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Serie B

Tre in vetta, Sassuolo ed Empoli approfittano della debacle del Grosseto

Ecco il quadro completo delle gare del 16° turno di serie B.

Bjelanovic e Vicenza super
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Vicenza-Grosseto 5-0. Non sorprende la vittoria del Vicenza, ma fa clamore il risultato ed il modo in cui la capolista ha sventolato bandiera bianca, con quattro reti in 21′. Apre le marcature l’ottimo Sgrigna, mentre la seconda rete è di Bjelanovic, su servizio proprio del centrocampista biancorosso. Raimondi firma il 3-0, poi Bernardini chiude il discorso tre punti, con una rete da 25 metri, con Acerbis fortemente colpevole. Il Grosseto si stropiccia gli occhi incredulo, ma non fa nulla per reagire e così ad inizio ripresa, ancora Bjelanovic punisce ulteriormente i veneti. Una gara storta ci sta per tutte le squadre, ma questo Grosseto deve riflettere su questo crollo verticale in un tempo così breve. Il Vicenza invece torna a sorridere dopo tre sconfitte consecutive.

Empoli-Piacenza 3-2. Lodi & Co. approfittano del crollo del Grosseto e lo raggiungono in testa alla classifica, ma soffrono non poco contro il Piacenza, che domina la prima parte di gara e passa in vantaggio con la rete di Aspas. A questo punto Lodi prende per mano i suoi: prima serve su punizione Corvia che trova il pari, poi firma il 2-1 direttamente su punizione. Il mancino di casa Empoli propizia anche la terza rete, inducendo Rickler a deviare il pallone nella propria porta. Bianchi allo scadere accorcia nuovamente, poco dopo il suo ingresso in campo, ma il Piacenza esce comunque sconfitto, anche se a testa alta.

Ascoli-Sassuolo 1-1. Doveva essere un turno agevole per i nero-verdi, ed invece il Sassuolo soffre ad Ascoli e si trova in svantaggio grazie alla rete di Di Donato. Rea viene trattenuto in area di rigore e l’arbitro concede il penalty che Emiliano Salvetti trasforma, tra le proteste dei marchigiani. Gli ospiti trovano comunque la vetta della classifica in coabitazione con Empoli e Grosseto.

Avellino-Rimini 0-2. Docente e Ricchiuti interrompono la striscia positiva dei Lupi, che durava da otto turni. I biancorossi trovano così un momento di tregua, ma la classifica ancora non fa stare tranquillo Selighini.

Pisa-Frosinone 3-1. Si sveglia il Pisa, che batte il Frosinone e lo supera in classifica. Vantaggio toscano con Joelson e pareggio di Diogo Tavares in mischia. Prima dell’intervallo, in pieno recupero, Degano fa partire un missile dalla distanza che porta i padroni di casa sul 2-1. Greco nella ripresa serve il tris che chiude la partita.

Bari-Albinoleffe 1-2. Risale la china l’Albinoleffe e ha la meglio contro il Bari, che perde l’opportunità di trovarsi nel gruppo in vetta della classifica. Gli ospiti passano in vantaggio con Gervasoni che di testa batte Gillet, poi raddoppiano con l’assist di Ruopolo per Renzetti. A nulla serve il talento di Caputo per il Bari, se non ad accorciare solamente le distanze nella ripresa.

L’Airone vola in alto

Mantova-Brescia 0-2. Il derby lombardo va alla squadra di Sonetti, che torna così in corsa playoff. Un super Caracciolo, autore di una doppietta, da il secondo dispiacere consecutivo a Costacurta, che dovrà ancora lavorare parecchio per spegnere la sete di ambizione del Mantova e del suo presidente Lori.

Modena-Livorno 0-0. Poco gioco, dovuto anche ad un campo ai limiti della praticabilità. Per il Livorno, undicesimo pareggio in campionato.

Cittadella-Ancona 0-0. Tre punti persi per i veneti, che giocano meglio rispetto ad un Ancona che limita a difendersi. La traversa di Tedoldi è il brivido più interessante di questa gara.

