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Calcio Internazionale, Champions League, Roma

Champions: ecco le fantastiche otto

Domani dalla urna di Nyon usciranno gli accoppiamenti dei quarti di Champions League. Le otto squadre qualificate (non senza sorprese) sono: Arsenal, Chelsea, Manchester Utd, Liverpool, Barcellona, Roma, Fenerbahce e Schalke 04.
La Regina assoluta è, quindi, la Premier League con ben 4 quattro squadre protagoniste. Ipotizzare un team inglese vincitore di questa edizione è abbastanza normale e scontato. L’unica che avrebbe effettivamente la possibilità di “intromettersi” è il Barça di Frankie Rijkaard. La Roma potrebbe risultare la sorpresa di questi ottavi mentre per i turchi del Fenerbahce e i tedeschi dello Schalke 04 ipotizzare una semifinale appare molto difficile, a meno di un sorteggio favorevole che le metta l’una di fronte all’altra.

Manchester Utd, Arsenal e Roma sono le formazioni al momento più in forma. Le due inglesi dominano il campionato, si intervallano di continuo in vetta alla classifica e hanno creato un abisso tra sè e le inseguitrici. I “baby” di Wenger stanno disputando una stagione pazzesca: grande gioco e velocità hanno steso i campioni del Milan in una doppia sfida che sa molto di passaggio di testimone. I Red Devils di Ferguson, invece, sono sicuramente una delle squadre meglio organizzate del continente. Il talento di Rooney e Cristiano Ronaldo non ha limiti, il resto lo fanno la freschezza di Tevez e Nani e l’esperienza di Scholes e Giggs. La Roma sta giocando con ogni probabilità il miglior calcio d’Europa (alla pari forse con i giovani di Wenger), ha eliminato alla grande il Real Madrid e in campionato sta riuscendo nell’impresa di far tremare la corazzata interista.

Alle loro spalle si piazza un altro terzetto: Chelsea, Liverpool e Barcellona. Le due inglesi, rispettivamente terza e quarta in Premier, sono due formazioni in netta crescita. Il Chelsea, dopo aver subito diversi stop in campionato anche a causa di gravi infortuni, sta ritrovando il gioco migliore di pari passo con il recupero (mentale oltre che fisico) di giocatori fondamentali come Lampard, Drogba e Ballack. Sarà sicuramente un avversario tosto, ma tra le quattro inglesi è quella con meno “mentalità europea”. Il contrario del Liverpool che invece fatica in Premier ma regala prestazioni eccellenti in Coppa. Ha eliminato una delle favorite, ovvero l’Inter, e ha trovato nella coppia Gerrard-Torres qualità e quantità che poche altre squadre hanno a disposizione. Il Barcellona è una delle formazioni europee di più difficile lettura. Indietro in campionato, il gioco spumeggiante degli anni scorsi è ormai un ricordo e l’infortunio di Messi è una perdita incolmabile. Resta comunque un avversario temibile, sia per tutti i grandi campioni di cui dispone sia per la mentalità vincente costruita negli anni passati, ma paga gli eccessivi protagonismi.

Infine il Fenerbahce e lo Schalke 04. I complimenti per aver raggiunto lo storico traguardo dei quarti sono d’obbligo. Domani però avranno lo scomodo ruolo di “avversaria preferita” da pescare nel sorteggio. I turchi di Zico hanno battuto il Siviglia e messo in difficoltà l’Inter, ma lontano da Istanbul fanno molta fatica. I tedeschi di Slomka sono troppo dipendenti dai gol di Kuranyi, anche se hanno in Rakitic una delle rivelazioni più interessanti del torneo
Appuntamento, dunque, domani a Nyon. Anche se la truppa italiana è ridotta ormai all’osso, la Champions  rimane sempre un grande spettacolo.

Juventus, Serie A

Buffon, Juventus fino al 2013

Gianluigi Buffon rinnova il contratto che lo lega alla Juventus fino al 2013. Nonostante un accordo siglato l’estate scorsa con scadenza nel 2012, il portierone azzurro ha voluto dare un’importante segnale all’ambiente bianconero allungando di un anno il contratto e legandosi praticamente a vita alla società torinese.
Queste le prime parole di Buffon: “Giocherò fino a 35 anni nella Juventus, potremo toglierci altre soddisfazioni. Ringrazio i dirigenti e i tifosi per l’affetto e la stima che hanno per me”. Grande soddisfazione anche di tutta la dirigenza juventina.

