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Calcio mercato, Juventus

Juve, in vista il Cannavaro bis. “Parlerò con i tifosi”

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Cannavaro in bianconero
Rivedremo presto questa scena?

Torino- Fabio Cannavaro torna alla Juve. No, non è fantacalcio, è la notizia rimbalzata in questi ultimi giorni con insistenza. Tramontata l’ipotesi Napoli, bocciata proprio dal patron partenopeo De Laurentiis, il capitano della Nazionale potrebbe tornare a vestire la casacca bianconera. Dopo le dichiarazioni del suo agente, il difensore napoletano è infatti uscito allo scoperto. “So che il mio agente sta trattando con la Juventus - ha affermato in un’intervista al quotidiano Tuttosport - Preferisco non infilarmi in una operazione di mercato quando si è in fase di trattativa. Tra me e Fedele (il procuratore, ndr) c’è un accordo di base: nel momento in cui la situazione è defini¡ta, mi chiama e io firmo. E’ sempre stato così, sarà così anche stavolta“. Trattativa in corso che ha avuto anche il benestare di Claudio Ranieri. “Ci siamo fatti anche noi domande sull’età di Cannavaro, ma non potevamo farci scappare l’opportunità di un nazionale che potrebbe riformare la coppia azzurra con Chiellini e che potrebbe venire a parametro zero. Per questo, quando sono stato consultato, ho dato l’ok“.

Sembra tutto pronto, dunque, per il grande ritorno. Ma c’è chi non gradirebbe il Cannavaro bis, ovvero gran parte di quella tifoseria sentitasi tradita tre anni orsono, quando il giocatore abbandonò i bianconeri trascinati in B dallo scandalo Calciopoli per dire sì ai milioni e al prestigio del Real Madrid. Ma ora che le merengues lo stanno per scaricare, il ritorno in una Juventus ambiziosa e protagonista della prossima Champions farebbe gola al capitano azzurro, anche perchè all’orizzonte non ci sono alternative all’altezza. Vero o no, questo è quel quel che si maligna tra gli ultras di fede juventina. Dal canto suo, Cannavaro ha annunciato che, se necessario, “parlerà con i tifosi“. Basterà? Vedremo se, come già successo la scorsa estate con il ‘veto’ all’arrivo di Stankovic, il volere ‘popolare’ avrà la meglio sulle strategie di mercato bianconere.

Brasileirao, Calcio Internazionale

Ronaldo ci ha preso gusto. Debutto casalingo bagnato dal gol vittoria

ronaldo

Ronaldo ancora a segno
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San Paolo- Il Fenomeno non si ferma più. Dopo il primo centro al 92′ del derby col Palmeiras (che è valso un insperato pareggio), Ronaldo bagna l’esordio casalingo contro il Sao Caetano con il gol vittoria. In campo dal 1′, è lui a firmare il definitivo 2-1, completando la rimonta del Corinthians e spingendo i suoi ad un solo punto dalla vetta del Paulistao. Più che meritata la standing ovation, al momento della sostituzione al 75′, di un estasiato “Pacembeu”. I 35mila accorsi solo per lui non sono stati delusi.

La prestazione dell’attaccante carioca, per altro, è andata ben al di là della rete. Ha impegnato il numero uno avversario all’alba del match, ha lavorato in appoggio per i compagni e corso per 75′ senza sosta. E, dopo il precisissimo destro di prima intenzione che ribalta le sorti dell’incontro, ha sfornato un paio di deliziosi assist che però non son stati sfruttati da Douglas e Dentinho. La bestia nera Sao Caetano è domata, il Fenomeno è tornato. Siamo appena all’inizio, ma la tifoseria del Timao lo adora già.

Champions League, Roma

Roma contro l’incubo inglese. Arsenal imbattuto con i giallorossi

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Totti dovrebbe farcela
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Roma- Giallorossi a caccia dell’impresa stasera all’Olimpico. L’obiettivo è ribaltare lo 0-1 dell’andata e strappare il pass per i quarti di Champions a discapito dell’Arsenal. Anche se l’infermieria affollata -di Mexes l’ultima defezione in ordine temporale, mentre c’è ottimismo per capitan Totti - e le statistiche non tranquillizzano la band Spalletti.