Champions League

4° giornata: Sporting e Barcellona qualificati, disastro Werder Brema

Gerrard acciuffa nel finale l’Atletico
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GIRONE A- Cluj-Bordeaux 1-2. La favola dei rumeni subisce una battuta d’arresto, con una sconfitta casalinga che rilancia le speranze di qualificazione agli ottavi del Bordeaux. Eroe di giornata ancora Johan Gourcuff, finalmente esploso al di là delle Alpi, che porta in vantaggio i francesi, con una zampata su cross di Gouffran. I padroni di casa trovano il pari con Dani, ma devono capitolare sulla magnifica punizione di Wandel. L’assalto finale del Cluj non sortisce effetti e gli ospiti si aggiudicano tre punti preziosi.

GIRONE B- Werder Brema-Panatinaikos 0-3. Crolla il Werder in quella che doveva essere la giornata della riscossa. Una sconfitta che probabilmente mette in discussione il passaggio del turno e persino il terzo posto per Diego e Co. I greci razziano Brema e disintegrano gli avversari, nettamente favoriti, con le reti di Mantzios, Karagounis e Goumas ed ora fanno più di un pensierino al secondo posto. Non prevenuti i tedeschi, che avranno molto da riflettere su questa debacle.

GIRONE C- Sporting Lisbona-Shakthar Donetsk 1-0. Quasi tutto già deciso nel gruppo C. Lo Sporting trova la qualificazione con due turni d’anticipo, battendo tra le mura amiche lo Shakthar, grazie ad un bel gol di Derlei nel finale.

Barcellona-Basilea 1-1. Un Barça già qualificato, fatica contro l’ostico Basilea. In vantaggio i blaugrana con Leo Messi, partito dalla panchina, gli svizzeri pareggiano con un gran gol di Derdiyok e conquistano un punto importantissimo per la rincorsa al terzo posto, che vale l’ingresso in Coppa Uefa.

GIRONE D- Liverpool-Atletico Madrid 1-1. Non sempre chi gioca meglio, trova il gol. Dimostrazione di questa teoria è Liverpool-Atletico. Dominano gli inglesi per buona parte del match, ma passano gli ospiti, con la rete di Maxi Rodriguez. La terna arbitrale è rivedibile e nega tre rigori (uno ai Reds e due agli spagnoli), ma ne concede uno molto dubbio al 95′, che permette al capitano Steven Gerrard di portare i suoi al pareggio.

Marsiglia-Psv 3-0. Buona vittoria per i francesi al Velodrome, che regolano un Psv modesto, che ora rischia l’esclusione dall’Europa. Bakari Konè e Niang (doppietta) i marcatori, ma il grande protagonista è Ben Arfa, incontenibile per gli olandesi.

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Cesena, Lega Pro

Crolla la Pro Patria, aggancio del Novara

Lume, che pokerissimo!

Girone A. Continua il crollo della Pro Patria. Dopo l’avvio esaltante, la Pro crolla a Lumezzane: 5-1 per i padroni di casa, nel risultato più clamoroso per proporzioni di questa giornata. Che il sogno sia finito? Approfitta del passo falso il Novara, che aggancia la capolista in vetta, con Rubino e Sinigaglia che firmano il successo casalingo contro il Venezia. Importanti vittorie anche per le seconde della classe: la Cremonese si porta a 3 punti dal vertice in coabitazione con il Padova. I grigiorossi superano 2-1 il Legnano, mentre i padovani, grazie alla rete di Di Nardo, superano un Cesena che sembrava lanciatissimo, ma che, dopo questa sconfitta, sembra ancora atteso alla prova del nove. Festeggia anche il Pergocrema, che con il gol di Florean, sbanca Portogruaro e conquista l’unico successo esterno della giornata. Tutte le restanti partite terminano in pareggio. La Reggiana rimonta per due volte il Monza, mentre Verona-Lecco finisce a reti bianche. Due gol a tempo scaduto salvano il Ravenna e la Spal: Trotta evita la sconfitta dei giallorossi in casa contro la Samb, mentre Zamboni in pieno recupero regala un punto ai ragazzi di Dolcetti, contro la Pro Sesto.

