo da ultimo uomo su Fabregas. La truppa di Ferguson vola a Roma, dove il 27 maggio affronterà la vincente tra Barcellona e Chelsea. In attesa di sapere se sarà ancora derby inglese come lo scorso anno, con le stesse squadre protagoniste, o sarà sfida tra le due corazzate calcistiche più forti del momento.

ARSENAL-MANCHESTER UNITED 1-3 (0-2)
(Primo tempo 0-2)
MARCATORI: Park (M) all’8’, C.Ronaldo (M) all’11’ p.t.; C.Ronaldo (M) al 16’, Van Persie (A) su rigore al 31’ s.t.
ARSENAL (4-3-3): Almunia; Sagna, Kolo Touré, Djourou, Gibbs (Eboué 1’ s.t.); Song, Fabregas, Nasri; Walcott (Bendtner 17’ s.t.), Adebayor, Van Persie (Vela 34’ s.t.). (Fabianski, Silvestre, Diaby, Denilson.). All: Wenger
MANCHESTER UTD (4-3-3): Van der Sar; O’Shea, Ferdinand, Vidic, Evra (Rafael 20’ s.t.); Fletcher, Carrick, Anderson (Giggs 17’ s.t.); C. Ronaldo, Rooney (Berbatov 22’ s.t.), Park. (Kuszczak, Evans, Scholes, Tevez.). All: Ferguson
ARBITRO: Rosetti (Italia), assistenti Calcagno e Ayroldi.
NOTE: Ammoniti Nasri, Eboué e Adebayor per gioco scorretto. Espulso Fletcher (30’ s.t.) per gioco scorretto Recuperi: primo tempo 0’, secondo tempo 3’.

Champions League

Una stoccata di CR7 e il Manchester vola tra le prime 4 d’Europa

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Gol capolavoro per C.Ronaldo
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OPORTO- Basta una gol da favola del Pallone d’oro in carica per spedire il Manchester direttamente in semifinale. Cristiano Ronaldo è stato poco produttivo in questa Champions, solo 2 reti, ma l’ultima pesa come un macigno sia per bellezza di esecuzione- bordata angolata di destro da distanza siderale- sia per l’importanza.

A TRAZIONE ANTERIORE- Sir Alex Ferguson si gioca tutte le sue cartucce in avanti: spazio a Rooney- che ormai è la personificazione del sacrificio in campo- Berbatov e CR7. Il Porto risponde con Lisandro Lopez, Hulk e Rodriguez, ma la difesa dei Red Devils non si lascia ingannare. Si assiste così ad una gara con pochi sussulti, squadre quadrate in campo con i portoghesi che attendono e ripartono, mentre gli inglesi gestiscono senza troppi patemi un vantaggio arrivato dopo appena 6′ e sufficiente per la qualificazione.

RIPRESA- Stessa musica anche nel secondo tempo col Manchester chiuso nella sua metà campo in attesa dello spiraglio giusto per chiudere i conti. Il Porto ci prova fino alla fine con tutte le armi a sua disposizione. Ma non servono per impensierire veramente la squadra di Ferguson, che negli ultimi minuti pare essere più sciolta e più convinta dei suoi mezzi. Sarà Arsenal-Manchester la semifinale, inglesi protagonisti anche in questa edizione.

PORTO-MANCHESTER UTD 0-1 (primo tempo 0-1, andata 2-2)
MARCATORI: Ronaldo (M) al 6′ p.t.
PORTO (4-3-3): Helton, Sapunaru (dal 35′ s.t. Costa), Rolando, Bruno Alves, Cissokho, Lucho (dal 31′ p.t. Mariano), Fernando, Meireles, Lisandro, Hulk, Rodriguez (dal 19′ s.t. Farias). (Nuno, Stepanov, Guarin, Madrid). All.: Gomes (Ferreira squalificato).
MANCHESTER UNITED (4-3-3): Van der Sar, O’ Shea, Ferdinand, Vidic, Evra, Anderson (33′ st Scholes), Carrick, Giggs, Cristiano Ronaldo, Berbatov (23′ st Nani), Rooney. (Foster, Neville, Evans, Tevez, Macheda). All.: Ferguson.
ARBITRO: Busacca (Svi).
NOTE: spettatori: 50.000. Angoli: 3-9. Ammonito Vidic per gioco falloso. Recupero: 2′ p.t. e 3′ s.t.

