30/04/2017

Il Messico spenna i galletti. Francia orribile, eliminazione vicina

giugno 17, 2010 di  
Inserito in Mondiali 2010

Polokwane– Brutta, senz’anima nè un’idea di gioco. Un accozzaglia di giocatori che non può essere definita squadra. Semplicemente inguardabile. La Francia del criticassimo Domenech, delle mille polemiche e faide interne, è un passo dalla seconda eliminazione al primo turno dei suoi ultimi tre Mondiali (l’altra risale al 2002). I galletti vengono letteralmente spennati dall’intraprendente e giovane Messico di Aguirre, nazionale che a differenza dei transalpini conosce il significato delle parole gruppo e gioco di squadra. I verdi d’America, con il 2-0 firmato da Hernandez e Blanco (su rigore), mettono un piede e mezzo negli ottavi -sarà sufficiente un pari con l’Uruguay all’ultima giornata per passare il turno a braccetto con la Celeste- e vendicano i verdi d’Irlanda. Siamo certi che Trapattoni e soci, dopo essersi visti scippare il pass per il Sudafrica, avranno perlomeno sorriso di fronte al tracollo dei galletti.

Il ragazzino e l’icona’. Ben 17 anni separano Javier Hernandez e Cuauhtémoc Blanco, i due ‘matador’ della Francia, entrambi inseriti da Aguirre nella ripresa. L’ex tecnico dell’Atletico Madrid stravince il duello a distanza con il collega Domenech, impietrito e passivo per tutti i 90′ e colpevole di scelte discutibili (Gourcuff  ‘silurato’ e Henry escluso a sorpresa). Il talento classe ’87 appena prelevato dal Manchester United ripaga appieno la fiducia del tecnico appena otto minuti dopo il suo ingresso, involandosi sul filo del fuorigioco e saltando Lloris prima di depositare nel sacco il meritatissimo vantaggio (63′) . Non contento, regala all’esperto compagno Blanco la possibilità di andare a bersaglio -primo nella storia calcistica messicana- in tre diverse edizioni dei Mondiali procurandosi astutamente il rigore del 2-0 (ingenuo l’intervento di Abidal). E’ lui il protagonista assoluto del primo storico successo mondiale dei messicani sui francesi.
Le due reti arrivano soltanto nella ripresa, ma il predominio verde è palese dall’inizio. Dos Santos è una spina nel fianco,Vela (prima dell’infortunio che lo costringerà ad uscire) un rebus irrisolvibile, Franco sempre insidioso. Le occasioni si susseguono, mentre la Francia non è in grado di costruire un’azione degna di nota. Privi di un’identità precisa, i transalpini soffrono la verve avversaria e non reagiscono nemmeno dopo lo svantaggio. Unico a salvarsi Malouda, Ribery e Anelka (già sostituito con Gignac all’intervallo) sono fantasmi evanescenti. Domenech paga il peso delle sue scelte ed ora l’eliminazione è ad un passo. D’altronde, da una squadra arrivata in Sudafrica in quel modo, sperare che da Messico e Uruguay arrivi un ‘aiutino’ sarebbe davvero troppo.