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Copa Libertadores

Gremio, niente da fare. Derby e finale al Cruzeiro

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Doppietta per Wellington Paulista

Porto Alegre- E’ il Cruzeiro la seconda finalista di copa Libertadores. Non riesce al Gremio il ribaltone dopo il 3-1 dell’andata, il 2-2 di Porto Alegre spedisce con merito la formazione di Batista all’ultimo atto contro l’Estudiantes. I mineiros vincono dunque la folta concorrenza interna (eliminati i connazionali del San Paolo e appunto il Gremio) e continuano la loro caccia al terzo titolo dopo quelli del 1976 e 1997; la Raposa rappresenterà il Brasile per il quinto anno consecutivo nella finale di Libertadores.

Pressione gremista- L’”Olimpico” di Porto Alegre è ricolmo e più che mai chiassoso, pronto a spingere i suoi verso una missione che sembra impossibile. E gli uomini di Autuori reagiscono bene, partendo a spron battuto dal 1′ e collezionando subito una palla gol sull’asse Fabio Santos- Herrera. Il Cruzeiro sembra intimorito dall’atmosfera e dal piglio dei gauchos, come dimostra un passaggio errato di Ramires che libera al tiro Souza. Per fortuna di Batista, l’unico dei suoi che sembra caricarsi nella bolgia gaucha è il numero uno Fabio: dopo essersi opposto a Souza, sbarra la strada anche ad un vivace Maxi Lopez. La pressione locale, però, aumenta minuto dopo minuto, e tocca il suo apice tra il 19′ e il 23′. Ci provano in rapida successione Herrera, Tcheco, Maxi Lopez e Fabio Santos, ma la difesa ospite si salva sempre sia con le maniere buone che con le cattive (al 28′ Herrera reclama un rigore).

Cinismo Raposa- A fronte di tanto spreco, si sa, si viene puntualmente castigati. La doccia fredda arriva puntuale al 34′; alla prima incursione offensiva del Cruzeiro, Kleber serve una gran palla a Wellington Paulista che non sbaglia. La doccia diventa da fredda a gelata due minuti dopo. La difesa gaucha applica male il fuorigioco e permette ancora all’ex attaccante del Botafogo di colpire, stavolta di testa (5° centro nel torneo). E’ la mazzata definitiva sulle speranze del Gremio.
Il resto del match non ha praticamente più senso. Servirebbero cinque gol, e il Tricolor ne fa due (Rever e Souza) impattando il conto e mostrando grande orgoglio. Ma soltanto il Cruzeiro, regina carioca di Libertadores, potrà ambire al “tricampeao” il prossimo 8 e 15 luglio.

Copa Libertadores

Estudiantes, 38 anni dopo è di nuovo finale

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Super Boselli a Montevideo, Estudiantes in finale

Montevideo- Non poteva trovare modo migliore per festeggiare il Centenario, l’Estudiantes. E lo fa, per ironia della sorte, allo stadio “Centenario” di Montevideo. La formazione di La Plata riscrive la propria storia acquisendo il diritto, 38 lunghissimi anni dopo l’ultima volta (1971), a disputare la finale di copa Libertadores. In assenza del faro Veron, è bomber Boselli a caricarsi sulle spalle la squadra, e segnare la doppietta che spegne le velleità del Nacional e lo colloca in vetta alla classifica cannonieri. Dopo il ko di dicembre nell’ultimo atto di Sudamericana per mano dell’Internacional, il Pincha si appresta quindi a giocare la seconda finale  internazionale consecutiva. Sarà sempre un duello Argentina- Brasile (l’altra finalista è una tra Cruzeiro e Gremio), il più classico d’Oltreoceano. Nella speranza che stavolta il verdetto sia differente: la band Sabella ha tutte le carte in regola per potercela fare.

Boselli capitalizza- Forte dell’1-0 di sette giorni fa, la compagine argentina deve sopperire alla pesantissima assenza di Veron. Ma il Nacional, costretto ad impostare una gara d’attacco, sbatte contro il muro del Pincha ed un Andujar imbattuto da 735 minuti nella competizione. Il primo tempo scorre via senza sussulti, anzi, sono gli ospiti a rendersi più pericolosi con Boselli che trova sulla sua strada un super Munoz. La sensazione è che sia proprio la formazione di Sabella, favorita dagli spazi concessi giocoforza dagli uruguaiani, a poter trovare la via del gol. Detto fatto, ad inizio ripresa un nervoso Coates la combina grossa, facendosi rubare palla da Gaston Fernandez: il centrocampista serve Boselli che, implacabile, scavalca con un pregevole tocco sotto Munoz.

