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Liga

Primo ko del Valencia, il Barça vola in testa da solo

Doppio Xavi, Barça primo
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MADRID- Si sovvertono le gerarchie della Liga. Il Valencia patisce il primo ko stagionale e scivola al 4° posto dando il via libera ad un Barcellona spumeggiante: i blaugrana conquistano infatti la vetta solitaria della graduatoria a suon di gol, mentre il Real non approfitta dello scivolone dell’ex capolista facendosi imporre il pari dall’Almeria. Sale al 2° posto il Villarreal, unica squadra rimasta imbattuta, cade male il Siviglia a Valladolid mentre l’Atletico torna a sorridere dopo 4 turni.

Nuova capolista- Nemmeno la pioggia ferma il Barcellona. Nell’acquitrino de La Rosaleda di Malaga la formazione di Guardiola dà vita all’ennesima goleada di inizio stagione. Xavi porta avanti i suoi con un bel calcio di punizione, ma Duda, sfruttando uno scivolone difensivo di Piquè, ristabilisce la parità. I padroni di casa, più fisici e meno tecnici dell’avversario, confidano nelle pessime condizioni atmosferiche per arginare lo strapotere altrui. Ma non fanno i conti con Leo Messi, uno che non si ferma davanti a nulla. Bellissimo il suo diagonale velenoso che riporta avanti il Barça. La pratica viene chiusa nella ripresa ancora da Xavi e Dani Alves, poi la band Guardiola decide che può bastare così. Anche perchè da ieri sera è primato solitario.

Super Tchitè da il primo dispiacere al Valencia
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Prima sconfitta- Il Racing si conferma indigesto per l’ex capolista. Il Valencia cade a sorpresa e si vede scavalcare da Barcellona e Villarreal in un colpo solo. Il primo ko stagionale, dunque, è doloroso, ma per quanto visto al Mestalla non ridimensiona la formazione di Emery. Il matador del Valencia è uno scatenato Tchite, autore di una gran tripletta, che mortifica la doppia rimonta firmata Villa-Joaquin. L’autorete di Albelda cala il sipario sui padroni di casa e sigilla un vitale successo per la formazione ospite.

Villarreal secondo- Sale al 2° posto, ad un punto dalla nuova capoclassifica, il Villarreal, unica formazione della Liga imbattuta dopo 9 turni. Dopo un primo tempo equilibrato chiuso sull’1-1 (reti di Rossi e Exteberria), il Sottomarino Giallo sbanca Bilbao con un secondo tempo d’autore. Pires, Cazorla e Altidore firmano l’ampio e meritato successo e inguaiano l’Athletic scivolato al penultimo posto. Non va oltre l’1-1, invece, il Real al Mediterraneo. Avanti con il gol n° 210 in terra iberica di capitan Raul, le merengues vengono acciuffate a dieci dal termine da Piatti. Il pari dell’Almeria è strameritato, poichè arriva dopo una lunga serie di occasioni fallite.

Le altre- Brutto ko del Siviglia a Valladolid. Decisiva l’espulsione di Luis Fabiano che favorisce la clamorosa rimonta degli avversari dallo 0-2 al 3-2. Risorge invece l’Atletico Madrid dopo 4 giornate senza vittorie. Merito del ritorno del Kun Aguero autore della doppietta risolutiva. L’Aguero dipendenza dei colchoneros è ormai evidente. Prosegue il magic moment dello Sporting che infila il quarto successo di fila battendo il Numancia, bella affermazione anche per il Deportivo in quel di Siviglia. Sempre più inguaiato e sempre più ultimo l’Osasuna steso dall’Espanyol, chiude il pari tra Recreativo e Getafe.

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Milan, Napoli, Serie A

Il Napoli cede all’86′, Milan primo da solo

Dinho regala la vetta al Milan
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MILANO- Quattro lunghi anni. Tanto ha dovuto attendere il Milan per assaporare il dolce gusto della vetta solitaria. Nel posticipo della 10° giornata di serie A, i rossoneri hanno la meglio su un Napoli rimasto in 10 per tutta la ripresa soltanto nel finale. Decisiva una deviazione sfortunata di Denis su punizione calciata da Ronaldinho dopo che la porta di Iezzo pareva stregata. Una vittoria sudatissima che vale oro.

