Forza Viola 3/1997
Edmundo
IL CUORE IN GOL
La spalla che Batistuta non ha mai avuto, un Baiano che gioca
nella Nazionale Campione del Mondo e del Sudamerica. Ma per fotografare
meglio Edmundo, possiamo affidarci alle parole del Ct brasiliano Mario Zagallo:
«Edmundo è un giocatore capace di risolvere qualsiasi partita con
una sua giocata». Lunico difetto che Zagallo gli ha sempre rimproverato
è lincostanza. Ma forse dovrà ricredersi. Intanto lo ha
inserito nella Selecao che ha vinto in Bolivia la Coppa America, il campionato
sudamericano per rappresentative nazionali. Questanno infatti Edmundo
ha letteralmente preso per mano il Vasco da Gama, portandolo al vertice del
campionato nazionale nonostante una squadra ancora acerba. Al termine del torneo
potrebbe anche battere il record di 28 gol (quando scriviamo i gol di Edmundo
sono 22), stabilito nel 1977 dallattaccante dellAtletico Mineiro
Reinaldo: il tempo ci sarebbe, ma la Fiorentina preme anche se il Vasco ha puntato
i piedi. Un anno fa il vicepresidente Eurico Miranda, lautentico plenipotenziario
della società dei portoghesi di Rio, non vedeva di buon occhio il ritorno
al Vasco di Edmundo. Quando nel gennaio 1993 era riuscito a strappare 1,8 milioni
di dollari al Palmeiras, aveva letteralmente deriso i Verdao, la
squadra italiana di Sao Paulo: «Mi hanno pagato una cifra record per prendere
un calciatore pazzo» dichiarò sprezzante alla stampa. Tre anni
dopo era difficile distinguere il... pazzo. Nonostante Edmundo fosse reduce
da una brutta stagione al Corinthians, Miranda non ha esitato a pagare 6 milioni
di dollari per riportarlo a indossare la casacca fregiata dalla croce maltese.
La squadra era tuttaltro che competiva. Edmundo ha accettato la sfida
e si è presentato alla Torcida Cruzmaltinos con una tripletta
al Flamengo, i rivali di sempre. Poi il Vasco si è dovuto arrendere nella
finale del campionato di Rio, vinto dal Botafogo. Con il carismatico numero
10 sulle spalle, allinizio del campionato nazionale in corso si è
ritrovato al fianco lex atalantino Evair, il centravanti con cui aveva
fatto meraviglie in coppia al Palmeiras. Il Vasco ha preso a volare grazie a
Edmundo, che rimane una seconda punta deccezione, perfettamente calato
nel ruolo del finalizzatore. Si è calato tanto bene nel ruolo da stabilire
il nuovo record di gol in una sola partita del campionato nazionale: 6 reti
allUniao Sao Joao, lex squadra del campione di Spagna Roberto Carlos,
il miglior amico di Edmundo ai tempi del Palmeiras. Sei gol per la storia: due
su azione personale, due su assist di Evair e Ramon e due su rigore. È
forse lattaccante più completo dellintero calcio brasiliano,
genio e sregolatezza compresi: destro naturale, baricentro basso (1,73x72),
tecnica individuale sopraffina, velocissimo in contropiede, abile sui calci
piazzati, vede il gioco e fiuta il gol. Una spalla con
pochi eguali sul pianeta calcio. Era partito nelle giovanili del Botafogo, è
arrivato nelle giovanili del Vasco da Gama a sedici anni quando Romario stava
per partire per lEuropa. Nel 1992 lallenatore della prima squadra,
Nelsinho, lo ha letteralmente precettato mettendolo al fianco di Bebeto e al
termine del campionato il futuro campione del mondo ha vinto la classifica cannonieri
con 19 gol. Edmundo va in gol nella partita desordio contro il Corinthians,
ma è già un pupillo del pubblico dello stadio Sao Januario dove
Edmundo si esibiva prima delle partite di campionato con le squadre giovanili