Risveglio tardivo- Il vantaggio argentino accende il match. Finalmente il Nacional si sveglia e si riversa in avanti -Medina sfiora il pari all’11′- ma lascia praterie agli avversari: Perez fa la barba al palo dopo una volata sensazionale. Pian piano l’ardore uruguagio si spegne, ma al 30′ arriva il gol che riapre la sfida. Sugli sviluppi di una punizione, Schiavi non fa buona guardia su Medina; il bomber controlla e pone fine all’imbattibilità del neo catanese Andujar dopo 807′. Il pari dà nuova linfa alla truppa di Pelusso ed ancora Medina potrebbe clamorosamente riaccendere le speranze al 41′, ma per questioni di centimetri non trova l’impatto vincente col pallone. Il Nacional ammaina definitivamente bandiera in pieno recupero quando, sull’ennesimo contropiede, Boselli fa doppietta e sale in vetta alla classifica cannonieri con 7 reti. E’ l’emblema di questo Estudiantes: solido come la roccia, concreto e implacabile con il suo bomber di punta e dotato di buona tecnica individuale (i vari Veron, Perez, Benitez e Fernandez). Quel che ci vuole per rompere un digiuno perdurante dal lontano 1970.

Calcio Internazionale

Corinthians ancora in festa. Copa do Brasil e ritorno in Libertadores

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La festa corinthiana

Porto Alegre- Un anno e sette mesi. Tanto è durato l’inferno del Corinthians. Dall’ignominia della retrocessione in B, il Timao festeggia oggi il tanto agognato ritorno in copa Libertadores grazie alla conquista della copa do Brasil, la terza della sua storia dopo i successi del 1995 e 2002. Nel return match del “Beira Rio”, i neocampioni hanno conservato il doppio vantaggio maturato all’andata, costringendo al pari l’Internacional (2-2) e mettendo le mani sulla coppa. E’ davvero un anno magico per la formazione di Menezes, capace di vincere due trofei in poco tempo e che potrà ora cercare un sensazionale tris dando la caccia al titolo più ambito, quello nazionale. Ed è il successo di Ronaldo, tornato dopo l’ennesimo infortunio e decisivo come ai bei tempi.

Super Andrè Santos- Il Corinthians, forte del 2-0 del Morumbì, può affrontare con tranquillità il ribollente catino di Porto Alegre. Ma non troppo, perchè la cocente delusione di un anno fa, quando il Timao perse la coppa a favore dello Sport dopo il 3-1 dell’andata, ribaltato con un 2-0 al ritorno, è ancora forte. Basta guardare la prima mezz’ora di gioco per capire che la lezione è stata recepita appieno. Al 15′ Jorge Henrique si gira velocemente in area e batte Lauro, ma il guardalinee alza la bandierina, segnalando il fuorigioco. Poco male, perchè questo è soltanto il preludio al vantaggio alvinegro del 19′. E’ ancora il piccolo bomber a colpire in maniera inaspettata per chi, come lui, arriva appena al 1,70 m: con una perfetta girata di testa su cross perfetto di un incontenibile Andrè Santos. Il terzino della Nazionale, rientrato dalla vincente esperienza di Confederations, mette la personale firma e il sigillo sulla Copa pochi minuti dopo con una sgroppata sul suo out di competenza chiusa da un sinistro inceneritore. Rigorosamente su assist di un prezioso Ronaldo. Materiale per i taccuini dei club europei, Juve compresa, accortisi del potente laterale durante la manifestazione sudafricana.

Vana rimonta- Anche l’Internacional ha riabbracciato il suo gioiello Nilmar, ma sul 2-0 è troppo tardi per rimettere tutto in discussione. Tite tenta il tutto per tutto con l’ingresso della terza punta Alecsandro, che lo ripaga con una doppietta in quattro minuti a metà ripresa. I gauchos rimettono in piedi il match e salvano la faccia, ma non basta per rientrare in gioco, poichè servirebbero altre tre reti in un quarto d’ora. C’è tempo soltanto per qualche inevitabile eccesso di nervosismo (due rossi a testa, D’Alessandro ed Elias e i due tecnici) prima della grande festa alvinegra.