Gunners corsari in Italia- L’Arsenal, infatti, non si fa affatto intimorire dalle trasferte di calcio nel Belpaese. Sono 4 le vittorie, altrettante i pareggi, 3 le sconfitte, mentre nelle ultime quattro visite sono arrivati tre successi; l’ultimo in casa del Milan nei quarti di Champions della scorsa stagione (2-0, Cesc e Adebayor) che sancì l’eliminazione dei rossoneri. Gli unici precedenti tra Gunners e giallorossi arridono ai primi: oltre all’1-0 di due settimane fa, nella seconda fase a gironi del 2002-’03 gli inglesi impattarono in casa (1-1), poi sbancarono l’Olimpico con tripletta di Henry (3-1). La Roma, inoltre, è reduce da due eliminazioni di fila da parte di club inglesi, in entrambi i casi per mano del Manchester United. L’ultima sfida, però, è andata ad appannaggio dei capitolini; 3-1 a Stamford Bridge nella prima fase contro il Chelsea, doppietta di Vucinic e Panucci. L’unico dato confortante.

Wenger indigesto- I londinesi hanno passato il turno contro squadre italiane ben cinque volte su sei. E in una sola occasione non si sono qualificati dopo aver vinto in casa l’andata, contro il Valencia nei quarti della Champions League 2000/01.  Anche Wenger è indigesto ai colori giallorossi. Nel 1991-’92, il tecnico transalpino guidò alla vittoria il suo Monaco, ottenendo il pass per la semifinale di coppa delle Coppe. Solo due giocatori hanno sconfitto l’Arsenal, Mexes e Riise. Il francese -assente per febbre- con la maglia dell’Auxerre, il norvegese col Liverpool. Anche se quest’ultimo ha raccolto ben 8 ko a fronte di 4 affermazioni.

Inter, Serie A

Maicon fa il bomber. E l’Inter espugna Siena

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Il protagonista indiscusso Maicon

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Siena-  E sono otto. L’Inter sembra inarrestabile, chiude bene il 2008 e, allunga ancora in classifica sulle due rivali per il tricolore. Mourinho schiera Balotelli con Ibrahimovic in attacco e rispolvera Jimenez, che non partiva titolare dallo scorso 11 maggio (2-2 proprio contro i toscani) al posto dello squalificato Stankovic, per ottenere i tre punti sul difficile campo del Franchi di Siena.

La Gara- Primo tempo non entusiasmante con i padroni di casa bravi a chiudere gli spazi. L’Inter si aggrappa ai lanci dalle retrovie a cercare un Ibrahimovic poco in vena. Serve un calcio piazzato per sbloccare la partita: sugli sviluppi di un corner calciato da Balotelli, Maicon è bravo a battere Curci mettendo in rete di ginocchio da pochi passi al 35′. L’Inter sembra spegnersi, e così al 44′ arriva il meritato pareggio del Siena: cross preciso di Del Grosso dalla sinistra, Kharja anticipa Maxwell e supera Julio Cesar con un preciso colpo di testa in tuffo. Nel secondo tempo l’Inter cerca con più insistenza il successo. Ibrahimovic si sveglia e colpisce la traversa con un destro strepitoso dalla distanza, mentre il tecnico portoghese inserisce Figo, Crespo e Quaresma al posto di Jimenez, Balotelli e Muntari. Ma il protagonista della serata è Maicon Douglas Sisenando. Su una conclusione, infatti, da lontano di Cordoba, la palla arriva a Maxwell che serve Maicon con un preciso colpo di tacco, e il numero 13 interista supera Curci con un “colpo sotto”. L’esterno brasiliano va a festeggiare sotto la curva dei tifosi nerazzurri, e viene raggiunto da Mourinho che corre ad abbracciare il proprio giocatore. Nel frattempo si scatenano le proteste dei calciatori senesi, in quanto la rete è viziata da un netto fuorigioco dello stesso Maicon. Un errore del gurdialinee Griselli che regala i tre punti all’Inter e spegne le speranze del Siena, che cominciava a credere nell’impresa di fermare la corazzata nerazzurra.

Le dichiarazioni-  Mourinho, al termine della partita: “Devo dire che questa partita non meritavamo di vincerla. E non perché il secondo gol di Maicon era chiaramente in fuorigioco, questo fa parte del gioco, ma per la prestazione del Siena. Hanno giocato molto bene, con grande pressing ed intensità, che ci ha messo spesso in difficoltà“.