Bel Napoli- A San Siro si rivive l’atmosfera di fine anni ‘80, quando rossoneri e azzurri si giocavano il tricolore. In palio, infatti, c’è il primo posto solitario: in caso di vittoria di una delle due squadre, quest’ultima avrà l’onore di guardare tutti dall’alto in basso. Ancelotti si affida alla fantasia tutta brasiliana di Kakà e Ronaldihno e ai centrimetri e muscoli di Borriello, chiamato a sfondare la folta retroguardia partenopea. Reja, infatti, disegna un 5-3-2 in grado di tramutarsi in 3-5-2 in fase offensiva con il compito d’ingabbiare i talenti rossoneri. E ci riesce benissimo, dato che il Milan fatica a costruire azioni pericolose degne di nota. Non solo, i sussulti maggiori li regalano gli ospiti con un imprendibile Lavezzi: suo il dribbling ubriacante e il sinistro potente che Abbiati non trattiene e sul quale Bonera è costretto a spazzare a pochi metri dalla porta. Il Napoli dimostra insomma di valere il primato in classifica, i rossoneri si vedono solo con un destro di Kakà alle stelle da buona posizione.

La svolta- Al 43′ la svolta. Maggio trattiene da dietro Kakà, lanciatissimo sulla sinistra, e becca il secondo giallo. L’espulsione costringe Reja a ridisegnare la formazione nella ripresa: fuori Hamsik, 4-3-1-1 con Lavezzi leggermente dietro a Denis. La partita cambia volto, il Milan carica a testa bassa e gli ospiti barcollano. Barcollano ma non capitolano al 4′ quando Iezzo fa il miracolo sul destro a colpo sicuro di Ronaldinho. In contropiede i partenopei rispondono comunque presente con il loro tandem offensivo tutto argentino. Che la dea bendata non sia dalla loro parte, però, lo si capisce poco dopo. Santacroce, uno dei migliori in campo, s’infortuna in un contrasto con Dinho e deve lasciare il posto a Pazienza. Ancelotti, viste la difficoltà altrui, aggiunge bocche da fuoco alla sua corazzata con l’innesto di Pato per Ambrosini. Il 4-2-4 produce gli effetti desiderati. Il match diventa infatti un assedio, Iezzo è super su Borriello e ringrazia il palo su un gran destro di Kakà. Nella stessa azione i rossoneri concludono per ben tre volte ma la sfera non entra. Al 30′, invece, è Pato a graziare l’estremo azzurro sbagliando un colpo di testa comodo comodo da due passi. Incredibile.

Autogol beffa- La formazione di Reja ha comunque il merito di non perdere la testa. A 6′ dal termine, però, Rocchi assegna un rigore dubbio per fallo di mano di Pazienza molto ravvicinato. Il danno non si tramuta in beffa perchè Iezzo intercetta la trasformazione di Kakà. Sembra fatta, il tanto agognato e sudato punto pare alla portata di mano. Pare. Il fortino azzurro cade a pochi metri dal traguardo, e non per mano di un giocatore rossonero, bensì per quella del suo bomber Denis: sua la beffarda deviazione sulla punizione tagliata di Ronaldinho. Il Milan trova la rete dei tre punti proprio alla fine e vola così in testa.

Calcio Internazionale

Spagna, Coppa del Re: andata dei sedicesimi. Paura per De La Red

Incredibile 5-0 dell’Ejido al Villarreal
lacronica.net

MADRID- Tempo di Coppa del Re in terra iberica. A differenza dei più importanti paesi europei dove si è disputato un turno infrasettimanale di campionato, in Spagna si sono giocati i match d’andata dei sedicesimi di coppa. Protagoniste, finalmente, tutte le compagini di Liga che iniziano qui il loro percorso.