Girone B. Un buon Foligno blocca l’Arezzo in casa propria e permette al Crotone ed alle altre inseguitrici di rifarsi sotto. La seconda in classifica regola 3-0 la Ternana, ma molto meno facilmente di quanto lascia intendere il risultato, poichè gli umbri resistono fino a metà ripresa. Perdono una buona occasione il Gallipoli, battuto 2-1 a Pescara, e il Foggia, che cade a Marcianise, per un gol di Innocenti. Bene il Benevento di un super Clemente, che conquista i tre punti a Pistoia e risale la classifica. Vittoria anche per il Sorrento, che batte la Cavese con la rete di Agnelli, mentre è un gran Perugia, quello che si impone per 3-0 sul Taranto, con una tripletta di Mazzeo. Ricca di reti ed emozioni Paganese-Lanciano terminata 3-2 per i padroni di casa, mentre Juve Stabia-Potenza termina 0-0 tra gli sbadigli.

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Serie A

Super Bizzarri, il Catania strappa un punto a Siena

Bizzarri insuperabile a Siena
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SIENA- Continua il buon momento del Catania. I ragazzi di Zenga strappano un punto a Siena, in una gara in cui i siciliani non hanno brillato e sul piano del gioco sono stati messi in difficoltà dalle iniziative dei padroni di casa che, per buona parte di match, hanno avuto sempre il pallino del gioco.

Se il Catania non ha sbandato, grande merito va al portiere Bizzarri, autore di diverse parate decisive, in particolare su Maccarone, che nel primo tempo può portare in vantaggio i bianconeri in tre occasioni, ma l’estremo difensore argentino è bravissimo su Big Mac.

Nella ripresa il copione non cambia, con lo stesso protagonista (Bizzarri), ma un comprimario diverso (Ghezzal): la trama però è sempre la stessa, con il Siena che domina, ma non segna, per le belle parate del proprio portiere.

Entra Calaiò al posto di Maccarone ed al 30′ riesce ad esorcizzare quella porta che sembrava stregata, con un colpo di testa su traversone di Del Grosso. Il vantaggio però dura solo 5′, perchè lo stesso Calaiò serve Paolucci in contropiede con un retropassaggio errato: l’attaccante cresciuto nel vivaio della Juventus, fa secco Ficagna e si fa stendere da Curci, guadagnandosi un rigore, che Mascara non fallisce. Il Siena prova il forcing finale, ma non ottiene nulla, rimpiangendo le occasioni buttate via durante tutta una gara che è stata dominata territorialmente.

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Coppa Uefa, Udinese

Buona la prima: l’Udinese fa secco il Tottenham

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Di Natale stende il Tottenham
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Turnover o meno, l’Udinese c’è e a farne le spese è il Tottenham, una squadra sempre più in crisi di gioco, ma soprattutto di risultati.

Basta poco. I friulani passano presto in vantaggio, con una frittata di Gomes, che stende Di Natale in area e causa il penalty, che l’attaccante napoletano non fallisce. Ti aspetti la reazione degli inglesi, e invece è ancora l’Udinese che controlla la gara con autorità, senza troppi rischi. Nella ripresa il Tottenham parte subito aggressivo, ma si spegne presto: O’Hara si fa espellere nel giro di un minuto per somma di ammonizioni e lascia i suoi in 10. Avanti di una rete e con l’uomo in più, i padroni di casa non hanno difficoltà a tenere a bada gli Spurs: prima Di Natale costringe Gomes ad un miracolo sul suo pallonetto, poi Pepe colpisce con un gran gol che chiude la gara.

Diversi umori. Buonissima prestazione per i bianconeri friulani, che si impongono contro una squadra che dispone di un blasone, ma soprattutto di un fondo cassa societario ben più grande. La politica dell’Udinese alla fine paga e questa è un’altra dimostrazione: una squadra competitiva anche in Europa, che sicuramente potrà dire la sua in questo torneo. Per contro malissimo il Tottenham. Tanti soldi spesi ed una crisi dalla quale non sembra uscire. In campionato manca ancora la prima vittoria, mentre in Europa, la sconfitta del Friuli, pregiudica almeno un po’ il passaggio del turno. Juande Ramos doveva essere il salvatore, e invece dopo la partenza di Berbatov e Keane, gli Spurs mancano di un leader e di quella grinta che non può mancare, quando si è con le spalle al muro. E ormai il Tottenham è molto più di un caso; è una certezza, purtroppo per gli Spurs.

