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Inter

SPECIALE INTER CAMPIONE - Uno Special di nome Mourinho

Jose Mourinho

Josè Mourinho
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MILANO - Che non era un pirla lo avevano capito tutti prima ancora che arrivasse in Italia. Lo ha ribadito lui stesso alla prima conferenza stampa di Appiano Gentile. Josè Mourinho, uno che di successi se ne intende, ha portato l’Inter nella storia conquistando il 17/o titolo nerazzurro, ma soprattutto il quarto consecutivo. Mai successo fino ad ora. Per il portoghese si tratta del quinto scudetto in tre campionati differenti, con il sogno dichiarato di calare un giorno il poker in terra di Spagna. Trofei che tra l’altro ha conquistato nei vari club alla sua prima stagione. Vedi la stagione 2001/2002 al Porto, vedi nel 2005 al Chelsea, riportando i Blues in vetta alla Premier League dopo 50 anni, vedi quest’anno all’Inter.

SPECIAL ONE - Un predestinato questo Mourinho, non a caso già dai tempi di Londra si faceva chiamare “Special One”. E fa niente se a dirigenti, allenatori, giocatori e tifosi avversari può risultare antipatico: la vittoria diventaun antidoto per tutto finché dura, e per lui dura da parecchio.  All’Inter, ormai, ci hanno fatto l’abitudine. Dopo anni di “bella incompiuta”, valanghe di soldi investiti, Moratti finalmente ha trovato la “macchina perfetta” e nello Special One un pilota inamovibile.

MACCHINA PERFETTA - Questa volta non è servito arrivare all’ultima giornata per far brindare la Milano interista. Troppo forte la squadra messa a immagine e somiglianza di Mourinho. Solida e cinica, un panzer che non sbanda quasi mai. L’unico vero tracollo è stato il 3-1 di Bergamo. Perché se è vero che Ibrahimovic ne è il suo uomo guida, in realtà la vera forza di questa squadra è nel “cuore” nei vari Maicon, Cambiasso, Zanetti, e soprattutto Julio Cesar. Il portiere brasiliano è stato il vero valore aggiunto di questo scudetto n.17. Per non parlare delle scommesse vinte dallo Special One: dal giovane Santon e a quel Muntari voluto fortemente dal portoghese.

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Lo special One, artefice del 17/o scudetto
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SPECIALISTA IN CASA - L’era Mourinho all’Inter, iniziata subito con la conquista della Supercoppa italiana del 24 agosto 2008 contro la Roma (8-7 ai rigori dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2, ndr), si conclude con il trionfo anticipato in campionato. All’inizio aveva rivoluzionato il modulo di Mancini optando per un più spregiudicato 4-3-3 ma, tempo poche giornate, ha corretto la rotta nel 4-3-1-2, modulo che poi praticamente non ha più toccato. Mourinho è uno specialista delle partite in casa e al Meazza ha costruito una grossa fetta del suo scudetto: la sua striscia di partite utili, considerando quelle disputate come allenatore di Porto e Chelsea, è arrivata finora a quota 115.

FRASI CELEBRI - Il tecnico portoghese ha costruito la sua fama non solo con i risultati sul campo, ma anche con alcune frasi celebri che ne hanno reso uno dei protagonisti indiscussi del calcio nostrano. Pronto sempre a entrare a gamba tesa per difendere pubblicamente i suoi giocatori, anche quando i loro comportamenti non erano proprio irreprensibili (vedi il caso Balotelli e soprattutto Adriano), Mourinho si è fatto subito riconoscere con frasi a effetto, dal “non sono un pirla” fino alla “prostituzione intellettuale”. Dopo gli attacchi a Ranieri e Spalletti, l’ultima uscita è stata contro il milanista Ambrosini, che lo aveva sfidato sui “sero tituli” dicendo che un giorno si sarebbe pentito. Ma anche in campo Mourinho non le manda a dire, ne è prova la doppia espulsione subita quest’anno contro Sampdoria e Fiorentina e il deferimento per le dichiarazioni rilasciate dopo il contestato 3-3 della partita Inter-Roma. Insomma un vero “Special One”.