del Vasco e cè ancora chi ricorda un suo gol memorabile ai pari
età del Flamengo, con lui che parte da centrocampo ed entra in porta
palla al piede. Nella stagione che precede Usa 94, Romario non spreca
occasione di segnalare Edmundo come la sua spalla ideale. Il Ct brasiliano Carlos
Alberto Parreira la pensa diversamente e arriva al momento di salire sullaereo
per gli States senza avere ancora deciso chi dovrà vedere il Mondiale
in televisione. Due biglietti, tre giocatori: lastro nascente Ronaldinho,
Edmundo e Viola. A sorpresa, Parreira imbarca Viola e lascerà per tutto
il Mondiale Ronaldinho in panchina... La partita che aveva deciso il destino
iridato di Edmundo si era giocata qualche tempo prima, a Parigi: unamichevole
contro il Paris St. Germain finita a reti inviolate. Unautentica bocciatura
sul campo. Eppure il biennio 1993-1994 è quello più prolifico
e carico di soddisfazioni. Lascia Rio de Janeiro per San Paolo, il Vasco da
Gama per il Palmeiras, che la Parmalat vuole far diventare squadra leader del
calcio brasiliano (e ci riesce benissimo, tanto che in due anni fa incetta di
trofei). Edmundo è il simbolo della squadra e compone con Evair un tandem
da applausi. Con i Verdao Edmundo vince due campionati paulisti,
due campionati brasiliani e la Coppa Rio-Sao. È lidolo della folla.
La Torcida Alviverde lo acclama. Scatta il delirio quando dalla
linea di fondo segna un gol impossibile a un minuto dalla fine contro il modesto
Ferroviaria, che intanto aveva inchiodato il risultato sullo 0-0 per ottantanove
minuti. «Con Edmundo campioni del mondo!» cantano i tifosi sugli
spalti. Ma è nella Coppa Libertadores (lequivalente sudamericano
della Champions League) del 1994 che il rapporto fra Edmundo e il Palmeiras
entra in crisi. Nel 1995 ha la grande occasione di tornare a Rio. Il Flamengo,
sullonda del titolo mondiale vinto dalla Selecao di Parreira a Los Angeles,
vuole costruire una grande, grandissima squadra, soprattutto un attacco atomico
mettendo insieme Edmundo, Romario e Savio: lestro allo stato puro, il
campione del mondo e il talento emergente. Operazione fallimentare. Savio, al
cospetto delle personalità prorompenti dei due compagni di reparto, si
spegne. Fra Edmundo e Romario, dopo i tanti elogi scambiati sui giornali, scoppia
una crisi di famiglia: Romario non gradisce dividere i riflettori
con il compagno e Edmundo rilascia qualche commento di troppo su un servizio
fotografico dellex moglie del Campione del Mondo, Monica. A questo va
aggiunta la poco felice guida tecnica, che ha visto alternarsi sulla panchina
del Flamengo prima lex difensore dellUdinese Edinho (una carriera
trascorsa nella Fluminense...) e poi il giornalista sportivo Washington Rodriguez.
È il momento più difficile della carriera di Edmundo, che nel
gennaio del 1996 accetta di andare in prestito per sei mesi al Corinthians (che
versa nelle casse del Flamengo 1 milione di dollari). Gioca con lattaccante
che gli aveva fatto le scarpe nelle preselezioni per il Mondiale negli States,
Viola, peraltro ridimensionato da una disastrosa esperienza al Valencia. Edmundo
non lega con lo spogliatoio e al termine del campionato paulista è di
nuovo a Rio. Il Corinthians rinuncia allopzione per altri sei mesi e il
Flamengo trova laccordo per cedere, definitivamente, il cartellino al
Vasco da Gama. E adesso, Firenze: loccasione che serve per dimostrare
al mondo tutte le sue qualità.
di Marco Zunino
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