Forza Viola 3/1998



Mogli e fidanzate dei calciatori
LE SIGNORE IN VIOLA

Belle, ricche e fortunate: ecco come vengono considerate dalla gente le compagne dei calciatori. E mentre migliaia di tifose passano il loro tempo dietro alle reti che delimitano il campo di allenamento e successivamente si spostano all’uscita del garage, per strappare un autografo o un sorriso nella speranza che accada il cosiddetto colpo di fulmine, loro, le “prescelte”, aspettano a casa. Di rado capita che un giocatore scelga così la sua anima gemella; capita piuttosto il contrario. Dopo un lungo e stressante allenamento, di tutto si vuol sentir parlare fuorché di pallone. Molti giocatori hanno conosciuto la futura sposa sui banchi di scuola, ne è un esempio Patrizia, la moglie di Michele Serena. Quest’ultimo infatti a sedici anni, dopo un responso scolastico negativo, trovò nella nuova classe la sua anima gemella. Capita anche che il fatidico incontro sia avvenuto in tempi non sospetti, vale a dire quando la notorietà non aveva ancora travolto il diretto interessato. Andrej Kanchelskis conobbe nel suo paese d’origine, all’età di diciotto anni, la sua Inna, più giovane di lui di due anni, che si dilettava a suonare il pianoforte. Successivamente la bellissima ucraina decise di iscriversi a Medicina, ma il ruolo di moglie e quello di studentessa risultarono inconciliabili anche a causa degli spostamenti del marito in altre città o addirittura nazioni.

Riuscite a immaginare Batistuta innamorato? Lo racconta lui stesso nel libro biografia uscito alcuni mesi fa: «Arrivai al club, presi sotto braccio la mia ragazza ma rimasi paralizzato davanti a Irina. L’avevo già incrociata altre volte, era carina, però non mi aveva colpito più di tanto. Questa volta era diverso indossava un vestito rosa, era raggiante. Di colpo sparì la bella ragazza di Goya, credo di non averle più rivolto la parola».
Un premio fedeltà va sicuramente dato alla fidanzata di Andrea Tarozzi , Paola, che sta con lui da ben sei anni. Non è mai stata un’accanita tifosa, ma ha dovuto cambiare le sue abitudini proprio per il suo Andrea, che in occasione di un derby tra Spal e Bologna gli dedicò pubblicamente la vittoria. E a proposito di dediche, ricordate il gesto della “culla” di Bebeto in occasione del gol segnato contro l’Olanda ai Mondiali Usa, dedicato al neonato Matteus?

In casa viola la fantasia si spreca: partendo dall’ormai famosissimo grido “Irina te amo”, urlato alla telecamera dal bomber argentino dopo la rete siglata nella finale di Supercoppa italiana, è doveroso rilevare che anche Anselmo Robbiati ha un feeling particolare con i messaggi d’amore. Dopo ogni gol corre sotto la postazione della sua Cristiana e, indicandola con un dito, le manda un bacio. Davvero un “tipetto” tutto pepe, Cristiana! Infatti non si crea problemi nel dire che allo stadio si diverte solo se gioca il suo Anselmo. Il loro amore è destinato a coronarsi nel matrimonio, la data c’è già (15 giugno), il luogo anche (Bagno a Ripoli) e altra indiscrezione... l’addobbo floreale. La sposa ha scelto dei girasoli! Sono passati ormai due anni dal giorno in cui si presentò a casa del suo nuovo fidanzato armata di pennelli e colori (non a caso ha fatto l’Istituto d’arte), tappezzando la casa di quadri con un soggetto unico: fiori, fiori, fiori. Non c’è dunque da stupirsi se il fiore scelto non è una normale margherita (soggetto molto ricorrente nei suoi dipinti), ma qualcosa di diverso e, come dire, poco sfruttato.

Parlavamo di matrimonio. Novelli sposi sono sicuramente Simona Ventura e Stefano Bettarini, che hanno detto il fatidico “sì” proprio i primi di aprile. Una coppia, questa, che ha suscitato la curiosità di molti e che occupa buona parte delle pagine di cronaca rosa.
Belli e simpatici, ecco il verdetto. Simona nel calcio ci vive da ormai tanti anni, prima come tifosa, poi come giornalista e infine come moglie di un calciatore. Tutte le domeniche, soprattutto quando la Fiorentina gioca in casa, si presenta allo stadio con la sorella di Stefano, pronta a fare il tifo per la sua seconda squadra del cuore. La signora Bettarini, infatti, non nasconde il suo amore calcistico per il Torino, la cui passione suscitò all’età di sedici anni l’ira del padre... «Ero una tifosa scatenata, tanto da andare tutte le domeniche a vedere la partita in curva nei posti più caldi, finché un bel giorno mio padre scoprì tutto e mi comprò un abbonamento di tribuna. Da allora, lo ammetto, iniziai a divertirmi molto meno». Adesso si definisce più... temperata: «Sono molto più calma, seguo la partita criticamente e comunque dormo lo stesso, qualunque sia il risultato. Prima non succedeva, anche se a dire il vero il Torino non ha mai vinto niente e quindi grandi soddisfazioni non me ne ha mai date. Certo, potevo tenere per l’altra squadra della città, ma non mi è mai stata simpatica...».

