Forza Viola 3/1998



Gli stranieri viola/Alfonso Negro
L'INTERNO OLIMPIONICO

Difficile definirlo un campione, eppure Alfonso Negro, statunitense nato a Brooklyn da genitori italiani poi rimpatriati, si è assicurato un posto nella storia del calcio per aver partecipato, agli ordini di Vittorio Pozzo, alle Olimpiadi di Berlino, vinte dalla squadra azzurra. Era attaccante del “metodo”, schierato prevalentemente come interno, ed ebbe il suo primo ingaggio nella Catanzarese, in Serie B, a diciotto anni. Le buone prestazioni lo fanno approdare in maglia viola e nel ‘34-35 mette la sua firma, con tre presenze, sotto uno dei migliori campionati disputati dalla squadra gigliata prima della guerra, chiuso al terzo posto. Era la Fiorentina “primavera”, una squadra simpatia che tuttavia non riuscì a dare un seguito a quella promettente stagione. L’anno dopo era dodicesima, Negro aveva giocato di nuovo tre partite, andando a segno contro la Lazio del grande Piola. A fine stagione, l’avventura olimpica a Berlino. Negro gioca una sola partita, contro la Norvegia, sostituendo all’ala sinistra l’infortunato Cappelli e aprendo le marcature del 3-1 finale. Il trionfo gli garantì una maggiore fiducia nell’ambiente, concretizzatasi con una maglia da titolare e ripagata con due gol contro Bari e Roma. La stagione successiva, è crisi. Il tecnico Baccani viene sostituito alla ventunesima giornata da Molnar, ma tutto è inutile. Negro si distingue tuttavia per le sue qualità tecniche, segna due gol (a Fiorentina e Lazio) e si merita le attenzioni del Napoli, che lo ingaggia a fine stagione, consentendogli così di rimanere in A. Due stagioni sotto il Vesuvio 22 presenze, 3 gol), poi, con l’approssimarsi della guerra, termina l’avventura di Alfonso Negro nel campionato italiano.

di Carlo F. Chiesa



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