Eroi per una notte- La Coppa, snobbata da tutto e tutti, è diventata come sempre vetrina di sconosciuti o semisconosciuti: Portilla del Ponferradina, il matador del Siviglia, oppure Juan Dominguez e Jorge Molina, i veri e propri eroi di serata. Il giovane del Real Union, infatti, ricorderà questo turno di coppa per l’eternità. Non capita a tutti i giocatori di Segunda B, d’altronde, di rifilare una doppietta al Real (quello vero dei 31 scudetti e 9 Champions) -seppur ampiamente rimaneggiato- e contribuire in maniera decisiva ad una vittoria storica. Anche se il gol della staffa sarà firmato da Goikoetxea, un altro che avrà qualcosa da raccontare ai nipotini. Union batte Madrid 3-2 e si aggiudica, almeno per una notte, la palma di Real.
L’attaccante del Poli Ejido, invece, si prende il lusso di rifilare uno spettacolare hat-trick al Villarreal. Il Sottomarino giallo sprofonda negli abissi patendo uno 0-5 finale (di Gregory gli altri due gol) che ha dell’incredibile. Della serie Davide sconfigge (e sbeffeggia) Golia…

Paura De La Red- Nel match delle merengues minuti di terrore per la perdita di sensi di De La Red che, accasciatosi improvvisamente a terra, ha tenuto col fiato sospeso lo stadio Gal. Il centrocampista ha trascorso tutta la notte in ospedale per accertamenti, ma per fortuna non dovrebbe trattarsi di nulla di grave. Gli esami clinici hanno evidenziato una semplice sincope acuta con svenimento.

Ecco tutti i risultati d’andata dei sedicesimi:
Real Union-Real Madrid 3-2
Portugalete-Valencia 1-4
Ponferradina-Siviglia 1-0
Orihuela-Atletico 0-1
Poli Ejido-Villarreal 5-0
Hercules-Valladolid 1-5
Rayo Vallecano-Almeria 1-2
Celta-Espanyol 2-2
Castello-Betis 0-2
Murcia-Racing Santander 2-1
Elche-Deportivo La Coruna 0-2
Numancia-Sporting Gijon 0-1
Malaga-Mallorca 1-1
Athletic Bilbao-Recreativo Huelva 2-0
Getafe-Osasuna 0-0
Benidorm-Barcellona 0-1

Apertura/Clausura

Il Tigre aggancia il San Lorenzo

La torcida del Tigre festeggia l’aggancio
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BUENOS AIRES- La fuga è ufficialmente finita. Il San Lorenzo inciampa due volte nell’arco di tre giorni e perde il primato solitario. Il Tigre, infatti, ne approfitta per agganciare il Ciclon, il Boca si avvicina a -3 e domenica alla Bombonera ha la ghiotta occasione per annullare il gap. Un campionato che pareva chiuso soltanto una settimana fa si è riaperto del tutto.

San Lorenzo dove sei?- La bella squadra ammirata nelle prime 10 giornate pare non esserci più. Dopo il ko di Avellaneda la capolista delude anche tra le mura casalinghe racimolando un misero pari con il Gimnasia La Plata. Il risultato non è l’unico aspetto che fa preoccupare mister Russo: la sua squadra non incanta più, stenta a far gioco e non riesce nemmeno a conservare il vantaggio una volta acquisito. Un campanello d’allarme non da poco. Il match di domenica alla Bombonera è un vero e proprio crocevia.

Vincere senza convincere- E’ il motto di giornata di Tigre e Boca che strappano due soffertissimi successi nei minuti finali. La formazione di Cagna ha la meglio sull’Independiente rivitalizzato dalla cura Santoro soltanto al 91′ grazie al sigillo del neoentrato Luna. Gli xeneizes risolvono la trasferta di Banfield un pò prima, ossia all’81′, ma stenta molto di più della neocapolista. Il gol vittoria del giovane Mouche è frutto di un’invenzione personale e castiga oltre i propri demeriti i padroni di casa, andati vicini al vantaggio in diverse occasioni.

River sempre più giù- Prosegue il magic moment dell’Estudiantes che infila il 5° risultato utile consecutivo e s’allontana dalla zona calda. Hombre del partido ancora Boselli, 6° sigillo per lui. Bene anche Velez e Colon, vittoriose su San Martin e Argentinos Juniors. Pesanti successi in chiave salvezza per Rosario Central (3-0 al Gimnasia Jujuy) che torna a sorridere dopo 5 turni, e Huracan che sbanca il campo del Godoy Cruz e lo scavalca in classifica. Entrambe le compagini abbandonano l’ultima piazza lasciandola al River. E’ il punto più basso della storia del club, mai fanalino di coda con appena 9 punti in 12 turni. La crisi nera dei Millonarios non conosce più la parola fine, l’incubo retrocessione comincia ad aleggiare su Buenos Aires. Incredibile dictu.

