Il Messico spenna i galletti. Francia orribile, eliminazione vicina
giugno 17, 2010 di Michael Vittori
Inserito in Mondiali 2010
Polokwane- Brutta, senz’anima nè un’idea di gioco. Un accozzaglia di giocatori che non può essere definita squadra. Semplicemente inguardabile. La Francia del criticassimo Domenech, delle mille polemiche e faide interne, è un passo dalla seconda eliminazione al primo turno dei suoi ultimi tre Mondiali (l’altra risale al 2002). I galletti vengono letteralmente spennati dall’intraprendente e giovane Messico di Aguirre, nazionale che a differenza dei transalpini conosce il significato delle parole gruppo e gioco di squadra. I verdi d’America, con il 2-0 firmato da Hernandez e Blanco (su rigore), mettono un piede e mezzo negli ottavi -sarà sufficiente un pari con l’Uruguay all’ultima giornata per passare il turno a braccetto con la Celeste- e vendicano i verdi d’Irlanda. Siamo certi che Trapattoni e soci, dopo essersi visti scippare il pass per il Sudafrica, avranno perlomeno sorriso di fronte al tracollo dei galletti.
Il ragazzino e l’icona’. Ben 17 anni separano Javier Hernandez e Cuauhtémoc Blanco, i due ‘matador’ della Francia, entrambi inseriti da Aguirre nella ripresa. L’ex tecnico dell’Atletico Madrid stravince il duello a distanza con il collega Domenech, impietrito e passivo per tutti i 90′ e colpevole di scelte discutibili (Gourcuff ’silurato’ e Henry escluso a sorpresa). Il talento classe ’87 appena prelevato dal Manchester United ripaga appieno la fiducia del tecnico appena otto minuti dopo il suo ingresso, involandosi sul filo del fuorigioco e saltando Lloris prima di depositare nel sacco il meritatissimo vantaggio (63′) . Non contento, regala all’esperto compagno Blanco la possibilità di andare a bersaglio -primo nella storia calcistica messicana- in tre diverse edizioni dei Mondiali procurandosi astutamente il rigore del 2-0 (ingenuo l’intervento di Abidal). E’ lui il protagonista assoluto del primo storico successo mondiale dei messicani sui francesi.
Le due reti arrivano soltanto nella ripresa, ma il predominio verde è palese dall’inizio. Dos Santos è una spina nel fianco,Vela (prima dell’infortunio che lo costringerà ad uscire) un rebus irrisolvibile, Franco sempre insidioso. Le occasioni si susseguono, mentre la Francia non è in grado di costruire un’azione degna di nota. Privi di un’identità precisa, i transalpini soffrono la verve avversaria e non reagiscono nemmeno dopo lo svantaggio. Unico a salvarsi Malouda, Ribery e Anelka (già sostituito con Gignac all’intervallo) sono fantasmi evanescenti. Domenech paga il peso delle sue scelte ed ora l’eliminazione è ad un passo. D’altronde, da una squadra arrivata in Sudafrica in quel modo, sperare che da Messico e Uruguay arrivi un ‘aiutino’ sarebbe davvero troppo.