Calcio mercato, Milan

Milan, scatta l’ora del rinnovamento

Nel grande mondo del calciomercato nomi e cifre girano con troppa frenesia e poca lucidità. Qualità quest’ultima essenziale per rinnovare una squadra con tanti campioni ma anche con diverse lacune come il Milan (vedi “Al via la rifondazione milanista”). In questa stagione sono arrivate due Coppe e il quarto posto sembra ora più abbordabile. Dal gioco tutt’altro che brillante in campionato e soprattutto dalla eliminazione subita in Champions, emergono però i problemi di una squadra che fatica troppo in una competizione lunga dove anche la panchina deve fare la differenza. Il calciomercato della prossima estate sarà quello della svolta per il duo Berlusconi-Galliani. Troppi gli auto-elogi pubblici e le frasi di circostanza. Il Milan non può far a meno di lottare per lo scudetto nella prossima stagione. Capitan Maldini (anche se con qualche ripensamento), Cafù e Serginho a fine stagione attaccheranno le scarpette al chiodo; grandi professionisti come Inzaghi, Dida, Ambrosini, Emerson e Ronaldo (se e quando recupererà) avranno tutti un anno in più. Non cadiamo nel banale errore di considerare un giocatore solo in base all’età anagrafica perché con le moderne strutture di MilanLab, con un rigoroso allenamento e una vita sana e regolare la media di età dei giocatori in attività si è alzata e le vittorie del Milan lo dimostrano. Il discorso è diverso. Il calciatore giovane ha più fame di vittorie, più voglia di mettersi in mostra, di conquistarsi una grande squadra cancellando quel pericoloso senso di appagamento che può colpire i grandi campioni rossoneri. Inoltre, la freschezza di un giovane risulta fondamentale per poter gestire al meglio una stagione lunga e piena di impegni, riducendo la frequenza di infortuni a cui sono soggetti i giocatori più “logori”. I baby dell’Arsenal insegnano tutto questo.

Analizziamo questo Milan ruolo per ruolo. Il discorso portiere è delicato. Kalac ha dimostrato di offrire buone garanzie, ma è difficile pensare di poter puntare sull’australiano come titolare fisso. Sicuramente è un buon secondo, considerando anche l’età. Le clamorose difficoltà mostrate quest’anno dal brasiliano Dida (probabile partente) impongono una soluzione di primissimo livello. A fine stagione il Milan ha assoluto bisogno, quindi, di un portiere titolare: Frey e Amelia sono i primi nomi con Lloris, Gomes e Viviano in seconda battuta.In difesa il Milan ritiene (giustamente) di avere in Nesta-Kaladze una delle coppie centrali più forti del campionato: 31 anni il primo e 29 il secondo, sono una delle colonne della banda Ancelotti. Il problema semmai risiede nelle alternative disponibili. Bonera, il Capitano e Simic sono al momento le riserve. Considerando certo il ritiro di Maldini, per l’ex-bresciano la conferma è d’obbligo, mentre per il croato la situazione non è rosea: numero di presenze ed età lo porteranno probabilmente a cambiare aria a fine stagione. Berlusconi parla dell’inserimento del giovanissimo e promettente Darmian ma l’ideale sarebbe completare la difesa con un difensore sì giovane ma già esperto e pronto: ad esempio, Zapata. In alternativa Barzagli o una soluzione diversa come il viola Ujfalusi e il romanista Ferrari (entrambi in scadenza). Il vero problema però sono le fasce laterali. Nel Milan di oggi il lavoro sulle corsie esterne da parte dei terzini è essenziale. A destra il 31enne Oddo e a sinistra il 30enne Jankulovski danno ottime garanzie di qualità (infortuni a parte) ma con l’addio di Cafù e Serginho e i 35 anni di Favalli, Ancelotti ha bisogno di rinforzi validi. Due nomi su tutti: Zambrotta a destra (l’affare sembra già fatto) e il peruviano Vargas a sinistra. Qualità e quantità allo stato puro. Il centrocampo è un settore delicato ma con il trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini alle spalle del Pallone d’Oro Kakà (Seedorf merita un discorso a parte) ha pochi rivali in Europa. Il problema sono come sempre le alternative: non si può pensare di giocare 40 partite senza far rifiatare i titolari. Pirlo è arrivato stanchissimo contro l’Arsenal. Tra Brocchi, Gourcuff ed Emerson, solo l’italiano ha garantito quantità ed impegno quando è stato chiamato in causa. Il talentino francese sta faticando ma va trattenuto vista la giovanissima età (anche come vice Kakà). Il mediano brasiliano invece non da garanzie nè fisiche nè tattiche. L’eventuale rinforzo dipenderà dallo scacchiere tattico di Mister Ancelotti che, nel caso di un arretramento di Seedorf a centrocampo, si troverebbe Ambrosini come riserva e prima alternativa. Vista però l’età dell’olandese, unita alla sua scarsa voglia di arretrare il raggio d’azione, se non in rare occasioni, un rinforzo diventa necessario. Due nomi giovani e di sicuro talento potrebbero far comodo: Cigarini come vice-Pirlo o un jolly come Flamini, appena messosi in mostra a San Siro e…in scadenza di contratto. Inutile rincorrere grandi nomi, questo centrocampo è di livello altissimo.