Coppa Italia

Lazio-Sampdoria, ultima chiamata per l’Europa

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Finale inedita all’Olimpico
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ROMA - L’attesa è finita. L’ultimo atto della  Coppa Italia sta per iniziare e a giocarsi il trofeo e, quindi, l’ultimo posto utile per accedere in Europa, due delle deluse dell’attuale serie A. La Lazio di Delio Rossi, partita fortissimo a inizio stagione e crollata di colpo dopo il derby d’andata del 16 novembre, e la Sampdoria di Walter Mazzarri protagonista di una grande rimonta in campionato con l’arrivo di Pazzini nel mercato invernale.

FINALE INEDITA - Lazio-Sampdoria, finale inedita nella storia di questo torneo, assegnerà la 61.ma coppa Italia. La competizione si giocò per la prima volta nel 1922 e vide la vittoria del Vado (1-0 all’Udinese dopo i supplementari). 16, invece, le squadre che almeno una volta hanno vinto il torneo: in cima alla graduatoria ci sono Juventus e Roma, con 9 coppe ciascuna. Subito dietro la Fiorentina (6), Inter, Milan e Torino (5), Lazio e Sampdoria (4), Napoli e Parma (3), Bologna (2), Atalanta, Genoa, Vado, Venezia, Vicenza (1).

IL CAMMINO - All’Olimpico di Roma la Lazio, che ha iniziato il proprio cammino dal terzo turno eliminatorio, si presenta dopo aver eliminato il Benevento (5-1), Atalanta (2-0), Milan (2-1), Torino (3-1), Juventus (2-1, 2-1). Le 16 reti finora realizzate portano la firma di Pandev (6), Rocchi e Zarate (2 a testa), Kolarov, Ledesma, Manfredini, Mauri, Meghni (1 ciascuno), cui deve essere aggiunta anche un’autorete a favore. La formazione biancoceleste è reduce da 6 successi consecutivi in coppa Italia, e ha così eguagliato la sua serie record di vittorie consecutive in questo torneo, stabilito in precedenza nel periodo agosto-dicembre del 1994. Tommaso Rocchi, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 200/a presenza ufficiale con la maglia della Lazio. (170 in serie A, 13 in coppa Italia e 16 nelle coppe europee).
La Sampdoria, invece, ha iniziato il proprio cammino in a partire dagli ottavi di finale. Arriva dai successi su Empoli (2-1), Udinese (4-1 dcr), Inter (3-0, 0-1). Le 6 reti realizzate finora dai blucerchiati portano la firma di Pazzini (3), Bonazzoli, Cassano e Fornaroli (1 ciascuno). La Sampdoria è ad un solo passo dal segnare la rete n. 400 della propria storia in questo torneo. Il primo degli attuali 399 gol doriani porta la firma di Mario Tortul, l’8 giugno ‘58, nel 5-0 al Vigevano.

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Chi vince entra in Europa
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ROSETTI - L’arbitro Roberto Rosetti, alla prima direzione stagionale in Coppa Italia, dirigerà la sua 17/a gara assoluta nel torneo. Il fischietto di Torino è al terzo Lazio-Sampdoria in carriera dopo quelli, sempre vinti dalla Lazio, per 1-0 a Marassi il 12 settembre 2004 e per 2-0 all’Olimpico il 26 marzo 2006, entrambi in serie A. Con lui, la formazione biancoceleste conta 22 precedenti ufficiali: 8 volte ha vinto, 8 pareggiato e 6 perso. Un solo incrocio in questa stagione, 3-3 a Udine in campionato il 14 dicembre scorso. Per la squadra blucerchiata direzione numero 27 con bilancio finora di 10 successi doriani, 8 pareggi ed 8 sconfitte e già 3 incroci stagionali: pareggi interni per 1-1 con l’ Inter e per 2-2 con la Roma, sconfitta per 0-2 a Napoli, sempre in campionato.

