Forza Viola 9/1998
Gli stranieri viola/Dan Heimer Ekner
IL CAMPIONE PIGRO
La mania per i giocatori scandinavi era allapice, quando
Dan Heimer Ekner fu ingaggiato dalla Fiorentina nel 1951. Proveniente dallOlympique
Marsiglia, potè aggregarsi alla squadra soltanto a ritiro già
iniziato, a causa delle difficoltà sorte durante la trattativa per il
suo trasferimento in viola. Nonostante questo, il biondo svedese non incontrò
particolari difficoltà di acclimatamento al nostro calcio, e disputò
un girone dandata sontuoso. Sempre pronto alla stoccata vincente, talentuoso
e ordinato, Ekner fece sognare i tifosi viola, che per la prima volta videro
i propri beniamini battersi alla pari con squadroni come Milan, Inter e Juve,
che dal dopo-Superga in poi avevano tiranneggiato a proprio piacimento. Addirittura,
il grande Milan dei formidabili Gren, Nordahl e Liedholm fu sconfitto al Comunale
proprio grazie a una rete dello svedese, che per un giorno offuscò i
suoi inarrivabili connazionali.
Sfortunatamente, Ekner si dimostrò poco propenso al sacrificio, e disputò
una seconda parte di campionato nettamente calante. Il quarto posto finale fotografò
a meraviglia la grande stagione della squadra viola, ormai forza emergente del
calcio italiano a tutti gli effetti, e non più simpatica provinciale
un po pazza. Inaspettatamente, il campionato 1952-53 non vide il confermatissimo
Ekner proporsi ai livelli della stagione precedente, e tutta la squadra ne risentì.
Fu unannata di transizione, quella. Non se ne accorse nessuno, ma in quei
mesi vennero poste le basi per la conquista dello scudetto. Al vertice della
società si insediò Enrico Befani, colui che sarebbe stato in seguito
più semplicemente conosciuto come il presidente, mentre sulla
panchina dei viola si accomodò un uomo colto, di grande signorilità
e dalla personalità unica: il dottor Fulvio Bernardini.
E nella squadra che Fuffo aveva in mente, certo non poteva trovare
posto un elemento poco affidabile come il biondo Ekner. Lo svedese fu pertanto
spedito a Ferrara, alla Spal, dove disputò una stagione accettabile,
prima di dare laddio al nostro calcio.
di Filippo Manaresi