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Brasileirao

Il Cruzeiro abbatte il Gremio e il San Paolo vola in testa

Il gol lampo di Wagner apre il successo del Cruzeiro sulla capolista
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BRASILIA- Notte di passione nel Brasileirao. Il massimo campionato carioca scrive un’altra puntata avvicente nel turno infrasettimanale valido per la 32° giornata. I fari erano tutti puntati al Mineirao di Belo Horizonte, al big match tra Cruzeiro e Gremio: ancora una volta il torneo non segue una logica, poichè la Raposa stende perentoriamente la capolista rendendo la lotta al vertice ancora più incerta. Da ieri sera, infatti, il Tricolor non è più solo, raggiunto dal San Paolo. E pure il Palmeiras si rialza ed è lì ad un punto. Stecca solo il Flamengo frenato sullo 0-0, ma in fondo le prime sono lì, a 3 punti. Chi ci capisce qualcosa è bravo…

Il big match- Tutto in una notte. Dopo l’ultimo inusitato ko con l’Atletico PR, il Cruzeiro si gioca nello scontro diretto l’ultime chanches scudetto. Il Gremio, invece, ha l’occasione giusta per lanciare la fuga e liberarsi di una concorrente. Celso Roth, però, sembra più propenso a non prenderle visto il 3-6-1 schierato. Ogni piano tattico, però, salta in aria dopo una manciata di secondi: passano 14 secondi e Wagner castiga Victor indirizzando il match verso una direzione precisa. Il pubblico di casa s’infiamma, spingendo la Raposa ad applicare un pressing e forcing costante. L’infortunio del difensore Pereira diventa il giusto pretesto per Roth per modificare il modulo iniziale in un 4-4-2 più offensivo. La mossa funziona, la capolista soffre di meno e inizia ad essere più propositiva. Nel momento migliore degli ospiti, però, arriva il raddoppio con Jonathan. Gli spazi divengono ora praterie per il tris di Guilherme che timbra il cartellino per la 17° volta in campionato. E’ grande festa sugli spalti e, tra un olè e l’altro, il Mineirao canta “seremos campeos”. Il Gremio esce distrutto nel morale dalla supersfida e vede svanire il proprio vantaggio in classifica: riuscirà a reagire anche stavolta?

Hernanes ancora decisivo, San Paolo aggancia la vetta
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Operazione aggancio compiuta- il lungo inseguimento del San Paolo si è coronato. Il Tricolor paulista sbanca l’Engenhao di Rio de Janeiro ed ora può legittimamente sognare lo storico tris. Ma il preziosissimo e pesantissimo successo è macchiato dalla polemica: sul 2-1, infatti, il Botafogo trova il punto del pari ma l’arbitro Sérgio da Silva Carvalho e il guardialinee Renato Miguel Vieira annullano tra lo stupore generale. La protesta degli alvinegros è veemente, il presidente Bebeto de Freitas invade addirittura il campo di gioco ma la sostanza non cambia.
Si rialza il Palmeiras dopo l’ultima pesante sconfitta. Basta bomber Alex Mineiro, al 18° centro, per piegare la resistenza di un coriaceo Goias. La vetta è a -1, e tra due settimane incombe lo scontro diretto col Gremio. Infine, il Flamengo. I rubronegros perdono un’ottima chanche in quel di Salvador per avvicinare il primo posto. Lo 0-0 mantiene intatte le chanches di vittoria finale ma fa scivolare la formazione di Caio Junior al 5° posto. Un’altra stranezza di questo incerto, bellissimo, Brasileirao 2008.

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Calcio Internazionale, Mondiali 2010

Maradona corona il suo sogno: è lui il nuovo ct dell’Argentina

Il nuovo ct dell’Argentina è Maradona
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BUENOS AIRES- Il grande sogno di Diego Armando Maradona si è realizzato. Sarà lui il nuovo c.t. della nazionale argentina dopo le recenti dimissioni di Alfio Basile. L’Afa presieduta da Julio Grondona ha infatti puntato sulla magica ‘generacion’ di Messico ‘86 -a partire dal suo più illustre rappresentante- per tornare vincenti: una scelta romantica o, se volete, scaramantica, indubbiamente di grande risalto mediatico.