Calcio Internazionale, Calcio mercato

Esagerato Real, arriva anche Karim Benzema

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Karim Benzema è l’ennesimo colpo a sensazione del Real di Perez

Madrid- La notizia era rimbalzata in mattinata sui quotidiani iberici, alle 18.15 arriva l’ufficialità direttamente dal sito dell’Olympique Lione: Karim Benzema è un giocatore del Real Madrid. Uno degli attaccanti più promettenti del panorama europeo e mondiale, richiesto tra l’altro dal Manchester United (che si è dovuto accontentare dell’esterno del Wigan Antonio Valencia), sbarca dunque alla ricchissima corte di Florentino Perez per la bellezza di 35 milioni di euro, cifra che potrà salire fino a 41 grazie ad alcuni bonus. Le merengues mettono dunque a segno il quarto super colpo milionario nel giro di poche settimane: dopo Kakà, Cristiano Ronaldo e Raul Albiol, arriva pure il 21enne attaccante franco-algerino che andrà a formare, assieme appunto al brasiliano e al portoghese, un tridente da favola, da fantascienza. Cose che finora si erano viste soltanto alla Playstation. La concorrenza europea è avvertita, un Real così galactico (e spendaccione, la spesa ammonta finora alla cifra shock di 222 milioni circa) non si era davvero mai visto. E la lista di acquisti potrebbe continuare con Xabi Alonso, prossimo obiettivo del club madridista.

Bologna

Il Bologna chiama il grande nemico Moggi. Ma i tifosi insorgono

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Luciano Moggi

Bologna- Luciano Moggi gran visir sotto le Due Torri. No, non è un brutto scherzo tirato ai tifosi del Bologna, che vedono l’ex dirigente juventino come nemico pubblico numero uno in quanto (a loro avviso) massimo artefice della dolorosissima retrocessione maturata nel 2005. Quella che, per intendersi, sancì l’amara uscita dal calcio dell’ex patron Gazzoni, costituito ancora oggi come parte lesa nel processo in corso su Calciopoli. E’ lo scenario clamoroso ma vero che si sta profilando in questi giorni. La famiglia Menarini, evitata per un soffio la retrocessione (e non per propri meriti, ma per l’harakiri del Torino), è alla disperata caccia di un uomo di calcio che funga da consulente e uomo mercato, per evitare un’altra annata horribilis come quella passata. Chi di meglio di Moggi allora? Assunto inoppugnabile, se non fosse per un “piccolo” dettaglio: Lucianone è il personaggio principalmente investito dallo scandalo più grosso della nostrana storia pallonara, il vero e proprio burattinaio di una delle pagine più nere dello sport più amato d’Italia.

Come risaputo, l’ex dirigente bianconero è inibito dalla Corte Federale fino a luglio 2011, perciò non può ricoprire incarichi ufficiali. Nulla, però, può impedirgli di agire nelle vesti di consulente del patron, diventando di fatto il direttore generale ‘ombra’. Francesco Ceravolo, in uscita da Livorno, sarebbe il suo mandante, il ds che farebbe le sue veci. C’è poi un ipotesi B che vede l’entrata di Moggi come azionista di minoranza, circostanza che favorirebbe le tutt’altro che traboccanti casse societarie rossoblù.
Si tratta sicuramente di una scelta oculata a livello strategico ed economico, ma i tifosi felsinei sono già sul piede di guerra: nel calcio non esiste (o almeno non dovrebbe) soltanto business e opportunismo, ma anche dignità e onestà; d’altronde la storia non può essere riscritta o cambiata a proprio piacimento. E così, noi come loro, non avvertiamo assolutamente il bisogno di ritrovare Lucianone nelle quotidiane cronache pallonare, come se nulla fosse successo nel più tipico e triste stile italico. Il nostro calcio -e non solo quello- è già alle prese con numerose problematiche, una nuova perdita di credibilità sarebbe una mazzata tremenda e insopportabile.

Calcio mercato, Serie B

Panchine B, ben sette esordienti

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Colantuono, nuovo condottiero del Toro

Roma- In attesa che dal 1° luglio il mercato entri nel vivo, giugno è stato per molti club di cadetteria un mese importante per porre il primo tassello in vista della prossima stagione: l’allenatore. Tra riconferme, volti nuovi ed esordienti, andiamo ad analizzare il quadro panchine della prossima serie B.