Campioni d’inverno- Con questi tre punti, l’Inter si laurea Campione d’inverno con due turni di anticipo: la squadra di Mourinho, infatti, ha ora 9 punti di vantaggio sulla Juventus, in attesa che i bianconeri giochino la gara di Bergamo con l’Atalanta, e con il vantaggio di aver vinto lo scontro diretto (1-0) con la Vecchia Signora.

Le pagelleSiena: Curci 6; Zuniga 6 (dall’89’ Calaiò sv); Portanova 6; Brandao 6,5; Del Grosso 6; Galloppa 5,5; Vergassola 6; Codrea 5,5; Kharja 7; Ghezzal 6,5; Frick 5 (dal 70’ Maccarone 5). Allenatore: Giampaolo 7.

Inter: Julio Cesar 6; Maicon 7,5; Cordoba 6; Samuel 6,5; Maxwell 6,5; Zanetti 6; Cambiasso 7; Muntari 5,5 (dal 28′ s.t. Quaresma 5); Jimenez 5,5 (dal 10′ s.t. Figo 5,5); Balotelli 5,5 (dal 10′ s.t. Crespo 5,5), Ibrahimovic 6.

Serie A

Torna l’Inter di campionato. Roma in extremis. Rimonta Lazio

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Ancora due magie per Ibra-cadabra. L’Inter vola
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ROMA- La sedicesima giornata in serie A risulta essere la  più prolifica dall’inizio della stagione. Continua la sua marcia inarrestabile l’Inter (4-2 ad un mai domo Chievo). Vince soffrendo più previsto la Roma che riesce solo nel finale ad avere la meglio sul Cagliari (3-2) dopo essere anche andata sotto. Rimonta incredibile della Lazio, che in svantaggio 3-0 contro l’Udinese riesce a pareggiare 3-3. Primo successo esterno in campionato per la Samp che espugna Reggio 2-0, e sorride anche il Palermo che col medesimo risultato ha ragione del Siena. 1-1 a Marassi tra Genoa e Atalanta nella gara delle espulsioni (3). La Fiorentina supera al Franchi il Catania di Zenga ancora a secco in trasferta.

Fiorentina-Catania 2-0

Primo tempo equilibrato. Il Catania regge bene riuscendo a chiudere indenne sullo 0-0. Nella ripresa la Fiorentina accelera e Mutu batte Bizzarri al 56′ calciando di prima sotto la traversa. I rossazzurri calano e in campo c’è solo la formazione di Prandelli, che mette al sicuro il risultato con Gilardino (12° gol in campionato) portandosi sul definitivo 2-0. Risultato che consolida il 5° posto solitario per i viola. Per il Catania, adesso c’è la Roma.

Genoa-Atalanta 1-1

Secondo pareggio interno consecutivo per il Genoa di Gasperini al cospetto di una buona Atalanta. il tecnico rossoblù rimpiazza Juric con Milanetto e manda in campo Milito non in perfette condizioni. Al 6′ cross di Sculli per la testa di Milito ma la palla è sul palo. Al 16′ al primo vero affondo l’Atalanta passa con Floccari bravo a districarsi nell’area genoana e ad infilare Rubinho. Nel finale di tempo è ancora Floccari a sfiorare il raddoppio. Ripresa più nervosa, e in pochi minuti lasciano il campo anzitempo Bellini (doppio giallo) e Milanetto (rosso diretto). Poco dopo Rivalta entra duro su Palladino e viene espulso. Così in 10 contro 9, il Genoa pareggia all’86′ con Sculli e sfiora il vantaggio al 90′. Un punto ciascuno per cullare speranze di coppa UEFA.

Inter-Chievo 4-2

Settimo successo consecutivo per i nerazzurri in campionato. In evidenza, ancora una volta, Zlatan Ibrahimovic. Pronti via e Inter subito in vantaggio con Maxwell al 3′. Il brasiliano diventa così l’undicesimo marcatore stagionale per gli uomini di Mou. L’Inter controlla il match senza patemi e al 26′ sfiora il raddoppio con un colpo di testa di Stankovic sventato da Sorrentino. Ben altra musica nella ripresa. Dopo 100” azione corale dei nerazzurri tutta di prima finalizzata da Stankovic che sembra chiudere la gara. Al 51′ ci pensa Pellissier a riaprire i conti con un bel destro dai 25 metri. Al 65′ Bentivoglio firma l’incredibile e rocambolesco 2-2. Tutto da rifare. Ma la marcia in più dell’Inter si chiama Zlatan Ibrahimovic che prima al 79′ batte di testa Sorrentino, e poco dopo trafigge con un missile terra-aria l’incolpevole portiere clivense portando il risultato sul 4-2 finale. Con un Ibra così, impossible is nothing.