Debutto con la Francia- Sembrava quasi incredulo l’ex Pibe de Oro al momento della convocazione in federazione. In cuor suo sperava di assumere la guida della Seleccion, ma i candidati avversari erano numerosi e accreditati. E invece Julio Grondona ha puntato su di lui. Maradona entrerà ufficialmente in carica nel 2009, esattamente l’11 febbraio per l’amichevole di lusso con la Francia. A guidare l’Argentina nel prossimo impegno amichevole del 19 novembre con la Scozia, invece, ci sarà Batista.

Lo staff- La scelta di Maradona è indissolubilmente legata alla presenza nello staff di un’altra figura storica del calcio argentino, Carlos Bilardo. Il ct che guidò l’albiceleste all’ultima vittoria mondiale, infatti, sarà il braccio destro del nuovo selezionatore. Pedro Troglio (vicecampione nel ‘90) e Fernando Signorini cureranno l’aspetto tecnico-atletico riformando la squadra vincente di fine anni ‘80 e inizio anni ‘90. L’Argentina, dunque, ha guardato al suo glorioso passato per costruire il futuro.

Apertura/Clausura

Il Racing sgambetta il San Lorenzo, campionato riaperto

Il fantasista ‘tascabile’ Maxi Moralez fa un dispetto alla capolista
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BUENOS AIRES- Si riapre l’Apertura. Quando meno te l’aspetti. Il San Lorenzo cede ad Avellaneda contro il Racing e alimenta le speranze di Tigre e Boca che si riavvicinano rispettivamente a -2 e -5. Un margine tutt’altro che rassicurante per la capolista che domani ospita il Gimnasia La Plata e nel weekend andrà nella bolgia della Bombonera in quello che si preannuncia scontro decisivo per le sorti del campionato.

Striscia interrotta- E’ il piccolo e guizzante Maxi Moralez, l’ennesimo fantasista tascabile argentino, il matador del Ciclon. Dai piedi del Pallone d’Argento dell’ultimo Mondiale under 20, infatti, nascono tutte le migliori azioni dei padroni di casa e il rigore del 2-0. Torres nella ripresa riduce il gap ma non evita la sconfitta deludendo gli 8000 ‘aficionados’ giunti ad Avellaneda. E così la magica striscia di 6 successi consecutivi s’interrompe sul più bello, mentre il Racing riesce nell’impresa di battere il San Lorenzo dopo 17 lunghe sfide senza vittorie.

Avanzano le inseguitrici- Tutto facile, invece, per il Tigre. Il solito Morel (9° centro) apre le danze, ad inizio ripresa, nell’arco di un minuto, Gimenez e Altobelli chiudono la contesa. L’undici di Cagna non è più una sorpresa: l’Huracan è steso con autorità 3-0, la vetta dista solo 2 punti. Due gradini più sotto riemerge un Boca evidentemente rivitalizzato dalla vittoria nel superclasico di 7 giorni fa. Gli xeneizes, inoltre, paiono aver trovato il sostituto (se non l’erede) del lungodegente Palermo. E’ Lucas Viatri: il bomber, dopo aver steso il River, spiana la strada del successo contro il Rosario, anche se sarà Gaitan all’87′ a firmare la rete da tre punti. Un’altra vittoria sul Banfield potrebbe essere il miglior viatico alla supersfida di domenica con la capolista, l’ultimo treno per metter le mani sull’Apertura 2008.

Stagione di gloria per il capocannoniere Sand
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Super Sand- La partita spettacolo della settimana è Lanus-Godoy Cruz. I padroni di casa prevalgono 4-3 con doppietta del capocannoniere Sand e salgono al 5° posto. Il bomber esploso tardi (ha 28 anni) e distintosi sempre per il grande lavoro “sporco” sta vivendo la sua stagione di gloria; i gol in campionato sono 12, mentre in maglia Granate sono già 34 in 41 incontri: è giunta l’ora del grande salto? Senza fine la crisi del River. La sconfitta sul campo del Gimnasia Jujuy, l’ennesima stagionale, relega i millonarios all’ultimo posto con la miseria di 8 punti raggranellati. Il destino di Simeone è davvero appeso ad un filo. Negli altri match vittoria del San Martin sull’Arsenal e pareggi in serie. Ma non c’è tempo per riflessioni, domani sera si torna già in campo.

