20/09/2017

Cesena, impresa storicA. Lecce in A, harakiri Brescia

maggio 31, 2010 di  
Inserito in Brescia, Cesena Calcio, Lecce, Serie B

La festa bianconera al Garilli

Una annunciata, l’altra più che mai inaspettata. Una arrivata subito, l’altra attesa 20 lunghissimi anni. Due storie opposte, ma che ieri hanno avuto il medesimo volto, quello della grande festa. Con la A maiuscola. Lecce e Cesena brindano insieme al ritorno nella massima serie al termine di un campionato appassionante fino agli ultimi 90 minuti. Ai salentini basta lo 0-0 con il Sassuolo, mentre i bianconeri sbancano Piacenza (1-0, Parolo) e ringraziano il Padova. I veneti, infatti, fanno disperare il Brescia di Iachini, crollati ad un metro dal traguardo. All’Euganeo non c’è partita: i biancorossi passano con merito 2-1 (Di Nardo, Cuffa), non riescono a salvarsi subito, ma si assicurano perlomeno i play-out (dove affronteranno la Triestina, fermata sul 2-2 a Frosinone). Così facendo, condannano le rondinelle alla roulette play-off (Brescia-Cittadella e Sassuolo-Torino le semifinali) quando l’opera sembrava quasi completata.
La vittoria biancorossa miete un’altra vittima, il Mantova. I virgiliani (2-2 ad Ancona, ma neppure una vittoria sarebbe stata sufficiente) scendono in Lega Pro dopo cinque anni di cadetteria. Salvi, oltre ai marchigiani, Modena, Vicenza, Frosinone e Reggina.

Tutto come da copione, dunque, per gli uomini di De Canio. Che hanno dovuto aspettare qualche giornata in più ma che alla fine festeggiano con pieno merito il ritorno in serie A dopo una sola stagione di purgatorio. In un Via del Mare vestito a festa arriva il pronosticato pareggio (0-0) con il Sassuolo che accontenta entrambe le compagini: per il Lecce è l’ultimo tassello verso la A, per gli emiliani il mattoncino che consolida il quarto posto nella griglia play-off.
In testa da novembre, i salentini sono stati l’unica big in grado di rispettare il pronostico e far valere la forza del proprio organico. Una rosa già forte (Marilungo, Angelo, Giacomazzi e compagnia) impreziosita ulteriormente dagli acquisti di gennaio (Di Michele su tutti) e guidata alla grande da De Canio non ha fallito il grande obiettivo.

Storica l’impresa firmata dal Cesena. In due anni i bianconeri prendono l’ascensore per la seconda volta volando dalla Lega Pro alla serie A (doppio salto mai riuscito prima), dove tornano dopo 20 anni d’assenza. Come 12 mesi fa, il Padova si rivela prezioso alleato del Cavalluccio: allora fermò la Pro Patria sullo 0-0, favorendone l’immediato ritorno in B, ieri ha sgambettato il Brescia permettendo il sorpasso all’ultima curva. E pensare che furono proprio i veneti a cancellare l’ultima speranza di risalita in Paradiso dei romagnoli: correva il 1994, nello spareggio promozione di Cremona prevalse la formazione allenata da Sandreani. Da allora tanta B e (soprattutto) C. Fino alla bolgia del Garilli. Come si dice in questi casi, corsi e ricorsi della storia.

La promozione della band Bisoli è tanto meritata quanto impensabile ad inizio stagione, quando l’obiettivo era un semplice salvezza. Giornata dopo giornata, però, i romagnoli hanno iniziato a sognare, rimanendo sempre nei piani alti della classifica e dando vita ad un finale esaltante con 5 vittorie consecutive (da urlo l’impresa di Lecce targata Malonga), fino al decisivo sacco di Piacenza. Tre le armi in più dei bianconeri: il collettivo, una difesa granitica (la migliore del torneo con appena 29 reti subite) e un grandissimo tecnico. Bisoli, il Mourinho di Romagna, è il l’artefice numero uno di questo miracolo colorato di bianconero. Ed esattamente come lo Special One potrebbe lasciare Cesena da vincitore destinazione Cagliari. Non va però dimenticato il fondamentale ruolo assunto dalla nuova dirigenza: quando arrivò nella primavera del 2008, patron Campedelli ereditò una squadra allo sfascio, destinata ad una retrocessione in terza serie già scritta. In silenzio, sottovento, l’ha presa per mano, firmando un’impresa mai riuscita a nessuno da queste parti. Grazie a loro il Cesena è tornato grande. Chapeau.



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