Nuovi- Cambiano quasi inevitabilmente le retrocesse dalla serie A, eccezion fatta per il Lecce che va controcorrente confermando De Canio. La panchina più scottante era sicuramente quella del Toro: vi si è seduto Colantuono, che cercherà di riportare i granata in A come fece nel 2006 con l’Atalanta. E’ l’ex tecnico granata Walter Novellino, vero e proprio specialista di promozioni (ben 5 in carriera di cui 4 dalla B) a cercare  invece la risalita con la Reggina. L’ex tecnico della Samp, dopo la travagliata esperienza torinese, scende in cadetteria dopo 6 anni di A. Incredibile e inusuale quanto accaduto ad Empoli, eliminato nella semifinale play-off dal promosso Livorno. Baldini è stato infatti riconfermato e cacciato nel giro di 48 ore: al suo posto Campilongo, reduce dalla retrocessione in quel di Avellino. Tourbillon tra alcune società del Nord: Maran va al Vicenza e lascia la Triestina, che ingaggia l’ex Treviso Gotti. Dopo i play-off mancati per un soffio, il Sassuolo riparte da Pioli, ex del Piacenza.

Esordienti- Sono ben sette. Tra questi, c’è chi la prima esperienza in cadetteria se l’è guadagnata sul campo e chi invece è stato comunque premiato per l’ottima annata. Tra i primi c’è Checco Moriero, grande artefice della promozione del Crotone, che però ha lasciato a malincuore per avvicinarsi a casa e guidare il Frosinone. Al suo posto Franco Lerda, arrivato ad un passo dalla B con la sua Pro Patria, che avrà quindi la possibilità di allenare comunque in B. Bisoli e Giannini, invece, dopo aver vinto i rispettivi gironi di Prima divisione, proseguiranno la loro avventura a Cesena e Gallipoli. Come loro Sabatini, eroe del Padova. Del secondo gruppo fanno parte Pane, neotecnico dell’Ascoli reduce da un’ottima annata in Prima divisione a Reggio Emilia, e Michele Serena, passato dal Venezia ad un club a caccia di riscatto come il Mantova.

Conferme e punti interrogativi- Potrà riprovarci a Brescia Cavasin, così come Gustinetti a Grosseto, entrambi castigati dal Livorno. Arpionare una difficoltosa salvezza è valsa la riconferma a Salvioni, Brini e Foscarini, trainer di Ancona, Salernitana e Cittadella. Rimane ben saldo anche Madonna in sella all’Albinoleffe. Il punto interrogativo aleggia soltanto sulle panchine delle due emiliane Modena e Piacenza. I biancorossi sono ancora a caccia del sostituto di Pioli, i canarini attendono l’evolversi delle vicende societarie ma dovrebbero trattenere Apolloni, artefice di una salvezza a dir poco miracolosa.

Brasileirao

Sorpresa Barueri, cade l’Atletico Mineiro. Si rialza l’Internacional

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Hat trick per Bolanos. Internacional di nuovo in vetta

Brasilia- Prima sconfitta stagionale per la capolista Atletico Mineiro nell’8° turno di Brasileirao. O Galo cede al cospetto del sorprendente Barueri, matricola terribile già in grado di abbattere il Cruzeiro sette giorni fa, e viene riagganciato dall’Internacional, tornato al successo dopo le sconfitte di coppa e Recopa contro Corinthians e LDU Quito. Timao che, focalizzate tutte le energie sulla finalissima di ritorno (2-0 all’andata), lascia strada all’Atletico PR. S’inserisce nella lotta per il titolo il Vitoria che rifila un poker contro il Santo Andrè. Soltanto 0-0 nell’attesissimo superclasico di Rio de Janeiro tra Flamengo e Fluminense, parità anche in Palmeiras- Santos. Vincono San Paolo e Cruzeiro, mentre è crisi nera per il Botafogo, affondato all’ultimo posto.