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Serie B

Il Mantova caccia Brucato e chiama il debuttante Costacurta

La carriera in panchina di Billy inizia da Mantova
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MANTOVA- Inizia dalla serie cadetta, da una piazza importante come Mantova, la carriera d’allenatore di Billy Costacurta. L’ex difensore del Milan è stato chiamato dal vulcanico Lori per sostituire Brucato sulla panchina virgiliana. Una chiamata a cui è impossibile dire no come invece era accaduto quest’estate con Pisa e Getafe. L’avvicendamento sulla panchina lombarda è il quinto complessivo (dopo Brescia, Parma, Avellino, Ascoli) in questo primo scorcio di serie B.

Andamento altalenante- Brucato paga quindi l’ultimo tonfo interno col Parma. Il deludente 13esimo posto in classifica, ben lontano dalle ambizioni virgiliane, è stato fatale al tecnico. Brucato, subentrato il 25 febbraio scorso a Tesser, era stato riconfermato -tra lo stupore generale, visto l’andamento tutt’altro esaltante della squadra- ad inizio stagione. Scelta sconfessata, come spesso accade, dopo appena 10 giornate, anche se la colpa del rendimento altalenante della squadra non è attribuibile al solo tecnico. Lori, però, non è stato dello stesso avviso ed ha deciso di puntare su un tecnico giovane e motivato. Per Billy, dunque, non c’è nemmeno il tempo di ambientarsi. Domani sera sarà già debutto assoluto in quel di Rimini.

Brasileirao

Cruzeiro e Palmeiras ko, gongola il Gremio. San Paolo secondo

L’8° centro di Reinaldo vale il +3
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BRASILIA- Non smette mai di stupire questo Brasileirao. Le inseguitrici Palmeiras e Cruzeiro crollano sul più bello contro due squadre con l’acqua alla gola, affamate di punti, e il Gremio, seppure senza incantare, si riporta a +4. La nuova sfidante ufficiale, distante 3 lunghezze, è il San Paolo in striscia positiva, mentre il Flamengo travolge il Coritiba (5-0) e continua anch’essa a sognare. Il verdetto, insomma, rimane incerto e imprevedibile, anche perchè ora sono molte le squadre con disperato bisogno di punti. E il prossimo turno vedrà di fronte Cruzeiro-Gremio, match cruciale per il proseguo del torneo.

Basta Reinaldo- A 7 giornate dal termine, con le inseguitrici addosso, meglio non andare troppo per il sottile. Il Gremio pare aver seguito questa filosofia nell’ultimo incontro casalingo che le restituisce tre punti di margine sulla seconda. Basta un golletto in apertura di Reinaldo (8° centro per lui), infatti, per piegare uno Sport forse pago -è praticamente salvo e qualificato alla prossima Libertadores in virtù della vittoria in Copa do Brasil- e preparare con un pizzico in più di tranquillità il big match del Mineirao.

Il San Paolo di Ramalho sogna uno storico tris
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Che striscia- Una vittoria in rimonta che vale doppio. Sotto un vero e proprio diluvio, il San Paolo allunga a 11 la propria striscia positiva battendo il Vitoria. Una serie che ha permesso al Tricolor paulista di scalzare in un colpo solo Palmeiras e Cruzeiro e piazzarsi al 2° posto. Considerando che il calendario vedrà impegnata la capolista proprio contro queste due avversarie dirette e che la continuità è l’arma vincente per vincere a qualsiasi latitudine, la formazione di Ramalho può sognare uno storico tris. Un’impresa che nessuno è mai riuscito a realizzare nella storia del Brasileirao.

Che tonfi- La fame di punti di Atletico Paranaense e Fluminense prevale sulle ambizioni di gloria di Raposa e Verdao. Se il ko dei Celestes arriva dopo un incontro equilibrato, combattuto -anche se i rivali vantavano, si fa per dire, il peggior attacco del torneo- la disfatta della formazione di Luxemburgo deve far riflettere. Il Verdao, dopo aver assaporato il primato, è andato incontro ad un lento declino. Una vittoria, tre pari e una sconfitta non è infatti il ruolino ideale (eufemismo…) per chi vuole portare a casa il titolo. Il destino del Verdao sarà comunque scritto tra la 35° e 36° giornata, quando affronterà Gremio e Cruzeiro. Ammesso e concesso che nei due turni precedenti non vengano persi troppi punti.