Palermo-Siena 2-0

Bella gara al Barbera col Palermo deciso a riscattare la gara sfortunata di Cagliari. I ragazzi di Ballardini passano alla mezzora con un tiro-cross di Cassani che sorprende Curci. Nella ripresa palo di Carrozzieri al 50′ e dopo quattro minuti arriva il raddoppio di Simplicio servito da Succi. 2-0 e gara chiusa. C’è ancora il tempo per annullare un gol regolare a Bovo e la gara va in archivio. Siena da rivedere, ma in fretta. La prossima al Franchi arriva l’Inter.

Reggina-Sampdoria 0-2

Parte forte la Reggina. Al 10′ destro di Carmona che colpisce Lucchini, la palla arriva a Barreto che con la porta spalancata mette a lato. Prima occasione per la Sampdoria al 29′ con un gran destro da fuori di Cassano respinto da Campagnolo. Poi è ancora Reggina: al 32′ Brienza prova il sinistro, ma Mirante blocca in tuffo. Nella ripresa al 54′  traversa di Corradi su un cross in girata da sinistra, poi sugli sviluppi dell’azione Brienza viene stoppato in area al momento della conclusione. Al 74′ rigore per la Samp: Cirillo stende Cassano e trasforma Bellucci con un destro sotto la traversa. All’81′ il raddoppio blucerchiato con Cassano che da sinistra si beve Cirillo e crossa per Padalino che deve solamente mettere in rete. Per la Samp arriva finalmente il primo successo esterno.

vucinic

Vucinic firma il pokerissimo
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Roma-Cagliari 3-2

E’ spettacolo all’Olimpico di Roma. Quinta vittoria consecutiva per i giallorossi che puntano dritti al 4° posto.  Si comincia con Fini che prova a sorprendere Arthur, ma il brasiliano c’è. Al 33′, Vucinic ha sul sinistro il pallone buono, ma la sua conclusione termina a lato. Al 39′ si sblocca la partita con capitan Totti che buca Marchetti con un sinistro preciso dal limite dell’area dopo la sponda di Vucinic. Nella ripresa al 58′ Daniele Conti trova l’incrocio dei pali con un destro inprendibile su punizione dal limite dell’area. Due minuti dopo, Jeda fallisce un’occasione d’oro solo davanti ad Arthur. L’attaccante brasiliano si fa però perdonare al 69′, quando trova l’angolo giusto sul passaggio di Cossu con un preciso destro dal limite dell’area. Al minuto 77 Perrotta inventa un gol in rovesciata in anticipo su Marchetti per il momentaneo 2-2. Ma il match winner che di fatto consegna la vittoria alla Roma, è Vucinic, che trova il corridoio perfetto in mischia sugli sviluppi di un’azione insistita di Menez sulla sinistra. 100 gare in A per il montenegrino festeggiate con gol e spogliarello finale.

Udinese-Lazio 3-3

Indubbiamente la gara più avvincente e strana della giornata. Parte in quinta l’Udinese, che con Totò Di Natale scavalca Carrizo al 9′ sull’assist di Quagliarella e restituisce poco dopo il favore all’ex doriano al termine di un contropiede. Piatto a rete del centavanti napoletano e 2-0 al 15′. Rossi nell’intervallo cambia inserendo Pandev e passando al tridente, ma al 55′ la partita sembra compromessa, con Carrizo che non trattiene il destro di Di Natale e poi non può nulla sul secondo tentativo dello stesso attaccante. 3-0 e gara che fa presagire alla goleada bianconera. Ma non è così. Zarate, fino a quel punto inesistente, insacca il primo gol laziale al 60′ dopo la respinta di Handanovic sul sinistro di Pandev e poco dopo Diakité riapre definitivamente la gara con un gran colpo di testa su corner. All’85′ la Lazio completa la sua rimonta strepitosa con un gran destro da fuori area di Ledesma. Un punto ciascuno, ma per i capitolini vale quasi quanto una vittoria.