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Fiorentina, Juventus, Napoli, Serie A

Napoli e Firenze cantano, Juventus a picco

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100° gol in A per il Gila
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E’ stato un sabato di grandi campioni. Ci sono quelli che forse non servivano (Gilardino), quelli sulla rampa di lancio (Hamsik e Lavezzi), e quelli che comunque tali rimangono, anche se non riescono ad impedire alla propria squadra di uscire ancora sconfitta (Amauri).
Fiorentina-Reggina 3-0. Meno male che doveva rimanere a riposo…Alberto Gilardino entra nella ripresa già delineata sull’1-0 per i viola, e realizza una doppietta nel giro di 7′, arrotondando il punteggio. Nel primo tempo l’episodio chiave del match: al 38′ Kuzmanovic serve in verticale Santana, che si invola verso la porta, ma viene steso dal piede di Campagnolo in area. L’arbitro Orsato vede bene e applica giustamente il regolamento alla lettera,decretando il rigore e mostrando il rosso al portiere. Orlandi richiama Vigiani per inserire Puggioni tra i pali, ma il nuovo entrato non riesce ad opporsi al penalty di Pazzini, che firma l’1-0. Nella ripresa la Fiorentina amministra il vantaggio e le energie, anche in vista dell’impegno di Champions contro il Bayern e l’1-0 sembra reggere, con una Reggina che fa poco e niente per mettere in difficoltà i toscani. Poi al 26′ entra Gilardino e impiega solo quattro giri d’orologio a realizzare il 2-0. Il campione del mondo poi si ripete al 36′ e festeggia il suo gol numero 100 in serie A. Ci sono giocatori che danno il massimo solo a certe condizioni: Gilardino quest’anno ha terreno fertilissimo a Firenze e, c’è da scommetterci, non smetterà di stupire ancora.

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Lavezzi castiga la Juve e fa sognare Napoli
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Napoli-Juventus 2-1. Re per una notte. Il Napoli di Reja, continua a dettare legge al San Paolo e conquista i tre punti anche contro una Juventus in crisi d’identità e di gioco. Ora i partenopei si sono goduti almeno una notte da capolista, in attesa dei risultati del pomeriggio, ma quello che conta di più per i napoletani, è quello di aver dato importanti conferme a questo torneo: il Napoli non è una Cenerentola, ma una squadra tosta e caparbia, attrezzata non allo Scudetto, ma che può mettere sotto squadre anche molto più blasonate, specie tra le mura amiche. Il Napoli poi può contare su due giocatori che stanno diventando di livello internazionale e che sicuramente in estate, alimenteranno gli appetiti di molti presidenti, anche fuori dallo Stivale. Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik sono due perle di giocatori: il primo ricama e fa vedere solo il fumo ai difensori avversari, mentre lo slovacco è un centrocampista moderno, che sa fare tutto e bene, con gli inserimenti da dietro, che molto spesso portano al gol. Questi due ragazzi inguaiano non poco Ranieri. Già prima della sosta per la Nazionale, il tecnico bianconero era stato messo in discussione, per i risultati poco edificanti delle ultime uscite. Ora la situazione si è addirittura aggravata per l’allenatore romano, che comunque deve fare i conti con tanti infortuni che hanno riempito l’infermeria della Juventus. E pensare che un gran gol di Amauri aveva portato in vantaggio gli ospiti a Napoli, con un gran destro al volo su cross dalla destra di Poulsen (61′). Poi l’immediata risposta di Hamsik, che di testa trova il pari dopo 3′ e il colpo del ko del “Pocho”, che sfrutta l’ennesima indecisione della difesa bianconera e batte di destro Manninger. Canta Napoli, mentre la Juventus sprofonda nel baratro di una crisi che ora è realtà. In settimana assisteremo al processo alla squadra, con tutti pronti a puntare il dito verso il colpevole. La Juventus ha grande blasone e grande storia, ma siamo sicuri che non sia stata “pompata” troppo e caricata di aspettative che non può (ancora) soddisfare? Quando si è la prima squadra italiana per numero di tifosi e per scudetti vinti, sicuramente si deve puntare sempre al massimo, ma questa Juventus ancora non è apparsa competitiva per quella lotta al tricolore, che già da diversi mesi proclama di puntare.

