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Calcio, Calcio Internazionale

Pallone d’Oro 2008: nessuna sorpresa, è di Cristiano Ronaldo

Per C.Ronaldo dopo la Scarpa, il Pallone d’oro
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Sarebbe stato inutile scommetterci, come tutti gli anni d’altronde. Perchè era certo a chi sarebbe andato il 53esimo Pallone d’Oro. Trionfa Cristiano Ronaldo, l’uomo dai 42 gol in una stagione tra Premier e Champions League. E’ di oggi la notizia, diramata dal sito www.francefootball.fr. Il portoghese, arrivato secondo dietro Kakà nella scorsa edizione, ha staccato a quota 446 voti Lionel Messi e Fernando Torres, rispettivamente secondo e terzo.

NEL MITO PORTOGHESE- Ronaldo è il terzo portoghese a trionfare come miglior individualità nel panorama europeo dopo il mito di Eusebio (1965), e di Luis Figo (2000). A soli 24 anni questo fenomeno di tecnica e velocità, doti che mascherano a tratti un carattere a volte troppo borioso in campo, ha vinto Premier e Champions con la maglia del Manchester United, e si appresta a giocare il mondiale per club in Giappone.

ITALIA NULLA- Delusione per i nostri rappresentanti: il primo italiano in classifica è Buffon, 18esimo. Per trovare almeno uno straniero che indossa una casacca italiana bisogna guardare all’ottava posizione, dove troviamo il Pallone d’Oro uscente Kakà, seguito da Ibrahimovic.

Juventus, Serie A

La neve porta bene alla Juve: 4 gol alla Reggina

250° centro per Del Piero
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TORINO-Una passeggiata sotto la neve per la Juventus contro la Reggina, nell’anticipo della 14esima giornata di serie A. Un 4-0 che non lascia scampo e che regala 2 soddisfazioni ai tifosi della “vecchia signora”: il temporaneo secondo posto in classifica e il 250esimo gol di Del Piero con la maglia bianconera.

STOICO CAMORANESI- Ranieri stavolta manda in campo Camoranesi dal primo minuto, col capitano e Amauri a supporto in avanti. L’italo-argentino si fà male ad una spalla: siamo al 5′ ma, pur soffrendo- si parla di lussazione, 3 settimane di stop- continua a giocare. La Reggina invece ripropone la formazione titolare delle ultime due vittorie con l’eccezione di Valdez al posto di Di Gennaro. La Juve prende subito campo e conduce in scioltezza la gara, sfiorando il vantaggio diverse volte, che puntuale arriva al 28′: delizia di tacco di Del Piero per Nedved che appoggia per Camoranesi: tutto facile. Ma dopo appena 5′ la Reggina scheggia la traversa con Santos. Gli amaranto non si danno per vinti ma ad un 1′ dalla fine i bianconeri fanno il bis: cross di Camo e Amauri centra l’angolino.

RIPRESA SENZA STORIA- La Reggina si perde e il secondo tempo è solo Juve. Tanto che a segnare il 3-0 sarà un difensore, futura colonna della nazionale, Chiellini in versione bomber, che di testa batte Campagnolo. Festa completa? Macchè, manca all’appello l’ovazione che tutti aspettavano: il 250esimo gol del capitano. Che arriva al 29′ su rigore, in realtà molto dubbio, procurato da Giovinco entrato al posto di Marchisio. Nel frattempo Brienza va in gol su punizione ma Damato annulla per farla ripetere: stavolta la palla supera la traversa.

Coppa Uefa, Milan

Portsmouth-Milan 2-2: Inzaghi salva tutto

Ancora fortissimamente Pippo nella serata inglese
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PORTSMOUTH- Al Milan bastava un pareggio per passare il turno in coppa Uefa con una giornata d’anticipo. E pareggio è stato, anche se raggiunto negli ultimi 10′. Eroe della serata in Inghilterra è stato Pippo Inzaghi, che stacca ancora una volta Raul nella classifica dei marcatori in Europa, quota 65 reti.

PALI E SUPERIORITA’- I rossoneri avevano tutte le possibilità di chiudere la gara nel primo tempo: superiorità sul piano del gioco rispetto agli inglesi. Ancelotti manda in campo un amarcord, con Inzaghi e Shevcenko supportati da Kakà, mentre a centrocampo è tutta fisicità con Gattuso, Flamini ed Emerson. In difesa ecco la seconda apparizione di Senderos. Il Portsmouth si presenta invece con un 4-4-2 tutto basato sul gioco affidato alle fasce e senza Diarra. E davanti piazza due torri non da ridere: Kanu e Crouch. Ma è il Milan ad andare vicino al vantaggio col palo di Inzaghi al 10′.