Bologna, Lecce, Napoli, Serie A, Torino

Il Bologna risorge con Di Vaio. Napoli sempre più bello di notte

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Hat trick per Di Vaio che risolleva i rossoblù
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Bologna-Torino 5-2

Partenza scoppiettante per la 16a giornata di Serie A con l’anticipo delle 18. Gara  intensa, e ricca di gol. Sfida salvezza tra la squadra di Mihajlovic, alla ricerca della prima vittoria come allenatore dopo ben 5 pareggi di fila, e il Toro di Novellino richiamato da Cairo per sostituire De Biasi. Il cambio di allenatore sembra giovare ai granata che giocano un primo tempo perfetto, agevolati anche dal vantaggio lampo di Barone al 6′. Il centrocampista sfrutta una spizzicata di testa di Bianchi sullo sviluppo di una rimessa laterale e supera Antonioli con un gran destro. Il Bologna si rende pericoloso con Di Vaio ma le conclusioni dell’attaccante romano vengono sventate da Sereni. Toro micidiale in contropiede ma poco incisivo. Nel finale di tempo i granata a recriminano per un gol non concesso a Natali: sugli sviluppi di un corner, colpo di testa del difensore con Antonioli che respinge sulla linea. Ma l’arbitro lascia correre. Ripresa scoppiettante. Mihajlovic inserisce immediatamente Volpi per Coelho. E proprio l’ex capitano della Samp, firma il pareggio dopo appena tre minuti: ma è decisiva la deviazione di Pratali sul cross di Volpi che inganna Sereni. Il Toro non accusa il colpo e continua a spingere soprattutto con Abate che sulla destra è devastante. Al 53′ l’esterno granata mette al centro per Bianchi: deviazione decisiva di Britos che inganna Antonioli per un gol identico a quello precedente del Bologna. Il vantaggio torinista dura poco. Marco Di Vaio, fino a quel momento poco in luce, realizza due gol tra il 55′ e il 62′, prima correggendo in rete una palla in area, poi fa tutto da solo in contropiede battendo Sereni con un ottimo sinistro. Poco dopo Sereni atterra Bernacci in area, e il giocatore felsineo trasforma. Passano dieci minuti e Pratali stende in area sempre Bernacci: rosso per il difensore di Novellino e penalty, questa volta, trasformato da Di Vaio. Per Novellino peggior ritorno non poteva esserci.

Napoli-Lecce 3-0

Napoli ora sogna davvero. Finisce alla grande il 2008 al San Paolo del Napoli, che sotto una fitta pioggia supera  il Lecce 3-0. Bastano 11 minuti per sbloccare la gara. Lancio in profondità per Lavezzi che anticipa  Benussi, che lo abbatte in uscita. Rigore calciato e realizzato da Hamsik. Il Lecce non ci sta e al 20′ Caserta scalfisce il palo da fuori area, poi è Benussi a salvare su Denis. Lavezzi al 28′ sfiora il gol. Alla mezzora il Napoli perde Hamsik, costretto a lasciare il campo per un problema inguinale. Al posto dello slovacco entra il sanseverese Michele Pazienza, che al 42′ segna il suo primo gol in serie A con una conclusione rasoterra su un pallone vagante in area giallorossa. Le assenze di Stendardo e Fabiano pesano per gli uomini di Beretta. Benussi si oppone a Gargano, ma Denis trova la via del gol al 65′ sfruttando un liscio di Schiavi: controllo col sinistro e tiro vincente di destro. Lavezzi nel finale rimedia un’ammonizione che gli costerà la squalifica. E con un Lavezzi così, sarà un’ assenza pesante.

Champions League, Inter

Werder Brema - Inter 2-1: Nerazzurri secondi

Terzo centro contro l’Inter per Pizarro
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BREMA- Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Mourinho in Champions League. Un’Inter svogliata che è sembrata a tratti quella vista col Panathinaikos, soccombe ad un Werder evidentemente più motivato dall’obiettivo del terzo posto nel girone valevole per l’accesso all’UEFA Cup. Il tecnico lusitano ripropone il vecchio modulo ad una punta (Adriano) supportata dai due esterni Mancini e Quaresma. In panchina per la prima volta Ibrahimovic dopo 21 gare consecutive giocate dal 1′. Nel Werder assenze pesanti di Almeida, Naldo e Diego. Schaaf al posto del fantasista brasiliano manda in campo l’under 21 tedesco Ozil.