Amarcord

La carica del Bisonte: Dario Hubner

Tatanka Hubner, bomber implacabile dal cuore d'oro

Tatanka Hubner, bomber implacabile dal cuore d’oro

Qua mettiamo tutto da parte: l’imparzialità, l’equità e quel giudizio super partes che un giornalista dovrebbe tenere. Ora lasciamo parlare una passione, che ho avuto la fortuna di vivere da vicino. Ogni appassionato di calcio ha un giocatore nel cuore, che ti fa dire: “se giocassi, sarei così”. Fossi stato un calciatore, sarei stato Dario Hubner.

Uno per tutti. I miei giudizi forse sono condizionati da quello che ho visto da bambino, ovvero le gesta del Bisonte dal vivo, con la maglia del Cesena. Curvo sulla schiena, testa bassa e un cuore enorme. Non era baciato dal talento di un fuoriclasse, ma segnava, segnava, segnava. Non è un caso che nella sua carriera abbia vinto il titolo di capocannoniere in tre serie differenti. Non è un caso che ovunque sia andato, diventasse l’idolo dei tifosi. Questo perchè, oltre alla sua fame di gol, che spesso veniva saziata,  era un calciatore atipico. Ai riflettori della mondanità, preferiva i riflettori dello stadio, nelle partite in notturna. Hubner era per tutti: non un filetto al pepe verde al ristorante, ma una piadina con la salsiccia ad una festa con gli amici. Le giocate di gran classe per i palati fini li lasciava a qualcun altro; lui la buttava dentro.

Programmato per il gol. Attaccante potente, con una progressione devastante, in contropiede faceva sfracelli. I difensori si arrendevano al suo uno contro uno fisico ed ogni tanto deliziava il pubblico con giocate fantastiche: non per strappare l’applauso, ma per cercare sempre il target per il quale era stato programmato. CyberHubner era progettato per fare gol. Un esempio di questo era il pallonetto, una delle sue armi preferite, con il quale uccellava il portiere avversario, appena poteva.
Era un bomber completo: destro, sinistro, di testa, di rapina, su rigore. Nella sua carriera, Tatanka ha segnato in tutti i modi. Lo ricordo volare in contropiede su lancio di Dolcetti e con la sua solita freddezza, superare il portiere in uscita e appoggiare la palla a porta vuota. Lo ricordo piegare le mani al portiere con un tiro da fuori. Lo ricordo sotto la curva ad esultare coi tifosi.

I vizi di un professionista. Hubner deve tanto alla provincia e viceversa. Non si è mai lamentato con atteggiamenti da primadonna per passare in una squadra più blasonata ma, anzi, ha difeso i colori che vestiva fino a quando la dirigenza non pensava di mandarlo via, per incassare, o perchè la squadra era retrocessa. Dario era un esempio di professionalità. In molti ricordano la sua passione per la grappa e il fatto che fosse fumatore, ma quando scendeva in campo, i gol parlavano per lui. Non esiste dato migliore per dimostrare la sua professionalità.
Si dice che prima della partita, nello spogliatoio, se ne stesse in disparte, a fumare una sigaretta, in cerca della concentrazione. Altro che I-pod con le ultime fregne dei rapper americani. Dario era così: duro e puro, ma con un cuore tenero.
C’è differenza tra chi gioca a calcio per soldi, e chi lo fa per passione. Per chi vede il calcio come un lavoro, non ci sono valori che tengano, se non quello del denaro; chi invece questo sport lo vive nelle ossa, arriva a 40 anni a giocare nei campetti di Eccellenza, spinto solo da quella irrefrenabile fame di gol. Le ultime squadre di Hubner sono state il Chiari, il Rodengo Saiano e l’Orsa Corte Franca, formazioni che lottano stabilmente per la Champions League e che un magnate russo ha preso sotto la propria ala protettiva.