I PRECEDENTI - 95 i precedenti tra le due compagini: 39 i successi dei biancocelesti (ultimo 2-0 a Roma, in questo campionato), 32 i pareggi (ultimo 0-0 a Genova, nel campionato scorso) e 24 le affermazioni dei doriani (ultima 3-1 a Genova, ancora in questo campionato). Tre, invece, i singoli incontri tra le due squadre in coppa Italia, con la Sampdoria che finora non ha mai vinto: un successo laziale e 2 pareggi.

Italiani all'estero

Rossi rovina la festa al Barça. Zola K.o., Toni aggancia Barzagli

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Rossi e il Villarreal bloccano il Barça
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ROMA - Torna dopo alcune settimane di sosta la rubrica che solocalcio.com dedica ai nostri connazionali impegnati nei campionato di tutta Europa.
Questo il quadro completo torneo per torneo.

INGHILTERRA - Domenica grigia per gli italiani d’oltre manica. Cudicini va in panchina nella gara pareggiata dal Tottenham 0-0 a Everton. Non convocato il giovane Macheda nel Manchester, mentre Zola e Di Michele (ammonito per simulazione) vengono surclassati in casa dal Liverpool di Dossena, entrato solo nei minuti finali.

SPAGNA - Non va meglio in Spagna dove Cannavaro è già con la testa alle vacanze nel Real che crolla 3-0 in casa del Valencia (Moretti in panchina). Panchina anche per Maresca nel Siviglia che batte il Maiorca. Sorride amaro Giuseppe Rossi nel 3-3 in rimonta del Villarreal in casa del Barcellona. L’azzurro serve a Llorente l’assist del primo gol ospite, poi viene ammonito per simulazione.

GERMANIA - Dopo tante giornate di successi, il Wolfsburg di Barzagli (titolare) e Zaccardo (entrato poco prima dell’intervallo) viene travolto dallo Stoccarda per 4-0 subendo l’aggancio in classifica del Bayern Monaco. I bavaresi vincono 3-1 a Cottbus: Toni si muove bene e offre un assist a Podolski, Oddo in difficoltà viene ammonito.

FRANCIA - La Ligue 1 riposava in occasione della finale di Coppa di Francia.

SCOZIA - Ormai non si hanno notizie di Donati nel Celtic. Non c’è capitan Pascali nel Kilmarnock che pareggia in casa col Falkirk.

OLANDA - Successo per l’Az Alkmaar di Pellè, già campione d’Olanda.

BELGIO - Il Mons di Mirri (infortunato) e Migliore (titolare) pareggia 1-1 col Tubize e retrocede matematicamente in seconda divisione.

GRECIA - Il campionato è finito per il Levadiakos di Napoleoni.

ROMANIA -  Vittoria esterna per 1-0 per l’Universitatea Craiova di Niccolò Napoli.

SLOVENIA - Sconfitta casalinga per l’Interblock di Alberto Bigon

TURCHIA - Inoperoso De Sanctis nell’1-0 del Galatasaray contro l’Ankaragucu.

RUSSIA - Non convocato Pelizzoli nel pareggio senza reti del Lokomotiv Mosca del derby contro l’FC.

Serie A

Inter-Milan tutto in cinque giornate. La storia fa tremare i nerazzurri

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Verona fatale per il Milan di Rocco e Rivera
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ROMA - Cinque giornate al termine, due squadre separate da sette punti. Inter 74, Milan 67. Un calendario favorevole soprattutto ai nerazzurri. Alla Pinetina c’è aria di festa. C’è concentrazione sì, ma c’è anche la consapevolezza di avere in mano il proprio destino. A Milanello, invece, la squadra è divisa in due partiti: quello capeggiato da Kakà che già quando il distacco era di 10 punti parlava di “rimonta scudetto” e quello che vede in testa Carlo Ancelotti, secondo cui lo scudetto è solo una chimera.

