Forza Viola 9/1998



Gli stranieri viola/Ludwig Janda
IL PRIMO DELLA LISTA

Era ancora una provinciale, la Fiorentina, costretta a lotte impari con gli squadroni del Nord, nei primi campionati dell’immediato dopoguerra. L’ingaggio di Ludwig Janda, primo calciatore tedesco a sbarcare nel nostro campionato, nella stagione 1949-50, fu però il primo indizio dell’evoluzione del club gigliato, destinato ad abbandonare il profilo medio-basso di classifica, per il salto di qualità in chiave-scudetto. La Fiorentina, di lì a qualche anno, sarebbe entrata, stabilmente, tra le grandi del calcio italiano. Janda, che esordì soltanto alla diciassettesima giornata contro il Palermo (0-0), si inserì immediatamente negli schemi della squadra e ne divenne un elemento imprescindibile. La Fiorentina, che fino a quel momento aveva fatto della difesa il proprio punto di forza, con l’apporto dell’ariete tedesco trovò inedite (e insperate) vie al gol. Dotato di buona tecnica, Janda fu utilizzato sia come centravanti d’appoggio che come ala, e in soli diciannove incontri riuscì a segnare ben dieci reti.

Non velocissimo, ma dotato di un ottimo senso della posizione, si dimostrò sempre pronto al sacrificio, e il rendimento della squadra, col suo inserimento, migliorò sensibilmente. Di prestigio il quinto posto finale, che sancì ufficialmente l’ingresso dei viola nel gotha del calcio italiano.
Scontata la conferma del tedesco per la stagione successiva, che non lo vide però altrettanto prolifico sotto rete. Seppe però rendersi assai utile anche in posizione più arretrata, nell’inedito ruolo di suggeritore.

Nella seconda parte del campionato, però, l’acquisto del centravanti olandese Roosenburg finì per mettere in secondo piano proprio il generoso Janda, che tanto utile era stato fino a quel momento alla causa viola.
Al termine della stagione il passaggio al Novara, con cui disputerà tre ottimi campionati.

di Filippo Manaresi

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