LA GARA- La temperatura sotto lo zero frena inizialmente le due squadre. La prima vera occasione è per Pizarro che al 16′ trova pronto Julio Cesar che devia in corner. Risponde l’Inter con Adriano che servito da Mancini, è impreciso davanti a Wiese. Gara tattica e poco divertente che ha nelle giocate di Ozil gli unici spunti degni di nota. Nel finale di tempo c’è spazio per un paio di occasioni del solito Pizarro che non sorprendono Julio Cesar, e per Adriano che si fa anticipare all’ultimo da Mertesacker. Nella ripresa Maxwell e Ibrahimovic rilevano Materazzi (infortunato) e Adriano. Il Werder spinge di più e sfiora il vantaggio prima con Rosenberg e poi con Pizarro. Al 55′ Burdisso stacca di testa su corner e trova il salvataggio sulla linea di Fritz. Al 63′ Ozil calcia verso la porta, Julio Cesar respinge male e Pizarro ne approfitta per portare in vantaggio i suoi e realizzare la sua terza rete personale ai nerazzurri (tra Bayern e Werder). Mou inserisce Balotelli per Muntari, e poco dopo il giovane 18enne spreca di testa la palla del pareggio. Per l’Inter non è serata, all’ 81′ Rosenberg firma il 2-0 che a conti fatti chiude il match. All’ 88′ arriva la prima rete stagionale in Champions per Ibrahimovic, utile solo per le statistiche.

SECONDO POSTO- In virtù della sconfitta e della contemporanea vittoria del Panathinaikos i nerazzurri retrocedono al secondo posto del girone chiudendo con 8 punti (peggior bottino nerazzurro da quando esiste il girone di Champions, al pari della stagione 2003-04, che valse però in quell’occasione l’accesso all’UEFA). Ora l’Inter dovrà dimostrare di sapersi confrontare a febbraio con le “grandi” d’Europa, cercando di invertire la tendenza che nelle ultime due stagioni l’ha vista fuori agli ottavi di finale. Ai posteri l’ardua sentenza.

LE DICHIARAZIONI- Così Mourinho ai microfoni di Sky: “Dopo il 2-0 sapevamo il risultato del Panathinaikos e non potevamo fare molto per il primo posto. Loro fisicamente sono fortissimi, siamo andati in difficolta` sulle palle inattive. Non abbiamo avuto molto spazio per fare il nostro gioco, il Werder e` una squadra di primo livello, doveva qualificarsi lei e non il Panathinaikos. Volevo fare riposare qualcuno mantenendo la struttura della squadra, ma stiamo meglio con il 4-4-2. Non era facile per Mancini e Quaresma, hanno fatto un lavoro di grande sacrificio. Senza Stankovic la squadra perde in forza e intensita`.
Per Capitan Zanetti gara numero 117 in Europa e record di Bergomi eguagliato. Ecco cosa ha detto nel post partita:  L’Inter e` la mia seconda casa, mi ha dato fiducia quando ero sconosciuto. Raggiungere uno come Bergomi in cima alle presenze per un interista in coppa e` un motivo d’orgoglio. La cosa piu` importante era la qualificazione, volevamo arrivare primi ma questa era una partita complicata. Ora possiamo solo crescere e vediamo a febbraio cosa ci aspettera`. Il Werder e` una squadra che da meta` campo in avanti puo` mettere in difficolta` chiunque, il campo era scivoloso. Ora pensiamo alla partita di domenica e a finire bene in campionato. Io aspetterei a dare dei giudizi, adesso arrivano le partite da dentro o fuori’.

LE PAGELLE- Werder Brema: Wiese 6; Boenisch 6,5; Mertesacker 6,5; Fritz 6; Prodl 6; Vranjes 6,5 (44′ st Niemeyer sv); Frings 6,5; Hunt 6; Ozil 7 (47′ st Jensen sv); Pizarro 7; Rosenberg 6. A disp. Vander, Pasanen, Tosic, Baumann, Husejinovic.

Inter: Julio Cesar 7,5; Maicon 5,5; Cordoba 6,5; Materazzi 6 (1′ st Maxwell 5,5); Burdisso 5; J.Zanetti 5,5; Cambiasso 6; Muntari 5 (26′ st Balotelli 5); Quaresma 4,5; Adriano 5 (1′ st Ibrahimovic 6,5), Mancini 4,5. A disp. Orlandoni; Santon; Figo; Jimenez.