Il terrore dei mineiri- Potremmo chiamare così il neopromosso Barueri, capace di infliggere il primo ko dopo 8 giornate all’imbattuto Atletico Mineiro con lo stesso punteggio rotondo (4-2) con cui ha castigato il Cruzeiro semifinalista di Libertadores. La formazione di Soares domina il primo tempo portandosi sul 2-0 con Thiago Humberto e Fernando ma si fa raggiungere da una doppietta del neocapocannoniere (6 centri) Diego Tardelli. Subìto il pari, però, si risveglia e piazza un micidiale uno-due ancora con Thiago Humberto e Marcos Pimentel. Il Barueri sale così al 4° posto, in piena zona Libertadores, mentre O Galo si fa riacciuffare dall’Internacional a quota 17. Il Colorado dimentica per un attimo gli impegni di Copa (mercoledì c’è il ritorno della finalissima col Corinthians) e Recopa, in cui è costretto ad inseguire, e regola il Coritiba con una tripletta dello scatenato Bolanos. Alle spalle del duo di testa, avanza prepotentemente il Vitoria, travolgente contro il Santo Andrè (4-1) ed ora a -1.

Distrazioni- Tradisce le attese il superclasico del Maracanà. Il duello di super bomber tra Adriano e Fred finisce senza vincitori nè vinti, perciò Flamengo e Fluminense non vanno oltre lo 0-0, rimanendo impantanate nel mucchione di metà classifica. Obina e Robson, invece, colpiscono una volta a testa, ma anche Palmeiras e Santos non riescono a superarsi (1-1). Il ritorno di Hernanes frutta i primi tre punti dell’era Ricardo Gomes al San Paolo, a secco di hurrà dalla 4° giornata: Nautico piegato 2-0 grazie al gol ed assist del volante carioca. Le distrazioni di coppa hanno effetti diversi sulle rivali Cruzeiro e Gremio: la Raposa, vicinissima alla finale (3-1 all’andata), piega l’Avaì con Zè Carlos; i gauchos, chiamati da un’impresa, cedono 3-1 allo Sport. Male le riserve di un Corinthians che pregusta la vittoria in Copa do Brasil; la spunta di misura l’Atletico PR. Chiudiamo con la crisi nera per il Botafogo: il pesante 4-1 casalingo incassato dal Goias lo relega solitario in fondo al gruppo.

Calcio mercato, Livorno

Comproprietà, aperte le buste. Lucarelli vicino al grande ritorno

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Lucarelli di nuovo in amaranto?

Roma- Con l’apertura delle buste in Lega, si è chiuso oggi l’importante capitolo delle comproprietà, ma la notizia più succosa di mercato proviene da Livorno. Il club amaranto starebbe per dar vita ad un succoso revival, il grande ritorno del figliol prodigo Cristiano Lucarelli. Il bomber al 99% riabbraccierà i suoi tifosi, rinunciando a 350mila d’ingaggio rispetto al 1,75 mln percepiti a Parma. Il mercato dei toscani non si ferma qui: è in arrivo Raimondi dal Vicenza e nell’ambito dell’operazione che ha visto Pasquale tornare all’Udinese, ha ottenuto il prestito per un altro anno dell’azzurrino Candreva e Migliorini. I friulani, invece, mettono le mani un altro protagonista della nazionale di Casiraghi, il vicentino Morosini. Sul fronte acquisti, il Palermo guarda come sempre al di là dell’oceano: Zamparini ha annunciato ieri il promettente attaccante dell’Huracan -capolista del campionato argentino- Pastore, 7 centri nel Clausura prossimo alla conclusione. Ma elenchiamo ora qui di seguito l’esito delle comproprietà più importanti che si sono risolte in giornata.