RIPRESA DA BRIVIDI- Al 15′ passano i padroni di casa con uno stacco poderoso di Kaboul. Senderos rimandato, così come Dida. Il Milan non reagisce, nonostante la sostituzione Gattuso-Seedorf per dare più equilibrio. Gli inglesi sono superiori sul piano fisico, corrono come matti, il Milan sta a guardare. Manca soprattutto nei suoi uomini chiave come Kakà, al quale serve solo riposo. Troppi errori in fase di copertura lasciano spazi incredibili agli avversari, e al 27′ ecco il meritato raddoppio con Kanu. La vita si complica per gli uomini di Ancelotti, che passa alla contromossa: fuori Kakà e Shevchenko, dentro Ronaldinho e Pato.

LA DIFFERENZA- Quando a farla sono i singoli: Dinho si procura una punizione al 39′. Ormai sta diventando un vizio: tiro nel set e gol da ovazione. Ora i rossoneri diventano più cattivi e vogliono il pareggio, schiacciando il Portsmouth nella propria metà campo. Ed Inzaghi, dopo il palo ed un pallonetto uscito di pochissimo nella prima frazione di gioco, fa sua anche questa serata: palla stoppata su esterno destro di Zambrotta e rete.

Champions League, Inter

Inter-Panathinaikos 0-1: quando è facile complicarsi la vita

Sarriegi firma la storica vittoria dei greci a S.Siro
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MILANO- Come complicarsi la vita in Champions? Chiedere ai ragazzi di Mourinho, che incassano una sconfitta in casa contro il Panathinaikos nel girone più facile che sia toccato ad un’italiana, dopo il pareggio a Cipro contro l’Anorthotis.

SOLO NOIA- Primo tempo da sbadiglio, scosso solo dal palo di Adriano di esterno sinistro all’11 e dal pallonetto di Ibrahimovic di poco alto. Per il resto è poca cosa: il tecnico dei greci, Ten Cate, schiera un 5-4-1 che è tutto dire. Spazi zero per i nerazzurri, con il ritorno di Figo nel tridente avanzato.

CAMBI- La ripresa vede l’uscita di Muntari per Quaresma. Squadra più sbilanciata, e i greci ne approfittano andando vicini al vantaggio con Simao, gran bolide alto dalla distanza. Al 68′ la doccia fredda: su calcio d’angolo Julio Cesar respinge un colpo di testa di Goumas, palla corta che Sarriegi non deve farlo altro che accompagnare in rete. L’Inter è sotto e non ci sta ad incassare la seconda figuraccia di questa prima fase del torneo. Dentro Balotelli e Cruz, fuori Figo e Maxwell. Sarà l’argentino ad essere pericoloso per ben 2 volte: su un colpo di testa spazio alla parata miracolosa di Galinovic, poi un tiro che supera di pochissimo la traversa.

SI PASSA MA CHE FATICA- I nerazzurri passano comunque il turno: ora è da stabilire se in prima o in seconda posizione. Resta il fatto che sarebbe dovuta essere una passeggiata questo girone, visto la differenza qualitativa abissale con le altre compagini. Mourinho, nel dopo partita, ci va giù pesante, definendo immeritato il passaggio dopo una prestazione così scialba. In attesa di scontrarsi con avversari di valore decisamente superiore.

Milan, Serie A, Torino

Torino-Milan 2-2: rossoneri incapaci contro le piccole

Il Torino frena la corsa del Milan, che si conferma incapace di gestire il vantaggio contro le cosiddette provinciali. Un limite che ha portato, sino ad ora, a perdere per strada ben 6 punti.

Rosina firma il pari definitivo
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PIRLO, IL RITORNO- Dopo un’assenza durata quasi 2 mesi, ecco che ritorna Pirlo al centro della monovra rossonera. Non è una gran gara la sua, ma è prematuro per giudicarlo dopo uno stop così lungo. Il Torino, dal canto suo, si schiera votato all’attacco e fa quello che può per non sopperire al gran possesso palla del Milan. Gioca bene i primi 20′ tanto da andare in vantaggio con un colpo di testa di Stellone, perso da Kaladze. I rossoneri si svegliano e pareggiano con Pato: cross chirurgico di Gattuso, che non smette mai di stupire, che pesca il papero in piena area, stop e girata. Gol da vero talento. Ora la squadra di Ancelotti gioca bene, inventa con Ronaldinho e mette paura alla difesa granata. Kakà, ancora non al top, viene atterrato al limite dell’aria: sulla palla va Dinho, che confeziona una punizione capolavoro che Sereni non vede neanche partire. In 5′ il Milan si porta meritatamente in vantaggio.