1973 - La storia del calcio è piena di rimonte riuscite o rimaste incompiute e il Milan ne sa qualcosa. Era il 20 maggio del 1973, ultima giornata di un campionato combattuto fino alla fine. La classifica vedeva i rossoneri di Nereo Rocco con 44 punti, dietro Juventus e Lazio a 43. Tutte e tre le compagini giocavano in trasferta. Il Milan era ospite di un Verona già salvo e con la testa alle vacanze, la Juventus era impegnata all’Olimpico contro la Roma e la Lazio giocava a Napoli. Tutto faceva presagire per la festa rossonera e, invece, a Verona Rivera e compagni crollarono clamorosamente 5-3 (dopo mezzora di gioco erano sotto 3-0, ndr), mentre i bianconeri, che al primo tempo perdevano 1-0 rimontarono nella ripresa e con Cuccureddu portarono a casa uno scudetto incredibile, forti anche del Ko laziale in casa dei partenopei.

1990 - Sempre Milan, questa volta era il 1990. Le Notti magiche dovevano ancora iniziare ma in campionato i fuochi d’artificio erano già partiti da tempo. Di fronte per la gloria il Milan di Sacchi e il Napoli di Maradona. A due giornate dalla fine azzurri e rossoneri erano appaiati in cima alla classifica. Nella penultima giornata il Milan andò nella fatal-Verona dove perse 2-1 contro una squadra che il turno successivo retrocesse, il Napoli, invece, dilagò 4-2 a Bologna. La domenica successiva Maradona e compagni vinsero 1-0 in casa contro la Lazio e si guadagnarono il tricolore.

1999 - Stagione 1998-1999. Ancora Milan. A sette giornate dal termine gli uomini di Alberto Zaccheroni erano a sette lunghezze dall’emergente Lazio di Sven Goran Eriksson. Dopo il big match tra rossoneri e biancocelesti terminò a reti bianche il tecnico svedese in sala stampa si pronunciò categorico: “Non abbiamo motivo di preoccuparci, le nostre inseguitrici sono troppo distanti per impensierirci”. Nelle due giornate successive la Lazio perse prima il derby, poi la gara contro la Juventus, mentre il Milan vinse lo scontro diretto contro un Parma ricco di giovani campioni, poi contro l’Udinese dell’ex Bierhoff. A cinque giornate dal termine il distacco si era ridotto a una sola lunghezza. La sfida a distanza continuò fino alla penultima giornata quando Vieri e compagni pareggiarono al Franchi di Firenze, mentre i rossoneri dilagarono in casa contro un Empoli già retrocesso. A un turno dal termine Milan 67, Lazio 66. Nell’ultima giornata il diavolo, ospite di un Perugia che doveva per forza vincere per restare in A, si impose 2-1, mentre la Lazio superò in casa con lo stesso risultato il Parma.

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Ronaldo in lacrime all’Olimpico
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2002 - Sempre Lazio protagonista. Dopo aver vinto lo scudetto del 2000 in rimonta sulla Juventus che affondava all’ultima giornata sotto il diluvio di Perugia, i biancocelesti furono i veri protagonisti della serie A del 2001/2002. In un campionato in cui Juve, Inter e Roma si sfidarono con colpi a distanza, l’equilibrio sembrò rompersi il 24 marzo quando la squadra di Hector Cuper vinse lo scontro diretto in casa dei capitolini portandosi a più 3 sui giallorossi e a +4 sui bianconeri. La domenica successiva il distacco sui piemontesi crebbe a 6 punti. La svolta avvenne nei minuti di recupero della terzultima giornata. L’Inter perse a Verona contro il Chievo, mentre la Juventus vinse a Piacenza. Il 5 maggio, ultima giornata di serie A, la situazione era la seguente: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. I nerazzurri persero clamorosamente 4-2 all’Olimpico contro una Lazio contestata dai suoi tifosi, mentre Juventus e Roma passarono rispettivamente a Udine e Torino. Lo scudetto andò ai bianconeri, i nerazzurri arrivano addirittura terzi.