Bundesliga

Diego e Voronin trascinatori, si ferma Klose. Hertha sempre primo

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Diego trascina il Werder
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BERLINO- L’Amburgo batte il Cottbus 2-0, mentre il Werder Brema travolge lo Stoccarda (4-0) nei match che hanno completato la 24/a giornata di Bundesliga. L’Amburgo aggancia così al secondo posto il Bayern Monaco e il Wolfsburg a quota 45, quattro punti in meno dell’Hertha Berlino, capolista. Si fermano lo Stoccarda, sempre a quota 39 dietro l’Hoffenheim (5/o a quota 43).

LA CAPOLISTA- Voronin continua ad essere sempre decisivo, e sale a quota undici nella classifica marcatori, consentendo alla capolista Hertha Berlino di aggiudicarsi il big match contro il Bayer Leverkusen e di mantenere quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici, ridotte ora a tre. L’Hoffenheim si imbatte infatti nell’ennesimo pareggio in casa dell’Eintracht Francoforte e vede allontanarsi il terzetto formato da Amburgo, Wolfsburg e Bayern Monaco.

AMBURGO- I ragazzi di Jol superano senza problemi in casa il Cottbus, i verdi di Felix Magath prevalgono al termine di un match spettacolare sullo Schalke 04, i campioni in carica passano senza difficoltà a Bochum. Il Werder asfalta lo Stoccarda trascinato da una grande prestazione di Diego. Gol a raffica ad Hannover dove finisce 4-4 tra i padroni di casa e il Borussia Dortmund. In coda vince ancora il Borussia Moenchengladbach.

STOP PER KLOSE- Stagione quasi sicuramente finita per l’attaccante del Bayern, che si “gioca” la caviglia destra durante la partita col Bochum. Operato in mattinata, salterà i quarti di Champions e gran parte della volata finale in campionato.

Champions League, Inter

L’Inter ci prova, ma il Manchester non perdona

cronaldo

C.Ronaldo cala il sipario sull’Inter
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MANCHESTER- L’ 11 marzo dello scorso anno l’Inter uscì agli ottavi di Champions contro il Liverpool. Stesso giorno, stessa sorte: la corazzata di Mourinho abbandona l’Europa incassando un secco 2-0 dai campioni in carica, disputando però una gara onesta e alla pari dei Red Devils. Così han voluto gli dei del calcio.

FIDUCIA A BALOTELLI- Il tecnico portoghese punta sul giovane talento nerazzurro posizionandolo però sull’esterno, con Ibrahimovic unica punta. Torna Samuel in difesa, in coppia con Cordoba. Ferguson cambia molto rispetto all’andata: recupera Vidic dalla squalifica, e parte con Rooney e Scholes sin dall’inizio. Passano solo 4′, neanche il tempo di ambientarsi, e gli inglesi passano: corner di Giggs- il migliore dei suoi- sul quale Vidic si avventa con uno strepitoso stacco di testa, mentre Vieira perde la posizione. E’ una partenza choc per l’Inter, che accusa il colpo. Ma pian piano si scioglie, nulla a che vedere con l’atteggiamento avuto nei primi 45′ della partita d’andata. Tiene palla, pressa, ma Ibra è isolato lì d’avanti, e si perde nel gioco “sporco” del rientro.  Ma ci prova comunque e prende la traversa a pochi passi dalla porta. Poi Stankovic ci prova dalla distanza- Van der Sar tocca a lato- mentre allo scadere arriva una perfetta palla a tagliare di Balotelli per lo svedese, che aggancia e fa partire un diagonale a fil di palo. Il Manchester nel frattempo si compiace molto, anche troppo, ma ha l’occasione per raddoppiare con O’Shea, imbambolato davanti a Julio Cesar.

ROMBO- Fuori Vieira, dentro Muntari. Ed ecco che si materializza il rombo. Ma, come in un incubo, passano 4′ e il Manchester segna: Rooney regala una palla meravigliosa a Cristiano Ronaldo. Altra incornata, altro gol. Le cose si complicano e Mou corre ai ripari. Serve uno che aiuti Ibra, e Adriano scende in campo. Mossa ragionevole, meno lo sarà quella successiva, e cioè lo scambio Balo-Figo. Il brasiliano comunque si scalda immediatamente colpendo il palo dopo un bel triangolo con Cambiasso, ma le azioni pericolose targate FCI si esauriscono qui. Gli inglesi potrebbero fare il tris se non fosse per l’erroraccio di Berbatov- deludente nella doppia sfida. In pratica finisce qui. Inter fuori agli ottavi per il terzo anno consecutivo, un Manchester cinico e senza pietà continua il suo cammino.

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