DUBBI ARBITRALI- E’ una gara che lascia aperta la porta a diverse polemiche sull’arbitraggio di Farina, che sceglie di adottare un metro di giudizio diverso su due falli simili: Pratali, al 10′ della ripresa, colpisce con la mano un tiro di Dinho, che l’arbitro giudica involontario. Assegna invece il rigore ai granata quando Kaladze tocca con la mano dopo che la palla gli sbatte sulla coscia. Le proteste dei rossoneri sono vane: Rosina và sul dischetto e trafigge Abbiati. E’ il gol del pareggio, De Biasi può dormire sonni tranquilli. Nel frattempo il Milan era andato vicino al gol con Pato per 2 volte, ma il giovane brasiliano prima non centra lo specchio, poi si vede deviare un tiro velenoso da Sereni. I cambi arrivano su entrambi i fronti: fuori Barone e Bianchi per Abbruscato e Zanetti, mentre Ancelotti toglie uno stanco Pirlo per Emerson. Sul 1-2 i granata non mollano: grande pressing ma pochi sbocchi in avanti. Poi ecco che arriva il rigore: il famoso cuore granata non si smentisce.

Il Milan và così a -3 dall’Inter, e da ora in poi il calendario sorriderà maggiormente per i ragazzi di Mourinho.

Inter, Juventus, Serie A

All’Inter il derby d’Italia

Il match winner Muntari

L’Inter vince il big match della 13esima giornata, e lo fa meritatamente contro una Juve che corre e si impegna, ma non incide in avanti.

RIVOLUZIONE MODULI- Mourinho se ne è fatta ormai una ragione: il 4-3-3 non è roba per l’Inter, almeno per il momento. Le “ali” non funzionano, Mancini e Quaresma sono rimandati. Ma soprattutto è passata la convinzione che Ibrahimovic possa giocare come unica punta. Allora il tecnico portoghese passa, ormai da due giornate, alle 2 punte. Col Palermo è toccato a Cruz, con la Juve ad Adriano. Per Ranieri invece il problema è a centrocampo: serve un metronomo, così, con Zanetti fuori uso da tempo, si dà fiducia a Thiago. E le cose sono migliorate negli ultimi tempi. Ma ieri sera la sfortuna colpisce nuovamente il centrocampista portoghese: sospetta distorsione al ginocchio sinistro. Fuori al 2′ del primo tempo, al suo posto Marchisio.

PIU’ INTER- Si vedono di più i nerazzurri. I bianconeri giocano con la difesa molto alta e i padroni di casa ne approfittano per sorprenderli: palla lunga in avanti per lo svedoslavo e Adriano, che corrono come treni ma devono fare i conti con un Chiellini insuperabile, soprattutto Ibra. Si assiste ad un gran duello tra i due. La Juve invece sembra non riuscire a concretizzare, le azioni si fermano al limite dell’aria, Amauri sembra un fantasma.

MUNTARI: DAL PEGGIORE IN CAMPO AD EROE- Dopo i primi 45′ ad alti ritmi, la ripresa cala un pò, ma non nell’agonismo. Sono sempre i nerazzurri ad essere pericolosi, e dopo che Ibra si mangia letteralmente 2 gol scattando sul filo del fuorigioco, ecco che Muntari, il peggiore in campo tra gli uomini di Mou, si ritrova tra i piedi un assist riuscito male dello svedese. Manninger non si allunga, convinto di un offside. Invece la posizione del ghanese è perfettamente regolare. E’ 1-0, e il Meazza esplode. I bianconeri provano ad accennare una reazione: intanto Ranieri cambia, fuori Marchionni e Amauri e dentro Camoranesi e Iaquinta. Ma l’unico pericolo arriva da un assente Del Piero: stacco di testa e parata miracolosa di Julio Cesar.

L’Inter rimane in testa alla classifica e lascia la Juve a -6. Differenze sostanziali tra le due squadre, con i bianconeri al momento inferiori sul piano fisico e sul piano del gioco.