2008 - Ultima ma non meno emozionante la stagione scorsa. Una rimonta mal riuscita, perché l’Inter sempre al comando per tutto il campionato, nel finale bruciò lentamente il proprio vantaggio nei confronti della Roma che da +11, si presentò all’ultima giornata con il vantaggio minimo di due lunghezze. Nell’ultimo turno nerazzurri e giallorossi giocarono rispettivamente a Parma e Catania anch’esse impegnate nel testa a testa finale per non retrocedere. I sogni scudetto dei capitolini durarono fino al 62′ quando Ibrahimovic segnò sotto il diluvio della città emiliana e la Roma abdicò sotto i colpi degli etnei guidati dall’ex interista Zenga.

CALENDARIO - Oggi nelle ultime cinque giornate l’Inter dovrà affrontare Lazio, Chievo, Siena e Atalanta, mentre il Milan ha decisamente un calendario più ostico con le trasferte di Catania, Udine e Firenze, senza contare Juventus e Roma a San Siro. Credere nello scudetto effettivamente ci sembra un po’ troppo pretenzioso. L’Inter dovrebbe perdere tra gare e il Milan vincerle tutte. Davvero difficile ma nel calcio, si sa, tutto è possibile. La storia insegna.

Champions League

O’Shea decide il derby. Troppo Manchester per questo Arsenal

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O’Shea decide il derby
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MANCHESTER - “Glory glory Man United, as the reds go marching up up up!” Le note dell’inno del Manchester risuonano forti all’interno dell’Old Trafford dopo l’1-0 con cui i Red Devils hanno liquidato l’Arsenal nella semifinale d’andata della Champions League. Un derby tutto inglese che si tinge di rosso fuoco, quello dei diavoli di Alex Ferguson in marcia verso la finale di Roma del 27 maggio. L’eroe di giornata è l’irlandese John O’Shea che al 17′ del primo tempo ha steso i Gunners.

I campioni d’Europa e del Mondo in carica hanno mostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la propria supremazia tecnico-tattica nei confronti di un avversario giovane e grintoso ma non per questo inesperto di fronte a determinati eventi. L’1-0 finale va stretto agli uomini di Sir Alex che dopo aver dominato il primo tempo, sono andati vicinissimi al raddoppio anche nella ripresa. Il ritorno tra una settimana all’Emirates Stadium.

DOMINIO UNITED - Ma veniamo alla gara. Partono subito forte i padroni di casa che già dopo due minuti potrebbero passare in vantaggio con un colpo di testa di Rooney che Almunia devia prodigiosamente. Il numero uno dei Gunners deve superarsi al 16′ sull’asse Ronaldo-Tevez-Rooney. La palla ritorna sui piedi dell’argentino che calcia a botta sicura davanti alla porta, ma trova il portiere spagnolo a salvare ancora una volta i suoi. Un minuto più tardi, però, l’Arsenal affonda: O’Shea risolve un’azione di mischia con un bel destro che si infila alle spalle del portiere iberico. E’ un assolo: alla mezzora Almunia fa gli straordinari su Cristiano Ronaldo. Infine è il turno di Rooney che sfiora il palo alla sinistra dell’estremo dei Gunners.

