Forza Viola 8/1998



Tutti gli uomini del Presidente
UN PALAZZO TUTTO VIOLA

Piazza Savonarola non è soltanto il luogo che ricorda le gesta del predicatore e riformatore domenicano Girolamo Savonarola, scomunicato e barbaramente giustiziato nel 1498 in Piazza della Signoria, ma è molto di più per tutti coloro che hanno il calcio, ma soprattutto la Fiorentina, nel sangue. Lì si sono consumate e si consumano le gioie e i dolori dei tifosi, dalla rabbia scaturita nella rivolta per la cessione di Baggio, alle numerose feste improvvisate sotto la terrazza dove si affacciano tutti i nuovi acquisti della Fiorentina. Proprio all’angolo di questa piazza si trova la sede della società viola, il quartier generale del Presidente-senatore Vittorio Cecchi Gori. Al suo interno lavorano una quarantina di persone, il cui importantissimo operato contribuisce a rendere la società gigliata tra le più organizzate e blasonate nel settore. Tre scalini e via, dietro un’enorme porta si nascondono tutti i segreti del successo.

La prima persona che incontriamo è il signor Paolo Bonciani, in portineria. Ha il compito di difendere il “regno viola” dagli intrusi; in una giornata vede passare circa centocinquanta persone. Alle sue spalle, nascosta dietro una vetrata scura, c’è Cristina, la centralinista che riceve mediamente quattrocento telefonate al giorno da smistare nei varie uffici, ma quelle più frequenti e meno desiderate arrivano dai tifosi o dalle tifose che chiedono l’indirizzo dei giocatori, e qualche “audace” anche il numero di telefono: «No, sono spiacente, non siamo autorizzati a dare informazioni private sui giocatori». Ecco la sua cordiale risposta. Click, e via con un’altra telefonata.

A questo punto tre sono le soluzioni: restare al piano terreno, andare nel sottosuolo o prendere l’ascensore (ci sono anche delle bellissime scale). Optiamo per l’ultima, partiamo dall’alto. Secondo piano: il primo ufficio che visitiamo è quello del Capo Ufficio Amministrazione Stefano Manetti, trentaquattro anni e una brillante carriera: «Ho iniziato a lavorare per la Fiorentina quasi per scherzo, seguendo la rivista ufficiale della società. Poi mi spostarono in una stanzina piccola e piena di riviste e fogliacci dove dovevo occuparmi degli abbonamenti. Dedicavo metà giornata alla rivista e l’altra metà alla contabilità e le mie responsabilità aumentavano sempre di più. Quando Mario Cecchi Gori assunse la presidenza divenni, insieme al ragionier Piero Marzoppini, addetto all’amministrazione. Marzoppini è stato il mio grande maestro e la sua scomparsa, avvenuta nel gennaio del ‘96, ha lasciato un grandissimo vuoto».

Oggi Manetti coordina, oltre all’amministrazione, tutto il “servizio stadio” che comprende biglietti, abbonamenti, situazione maschere, cassieri e ispettori (circa 450 persone). E come se non bastasse anche il centro di elaborazione dati. «Il periodo più duro dal punto di visto organizzativo» racconta «è quello estivo, in cui siamo impegnati anche dalla campagna trasferimenti e da quella abbonamenti».
Nelle stanze adiacenti si trovano l’ufficio dell’Economato gestito da Gianfranco Grassi, l’ufficio amministrativo, il centro eleaborazione dati, l’ufficio accrediti stampa e biglietti, la segreteria del settore giovanile, la segreteria del servizio stadio e l’ufficio del capo Ufficio Stampa Vincenzo Macilletti, che divide la stanza con Sally Corsinovi, l’ interprete della società, che tra l’altro ha il compito di curare i rapporti con l’estero e le tifoserie.

Il compito di Macilletti è quello di gestire i rapporti con la stampa, ma non solo. L’immagine della Fiorentina è sotto la sua completa responsabilità, per questo ogni mattina prima di recarsi allo stadio per seguire l’allenamento, prepara un’accuratissima rassegna stampa, che arriverà nelle mani del mister e dei giocatori. Non c’è intervista che venga fatta senza il suo controllo, per i giocatori rappresenta un vero e proprio “angelo custode”.

Primo piano: la stanza nel mezzo ci riserva una graditissima sorpresa. Con timore reverenziale andiamo a far visita al Procuratore Speciale Eugenio Pestelli, il fratello della signora Valeria. La premessa è scoraggiante: non ha mai voluto rilasciare interviste. Però ci fa accomodare e il suo sorriso, il suo atteggiamento paterno ci mettono subito a nostro agio.
Gli chiediamo cosa significhi Procuratore Speciale, e lui spiega: «Il Presidente, con procura speciale, mi ha delegato certi poteri...». Non vuole andare oltre, ma con poche parole ci ha chiaramente fatto capire tutto.
E subito l’argomento si sposta sul piano calcistico. «Mia sorella è una supertifosa, io seguo solo le gare casalinghe perché soffro troppo e non ce la faccio a andare allo stadio». Guarda il telefono e sospira: «Valeria è rientrata tardi dalla trasferta di ieri sera a Padova, starà ancora dormendo...».