Accordo
Paolucci Udinese- Juventus JUVENTUS (3,3 mln)
Zalayeta Napoli- Juventus NAPOLI (rinnovo)
Guzman Piacenza- Juventus PIACENZA (rinnovo)
Volpe Livorno- Juventus LIVORNO (rinnovo)
Pasquale Livorno- Udinese UDINESE
Eder Empoli- Frosinone EMPOLI (2,3 mln)
Papa Waigo Fiorentina- Genoa FIORENTINA (rinnovo)
Meggiorini Cittadella- Inter INTER (3,5 mln)
Viviano Brescia- Inter BRESCIA (rinnovo)
Barusso Roma- Rimini ROMA (rinnovo)
Morosini Udinese- Vicenza UDINESE
Lazzari Cagliari- Atalanta CAGLIARI (rinnovo)
Calaiò Siena- Napoli SIENA (rinnovo)
Curci Siena- Roma SIENA (rinnovo)
Frey Chievo- Modena MODENA (rinnovo)
Potenza Catania-  Genoa CATANIA  (rinnovo)
S.Masiello Bari- Udinese BARI (rinnovo)
Fatic Chievo- Inter CHIEVO
Antonazzo Chievo- Frosinone CHIEVO
Gasbarroni Torino- Genoa TORINO
Lanna Bologna- Torino BOLOGNA
Foti Udinese- Sampdoria UDINESE
Galasso Bari- Roma BARI
Bonanni Sampdoria- Palermo SAMPDORIA
Cacia Lecce- Piacenza LECCE  (rinnovo)
Della Rocca Bologna- Triestina TRIESTINA
Di Napoli Salernitana- Siena SALERNITANA
Di Nardo Padova- Frosinone PADOVA
Moscardelli Rimini- Piacenza PIACENZA (rinnovo)
Tulli Piacenza- Lecce PIACENZA (rinnovo)
Cuneaz Mantova- Juventus MANTOVA (rinnovo)
Jidayi Cesena- Mantova CESENA
Chiavarini Cesena- Triestina CESENA
Mondini Cesena- Mantova MANTOVA

Alle buste
Nicola Ciotola Avellino-Pisa AVELLINO
Riccardo Colombo Torino-Albinoleffe TORINO
Cristiano Del Grosso Siena-Cagliari SIENA
Davide Di Gennaro Genoa-Milan MILAN
Nunzio Di Roberto Frosinone-Foggia FOGGIA
Alberto Frison Vicenza-Treviso VICENZA
Christian Iannelli Catanzaro-Catania CATANIA
Giovanni La Camera Rimini-Padova RIMINI
Simon Laner Pro Sesto-Albinoleffe ALBINOLEFFE
Francesco Renzetti Albinoleffe-Genoa GENOA
Giuseppe Rizza Livorno-Juventus JUVENTUS
Stefano Scappini Sampdoria-Ternana SAMPDORIA
Francesco Scarpa Salernitana-Paganese PAGANESE
Pasquale Schiattarella Ancona-Torino ANCONA
Alessio Sestu Avellino-Reggina AVELLINO
Mario Titone Sambenedettese-Sassuolo SAMBENEDETTESE
Robson Machado Toledo Ravenna-Udinese RAVENNA
Magnus Troest Genoa-Parma GENOA
Giacomo Zappacosta Fiorentina-Pescara PESCARA

Calcio giovanile

Svezia, rimonta da urlo. Ma ai rigori la spunta l’Inghilterra

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Onuoha, autore del 2° gol inglese

Goteborg- Non basta una super rimonta alla Svezia per proseguire il sogno nel campionato Europeo Under 21. L’Inghilterra, dopo aver sperperato tre reti di vantaggio (da 3-0 a 3-3) e subìto il perentorio ritorno degli scandinavi, strappa il pass per la finale, con grande affanno, ai calci di rigore (8-7). Lunedì ad Helsingborg la nazionale di Pierce affronterà la vincente di Italia- Germania.

Tris inglese- Il primo tempo è esclusivamente di marca inglese. Per i padroni di casa, infatti, il match si mette subito in salita. Su azione da corner Cranie, favorito da un velo di Agbonlahor, batte per la prima volta Dahlin. I calci da fermo e le incursioni  dei difensori diventano il vero e proprio incubo degli svedesi.  Il centrale del City Onouha, sull’ennesimo tiro dalla bandierina, si gira da attaccante di razza e piazza la sfera laddove l’estremo locale non può arrivare. Poi ci si mette anche la sfortuna a penalizzare i gialloblù: la deviazione di Bjarsmyr su cross di Cattermole sembra porre una pietra tombale sulle speranze svedesi. Gli inglesi, seppur senza incantare, vanno al riposo sul triplice vantaggio con la finale in tasca.

