28/04/2017

Il Principe spedisce l’Inter nella leggenda

maggio 24, 2010 di  
Inserito in Champions League, Inter

Capitan Zanetti solleva la coppa dalle grandi orecchie

Soltanto un Principe poteva riportare l’Inter sul trono d’Europa dopo un’astinenza lunga 45 anni. Le sbiadite immagini in bianco e nero dell’ultimo successo europeo riacquistano colore nella magica notte di Madrid, dove i nerazzurri spezzano una maledizione lunga generazioni ponendo il sigillo su un’annata fantastica. La doppietta di un Milito spaziale schiena la resistenza di un volitivo ma inferiore Bayern Monaco (2-0), realizzando ciò che in Italia non era mai riuscito a nessuno: l’ormai famoso triplete, impresa centrata soltanto da Celtic (1967), Ajax (1972), Psv (1988), Manchester United (1999) e Barcellona (2009). L’Inter di Mourinho come e più di quella di HH, insomma. Zanetti e compagni hanno scritto una nuova pagina di storia, ponendo fine ad anni e anni di sofferenze nerazzurre.

E’ il successo di tutti, ma tre protagonisti meritano una menzione particolare. Il primo non potrebbe essere altro che Massimo Moratti. Prese le redini del club nel 1995 per rinverdire i fasti degli anni ’60, a lungo ha speso molto e inutilmente raccogliendo poco e niente, sia per demeriti suoi che altrui (leggi Calciopoli). Imparata la lezione, è arrivata una pioggia di trofei: cinque scudetti di fila, qualche coppa Italia e Supercoppa. Mancava però l’acuto internazionale, sempre soffocato anzitempo. Nella notte di Madrid il più felice non può essere che lui. Da lassù anche il padre Angelo gli avrà tributato un applauso. Perchè le mosse estive di mercato gli hanno dato ragione: in primis, lo scambio Ibra- Eto’o (ovvero un solista perdente per uno umile ‘sgobbatore’ vincente), l’acquisto del super bomber Milito, dell’esorcizzatore di bomber avversari Lucio e la ciliegina sulla torta Snejider, l’uomo che ha fatto compiere il salto di qualità alla manovra. Poi, naturalmente, la scelta dell’allenatore compiuta due anni fa. E qui si arriva al protagonista numero due. Josè Mourinho, l’uomo di Setubal, il nuovo Mago. In due anni ha donato una dimensione europea ai nerazzurri, dando personalità e convinzione ad una squadra che ne era sempre stata carente. Nel triplete c’è tanto, tantissimo, del suo. Peccato soltanto il suo (ormai certo) addio destinazione Real, giunto come una doccia fredda e nel momento meno indicato.
Il terzo (ma non ultimo) protagonista è il Principe. Un finalizzatore implacabile che ha deciso con giocate e freddezza da campione campionato, coppa Italia e Champions League. 30 reti stagionali, tutte decisive. Più una vagonata di scatti, rincorse e recuperi. Senza mai una sosta o un turno di turnover. Ad oggi è il miglior centravanti del mondo. A lui come a capitan Zanetti, arrivato sul tetto d’Europa dopo 15 anni e 700 partite, la leggendaria Inter 2009-’10 deve davvero tanto.