L’ARSENAL STRONGE I DENTI - La ripresa è più equilibrata, ma è sempre il Manchester a mantenere il pallino del gioco. Al 23′ sfiora il raddoppio con Cristiano Ronaldo che dalla distanza colpisce in pieno la traversa. Al 40′ il primo vero sussulto degli ospiti: su una punizione di Fabregas, Bendtner anticipa di testa l’uscita di Van der Sar ma manda di poco alto sopra la traversa. Il finale non vive più alcuna emozioni. L’Arsenal si accontenta di tornare a casa col passivo minimo sperando di ribaltare il risultato tra una settimana all’Emirates Stadium.

Milan

Cinque gol in Ungheria, il Milan ci prende gusto

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Shevchenko in gol, non segnava dal 3 dicembre
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BUDAPEST - Dopo i cinque gol rifilati al Torino nell’ultimo turno di campionato, il Milan cala il pokerissimo anche in Ungheria in un’amichevole disputata al Puskas Stadium di Budapest contro l’Hungarian Team League, una selezione del campionato ungherese. Un 5-2 che dimostra il momento di grazia degli uomini di Ancelotti.

Per l’occasione il tecnico rossonero rispolvera il modulo ad albero di Natale con i brasiliani Thiago Silva (sufficiente la sua prova) e Mattioni in difesa, Beckham a centrocampo e i tre palloni d’oro davanti, Kakà, Ronaldinho e Shevchenko.
Dopo 7′, però, i padroni di casa infilano facilmente una difesa ospite piuttosto distratta con Rajczi. La reazione del Milan arriva mezzora dopo (37′) con Kakà, imbeccato da un lancio millimetrico di Beckham, che entra in area e festeggia col gol i suoi 27 anni.

Nella ripresa è ancora il brasiliano a seminare il panico nella difesa avversaria e a servire a Shevchenko un pallone che ha bisogno solo di essere spinto in rete. L’ucraino che non segnava dal 3 dicembre scorso ci prende gusto e, dopo il momentaneo pareggio di Tokoli (57′), sfrutta un assist di Ronaldinho e colpisce di nuovo con un destro preciso, per la doppietta. Ancelotti a questo punto getta nella mischia i giovani Pasini, Cardacio, Strasser Viudez e il portiere Perucchini che riscalda subito i guantoni salvando l’eventuale 3-3.
Nel tentativo di pareggiare i conti, però, gli ungheresi si sbilanciano e per l’attacco milanista è una passeggiata allungare con Seedorf (73′) e chiudere i giochi con Viudez (85′), al primo gol in rossonero.

Ottima la prestazione di un Ronaldinho in grande spolvero che torna a casa a bocca asciutta ma con due traverse colpite: una su un delizioso pallonetto da dentro l’area di rigore che diverte il pubblico di casa e l’altra, poco dopo, su rigore. Domenica a San Siro arriva un Palermo in ottima forma e per Maldini e compagni non sarà così facile portare a casa la vittoria.

Serie A

Inzaghi aggancia la Juventus, Toro travolto

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Tripletta Inzaghi al Toro
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MILANO - Aggancio effettuato. Il Milan travolge il Torino 5-1 nel posticipo della 32/a giornata e sale al secondo posto in classifica appaiando la Juventus a quota 64 punti.

MILAN TONICO - Con i bianconeri che rallentano in casa contro l’Inter e col Genoa che affonda al Ferraris sotto la stoccata di Zarate, l’occasione per il Milan di Ancelotti di agganciare il secondo posto e allontanare il Grifone dalla corsa alla terza piazza è doppiamente ghiotta. E così la goleada finale è la risposta a chi nei turni scorsi parlava di un Milan vincente ma stanco e lanciato verso il secondo posto solo grazie ai passi falsi delle avversarie. Il calcio è anche questo, ma la squadra vista ieri a San Siro era tutt’altro che lenta e prevedibile complice lo stato di grazia di Pippo Inzaghi e lo stato di forma eccezionale di David Backham.

TORO, CHE GUAIO - Davvero un brutto Ko per il Toro che, goleada a parte, non poteva assolutamente permettersi di perdere in vista della salvezza. Gli uomini di Camolese non hanno sfruttato le assenze in difesa dei rossoneri costretti a schierare Flamini come terzino destro e a rispolverare Maldini non al meglio della forma.