Super rimonta svedese- Il ct scandinavo prova le carte della disperazione Molins e Harbuzi per ribaltare un match che sembra segnato. La mossa funziona, perchè i due centrocampisti danno maggior vivacità alla manovra. E’ proprio da un cross di Molins che Berg trova la girata vincente al 62′. Il match si  riapre all’improvviso, l’Inghilterra si schiaccia troppo e la Svezia continua a creare occasioni su occasioni. Ci vuole però una prodezza per dar fiato alle speranze di rimonta. Detto fatto, Toivonen indovina il jolly su punizione. I Leoni inglesi diventano agnellini di fronte alla furia svedese, il 3-3 diventa inevitabile. Pari che arriva con una giocata di gran classe: il tacco volante del neoentrato Soeder libera ancora uno scatenato Berg, che non fallisce segnando il settimo gol nel torneo. Rimonta compiuta. Incredibile dictu.

Sbaglia Molins- Si va ai supplementari, ma il copione non cambia. A complicare i piani di uno spento Walcott & co ci pensa Campbell che si fa cacciare per doppia ammonizione. Lui, come gli ammoniti Agbonlahor e il portiere Hart, salterà la finalissima. Berg è un’iraddidio e centra la traversa, ma l’Inghilterra resiste e si trascina ai rigori. Milner scivola, ma Berg stesso sbaglia, poi è parità fino al sesto rigore. Ironia della sorte, il sogno dei padroni di casa si spegne sul palo di Molins, uno dei fautori della rimonta. La nazionale britannica torna in finale dopo 25 lunghi anni.

Calcio Internazionale

LDU Quito, mani sulla Recopa Sudamericana

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Tutta la gioia di Bieler dopo il gol vittoria

Porto Alegre- Non smette mai di stupire, questa LDU Quito. Dopo aver incantato il mondo con l’inaspettato successo nell’ultima edizione di copa Libertadores, gli ecuadoregni stanno per ripetere l’impresa nella Recopa, la Supercoppa di Sudamerica -che vede opposti i vincitori della copa Sudamericana e della Libertadores-, concedendo a sè e al piccolo paese andino uno storico bis. Mai, infatti, la Recopa è finita nelle mani di un club ecuadoregno, così com’era stato per il massimo trofeo continentale fino a 12 mesi fa. La formazione di Fossati compie il primo passo per sfatare anche questo tabù, sbancando di misura (1-0) il “Beira Rio” di Porto Alegre per la disperazione dell’Internacional: il Colorado, impegnato in due finali (Recopa e coppa del Brasile), rischia di veder svanire entrambi i trofei. Passare indenne dai 2850 metri di Quito non è facile, figuriamoci spuntarla.
-guarda il gol vittoria sul nostro profilo di Facebook cliccando QUI-

Uomini nuovi, vecchia grinta- Nessuno quanto Tite, tecnico dei brasiliani, avrà maledetto la Confederations Cup. Senza Nilmar è un altro Internacional, meno imprevedibile e fantasioso. La LDU, dal canto suo, è lontana parente della formidabile squadra che alzò al cielo la Libertadores un anno fa. In panchina non c’è più il mitico Bauza, sostituito da Fossati, in campo mancano all’appello l’eroe Ceballos e i ‘craque’ Guerron e Bolanos. Ma l’atteggiamento e il modulo sono simili: un 3-6-1 che sembra un inno al difensivismo ma di cui in realtà bisogna diffidare. E il Nal se ne accorge subito. Bieler, uno dei superstiti della storica impresa, chiama all’intervento Lauro per ben due volte nei primi minuti. I verdeoro, invece, sbattono contro il muro ecuadoregno; il più attivo è Taison, ma Dominguez è attento. Episodio da moviola al 28′ che potrebbe cambiare il match. D’Alessandro crossa in area, Calle tocca di mano ma l’arbitro sorvola. Sul ribaltamento di fronte Bieler sfiora il vantaggio.

Bieler decide- Il rigore non concesso e il gioco duro degli ospiti innervosiscono la formazione di Tite. Nervosismo pagato a caro prezzo all’11′ della ripresa. Lara sfonda a sinistra, salta Sandro e serve all’indietro per il solito Bieler che, dopo un’iniziale respinta del numero uno del Colorado, ribadisce in rete. La gara si mette sui binari desiderati dagli ecuadoregni, abilissimi nelle ripartenze. Tite tenta le carte Giuliano e Leandrão, ma le speranze di rimonta affondano al 24′ sul rosso comminato ad un nervoso Bolivar. Malgrado ciò, Taison ha la palla buona per il pari a 6 giri di lancette dal termine: la sua conclusione  finisce alta. La LDU è vicina ancora una volta a riscrivere la storia.

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