L’attacco merita un discorso diverso. Sulle qualità dei quattro attaccanti del Milan nessuno ha dubbi ma con l’infortunio di Ronaldo si aprono molti scenari. Il Fenomeno ha il contratto in scadenza e sapere come e quando rientrerà è impossibile. Senza contare che le ipotesi ritiro o fine carriera in patria non sono assolutamente da escludere. Discorso in stand-by, quindi. Continuando l’analisi: Pato sarà sicuramente il titolare fisso là davanti, Gilardino (nonostante tutto quello che viene detto e scritto) garantisce impegno e un discreto numero di gol nelle partite “normali”, lontane dai grandi palcoscenici, mentre Inzaghi è l’uomo delle finali. La domanda, però, è: di questi tre, chi può garantire continuità di utilizzo? Solo Pato e Gilardino. Pippo Inzaghi infatti all’età di 34 anni non garantisce più una presenza costante per tutta la stagione. Per sopportare le fatiche di una stagione lunga e dispendiosa ci vuole quindi una strategia decisa e al contempo rischiosa: un attaccante forte fisicamente e bravo di testa, capace di integrarsi alla perfezione con il trio attuale, e un altro attaccante di rientro dai prestiti che possa garantire turn-over e impegno. Paloschi è un giovane di talento ma deve crescere con calma, può essere utile in Coppa Italia. Per il primo rinforzo tre nomi su tutti: Amauri, Drogba e Adebayor. Giovane, rapido e tecnico il brasiliano che, oltre a conoscere già il nostro campionato, costerebbe meno; più potente fisicamente e bravo sotto porta l’ivoriano che rappresenterebbe il colpo da copertina tanto amato da Berlusconi; troppo costoso, invece, il togolese, definito per altro incedibile da Wenger. Per quanto riguarda il giovane di rientro alla base un solo nome: ovviamente quello di Borriello. La voglia di giocare titolare e le aspettative del Genoa però potrebbero rappresentare un problema. Pozzi e Matri le alternative. L’ipotesi Sheva nasconde troppe insidie: affettive, di gradimento tra i tifosi ma anche di affidabilità fisica (32 anni e poche partite nelle ultime 2 stagioni). In panchina è difficile pensare a un Milan senza le capacità tattiche e umane di Carlo Ancelotti.

Tanti nomi, è vero. Probabilmente ne arriverà la metà di quelli citati. Berlusconi però ha dichiarato di voler trovare il “tesoretto” per rinnovare la squadra. Noi ci crediamo e aspettiamo l’estate con impazienza.

Champions League, Inter

Inter fuori dalla Champions, Mancini lascia?