L’uomo dietro l’eroe. L’ultima immagine che ho di lui è in una fredda serata di dicembre al Carisport di Cesena, durante una partita benefica tra vecchie glorie bianconere. Da qualche minuto i paramedici stavano provando a rianimare Flavio Zuccheri, stroncato da un infarto. Hubner era seduto sul pallone, appoggiato alla balaustra, con le mani sul volto. Era disperato e scioccato. Il mio idolo di infanzia, così indistruttibile quando indossava gli scarpini, ora era inerme, con le lacrime agli occhi.
A volte fa male vedere che dietro l’eroe si nasconde solo un uomo. Ma quella volta fui felice, perchè oltre che ricordarmi delle gesta del grande Bisonte che scorrazzava nella prateria del Manuzzi, vidi una persona dotata di grande sensibilità. Dietro all’eroe vidi un grande uomo, capace di ridere e piangere per quello che sentiva. Una persona che pur avendo vinto tanto, è rimasto fedele alla propria passione e ai propri valori e che non è stato cambiato da un successo che, nel mondo del calcio, è sempre effimero. Dario Hubner, se fossi stato un calciatore, sarei stato esattamente come te.

Champions League

Seconda giornata: Messi salva il Barça, il Cluj blocca anche il Chelsea

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Storica vittoria dell’Anorthosis
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Chelsea bloccato. Dopo la superba vittoria dell’Olimpico, il Cluj compie un’altra impresa. I ragazzi di Trombetta impattano con il Chelsea, vicecampione d’Europa, al termine di una gara combattuta e che i rumeni hanno ben approcciato. I Blues invece sono apparsi piuttosto opachi, con le proprie stelle, Lampard su tutti, che non hanno trovato mai uno spunto decisivo. Dopo un primo tempo noioso, la ripresa è più frizzante, con ambo le squadre a cercare il vantaggio. Drogba si infortuna al ginocchio ed esce dal campo in lacrime con i barellieri: bruttissima notizia per i londinesi. La “bad news” conseguente è che Scolari, senza l’ivoriano, deve affidarsi ad Anelka come terminale offensivo e l’ex Bolton è apparso, ancora una volta, fuori condizione. Il Cluj sfiora il colpaccio nel finale con un palo di Trica e una grande parata di Cech sull’ottimo Alvaro Pereira. Il Chelsea risponde con l’occasione capitata ad Anelka proprio allo scadere, ma l’errore dell’attaccante è davvero clamoroso e permette ai padroni di casa di conquistare un meritato punto.

Anorthosis nella storia. I ciprioti conquistano la prima vittoria in Champions usando la grinta e la…testa. Gli uomini di Ketsbaia superano 3-1 il Panathinaikos e già nel primo tempo sono avanti, grazie alla sfortunata autorete di Sarriegui su fallo laterale e al preciso colpo di testa di Dobrasinovic. Prima dell’intervallo però i greci riaprono la partita trasformando un calcio di rigore decretato dall’arbitro per palese fallo di mano di Leiwakabessy. Dagli undici metri Salpingidis non fallisce e fa sperare l’undici in verde nella rimonta. Nella ripresa però l’Anorthosis resiste agli assalti e triplica nel finale, ancora con un colpo di testa, questa volta dell’iracheno Taher.

messi-barca
Messi sbanca Donetsk da solo

Girone C. Rischia grosso il Barcellona in Ucraina. Guardiola cambia schieramento e nel 3-5-2 di partenza non ci sono Messi e Bojan, con Eto’o e Henry di punta. Il risultato è allarmante: lo Shakthar ha in mano il pallino del gioco e mette sotto i blaugrana. Gli ucraini chiudono la prima frazione in vantaggio grazie alla rete di Ilsinho che sfrutta un errore del difensore Pique. Il Barça corre ai ripari e Pep fa entrare Messi al 15′ del secondo tempo. Con in campo la stella argentina, la musica cambia e gli ospiti si fanno più intraprendenti, sciupando qualche buona occasione con Eto’o. Al 42′ Messi trova il pareggio su errore di Pyatov, ma gli ucraini protestano: un loro compagno era a terra e il pallone non è stato restituito. In pieno recupero poi la beffa per lo Shakthar: ancora Messi trova il gol dell’1-2 con un tocco morbido in area e regala i tre punti al Barcellona, che comunque dovrà riflettere sui perchè di una prestazione così mediocre, salvata solo dal talento del suo fuoriclasse. Nell’altra gara del girone, lo Sporting Lisbona regola 2-0 il Basilea: Romagnoli e Derlei i marcatori di una gara a senso unico per i portoghesi, con gli svizzeri che si sono limitati a difendersi e che hanno resistito finchè hanno potuto.