Non accorgersi di Simona Ventura è difficile. In tribuna la maggioranza delle fidanzate e delle mogli dei giocatori riesce a passare inosservata; per lei il discorso è un po’ diverso: «La gente mi riconosce, mi saluta ed è sempre molto gentile. Se hanno mai criticato Stefano in mia presenza? Mai successo, ma se accadesse non avrei problemi, gli risponderei per le rime!». Ci sono due Simona nella vita di Bettarini. L’altra è sua sorella, il risvolto della medaglia potremmo aggiungere noi, che ha vissuto con lui sia a Cagliari che a Firenze. Tifosa della Fiorentina o di Stefano? «Di entrambi» risponde. «Sono molto critica, però, anche quando Stefano disputa una gara impeccabile riesco a trovare il pelo nell’uovo, qualcosa che non va. Pretendo sempre il massimo da lui». Un padre allenatore, una sorella “aspirante allenatrice”? No, non è così austera l’immagine di Simona! «Mi ricordo quando mi dedicò il suo primo gol a Lucca. Credeva che fossi allo stadio, invece ero a letto con l’influenza. Alla radio sentii la sua intervista con tanto di dedica, iniziai a piangere un po’ per la gioia e un po’ per la rabbia di non essere presente. Ho risentito quella registrazione una decina di volte!».

Rientrano nel club delle super tifose, invece, Annalisa Oliveira e Cristiana Padalino. Entrambe accomunate da un rito scaramantico: prima che abbia inizio la partita, i rispettivi mariti si voltano verso di loro e le salutano. Non si meravigliano più i vicini di Cristiana, quando la vedono alzarsi e sbracciarsi per farsi scorgere dal suo Pasquale che, in fila a centrocampo insieme agli altri, è in attesa del suo gesto e del fischio d’inizio.
Non si meravigliano più neanche quelli che vedono Annalisa. Quando può segue il marito anche in trasferta, continuando a coltivare una passione, quella per il calcio, che si porta dietro fin da piccola, quando andava allo stadio a seguire il “suo” Cagliari.

La lista delle “ladies viola” è ancora lunga: c’è Rute, la moglie di Manuel Rui Costa che non perde mai una gara, lo stesso discorso vale per Claudia, moglie di Falcone, e per la fidanzata di Cristian Amoroso. Meno appassionate per il pallone la fidanzata di Bigica (Lisa), Ceu Schwarz e la signora Fiori che, madre di due gemelli, non corre certo il rischio di annoiarsi la domenica. Sulla vita privata di Domenico Morfeo vige un assoluto riserbo, anche se voci indiscrete parlano di un imminente matrimonio. Non dimenticando l’ultima arrivata, ovvero Adriana, la moglie di Edmundo, tornata insieme al marito in quel di Firenze. Chissà questa volta quanto ci resterà.
Passiamo ora agli scapoli. Detiene la palma del più conteso Sandro Cois, il quale fa sapere che la sua unica “fidanzata” in questo momento è sua madre Gabriella. Non viene spesso allo stadio la signora, ma con il cuore è sempre vicina alle gesta del figlio. Francesco Toldo può contare sull’appoggio morale della sorella, ma purtroppo quando di campioni in casa ce ne sono due, gli impegni si sovrappongono. Accade infatti che lei giochi a pallavolo in una squadra fiorentina di A1 e per questa ragione non sempre può seguirlo personalmente. Chiaramente in questo caso il piacere è ricambiato: una volta lei riveste la maglia viola della Fiorentina, un’altra lui indossa quella celeste della Romanelli.

Per concludere, un veloce sguardo alla cucciolata viola. I maschietti per adesso battono le femminucce in quanto a numero, ma per quanto riguarda la partecipazione Alessia Oliveira compensa questo momentaneo gap. Sono ormai note le sue doti... divinatorie: se la domenica mattina si sveglia e dice «Papà gol!», Lulù può starsene tranquillo perché la rete è assicurata.

di Laura Bandinelli



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