Italia

Grecia-Italia 1-1: è record per Lippi

Record per Lippi
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ATENE- E’ Grecia-Italia, è un’amichevole, ma è soprattutto il 31esimo risultato positivo consecutivo di Marcello Lippi sulla panchina azzurra. Supera tutti, Pozzo compreso, un record.

RITMI BLANDI- Il primo tempo dice poco o nulla. Gli azzurri partono con un 4-2-3-1, con Toni unica punta e Rossi alle sue spalle. Poche emozioni, squadre che si studiano e che spingono poco. L’Italia ci prova con un bel tiro al volo di Gattuso, solita grinta da vendere, e con Rossi. La Grecia si sveglia solo al 25′ con un colpo di testa di Katsouranis, ma la palla scivola sul fondo. I padroni di casa reclamano anche per un presunto fallo di mano di Gattuso nell’area piccola e vanno in rete con Mantzios, ma in fuorigioco, il guardalinee è bravo ad alzare la bandierina.

ITALIA SCATENATA- La ripresa sembra estrapolata da un’altra gara. Gli azzurri entrano in campo con un’altra testa, complice forse anche il cambio di modulo e di uomini: si passa al 4-4-2 con Pepe al posto di Montolivo e la coppia Toni-Rossi in avanti. Cominciano le occasioni sprecate dai ragazzi di Lippi, prima con Toni, poi con Camoranesi e Gattuso. E come capita spesso, nel momento migliore di una squadra arriva la rete degli avversari: passaggio filtrante per Gekas che si invola verso la porta e batte De Sanctis. Siamo al 5′. L’Italia si sente punta sul vivo e ci mette solo 4′ per pareggiare: punizione di De Rossi perfetta per la testa di Toni, che così spezza un digiuno di oltre 700 minuti con la maglia della nazionale. Ancora Camoranesi poco dopo cerca il vantaggio, ma Tzorvas non si fa sorprendere. C’è il tempo per fare i cambi: dentro Maggio, Iaquinta e Gilardino al posto di Camoranesi, Rossi e Toni. Ma ormai la gara ha poco da dire.

SORVEGLIATO SPECIALE- Era la serata di Rossi, un test importante per lui. Lippi lo ha voluto, ha puntato sul suo talento. E ha fatto bene, perchè nonostante non abbia segnato, il ragazzo ha dimostrato per l’ennesima volta di valere, dando vita ad una prestazione di sostanza e di qualità. Anche lui nel futuro sarà un azzurro.

Bologna, Roma, Serie A

Bologna-Roma 1-1: beffa nel recupero

Totti non basta alla Roma
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Non è il momento della Roma. Perchè non gioca come sa fare, e perchè ci si mette anche la sfortuna a fare da contorno. Sembrava il giorno giusto: i primi 3 punti fuori casa, la 400esima presenza di Totti in serie A festeggiata con il gol-partita, la 100esima vittoria di Spalletti. Tutto questo sino a 3′ dalla fine, se non fosse stato per uno sciagurato autogol di Cicinho, colpevole di essere intervenuto di testa su una palla che chiedeva solo di essere lasciata sfilare nell’aria piccola.

POCHE EMOZIONI- Partita bruttina: le due squadre si chiudono, hanno timore di scoprirsi. Gli emiliani scendono in campo con la nuova guida, un nome di spicco: Mihajlovic sceglie un 4-5-1 con Di Vaio unica punta e Valiani e Carrus a supporto. Spalletti invece si affida al 4-4-2 che però non produrrà l’effetto sperato visto che le fasce non vanno come dovrebbero. Il Bologna sfrutta la carta delle mura amiche e si scopre maggiormente, osa e si rende pericoloso prima con un interno destro di Di Vaio, poi con Marchini, che impegna Doni. La Roma sta a guardare, non riesce a sfruttare gli spazi e il centrocampo fa poco filtro, tanto che Juan, il migliore dei giallorossi, si deve fare in 4 per arginare i rossoblu.