Serie A

Milan e Juve tengono il passo. Udinese e Toro ancora ko

Milan aggrappato a Kakà
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ROMA- Nella quindicesima giornata di Serie A Milan e Juventus superano di misura (1-0 e 2-1) rispettivamente Catania e Lecce ristabilendo la distanza di 6 punti dall’Inter in attesa del big match che le vedrà opposte domenica prossima. Il Napoli torna al successo suprerando al San Paolo il Siena con un secco 2-0. Anche il Cagliari sfrutta il fattore campo superando un Palermo incostante per 1-0, non senza polemiche. Ancora un pareggio per il Bologna al cospetto della Reggina, che stavolta cambia nella forma (2-2) ma non nella sostanza, regalando ai felsinei il quinto punto consecutivo in altrettante gare. E’ crisi per il Torino che soccombe 1-4 contro una bella Fiorentina, e a questo punto la panchina di De Biasi sembra essere davvero a rischio. Non se la passa meglio l’Udinese che colleziona la quinta sconfitta consecutiva, perdendo 3-0 a Bergamo contro una tonica Atatlanta. Nel posticipo il derby della Lanterna va al Genoa che si impone 1-0 grazie al solito Milito.

Atalanta-Udinese 3-0

Sesta vittoria casalinga stagionale per gli uomini di Del Neri, che in casa sembrano davvero un’altra squadra rispetto a quella vista lontano dalle mura amiche. Al 20′ bergamaschi in vantaggio con Valdes che va segno per la seconda gara consecutiva. Udinese mai in partita e a chiudere i conti ci pensano prima Doni su assist di Floccari e poi Vieri alla prima marcatura stagionale.

Cagliari-Palermo 1-0

Per i rossoblù si tratta della quinta vittoria consecutiva al Sant’Elia. A decidere il match è Fini che segna in posizione irregolare. Buon Palermo che si vede negare due rigori e assedia il Cagliari nel finale, colpendo anche due traverse, ma nulla da fare. I tre punti vanno ai sardi.

Lecce-Juventus 1-2

Primo tempo equilibrato e senza molte emozioni. Accade tutto nella ripresa con la splendida punizione di Giovinco che porta in vantaggio i bianconeri. Il Lecce non ci sta e al minuto 84 Cacia firma il pareggio concludendo al volo e illudendo i giallorossi. In quanto al 90′ è il solito Amauri che sbuca nell’area leccese e con uno stacco di testa da il successo ai bianconeri tenendo vive le speranze di inseguimento alla capolista Inter. La Juventus centra così la nona vittoria in campionato.

Milan-Catania 1-0

Un Catania sfortunato esce battuto da San Siro ancora su autogol dopo i 2 subiti nella gara contro l’Inter. A propiziarla è Kaka che al 65′ dagli sviluppi di un corner conclude a rete trovando la deviazione di Stovini. Il Catania recrimina per un presunto rigore per fallo di mano di Kaladze e una conclusione poco fortunata di Mascara al 14′ che supera Abbiati ma si stampa sul palo. Zenga (squalificato) dalla tribuna schiera una squadra offensiva e i rossazzurri nel finale schiacciano il Milan nella propria metà campo chiudendo in attacco, ma il risultato non cambia. Gattuso, diffidato, prende un’ ammonizione e salterà la Juve per squalifica.

Napoli-Siena 2-0

Torna al successo la formazione di Reja dopo il misero bottino di un punto raccolto nelle ultime tre gare. Anche il Siena si arrende alla legge del San Paolo. I partenopei iniziano col piglio giusto e al 15′ un tiro di Maggio deviato da Del Grosso finisce sulla traversa. Il campo rovinato dalla pioggia non favorisce lo spettacolo, ma nella rispresa il Napoli è più aggressivo e sfiora il gol con Hamsik e Zalayeta, in entrambe le occasioni però, Curci c’è. Ma l’ex romanista nulla può sulle reti di Maggio al 62′ e di Denis al 73′. Gli azzurri sono ora da soli al 4° posto restano a 3 punti dalla coppia Juventus-Milan.

Reggina-Bologna 2-2

Partita ricca di gol ed emozioni al Granillo con il Bologna deciso ad ottenere il primo successo esterno e la Reggina che cerca la terza vittoria nelle ultime quattro gare. Reggina pericolosa nel primo tempo con Brienza in un paio di occasioni; ed è proprio l’ex palermitano a servire Corradi al 40′ per la rete del vantaggio amaranto. Nella ripresa, dopo pochi minuti, Zenoni crossa per Valiani che conclude al volo e firma l’1-1. Neanche il tempo di gioire e Barreto da 35 metri con un gran tiro batte Antonioli riportando in vantaggio i calabresi. Il definitivo 2-2 è opera di Marco Di Vaio che in Emilia sembra essere ritornato il giocatore dei tempi migliori.