L’Inter non ribalta il 2-0 subito nell’andata degli ottavi ad Anfield ed esce dalla Champions 2008. La squadra schiacciasassi in campionato non esce dalla crisi psicologica che la tormenta in Europa da ormai troppi anni. Nella partita di ieri sera i nerazzurri, pur disputando un buon primo tempo, non sono riusciti a sbloccare il risultato con Cruz prima e Ibrahimovic poi. La squadra di Mancini, costretta in dieci uomini per più di mezz’ora a causa di una frettolosa espulsione di Burdisso, non riesce più a pungere e puntuale come un orologio arriva il meraviglioso gol di Fernando Torres: stop volante, girata e tiro imparabile a fil di palo.
Il Liverpool quindi con il minimo sforzo porta a casa una qualificazione tanto importante quanto meritata se analizzata nei 180 minuti complessivi. L’Inter infatti non ha creato quanto è nelle sue potenzialità. E’ stata sicuramente sfortunata subendo due espulsioni quantomeno dubbie ma è altrettanto vero che i Reds hanno messo in tavola le loro qualità migliori: grande organizzazione difensiva, molto carattere e contropiede efficace. L’Inter ha avuto diverse occasioni che per sfortuna o per imprecisione non ha saputo sfruttare, il Liverpool ha avuto tre, quattro occasioni trasformate in gol.
Molta delusione da parte dei tifosi interisti che però durante la partita hanno fischiato i giocatori protagonisti delle tre sostituzioni (Ibrahimovic, Vieira e Stankovic) e poi applaudito tutta la squadra a fine partita.
L’Inter ora deve dedicarsi anima e corpo al campionato riaperto dopo il passo falso di Napoli ma soprattutto affrontare la spinosa questione relativa a Roberto Mancini. Il tecnico infatti a fine partita ha annunciato le sue “probabili” dimissioni dalla panchina nerazzurra a fine stagione. Fine di un ciclo o provocazione a società e giocatori nel più classico stile Manciniano??

Pagelle nerazzurre:
J. Cesar 6: poco impegnato, sbroglia bene un paio di situazioni difficili
Maicon 5,5: corre tanto ma punge meno del solito, il disimpegno “leggero” che porta al gol di Torres è fatale
Rivas 7: il problema dell’Inter non è lui
Chivu 6,5: mezzo voto in meno per il ritardo nella chiusura su Torres
Burdisso 4: ingenuo, falloso, mai in partita
Vieira 5: solo con Domenech si risveglia
Cambiasso 6: gestisce il traffico ma troppo in orizzontale
Zanetti 6,5: grinta e volontà non mancano, un pò di lucidità sì
Stankovic
5,5: si sacrifica nonostante i problemi fisici ma si vede che non è al top
Cruz
7: combatte, corre e crea 3 clamorose palle gol: in tutte è solamente sfortunato
Ibrahimovic 5,5: nel primo tempo lavora bene alle spalle di Cruz, nel secondo ha due occasioni e le spreca.
All. Mancini 4,5: è la media tra il 5 di questa partita e il 4 totale della Champions.

Coppa Italia

La Lazio vince il primo turno

Nei quarti di Coppa Italia la Fiorentina gioca un buon calcio, ma è sconfitta per 2-1 dai padroni di casa della Lazio che nel primo tempo vanno in gol due volte con Kolarov e Behrami. I Viola riescono più tardi soltanto ad accorciare le distanze con Pazzini.

Serie A

L’Atalanta ferma il Milan nel recupero

Nel primo tempo dominano i rossoneri che vanno in vantaggio con Gattuso. L’Atalanta riesce però a ribaltare la situazione e a vincere 2-1, scavalcando il Milan e raggiungendo in classifica Genoa e Palermo a 25 punti.

Coppa Italia

Due volte Cruz, ma la Juve non ci sta

Finisce 2-2 il match d’andata tra Inter e Juve. In dieci dopo solo 8 minuti i nerazzurri soffrono l’inferiorità numerica. Nel secondo tempo una doppietta di Cruz sembra mettere ko i bianconeri che invece trovano il pareggio con Del Piero e Buomsong nel finale.
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Serie A

Pato in nazionale

Convocato per la prima volta in nazionale il giovane attacante del Milan in occasione dell’amichevole Irlanda-Brasile. In prospettiva delle Olimpiadi di Pechino il CT Dunga ha selezionato ben 10 giocatori under23.

Serie A

Arbitri sotto accusa

Il giorno dopo Inter-Parma scatena le polemiche per il rigore dubbio concesso ai nerazzurri. L’ allenatore emiliano esprime il proprio risentimento sugli arbitri accusandoli di subire la sudditanza psicologica nei confronti dei grandi club.
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Serie B

Chievo al primo posto

Il Chievo in svantaggio di due reti contro il Bari, rimonta e vince raggiungendo il Bologna in vetta alla classifica di serie B.

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