TOTTI E LA BEFFA- Si va negli spogliatoi sullo 0-0, e al rientro non si vede Mexes: problema muscolare per il francese, al suo posto Tonetto- che si posiziona sulla sinistra- mentre Panucci scala centrale. La sfortuna è ancora dietro l’angolo: Di Vaio va vicino al vantaggio gettandosi su una palla vagante, ma travolge Doni colpendo alla nuca. Il taglio è doloroso e sanguinante, il brasiliano è costretto ad uscire e lasciare il posto all’esordiente Arthur. E’ una Roma migliore, che aggredisce al centro e si affida a capitan Totti, ancora non al 100%. Ma basta poco per renderlo protagonista: al 23′, su uno schema su calcio di punizione, il numero 10 capitolino stoppa magnificamente una palla invitante e castiga Antonioli sul primo palo con un destro potente. Il Bologna accusa il colpo e va in palla, la gara diventa nervosetta, e da quello visto in campo, un pareggio sarebbe il risultato più giusto. Ma c’è modo e modo di pareggiare, e l’ultimo di questi è proprio un autogol grande come una casa. Cicinho si dispera, e fa bene. Tutti a casa, vittoria rimandata in serie A, che non arriva da 5 turni. Mihajlovic invece si gode il suo primo punto in un cammino tortuoso per la salvezza.

Calcio, Calcio mercato, Milan

Beckham: rossonero per 4 mesi

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Clamoroso: Beckham al Milan
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Come un fulmine arriva la notizia che il Milan ha ingaggiato David Beckham. Un sogno che si avvera per la dirigenza di via Turati. L’ex del Real Madrid e del Manchester, che milita attualmente nei Los Angeles Galaxy, ha scelto il Milan per trascorrere i 4 mesi di inattività dal campionato statunitense- a partire dal prossimo gennaio- ed allenarsi in un club europeo. Da qui l’idea di ingaggiarlo a tutti gli effetti ed inserirlo nella rosa.

SOLO COLPO MEDIATICO?- Dopo Ronaldinho, che si sta dimostrando di valere molto di più di un semplice colpo ad effetto, ecco un altro grande “divo” del calcio moderno alla corte di Ancelotti. Ma Galliani è stato chiaro: “Il Milan non fa la raccolta delle figurine. Siamo una società controtendenza che si ritiene molto orgogliosa della politica che si sta attuando”.

ANCELOTTI- Anche il mister sembra soddisfatto: “E’ un professionista serio, nessun problema a farlo rientrare in rosa”.

E intanto i tabloid inglesi sono letteralmente impazziti alla notizia.

Champions League, Juventus

Juventus: anima e cuore contro il Real

Jonathan Moscrop-LaPresse

La linguaccia di Del Piero si rivede nella serata giusta
Jonathan Moscrop-LaPresse/copyright flickr.com

TORINO- Ecco la Juve che non ti aspetti. Vittoria voluta, cercata e di grande sacrificio contro un Real svogliato e senza idee, soprattutto nel primo tempo.

LA VECCHIA GUARDIA- Ranieri schiera un 4-4-2 con Nedved alle spalle di Del Piero e Amauri, i due uomini-gol della serata. E si parte alla grande: al 5′ mandano in tilt la difesa di Schuster, troppo alta, e dopo una triangolazione Alex azzecca un destro a spiovere sul quale Casillas nulla può. E sono ancora i bianconeri a dettare i ritmi, squadra compatta e sincronizzata nei movimenti. Gli spagnoli, votati all’attacco, soffrono maledettamente il pressing avversario e non riescono ad uscire dalla propria metà campo. Manca un filtro a centrocampo, ciò che non succede alla Juve, che gioca con grandissimo dispendio di energie, tutti pronti a rientare e coprire. Nel frattempo Marchisio, causa scontro fortuito con Sissoko, si becca una distorsione alla caviglia. Al suo posto Salihamidzic.
CALO- Alla ripresa ci vogliono solo 4′ per il raddoppio: Nedved scende dalla sinistra, cross per la testa di Amauri che schiaccia e trova la deviazione di Heinze. E’ 2-0, la Juve respira. Al 9′ Schuster toglie Higuain e butta Robben nella mischia. E finalmente il Real comincia a giocare, complice anche il calo vistoso di energie da parte dei bianconeri. Ora si gioca solo nella metà campo dei padroni di casa: ci provano Van der Vaart, Robben, Sneijder, con quest’ultimo che centra il palo pieno. Gol cercato e trovato, e a metterla dentro è il solito Van Nistelrooy, al 21′ su colpo di testa. Ora alla Juve tocca barricarsi e non far passare nulla di un Real svegliatosi di colpo. Ma l’Olimpico ci crede e alla fine vince la squadra che ci ha messo più anima.

SORPASSO- 7 sono i punti in classifica per gli uomini di Ranieri, contro i 6 del Real. Ora il cammino si fa più semplice, con il Bate Borisov e lo Zenit fermi rispettivamente a 2 ed 1 punto.

-clicca qui per vedere i risultati Champions League e le classifiche dei gironi Champions-

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