Girone D. Non si passa all’Anfield. Il Liverpool di Rafa Benitez vince senza troppi sforzi contro il Psv in una gara già segnata nel primo tempo dalle reti di Kujt e Keane. In entrambe le azioni, entra Torres, che non andrà a segno, ma fornirà comunque una buona prestazione. Gara in ghiaccio al 30′ della ripresa, grazie alla gemma su punizione del capitano Steven Gerrard. La rete della bandiera degli olandesi è di Koevermans, ma serve solo ad addolcire la pillola della sconfitta: i Reds sono stati superiori ed il Psv non ha nulla da recriminare. Vince anche l’Atletico Madrid del super Kun Aguero che porta in vantaggio i suoi già al 4′. Il Marsiglia risponde con il colpo di testa di Niang al 16′, ma nelle battute conclusive del primo tempo, Raul Garcia trova il 2-1 definitivo. La partita è stata frizzante e ricca di occasioni da rete anche nella ripresa, ma gli spagnoli contengono le iniziative dell’OM e raccolgono così i tre punti.

Champions League

Seconda giornata: volano Real, Arsenal e Manchester United

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Primi gol da Red Devil per Berbatov
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Real cinico e fortunato. Grande dimostrazione di concretezza del Real Madrid a S.Pietroburgo. In una trasferta difficile e che molti pronosticavano infruttosa per i ragazzi di Schuster, gli “ex” Galacticos si impongono invece per 1-2, contro i detentori della Coppa Uefa. Il Real parte subito bene a al 4′ si porta avanti grazie all’autorete di Hubican e crea diverse occasioni per il raddoppio, esaltando i riflessi di Malafeev. Lo Zenit però si sveglia e trova il pari con il sempre più lanciato Danny. I russi si fanno più intraprendenti, ma è nuovamente il Real a passare, con il solito Ruud Van Nistelrooy al 31′. Nella ripresa lo Zenit spinge sull’acceleratore alla ricerca del pari, ma si scontra con un strepitoso Casillas, autore di almeno 3 parate decisive. Quando l’estremo difensore delle Merengues non ci arriva, è il palo a negare la segnatura ai padroni di casa: Arshavin, tornato sui livelli di Euro 2008, colpisce il legno al 34′.

Il Bayern si salva. Pari casalingo per il Bayern Monaco contro il Lione. I bavaresi, come dimostrano anche i recenti risultati in Bundesliga, sono in calo di forma e devono soffrire non poco contro un volenteroso Lione, che passa in vantaggio grazie alla deviazione nella propria rete di Demichelis, su staffilata dello specialista Juninho. Il Lione sciupa molte occasioni per chiudere la partita, così i tedeschi trovano il pari ad inizio ripresa, grazie al provvidenziale Zé Roberto. Toni e compagni soffrono fino alla fine gli attacchi dei transalpini, ma tengono botta e conquistano il punto. Il Bayern non esce dalla crisi, ma rimane in testa al girone.

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Van Persie partecipa allo show dei Gunners
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Gruppo E. I Red Devils scoprono Dimitar Berbatov. In Danimarca, è quasi un allenamento per lo United, che già nel primo tempo è in vantaggio grazie alla rete di Wayne Rooney. L’Aalborg non fa paura e così nella ripresa arriva la doppietta del bulgaro, a sancire con il risultato una netta supremazia. Gli inglesi si trovano in testa con il Villareal, che batte di misura un tenace Celtic, grazie alla punizione di Marcos Senna.