La stanza del Procuratore Pestelli si trova tra quella del Direttore Generale Giancarlo Antognoni e quella del Direttore Sportivo Nello Governato. Vi siete mai chiesti come sia la “stanza dei bottoni”, ovvero il luogo dove vengono ricevuti procuratori e giocatori e dove nascono i primi contatti per un acquisto? Immaginate un’enorme scrivania con tre sedie intorno, due comodissimi divani addossati alle pareti, un televisore con videoregistratore e una enorme bacheca piena di videocassette di partite o riguardanti un singolo giocatore. Questa è la stanza di Nello Governato, appartenuta prima ai vari Cinquini, Roggi, Corsi.
Sulla sinistra, l’uomo che rende operativamente possibile un acquisto o una cessione: non esiste regolamento nazionale o internazionale che lui non conosca. Stiamo parlando del segretario Generale Raffaele Righetti. Alla presentazione ufficiale Vittorio Cecchi Gori volle ricordare a tutti l’importanza del suo operato e la sua dedizione alla causa della Fiorentina, in quanto dipendente più anziano della palazzina. Dal 1961 al servizio della società gigliata, prima lavorando dentro lo stadio («La sede allora si trovava dove adesso ci sono gli uffici del Comune, c’erano soltanto cinque stanze ma non stavamo male»), poi ancora al suo posto quando la sede venne spostata in Viale dei Mille e infine, nel 1985 con i Pontello, in Piazza Savonarola.

Addetto all’arbitro fino alla passata stagione, il ragionier Righetti non ama farsi intervistare: «Qualche volta alcuni amici mi hanno detto di avermi visto in televisione, ma soltanto perché andando in panchina mi capitava di imbattermi in qualche telecamera. Il microfono mi inibisce, e poi per quale motivo dovrei parlare?».
Tanta storia viola è passata sotto i suoi occhi, così come tanti presidenti, da Longinotti a Vittorio Cecchi Gori. «Mi sono trovato bene con tutti, dalla prima presidenza del ‘61 a oggi le cose sono molto cambiate, c’è molta più organizzazione, il calcio si è evoluto e comunque è indiscutibile che la famiglia Cecchi Gori abbia dato un grande impulso alla nostra città».

Piano terreno: torniamo là dove siamo partiti. L’enorme scalinata a ventaglio scende e si ferma proprio davanti alla porta della sala riunioni. Un enorme tavolo in mezzo, e appesa al muro una bellissima foto di Mario Cecchi Gori. In fondo la stanza del Presidente, che in sua assenza è occupata dall’Amministratore Delegato, il dottor Luciano Luna.
A fianco troviamo la zona adibita all’ufficio Marketing. Un piccolo corridoio, che funge anche da sala d’aspetto, e in fondo l’ufficio del Responsabile dell’ufficio Marketing e Commerciale, Franco Sellitto.
Il suo computer è costantemente collegato con il sito Internet della Fiorentina, la sua scrivania piena di fogli da esaminare. È qui che prendono vita le idee, i progetti legati al marchio Fiorentina. Il compito di Sellitto è quello di ottimizzare e presiedere all’immagine della squadra viola.

È lui che si occupa degli sponsor, è lui che sta pensando di sfruttare lo Stadio Artemio Franchi a livello commerciale in funzione della società gigliata, sullo stile del Camp-Nou di Barcellona. Professionalmente molto preparato, dopo l’esperienza di direttore marketing in un gruppo finanziario, e dopo aver seguito la sponsorizzazione del Milan con la Motta, è approdato in Piazza Savonarola insieme a Paolo Taveggia.
Nel corso del suo primo anno di lavoro, la società viola e nello specifico l’ufficio Marketing ha perso Fernarda Monzoni, un’impareggiabile professionista che si è fatta amare anche per le sue grandi doti umane. Nel suo ufficio, adesso, c’è Alessandra Testa, sua collega e amica. Sulla parete, l’immagine di un papero con un grosso martello che incombe su un computer, e sotto la scritta “la signora Fernanda e il computer”: nessuno riesce a staccarla, perché per tutti lei è ancora lì.

Sottosuolo: terminiano il nostro viaggio nel palazzo scendendo le scale e andando nel quartier generale del settore giovanile. Qui Mario Mazzoni, Luigi Milan, Sergio Castelletti e Renzo Melani lavorano per costruire il futuro calcistico viola, vigilando sul lavoro degli allenatori, coordinando gli osservatori, risolvendo i problemi delle sei squadre che quest’anno parteciperanno ai rispettivi campionati di categoria.
Si fa sera, la giornata lavorativa sta volgendo al termine, si spengono le luci in Piazza Savonarola. Domani è un altro giorno: un altro capitolo della storia viola verrà scritto.

di Laura Bandinelli

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