‘EL SEGNA SEMPER LU’ - Il Milan è in grande spolvero e lo si vede sin dall’inizio. Al 9′ Inzaghi va in rete con un colpo di testa magistrale, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Giusto. Passano pochi minuti e superPippo infila per la prima volta Sereni con un altro colpo di testa su assist di Beckham. Al 37′ il Milan raddoppia ancora sull’asse Beckham-Inzaghi. Poco prima della fine del primo tempo i rossoneri potrebbero allungare prima con Flamini, poi con Kakà ma in entrambe le occasione la palla termina alta sopra la traversa.

TRACOLLO GRANATA - Nella ripresa il Toro prova a riaprire la gara con Bianchi che dai 30 metri chiama Dida alla patata in due tempi. E’ solo un acuto, perché al 15′ Inzaghi cala il tris su verticalizzazione di Ronaldinho entrato al posto di un disorientato Pato. Passano 8′ e Sereni stende in area Ambrosini. Per Banti è rigore e Kakà trasforma alla destra del portiere granata. Il Torino accorcia al 35′ con un gol di Franceschini su azione d’angolo, ma il Milan è in palla e al 90′ conclude il pokerissimo con un diagonale di Ambrosini servito in area da Kakà.

Calcio, Roma

Totti nella storia, scavalca Amadei ed entra nella Top Ten di sempre

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Totti nella Top Ten dei goleador
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ROMA - Francesco Totti, con 175 gol tutti con la stessa maglia, entra di diritto nella top ten dei marcatori di tutti i tempi del campionato italiano. La doppietta del capitano giallorosso nella gara contro il Lecce ha permesso al ‘Pupone’ di superare Amedeo Amadei (174 gol) e di avvicinare Giampiero Boniperti fermo a 178 gol.

Francesco Totti diventa, dunque, il primo calciatore ancora in attività a entrare nella top ten dei bomber di tutti i tempi. Al primo posto di questa speciale classifica l’inarrivabile Silvio Piola (274 gol), seguito da Gunnar Nordhal (225), da Giuseppe Meazza e Josè Altafini entrambi con 216 reti. Poi a quota 205 gol c’è Roberto Baggio, sesto Kurt Hamrin a 190, settimo Beppe Signori a quota 188, ottavo Gabriel Batistuta (184), nono Giampiero Boniperti (178).

Tra i giocatori ancora in attività che hanno possibilità di incrementare il proprio score personale vi sono Alex De Piero (165 gol), Filippo Inzaghi (146), Christian Vieri (142), Vincenzo Montella (141) ed Hernan Crespo (138).
La classifica:
1)Silvio Piola 274 gol
2)Gunnar Nordhal 225
3)Giuseppe Meazza 216
4)Josè Altafini 216
5)Roberto Baggio 205
6)Kurt Hamrin 190
7)Beppe Signori 188
8)Gabriel Batistuta 184
9)Gianpiero Boniperti 178
10)Francesco Totti 175
11)Amedeo Amadei 174
12)Giuseppe Savoldi 168
13)Guglielmo Gabetto 165
13) Alessandro Del Piero 165
15)Roberto Boninsegna 163
16)Luigi Riva 156

Calcio Internazionale, Eredivisie, Italiani all'estero

Graziano Pellè campione d’Olanda con l’Az Alkmaar

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Graziano Pellè
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AMSTERDAM - Graziano Pellè è campione d’Olanda. L’Az Alkmaar allenata da Louis Van Gaal, club in cui milita l’attaccante italiano, ha conquistato la seconda Eredivisie della sua storia nonostante la sconfitta casalinga subita ieri ad opera del Vitesse Arnhem (1-2, ndr). A consegnarle lo scudetto con tre giornate di anticipo ci ha pensato il PSV Eindhoven che ha letteralmente travolto l’Ajax (6-2, ndr) in un match della 36/a giornata. In classifica, infatti, la squadra di Alkmaar con 76 punti non può più essere raggiunta dal Twente (secondo con 65 punti) e dall’Ajax (terzo con 64).