Resurrezioni- In coda, dunque, si muovono le acque. Pure qui sarà battaglia sino alla fine. Detto del bel tris del Flu, rivitalizzato dalla cura Renè Simoes (nemmeno un ko con lui in panchina) e della vittoria dell’Atletico, risorge anche il Vasco. Guidati da uno scatenato Edmundo (doppietta che lo porta a quota 12 centri), il team di Rio infrange due tabù in un colpo solo: l’assenza di vittorie da 9 partite e l’imbattibilità casalinga, anch’essa perdurante da 9 incontri, del Goias. Il Vasco abbandona l’ultima piazza e torna a sperare nella salvezza.

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Premier League

Impresa Liverpool: Stamford Bridge cade dopo 4 anni e mezzo

Xabi Alonso firma lo storico blitz
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LONDRA- Quattro lunghissimi anni e mezzo. Tanto è durata l’imbattibilità casalinga del Chelsea, del suo Stamford Bridge diventato col tempo fortino inespugnabile. Ci è voluto il grande Liverpool di quest’inizio stagione, nella giornata più importante, per spezzare questo dominio. La vittoria dei Reds è quindi storica, e vale oltretutto il primato solitario. Tanti segnali in una volta sola che indicano come il titolo potrebbe tornare dopo 18 anni -un’infinità-in riva al Mersey.

Blitz storico- Torres, Drogba, Joe Cole, Ballack, Essien. Gli assenti della super sfida di Londra sono eccellenti, ma la posta in palio è altissima, ossia il primato. Benitez, però, fa tesoro delle difficoltà e vince la partita a scacchi col collega Scolari, sinora imbattuto sulla panchina Blues. Il tecnico spagnolo irrobustisce il centrocampo con l’innesto di Xabi Alonso e sposta qualche metro più avanti Gerrard a supporto del solo Keane. Destino vuole che sia proprio il mediano iberico al 10′ a siglare il gol vittoria grazie ad una fortuita deviazione di Bosingwa. E così i Reds possono impostare il loro gioco preferito fatto di difesa e ripartenze. Il Chelsea non riesce ad impensierire Reina, la striscia record di 86 partite s’infrange. La formazione di Benitez vince ed è ufficialmente in fuga.

E’ un Robinho da hat-trick
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Strepitoso Hull, rinascono gli Spurs- Ormai non è una sorpresa, bensì una dolce realtà. L’Hull centra il 6° risultato utile consecutivo e aggancia i Blues al 2° posto. Il 3-0 con cui i Tigers s’impongono sul campo del West Bromwich è da grande squadra, che sa quando e come colpire. A segno Zayatte, Geovanni e King: chi fermerà le tigri? Bene anche l’Arsenal. I Gunners piegano il West Ham di Zola con una doppietta nel finale di Adebayor. Ma va detto, la formazione di Wenger ha dominato in lungo e in largo centrando soltanto negli ultimi minuti il bersaglio grosso. E mercoledì è tempo di derby col rinato Tottenham. La dipartita di Ramos e l’arrivo di Redknapp in panchina -strappato al Portsmouth- pare abbiano rivitalizzato gli Spurs che colgono il primo agognatissimo successo stagionale. Pavluychenko e Bent, i due profumati neoacquisti estivi, giustificano finalmente l’investimento stendendo il Bolton. Mercoledì vedremo se si tratta soltanto di un fuoco di paglia.

Super Robinho, United sprecone- Robinho da cineteca e il City va. La formazione di Hughes torna al successo dopo 3 turni grazie ad una prestazione eccezionale del talento carioca, autore di un hat-trick contro lo Stoke City. Frenano, invece, i cugini dello United, stoppati sull’1-1 da un Everton in crisi. I Red Devils non approfittano delle lacune avversarie e vedono allontanarsi la vetta a -8. La formazione di Ferguson viene così superata dall’Aston Villa che travolge il Wigan con un poker messo a segno da quattro diversi protagonisti. Quando si dice la forza del gruppo…

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