Torino-Fiorentina 1-4

Una Fiorentina alla prima vittoria lontana dal Franchi non ha pietà di un Torino privo di idee e identità. Dopo tre minuti Adrian Mutu porta i viola in vantaggio realizzando un calcio di punizione dal limite. La Fiorentina spinge e al 44′ Gilardino mette al sicuro il risultato sfruttando una sponda di Felipe Melo. Nella ripresa il Toro prova ad affacciarsi da parti di Frey, ma è Santana dall’altra parte che spreca una buona occasione. Non sbaglia invece Kuzmanovic che servito da Mutu batte Sereni per la terza volta. C’è ancora tempo per la rete della bandiera di Rosina su rigore e per il definitivo 1-4 firmato ancora Gilardino. I viola adesso sono quinti, mentre per i granata è crisi aperta.

Sampdoria-Genoa 0-1 (Posticipo)

Il derby della Lanterna numero 99 va al Genoa di Gasperini che grazie al suo bomber Milito supera 1-0 la Samp nel posticipo serale. L’ultima vittoria del Grifone nella stracittadina risaliva a sette anni fa in serie B, quando a decidere il risultato fu un gol di Mimmo Francioso. Primo tempo avaro di emozioni con il solo Milito cha al 5′ tenta senza fortuna un’azione personale. Al 50′ punizione di Milanetto e il Principe mette dentro il gol decisivo con un imperioso colpo di testa che si infila sotto la traversa. Cassano gioca di fino e si vede anche annullare un gol giustamente per fuorigioco. Nulla da fare. E’ la notte dei Grifoni.

Inter, Lazio, Serie A

Lazio-Inter 0-3: continua la fuga

Ibra trascina l’Inter
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ROMA - Sembra un film già visto. Troppe volte. L’Inter di Mourinho continua la sua marcia verso il quarto tricolore consecutivo travolgendo all’Olimpico la Lazio con un netto 3-0 che proietta i nerazzurri momentaneamente a +9 sulle storiche inseguitrici.

LA GARA - Pronti via e Samuel incorna di testa dagli sviluppi di un corner su cross del sempre più fondamentale Muntari. La Lazio prova una timida reazione, ma non punge. Ibra come spesso accade regala magie acrobatiche, e al 48′ lancia perfettamente Maicon che mette al centro per Crespo (ancora arrugginito per il poco utilizzo), ma l’argentimo è anticipato da Diakite che infila Carrizo. 2-0 e gara virtualmente chiusa. Nella ripresa c’è ancora spazio per l’ottava rete in campionato di Ibrahimovic (la prima di testa) e la gara perde di intensità. Finisce con la sesta vittoria consecutiva per l’Inter che sale a 36 punti, per un film che anche quest’anno sembra avere la stessa trama e, a meno di colpi di scena, lo stesso finale.

SPECIAL ONE - Ancora una volta ha avuto ragione lui. Spesso criticato per le esclusioni eccellenti, per molti discutibili sui modi, Josè Mourinho ha finora dimostrato di saper gestire perfettamente una rosa di campioni che coesistono in modo eccellente, nonostante i continui cambi di formazione. All’ Olimpico l’Inter quest’anno sembra tovarsi particolarmente a suo agio. Dopo il 4-0 alla Roma, ecco il 3-0 alla Lazio. Un motivo in più per tornarci il 28 maggio…

LE PAGELLE - Lazio : Carrizo 5; De Silvestri 6,5; Diakite 6; Kolarov 6; Rozehnal 5; Foggia 6 (Meghni s.v); Ledesma 4,5; Mauri 4,5; Dabo 5 (Brocchi 5); Pandev 6 (Rocchi 5,5); Zarate 5,5. Inter: Julio Cesar 6; Samuel 7; Cordoba 6,5; Maicon 6,5; Maxwell 6; Zanetti 6,5; Cambiasso 7; Muntari 6,5 (Figo s.v); Stankovic 7 (Mancini s.v.); Ibrahimovic 7; Cruz s.v (Crespo 5).

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