Il club di Alkmaar, rappresenta una città di 100 mila abitanti: si trova nell’Olanda settentrionale, ad una quarantina km a nord-ovest di Amsterdam. L’Az Alkmaar, nata nel 1967 dalla fusione tra Alkmaar ‘54 ed Fc Zaanstreek, finora aveva conquistato un solo titolo olandese, nel 1981, ai tempi di Kees Kist (Scarpa d’Oro nel ‘79), in pratica nello stesso anno in cui era riuscito a qualificarsi per la finale della Coppa Uefa, nella quale era stata sconfitta (2-4 e 3-0) dagli inglesi dell’Ipswich Town trascinati dal bomber scozzese John Wark.

Premier League

Macheda-bis e il Manchester vola. Liverpool e Chelsea inseguono

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Macheda lancia il Manchester
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LONDRA - Nella 32/a giornata di Premier League Federico Macheda si ripete. Il Manchester United, infatti, batte il Sunderland 2-1 con un gol decisivo del 17enne talento italiano. I Red Devils, passati in vantaggio al 18′ grazie alla rete siglata di testa da Scholes, si sono fatti raggiungere al 55′ da un colpo sotto di Jones a porta praticamente vuota. Macheda, entrato al 75′ al posto dell’attaccante bulgaro Berbatov, ha poi impiegato appena un minuto per scrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, deviando alle spalle di Gordon un tiro da fuori area del centrocampista Carrick. La scorsa settimana, il giocatore cresciuto nelle giovanili della Lazio aveva bagnato con una rete pesante il suo debutto in Premiership regalando la vittoria contro l’Aston Villa.
I tre punti conquistati grazie alla rete dell’ex calciatore biancoceleste, acquistato nel 2007, permettono al Manchester di restare in vetta alla Premier League nonostante l’ennesimo assalto del Liverpool e del Chelsea.

Ad Anfield i Reds hanno letteralmente passeggiato sul Blackburn. Messa in soffitta la sconfitta di Champions contro il Chelsea gli uomini di Benitez hanno rifilato un secco 4-0 ai Rovers. Gara aperta dopo soli 5′ di gioco con un gran gol di Fernando Torres (su assist di Carragher) che si ripete al 32′ di testa sugli sviluppi di una punizione battuta da Xabi Alonso. Nella ripresa i padroni di casa controllano il match e all’83′ siglano il tris con un tiro dalla distanza di Agger sul quale Robinson non può nulla. All’89′ il Liverpool cala il poker con il neo entrato N’Gog.
Vince anche il Chelsea che, a dispetto del 4-3 finale, ha sempre tenuto in mano la gara contro il Bolton. I blues, infatti, sul 4-0 (con doppietta di Drogba, Ballack e Lampard) hanno iniziato a mollare la presa pensando già al ritorno di Champions contro i “cugini” del Liverpool.

Poker di gol anche per l’Arsenal, quarta forza della Premier con 61 punti. I Gunnes hanno battuto 1-4 il Wigan al JJB Stadium con reti di Walcott, Silvestre, Arshavin e Song Bilong. Il derby di Londra tra Tottenham e West Ham sorride ai primi che portano a casa i tre punti grazie a un gol di Pavluchenko al 64’. Sorride anche il Middlesbrough che batte 3-1 l’Hull City, mentre pareggiano 2-2 Portsmouth-West Bromwich e 1-1 Stoke City-Newcastle. Nei due due posticipi, invece, Aston Villa-Everton finisce 3-3 con una splendida rimonta dei padroni di casa, mentre il Manchester City crolla clamorosamente in casa per 1-3 contro il Fulham.

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