Gruppo G. E’ Arsenal show contro il Porto. I Dragoes forse erano l’insidia maggiore per i Gunners nel girone e con questa rotonda vittoria per 4-0, dà un segnale forte alle avversarie. Doppiette per Van Persie ed Adebayor, che si scambiano favori, dimostrando un’intesa ancor più affinata rispetto alla scorsa stagione. In cabina di regia, Fabregas fa ciò che vuole contro i portoghesi piuttosto in ombra. Nell’altra sfida di giornata, in mostra la difesa della Dinamo Kiev, che riesce ad annullare l’assedio del Fenerbahce di Aragones in Turchia, chiudendo la gara sullo 0-0.

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Cesena, Lega Pro

La Pro Patria non molla; due in vetta nel girone B

Sarà la Reggiana l'anti Pro Patria?

Sarà la Reggiana l’anti Pro Patria?

Guai a chiamarlo fuoco di paglia. Dopo cinque giornate, la Pro Patria è l’unica squadra professionistica a punteggio pieno. La Reggiana prova a stargli dietro, ma ora i punti di distacco sono 5: manca ancora una vita, ma il distacco inizia ad essere già sensibile. Nel girone B, la Ternana non va oltre il pari casalingo contro il Foligno e perde terreno su Arezzo e Gallipoli.

Girone A - Tutto facile per la capolista Pro Patria contro il Pergocrema. Già nel primo tempo le reti di Correa e Melara indirizzano il match verso il segno 1, poi ci pensa Fofana nella ripresa a chiudere il conto. Ottima vittoria per la Reggiana sull’insidioso campo della Pro Sesto. Decide una rete nella ripresa di Falconieri ed i granata ora si candidano come “anti Pro Patria”. Clamoroso scivolone casalingo della Cremonese, che deve arrendersi al Portogruaro dello scatenato Cuffa, autore di una doppietta. Il derby veneto tra Verona e Padova, invece, va ai biancorossi, grazie alla rete di Bovo nel secondo tempo. Vittoria di misura per la Spal di Aldo Dolcetti contro la Sanbenedettese: il gol lampo al 1′ di Lorenzi porta i ferraresi in terza posizione. Terza piazza affollatissima: ci rimane anche il Novara, sconfitto 3-1 in casa dal Legnano. Guadagna posizioni anche il Venezia, che con la doppietta di Malatesta e il rigore di Poggi, inguaia il Monza, penultimo in classifica.

La Romagna non canta- Continua la crisi delle romagnole. Il Cesena continua a non convincere. Solo 1-1 contro il modesto Lecco e per Bisoli poteva andare anche peggio. I bianconeri si salvano solo al 39′ della ripresa grazie alla rete di Bonura, che impatta il vantaggio ospite di Corti. Il mondo cesenate storce il naso: lecito attendersi molto di più da una squadra che ha come obiettivo minimo l’ingresso ai playoff. Giornata nera anche per il Ravenna, regolato 3-0 in quel di Lumezzane. I giallorossi di Atzori non sono mai stati in partita. Urge invertire presto il trend: tre sconfitte in cinque gare sono eccessive per una squadra che viene dalla B.

Girone B - Il protagonista di giornata è Chianese, che con la sua doppietta permette all’Arezzo di battere il Taranto nel big match della quinta giornata. Gli aretini ora comandano il torneo assieme al Gallipoli, vittorioso sul campo di un Perugia sempre più in crisi di risultati. Lo 0-1 è ad opera di Di Gennaro. Ternana e Foligno non si fanno male e chiudono la partita a reti bianche, mentre risale il Foggia che, grazie ad un rigore di Del Core nei minuti conclusivi, guadagna i tre punti contro la Juve Stabia. Tre punti anche per il Crotone: l’eroe dei calabresi è Basso che sconfigge il Benevento. Dopo le buone prove nelle scorse giornate, il Pescara cede 2-1 sul campo della Real Marcianise, mentre una rete di La Vista permette al Sorrento di battere la Pistoiese e di lasciarla a quota 4. 1-0 è il risultato con il quale termina anche Paganese-Potenza, mentre Virtus Lanciano-Cavese finisce 0-0.

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